BENEDIZIONI QUESTA SETTIMANA

MESE DI FEBBRAIO 2017

20 Febbraio Lunedì (d.Remo) Vie 2 Giugno, Della Libertà
21 Febbraio Martedì ( d.Remo) Via Muzza Corona 55-113 e 36-62
22 Febbraio Mercoledì ( d. Remo) V. Muzza Cor. 115-153 e 74-104

23 Febbraio Giovedi (d. Remo) V. Muzza Cor. 153-191 e 114-184
24 Febbraio Venerdi (d Remo) Via del Lavoro, Dell’Industria
25 Febbraio Sabato (Jasmin) Vie Ruffini, Guerrazzi

CARNEVALE DEI RAGAZZI PIUMAZZO

* * * * * * * *
Il Carnevale è la festa che precede il periodo di Quaresima.
In particolare, si festeggia da Giovedì Grasso a Martedì Grasso,
ultimo giorno di carnevale, che precede il Mercoledì delle Ceneri,
quando ha inizio la Quaresima.
Nella tradizione cattolica, il Carnevale,
oltre ad essere il periodo più allegro e stravagante dell’anno
è importante tempo di preparazione, dove feste,
divertimento, allegria, sfilate, schezi, dolciumi e mascheramenti
introducono e risaltano il senso della imminente Quaresima,
periodo di austerità, penitenza, digiuno e rinuncia.
La tradizione del Carnevale, se vissuta con buon senso e moderazione
può essere un ottimo spunto per insegnare ai bimbi e non solo,
il significato della Quaresima....
Questi festeggiamenti hanno, però, unicamente senso,
se si ha poi l'intenzione di vivere la Quaresima con intensità.
* * * * * * * *

BOLLETTINO PARROCCHIALE N.341 GENNAIO 2017

LE FOTO DEL 2016

DAL 3.NOVEMBRE IL DOPOSCUOLA PER I RAGAZZI DELLE MEDIE

INVITO GRUPPO CARITA'

OGNI MERCOLEDI'

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA 

OGNI GIOVEDI'

 

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DEL ROSARIO

CALENDARIO DEGLI INCONTRI IN PARROCCHIA DA SETTEMBRE 2016 A GIUGNO 2017

PAGINE PIU' VISTE DICEMBRE 2016

ULTIMI AGGIORNAMENTI


IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

Preghiera del 26.FEBBRAIO 2017

PREGHIERA PER IL BUONUMORE
Signore donami una buona digestione
e anche qualcosa da digerire.
Donami la salute del corpo
e il buonumore necessario per mantenerla.
Donami, Signore, un'anima semplice
che sappia far tesoro di tutto ciò che è buono
e non si spaventi alla vista del male
ma piuttosto trovi sempre il modo
di rimettere le cose apposto.
Dammi un'anima che non conosca la noia
i brontolamenti, i sospiri, i lamenti
e non permettere che mi crucci eccessivamente
per quella cosa troppo ingombrante
che si chiama "io".
Dammi, Signore, il senso del buonumore.
Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo
per scoprire nella vita un po' di gioia
e farne parte anche agli altri.
Amen.
(Tommaso Moro)

LA FOTO DELLA SETTIMANA

La foto del 12.FEBBRAIO 2017

SI RINGRAZIA  A FOTO-STUDIO "ARCADIA" DI WILLER COMELLINI

CANTARE INSIEME FA BENE!

CORO SAN GIACOMO
CORO SAN GIACOMO
Cantare in coro fa bene perchè stimola la creatività, le relazioni sociali e affettive, sviluppa l'ascolto, l'attenzione, l'espressione e la comunicazione e fa' apprendere un nuovo linguaggio, quello musicale.
Nel coro non ci sono differenze, alti e bassi, grassi o magri, giovani e meno giovani, tutti sono ugualmente importanti e ognuno contribuisce con la propria voce a creare un suono magico e meraviglioso, il suono del CORO.
Il Coro S. Giacomo di Piumazzo, presente in parrocchia da 25 anni anima le celebrazioni liturgiche della comunità e organizza concerti e attività culturali e musicali.
Stiamo cercando nuove voci, femminili e maschili, e una potrebbe essere proprio la tua!
Per informazioni rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa. Ti aspettiamo! 
Elenco dei prossimi appuntamenti del Coro S. Giacomo:
1° marzo ore 20.30 : Mercoledì delle ceneri
17 Marzo ore 21 : Stazione quaresimale a Piumazzo
9 Aprile ore 10 : Domenica delle Palme
13 Aprile ore 20.30 : Giovedì santo
14 aprile ore 20.30 : Venerdì santo
15 Aprile ore 21 : Sabato santo
16 Aprile ore 11 : Domenica di Pasqua

