Diario dal 10/9/2010

10 Settembre 2010  Il titolo "verso il Paradiso" allude alla conclusione dell'anno liturgico, Festa di Cristo Re e all'orizzonte d'eternità sfondo di tutte le nostre esperienze.

Oggi è San Nicola da Tolentino. Rappresentato col sole sul petto, quasi ad indicare la "solarità" di questo santo; duramente trattò se stesso con penitenze, trasformandosi, e diffondendo attorno pace e allegria. Patrono di Castelfranco Emilia. Sono stato alla Processione: tanto era ben preparata dal clero, quanto poco partecipata dalla gente. Solo a fine funzione la folla si riversava in paese, per gli intrattenimenti offerti.  

 

Scriverò il diario del Cammino di san Benedetto, con tranquillità, senza rubare tempo ai doveri. Lo stile benedettino è l'equilibrio, la discrezione, la consapevolezza di una grande meta, ma raggiungibile con l'umiltà e la fedeltà.

Il rientro dal Pellegrinaggio è stato bello: molto lavoro e sereno entusiasmo.

 

11 Settembre 2010 Sabato - Giornata iniziata con la preghiera assieme alle Suore, dove sono stati letti i "12 gradini dell'umiltà" secondo la Regola di S. Benedetto. Provo a ricordarli a memoria: 1. Il pensiero costante di Dio e dei suoi comandamenti. 2. Il fare sempre la sua volontà, non la nostra. 3. L'obbedire al Superiore. 4. Obbedire anche quando è gravoso. 5. Confessare i pensieri cattivi e le colpe. 6. Amare ciò che è piccolo e spregevole. 7. Sentirsi nel cuore veramente piccoli. 8. Non fare nulla fuori dalla Regola 9. Amare il silenzio, parlando solo se interrogati 10 Non essere facili al riso 11 Parlare in modo sobrio, ponderato e a bassa voce. 12. Essere modesti nell'atteggiamento del corpo.

Secondo Anselm Grun questi "gradini" rivelano una personale esperienza di S. Benedetto e una raffinata psicologia, facendo avvicinare l'anima a Dio, agli altri e soprattutto a se stessa. Non solo portano in Paradiso, ma creano sulla terra il Paradiso. Prova ne è la mirabile architettura delle Abbazie Benedettine.

 

Una preghiera per la Pace, oggi 11 Settembre. Studierò il capitolo sul Corano, nel libro di Gibbs. Non occorre essere ingenui: la storia del rapporto con l'Islam è problematica e conflittuale; non fanno bene i preti milanesi a dare i locali parrocchiali ad uso moschea. Nel contempo la via del Vangelo non è la lotta armata, nè indifferenza, ma la difficile lotta per l'amore e la verità. Questo cammino passa per l'umiltà (alla S. Benedetto) e la mitezza.  

CRISTO RE - PANTOCRATOR - Duomo di Monreale SICILIA - Richiama la Sindone
CRISTO RE - PANTOCRATOR - Duomo di Monreale SICILIA - Richiama la Sindone

12 Settembre 2010 Domenica XXIV Tempo Ordinario - SS Nome di Maria -  All'amore esagerato del Padre, invoco come Mosè il perdono per i peccati. Nel mettermi come Figlio al cospetto del Padre, chiedo la Benedizione sulla Missione Parrocchiale del 17-31 Ottobre. Ieri sera ha telefonato Padre Franco da Monteveglio chiedendomi ragguagli sulla organizzazione. Secondo lui siamo in ritardo coi tempi: il 29 Settembre sarebbe troppo avanti per iniziare la distribuzione del programma. La ragione di questa data è che ho voluto privilegiare un inizio normale dell'anno, "per rispetto delle persone", per non fare cadere le Missioni come evento che totalizzi ed esaurisca la vita pastorale. Ho pensato risultassero più efficaci se incastonate in un ritmo parrocchiale regolare, pur povero che sia. Devo rimanere fedele a questa "vision". D'altra parte il richiamo di Padre Franco ci solleciti ad arrivare a quella data, il 29 Settembre, ben preparati a partire, in ogni settore. Creare un comitato organizzativo, poi costruire piano piano una rete di "annunciatori" - attraverso i molteplici incontri di queste due settimane - che dalla sera del 29 sappiano bene dove e come agire. Se nel cammino nascono paure e amarezze, ben vengano! Purificano l'anima verso il Paradiso. Che non è solo un luogo, ma la perfezione dell'amore.         

Sono quasi scomparsi i "conversi" nei Monasteri, quei fratelli laici che si occupano di cucina, campi, pulizie... quasi dei servi, ma nella ordinata e dignitosa vita dei Cenobi trovavano un ambito adatto alla loro anima dimessa e operosa. M'identifico con queste figure, possibili versioni invernali di un futuro da randagio pellegrino. 

Dalla prima lettura della Messa una grande luce: Mosè che intercede per il popolo ... costituito da Dio segno della sua bontà per le anime ... ho capito cosa significa sacerdote ... intercessore, canale delle grazie, con la preghiera, i sacramenti ... realtà immense, cui solo estrema umiltà e fedeltà possono corrispondere ...  Anche da randagio pellegrino, non potrò che vivere pienezza sacerdotale.

 

Serata al cimitero. Seduto a lungo sul gradino della chiesa, accompagno il tramonto rivolto verso l'autostrada. Viene in mente la poesia di Foscolo "Alla Sera"; la recito, nella sua valenza cosmica.

 

Forse perché della fatal quiete


Tu sei l'imago a me sì cara vieni


O sera! E quando ti corteggian liete


Le nubi estive e i zeffiri sereni,

E quando dal nevoso aere inquïete


Tenebre e lunghe all'universo meni


Sempre scendi invocata, e le secrete


Vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co' miei pensier

su l'orme
 che vanno al nulla eterno; e intanto fugge


questo reo tempo, e van con lui le torme

Delle cure onde meco egli si strugge;


e mentre io guardo la tua pace, dorme


Quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.

 

13 Settembre 2010 Lunedì - San Giovanni Crisostomo - il santo della eloquenza e fortezza nelle tribolazioni. Ha scritto un libretto "sul sacerdozio". Oggi inizia la Tre Giorni del Clero: un cammino di Comunione da vivere con tutta l'anima, consapevole di quanta fatica comporti.

Foscolo vede la morte come un "nulla eterno" ... invece è un "tutto eterno". Ma lo struggimento è condivisibile, gli opposti s'incontrano: momento immenso.

Sguardo concentrato sulla Eucaristia e col Centurione sulla potenza della fede-preghiera.

Il Prof. Nello Cipriani col Card Caffarra alla Tre Giorni del Clero 2010 - in Seminario
Il Prof. Nello Cipriani col Card Caffarra alla Tre Giorni del Clero 2010 - in Seminario

IL Cardinale Caffarra ha iniziato la Tre Giorni ricordando la parola chiave della Liturgia: "Nunc", "Hodie" (Ora, Oggi) ... La comunione con Dio non è solo speranza ma realtà presente ... Relazione di Cipriani sul sacerdozio in S. Agostino: anch'egli in principio cercava la sua propria pace interiore, poi ha capito che il modo più grande per essere conformi a Cristo è vivere per il bene degli altri ... Studio e spiegazione della Sacra Scrittura!

Attraverso Marco ed Eugenia ripresi seriamente i contatti con la Comunità dei Figli di Dio.
La relazione pomeridiana sulla "Emergenza Educativa" faceva ipotizzare futuri trasmettitori di scienza spirituale oggettiva, senza più i soggettivismi oggi imperanti...

Il Consiglio Pastorale Parrocchiale mi pare sia andato bene: clima di ascolto, concentrazione su alcuni obiettivi precisi, spirito di collaborazione.

C'è tanto da lavorare; il pensiero del Paradiso porta ad una generosità tranquilla e fiduciosa.

14 Settembre 2010 Martedì - Festa della Esaltazione della Croce. Sostituisce la Festa Ebraica delle Capanne, la più grande di tutte: più della Pasqua e della Pentecoste; perchè quelle celebravano un ricordo, il passaggio del Mar Rosso e il dono della Legge, invece questa una speranza: la vita nella Gloria di Dio.

Suggestione, al risveglio, di un invito dilatato: "Gesù ha bisogno di te!" per convocare gli annunciatori della Missione - segno della maglietta, con il logo e la piccola scritta "Eccomi!". Ringrazio il Signore di questo sentimento fiducioso. 

Don Massimo, don Andrea Caniato e don Francesco durante i lavori di Gruppo su "Educazione e Mass Media"
Don Massimo, don Andrea Caniato e don Francesco durante i lavori di Gruppo su "Educazione e Mass Media"

Dai gruppi di lavoro su "Educazione e Media" ho dedotto queste tre conclusioni:

* per il linguaggio liturgico occorre sobrietà, purezza e cura del segno. Linguaggio spirituale.

* per la catechesi, ricchezza di immagini, racconti, affettività, ambientazione vitale, secondo i canoni della comunicazione multisensoriale, oggi dominante.

* per la informazione, occorre buttarsi sulla "rete" e puntare sul coinvolgimento del maggior numero di soggetti: non costa nulla, è accessibilissima, ha spazi illimitati. 

Importante rimanere agganciati alla realtà: solo così il pensare è profondo e il comunicare significativo.

S. Agostino sostituiva spesso il "Deus" col "Tu" ... molto bello!

La Festa della Esaltazione della Croce è stata degna: penso che Tu, Signore, sia contento. Morte di Alberto Golfieri: abbiamo condiviso insieme la passione per gli insegnamenti di don Giuseppe Dossetti. Visita a mamma Irma e alla sorella Cinzia; gli istanti passati in quella casa sono stati di assoluta, nobilissima e pacificante verità. 

15 Settembre 2010 - Mercoledì - Beata Vergine Addolorata. Mi lega a questo mistero la vicinanza delle Suore Minime e delle Mantellate Serve di Maria di Galeazza.

Ieri pranzo accanto a don Stefano Maria Savoia: "... non dobbiamo servire l'egoismo delle persone; noi serviamo Cristo, cercando continuamente di formarlo nelle persone, persuasi sia il loro vero bene, il sè di ciascuno " ... poi, vedendolo dimagrito, ... "importante contenersi nel cibo ... apre le strade ad altri contenimenti e l'anima è più disponibile al servizio".

Incontro-scoperta di John Henry Newman che il Papa beatificherà il 19 Settembre. Convertitosi dal protestantesimo "liberale" al cattolicesimo della "verità" è segno della possibilità di una via sicura e oggettiva del bene. Oltre i soggettivismi e le incertezze. La Festa della Addolorata si inserisce nella via del dolore per amore - diverso dal dolore per la preoccupazione di sè - cuore del servizio operoso a Dio e agli altri. Cercare di essere sicuri dentro, per dare sicurezza agli altri. Solo il dolore per amore è intrinsecamente perseverante. Come viverlo? Invocare lo Spirito e lasciarci guidare dalla Provvidenza: tutto quello che accade è per collocarci nell'Amore. 

Al funerale di Alberto c'erano don Gianni, della parrocchia di S.Benedetto Abate in Modena, e il vice polacco don Dario: atmosfera di dolcezza, serietà, fede. * Bella la visita a Martina Manzini e la Messa col rinnovo voti delle Suore, animata dal Coro S. Giacomo e dai giovani. 

16 Settembre 2010 - Giovedi - La riunione dei Catechisti è stata particolarmente vivace. Uno ha detto: "questo è il cuore pulsante della parrocchia". Ho cercato di illustrare la funzione sovraintendente del Consiglio Pastorale; ma credo sia positivo e non concorrenziale che i catechisti si sentano "cuore pulsante della parrocchia". Così come dovrebbe essere il gruppo della carità, della liturgia e della Scuola dell'Infanzia. Sono i soggetti agenti, quanti operano sul campo.   

15 Settembre 2010 ore 21,00 - Riunione Catechisti di Piumazzo  nella bella Casa Beata Vergine delle Grazie
15 Settembre 2010 ore 21,00 - Riunione Catechisti di Piumazzo nella bella Casa Beata Vergine delle Grazie

Il Card Caffarra conclude la Tre giorni del Clero chiedendo tre cose:

1. Dedicare l'intero anno 2010-2011 alla preghiera vocazionale.

2. Impegnarsi sul fronte della educazione, ricostruendo l"Humanum"

3. Convertirsi alla santità, per divenire padri e madri in Cristo (e cita un articolo di S. Tamaro)

* Riporto l'articolo cui si riferisce l'Arcivescovo: 

 

