19.LUGLIO 2020  XVI DOMENICA TEMPO ORDINARIO SANTA MESSA ORE 10.00

25.LUGLIO FESTA DEL PATRONO DI PIUMAZZO SAN GIACOMO

LETTERA DI DON GIANCARLO PER L'OTTAVARIO DELLA MADONNA DELLA PROVVIDENZA

ORARIO SANTE MESSE DA LUNEDì 1.GIUGNO 2020

Orari Sante messe :

Feriali:   ore 18,30 Lunedì, Martedì e Venerdì  

ore 20,00  Mercoledì e Giovedì 

Prefestiva:  ore 19,00   

Festiva:

ore 10.00 

MISURE DI SICUREZZA PER LA PARTECIPAZIONE DEI FEDELI ALLE SANTE MESSE

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CALENDARIO LITURGICO SETTIMANALE

ESTATE RAGAZZI 2019

Link per vedere il video dell'Estate Ragazzi 2016,2017,2019: rebrand.ly/VideoER

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OGNI MERCOLEDI'

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA 

OGNI GIOVEDI'

 

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DEL SANTO ROSARIO

IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

Preghiera del 12.luglio 2020

LA FOTO DELLA SETTIMANA

La  foto del  13.luglio 2020

CANTARE INSIEME FA BENE!

CORO SAN GIACOMO
CORO SAN GIACOMO
Cantare in coro fa bene perchè stimola la creatività, le relazioni sociali e affettive, sviluppa l'ascolto, l'attenzione, l'espressione e la comunicazione e fa' apprendere un nuovo linguaggio, quello musicale.
Nel coro non ci sono differenze, alti e bassi, grassi o magri, giovani e meno giovani, tutti sono ugualmente importanti e ognuno contribuisce con la propria voce a creare un suono magico e meraviglioso, il suono del CORO.
Il Coro S. Giacomo di Piumazzo, presente in parrocchia da 25 anni anima le celebrazioni liturgiche della comunità e organizza concerti e attività culturali e musicali.
Stiamo cercando nuove voci, femminili e maschili, e una potrebbe essere proprio la tua!
Per informazioni rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa. Ti aspettiamo! 
Elenco dei prossimi appuntamenti del Coro S. Giacomo: 

Gli Occhi

Una giovane mamma, in cucina, preparava la cena con la mente totalmente concentrata su ciò che stava facendo: preparare le patatine fritte. Stava lavorando sodo proprio per preparare un piatto che i bambini avrebbero apprezzato molto. Le patatine fritte era il piatto preferito dai bambini.
Il bambino più piccolo di quattro anni aveva avuto una intensa giornata alla scuola materna e raccontava alla mamma quello che aveva visto e fatto. La mamma gli rispondeva distrattamente con monosillabì e borbottii.
Qualche istante dopo si sentì tirare la gonna e udì: "Mamma".
La donna accennò di sì col capo e borbottò anche qualche parola. Sentì altri strattoni alla gonna e di nuovo: "Mamma".
Gli rispose ancora una volta brevemente e continuò imperterrita a sbucciare le patate.
Passarono cinque minuti. Il bambino si attaccò alla gonna della mamma e tirò con tutte le sue forze. La donna fu costretta a chinarsi verso il figlio.
Il bambino le prese il volto fra le manine paffute, lo portò davanti al proprio viso e disse: "Mamma, ascoltami con gli occhi!".

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Ascoltare qualcuno con gli occhi significa dirgli. "Tu sei importante per me".
Tutte le cose importanti passano attraverso gli occhi.

