LE FOTO DEL 2017

BENEDIZIONI PASQUALI 2018

BOLLETTINO PARROCCHIALE NR.346 AVVENTO-NATALE-EPIFANIA 2017

LETTERA DI NATALE 2017

Cari parrocchiani, nell’avvicinarsi al Natale, festa della benevolenza divina, un saluto e

un augurio. Nel percorrere insieme il cammino dell’Avvento, ci lasciamo guidare

dall’angelo dell’incoraggiamento che dice: “Raccogli le tue forze e rialzati, fai tesoro di

ogni briciola di energia che ti resta e usala per andare. Non fermarti a metà strada. Non

c’è tempo da perdere. Non c’è un secondo da sprecare. Rinnova il coraggio, segui la

tua strada buona, per quanto difficile appaia”. Il Natale 2017 non sarà uguale per tutti:

ci sentiamo vicini alle persone toccate da lutti dolorosi, per le quali il senso della mancanza,

sarà inconsolabile. Ci sono famiglie o situazioni, nelle quali questa festa della

gioia, mancandone le condizioni, si trasforma in tremendo appuntamento, di accentuato

dolore. “Vorrei fosse già il sette gennaio” dicono, per potere lenire nel sonno

della routine, il gelo di affetti spezzati. Non ci sono pranzi comunitari che tengono,

alberi illuminati che rallegrino, solo un sorriso, una carezza, una preghiera, possono

aiutare. Ci vorrebbero santi, anime traboccanti di amore divino, che sappiano trovare

gesti, parole, sguardi speciali, capaci di consolare, capire, infondere speranza. Capaci di

trasmettere Dio, con un cuore infinitamente dolce e potente. Eppure Dio, per comunicare

se stesso, si vuole servire proprio di noi, poveri come siamo. Il vescovo Zuppi continua

a ripetere: “Offriamo il poco che abbiamo, Dio lo moltiplicherà nel tanto che bisogna”

Per la comunità di Piumazzo continua l’anno del “come in cielo, così in terra”. Un

tempo di attenzione ai nostri ambienti, resi ospitali, caldi, famigliari, da una cura delle

relazioni e della vita. Siamo confortati se le nostre strutture, teatro, sale, cortili, ogni

giorno si trasformano in tante piccole Betlemme, per accogliere Gesù nelle persone e

nel sacramento mariano della chiesa. Accanto alla terra c’è il “cielo”. Seguendo la

diocesi, viviamo l’ Anno della Parola, articolata in un cammino che culminerà nel 6

marzo prossimo, quando proporremo, a tutta la parrocchia, una lettura contemporanea

e famigliare, di un medesimo testo evangelico. Un flashmob di Gesù, presente

nella Sacra Scrittura, che coinvolga l’intero paese.

Abbiamo iniziato la lettura comunitaria della Apocalisse (la continueremo il 17 e 31

gennaio) libro della Rivelazione di Dio ai suoi eletti, che vivono il dramma dell’ultima

grande prova. Il potere del male sembra tutto pervadere, attraversare ogni istituzione,

ma la Provvidenza vigila, per posare il suo sguardo di misericordia su ogni creatura,

protetta, difesa, liberata dalla seconda morte, vivendo già ora, nella fede, la beatitudine

del Regno. Ci ripetiamo spesso, all’inizio di ogni nuovo giorno: “Nulla è più bello di una

gemma, di un germoglio, di un’aurora”. Siamo chiamati ad alimentare questa visione,

seminandola a pieni mani, negli incontri quotidiani, nelle preghiere, nelle relazioni

social. Il Natale è l’agire divino che sempre ricomincia, lasciando intravedere, fin dal

principio, la bellezza del compimento, temporale ed eterno.