PADRI E MADRI SPIRITUALI 

 “Malgrado tutti i discorsi sull' apertura, sulla nuova evangelizzazione, la Chiesa continua a essere una struttura solo apparentemente accogliente, accoglie giustamente i poveri, si prodiga con generosità per alleviare le sofferenze degli ultimi, ma spesso, in questa bulimia di buone azioni, si dimentica delle inquietudini delle persone normali. Mancano i padri e le madri spirituali, persone credibili, che abbiano fatto un cammino, che conoscano la complessità e la contraddittorietà della vita e che, con umiltà e pazienza, sappiano accompagnare le persone lungo questa strada, senza giudicare e senza chiedere risultati. Nel padre o nella madre spirituale non c' è niente di nuovo, bensì qualcosa di straordinariamente antico: la sete di un' anima che incontra un' altra anima in grado di aiutarla a cercare l' acqua. Non occorrono nuovi «input», nuovi dicasteri, nuove sfide, nuovi raduni oceanici. Occorre soltanto ricordarsi che nell' uomo esiste una parte di mistero e che questa parte va nutrita. La natura umana è sempre uguale e, per crescere interiormente, richiede le stesse cose oggi come ai tempi dei padri del deserto. Se così non fosse, non si spiegherebbe il fascino che ancora ha, ad esempio, San Francesco che da più di ottocento anni continua a parlare e a commuoverci con le sue parole e la sua vita. San Francesco infatti era un Santo. E cosa vuol dire Santo? Essere una persona integra, totale, una persona che non ha doppiezze, fraintendimenti, che conosce solo il «sì sì, no no» di evangelica memoria. Sono così la maggior parte delle persone di Chiesa che ci vengono incontro, che parlano dai pulpiti delle parrocchie, in televisione, sui giornali? Hanno sguardi luminosi? Le loro bocche parlano davvero della pienezza del cuore? Sono forze di santità? E se lo sono, perché non arrivano, perché le loro parole lasciano per lo più indifferenti, se non irritati? Perché non faccio altro che incontrare persone buone, rette, etiche, che si sono allontanate per sempre dalla Chiesa dopo esperienze deteriori con i suoi rappresentanti? Dove «deteriore» non è solo il caso estremo del pedofilo, ma anche quello più semplice del sordido, dell' ignavo, del gretto, comunque del doppio? Perché, nel cattolicesimo, è concessa questa doppiezza? La bocca si riempie di parole alte, ma la vita, spesso, non le manifesta. La coerenza non sembra essere richiesta. Eppure, dove la coerenza c' è, dove c' è testimonianza della pienezza della vita di fede, le chiese sono piene, i nuovi eremiti sparsi sull' Appennino hanno il problema di gestire il flusso delle persone che ininterrottamente va da loro. Già, perché questi sono tempi di grande inquietudine e di grande ricerca. L' uomo in cammino non si accontenta più di formule, di luoghi comuni, di convenzioni sociali, è molto più esigente, cerca risposte vere e profonde alle domande che ha dentro. Questa sete di verità e bellezza non può venire soddisfatta dalla mediocrità delle vite e delle testimonianze né da una liturgia che ha abbandonato il sacro diventando sempre più simile a una sorta di intrattenimento televisivo. Se una nuova evangelizzazione ci deve essere, dovrebbe dunque riguardare prima di tutti gli uomini e le donne della Chiesa, responsabili purtroppo - in molti, troppi casi - dell' allontanamento dalla fede di tante persone di valore. Forse è il momento di capire che non è la quantità dei sacerdoti, ma è la qualità a fare la differenza. E la qualità non dipende dalla preparazione teologica, dai convegni, dai master accumulati, ma dalla purezza dell' anima che si arrende alla Grazia. Un' anima arresa è un' anima che converte, che disseta. Un' anima che traffica, organizza, o si assopisce sui suoi privilegi, è un' anima che allontana. Viene il sospetto che questo nuovo dicastero rischi di diventare soltanto l' ennesimo coperchio messo sulla pentola, per non guardare quello che bolle dentro. Nuove cariche, nuovi poteri, nuovi segretari, nuovi bilanci. C' è davvero bisogno, è questo che avvicinerà la gente? O c' è bisogno piuttosto di una grande cura di umiltà? Cancellare i moralismi, i pregiudizi, la pigrizia, la sete di potere e tutta quella zavorra che nulla ha a che vedere con la fede e appesantisce e rende tanto ostile il cattolicesimo agli uomini contemporanei. I nostri tempi hanno bisogno estremo di santità, come ha detto il Papa di recente all' anno sacerdotale, perché davanti alla cosificazione dell' uomo, è l' unica condizione che lo riporta alla straordinaria grandezza per cui è nato. Santità non è un' inerme arrendevolezza, ma è una forza di pienezza, un essere dell' uomo nella totalità compiuta dei suoi pensieri e dei suoi sentimenti, capace così di compiere ogni suo atto nella luce dell' amore.”   Susanna Tamaro - Corriere della Sera - 2 Agosto 2010

 

La scrittrice SUSANNA TAMARO
La scrittrice SUSANNA TAMARO

17 Settembre 2010 - Venerdì - Il Card. Caffarrra, ai tre punti indicati ieri, ne aggiunge un'altro: "La prima e più urgente questione, è la questione di Dio: non è quella morale ..."

Il vangelo di ieri: la donna peccatrice, che accarezza, bacia, profuma, tocca Gesù, mostra come la dimensione dell'erotismo appartenga alla fede. L'incontro con Marilena, che soffre la perdita di Mauro, mostra come l'amore chieda di attraversare le zone oscure della assenza fisica. Non è anche così per tutti, nel rapporto con Gesù, davanti alla Eucaristia? 

 

La "carità pastorale" sia l'anima di tutto: il bene degli altri. Non è un ostacolo un'indole riservata, timorosa, non propensa all'insegnamento, alla gestione altrui. Anzi può essere un vantaggio. Non siamo chiamati a gestire gli altri, ma ad amarli cercando il loro bene. 

Il primo atto della carità pastorale è non giudicare nessuno, sentirsi più piccoli di tutti, debitori verso tutti e grati verso tutti.

 

Spesso non sappiamo come fare per amare e servire gli altri. E continuiamo a pensare che dipenda dalla nostra buona volontà. Occorre piuttosto lasciarci permeare di Dio, allora saremo in grado di vivere facilmente e pienamente la carità pastorale. San Benedetto ha indicato i "12 gradini" proprio a questo fine; non basta la preghiera, ma certo il cuore è la preghiera. Lui preferiva mettere al centro l'umiltà.

 

18 Settembre 2010 - Sabato - Il giorno della mia prima Compostela a Santiago: arrivai il 17, ma andai all'Ufficio del Pellegrino il 18 Settembre 2008.

Ieri sera manifestazione No Cave in piazza. La pioggia del giorno penalizza l'organizzazione, scoraggiando la partecipazione serale di tantissime persone, ma dà spessore ai presenti. Il Vescovo mi ha chiesto di rimanerci fuori e capisco il perchè: la strumentalizzazione. Eppure il rispetto della terra, per me pellegrino, è fondamentale. Nulla più della terra mi parla di Dio.

Dice il Signore ad Abramo: "Esci dalla tua terra e va verso un paese che io ti indicherò". La vera terra è il Paradiso e quella che attraversiamo è un segno: da qui lo struggente amore, il dovere di difenderla, ma anche la libertà e disponibilità a lasciarla. "Ecco, io creo cieli nuovi e terra nuova". Le Letture di stasera dicono di "pregare per tutti gli uomini, particolarmente per coloro che stanno al potere, per avere una vita calma e tranquilla in tutta pietà e dignità". Sembrerà un atto piccolissimo, ma è così che nasce il Regno di Dio. La carenza dei politici nasce dalla carenza dei pastori d'anime: la capacità della visione d'insieme, la cura del bene comunitario e lo sguardo fisso alla sorgente. 

19 Settembre 2011 - Domenica -   Le Suore hanno preparato un cordialissimo pranzo per il 30° di sacerdozio e un gradito omaggio foto-musicale in Power Point. Alle Messe, cui hanno partecipato oggi numerosi fedeli, non ho potuto non commuovermi nell'intravedere qualcosa del "il disegno" divino.

 

"Il Signore mi ha fatto per uno scopo, ma mi ha fatto anche inquieto;

quando mi vede con lo zaino in spalla, io sento che lui è contento" .

il segreto della vita spirituale è non desiderare mai una "cosa" , nemmeno la più nobile, come la carità, la comunità, la solitudine, la preghiera, il digiuno, l'apostolato, ecc. perchè in ciascuna di essere può inserirsi l'amor proprio; ma desiderare solo e totalmente la volontà di Dio, l'indicazione dello Spirito: solo e perfettamente in quel momento l'anima rende presente Gesù. Certamente la volontà di Dio ha a che fare con i propri desideri, ma essi vanno sempre verificati, purificati, innalzati: ecco il senso dei "12 gradini" nella Regola di San Benedetto. 

19 Settembre - Interpreti del Concerto Lirico a Casa Beata Vergine delle Grazie
19 Settembre - Interpreti del Concerto Lirico a Casa Beata Vergine delle Grazie

20 Settembre 2010 - Lunedì - 30° Anniversario di Ordinazione - "Non stanchiamoci di fare il bene, se non desistiamo a sua volta mieteremo" - "Non si accende la lucerna per metterla sotto il letto, ma sul lampadario, perchè illumini tutta la casa" - " Non c'è nulla di nascosto che non venga alla luce". Le letture di oggi, anniversario della Ordinazione, sono di tipo operativo: essere attivi, secondo Dio, tendendo al bene oggettivo, non apparente. Il sacerdozio non si identifica con una lettura emotiva e "secolare": l'idea di prete che ha la gente e noi medesimi. E' invece un mistero soprannaturale, intrecciato alla concretezza della esistenza, che richiede una sapiente lettura. L'età aiuta a capire: sono molto più contento oggi di ieri. Amare sempre di più Piumazzo.

Dopo il Concerto Lirico, con Tomaso, Amedeo, Viliam, Marco e relative consorti, è nata l'idea di andare a Santiago con la parrocchia la prossima estate 2011; ho dato disponibilità la prima settimana di luglio. Se andremo, come sarà molto probabile, ho il dovere di fare al gruppo una preparazione non solo tecnica, ma spirituale e imparare l'arte dell'assistente.

 

21 Settembre 2010 Martedì -  San Matteo, Apostolo ed Evangelista.

La riunione di ieri sera coi Catechisti di II° e III° è stata bella. C'erano tutti, clima collaborativo, volontà di dedizione. L'obiettivo di "formare gruppo" condividendo il cammino si sta realizzando. Non posso che essere profondamente contento. Tuttavia sentivo lo scarto fra ciò che potrebbe essere, con indicazioni più pertinenti, e ciò che è. Eppure tutto è bello così: che la crescita sia lenta, graduale, faticosa, con cadute, momenti di stanchezza: sono le regole del cammino. Importante mantenere l'animo fisso nel centro e nell'insieme: questo è il Regno di Dio.

Commovente presenza alla Messa nel 30° anniversario di sacerdozio: si stanno moltiplicando i segni attorno a questo evento. Magnificat anima mea Domini.

 

"Tutto il futuro sviluppo di un'esistenza sta iscritto nel primo fotogramma". Così la vicenda di Barry Lindon, film di Stanley Kubric finito di guardare ieri sera. La storia umanissima di una ascesa e una rovina; di tante virtù frammiste ad altrettanti vizi; di un destino apparentemente senza Dio, manifestato nel mistero della bellezza e della morte. Tale è la storia del mondo. "Tutto nel primo fotogramma": così è anche del battesimo, del sacerdozio e di chi comincia la giornata con una preghiera. 

 

"Fu durante il regno di Giorgio III che i suddetti personaggi vissero e disputarono, buoni o cattivi, belli o brutti, ricchi o poveri ora sono tutti uguali". Così la finale di Barry Lindon.

Ma non è la verità: alla fine saremo molto diversi. Una differenza di "volto" e una di "merito". Ciascuno risplenderà nella singolarità della sua vocazione e nel grado di amore vissuto. 

 

Sergio Calanchi, Ennio Grazioli e Lorenza: chiesa grande, lavoro grande. GRAZIE!!!!. 

 

Liturgia di S. Matteo: "Vi esorto a vivere secondo la vocazione ricevuta, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda". La sopportazione non come atto preparatorio alla carità, ma come atto perfetto di carità. Per vivere la vocazione: aspetto distintivo della mia personalità, in relazione agli altri, mettendoli nella condizione di "compiere il ministero", cioè di essere a loro volta propositivi.

Gesù, non è un'anima religiosa asfittica e inumana come il reverendo di Barry Lindon. Chiama chi non se lo aspetta, dicendo la parola che nessun saggio direbbe mai: "Seguimi" e ricevendo la risposta che nessuno naturalmente darebbe mai: "lasciato tutto, lo seguì".  

22 Settembre 2010 - Mercoledì - E' carità anche sopportare amorevolmente se stessi.

23 Settembre 2010 - Giovedì - San Padre Pio da Pietralcina.

" Niente è più freddo del cristiano che non si cura della salvezza degli altri. Non puoi qui tirare fuori la povertà, infatti quella donnetta che mise le due monetine ti accuserà. Non puoi tirare fuori la debolezza, l'ignoranza, le umili condizioni ... così furono gli apostoli. Vedete le piante ornamentali come sono belle? Ma se avessimo un orto preferiremmo melograni e olivi fecondi, piuttosto che quelle. Chiunque può essere utile al prossimo, se vuole compiere la sua parte. E non puoi dire. "Non posso indurre gli altri" perchè se sarai cristiano ciò non potrai avvenire". ( San Giovanni Crisostomo)

Il giorno di san Padre Pio non può essere come gli altri. Finita la distribuzione degli avvisi per il 29 Settembre (qualcuno mi ha ricordato che è il titolo di una canzone di Battisti), occasione di salutare e incontrare la gente di Piumazzo nelle strade e nelle case. Così spero sia anche per chi andrà a distribuire i programmi delle Missioni: il rapporto con le persone conta. Durante i vespri in chiesa, voci dei ragazzi e ragazzine in cortile e timbro "stonato" delle loro risate. Cosa fare?

24 Settembre 2010 - Il voler bene, agli altri e fra di noi, è la migliore "predica".

Nei giorni di inizio scuola il cortile è pieno di ragazzini: idea di una Festa dell'Oratorio da metà Settembre alla prima domenica di Ottobre: è la stagione giusta. Tutto molto semplice, con le persone che ci sono, qualche familiare; fare capire che li accogliamo, li seguiamo nel loro bene e pensare "una cosa" per l'anno, nei giorni feriali. Preparazione dal 7 al 14 settembre, poi Festa della Esaltazione della Croce e della Addolorata, qualche attività; finale con apertura del Catechismo e "4 passi con Asham"

25 Settembre 2010 - Sabato - 

"C'è un tempo per ogni cosa sotto il sole: un tempo per piantare e un tempo per sradicare, un tempo per raccogliere e un tempo per disperdere ... Dio ha fatto buona ogni cosa a suo tempo; anche se all'uomo non è dato comprendere l'opera di Dio". (Qoelet)

 

Molti cercano profondamente il Signore, per adorarlo, conoscerlo, fare la sua volontà, ma nessuno li aiuta; Bisogno pure di una "regola di vita", come diede san Benedetto”. Scuola di preghiera e direzione spirituale

Collaborare di più con le parrocchie vicine,"sentire insieme"; bastano piccole cose, umili segni, ma indicano una strada. Sono stato parroco sei mesi alla Cavazzona: non può essere stato senza significato. I catechisti chiedono aiuti concreti sul loro compito; accanto alla formazione spirituale, nella prossima riunione del 14 novembre occorre entrare in questo aspetto "tecnico". In parrocchia siamo ancora troppo formali, dice qualcuno. Rifletto sul rapporto fra "formale e informale": l'anima ha bisogno di stili, regole, modi sicuri e fermi. Come la terra, stabile e fissa, nell'incedere delle stagioni. Le forme esteriori sono segno di questa stabilità: come il "lei" dato a chi si riconosce come autorità. Dentro ciò risplenda la libertà della persona, il suo diritto-dovere di essere se stessa, anche nei lati più piccini, risibili e oscuri. Dall'incontro fra questi due elementi nasce la educazione e soddisfazione.