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Una giovane donna ha lasciato questo breve scritto a sua madre:
"Quando pensavi che non stessi guardando, hai appeso il mio primo dísegno al frigorifero e ho avuto voglia di continuare a stare a casa nostra per dipingere.
Quando pensavi che non stessi guardando, hai dato da mangiare ad un gatto randagio ed è allora che ho capito che è bene prendersi cura degli animali.
Quando pensavi che non stessi guardando, hai cucinato apposta per me una torta di compleanno e ho compreso che le piccole cose possono essere molto speciali.
Quando pensavi che non stessi guardando, hai recitato una preghiera e io ho cominciato a credere nell'esistenza di un Dio con cui si può sempre parlare.
Quando pensavi che non stessi guardando, mi hai dato il bacio della buonanotte e ho capito che mi volevi bene.
Quando pensavi che non stessi guardando, ho visto le lacrime scorrere dal tuoi occhi e ho imparato che, a volte, le cose fanno male ma che piangere fa bene.
Quando pensavi che non stessi guardando, hai sorriso e ho avuto voglia di essere gentile come te.
Quando pensavi che non stessi guardando, ti sei preoccupata per me e ho avuto voglia di diventare me stessa.
Quando pensavi che non stessi guardando, io guardavo e ho voluto dirti grazie per tutte quelle cose che hai fatto, quando pensavi che non stessi guardando".

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

Liturgia della Settimana - Il Commento al Vangelo del giorno

[2020-08-02] Date loro voi stessi da mangiare. (dom, 02 ago 2020)
Fame e sete esprimono nel linguaggio biblico non solo il bisogno fisico di assumere cibo o bevanda, ma ancor più i desideri più profondi dell'anima e tutto ciò che concorre a saziare lo spirito. Sappiamo perciò che è più facile soddisfare i bisogni del nostro corpo che quelli dell'anima. E ciò anche perché essendo noi fatti ad immagine e somiglianza di Dio, aneliamo verso l'infinito e siamo in certo qual senso insaziabili. Un salmista esprime in modo efficace il significato spirituale...
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[2020-08-03] La barca agitata dalle onde. (Mon, 03 Aug 2020)
Gesù è immerso nella preghiera, ha congedato la folla e ha dato ordine ai suoi di precederlo nell'altra riva del lago. È sera ed egli è ancora solo con Dio sul monte, mentre la barca con gli Apostoli e sballottata dalle onde. Càpitano le tempeste e si àgitano le onde quando il Signore è lontano da noi e spingiamo la barca solo con le nostre povere forze. Sperimentiamo allora i nostri limiti, ci coglie la paura di affogare e di essere travolti dalle tempeste della vita. Il Signore non...
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XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura.

19.LUGLIO 2020

Il tempo della Chiesa, in cui bene e male coesistono, è il tempo della pazienza di Dio che vuol dare a tutti la possibilità di fare penitenza e di convertirsi a lui. La parola del Vangelo vale per ognuno di noi, poiché il bene e il male coesistono nel nostro cuore. 

Signore, aiutaci quindi a non giudicare gli altri, a non allontanarli,  e invece a impegnare le nostre energie a migliorare noi e gli altri. Aiutaci a riconoscere nella tua pazienza la forza, da cui prendere la nostra costanza nel fare il bene. Amen

NON DI SOLO PANE NR.950

PROVVISTE DI VIAGGIO

Riflessione  XVI DOMENICA ORDINARIA

Sgraniamo gli occhi, stupiti e indignati, sulla realtà del mondo. Sbalorditi, sgomenti, frastornati, quasi increduli di fronte a certi spettacoli deprimenti: violenza, rapine, odio, litigi .. questo è un po’ il panorama in cui ci aggiriamo sgomenti e impotenti. Siamo esasperati per lo spettacolo che siamo costretti ad assistere, e per il fatto che Dio sembra spettatore distratto, perfino assente, come se la cosa non lo riguardasse. Il cielo appare lontanissimo e spesso sospettiamo addirittura che sia disabitato. Gli uomini si scannano ferocemente, l’ingiustizia e l’oppressione raggiungono livelli intollerabili, il debole è in balia di tutti, domina la disumanità, la follia omicida. E Lui, Lui, Dio, lascia fare, non interviene. Verrebbe voglia di dire: perché non scendi, che dio sei se non batti ciglio, se non esci dal tuo isolamento. Perché non distruggi, perché non bruci tanta zizzania fuori e dentro di noi! “No, dice Gesù, lasciate che cresca insieme al grano” L’appuntamento allora non è con una data o un giorno prefissato, ma con la speranza. Una speranza che è coperta dalla sua Parola. E qui allora le posizioni si capovolgono: non siamo più noi che dobbiamo rimproverare a Dio la sua assenza, ma è Lui che rimprovera la nostra fede assente, che non si rimbocca le maniche per tentar di far breccia a tale zizzania. Ripetiamo, allora, col Salmo: Signore, Dio di bontà, compassionevole, lento all’ira e pieno di amore. Dio fedele, volgiti a noi e abbi misericordia.