Auguri di cuore! Don Remo Resca

UN ANNO DI "OLTRE"

Sono davvero tante le attività svolte da quasi un anno nella nuova Sala Ricreativa Oltre. Lo spazio, ospita ormai tante iniziative e gruppi. Da quest’anno Oltre è anche il punto di incontro alla domenica mattina per il gruppo dei ragazzi delle Medie che si trova lì per stare insieme e fare colazione prima della Messa delle 11.00. Il martedì ed il giovedì è il ritrovo dei ragazzi per il doposcuola dalle 14.30 alle 16.30, mentre il lunedì sera ospita le amiche del ricamo. Non ultimo, Oltre, è anche il luogo dove i ragazzi delle superiori si ritrovano per parlare e stare insieme

alla domenica sera durante incontri organizzati apposta per loro. Un grande grazie da parte dei giovani a tutti coloro che alla domenica si fermano nella sala Oltre per stare insieme tra le due messe prendendo un caffè e facendo due chiacchiere.Approfittiamo anche per dire grazie a tutti coloro che hanno contribuito ad aiutare la Missione di Usokami - Mapanda. Tramite la vendita delle torte e ad aiuti e offerte anonime, anche quest’anno possiamo dare alla missione la cifra di € 1.000. Il bisogno della Missione è grande, per questo anche i proventi dei laboratori che si svolgono periodicamente a Oltre con i “piccolini” della Parrocchia, saranno devoluti in  beneficenza alla Missione Diocesana Africana.

Il Gruppo Giovani

OGNI MERCOLEDI'

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA 

OGNI GIOVEDI'

 

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DEL ROSARIO

PAGINE PIU' VISTE DICEMBRE 2017

ULTIMI AGGIORNAMENTI


IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

Preghiera del 14.gennaio 2018

Preghiera per l’unità dei Cristiani

Signore Gesù Cristo, che alla vigilia della tua passione hai pregato perché tutti i tuoi discepoli fossero uniti perfettamente come tu nel Padre e il Padre in te, fa’ che noi sentiamo con dolore il male delle nostre divisioni e che lealmente possiamo scoprire in noi e sradicare ogni sentimento d’indifferenza, di diffidenza e di mutua astiosità.
         Concedici la grazia di poter incontrare  tutti in te, affinché dal nostro cuore e dalle nostre  labbra si elevi incessantemente la tua preghiera per l’unità dei cristiani, come tu la vuoi e con i mezzi che tu vuoi.
         In  te che sei la carità perfetta,  fa’ che noi troviamo  la via che conduce all’unità nell’obbedienza  al tuo amore e alla tua verità. Amen.

LA FOTO DELLA SETTIMANA

La foto del 14.Gennaio 2018

SI RINGRAZIA  A FOTO-STUDIO "ARCADIA" DI WILLER COMELLINI

CANTARE INSIEME FA BENE!

CORO SAN GIACOMO
CORO SAN GIACOMO
Cantare in coro fa bene perchè stimola la creatività, le relazioni sociali e affettive, sviluppa l'ascolto, l'attenzione, l'espressione e la comunicazione e fa' apprendere un nuovo linguaggio, quello musicale.
Nel coro non ci sono differenze, alti e bassi, grassi o magri, giovani e meno giovani, tutti sono ugualmente importanti e ognuno contribuisce con la propria voce a creare un suono magico e meraviglioso, il suono del CORO.
Il Coro S. Giacomo di Piumazzo, presente in parrocchia da 25 anni anima le celebrazioni liturgiche della comunità e organizza concerti e attività culturali e musicali.
Stiamo cercando nuove voci, femminili e maschili, e una potrebbe essere proprio la tua!
Per informazioni rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa. Ti aspettiamo! 
Elenco dei prossimi appuntamenti del Coro S. Giacomo:
Mer 14 Febbraio ore 20.30, chiesa Piumazzo: Messa delle Ceneri  
Sab 17 Febbraio ore 21, chiesa di Sorbolo: Concerto dei patroni, con la Corale Incontro Musicale 

Quando comincia il giorno?

Un rabbino istruiva, una volta, i suoi discepoli. Nel corso dei suoi insegnamenti, domandò loro: "Quando comincia il giorno?". Uno tra loro rispose: "Quando si alza il sole ed i suoi dolci raggi abbracciano la terra e la rivestono d'oro. Allora, un nuovo giorno comincia". Ma il rabbino non fu soddisfatto da tale risposta. Così, un altro discepolo s'arrischiò ad aggiungere: "Quando gli uccelli cominciano a cantare in coro le loro lodi e la natura stessa riprende vita dopo il sonno della notte. Allora, un nuovo giorno comincia". Anche questa risposta non accontentò il rabbino. Uno dopo l'altro, tutti i discepoli tentarono di rispondere. Ma nessuno riuscì a soddisfare il rabbino. Infine, i discepoli si arresero e con agitazione domandarono loro stessi: "Allora, dacci tu la risposta giusta! Quando comincia il giorno?". 
Ed ecco il rabbino rispondere con estrema calma: "Quando vedete uno straniero nell'oscurità ed in lui riconoscete vostro fratello, in quel momento il giorno è nato! Se non riconoscete nello straniero vostro fratello o vostra sorella, il sole può essere sorto, gli uccelli possono cantare, la natura può ben riprendere vita. Ma fa ancora notte, e le tenebre sono nel tuo cuore!".