 

Andrea Mazzucchi è stato molto generoso a ospitare lo striscione della Missione entro il lavoro per la corsa del 3 Ottobre. W i "4 passi con l'Asham".

 

Anche Willer Comellini ha lavorato tanto per comporre libro e sistemare cartelloni o banners. Grazie!
Anche Willer Comellini ha lavorato tanto per comporre libro e sistemare cartelloni o banners. Grazie!

 

"Ci sono nell'anima delle ferite, prodotte dalla vita, che non si rimarginano mai. E ogni volta che ritorniamo nel contesto che le ha procurate, esse si riaprono, impietose e invincibili. Durante queste stigmate del passato, che spesso si associano alle pene presenti, non c'è altro da fare che sopportare. Però è bene ricordare che furono proprio quelle ferite, elaborate dalla pazienza e dalle misericordie che la vita parimenti ha donato, a costruire quell'anima operosa e amorevole che ora ti trovi."

 

TUTTO QUELLO CHE CHIEDIAMO NELLA PREGHIERA IL SIGNORE LO CONCEDE. Paradiso è pregare sempre, con fede speranza e carità, per tutto e per tutti.

Per Gianluca Venturi e Piccini Graziella, oggi sposi.

 

26 Settembre 2010 - Domenica - Molto bella tutta la giornata: tanta gente a tutte le Messe e commovente pomeriggio: Messa, video-foto, rinfresco e "c'è posta per te" con prezioso dono dell' iPad. -  Come ricambiare tanto amore?

 

OMELIA DEL 30° DI MESSA

Carissimi amici, parrocchiani, parenti, giovani, anziani ... voi tutti che siete qui, in questa messa, il cui carattere speciale è proprio nei 30 anni del mio sacerdozio.

Quando due mesi fa stesi il programma del bollettino, rammentai questa data collocandola nel programma, parendomi doveroso verso Dio, la comunità e me stesso. Immaginavo una messa feriale, totalmente normale, con le solite persone: solo una parola e una preghiera. Ho vissuto sempre così gli anniversari, eccetto due: il 10° di presenza a Pizzano e il 25° di sacerdozio a Piumazzo, pochi mesi dopo l'arrivo. Ho sempre imbarazzo in queste occasioni, perchè il mio rapporto col ministero sacerdotale non è esente da problematicità. Vedo tante carenze, obiettivi non raggiunti, ... come si può fare festa, ancora così indietro dalla meta e così lontano dal modello che dovremmo vivere? Il passare degli anni guarisce, rasserena, matura. Così a questo scadere del 30° anniversario, pur rimanendo, anzi per taluni versi rinforzandosi lo spirito inquieto, si fa strada una sempre maggiore serenità, gratitudine, soddisfazione. Forse non è casuale che il mio ultimo grande incontro spirituale sia stato San Benedetto, il santo costruttivo, equilibrato, formatore; il santo del lavoro e della comunità. 

Ringraziandovi dunque tutti, con affetto e consapevolezza dell'immenso aiuto che date a me e al ministero sacerdotale, cerco con voi di capire la direzione verso la quale ci porta la Provvidenza con questa festa, attraverso le letture del giorno e gli eventi del tempo. La parabola del Ricco Epulone e di Lazzaro invita a non confidare nella ricchezza in sè, ma a condividerla coi poveri. Un segno di questo tema è per noi la neonata Caritas parrocchiale, che auspichiamo conosca un fervore di dedizione tale, che nessun povero a Piumazzo manchi di attenzione, aiuto e amore. Un secondo tema delle letture è l'orientamento alle cose ultime, alla meta, al Paradiso. Oltre a farne oggetto costante del nostro pensiero, il segno che accompagna per noi questo tema è duplice: il primo: l'amore al pellegrinaggio di Santiago di Compostela; proprio oggi la nostra Monica Ghedini è arrivata alla tomba dell'Apostolo Giacomo! Il secondo segno, legato alle parole di Epulone: "di' a Lazzaro che vada dai miei fratelli e li ammonisca severamente, perchè non vengano in questo luogo di tormento", è il rinnovato impegno educativo verso le nuove generazioni.

Il terzo tema è il senso di Dio: "Il beato e unico Sovrano, il re dei re, il Signore dei Signori, che abita una luce inaccessibile ..." Segno di questo desiderio di conoscere e seguire il Signore sia nella degna celebrazione delle vicine Missioni Parrocchiali.

In questa settimana, inizia nella nostra Diocesi l'Anno Vocazionale: non cè modo più grande per fare del bene al prossimo che essere canali delle grazie di Dio per gli uomini, attraverso la preghiera, i sacramenti, la croce ...  Questo è il sacerdote!

Affidiamo alla Madonna della Provvidenza questi propositi e la benedizione a tutti voi, qui presenti con tanta fede e carità. (don Remo Resca)

27 Settembre 2010 - Lunedì - San Vincenzo de Paoli. Come membro del CDA della Casa del Clero intitolata a San Vincenzo de Paoli, partecipo alla Messa col Cardinale e i sacerdoti anziani, ricorrendo i 350 anni dalla morte del Santo (1660). C'era Mons. Benito Cocchi, Arcivescovo emerito di Modena, già avanti con la malattia, e i miei parroci: Mons. Mascagni e Mons. Bortolotti, ormai completamente inabili. Con gli occhi fissi fissi nel vuoto, o il penoso ebete sguardo sorridente. Questa è la nostra sorte.

La fede è sempre un vedere oltre l'apparenza. Così quando San Vincenzo de Paoli invitava: " a regolare il nostro atteggiamento verso i poveri non da ciò che appare esternamente in essi e neppure in base alle loro qualità interiori. Dobbiamo piuttosto considerarli al lume della fede . Il Figlio di Dio ha voluto essere povero e rappresentato dai poveri".

Oggi in parrocchia Messa per la Caritas.

Telefonata a don Giulio, col proposito di andarlo a trovare presto.

Riunione coi genitori di 2° e 3° elementare nella bella Casa B.V. delle Grazie. Presente la quasi totalità dei genitori, clima cordiale e comunicazione a più voci. Il numero elevato, ma anche la natura della riunione, non ha dato seguito ad un dialogo coi genitori. Per parlare ci vogliono piccoli gruppi (come gli incontri alla Scuola Materna: non più di dieci bambini). Ho colto ugualmente la gravissima tensione sotterranea, oggettiva, fra un'esperienza di vita areligiosa, in cui il bambino vive normalmente, e questo "tu ci devi andare", con cui i genitori rispondono alle loro resistenze. E' la nostra croce di pastori: rivolgersi ad anime divise. Ma questa non è altro che una delle tante tensioni dell'anima che noi comunque siamo chiamati ad aiutare a superare. Soprattutto con la testimonianza di unità interiore. Ringrazio il Signore di stare bene, e anche se non riesco ancora a parlare in modo composto e "con poche e ben ponderate parole" prego lo Spirito Santo che l'incontro porti frutto.    

28 Settembre 2010 - Martedì - ancora rimangono nel cuore le impressioni dei visi dei genitori durante la riunione di ieri sera. "UNITI IN CRISTO, PER IL BENE DEI FIGLI" questo semplice, e per certi versi banale, slogan è come emerso con potenza, accompagnato da una "vision" di come le cose potrebbero essere, con questi genitori. Nulla di originale e tutto originale! Un cammino di fede, dialogico, che parta da un sincero affetto e frequentazione reciproca, una partecipazione di vita; e "poichè dall'incontro si cambia entrambi" condividere entusiasticamente con loro alcuni elementi di fede cristiana che il Signore mi ha dato, sperimentando insieme quanto sia più felice, più serena, la vita in Cristo. E da questa esperienza, vera e diffusa, costruire il rinnovamento di tutta la comunità.

Poi ho immaginato un Santiago di massa: genitori, bambini, giovani, tutti sotto le tende, per un cammino tanto di allegria, avventura, quanto di comunione nella fede. Immaginavo i camion carichi di materiale, sacchi a pelo, pentoloni per il mangiare...

E le docce?  Ho pensato alle palestre, come punto di appoggio ... ad ogni problema, volendo, cè una soluzione.

Vivere queste suggestioni con "calma benedettina" se si vuole portino frutto. Un lavoro decennale si prospetta: è bella la sensazione di "avere lavoro per molti anni" e non s'oppone alla imminenza della fine, anzi è il modo migliore per viverla. 

 

29 Settembre 2010 - Mercoledì - Santi Arcangeli Michele, Raffaele, Gabriele.

Bello l'incontro di ieri, con i catechisti e genitori di 4° e 5° elementare, ancora più partecipato e sereno del precedente. Ringraziamo il cielo e andiamo avanti: in fondo ci siamo solo dati del lavoro. Buona anche la comunicazione ai genitori sulle Missioni. Tuttavia ho la sensazione che sarà dura, a cominciare dalla riunione di stasera. Molti su cui contavo non possono venire, altri non vogliono. Inizio la giornata col rosario e preghiera ai defunti per le Missioni, consapevole che la preghiera ottiene sempre il suo effetto, ma con i modi che decide il Signore. Chiedere l'impossibile, con fiducia, umiltà, perseveranza: "Quando pregate non siate esitanti". 

  • Chi evangelizza ottiene il 30%
  • chi forma evangelizzatori ottiene il 60%
  • chi forma formatori di evangelizzatori ottiene il 100%

Questo è il senso della parabola del Seminatore

L'incontro con gli "annunciatori" è avvenuto. Ringrazio il Signore della loro presenza.

Occorre continuare con impegno di fede e di preghiera veramente pulito e generoso.

Sarebbe stato meglio essere in numero maggiore, più rappresentativo di quanti hanno a cuore la parrocchia e avere cominciato la "preparazione annunciatori" molto prima. Pensavo fosse semplice per loro consegnare un invito e un programma, ma non è così. O sono stati saltati dei passaggi di coinvolgimento, o la testimonianza di fede è proprio difficile. Occorre accettare che a molti dei "vicini" la cosa non interessi. La Missione manifesta la fede dei nuovi credenti, perchè li accogliamo e la non fede dei vecchi credenti, perchè li ammoniamo. Nella lettura introduttiva l'annuncio: " A Dio nulla è impossibile".

Fiducia dunque, di quella forte, dolce e operosa.

30 Settembre 2010 - Giovedì - Il cammino straordinario serve anche ad apprezzare di più il cammino ordinario. Le difficoltà della Missione le vedo naturali, fruttuose, educative. Occorre cogliere l'insegnamento che danno: per esempio che non si può pretendere cambiare una anima o una comunità in una settimana, e che comunque se vissuta bene anche la "resistenza al cambiamento" porta ad un cambiamento. Forse più del contrario. Quando c'è resistenza vuol dire che c'è del nuovo. 

Ne cuore sono sereno e anzi felice. Prepariamoci alla giornata di digiuno e preghiera per le vocazioni di domani. Io la vivrò in stile Ramadan: non mangiare e bere durante le ore di luce, solo prima dell'alba e dopo il tramonto. 

1 Ottobre 2010 - Venerdì - Santa Teresa di Gesù Bambino.

 "Il quinto gradino dell'umiltà sta nel non celare, ma nel manifestare al proprio abate, attraverso una umile confessione, ogni cattivo pensiero e ogni colpa segretamente commessa" Regola: cap VII. Una speciale grazia viene dal sacramento della Riconciliazione, che unisco oggi a preghiera e digiuno per le vocazioni. 

Una parrocchiana dice: "la vera Missione, la testimonianza di Dio, passa per le cose piccole e non i grandi eventi". Rispondo che la Missione Parrocchiale "è una cosa piccola" - anche se mira, per amore, a coinvolgere tutto il popolo - è il semplice annuncio di Gesù, fatto per di più da chi ha scelto stabilmente povertà e umiltà: i fratelli di san Francesco".

Oggi, festa di S.Teresa di Gesù bambino , questo tema della piccolezza è assai rilevante. Operare senza pretendere di vedere subito e qui i risultati del proprio servizio, credendo che ogni opera buona, anche minima, porta frutto.

2 Ottobre 2010 - Sabato - santi Angeli Custodi

Vivere le Missioni nel contesto della Gloria. Non come un inizio di semina, ma una conclusione di raccolta; non con l'ansia di un compito impossibile, ma la "grazia e la pace" di una misericordia condivisa.

Ho iniziato il racconto della Via Benedicti: sono contento. 

Sabato 2 Ottobre: inizio gioioso del gruppo Medie in parrocchia

 

3 Ottobre 2010 - Domenica - 

"Se aveste fede ...". La fede è uno sguardo. 

Sguardo al tabernacolo, ai fratelli, alle "tracce" della presenza di Dio nella nostra vita.

Ho messo delle "orme" davanti all'altare, per invitare a scoprire i segni del suo passaggio

Acrobatici Annunciatori  della Missione manifesto  sulla Palestra di Piumazzo
Acrobatici Annunciatori della Missione manifesto sulla Palestra di Piumazzo

4 Ottobre 2010 Lunedì - San Petronio

Senza croce non si costruisce nulla. E' attraverso essa che rompiamo la crosta di un'esistenza superficiale e abbiamo accesso al mondo della carità. E' l'eroismo dei poveri, l'unico vero e benefico. La croce delle grandi occasioni, come capitò a don Stefano Guizzardi nella vicenda delle Suore, o la croce quotidiana fatta della obbedienza alla regola di vita: i gradini dell'umiltà. Dolcezza, rassegnazione, speranza. "Guardate a lui e sarete raggianti". Ieri avevo preparato bene la omelia con i bambini del catechismo, poi la comunicazione non è stata felice; va bene lo stesso. C'è una comunicazione che va oltre la superficie: questa conta. Mantenersi fedeli al proprio lavoro, calmo, ordinato, indefesso: come era il Card. Antonio Poma (25 anni dalla sua morte).

