Sorridi quando porti da mangiare al povero, perché egli ti perdoni il privilegio che hai di aiutarlo.

(S. Vincenzo de' Paoli)

 

CARITAS PIUMAZZO

Il pomeriggio del 25 Maggio 2010 ha aperto i battenti la sede piumazzese della Caritas. Il gruppo fondatore ha nominato come Coordinatrice la signora Anna Maria Preti, segretaria Anna Maria Cavazzoni e tesoriera Carla Santunione. Responsabile il parroco. Ci si muoverà inizialmente in quattro settori: 1. Distribuzione di alimenti alle famiglie in necessità: “Progetto cinque pani e due pesci”. 2. Attenzione conoscitiva ai casi svariati di bisogno, sul modello degli sportelli URP nei servizi pubblici: “Progetto sentinella”. 3. Disponibilità ai bisogni morali e spirituali delle persone anziane e sole: “ Progetto Simeone e Anna”. 4. Cura morale e materiale dei bimbi anche stranieri, nel contesto dei luoghi ricreativi della Parrocchia: “Progetto 6 carpini”. E’ stata lanciata anche la proposta di due appuntamenti annuali per la raccolta e smaltimento degli abiti usati. La finalità principale della Caritas è trasfigurare il cuore di chi dona e di chi riceve, per edificare una comunità più amorevole. La Sede, intitolata alla “Madonna della Provvidenza” sarà benedetta dopo la Messa solenne delle 9,00, domenica 30 Maggio. Tutti sono invitati.   

 

NOTIZIE CARITAS PARROCCHIALE

Vogliamo innanzitutto ringraziare il bel gruppo che da alcuni mesi si prende cura settimanale di questo aspetto importantissimo della vita parrocchiale. Che Chiesa saremmo se non aiutassimo i poveri? Non è solo dovere di solidarietà e di assistenza, ma convinzione di fede che nei poveri, per un particolare mistero della grazia, la luce evangelica continua a essere portata sulla terra. Ma c’è un problema grosso: a fronte di tanti che vengono settimanalmente a prelevare la sportina viveri (e anche il Comune ci ha fatto plauso e additato alcune situazioni certe di indigenza, destinate ahimè ad aumentare) ancora modesto è il flusso degli offerenti e il carico grava sulla normale amministrazione parrocchiale. Come fare? La Caritas propone di istituire due domeniche al mese, la prima e l’ultima, per una raccolta di generi alimentari a lunga conservazione, da farsi in chiesa, in una cesta,durante le messe domenicali. Qualcuno ha difficoltà che si aiutino anche extracomunitari; ma crediamo di interpretare il genuino spirito del vangelo che di fronte alla povertà pensa solo a soccorrere. Poi possiamo testimoniare che la dinamica del chiedere e donare crea relazione, conoscenza, affetto. La vera carità risiede nel cuore.

Raccolta dei giovani per LEONARDO

Raccolta per Leonardo, promossa dal gruppo Giovani

Euro 1062,76 già consegnati allo zio fra Francesco. Testo dell'appello:

"nel recente pellegrinaggio ad Assisi, noi giovani abbiamo avuto il privilegio di essere accompagnati da Frate Francesco della Abbazia di Monteveglio. All'inizio del nostro Cammino ci ha parlato di Leonardo suo nipote di 15 anni in coma a seguito di un incidente stradale invitandoci a pregare per lui. Leonardo ha bisogno di cure e assistenza continui inoltre la casa dove risiede necessita di costosi interventi per essere adattata alla sua condizione. Ad aggravare questa situazione già critica il fatto che entrambi i genitori per dedicarsio a lui hanno perso il lavoro. Nella sua parrocchia a Brescia si è accesa una rete di solidarietà alla quale vorremmo unirci anche noi di piumazzo, offrendo il nostro contributo" I Giovani della Parrocchia 

Raccolta per Adozione Bimbo a Usokami

Durante la Festa del Ringraziamento nello Stand dei Giovani è possibile portare, e comprare, una torta, il cui ricavato va interamente alla adozione di uno o più bambini in Africa nella Missione diocesana di Usokami

IL RICAVATO è STATO DI EURO 900,00

La lettera di ringraziamento per la offerta dei giovani
La lettera di ringraziamento per la offerta dei giovani
Bambini a Usokami durante il pranzo
Bambini a Usokami durante il pranzo

La lettera di ringraziamento per la nostra offerta (inviata a Natale 2009) a sostegno dei bambini dell’orfanotrofio e per le cure alle mamme malate di AIDS ed una bella fotografia dei bambini durante il pranzo. L’offerta che da oltre dieci anni il gruppo giovani riesce ad inviare alla Missione viene raccolta principalmente con la vendita delle torte durante la Festa del Ringraziamento.