VIDEO VANGELO PER I BAMBINI

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,24-43
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”». Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti

VIDEO DELLA SETTIMANA

Le nostre famiglie (Il Video del Papa 57 – Luglio 2020)

Il video con l'intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di luglio 2020: Preghiamo affinché le famiglie di oggi siano accompagnate con amore, rispetto e consiglio e in particolare vengano protette dagli Stati..a cura della Rete Mondiale di Preghiera del Papa - Apostolato della Preghiera.In lingua spagnola con sottotitoli in italiano.

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

12.luglio 2020

L'aiuto. La Cei finanzia 60 progetti nel Terzo mondo per 12 milioni di euro

Il Comitato per gli interventi caritativi ha assegnato fondi per interventi dalla Nigeria a Timor Est, dal Perù allo Sri Lanka

Sessanta progetti approvati per interventi caritativi nei Paesi in via di sviluppo, per un totale di quasi 12 milioni di euro: sono stati resi noti oggi i dati emersi dalla riunione del Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo tenutasi il 3 luglio, in videocollegamento con la sede Cei di Roma.

Sono stati approvati dunque 60 progetti, per i quali saranno stanziati 11.890.149 euro così suddivisi: 6.090.221 euro per 30 progetti in Africa, 1.808.346 euro per 12 progetti in America Latina; 3.248.102 per 14 progetti in Asia; 212.598 per 2 progetti in Medio Oriente; 530.882 per 2 progetti in Est Europa.

Due tra i progetti più significativi sono in Africa. Uno in Nigeria, nella diocesi di Maiduguri e negli stati del Borno e Adamawa. Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati collaborerà con le autorità locali per fornire corsi personalizzati di formazione degli insegnanti agli educatori, che a loro volta utilizzeranno le competenze acquisite in aula per migliorare la qualità dell’istruzione del sistema scolastico pubblico. Questi insegnanti saranno poi impiegati per realizzare un programma di apprendimento accelerato dopo la scuola che si rivolge sia ai bambini che frequentano le scuole sia a quelli che le hanno lasciate. In Angola, nella diocesi di Benguela, le Piccole Suore della Divina Provvidenza costruiranno ed equipaggeranno un centro sociale e allestiranno un posto medico con laboratorio di analisi. Il centro sociale, di circa 300 mq, comprenderà un area per recupero disabili fisici e mentali, fisioterapia e laboratori; uno spazio per la formazione inclusiva (alfabetizzazione, formazione professionale, socializzazione). Il presidio medico, già esistente, necessita di ristrutturazione e si arricchirà di un day-hospital per vaccinazioni e per la somministrazione di terapie, che potrà accogliere 120 pazienti.

In Medio Oriente, e specialmente in Egitto, le Suore Francescane Missionarie del Cuore Immacolato di Maria hanno una scuola a Beni Suef, che accoglie bambini dalla materna fino alle medie. La scuola è aperta a tutti, cristiani e musulmani e nel 2013, nel corso della primavera araba, è stata distrutta e incendiata dai terroristi. La ricostruzione, prontamente avviata, si era interrotta per mancanza di fondi ma ora potrà finalmente essere portata a termine.

Tra i progetti latino-americani ne menzioniamo due. In Argentina, a Buenos Aires, verrà finanziata la ristrutturazione di una scuola di cucina, con annesso ristorante, destinata alle donne più povere. L’iniziativa, voluta dalle Figlie del Divin Salvatore, ha sede in un edificio storico del centro di Buenos Aires che necessita di una serie di restauri e adattamenti per tornare operativo. In Perù, invece, si interverrà a beneficio della comunità agricola di Palermo e Rio Salado, dove circa 1200 persone vivono su un altopiano tra i quattro e i cinquemila metri di altitudine: impossibile quindi rete elettrica, fognaria e acqua potabile, nessun mezzo di trasporto pubblico, denutrizione e gravi infermità, elevata mortalità materno-infantile, inadeguata alimentazione. Verranno realizzate latrine, cucine, sistemi di aerazione e illuminazione delle abitazioni, e verranno insegnate pratiche lavorative agricole e di allevamento, ed effettuata la costruzione di moduli per allevamento di porcellini d’india e orti biologici familiari.