Il tema della fede, cui nulla è impossibile, unita alla confessione della propria sincera piccolezza. E' bellissimo essere "potenti" e "inutili". 

Paradiso è stare bene dove si è, pronti a partire sempre. 

(Ricordando l'immagine di Caterina Lai in preghiera) - Che avventura conoscerti! Vivere con te, che sempre mi vieni incontro, mi cerchi, per riempirmi di te. Cosa altro posso desiderare, quale altra opera posso compiere se non accoglierti, seguirti, ammirati e ancora cercarti, Creatore dell'Universo e Intimo dell'Anima, Signore degli Eventi, Architetto dell'aurora, Designer delle foglie, dei piccoli fiori e Guida della mia vita.

 

Solo per te Signore voglio scrivere questo diario; solo tu sai accogliere e capire; mi immagino vecchio e debolissimo, inutile e imbarazzante per tutti, ma non per te, che hai detto: "nella vecchiaia daranno ancora frutto".  Libero e povero da tutto e da tutti, grato di tutto e di tutti, con la speranza, finchè mi rimane luce negli occhi, di guardare ancora l'alba e il tramonto, i prati e gli alberi; ma se dovessi anche rimanere chiuso in una stanza, farei del mio cuore prato e giardino, dove lodarti, ascoltarti o semplicemente rimanere accanto a te in silenzio.  

5 Ottobre 2010 - Martedì - Il Card Caffarra esorta noi sacerdoti a curare due cose: la preghiera personale, "ore di preghiera", per potere stare in contatto diretto con Dio: da lui capire cosa bisogna fare, cosa bisogna non fare. In secondo luogo la dedizione alle anime, in modo affettuoso - "dimensione mariana della pastorale" - perchè si sentano amate, "stando" in mezzo a loro, condividendo vita, gioie, dolori. E tanto più le anime sentono che il sacerdote "è nella loro vita", tanto più il fine della pastorale è raggiunto. 

Adesso iniziano le Missioni, sarà come l'occasione di un "kerigma": l'annuncio forte di un Centro, di una Presenza, di una Signoria ... ma sempre di più sto comprendendo l'importanza e la bellezza della cura d'anime ordinaria, del lavoro pastorale giorno per giorno, anno per anno; certo con i programmi, che sono come la cartina del percorso, ma soprattutto col cuore. Organizzare la propria vita a questo fine. Non si arriva contemporaneamente dappertutto, ma le anime vedono la direzione, se il parroco o il padre ha la testa lì, o altrove.

Sono stato dall'Ottico Biagini di Bazzano: la mitezza, competenza, disponibilità di quel vecchio, è stata esemplare di come si deve trattare la gente.  

6 Ottobre 2010 - San Bruno - E' una memoria facoltativa, ma amo tanto questo santo, che dopo una vita pubblica e apostolica, ha scelto di abitare nel centro della Calabria, sulle montagne, per dedicarsi solo a Dio.

Oggi giornata piena di cose, incontri, (sono stato a trovare anche don Giulio) piccoli appuntamenti, importanti acquisti, mille suggestioni dalle letture e dagli eventi. Ma il sigillo di Paradiso si è manifestato più che in un evento, nel modo il cui lo Spirito ha dato di viverli tutti, con profonda pace, letizia, disponibilità, modestia.

7 Ottobre 2010 - Giovedi - Madonna del Rosario.  Il Vangelo "chiedete e vi sarà dato" ispira la preghiera di intercessione come lavoro, e il lavoro attivo come sostanza della preghiera.

Jasmin, dopo la faticosa esperienza di annuncio nei palazzi nuovi del "cavallo bianco", ha considerato come le giovani famiglie siano davvero lontane dalla fede, disinteressate (questa la risposta più ricorrente: "non mi interessa"). Se adesso c'è uno scadere della pratica, in persone che hanno ricevuto in famiglia una certa educazione religiosa, nella prossima generazione come sarà la situazione?

E' molto probabile nell'immediato futuro uno scadimento della Cristianitas e come dice Caffarra dell'Humanum; questo cambierà i modi della nostra pastorale, ma non la sostanza, anzi la renderà ancora più centrata sul suo oggetto: la missione redentiva dell'umanità, missione sanatrice, educativa e, alla fine di tutto, riparatoria.

Ci sono punte di eccellenza nella nostra anima e attività spirituale, ma spesso alternate a momenti di caduta grave. La lezione di san Benedetto mira ad un equilibrio della persona, nella quale, più che aspirare a vette di eccellenza, dimenticando le proprie zone d'ombra, vuole costruire una armonia risanatrice generale, attraverso la Regola e l'Obbedienza.

Nel vangelo sulla preghiera: "chiedete e vi sarà dato"  colpisce il dettaglio della insistenza. Nel rapporto con gli uomini, l'insistenza serve a smuovere la pigrizia; nel rapporto con Dio, ad approfondire la fede dell'orante.

Come si può coniugare insistenza e rispetto? La risposta ce la offre la natura, con l'immagine della goccia d'acqua. E' delicata, ma con la sua insistenza può "scavare la pietra".

8 Ottobre 2010 - Venerdi - Ci sono delle cose che vanno fatte subito, con prontezza, come l'alzata mattutina, la preghiera, il servizio, il no alla tentazione.

Ci sono delle cose che vanno lasciate decantare, aspettando il tempo opportuno per la loro realizzazione, in genere sono idee, progetti, desideri, obiettivi.

Nelle Scritture è indicata la figura esemplare dell'agricoltore che dopo avere seminato "aspetta pazientemente le piogge di autunno e le piogge della primavera".

9 Ottobre 2010 - Sabato - Oggi funerale di Garelli Aldo, di Casale California. Col figlio Andrea, si è parlato del famoso Arturo Paoli, suo novantenne padre spirituale. In you tube ho trovato un video del sacerdote toscano: " la chiesa - afferma -  preferisce la verità all'amore, ma la verità divide, invece l'amore unisce" e ancora " Il Paradiso non è un luogo ma una condizione: quella della pace e dell'amore fraterno. Credere, significa credere, nonostante tutto, all'amore fraterno e volerlo con tutto se stessi". Capisco chiaramente come Arturo Paoli ebbe difficoltà con la gerarchia e sono convinto che la verità vada cercata assieme all'amore e che l'amore sia la verità suprema. Così come il Paradiso cominci davvero su questa terra, ma sia qualcosa di nuovo, diverso, cui s'addice anche la categoria di "luogo".

Il dono più bello dell'incontro con Andrea è stato l'annuncio della Risurrezione di Cristo: il kerigma! Mi ha folgorato, e ho iniziato a diffonderlo anch'io.

 

Unisco l'incontro con la famiglia GARELLI, Andrea, Giovanna Leone, mamma, sorella e nipote Loris, alla esperienza ieri con altre famiglie: DIOGUARDI Filippo, con Marta, Alexandra (di 1° elementare) e la piccola Aurora; poi con la famiglia PAGLIA per il battesimo della loro Michela: Barbara e Paolo, di cui mi ha commosso la storia con la mamma malata e con Yuba, imponente e buona cane-femmina di famiglia; infine con ESPOSITO, Alessandro e Gledis, loro vicini di casa, e le bimbe Francesca ed Elisa. Il singolare percorso di POLLACCI Federica e Nicola in vista del matrimonio.

Accomuna tutti questi incontri la dimensione famigliare: che sia il seme di nascita di una pastorale famigliare, che parta dal cuore sacerdotale, si collochi nella chiesa di Piumazzo vicino alla immagine di S. Rita, e che chieda una continuità di cura e attenzione? 

 

Dioguardi Filippo con la piccola Alexandra
Dioguardi Filippo con la piccola Alexandra

10 Ottobre 2010 - Domenica - 

Grazie Signore della speranza nella Risurrezione,

dell'Amore, che anticipa la Resurrezione,

della Pazienza, sigillo dell'Amore,

del Lavoro, ambito della Pazienza.   

Momento speciale a Monteveglio, con catechisti, genitori e bimbi di 4° elementare.

 

11 Ottobre 2010 - Lunedì - 

"Beato l'uomo che teme il Signore, e trova grande gioia nei suoi comandamenti.

Potente sulla terra sarà la sua stirpe, la discendenza dei giusti sarà benedetta" Ps 111

Con queste parole della liturgia di ieri, considero come esista anche sulla terra la vita felice; il fondamentale tendere alla Risurrezione non è contro la vita felice sulla terra. Anzi.

Sto passando giorni molto belli e vorrei che tutti ne fossero partecipi. Non so spiegarmi la cosa, se non come grazia. Nulla ho fatto per preparare e nulla è da fare per conservare. Come è venuta, la stagione serena può andarsene: "c'è un tempo per ogni cosa sotto il cielo e Dio ha fatto buona ogni cosa a suo tempo".

Un dato certo è l'unione di quattro elementi: l'ordine di vita imparato frequentando san Benedetto; la rinnovata passione pastorale venuta dalla preparazione estiva; la presenza delle suore e corrispondenza dei parrocchiani; la quotidianità del rapporto col creato dalla passeggiata mattutina prima dell'alba. E' il miglior preludio alla preghiera assistere fisicamente ogni giorno al nascere della luce. 

12 Ottobre 2010 - Martedi - Quando moriremo, davanti allo sguardo di Dio tutti scopriremo di essere manchevoli e Lui ascolterà con amore la nostra preghiera: "Signore, abbi pietà di me" Occorre esercitarsi ad invocare misericordia.

Tuttavia i giorni della nostra vita terrena ci sono dato per colmare lacune, migliorare sentimenti e azioni, particolarmente lo svolgimento dei compiti assunti.

In questa ottica accolgo con gratitudine e trascrivo alcune indicazioni ricevute:

1. per educare occorre non tirarsi indietro ma sapere stare al centro; l'educatore deve essere "visibile", indipendentemente dal carattere che ha: si tratta piuttosto di scoprire come essere visibili.

2. Per educare occorre ascoltare le proprie sensazioni su tutto, specialmente quelle negative, perchè è attraverso di esse che si fanno i passi in avanti

3. Ogni educatore ha sensazioni diverse e quindi occorre condividere e mettere insieme le diverse sensazioni, sapendo che vale tanto quella dell'educatore neofita che quella dell'esperto, sullo stesso piano. 

4. La risposta ai problemi è sempre difficile, le strade sono sempre dure da trovare, ma i luoghi di riferimento sono sempre tre: a. il rapporto vivo con Gesù b. il rapporto sincero con se stessi ( le sensazioni rivelano qualcosa di noi e quindi dentro di noi sta la comprensione ed eventualmente la soluzione) c. il rapporto con gli altri educatori

5. Un educatore, accanto alla sua centralità e visibilità deve curare non di meno il "noi": non si educa mai da soli ma solo in comunione.

Nelle parabole di Gesù sul giudizio divino, la condanna è per i "fannulloni"

Il dedicarsi riserva inoltre tali consolazioni, che il Paradiso non è solo un punto d'arrivo ma, specialmente per chi ha scelto di vivere facendo del bene, anche condizione del viaggio.   

 

13 Ottobre 2010 - Mercoledì - Molto bella la riunione di ieri sera in preparazione alla Festa del Ringraziamento e alla organizzazione del 17 Ottobre. Grazie Signore, di questi segni di Chiesa. L'amore alla Chiesa, che suppone una conoscenza del suo Mistero, è un punto in cui dobbiamo crescere, nella verità. Il Card Poma è stato un sublime testimone di questo, anche il Card Biffi.

Il modo migliore per prepararsi alla Chiesa celeste è servire la Chiesa terrena.

Il Signore ci chiama a costruirla, con la fede: "Osserva i comandi che io ti darò, ed entrererai in possesso della terra che ho preparato". 

Finendo il racconto della Via Benedicti, aspirazione appassionata alla meta, m'accorgo del dono grandissimo di questi giorni: rinnovato amore al presente, al sacerdozio, alla mia parrocchia, alle persone tutte, in dimensione educativa. La fortuna e la gioia di fare del bene. Prospettiva di un grande lavoro, totale, sereno, coraggioso, umile, in Dio. 

14 ottobre 2010 - Giovedì - Esperienza di Dio continuamente ...

del Padre, attraverso il creato e gli eventi;

del Figlio, attraverso le persone, la comunità, i sacramenti, le croci;

dello Spirito Santo, attraverso i buoni sentimenti.

Ascolto e silenzio

E i problemi, dove li mettiamo? Non sono estranei alla presenza di Dio, anzi ne sono l'ambito rivelatore. Il giorno finisce con una serie di eventi che mettono in luce le mie carenze di guida. Se sono dentro al paese come "cuore", in empatia coi singoli e con l'insieme, tuttavia ampie zone, anche molto dentro l'istituzione parrocchiale, sono abbondantemente fuori, non dico dal mio controllo, ma anche dalla semplice conoscenza. Questo non va bene. E' un lavoro difficile, per la mia natura  e la natura altrui, ma è da fare. Se sono parroco lo debbo essere completamente. Occorre imparare a gestire il proprio lavoro a questo fine. Se non possiedo "la chiave" per svolgere alcuni determinati aspetti direttivi, sia ancor più diligente la attenzione concreta all'ambito. Es: "Amministrazione" e "universo ricreativo" Quest'ultimo non è solo da gestire, ma riportare al suo fine di carità ed educazione. Occorrono gli attributi? No, a meno che non si intenda quali. Occorre essere così umili da non mettere davanti la propria umanità, ma la forza di fede-sapienza-coraggio: "Sii forte e coraggioso, non allontanarti dalla legge del Signore, nè a destra nè a sinistra, non temerli, non sapranno resisterti, io sono con te". Giosuè 1,6.  

15 Ottobre 2010 - Venerdì - Il salmo 54 della liturgia delle Ore: "Affida al Signore il tuo peso ed egli ti sosterrà". Non sempre, con le migliori intenzioni e i migliori comportamenti, le cose vanno bene. Le difficoltà maggiori talvolta ci vengono da quelli di casa nostra, dagli ex amici - dice il salmo - e viene una gran voglia di scappare, piantare tutto. "Chi mi darà ali di colomba, per volare e trovare riposo? Ecco errando fuggirei lontano, abiterei nel deserto, in fretta raggiungerei un riparo".