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

Liturgia della settimana

2018-01-19 - Vangelo di venerdi' (ven, 19 gen 2018)
1 Sam 24, 3-21; Sal 56; Mc 3, 13-19. ||| In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici - che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè "figli del tuono"; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.
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2018-01-19 - Commento di venerdi' (ven, 19 gen 2018)
Chiamò a sé quelli che volle ed essi andarono da lui. ||| La costituzione dei Dodici apostoli è un passaggio importante nella missione di Gesù. Ogni evangelista ci fornisce delle precisazioni su questa scelta. San Marco, nel suo stile rapido ed efficace, in una piccola frase, racchiude questo passaggio. In questo breve passaggio notiamo due polarità. Gesù da una parte e i discepoli dall'altra. Gesù chiama e i dodici discepoli vanno da lui per diventare suoi apostoli. Chiamata e risposta sono le due polarità, di un unico movimento, presenti in questo brano e che riguardano tutti noi, per la nostra vita. La scelta è di Dio, è la prima polarità di un movimento che è il suo; ed una movimento di chiamata. Dio che pronuncia un nome indica una identità nuova, un essere diverso investito di qualità particolari; la semplice chiamata di Dio è la garanzia di una nuova esistenza. Dio sceglie chi vuole. La scelta è di Dio, non è dell'uomo; la chiamata divina agisce, per nostra fortuna, su criteri che sono diversi dai nostri. Gesù legge i cuori, non guarda alle apparenze. L'uomo deve rispondere a questa chiamata; se la risposta è positiva, e speriamo che lo sia sempre!, l'uomo si avvicina a Dio: siamo nella seconda polarità. I discepoli chiamati ad essere apostoli vanno da Gesù. Gesù chiama e l'uomo risponde con la sua vita. Andare da Gesù è il proprio dire sì a questa chiamata, che non è la formazione di una nuova setta, non è la chiamata ad un potere ma è e significa disponibilità al servizio. E' impegno, è un sì di amore... ad una chiamata di amore.
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II Domenica del Tempo Ordinario

Videro dove abitava e si fermarono presso di lui.

14.GENNAIO 2018

Il Battista presenta Gesù come l'«Agnello di Dio»: un gruppo di uomini lo segue, attirato dall'appello misterioso che parte dalla sua persona, prima ancora che dalla sua parola; è la chiamata (vocazione) che Dio rivolge ad ogni uomo in Gesù Cristo, per invitarlo ad entrare in casa sua e rimanere con lui.

Aiutami, Signore, a fermarmi presso di te, a non temere il silenzio della contemplazione, quel silenzio  che mi permette di fare un’esperienza profonda della tua amicizia per me. Per questo voglio oggi aprire il mio cuore a un rinnovato ascolto della tua parola, o Signore, per seguirti concretamente nelle scelte della mia vita. Amen 