A breve inizieranno i lavori per la preparazione della nuova sede Caritas della Parrochia di Piumazzo in via Carlo Marx nei locali di fronte al cancello dell'Asilo.

Si confida che entro Pasqua 2010 sia tutto pronto e funzionante.

Si ringrazia del contrubuto il gruppo LE AMICHE DI FLORA

e SILVIO CANTARELLA E MARTA VIGNALI per la organizzazione della Manifestazione ASPETTANDO NATALE 

CARITAS PARROCCHIALE PIUMAZZO

Risposta di Suor Bruna al Gruppo Giovani a seguito dell’aiuto che da anni fornisce alla Casa della Carità della Missione.
Risposta di Suor Bruna al Gruppo Giovani a seguito dell’aiuto che da anni fornisce alla Casa della Carità della Missione.

Lettera alla Caritas di Piumazzo da parte di una collaboratrice

... Abbiamo bisogno di struttura, linee guida, collaborazione, formazione, supporto e tutte le cose che anche le altre organizzazioni hanno. Ci serve aiuto, servono persone, materiale, qualcuno che affronti le questioni burocratiche, quelle organizzative. Nel nostro piccolo cerchiamo di fare come si può, ma non basta. Ci comportiamo come boy scout e francamente non si va avanti così. Le persone che hanno bisogno di assistenza sono numerose e lo saranno sempre di più. Se vogliamo evitare che diventino un numero sulla carta, è necessario dare di più. Più tempo, più persone, più preparazione. Abbiamo improvvisato e non ha funzionato. Stiamo parlando di persone, non di numeri. Ognuno con la propria storia, difficoltà, aspettative, speranze, amarezze, delusioni, dolori. Ognuno di loro merita un pò della nostra attenzione e non possiamo darla. Non possiamo perchè siamo - se va bene - in tre. Più delle volte sono in due, Annamaria e Mauro. A volte ci sono anch'io ma non so mai quando e per quanto tempo. 


Volontariato - che cos'è? Dare una parte del proprio tempo, conoscenze, attitudini agli altri, per gli altri. Per cosa? Fondamentalmente per necessità nostra, per il bisogno di dare. Non basta! Il volontario è egoista, ha bisogno di qualche ritorno se no, non lo fa. Bisogno di cosa? Di una parola, un sorriso, una piccola complicità, di leggerezza, gioia, condivisione. Qualche esempio? Tempo fa i bimbi ci hanno regalato dei bellissimi disegni colorati - ora non succede quasì più. Come mai? Noi ci sono più bambini? Certo che ci sono! Non ci sono più colori? Carta? Il tavolino? Abbiamo fin troppe sedie x loro ma niente attenzioni. Qualcuno prepara le sporte con i viveri, qualcuno "sorveglia" il mercatino e siamo già alla frutta. Non c'è più la possibilità di scambiare due parole, se si parla è per chiedere il certificato (quanto odio questa parola!) o al massimo "come stai oggi?" - senza aspettare la risposta. Che rapporto è? A cosa serve? Prima si poteva cercare di socialzzare con loro ora non più. Fanno gruppo a sè stante, compatto. Abbiamo perso terreno, la possibilità di cercare di capire, conoscere. Abbiamo paura, come hanno paura anche loro. Ci siamo chiusi, siamo diventati sospettosi, guardigni. Non c'è più l'apertura iniziale, fiduciosa, curiosa, disponibile. Non c'è più la voglia di stare con loro. Ci stiamo e basta. Loro lo sentono, si chiudono sempre di più e si comportano di conseguenza. Sono tanti, un muro........ 