La predica di S. Francesco

(Bruno Ferrero, C'è qualcuno lassù)

Un giorno, uscendo dal convento, san Francesco incontrò frate Ginepro. Era un frate semplice e buo­no e san Francesco gli voleva molto bene.
Incontrandolo gli disse: «Frate Ginepro, vieni, an­diamo a predicare».
«Padre mio» rispose, «sai che ho poca istruzione. Come potrei parlare alla gente?».
Ma poiché san Francesco insisteva, frate Gine­pro acconsentì. Girarono per tutta la città, pregando in silenzio per tutti coloro che lavoravano nelle bot­teghe e negli orti. Sorrisero ai bambini, specialmen­te a quelli più poveri. Scambiarono qualche parola con i più anziani. Accarezzarono i malati. Aiutarono una donna a portare un pesante recipiente pieno d'acqua.
Dopo aver attraversato più volte tutta la città, san Francesco disse: «Frate Ginepro, è ora di tornare al convento».
«E la nostra predica?».
«L'abbiamo fatta... L'abbiamo fatta» rispose sor­ridendo il santo.

Se hai in tasca il profumo del muschio non hai bisogno di raccontarlo a tutti. Il profumo parlerà in tua vece.
La predica migliore sei tu.

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

Liturgia della settimana

2017-02-26 - Vangelo di domenica (dom, 26 feb 2017)
Is 49,14-15; Sal.61; 1Cor 4,1-5; Mt 6,24-34. ||| In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza. Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: "Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?". Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».
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2017-02-26 - Commento di domenica (dom, 26 feb 2017)
Io non ti dimenticherò mai! ||| Dio è amore! Non possono mancare in Lui quelle intensissime e divine tenerezze che noi attribuiamo di preferenza alle nostre buone mamme. "Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai". Non è soltanto una splendida dichiarazione di amore: tutta la storia della salvezza è la conferma di questo amore viscerale di Dio per le sue creature. Egli è il Dio fedele lento all'ira e grande nell'amore. Egli perdona, Egli è la mia misericordia, dice un salmista! Egli attende con impazienza il figlio che si è perduto; non vede l'ora di dargli il suo abbraccio e riaverlo come figlio. Egli manda i suoi a compiere e perpetuare la sua missione nel mondo. Sono i suoi servi e i suoi amministratori dai quali esige assoluta fedeltà perché Egli per primo è fedele. Egli è per tutti il Dio provvido. Con l'esistenza ci ha dato nel nostro meraviglioso abitat anche tutto il necessario per vivere senza troppi affanni il tempo e prepararci all'eternità. Nella preghiera che Egli ci ha insegnato ci invita a chiedere il pane quotidiano, che per noi non significa soltanto il necessario al nostro corpo, ma anche quanto ci nutre nell'anima; la sua Parola e il Pane di vita. Per questo ci insegna ad essere sapienti, saper discernere cioè i veri valori: quelli del tempo e quelli dell'eternità. Ci dice: "Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena." Ci siamo costruito le nostre umane sicurezze e abbiamo spento in noi la fede nella divina Provvidenza. Sono nate le ingordigie, gli affanni, le inquietudini e tutto ciò che scaturisce da questo. Dobbiamo riscoprire e tornare a vivere nella fede in Dio e immergerci ancora nel suo amore per acquietare i nostri animi e sopire i nostri appetiti smodati. Dio ci illumini! Amen.
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VIII Domenica del T.O. (anno A)

Nessuno puo' servire due padroni

26. febbraio 2017

Alla base della fiducia dell’uomo sta la certezza della fedeltà di Dio. Dio è la “roccia” di Israele: questo nome simboleggia la sua immutabile fedeltà, la verità delle sue parole, la fermezza delle sue promesse, nonostante le infedeltà dell’uomo e i suoi continui ritorni all’idolatria. Le sue parole non passano, le sue promesse saranno mantenute. Dio non mente, né si ritratta. Il disegno di Dio, disegno di amore, si realizzerà infallibilmente. L’uomo, quindi, può vivere nella fiducia. Dio veglia sul mondo, donando sole e pioggia a tutti, buoni e cattivi.