PROVVISTE DI VIAGGIO

VANGELO IN IMMAGINI

Riflessione  3 domenica ordinario B 2018

Tutti siamo pescatori. Importante è sapere cosa si pesca. Molti vanno a pesca di denaro e non si preoccupano d'altro che di cogliere ogni buona occasione per pescarlo. C'è chi pesca nel torbido per arrivare ad un posto, ad una poltrona, ad un nome. C'è chi pesca nella palude e nel fango del piacere e muore invece per noia e tristezza. C'è chi pesca anche uomini per farsene servi, per portarli al macello o al mercato. Io, cosa pesco? Fango, sabbia, gusci vuoti, molluschi, spine, rancori, invidie, delusioni. Forse dobbiamo lasciare le nostre reti rotte e scendere dalla nostra barca che fa acqua da tutte le parti. Dobbiamo gettarci in questo mare, in questo grande oceano dell'umanità, tra i flutti degli errori e gli scogli degli odi, fra le ondate della violenza e vortici del vizio: c'è gente che annega e che mi sta chiamando. Gente che viene adescata con tutte le seduzioni, fratelli spinti alle stragi, gioventù drogata dalla corruzione, infanzia contaminata dallo scandalo. E' gente che aspetta, aspetta noi, i cristiani, coloro che amano il grande Pescatore il quale ci ha dato gli attrezzi giusti: la rete della fede, l'esca della speranza, l'amo della carità.

VIDEO VANGELO PER I BAMBINI

VIDEO DELLA SETTIMANA

Lettera d'amore di Dio per te

Video su una bella "lettera di Dio Padre" all'uomo.

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

14.Gennaio 2018

Giovanni XXIII torna a casa, ecco le date

La Curia di Bergamo ha ufficializzato le date in cui il corpo di san Giovanni XXIII sarà pellegrino nella sua terra. Una ufficializzazione attesa da tempo, sin da quando il vescovo Francesco Beschi aveva annunciato il 27 giugno dello scorso anno l'autorizzazione di papa Francesco a questa traslazione dell'urna contenente le spoglie mortali del Papa Buono nella sua terra natale. E oggi, 16 gennaio, è arrivato il via libera per comunicare le date di questo pellegrinaggio che si preannuncia storico non solo per la diocesi bergamasca.Dunque l'urna con il Papa santo arriverà a Bergamo nel primo pomeriggio del 24 maggio, per un soggiorno che complessivamente coprirà tre giorni, che saranno ricchi di eventi simbolici. A iniziare dalle tappe che l'urna con papa Roncalli farà nel giorno del suo arrivo. Il primo momento, infatti, sarà nel carcere di via Gleno, per ricordare la storica visita che Giovanni XXIII fece nel carcere romano di Regina Coeli il 26 dicembre 1958, poche settimane dopo la sua elezione alla Cattedra di Pietro. Le reliquie, successivamente, giungeranno nel Seminario diocesano, che è a lui dedicato, ma che è anche stato fortemente voluto e sostenuto da papa Giovanni XXIII, che ne ha seguito pure la costruzione. Ultima tappa l'arrivo nella Cattedrale di Bergamo per una Veglia di preghiera. Qui l'urna sosterà fino alla mattina di domenica 27 maggio, esposta alla venerazione dei fedeli. Alla sera del 25 vi sarà una Veglia con i giovani, mentre sabato 26 in Cattedrale vi saranno alcune ordinazioni sacerdotali. Dopo la Messa presieduta dal vescovo di Bergamo Francesco Beschi domenica 27, le reliquie saranno portate all'Ospedale Giovanni XXIII. Infine nel pomeriggio il saluto a Bergamo e la partenza verso Sotto il Monte, con tappe al Santuario della Madonna della Cornabusa in Valle Imagna (a cui era molto devoto Roncalli e che nel 1958 presiedette l'incoronazione della Vergine) e al convento di Baccanello a Calusco.Dal convento partirà la fiaccolata che accompagnerà le spoglie di san Giovanni XXIII fino a Sotto il Monte, dove Angelo Giuseppe Roncalli nacque il 25 novembre 1881. A questo punto, dal 27 maggio, l'urna verrà collocata nella Cappella Nostra Signora della Pace, dove rimarrà fino a domenica 10 giugno. 

Il programma del pellegrinaggio

Ogni giorno verrà caratterizzato da un tema che creerà un percorso spirituale che sarà offerto attraverso dei sussidi (cartacei e on line) per la preghiera e la riflessione personale e per la liturgia comunitaria di tutte le parrocchie della diocesi. A Sotto il Monte momento simbolico di questo percorso sarà ogni giorno la celebrazione eucaristica della sera alle 20.30, che sarà connotata anche dal coinvolgimento di alcuni settori della vita ecclesiale e sociale. Nei giorni a Sotto il Monte le iniziative di particolare rilievo saranno la processione diocesana del Corpus Domini nella sera di giovedì 31, presieduta dal vescovo Beschi e il 3 giugno la Messa di ricordo dell’anniversario della morte di Giovanni XXIII (avvenuta nel 1963 dopo quasi cinque anni di pontificato) presieduta dall’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, con tutti i vescovi della Lombardia. Infine il 10 giugno la partenza per il ritorno a Roma, a cui sarà presente anche il cardinale Angelo Comastri, arciprete della Basilica di San Pietro (dove l'urna con papa Roncalli è sepolta sotto l'altare di San Girolamo) e vicario generale del Papa per la Città del Vaticano.