Hanno un modo di fare che a noi sembra ostile. Non lo è, secondo me. Sono le loro abitudini, il loro vissuto che è diverso. Loro se presi uno alla volta come si poteva fare all'inizio, sono come noi. Hanno bisogno delle stesse cose che servono a noi, hanno gli stessi sogni, desideri  per sè e per i loro figli, le stesse preoccupazioni, paure - sì, paure tante. Sono lontani da casa, dalla loro terra, dalle radici. Hanno più bisogno di chi sta a casa sua, con la propria famiglia. Poco importa se non si fanno capire, non con le parole - se c'è tempo si fanno capire e come! Uno sguardo, un sorriso, una mano tesa fanno dei miracoli, più delle parole a volte. Sono un linguaggio universale, quello del cuore. Mi rendo conto di essere in vantaggio perchè lontano da casa, da tutto e tutti. Sarò sempre "straniera" per qualcuno  e questo m'ha resa combattiva, determinata a lottare per gli stessi diritti che ha chi è nato qui. Sto parlando in passato, ora non m'importa neppure più. Ho accumulato una marea d'informazioni spesso contraddittorie, delle esperienze che non serviranno a nessuno ma mi sono fatte le ossa e so cosa vuol dire sentirsi soli, isolati, "stranieri". So cosa si prova a sentirsi rifiutati, le porte sbattute in faccia, sguardi sospettosi pechè sei diversa. Diversa da chi? 

Stiamo parlando di una relazione d'aiuto, a prescindere. Forse anhe in questo sono un pò in vantaggio - per esperienza, corsi fatti, curiosità o chiamalo come vuoi. Ricordati comunque che per aiutare gli altri, prima di tutto dobbiamo aiutare noi stessi. Se noi non siamo sereni quando arriva martedì, se usciamo con patema d'animo per il terrore dell'invasione di gruppo, se chiudiamo un occhio anche se sappiamo per certo chi ha fatto sparire cosa, se ci limitiamo ad assecondarli, possiamo stare a casa. Faremmo più bella figura e daremmo una mano anche a loro - andrebbero a cercare qualcuno più preparato di noi, più utile a loro. Avrebbero ragione. 

Nelle mille piccole cose, incomprensioni, amarezze per fortuna ci sono dei momenti preziosi che ci fanno dimenticare il resto. Come ieri per esempio, aspettando l'apertura mi sono messa a chiacchierare con una signora. Non la conoscevo, solo di vista. M'ha raccontato la sua storia a continuava a ripere "mi vergogno". Sì, è cosa comune a tutti, credo. Vergogna - per cosa? Per non riuscire a farcela da soli. Soli, dico e mi viene in mente Thomas quando raccontava del loro villaggio, di come si davano una mano fra di loro. Dovremmo imparare da queste persone, a posto di pretendere che si comportino come noi. O no? Oppure i racconti della famiglia numerosa. Si potrebbero scrivere delle storie con le loro esperienze, con i loro racconti - un giornalino? Butto lì........ aiuterebbe noi a capire loro e loro a sentirsi accettati, considerati da noi, a "casa". 

 

Riunione del 20 Marzo 2012

Presenti: Don Remo, Annamaria Preti, Andrea Langweber, Annamaria Zani, Lorenza, Carla, Fernando, Antonella, Mauro. Lettura di 1 Corinti 13 e della lettera di Andrea.

Confermata da Mauro la difficoltà relazionale, stanno in mucchio fra di loro le straniere, entrano insieme e si mettono a guardare il mercatino dei vestiti, si divertono un mondo. Amano contrattare anche quando le cifre sono minime, e abbiamo capito che fa parte della loro cultura. Sopratutto sono aumentate di numero: ora gli assistiti sono trenta famiglie, con un totale di più di cento persone. Il materiale finisce presto e dobbiamo spendere soldi per acquistare generi di prima necessità. Non abbiamo un criterio personale di accoglienza, se non il "filtro" della certificazione delle assistenti sociali dle comune. Non riusciamo a conoscere bene le situazioni, a volte abbiamo l'impressione che qualcuno ci marci sopra.  Fernando propone un impegno di 10 euro al mese di una trentina di famiglie, coprirebbero le spese. Carla dice di riprendere l'appello la prima domenica del mese in chiesa. Il sogno di Annamaria è di non fermarsi al cibo ma essere viicini alle persone anche nella casa, il lavoro e tutto, e ancora condividere con loro non solo la sportina ma anche realtà non materiali. Annamaria Preti e Carla parlano della assistenza ad anziani soli, anche solo di compagnia, e riprendere il tema della accoglienza dei bimbi e ragazzi al fine di una integrazione.

Proposta del venersì 13 Aprile con Messa incontro e pizza per ritrovarci a fare il punto sul questo mese e progettare il percorso da qui a settembre, per non lasciare sole le persone, dare indicazioni, rispondere a problemi.