Carità chiede di rimanere, confidare nel Signore che sostiene i nostri pesi. Se li affidiamo e li portiamo in Lui divengono leggeri: "Il mio carico è dolce e il mio peso leggero", compreso quello della organizzazione e direzione. La "spiritualità dell'impiegato": il piacere e la ascesi di tenere le cose in ordine, sotto controllo: conti, commissioni, elenchi, anzi anticipando i problemi, come mi insegna Tomaso Ferrari. Santità del manager.

E' tornato Thomas McCarty dall'opera di annunciatore e dice che due o tre famiglie sono state accoglienti, alcune "cattive", la maggior parte disinteressate. "Chi semina nelle lacrime mieterà con giubilo". La situazione è questa, la nuova evangelizzazione non si può rimandare: il nostro popolo, come tale, è lontano da Cristo e carità vuole che si operi per annunciarlo. Le forme del bene sono tante, ma Gesù è l'unico salvatore. A volte il bene terreno, che tanti, in tante forme vivono, è il maggior ostacolo al bene soprannaturale, perchè genera autosufficenza. Infatti la parola "salvezza" per i più non ha senso.    

16 Ottobre 2010 - Sabato - " Vivi all'Inferno e non disperare": questa frase di Silvano dal Monte Athos esprime la paradossale situazione del credente, che tende al Paradiso e ne fa già una esperienza anticipata, ma nella croce. Possediamo già "l'eredità", viviamo già a "lode della sua gloria", ma in un contesto di pena e afflizione.

La crisi di vocazioni indica semplicemente una crisi della fede nel popolo. La vergogna che hanno i ragazzi e adulti di mostrarsi cristiani, sta ad indicare il bassissimo livello di consenso popolare, anzi palesemente il disprezzo. Certo la gente viene in chiesa per le occasioni, e sinceramente una parte è toccata qualche volta nel profondo, ma sarebbe da studiare cosa voglia dire veramente ciò, il significato del "sacro", che soggioga le persone non meno della superstizione; ma non è la fede. E qualcuno dice che noi preti ci marciamo molto su questo senso del "sacro" nel popolo e sul potere che ne consegue.

La via del vangelo è quella del lievito, del chicco di senape, del seme che caduto in terra muore e morendo porta frutto. Ieri era Santa Teresa d'Avila: ha fatto certamente grandi cose nella chiesa, fondato monasteri e sperimentato la vicinanza di Dio, ma è presumibile che nella casetta a fianco al suo monastero, la gente continuasse  a vivere lontana da Dio, nella ignoranza e ostinazione, nella gelosia e divisione, nella impurità e ubriachezza. La sorte di noi sacerdoti in cura d'anime è vedere tutto ciò. Vivere la rovina materiale e morale del popolo ed essere come impotenti. Eppure la speranza e la beatitudine riposa in quel frammento di cuore che ama, di braccia che servono, di spirito che crede, nonostante tutto. "Vivi all'inferno e non disperare".

Accanto ai pellegrinaggi, immensamente di più, e dunque stabilmente, amo Piumazzo, la sua chiesa, le persone. L'amore è un sentire, un sognare e un volere. Il servizio pastorale, l'abitare, il vivere, l'invocare Dio, è tutto. "Inferno" o "paradiso" non fa differenza. Paradiso è stare volentieri dove l'amore di Dio ti ha messo, e fare volentieri quanto ti ha donato di fare.         

17 ottobre 2010 - Domenica - " necessità di pregare sempre senza stancarsi".

Davanti alla canonica a ridosso della porta qualcuno ha parcheggiato l'auto. Proprio di lì deve entrare il Vescovo e le autorità e la cosa è imbarazzante, oltre che irritante. L'umiltà prevalga. Sia lei la mia Regina, sempre. Oggi piove  e non si può fare la processione. La carità è paziente. La dolce e fiduciosa umiltà, che affida le cose non a se stessi ma a Dio, sia il proposito delle due settimane. Tutto per la fecondità della Missione. 

Madonna della Umiltà
Madonna della Umiltà

19 Ottobre 2010 - Martedi - La Missione è iniziata. Grazie Signore di questo immenso dono che ci hai fatto; grazie San Francesco, grazie San Giacomo, grazie Madonna della Provvidenza. La vivo come cristiano, per ravvivare la mia fede e la testimonianza; la vivo come parroco per donare alla comunità conoscenza e amore a Cristo. Ieri il tema di Dio, oggi il tema del peccato. Quello che mi colpisce è la rinnovata capacità di insegnare la fede, illustrarla, spiegarla, motivarla, formarla. I Padri di Monteveglio ci stanno offrendo oltre che il contenuto del vangelo anche il metodo per comunicarlo, con il loro esempio di penitenza (quei piedi scalzi, quella barba "selvaggia" e "sapiente") di preghiera e di preparazione.

La parrocchia ha risposto. Sono molto contento. Domenica c'era la chiesa pienissima - mi è dispiaciuto per la gente in piedi ad una messa lunga - bella la presenza di don Giulio, del Vescovo Vecchi e del Cav. Galletti; bravo il Coro, i chierici, i portantini e tutti. Anche al pomeriggio col rosario per i defunti. Ho pensato che la pioggia fosse un vantaggio per una preghiera più raccolta. Ma la prova era il primo giorno feriale: verranno?

Lunedì, bella la Messa delle 6,30, con 20-25 di persone, fra cui anche alcuni giovani, fermati per la colazione insieme; Messa delle 9,00 con 30-35 presenze; il pomeriggio con le Medie - un gruppetto significativo che speriamo cresca - a seguire i bambini delle Elementari, tanti, e soprattutto la sera, con la chiesa quasi piena di donne - è la loro settimana - per una lezione avvincente e profonda. Il segno della Missione c'è. Grazie Spirito Santo. Ti invochiamo.

 

E' tornato padre Simone dalla visita anziani-ammalati: in una via non l'ha accolto nessuno. Eppure è una via con famiglie cordiali, che sempre accolgono il parroco con sincero affetto; non sono "di chiesa", ma c'è un rapporto disteso e bello.

Ho capito due cose: 1. che la Missione rivela i cuori e le durezze profonde che le buone maniere a volte nascondono. 2. la figura di un estraneo non è sempre ben accetta; il parroco, anche con la sua limitatezza, perchè "di casa", ha un enorme importanza ed entratura per la fede. Ho fatto un sogno: il vescovo mi aveva concesso di partire "pellegrino a vita"; io piangevo di gioia per "l'impossibile" grazia ricevuta; poi i visi di alcuni parrocchiani, turbati per l'abbandono ... e, in quegli occhi, ho visto cosa significhi un parroco..."No, io rimango" .

il Regno dei Cieli e come un albero, fra i cui rami gli uccelli fanno il nido
il Regno dei Cieli e come un albero, fra i cui rami gli uccelli fanno il nido

20 Ottobre 2010 - Mercoledi - La croce è il cuore di tutto, anche della Missione. E tu Signore non ce la fai mancare. Il dolore per amore è quello che vede crollare tutto ciò per cui hai vissuto, quello che confina con la disperazione, quello di cui non sai capire il perchè, quello che ti sembra ingiusto, quello che ti toglie il sorriso e la parola. Rimane solo il cuore di Gesù su cui appoggiarsi. Gesù morto e risorto. In quel momento si capisce cosa sia preghiera. Durante il Getsemani il Padre manda l'Angelo della consolazione. Così per me.

22 Ottobre 2010 - Venerdi - La prima cosa che ci vuole portare via il demonio è la preghiera. Essa è così importante che per Santa Teresa d'Avila è riassunto e centro di tutta la vita cristiana. Il cammino della fede è il cammino della preghiera. Porta di accesso al Signore, la preghiera unisce la terra al cielo. Decido di impegnarmi stabilmente e totalmente in essa.

La Missione procede bene, nel senso che veramente Gesù sta passando e proclama la verità, su Dio, sull'uomo, e lo invita a seguirlo nella via della vita. I missionari sono molto bravi: preparati, generosi, semplici e puri. Mi colpisce la storia passata di ciascuno: padre Franco, ex ingegnere, allenatore di basket; padre Simone ex medico, chitarrista di un complesso rock; padre Enrico soprattutto, gestore di un supermarket, tastierista di un complessino al liceo, capelli lunghi e totalmente lontano dalla fede: "io capisco bene chi vive senza Dio, senza nè sentirne la mancanza, nè porsi il problema, perchè io ho vissuto tanti anni così;  ci si forma una visione concreta e razionale delle cose, dove la chiesa e i preti sono una cosa non attraente, di cui non vedi il senso, tutti presi nelle cose della vita pratica". Persone così normali, e ora testimoni e apostoli di Gesù. Ho imparato a registrare in MP3 le loro catechesi serali: desidero studiarmele, perchè sintesi completa della fede;  poi, se Dio farà grazia, pian piano imparare a divenire anche io maestro nella fede, seguendo quei modi, quei temi ora offerti sinteticamente, ma domani, al popolo, a tutti, presentati diffusamente. Occorre pensare già al post-Missione, che significa ringraziare del dono di questi giorni e custodirlo, continuandolo con le nostre forze, con il nostro stile, verso soprattutto i giovani, i poveri, i genitori dei bimbi, i più assenti oggi, destinatari principali della chiamata e responsabilità della fede. In questi giorni si sta solo collocando un seme; tutta la nostra vita è solo collocare un seme. Con la preghiera abbiamo la certezza che quel seme porterà frutto, superiore ad ogni nostro desiderio, tanto più ricco quanto più intense saranno fede, croce e carità. Il tema di ieri è stato "il dono della vita". Esser contenti di essa, preservarla nella serenità, nella letizia, in una sapiente virtù. Pur in mezzo alle normali e a volte crude difficoltà, abbiamo il dovere di stare bene, di essere sicuri, gratificati del lavoro, gioiosi nei rapporti con gli altri, amici del nostro corpo, radiosi nei sentimenti. 

23 ottobre 2010 - Sabato - Rita, una ragazza di Modena che viene ogni sera per la Missione, parlando io della assenza di tanti su cui avrei contato, ha detto: "il fine della Missione non è convertire gli altri, ma se stessi""i tempi di Dio non sono i nostri" . 

Bella la catechesi questa sera sulla confessione; pregherò perchè domani tanti si accostino al sacramento. I frati ci stanno dando l'esempio di cosa sia catechesi, come la si fa e quanto sia essenziale per la formazione. E' la strada da imboccare dopo la loro partenza; senza nulla tralasciare di ciò che abbiamo fatto finora, iniziare, specialmente con i giovani e le giovani famiglie, un cammino di formazione che significa di preghiera, insegnamento e confessione. Lo so che, non avendole mai fatte queste cose, o avendoci provato in mille modi senza mai riuscirsi, l'impresa risulterà difficilissima. Ma la Missione è un modello, che dovremo fare nostro, interiorizzare, mediare, assolutamente non trascurare. Una vocazione.

Nel giorno del giudizio, non ci sarà chiesto conto del risultato, ma dell'impegno messo. Agli occhi di Dio risplenderà ancora di più chi ha amato e servito senza gratificazione quaggiù. 

La fede è più importante del lavoro. Il Signore ci vuole operosi perchè chi ama agisce, combatte, costruisce. Alla fine della vita ci vuole trovare in azione. Ma più importante è che ci trovi con le "lampade accese", cioè nella fede, letizia, contentezza di esistere. Dio non è un padrone ma un padre. E ci ha dato Maria perchè i valori della maternità, dolcezza, fiducia, speranza, affetto, pazienza, attesa, umiltà, siano al primo posto e in virtù di essi possiamo dimorare nella pace sempre. La Missione è una impresa, ma è soprattutto una festa, e stiamo tutti veramente bene. Grazie Gesù.

 

La nostra Missione è ora un aspettare la gente; ma dopo dovremo riprendere il movimento dell'andare verso le persone, soprattutto i giovani. Andare non a titolo nostro, con una responsabilità impossibile da portare e ingiusto presumere. Agire invece come dei "mandati", quindi scarichi di noi stessi, solo preoccupati di essere fedeli; il messaggio e la forza sono di Dio. E quando un dovere è più grande delle nostre forze farsi aiutare, dedicandosi al ministero con l'impegno gioioso e leggero con cui si vive il "cammino". 

Umili, belli e sereni, come fili d'era sulle rive di un lago.

Coi Padri siamo stati a cena dalle Suore: hanno detto di avere trovato lì un clima molto bello.

 

24 Ottobre 2010 - Domenica - In questi giorni di Missione, impegnati ad insegnare agli altri, è bene non scordare il monito di Gesù verso "coloro che presumono di essere giusti e disprezzano gli altri". La preghiera del pubblicano è la preghiera del cuore, che incessantemente ripete il pellegrino: "Signore, abbi pietà di me peccatore".

San Paolo è tutto orientato "verso il Paradiso": "Io sto già per esser versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, giusto giudiice, ha promesso non solo a me, ma a tutti coloro che aspettano con amore la sua manifestazione". Dio nessuno la vede sulla terra, lo sente, neppure può desiderarlo appieno, non conoscendolo. E' una misteriosa e invincibile attrazione che ci muove, per degli indizi, per delle intuizioni, sufficientemente chiare da muovere una esistenza. Ma solo quel giorno "si manifesterà - a coloro che lo aspettano con amore".    

Abbiamo la possibilità di vivere tutta la nostra vita nella sacralità; in situazioni oggettivamente cariche di divino: l'eucaristia, la preghiera fatta bene, la parola di Dio; ma anche la pazienza, la sofferenza, il servizio consapevole, la vita in famiglia, la gioia ... non è sacralità il lamento, l'impazienza, l'egoismo, il piacere impuro, la chiacchiera vuota, la cattiva tristezza...

 

La Benedizione dei Bimbi piccoli è stata molto bella: una ottantina di famiglie, chiesa piena; bravi i frati, i giovani a cantare, le suore ad assistere, i giovani genitori. Forse il momento più partecipato della Missione. Oltre a ringraziare del segno, ho considerato il bene oggettivo che porta la benedizione: non è un sacramento, ma un atto-ponte fra la buona volontà dell'uomo e la grazia che viene dall'alto. 