Siamo esperti, Signore Gesù, nel tenere i piedi in due staffe, nel lasciare costantemente aperta una via di fuga, un’uscita di sicurezza, nel nome della nostra saggezza, perché, come dicono tutti:

«Non si sa mai cosa può accadere nella vita». Così confessiamo la nostra fede e, addirittura, l’entusiasmo suscitato dalle tue parole, ma poi non disdegniamo di venire a patti con la nostra coscienza, di adoperare mezzi meschini pur di assicurarci quei beni che sembrano proteggerci in caso di necessità. Tu smascheri senza mezzi termini la nostra incredulità e ci metti davanti ad una decisione netta e chiara, senza rimpianti: o Dio o il denaro, o la fede nel Vangelo o il pedaggio pagato all’illusione offerta dalla ricchezza e dal potere. Tu chiami per nome tante ansie e affanni inutili che hanno un’unica sorgente: la nostra incredulità, il nostro bisogno spasmodico di circondarci di molti beni, per nascondere il vuoto che ci portiamo dentro.

PROVVISTE DI VIAGGIO

VANGELO IN IMMAGINI

Riflessione  8 domenica ordinario A

Il regno di Dio non consente vie intermedie o scorciatoie facili e alternative. Il piede in due staffe non fa parte dello zaino del cristiano che cammina verso la salvezza eterna. La scelta del Regno esige un atteggiamento distaccato di libertà interiore ed una fiducia incrollabile in Dio di fronte alle inquietudini e alle angosce della vita.
"In Te, Signore, confido e mi rifugio" recitiamo col salmo nella Messa di domenica. Confido e mi rifugio. Ho fiducia nella fedeltà della Tua promessa e mi rifugio all'ombra della tua rupe e della tua roccia. Le preoccupazioni e gli affanni della nostra esistenza e la nostra stessa vita, tante volte lontana dalla sua Parola, non ci devono scoraggiare, ben sapendo che Dio è fedele al suo progetto di salvezza nonostante le nostre ripetute infedeltà e tradimenti.
Ma la nostra fiducia deve essere attiva e operosa: non deve pretendere che Dio venga ad allacciarci le scarpe o a soffiarci in naso, né pretendere orgogliosamente che risolva tutti i nostri problemi. Agire come se tutto dipendesse da noi, ma affidarsi a Dio come se tutto dipendesse dalla sua azione.
"Il Signore mi ha abbandonato - leggiamo nella prima lettura - il Signore mi ha dimenticato. Si dimentica forse una donna del suo Bambino? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai". Parole di una tenerezza commovente.

VIDEO DELLA SETTIMANA

Oggetti smarriti

Una vecchina si reca ogni giorno all’Ufficio Oggetti Smarriti con la fotografia di un oggetto. Il simpatico e anziano impiegato si fa in quattro per aiutarla. Ma mai la vecchina ritrova l’oggetto perduto. Perché in realtà stava cercando qualcos'altro. Lost Property - Oggetti smarriti è un corto molto poetico sulla vecchiaia, la solitudine, l'amore.

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

Il Papa nella chiesa anglicana di Roma. Il parroco: passo avanti nel dialogo

22.febbraio 2017

Un evento storico? «Lo definirei un normale abbraccio fra sorelle e fratelli cristiani che da cinquanta anni hanno un’ottima amicizia». Con un piacevole accento inglese il reverendo Jonathan Boardman racconta la visita che papa Francesco compirà domenica 26 febbraio nella sua chiesa: quella anglicana di All Saints (Ognissanti) a Roma. Una parrocchia che festeggia il 200° anniversario dalla prima liturgia e che si trova in via del Babuino, a due passi da piazza di Spagna. «Con una gioia incredibile attendiamo il vescovo di Roma», spiega il parroco che alle 16 accoglierà il Pontefice con la reverenda Dana English e assieme al vescovo Robert Innes, responsabile della Chiesa anglicana in Europa, al suo ausiliare David Hamid e all’arcivescovo David Moxon, rappresentante presso la Santa Sede dell’arcivescovo di Canterbury e direttore del Centro anglicano di Roma. L’incontro sarà scandito dalla preghiera ma non solo. «Celebreremo il Vespro cantato anglicano, seppur in forma abbreviata, che includerà anche la benedizione di un’icona di Cristo Salvatore commissionata all’artista Ian Knowles – afferma il reverendo –. Saranno inoltre rinnovate le promesse battesimali da parte di anglicani e cattolici ma anche dagli amici delle altre confessioni presenti a Roma che parteciperanno alla visita». Poi verranno rivolte al Papa alcune domande. «Dopo il culto – prosegue Boardman – sarà siglato il gemellaggio fra la nostra comunità e la parrocchia cattolica di Ognissanti in via Appia Nuova. Già lavoriamo fianco a fianco a servizio degli ultimi: infatti ogni venerdì portiamo la cena ai senzatetto della stazione Ostiense. Tutto ciò mostra come si possa dare comune testimonianza al Vangelo oltre i nodi ancora da sciogliere».