Si segnalano due progetti che saranno realizzati in Asia. In Sri Lanka l’arcidiocesi di Colombo creerà una scuola di musica e arti per la riabilitazione dei ragazzini di Negombo, traumatizzati a seguito degli attentati che la comunità ha subito nella primavera del 2019. A Timor Est, infine, le suore Canossiane costruiranno un centro di formazione professionale e dormitorio all’Isola di Atauro, per dare una risposta concreta alla difficoltà di inserirsi nel mondo del lavoro per i giovani, a causa dell’assenza delle necessarie competenze e professionalità.

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

100 Preghiere - Nuova edizione ampliata

Descrizione

 

Le più belle preghiere del Cardinale Angelo Comastri divise nelle seguenti categorie: a Gesù, a Dio Padre, allo Spirito Santo, a Maria e ai Santi.
La nuova edizione si arricchisce oltre che di nuove preghiere, di contenuti multimediali esclusivi, quali audio, video e pdf interattivi, diventando così un Libro 3D. 200 pagine di preghiere, patinato, rilegato con cucitura a filo refe, con bandelle. Una versione elegante e pregiata, con testo molto leggibile.

DIOCESI DI BOLOGNA

Per seguire le celebrazioni del cardinal Zuppi collegarsi a questo link:   www.youtube.it/user/12portebo

Prossimi appuntamenti

LE PAROLE DEL PAPA

#MadonnadelCarmelo, madre nostra, aiutaci ad avere mani innocenti e cuore puro, a non pronunziare menzogna e non parlare a danno del prossimo. Così potremo salire sul monte del Signore e ottenere la sua benedizione, la sua giustizia, la sua salvezza.


PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE  Biblioteca del Palazzo Apostolico Mercoledì, 24 giugno 2020

Catechesi - 8. La preghiera di Davide

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nel nostro itinerario di catechesi sulla preghiera, oggi incontriamo il re Davide. Prediletto da Dio fin da ragazzo, viene scelto per una missione unica, che rivestirà un ruolo centrale nella storia del popolo di Dio e della nostra stessa fede. Nei Vangeli, Gesù è chiamato più volte “figlio di Davide”; infatti, come lui, nasce a Betlemme. Dalla discendenza di Davide, secondo le promesse, viene il Messia: un Re totalmente secondo il cuore di Dio, in perfetta obbedienza al Padre, la cui azione realizza fedelmente il suo piano di salvezza (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 2579).

La vicenda di Davide comincia sui colli intorno a Betlemme, dove pascola il gregge del padre, Iesse. È ancora un ragazzo, ultimo di molti fratelli. Tanto che quando il profeta Samuele, per ordine di Dio, si mette in cerca del nuovo re, sembra quasi che suo padre si sia dimenticato di quel figlio più giovane (cfr 1 Sam 16,1-13). Lavorava all’aria aperta: lo pensiamo amico del vento, dei suoni della natura, dei raggi del sole. Ha una sola compagnia per confortare la sua anima: la cetra; e nelle lunghe giornate in solitudine ama suonare e cantare al suo Dio. Giocava anche con la fionda.

Davide, dunque, è prima di tutto un pastore: un uomo che si prende cura degli animali, che li difende al sopraggiungere del pericolo, che provvede al loro sostentamento. Quando Davide, per volere di Dio, dovrà preoccuparsi del popolo, non compirà azioni molto diverse rispetto a queste. È perciò che nella Bibbia l’immagine del pastore ricorre spesso. Anche Gesù si definisce “il buon pastore”, il suo comportamento è diverso da quello del mercenario; Lui offre la sua vita in favore delle pecore, le guida, conosce il nome di ciascuna di esse (cfr Gv 10,11-18).