25 Ottobre 2010 - Lunedi - Nella omelia padre Franco ha parlato dello Spirito Santo agente di ogni bene, del bene massimo, in ciascuno, attraverso ciascuno, con la nostra corrispondenza; passaggio dall'amore "ripiegamento" su di sè, all'amore di Dio.

Ho pensato che un modo per continuare la Missione può esser quello dei ritiri mensili, per giovani, per genitori: una serata - preparata da inviti personali - con messa, insegnamento, cena e confessioni, così da rendere stabile e profondo il cammino formativo nella comunità. Piove; tutta la missione è segnata da questo tempo autunnale: non è negativo come segno, anzi. "L'agricoltore aspetta pazientemente le piogge di autunno e le piogge di primavera".   

Capisco ora come, in vista della Missione, ai ragazzi delle medie e agli adolescenti andava fatto un appello personale. Come è avvenuto coi bimbi piccoli. Nel distribuire alcuni inviti ai giovani ho colto quale fosse il loro pensiero sul prete, la parrocchia, la fede. Giudizio esatto e impietoso: dalla chiesa, come dalla scuola e dalla famiglia vogliono la perfezione. Ora facendo l'esame di coscienza, sento che il punto chiave nei loro confronti non riguarda la religione direttamente, ma i momenti extra religione; quelli dove l'educatore mostra l'incidenza della religione sul sua persona: i giovani guardano la sua pazienza, compostezza, maturità, serietà, coerenza, umiltà, bontà, semplicità, disinteresse. O al contrario impazienza, insofferenza, fragilità, incostanza, chiusura, risentimento, furbizia... tutte cose che allontanano i giovani e attirano il disprezzo. Accetterebbero anche una guida modesta, non eccelsa a intelligenza e carisma, ma attiva, amorevole e stabile. E' proprio vero che il fine della Missione è convertire se stessi, lavorando per la propria maturità. 

26 Ottobre 20010 - Martedi - All'incontro per i giovani nella Missione non è venuto nessuno. Due ragazzi all'incontro delle medie; tre nel gruppo adolescenti. Innanzitutto prego per quei cinque, perchè siano benedetti e sostenuti nella prova. Poi alzo lo sguardo al Signore "come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni". Il vangelo di oggi dice che il regno di Dio è "come un granellino di senape ..." e " un pizzico di lievito, che fa fermentare tutta la massa". E' già una grande risposta, come pure la frase del salmo 42 a lodi " Perchè ti rattristi anima mia, perchè gemi? Spera in Dio ancora ti potrà salvare". 

Un'altra ancor più potente risposta mi è venuta da Diana, una giovane mamma dello Sri Lanka, salutata in fondo alla chiesa: "Come stai?" " Bene". Sorriso dolce e mitissimo. So che ha tanti problemi economici, viene a ritirare la sportina Caritas; ogni tanto dò un pò di denaro; lei ringrazia sempre, ma so che non basta. Ha in mano il rosario, sorride e tace. Ecco la risposta! Così dobbiamo essere al cospetto di Dio. I poveri con la loro pazienza ci sono maestri, loro che di problemi basilari sono molto esperti. Ieri sera mi ha colpito, nella catechesi su Dio, l'esempio di quel beduino nel deserto che vedeva le orme di Dio nella luna e nelle stelle. La grandezza dell'universo dilati l'animo e lo liberi dalle angustie di ogni tipo.  

27 ottobre 2010 - Mercoledì - "perchè avete paura, gente di poca fede?"  Il tema odierno della fede è veramente la risposta perfetta agli sconforti di ieri. Il miracolo della tempesta sedata, immagine dei forti e invincibili ostacoli esterni, mostra come occorre fidarsi di Gesù e vivere la sua presenza sempre accanto a noi. Fede significa non dubitare e, se il cuore trema, invocare soccorso. 

Parlando coi frati ho scoperto che quasi tutte le parrocchie sono come noi: pochissima gioventù alle catechesi. Allora, che fare? Suggeriscono il metodo delle esperienze singole, concrete, coinvolgenti. La continuità ad un percorso formativo è difficile per i giovani di oggi, se invece li si coinvolge in eventi mirati, ben prepararti e come conclusi in sè, da lì possono nascere progetti di continuità. Inoltre è essenziale il collegamento con i giovani delle altre parrocchie: isolarsi oggi significa soccombere. 

Il giornale "Avvenire" mi ha chiesto un articolo conclusivo sulla Missione, ecco il testo:

 Al termine delle Missione Parrocchiale a Piumazzo predicata dai Fratelli di san Francesco di Monteveglio tracciamo un piccolo provvisorio bilancio. Consapevoli che la grazia di Dio opera generalmente per tempi lunghi, o per lo meno per tempi che solo la sua sapienza decide, possiamo raccogliere alcune osservazione sulle grazie sperimentate e anche le difficoltà incontrate.

I Fratelli di san Francesco innanzitutto hanno dato testimonianza molto bella di unità fraterna e serietà spirituale, innanzitutto col loro presentarsi nell’abito del poverello di Assisi e la lunga barba segno di consacrazione; poi con il fervore della loro preghiera personale, gioia di ogni incontro, disponibilità al servizio, fervore nella liturgia, preparazione al ministero della Parola.

Il programma seguito è quello classico del “format”, per usare un termine televisivo, che loro stessi pian piano hanno costruito a misura del loro carisma e delle necessità della chiesa. Vedono che oggi c’è soprattutto bisogno di formazione, di fare conoscere in modo organico e approfondito la fede e dare strumenti per metterla in pratica. Perciò la loro Missione è fondamentalmente una grande Catechesi, sui temi principali della fede cristiana, finalizzata alla confessione e conversione di vita, nella carità. Catechesi proposta a tutte le età e categorie di persone.

A questo punto veniamo alla risposta sperimentata a Piumazzo. Forse il momento più universalmente partecipato è stato l’incontro con i genitori e bambini da 0-6 anni, la chiesa era gremita e tutti hanno ricevuto personalmente la benedizione, con la grazia oggettiva ad essa collegata. Molto simpatica la visita, classe per classe, dei frati ai bimbi della Scuola Materna parrocchiale, dove emergeva una difficoltà comunicativa fra questi uomini con la lunga barba e bambini, fugata dalla magia della musica e dalle canzoni all’angelo custode, accompagnate alla chitarra dai frati, membri in gioventù di varie band rock.

Bellissime le messe mattutine alle 6,30 e 9,00 largamente partecipate dai fedeli, con sorpresa del parroco, molto consolato da questa scena di fede e fervore sacramentale. Gioioso il momento pomeridiano coi bimbi delle Elementari dove alla catechesi si univa una sperimentazione morale (i fioretti) ed espressiva (canzoni, bans, balli, merende) assai coinvolgente; belle le catechesi serali per gli adulti, partecipate da un centinaio di persone, fedelmente e con fervore crescente. Qualcuno ha proprio dichiarato di “essere cambiato dentro, profondamente” e quindi l’efficacia spirituale e popolare di questa iniziativa.

Non nascondiamo le difficoltà, specialmente con l’universo giovanile. Benché molti giovani abbiano attivamente lavorato nella fase preparatoria, di preghiera di organizzazione e annuncio – abbiamo fatto il Campo Estivo sul tema della Missione – nella fase celebrativa non siamo riusciti a coinvolgere quasi nessuno in più del gruppetto solito, sia medie, che adolescenti che giovani. Probabilmente qualcosa non ha funzionato in fase preparatoria, ma più semplicemente l’universo giovanile è arduo da avvicinare e conquistare a Cristo e alla Chiesa. Altro problema pastorale è il sacramento della Confessione. Tanti si sono accostati, riscoprendo la bellezza della riconciliazione e l’intrapresa di un serio cammino di fede, tuttavia non con quella ampiezza che si sarebbe auspicato. Confidiamo nel post Missione, ponendo questi problemi aperti come obiettivi principali, memori della parola che in questa domenica risuona nella liturgia “Tu correggi poco a poco chi è nell’errore … e nulla disprezzi di quanto hai creato, Signore che ami la vita”. Ringraziamo moltissimo il Signore di questa Missione, i parrocchiani che l’anno sostenuta, il Vescovo S. E. Mons Vecchi che l’ha aperta, i Fratelli di san Francesco che l’hanno predicata.

28 ottobre 2010 - Giovedi - Riunione a Bologna del Consiglio Presbiterale con l'Arcivescovo: tema:"Come non disperdere la grazia dell'Anno sacerdotale". Ho pensato al tema parallelo:"Come non disperdere la grazia della Missione a Piumazzo". Gli eventi di questi giorni comportano responsabilità. "La cultura occidentale sta cercando di costruire la vita prescindendo da Dio - dice Caffarra - non lo nega, semplicemente lo ignora, rendendolo irrilevante; le età della vita "attiva", quella dei giovani e degli adulti, vissute senza Dio e senza Chiesa". Lo abbiamo sperimentato amaramente anche nella Missione.

Ho visto i bambini delle Elementare "carichissimi", sono certo che per quella cinquantina di fanciulli, quotidianamente presente, sia stata una esperienza forte, che non dimenticheranno; così come per gli adulti del mattino o della sera. Stare vicini a Dio lascia sempre un segno. Ai sacerdoti è chiesto una rinnovata purezza nell'essere sacramento di Cristo buon Pastore, così ai genitori, santi come Maria e Giuseppe. Quanti accoglieranno l'annuncio - e dalla esperienza della nostra Missione penso alla categoria dei poveri -  continueranno il cammino della chiesa. Verso quanti non la accoglieranno, dovremo imparare a "scuotere la polvere dai calzari", senza mai cessare di sperare, pregare, cercare. Testimonianza "paterna" dei frati: ci hanno mostrato cosa significhi insegnare e quindi formare. Mi ha colpito la catechesi questa sera sullo scandalo: non solo quando si insegna il male, ma anche quando non si corregge, si lascia campo libero all'errore e non si insegna il bene. I bambini sono continuamente vittima di scandali, di cattivi esempi e cattivi insegnamenti. Ecco il nostro mite e virile prossimo campo di battaglia. Domenica sarà certamente una gran bella festa e dal profondo del cuore ringrazieremo Dio per il dono di questi giorni, invocando una grazia di conversione apostolica per tutti i partecipanti. Una consacrazione a Cristo per il bene delle anime: questo chiede a tutti l'ora presente. Ogni altra prospettiva è tentazione.

I BIMBI DELLE ELEMENTARI " CARICHISSIMI", DOMENICA SARA' UNA BELLA FESTA
I BIMBI DELLE ELEMENTARI " CARICHISSIMI", DOMENICA SARA' UNA BELLA FESTA

29 ottobre 2010 - Venerdi - "IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI, FINO ALLA FINE DEL MONDO". Il tema della Missione ci porti ad accogliere Gesù ogni istante - ora - tesi a compiere la sua volontà, obbedire alle sue indicazioni, agire la sua opera. E' presente! Nessuno più di lui conosce il segreto dei cuori e della storia, sa rispondere ai bisogni miei e di tutti; solo lui è "via verità e vita"; solo lui conduce al Paradiso ed è già Paradiso.

La meditazione dell'Arcivescovo sull'impegno del celibato sacerdotale, diverso dal "voto" dei monaci e motivato dal ministero, porta a considerare la carità pastorale come il mio modo di consacrarmi a Dio, di creare unità del cuore, dedicandomi al bene delle anime. Non più i pellegrinaggi solitari come ideale di comunione con Dio, ma l'agire apostolico come terreno mistico. Semmai i pellegrinaggi possono divenire strumento eccellente per le anime in ricerca, aiutandole nella conoscenza di sè e risposta alla nostalgia di Dio. Ma l'incontro avviene per la Parola, per la Carità, la Comunione. Se è vero che i giovani-adulti sono i più assenti dalla chiesa, è anche vero che l'età più affascinata dai pellegrinaggi di rinascita, quelli lunghi, a piedi è proprio la loro. Dopo la Missione occorre riprendere la preghiera, che fa vivere alla presenza di Dio, specialmente nella Eucaristia, culmine  e fonte della vita della chiesa. Poi nel modo in cui Gesù indicherà, - sereni e generosi, in obbedienza alla Chiesa - intraprendere la strada attiva, pregando per le vocazioni, aiutando le anime ad accogliere il "vangelo", a conoscere Cristo, a coniugare fede a vita, all'impegno morale, coltivando il sacramento della confessione e l'arte dell'accompagnamento spirituale, come i frati ci testimoniano in questi ultimi giorni di preziosa permanenza. Ci aspettano Battesimi, Scuola dell'Infanzia, Suore, Catechismo, Medie, Adolescenti, Giovani, Adulti, Genitori, Anziani, Ammalati, Defunti, Preghiere mariane, Sacramenti, Catechesi, Penitenza, Cammino insieme.

La Missione comincia l'1 Novembre: A DIO NULLA E' IMPOSSIBILE

30 ottobre 2010 - sabato - Alla ultima catechesi presenza di tanti uomini, più del solito; così alle messe feriali, con molti  giovani. Continua la gioia nei bimbi, durante l'incontro in teatro e nelle confessioni. Tutto si sta concludendo con molta serenità e soddisfazione. Mi ha commosso Gerry, cui abbiamo commissionato due settimane di colazioni di gruppo: per la Missione ha offerto tutto. Vorrei tanto convertirmi, cambiare quel che è da cambiare; so che si tratta sempre di piccole cose ma che da soli facciamo tanta fatica a vedere. L'ultima catechesi sulla confessione mi ha mosso una nostalgia penitenziale radicale unita ad una strana "ferita". A fronte di un spontaneissimo appello rivolto ad un'anima, vicina nella umanità ma lontana e ostile nella fede, di "aprire il cuore a Gesù", ho come avvertito nelle parole pronunciate una violenza, una inautenticità. Non è il momento di chiarire queste sensazioni che fanno ritornare là dove ho promesso di non tornare. Voglio percorrere la strada della evangelizzazione, della educazione e responsabilità nei confronti degli altri. Cuore unificato nel servizio a Cristo buon Pastore. Giorno delle confessioni e preparazione alla adorazione.     

