VIA CRUCIS 2021

AVVISO CARITAS PARROCCHIALE

BOLLETTINO PARROCCHIALE NR. 361

ORARIO SANTE MESSE DA LUNEDì 21.SETTEMBRE 2020

Orari Sante messe :

Feriali:   ore 18,30 Lunedì, Martedì e Venerdì  

ore 20,00  Mercoledì e Giovedì 

Prefestiva:  ore 19,00   

Festiva:

ore 09.30 e ore 11.00

MISURE DI SICUREZZA PER LA PARTECIPAZIONE DEI FEDELI ALLE SANTE MESSE

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CALENDARIO LITURGICO SETTIMANALE

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TUTTI I MERCOLEDI'

  

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E A SEGUIRE LA RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA 

TUTTI I  GIOVEDI'

 

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DEL SANTO ROSARIO

TUTTE LE DOMENICHE

 

 

 

ALLE ORE 16.00 ADORAZIONE EUCARISTICA E RECITA  DEL SANTO ROSARIO

IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

Preghiera del 18.aprile 2021

LA FOTO DELLA SETTIMANA

La  foto del  28.marzo 2021

CANTARE INSIEME FA BENE!

CORO SAN GIACOMO
CORO SAN GIACOMO
Cantare in coro fa bene perchè stimola la creatività, le relazioni sociali e affettive, sviluppa l'ascolto, l'attenzione, l'espressione e la comunicazione e fa' apprendere un nuovo linguaggio, quello musicale.
Nel coro non ci sono differenze, alti e bassi, grassi o magri, giovani e meno giovani, tutti sono ugualmente importanti e ognuno contribuisce con la propria voce a creare un suono magico e meraviglioso, il suono del CORO.
Il Coro S. Giacomo di Piumazzo, presente in parrocchia da 25 anni anima le celebrazioni liturgiche della comunità e organizza concerti e attività culturali e musicali.
Stiamo cercando nuove voci, femminili e maschili, e una potrebbe essere proprio la tua!
Per informazioni rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa. Ti aspettiamo! 
Elenco dei prossimi appuntamenti del Coro S. Giacomo: 

l Grazie  

(Bruno Ferrero, A volte basta un raggio di sole)

Un'insegnante chiese agli scolari della sua prima elementare di disegnare qualcosa per cui sentissero di ringraziare il Signore. Pensò quanto poco di cui essere grati in realtà avessero questi bambini provenienti da quartieri poveri. Ma sapeva che quasi tutti avrebbero disegnato panettoni o tavole imbandite. 
L'insegnante fu colta di sorpresa dal disegno consegnato da Tino: una semplice mano disegnata in maniera infantile. 
Ma la mano di chi? 
La classe rimase affascinata dall'immagine astratta. "Secondo me è la mano di Dio che ci porta da mangiare" disse un bambino. "Un contadino" disse un altro, "perché alleva i polli e le patatine fritte". 
Mentre gli altri erano al lavoro, l'insegnante si chinò sul banco di Tino e domandò di chi fosse la mano. "E' la tua mano, maestra" mormorò il bambino. 
Si rammentò che tutte le sere prendeva per mano Tino, che era il più piccolo e lo accompagnava all'uscita. Lo faceva anche con altri bambini, ma per Tino voleva dire molto. 

Hai mai pensato al potere immenso delle tue mani? 

Dovremmo imparare ad osservare i "comandamenti della casalinga": 
"Se ci dormi sopra... rimettilo in ordine. 
Se lo indossi... appendilo. 
Se finisci di mangiare... mettilo nel lavandino. 
Se ci cammini sopra... sbattilo. 
Se lo apri... chiudilo. 
Se lo svuoti... riempilo. 
Se suona... rispondi. 
Se miagola... dagli da mangiare. 
Se piange... amalo".

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

SESTA DOMENICA DI PASQUA

Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.

9.MAGGIO 2021

Il modo concreto di rimanere nell'amore di Dio, di corrispondere al suo amore è "amarci gli uni gli altri". L'amore del prossimo è la risposta e la verifica dell'amore di Dio! 

Gesù, Figlio amatissimo del Padre, tu vieni nel mondo a insegnarci il linguaggio ineffabile della Carità. Donaci la forza dell’Amore umile, perseverante, aperto a tutti,  poiché ciascuno è nostro fratello. Aiutaci a scoprire in quanti modi ogni giorno è offerta anche a noi l’occasione di dare la vita per gli altri e donaci la forza di darla concretamente.