Dal suo primo mestiere, Davide ha imparato molto. Così, quando il profeta Natan gli rinfaccerà il suo gravissimo peccato (cfr 2 Sam 12,1-15), Davide capirà subito di essere stato un cattivo pastore, di aver depredato un altro uomo dell’unica pecora che lui amava, di non essere più un umile servitore, ma un ammalato di potere, un bracconiere che uccide e depreda.

Un secondo tratto caratteristico presente nella vocazione di Davide è il suo animo di poeta. Da questa piccola osservazione deduciamo che Davide non è stato un uomo volgare, come spesso può capitare a individui costretti a vivere a lungo isolati dalla società. È invece una persona sensibile, che ama la musica e il canto. La cetra lo accompagnerà sempre: a volte per innalzare a Dio un inno di gioia (cfr 2 Sam 6,16), altre volte per esprimere un lamento, o per confessare il proprio peccato (cfr Sal 51,3).

Il mondo che si presenta ai suoi occhi non è una scena muta: il suo sguardo coglie, dietro il dipanarsi delle cose, un mistero più grande. La preghiera nasce proprio da lì: dalla convinzione che la vita non è qualcosa che ci scivola addosso, ma un mistero stupefacente, che in noi provoca la poesia, la musica, la gratitudine, la lode, oppure il lamento, la supplica. Quando a una persona manca quella dimensione poetica, diciamo, quando manca la poesia, la sua anima zoppica. La tradizione vuole perciò che Davide sia il grande artefice della composizione dei salmi. Essi recano spesso, all’inizio, un riferimento esplicito al re d’Israele, e ad alcune delle vicende più o meno nobili della sua vita.

Davide ha dunque un sogno: quello di essere un buon pastore. Qualche volta riuscirà ad essere all’altezza di questo compito, altre volte meno; ciò che però importa, nel contesto della storia della salvezza, è il suo essere profezia di un altro Re, di cui lui è solo annuncio e prefigurazione.

Guardiamo Davide, pensiamo a Davide. Santo e peccatore, perseguitato e persecutore, vittima e carnefice, che è una contraddizione. Davide è stato tutto questo, insieme. E anche noi registriamo nella nostra vita tratti spesso opposti; nella trama del vivere, tutti gli uomini peccano spesso di incoerenza. C’è un solo filo rosso, nella vita di Davide, che dà unità a tutto ciò che accade: la sua preghiera. Quella è la voce che non si spegne mai. Davide santo, prega; Davide peccatore, prega; Davide perseguitato, prega; Davide persecutore, prega; Davide vittima, prega. Anche Davide carnefice, prega. Questo è il filo rosso della sua vita. Un uomo di preghiera. Quella è la voce che non si spegne mai: che assuma i toni del giubilo, o quelli del lamento, è sempre la stessa preghiera, solo la melodia cambia. E così facendo Davide ci insegna a far entrare tutto nel dialogo con Dio: la gioia come la colpa, l’amore come la sofferenza, l’amicizia quanto una malattia. Tutto può diventare parola rivolta al “Tu” che sempre ci ascolta.

Davide, che ha conosciuto la solitudine, in realtà, solo non lo è stato mai! E in fondo questa è la potenza della preghiera, in tutti coloro che le danno spazio nella loro vita. La preghiera ti dà nobiltà, e Davide è nobile perché prega. Ma è un carnefice che prega, si pente e la nobiltà ritorna grazie alla preghiera. La preghiera ci dà nobiltà: essa è in grado di assicurare la relazione con Dio, che è il vero Compagno di cammino dell’uomo, in mezzo alle mille traversie della vita, buone o cattive: ma sempre la preghiera. Grazie, Signore. Ho paura, Signore. Aiutami, Signore. Perdonami, Signore. È tanta la fiducia di Davide che, quando era perseguitato ed è dovuto fuggire, non lasciò che alcuno lo difendesse: “Se il mio Dio mi umilia così, Lui sa”, perché la nobiltà della preghiera ci lascia nelle mani di Dio. Quelle mani piagate di amore: le uniche mani sicure che noi abbiamo.

LE UDIENZE  NEL MESE DI LUGLIO SONO SOSPESE