31 Ottobre 2010 -  Domenica -  A che ora è cominciata questa giornata? Notte e giorno si sono mescolati in un tutto unico assai intenso. Sabato 30, molta gente a tutte le messe e alle confessioni, pomeriggio prove di canto in chiesa col gruppo giovani

Gremita la prefestiva e soprattutto l'inizio della adorazione eucaristica notturna: alle 21,00 una settantina di persone alla prima ora comunitaria. Poi tutta la notte, ad ogni ora, gruppi consistenti si sono alternati, anche nei momenti più difficili, come dalle 2,00 alle 3,00 con una quindicina di giovani. Alle 4,00 c'erano pure le Suore, piene di gioia per questa suggestiva esperienza; dalle 5,00 la chiesa ha iniziato a riempirsi fino alla celebrazione di Lodi e reposizione solenne alle 8,00. Personalmente l'ho vissuta meditando il vangelo di Luca dal cap 19, quello di Zaccheo, fino alla fine; iPad per appunti, pensieri e preghiere. 

Messa conclusiva col pienone della grandi occasioni; qualcuno l'ha definito "consapevole": erano lì "perchè volevano esserci", anche molti non soliti frequentare la chiesa. Canti gioiosi, animati da fra Enrico e fra Simone e festa finale preparata dai catechisti, con gradito tau ricordo e palloncini, nella loro leggerezza carichi di una esperienza dolce e importante. Grazie Gesù delle Missioni, seme di bene sparso nella nostra terra.

1 Novembre 2010 - Lunedi - Solennità di Tutti i Santi. Non poteva esserci celebrazione più adatta come ponte fra le Missioni e la vita ordinaria. Dicevo. "oggi non verrà nessuno" e invece mai stata tanta gente ai Santi come questo anno, anche il pomeriggio per i vespri. Nella omelia ho sottolineato come la nostra preghiera deve somigliare a quella dei santi in cielo per gioia e fiducia, anche quando si chiede e si è nella necessità. Poi una riflessione sui tre termini: Santi, che dice rapporto con Dio il solo santo; Beati, che dice la condizione interiore e psicologica di piena letizia; Paradiso, allusione al luogo, come le atre espressioni bibliche: "alto monte", "città santa", " nuova Gerusalemme", " cieli nuovi e terra nuova". Al pomeriggio ho spiegato le Beatitudini, come le 9 stanze in cui si edifica e rivela la santità di Gesù e del discepolo, tutte legate a condizioni esistenziali: in sè stessi, con gli altri e con Dio. La più importante è la prima ed ultima: povertà e persecuzione, condizione sperimentata un poco durante la nostra Missione con le piccole ma autentiche difficoltà, rifiuti e assenze. Tutto ora si manifesta, rendendo piena la beatitudine. Grazie Gesù.    

3 Novembre 2010 - Mercoledì - Pioggia; pregherò per la clemenza del tempo. Ieri Memoria dei Defunti: bella funzione al cimitero con grande concorso di popolo; mi pare che anche la nostra celebrazione sacramentale sia degna. Sgridata dal custode del cimitero perchè entrato in bicicletta a preparare la messa. I bei tempi di Romano Fusinato!

Funerale di Otello Legnani con commovente testimonianza di Alessandra Rossi allo zio "scherzoso". Pomeriggio giornata di decompressione; ma subito il vangelo riporta alla atmosfera eroica della Missione: "quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

4 Novembre 2010 - Giovedi - Bella Messa per i Caduti, con la liturgia:"Maria Regina della Pace". Ho realizzato che la via delle nostre opere parrocchiali si chiama via IV Novembre. 

I doni immediati più belli ricevuti dalla Missione sono una cura maggiore nelle omelie - l'esempio dei frati è stato troppo significativo - e una gioiosità comunicativa che ha avuto il suo primo luogo di espressione coi bimbi della Scuola Materna. Ieri sono stato dai "coccodrilli", i piccoli del nido, attratto dalla loro musica e danze, e oggi dai "bruchi" di tre anni. Non è solo un gesto di valore in sè, ma anche preparazione ai "racconti" di religione che mi sono stati richiesti dalle suore e maestre. Devo mettermi in sintonia coi bimbi in modo che la didattica risulti divertente ed efficace.

Dopo i primi giorni di scombussolamento fisico post missione, oggi va decisamente meglio. "Ciascuno raccoglie ciò che ha seminato". "Chi semina nel pianto raccoglie nella gioia".

Il Paradiso ora lo viviamo nella speranza; questi sono i giorni della semina, non del raccolto. Mai fare bilanci conclusivi, solo verifiche se si abbia lavorato bene; anche col gusto del lavoro ben fatto, ma mai aspettare un tipo di appagamento che appartiene ad altre stagioni. Domenica prossima si parlerà di Risurrezione: cosa dirò ai bambini?

5 Novembre 2010 - venerdi - Quando vado dai bimbi della scuola dell'infanzia cerco di essere rilassato, senza altro programma che di offrirmi loro, starci, abbassarsi e giocare. Tutto parta dal gioco (anche con gli adulti) perchè il gioco abbatte le distanze, è gioioso, intelligente, rispettoso delle identità. Infatti nei giochi ciascuno assume un suo ruolo. Nessun gioco è solitario. Qualcuno ha mai fatto la "teologia del gioco"?

Con le "Coccinelle" di Tamara abbiamo realizzato un sacco di cose, in una ventina di minuti: giocato a "sentinella", letto i Supereroi, lanciato le tre regole di Bach il furetto, cantato la canzone del Coccodrillo e alla fine nascondino. Sara, Martina, Giulia, Alice, Giovanni, Biagio, Denise, Melisa, Cristina, Melissa, Irene, Alessia, Abdoulaye, Alessandro ...

 

La vita spirituale assomiglia a quella sportiva e viceversa. Oggi in Avvenire si parla di don Marco Pozza, prete maratoneta: "L'atleta è il vero asceta della modernità. Solo con la gioia nel cuore puoi sopportare fatica e sacrificio nello sport. Mi sento un poco come Al Pacino in "Ogni maledetta domenica", quando fa il discorso alla squadra e usa la metafora del "conquistare un centimetro alla volta". Ecco credo che attraverso la maratona è come se togliessimo quotidianamente un centimetro alla volta all'inferno ...".

Ad A. Schwarz dopo la medaglia olimpica uno chiese:"Sei felice di aver vinto?"  rispose: "Ho vinto perchè sono un uomo felice". Aiutare sè e gli altri ad essere felici e vincenti. 

 

Questo lavoro di "conquistare un centimetro alla volta" valga soprattutto per le virtù interiori, quelle che strappano l'io dalla chiusura in se stesso e lo aprono all'amore. In principio questa attenzione sembra un accentuato egoismo - l'autocontrollo è narcisistico - ma poi, senza accorgersene, se si è costanti, generosi e prudenti, comincia la libertà e fecondità dell'io.

Giocare, insistere e pregare.  

Dal film "Ogni maledetta domenica" la scena del discorso di "un centimetro alla volta"
Dal film "Ogni maledetta domenica" la scena del discorso di "un centimetro alla volta"

6 novembre 2010 - Sabato - Oggi il Papa Benedetto XVI pellegrino a Santiago di Compostela, nell'Anno santo Jacopeo. I "pellegrini camminatori" questo anno a Santiago sono stati 236.000! Sul suo stemma, il papa ha fatto mettere la conchiglia "amarilla".

Non è casuale questa attenzione degli ultimi Pontefici: due volte Giovanni Paolo II e ora Benedetto XVI, il quale, come ha ricordato l'Arcivescovo Barrio, ha chiesto lui stesso di andare pellegrino a Santiago. La liturgia ricorda quasi continuamente questo tema, durante le preghiere eucaristiche. Quando voglio pregare bene, specialmente con i Salmi, mi metto sempre nel contesto di "pellegrino a vita": accucciato alle porte di una chiesa, pieno di fame e di freddo, oppure accarezzato dal sole di primavera; con lo sguardo verso ciò che sta attorno a me, il sorriso a chi è vicino a me, il cuore con chi è dentro di me.

SANTIAGO DE COMPOSTELA

Ti offro Gesù, per l'intercessione dell'Apostolo Giacomo, il proposito di iniziare una nuova tappa del Cammino con te, ringraziando dei tuoi doni, di natura, grazia e vocazione.

Il Pellegrinaggio che mi proponi d'intraprendere è il più bello di tutti: quello apostolico, come hai vissuto tu e i tuoi discepoli, per la salvezza delle anime. Mi hai offerto tre parole: giocare, insegnare e pregare; allegri e spensierati come bambini; tesi e volitivi come atleti; raccolti e radiosi come mistici. Fa che rivolga  a tutti e non solo ai bambini lo stile del giocare; rendimi serio, rigoroso, insistente, fiducioso, intelligente, nell'opera dell'insegnamento; fa soprattutto che non manchi il rapporto con te, nella Parola nella Eucaristia, in una preghiera silenziosa ricca di confidenza. Benedici il Papa, le nostre parrocchie e noi tuoi servi, che riprendiamo il Cammino. Questo è Paradiso. Grazie Gesù. 

7 novembre 2010 - Domenica - Il Papa a Santiago ha ripreso i temi del "pellegrinaggio", dell'"abbraccio" e specialmente di "Dio" nella secolarizzata Europa. A Barcellona consacrazione della Sagrada Famiglia e indirettamente rilievo alla personalità del suo autore, l'archietetto Antoni Gaudì. La sua fede nacque dalla scoperta delle liturgia: il libro l'Anno Liturgico di Dom Geranger lo accompagnò tutta la vita. "La bellezza è lo splendore della verità; senza verità non c'è arte; per trovare la verità bisogna conoscere bene gli esseri del creato". Dal cammino interiore una scelta di povertà, vivendo in una piccola stanza all'interno della chiesa: "la povertà genera eleganza e bellezza". " L'artista deve essere un monaco, non un frate"E' in corso la sua causa di beatificazione.  

Avviso in parrocchia per un "Incontro grande" dei catechisti di Piumazzo il 15 Novembre in vista del Natale. Adotterò lo stile "giocoso" appena imparato. Dalla accoglienza - che non finisce mai - alla cura, al sentire ciascuno come prezioso e speciale. Essere propositivi e responsabili, offrire indicazioni di percorso e seguirle fino alla fine.

Mi è stato detto che "viviamo nella parte sbagliata del mondo" alludendo alle ingiustizie che l'occidente persegue. E' un discorso molto serio. Una risposta può essere quella di Gaudì: fede nella Provvidenza, povertà e solitudine, lavoro e bellezza. Ai poveri ognuno ha un suo particolare tesoro da offrire. -  Le Messe questa mattina sono state molto belle.

Ore 21,00 visione del bel film "Uomini di Dio": contatto con Dio attraverso il segno dell'arte.

L'autore è agnostico; straordinari film religiosi sono opera di non credenti. Il momento più toccante è quella "ultima cena", con vino rosso e musica di Ciajkowski, dove le maschere di paura si mutano in volti distesi e lacrime di letizia. L'interrogativo dei monaci se restare o partire, a fronte di difficoltà e gravi pericoli, trova due ispirate risposte: "I fiori non cambiano posto per ricevere meglio i raggi del sole, ma aspettano luce e calore rimanendo là dove si trovano"  e i due anziani saggi islamici del villaggio dicono loro: "siamo come uccellini sul ramo; voi siete il ramo, noi gli uccellini; se andate via, non sapremo dove posarci" .

8 novembre 2010 - Lunedì - Dopo una notte di pioggia, splende un delicato sole d'autunno. Il valore della liturgia e della comunità sono altri due valori che il film "Uomini di Dio" trasmette. In una situazione di povertà e pericolo, la comunità con tutte le sue umane difficoltà, acquista un valore speciale, per sè e per gli altri; così il valore espressivo della liturgia, fatta con compostezza e serietà, da adulti: abiti, canti, gesti, spazi. So di essere carente in tutti e due questi aspetti. Come fare? Cominciare dal piccolo. Idem la croce; solo il martirio trasporta i nostri eventi in una dimensione divina e universale. 

DALLA OMELIA DEL PAPA, ALLA CONSACRAZIONE DELLA SAGRADA FAMIGLIA

"In questo ambiente, Gaudí volle unire l’ispirazione che gli veniva dai tre grandi libri dei quali si nutriva come uomo, come credente e come architetto: il libro della natura, il libro della Sacra Scrittura e il libro della Liturgia. Così unì la realtà del mondo e la storia della salvezza, come ci è narrata nella Bibbia e resa presente nella Liturgia. Introdusse dentro l’edificio sacro pietre, alberi e vita umana, affinché tutta la creazione convergesse nella lode divina, ma, allo stesso tempo, portò fuori i “retabli”, per porre davanti agli uomini il mistero di Dio rivelato nella nascita, passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo. In questo modo, collaborò in maniera geniale all’edificazione di una coscienza umana ancorata nel mondo, aperta a Dio, illuminata e santificata da Cristo. E realizzò ciò che oggi è uno dei compiti più importanti: superare la scissione tra coscienza umana e coscienza cristiana, tra esistenza in questo mondo temporale e apertura alla vita eterna, tra la bellezza delle cose e Dio come Bellezza. Antoni Gaudí non realizzò tutto questo con parole, ma con pietre, linee, superfici e vertici. In realtà, la bellezza è la grande necessità dell’uomo; è la radice dalla quale sorgono il tronco della nostra pace e i frutti della nostra speranza. La bellezza è anche rivelatrice di Dio perché, come Lui, l’opera bella è pura gratuità, invita alla libertà e strappa dall’egoismo."

Funerale a San Cesario di Gian Paolo Lambertini. Uomo giusto. Da quando si era "convertito", la sua gioia, la sua forza era la preghiera. Specialmente a Maria. Questa anima del popolo indica una strada: la preghiera semplice e continua. Quando si ha un problema, invece di inquietarsi o rattristarsi, pregare; pregare sempre.