L’appuntamento del 26 febbraio rientra nelle celebrazioni per il mezzo secolo dall’incontro tra Paolo VI e l’arcivescovo di Canterbury Michael Ramsey nel 1966 che ha ristabilito il dialogo tra la Chiesa di Roma e quella d’Inghilterra. Un evento preceduto dall’incontro privato di Giovanni XXIII con il primate Geoffrey Fisher nel 1960 e seguito dalla preghiera comune fra Giovanni Paolo II e gli arcivescovi Robert Runcie e George Carey, poi fra papa Benedetto XVI e l’arcivescovo Rowan Williams nella chiesa romana di San Gregorio al Celio da dove papa Gregorio inviò sant’Agostino ad evangelizzare gli anglosassoni. Chiesa che lo scorso 5 ottobre ha visto Bergoglio e il primate della Comunione anglicana Justin Welby celebrare i Vespri e firmare una dichiarazione congiunta. «In questi cinquanta anni – sottolinea Boardman – i Papi e gli arcivescovi di Canterbury si sono visti più volte, ma mai un Pontefice aveva incontrato la comunità anglicana di Roma. Francesco sarà il primo. Bergoglio ha accettato il nostro invito. Si tratta di un’iniziativa che vuole rafforzare ancora di più i rapporti fra le nostre Chiese che già sono stabili, approfonditi, onesti. E dire che lo Stato italiano ha riconosciuto la Chiesa d’Inghilterra soltanto con un decreto del 2015 che giunge dopo quattrocento anni di presenza nella Penisola».

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

Quaresima e Pasqua 2017 - Sussidio liturgico pastorale

Descrizione

DIOCESI DI BOLOGNA

Prossimi appuntamenti

 

 

Intervento alla XVI Assemblea diocesana elettiva dell'Azione cattolica

  • Domenica 26 febbraio
  • 11:00
  • in Seminario

Domenica 26 in Seminario (piazzale Bacchelli 4) si terrà la XVI Assemblea diocesana elettiva dell'Azione cattolica sul tema «Fare nuove tutte le cose. Radicati nel futuro, custodi dell'essenziale».

Messa per il convegno regionale del Masci

 

  • Domenica 26 febbraio
  • 15:15
  • in San Domenico

 

Domenica 26 alle 15 nella Basilica di San Domenico (piazza San Domenico 13) l'Arcivescovo Matteo Zuppi celebrerà la Messa per gli adulti scout del Masci Emilia Romagna, che si riuniranno per l'Assemblea elettiva.

L'origine dell'Universo e del tempo

 

  • Martedì 28 febbraio
  • 17:10
  • Istituto Veritatis Splendor

 

Videoconferenza nell'ambito del Master in Scienza e Fede, promosso dall'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum in collaborazione con l'Istituto Veritatis Splendor.

Corso base sul Catechismo della Chiesa Cattolica

 

  • Martedì 28 febbraio
  • 20:45
  • Istituto Veritatis Splendor

 

Dal 29 novembre 2016 al 21 marzo 2017.

Conversazione su Chiesa e Città

  • Giovedì 2 marzo
  • 21:00
  • in Cattedrale

Intervengono S. E. Mons. Corrado Lorefice (Arcivescovo di Palermo) e Ivano Dionigi (Università di Bologna). Accoglie e introduce S. E. Mons. Matteo Zuppi (Arcivescovo di Bologna).

LE PAROLE DEL PAPA

Dio sa meglio di noi ciò di cui abbiamo bisogno; dobbiamo fidarci di Lui, perché le sue vie sono molto diverse dalle nostre.


PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE  Mercoledì, 22 febbraio 2017

12. Nella speranza ci riconosciamo tutti salvati (cfr Rm 8,19-27)

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Spesso siamo tentati di pensare che il creato sia una nostra proprietà, un possedimento che possiamo sfruttare a nostro piacimento e di cui non dobbiamo rendere conto a nessuno. Nel passo della Lettera ai Romani (8,19-27) di cui abbiamo appena ascoltato una parte, l’Apostolo Paolo ci ricorda invece che la creazione è un dono meraviglioso che Dio ha posto nelle nostre mani, perché possiamo entrare in relazione con Lui e possiamo riconoscervi l’impronta del suo disegno d’amore, alla cui realizzazione siamo chiamati tutti a collaborare, giorno dopo giorno.

Quando però si lascia prendere dall’egoismo, l’essere umano finisce per rovinare anche le cose più belle che gli sono state affidate. E così è successo anche per il creato. Pensiamo all’acqua. L’acqua è una cosa bellissima e tanto importante; l’acqua ci dà la vita, ci aiuta in tutto ma per sfruttare i minerali si contamina l’acqua, si sporca la creazione e si distrugge la creazione. Questo è un esempio soltanto. Ce ne sono tanti. Con l’esperienza tragica del peccato, rotta la comunione con Dio, abbiamo infranto l’originaria comunione con tutto quello che ci circonda e abbiamo finito per corrompere la creazione, rendendola così schiava, sottomessa alla nostra caducità. E purtroppo la conseguenza di tutto questo è drammaticamente sotto i nostri occhi, ogni giorno. Quando rompe la comunione con Dio, l’uomo perde la propria bellezza originaria e finisce per sfigurare attorno a sé ogni cosa; e dove tutto prima rimandava al Padre Creatore e al suo amore infinito, adesso porta il segno triste e desolato dell’orgoglio e della voracità umani. L’orgoglio umano, sfruttando il creato, distrugge.

Il Signore però non ci lascia soli e anche in questo quadro desolante ci offre una prospettiva nuova di liberazione, di salvezza universale. È quello che Paolo mette in evidenza con gioia, invitandoci a prestare ascolto ai gemiti dell’intero creato. Se facciamo attenzione, infatti, intorno a noi tutto geme: geme la creazione stessa, gemiamo noi esseri umani e geme lo Spirito dentro di noi, nel nostro cuore. Ora, questi gemiti non sono un lamento sterile, sconsolato, ma – come precisa l’Apostolo – sono i gemiti di una partoriente; sono i gemiti di chi soffre, ma sa che sta per venire alla luce una vita nuova. E nel nostro caso è davvero così. Noi siamo ancora alle prese con le conseguenze del nostro peccato e tutto, attorno a noi, porta ancora il segno delle nostre fatiche, delle nostre mancanze, delle nostre chiusure. Nello stesso tempo, però, sappiamo di essere stati salvati dal Signore e già ci è dato di contemplare e di pregustare in noi e in ciò che ci circonda i segni della Risurrezione, della Pasqua, che opera una nuova creazione.

Questo è il contenuto della nostra speranza. Il cristiano non vive fuori dal mondo, sa riconoscere nella propria vita e in ciò che lo circonda i segni del male, dell’egoismo e del peccato. È solidale con chi soffre, con chi piange, con chi è emarginato, con chi si sente disperato… Però, nello stesso tempo, il cristiano ha imparato a leggere tutto questo con gli occhi della Pasqua, con gli occhi del Cristo Risorto. E allora sa che stiamo vivendo il tempo dell’attesa, il tempo di un anelito che va oltre il presente, il tempo del compimento. Nella speranza sappiamo che il Signore vuole risanare definitivamente con la sua misericordia i cuori feriti e umiliati e tutto ciò che l’uomo ha deturpato nella sua empietà, e che in questo modo Egli rigenera un mondo nuovo e una umanità nuova, finalmente riconciliati nel suo amore.

Quante volte noi cristiani siamo tentati dalla delusione, dal pessimismo… A volte ci lasciamo andare al lamento inutile, oppure rimaniamo senza parole e non sappiamo nemmeno che cosa chiedere, che cosa sperare… Ancora una volta però ci viene in aiuto lo Spirito Santo, respiro della nostra speranza, il quale mantiene vivi il gemito e l’attesa del nostro cuore. Lo Spirito vede per noi oltre le apparenze negative del presente e ci rivela già ora i cieli nuovi e la terra nuova che il Signore sta preparando per l’umanità.