NON DI SOLO PANE NR.988

PREGHIERA IN FAMIGLIA

Riflessione Vangelo: 6 domenica di Pasqua B 2021

Quando Dio ha voluto manifestarsi, ha scartato tutto ciò che avrebbe potuto suscitare un'impressione straordinaria ed eccezionale. Si è manifestato come un bambino, piccolo essere fragile e bisognoso. Poi come un Crocifisso, uomo appeso ad una trave. E infine come un pezzo di pane. Ha voluto, cioè, apparire in mezzo a noi come l'ultimo di tutti e il servo di tutti. E' questo il comandamento che ci lascia, che insegna a noi ad essere "gli uni per gli altri". "Questo è il mio comandamento - dice Gesù - che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi". Ma non in modo generico e vago, ma con precisa misura e capacità: è il "come io ho amato voi" che regola la portata del nostro amore per i fratelli, come Lui ci ha amato. Amore di servizio e fraternità, che non ha esitato a dare la vita per i suoi amici. Amore di solidarietà e di accoglienza, amore di rispetto e dignità, amore di perdono e di amicizia. Ma stiamo attenti a non cadere, in nome di questo amore, in grave equivoco. Spendersi per i poveri e i deboli, va bene, aiutare gli esclusi e gli emarginati, va ancora meglio. Ma prima ancora dei deboli, degli oppressi, dei poveri, ci sono coloro che condividono con noi la casa, la mensa, la chiesa, il lavoro. Il servizio agli ultimi che sono fuori non purifica nessuno, quando si salta il passaggio obbligato del servizio a coloro che stanno dentro. Amore, ma a cominciare con chi ci sta vicino. E spesso, troppo spesso, non ci accorgiamo di chi vive e opera con noi, spendendo invece parole di sostegno, quasi mai concreto, per coloro che sono al di là delle nostre relazioni e legami. "Voi siete miei amici - dice Gesù - e non servi": quanto lunga è ancora la strada da percorrere perché l'umanità possa essere "servita" e non "asservita" ai propri profitti e interessi. "Questo vi comando: - ci dice Gesù - amatevi gli uni gli altri".

VIDEO VANGELO PER I BAMBINI

 

Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 15,9-17
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

IL VIDEO DEL MESE

Il mondo della finanza – Il Video del Papa – Maggio 2021

Il video con l'intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di maggio 2021: Preghiamo perché i responsabili della finanza collaborino con i governi per regolamentare i mercati finanziari e proteggere i cittadini dai suoi pericoli.A cura della Rete Mondiale di Preghiera del Papa - Apostolato della Preghiera.In lingua spagnola con sottotitoli in italiano.

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

2.maggio 2021

Il Rosario del 4 maggio. Da Nazareth la preghiera per la fine della pandemia

Papa Francesco tornerà ad affacciarsi su piazza San Pietro domenica prossima, 18 aprile, per la recita del Ragina Caeli. L'andamento fluttuante della pandemia, con le misure necessarie a contenerla, farà schiudere quindi le ante dello studio papale e Francesco riapparirà per recitare la preghiera mariana del tempo di Pasqua, e salutare i fedeli.

Nelle ultime settimane, la finestra era rimasta serrata il 21 marzo e il 5 aprile, mentre la recita dell'Angelus del 28 marzo, la Domenica delle Palme in San Pietro, e del Regina Caeli di domenica scorsa - con il Papa nella chiesa di Santo Spirito in Sassia per la Festa della Divina Misericordia - erano stati intonati da Francesco al termine delle due celebrazioni.

Il primo lockdown dello scorso anno aveva tenuto lontani i fedeli dal colonnato del Bernini dall'8 marzo al 24 maggio, con il Papa a guidare le preghiere domenicali in diretta streaming dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico. Successivamente Francesco, ricorda Vatican News, si era affacciato dal suo studio per alcuni mesi fino al 20 dicembre. Poi un nuovo stop fino al 7 febbraio, una nuova riapertura fino al 14 marzo e infine, come detto, l'ultima chiusura al 21 marzo scorso.

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

Le guarigioni di Gesù - Le parole, i luoghi, i gesti

Descrizione

 

Il libro propone un viaggio in Terra Santa sui passi di Gesù guaritore: i suoi primi gesti a Cafarnao, la sua attività taumaturgica in Galilea, i prodigi da lui compiuti nei viaggi presso le regioni vicine, le poche ma importantissime guarigioni operate nella città di Gerusalemme.

Gli autori aiutano a focalizzare l'attenzione sulle 17 guarigioni compiute da Gesù e raccontate dagli evangelisti e a conservare nel medesimo sguardo lo spessore umano dell'uomo di Galilea e il potere salvifico del suo ministero profetico, la compassione dell'uomo Gesù e la potenza del Cristo di Dio, la sua capacità affettiva di entrare in relazione con chi soffre e il suo potere di Redentore che dona una vita oltre la malattia e oltre la morte.

Il tutto è accompagnato da preziose indicazioni geografiche, storiche ed esegetiche perché le guarigioni di Gesù descritte nei Vangeli sono sempre interventi di Dio nella storia dell'uomo e sono pur sempre dall'uomo raccontati e mediati.

DIOCESI DI BOLOGNA

Per seguire le celebrazioni del cardinal Zuppi collegarsi a questo link:   www.youtube.it/user/12portebo

Prossimi appuntamenti

LE PAROLE DEL PAPA

Dio salva con l’amore, non con la forza; proponendosi, non imponendosi.


PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE Mercoledì, 5 maggio 2021

Catechesi sulla preghiera: 32. La preghiera contemplativa

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Continuiamo le catechesi sulla preghiera e in questa catechesi vorrei soffermarmi sulla preghiera di contemplazione.

La dimensione contemplativa dell’essere umano – che non è ancora la preghiera contemplativa – è un po’ come il “sale” della vita: dà sapore, dà gusto alle nostre giornate. Si può contemplare guardando il sole che sorge al mattino, o gli alberi che si rivestono di verde a primavera; si può contemplare ascoltando una musica o il canto degli uccelli, leggendo un libro, davanti a un’opera d’arte o a quel capolavoro che è il volto umano… Carlo Maria Martini, inviato come Vescovo a Milano, intitolò la sua prima Lettera pastorale “La dimensione contemplativa della vita”: in effetti, chi vive in una grande città, dove tutto – possiamo dire - è artificiale, dove tutto è funzionale, rischia di perdere la capacità di contemplare. Contemplare non è prima di tutto un modo di fare, ma è un modo di essere: essere contemplativo.

Essere contemplativi non dipende dagli occhi, ma dal cuore. E qui entra in gioco la preghiera, come atto di fede e d’amore, come “respiro” della nostra relazione con Dio. La preghiera purifica il cuore e, con esso, rischiara anche lo sguardo, permettendo di cogliere la realtà da un altro punto di vista. Il Catechismo descrive questa trasformazione del cuore da parte della preghiera citando una famosa testimonianza del Santo Curato d’Ars: «La contemplazione è sguardo di fede fissato su Gesù. “Io lo guardo ed egli mi guarda”, diceva al suo santo curato il contadino di Ars in preghiera davanti al Tabernacolo. […] La luce dello sguardo di Gesù illumina gli occhi del nostro cuore; ci insegna a vedere tutto nella luce della sua verità e della sua compassione per tutti gli uomini» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2715). Tutto nasce da lì: da un cuore che si sente guardato con amore. Allora la realtà viene contemplata con occhi diversi.

“Io guardo Lui, e Lui guarda me!”. È così: nella contemplazione amorosa, tipica della preghiera più intima, non servono tante parole: basta uno sguardo, basta essere convinti che la nostra vita è circondata da un amore grande e fedele da cui nulla ci potrà mai separare.

Gesù è stato maestro di questo sguardo. Nella sua vita non sono mai mancati i tempi, gli spazi, i silenzi, la comunione amorosa che permette all’esistenza di non essere devastata dalle immancabili prove, ma di custodire intatta la bellezza. Il suo segreto era la relazione con il Padre celeste.

Pensiamo all’avvenimento della Trasfigurazione. I Vangeli collocano questo episodio nel momento critico della missione di Gesù, quando crescono intorno a Lui la contestazione e il rifiuto. Perfino tra i suoi discepoli molti non lo capiscono e se ne vanno; uno dei Dodici cova pensieri di tradimento. Gesù comincia a parlare apertamente delle sofferenze e della morte che lo attendono a Gerusalemme. È in questo contesto che Gesù sale su un alto monte con Pietro, Giacomo e Giovanni. Dice il Vangelo di Marco: «Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche» (9,2-3). Proprio nel momento in cui Gesù è incompreso - se ne andavano, lo lasciavano solo perché non lo capivano -, in questo momento che lui è incompreso, proprio quando tutto sembra offuscarsi in un vortice di malintesi, è lì che risplende una luce divina. È la luce dell’amore del Padre, che riempie il cuore del Figlio e trasfigura tutta la sua Persona.

Alcuni maestri di spiritualità del passato hanno inteso la contemplazione come opposta all’azione, e hanno esaltato quelle vocazioni che fuggono dal mondo e dai suoi problemi per dedicarsi interamente alla preghiera. In realtà, in Gesù Cristo nella sua persona e nel Vangelo non c’è contrapposizione tra contemplazione e azione, no. Nel Vangelo in Gesù non c’è contraddizione. Essa è venuta forse dall’influsso di qualche filosofo neoplatonico ma sicuramente si tratta di un dualismo che non appartiene al messaggio cristiano.

C’è un’unica grande chiamata nel Vangelo, ed è quella a seguire Gesù sulla via dell’amore. Questo è l’apice, è il centro di tutto. In questo senso, carità e contemplazione sono sinonimi, dicono la medesima cosa. San Giovanni della Croce sosteneva che un piccolo atto di puro amore è più utile alla Chiesa di tutte le altre opere messe insieme. Ciò che nasce dalla preghiera e non dalla presunzione del nostro io, ciò che viene purificato dall’umiltà, anche se è un atto di amore appartato e silenzioso, è il più grande miracolo che un cristiano possa realizzare. E questa è la strada della preghiera di contemplazione: io Lo guardo, Lui mi guarda! Questo atto di amore nel dialogo silenzioso con Gesù fa tanto bene alla Chiesa.