Cena con don Gianluca Busi da Trebbi a Stiore. Partendo dal discorso sulle icone abbiamo parlato della importanza della liturgia, anche da un punto di vista estetico: "Oggi la gente è particolarmente sensibile ai segni e alla bellezza"  e "la pastorale buona è quella che scende sempre più in basso, col popolo; senza negare qualità e rigore, ancora più importante è la semplicità". La chiesa di Piumazzo è bella, ma come sarebbe splendida con una pulita profonda, una schiarita di tinte, una illuminazione pertinente, una rinnovata cura ai riti, ai segni, nei ministri e nella assemblea. Se il Signore vuole, vi dedicheremo le migliori energie: "La ambizione è una virtù negativa, ma se piegata al bene, fa grandi cose".

9 Novembre 2010 - Martedi - Dedicazione della Basilica Lateranense.

- Dove sei, Signore? ... Chi sei, Signore?

- Sono colui che ti ama, che ti accompagna, ti corregge ... ti aspetta.

- Eccomi!

- Sono qui davanti a te.

- Eccomi! 

Sei "Padre"! Accolgo e vivo in Cristo questo mistero. Vorrei, Signore, unire questa grande vocazione alla piccolezza della mia vita, alla sua concretezza materiale, ai suoi difetti, alla sua ansia. "Padre nostro"...


Il fine della vita è il culto; in questo tempo dell'anno liturgico ci sono le feste delle Dedicazioni: "Voi siete il tempio di Dio - Il Padre cerca adoratori in spirito e verità". Don Gianluca trova conforme alla sua natura lodare il Signore dipingendo, io lo lodo col cammino e la pastorale.

In chiesa ci sono gli elettricisti, i tecnici audio: avvolgere di soprannaturale questi servizi.

Dio è luce, Lui è parola.Tutto è infinito. 

Elena, badante del Perù, chiede lavoro per sua sorella; Luisa chiede lavoro per sè e per sua figlia, così Andrea. Io non posso fare nulla per queste richieste; le affido alla tua paternità, Signore; tu sai quanto ne hanno bisogno. 

Cambio del televisore, "costretti" dal digitale terrestre. Oltre l'entusiasmo per il miglioramento, che è indubbiamente notevole, vivo la tristezza per tutta la roba vecchia, ma funzionante, che il nostro sistema ci costringe a buttare: giradischi, registratori, macchine fotografiche, telecamere, televisori, computer, usati la maggior parte poche volte e per esperienze non fondamentali alla qualità della vita. La sobrietà è civiltà. 

"La carità per un prete, è la sua povertà" (Victor Hugo) 

10 Novembre 2010 -  Mercoledi - Questa mattina a Bologna sono stato oggetto di un tentativo di truffa e rapina. Tutto sarebbe riuscito ai malviventi se da parte mia ci fosse stata una minima avidità e destrezza. Mi ha salvato l'essere non avido e imbranato. Non ci sono gli estremi di una denuncia, se non l'ennesimo racconto di un tentativo ben orchestrato. Mi è rimasto lo sconforto di una mattinata persa e la ancora più grande amarezza che esista al mondo gente che vive sulla piazza con scopi simili. Persone straordinarie a fantasia, arte scenica, vivacità mentale e organizzativa. Perchè tutto questo? Penso all'Inferno di Dante per i ladri e i truffatori. Questa gente ha rinnegato la coscienza e vive per fare del male, usando i buoni sentimenti del prossimo. Mostruoso. 

Ma ancora più profondamente e stranamente questa esperienza mi ha minato la fede. Esiste veramente Dio, oppure questo mondo è solo un coacervo di persone indifferenti, che sfruttano la disponibilità dei buoni, l'ingenuità dei deboli, per fare il loro interesse, e cinicamente schiacciare tutto e tutti. Poichè tutto è partito dalla chiamata a fare la comunione ad un ammalato (arrivano a questo sacrilegio, i malfattori) penso che tutto debba proprio ritornare al mistero della Eucaristia, presenza umilissima e silenziosa di Dio. Adorazione e ringraziamento per essere stato salvato. Andando verso il Paradiso, capisco come sia giusto e e divino anche l'Inferno.

 

Nel pomeriggio problema di abbonamento a internet e alla telefonia mobile; tentazioni su tentazioni, di inseguire l'ultima occasione, la tecnologia più avanzata. Ma quanto denaro occorre? Per che cosa? Decisione di non fare alcun abbonamento e sto molto bene. Meditazione serale su "La Chiesa dei poveri". Vi trovo una risposta alle amarezze del mattino: "Penso che la salvezza è sempre molto vicina, nonostante tutto. Non dobbiamo mai scoraggiarci, mai perdere la fiducia. Non solo come cristiano, ma anche come semplice uomo, io devo testimoniare ai miei fratelli che, in fondo, tutto il male ha qualcosa di relativo. Se poi crediamo, sappiamo poi che il bene ha sempre qualcosa di assoluto, il bene viene da Dio e a Dio ci conduce" (don Divo Barsotti).

11 Novembre 2010 - Giovedi - San Martino di Tour -  Mitezza di questo pastore buono, affiancata alla "incredibile energia" di S. Leone Magno.

Ancora trascrivo da Barsotti: "Nessuno, penso, vorrebbe ritornare bambino, per il fatto che conosce la nostalgia del ricordo; ma un uomo che non ha ricordi, non ha vissuto. Peguy non poteva pensare il Paradiso senza la Cattedrale di Chartres; io non posso pensare il Paradiso che come il recupero e la presenza di tutto quello che ho amato". 

Può il cammino verso il Paradiso essere avvolto di tristezza? Sì, anche questo sentimento ha diritto di cittadinanza. Parente della tristezza è la poesia, sguardo consapevole e amoroso

Mi è stato detto che manco di "sguardo educativo". Ci ho sofferto molto. Cosa significa? Ritengo occorra arrivare ad uno sguardo sereno su tutto, su se stessi innanzitutto, per vedere chi aspetta il nostro amore e chi ci sta amando. Il male non sta forse in quella agitazione, che tutto ostacola e acceca?

San Martino ha previsto il giorno e l'ora della sua morte, così S. Benedetto e S. Antonio Abate. La festa di Cristo Re può essere occasione per "prevedere" la propria morte, nella notte fra il 20 e il 21 novembre. Tutto quello che abbiamo amato verrà recuperato e il Purgatorio sarà il dispiacere di tutte le innumerevoli occasioni di amore non vissute. 

Alla Messa a Pieve di Cento in ricordo di Angiolina A. mi ha impressionato tanto l'incontro con persone conosciute ventisette anni fa, col Crocifisso, con l'atmosfera di quella comunità che ha plasmato il mio sacerdozio più di ogni altra. La liturgia di san Martino è fiorita anche sul "lavoro" catechistico del Natale: "tutto quanto avete fatto a ciascuno di questi piccoli l'avete fatto a me". Ecco come spendere bene gli ultimi (e i primi) giorni di una vita.  

12 Novembre 2010 - Venerdì - Al ritiro Vicariale dei sacerdoti si è accennato alla pratica del digiuno, "pro vocazioni", in vista della prossima quaresima. Incertezza dei presenti. E' venerdì, offro a Gesù "fioretti" in questo senso. Il digiuno cristiano è serio e moderato. Mattinata radiosa; accolgo il dono di un sonno prolungato e passeggiata ad alba già inoltrata:"per i cultori del mio nome, sorgerà coi suoi raggi benefici il sole di giustizia". Dio ci vuole felici, specialmente nelle piccole cose. Il testo paolino di domenica prossima è un apodittico invito ad aspettare il giorno del Signore nella laboriosità: "non ho mangiato il pane gratuitamente, ma ho lavorato duramente notte e giorno, per non essere di peso ad alcuno: chi non vuole lavorare neppure mangi".   

13 novembre 2010 - sabato - Tutto è pronto per celebrare la Festa del Ringraziamento. Il Teatro è bellissimo, il Logo della Chiesa pure, la preparazione alla riunione Catechisti è stata buona. Continua il cammino di vicinanza alle classi della Scuola Materna, metodo da estendere a tutta la vita comunitaria: accoglienza, cura, festa.

Diana Athill

"Da qualche parte verso la fine"

Mi turba e mi smuove, la lettura di questo libricino narrativo sulla vecchiaia: sintonia d'animo con l'autrice - scrittura deliziosa -  turbamento per la sua non-fede dichiarata. Cosa è per me la fede? Cosa significa Gesù Cristo? E il mio sacerdozio? E tutte le cose che vado dicendo, facendo con gli altri, nella Chiesa?

Tutto falso, ingannevole? O tutto tremendamente vero?

L'incontro con gli atei mi stimola al rigore non meno della vicinanza dei santi.   

14 Novembre 2010 - Domenica - Liturgia della 33° Domenica (penultima dell'anno liturgico) e Festa del Ringraziamento. Nelle omelie ho sottolineato che siamo verso la fine del nostro viaggio. San Paolo ci invita a mettercela tutta:"ho lavorato duramente notte e giorno per non essere di peso ad alcuno. Ciascuno si guadagni il suo pane, lavorando in pace". La tranquillità dell'ultimo lavoro, come anticipo della tranquilla operosità divina. Poi l'annuncio della "grande prova", per la religione, la storia, il cosmo, il credente:"sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sarà salvato". Lo sprint finale ha qualcosa di molto spiacevole, direbbe Diana Athill. Invece no, non è spiacevole, è solo immensamente drammatico, emozionante, pieno di quelle lacrime, di dolore e consolazione, che costellano i momenti più intensi del vivere; le grandi svolte.

Esternamente la Festa in parrocchia è andata molto bene; liturgia solenne, piena la chiesa, clima compiaciuto, ampia collaborazione; carina anche al pomeriggio in piazza.    

FESTA DEL RINGRAZIAMENTO, PER IL GRANDE LIBRO DEL CREATO
FESTA DEL RINGRAZIAMENTO, PER IL GRANDE LIBRO DEL CREATO

19 Novembre 2010 - Venerdi - Come quegli anziani cui tutto passa sopra, che non hanno più il controllo di nulla, ma sono guidati dagli eventi e dalla loro stanchezza, così ho vissuto questa settimana. Ultima dell'anno liturgico. Ho finito di leggere il libricino della Athill: non così che vorrei prepararmi alla morte. Dedicarsi alle memorie, al giardinaggio, all'apologia di un sano egoismo, sarà utile ma non soddisfacente; e neppure la rassegnazione illuminata. Pare che i temi di "paura e morte" siano quelli che tengono banco. I bimbi e le famiglie a Natale andranno a vedere l'ultimo Harry Potter: atmosfera di patinata angoscia. Nasce Cristo e tutti si riempiono di morte. Viene la luce e si preferisce il buio. E' una storia già sentita.

Sono un povero parroco; non all'altezza del compito. Ma non posso dubitare che Dio ha voluto così. Da questa certezza nasce una lettura originale. Ho scritto il Bollettino sulla "povertà". Me ne intendo, nonostante tutto. Non mi manca casa, cibo e vestito. Ma è povertà anche coprire un ruolo non avendone, credo, i mezzi necessari autorevolezza, lucidità, energia, senso pratico, capacità decisionale. Ogni tanto, mi sveglio e dico "ma io cosa ci sto a fare qui?" e mi vedo con una stalla e dieci mucche, a mungere e fare formaggio, a raccogliere mele e insalata.

" Nel Signore mi sono rifugiato, come potete dirmi:

fuggi come un passero verso il monte"  Salmo 10

Può darsi arrivino mucche e insalata, ma intanto il Signore chiede di servirlo come "pescatore di uomini". Il Signore è dotato di molto umorismo. Mi rimetto in carreggiata e voglio mettercela tutta. Debbo essere contento, perchè se i parrocchiani vedono che non lo sono, pensano sia colpa loro, e invece no. La più grande carità è la gioia.  

Preghiera del Re Salomone

Per chiedere la Sapienza, ed essere una buona guida

 

"Dio dei padri e Signore di misericordia, * che tutto hai creato con la tua parola,
che con la tua sapienza hai formato l'uomo, * perché domini sulle creature fatte da te,

e governi il mondo con santità e giustizia * e pronunzi giudizi con animo retto,
 dammi la sapienza, che siede in trono accanto a te * e non mi escludere dal numero dei tuoi figli,

 perché io sono tuo servo e figlio della tua ancella, 
uomo debole e di vita breve, * incapace di comprendere la giustizia e le leggi.

 Se anche uno fosse il più perfetto tra gli uomini,
 mancandogli la tua sapienza, * sarebbe stimato un nulla. 

Con te è la sapienza che conosce le tue opere, * che era presente quando creavi il mondo;
 essa conosce che cosa è gradito ai tuoi occhi * e ciò che è conforme ai tuoi decreti.



Inviala dai cieli santi, * mandala dal tuo trono glorioso,
perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica * e io sappia ciò che ti è gradito.

 Essa infatti tutto conosce e tutto comprende, 
e mi guiderà prudentemente nelle mie azioni * e mi proteggerà con la sua gloria."

 

Domenica è Cristo Re. Storicamente era la grande Festa della Azione Cattolica: il mistero escatologico fiorisce in un impegno temporale:"Ricondurre ogni cosa in Cristo". Il motto di quegli anni vale tuttora. Non credo fossero sprovveduti mezzo secolo fa, esaltati dai successi ecclesiali; dobbiamo imitarli nella "azione", nell'impegno attivo per la Chiesa. 

Il responsabile è Gesù Cristo

La autorevolezza è la carità,

La lucidità è la Parola e l'obbedienza,

Il senso pratico è la fedeltà,

La capacità decisionale è lo Spirito Santo,

La forza vincente è il sacrificio, la croce e l'umiltà,

Il lavoro è la preghiera.

Il Vangelo del Buon Ladrone sottolinea le virtù dell'ultima ora:

Riconoscere la propria indegnità: "noi giustamente soffriamo".

Riconoscere la bontà di Gesù: "lui non ha fatto nessun male".

Affidarsi alla sua misericordia: "ricordati di me quando sarai nel tuo Regno".

E' il senso della preghiera del cuore, la preghiera di Gesù: "Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me peccatore"; accompagni i nostri giorni, li sostenga, li santifichi, fino all'ultimo istante.

 

"OGGI STESSO SARAI CON ME IN PARADISO" (Icona del buon Ladrone)
"OGGI STESSO SARAI CON ME IN PARADISO" (Icona del buon Ladrone)