Per tutto il tempo dell'esposizione dell'urna con il corpo di san Giovanni XXIII sarà possibile prenotare la propria visita. L'invito che la curia di Bergamo rivolge ai pellegrini è di prenotarsi online presso l'indirizzo www.santuariosangiovannixxiii.it dove si potranno vedere le fasce orarie libere per accedere alla venerazione delle reliquie.

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

Fare a meno di Dio? - Se fede e incredulità si cercano

Descrizione

Mentre alle nostre latitudini, in Occidente, ci "sbarazziamo" facilmente di Dio trascinandoci in una fede abitudinaria senza mordente, altrove dei combattenti si richiamano a un Dio che scende in battaglia con loro per spargere terrore su di un mondo che ai loro occhi appare perverso e infedele. Non si è allora sorpresi dal desiderio di fare davvero a meno di questo Dio?
Se per gli uni - i non credenti - possono essere tanto positive e desiderabili le conseguenze quando vengono rimossi i troni degli dèi e di Dio, per gli altri - i credenti più critici - diviene tanto pressante la domanda su chi ha occupato quei troni, ora vuoti. Vista così, la disputa su Dio è destinata a non finire mai.
Questo libro dà spazio a tali salutari tensioni, indaga temi e atteggiamenti che caratterizzano il dubbio e la mancanza di fede oggi. Gli autori, il tedesco Anselm Grün e il ceco Tomá? Halìk, portano in questo dibattito situazioni estremamente diverse e hanno il coraggio di offrire uno spaccato della loro storia personale. Solo chi conosce per esperienza propria l'abbandono di Dio potrà infatti raccontare le gioie del credere.

DIOCESI DI BOLOGNA

Prossimi appuntamenti

Giornata della Pace dell'Azione Cattolica Ragazzi

  •  Domenica 21 gennaio
  •  
  •  15:30
  •  
  •  A Castenaso

Messa e ordinazione di tre nuovi Diaconi permanenti

  •  Domenica 21 gennaio
  •  
  •  17:30
  •  
  •  In Cattedrale

Medie in Seminario

  •  Sabato 27 gennaio
  •  
  •  15:00
  •  
  •  Presso l Seminario Arcivescovile

La Catechesi del Buon Pastore

      •  Lunedì 29 gennaio
      •  
      •  10:00
      •  
      •  Presso il cinema teatro Galliera

L'invito alla partecipazione al Convegno di presentazione della "Catechesi del Buon Pastore" che si terrà il prossimo 29 gennaio è rivolto particolarmente ai sacerdoti, ai diaconi, ai catechisti e ai genitori per approfondire l'accompagnamento spirituale nei primi anni della vita del bambino.

Scuola diocesana di formazione all'impegno sociale e politico

  •  Sabato 3 febbraio
  •  
  •  10:00
  •  
  •  Istituto Veritatis Splendor

La riforma del terzo settore al via

LE PAROLE DEL PAPA

Il nome del Battesimo è anche “Illuminazione”, perché la fede illumina il cuore, fa vedere le cose con un’altra luce.


PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE Aula Paolo VI Mercoledì, 10 gennaio 2018

La Santa Messa - 7. Il canto del "Gloria" e l'orazione colletta

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nel percorso di catechesi sulla celebrazione eucaristica, abbiamo visto che l’Atto penitenziale ci aiuta a spogliarci delle nostre presunzioni e a presentarci a Dio come siamo realmente, coscienti di essere peccatori, nella speranza di essere perdonati.

Proprio dall’incontro tra la miseria umana e la misericordia divina prende vita la gratitudine espressa nel “Gloria”, «un inno antichissimo e venerabile con il quale la Chiesa, radunata nello Spirito Santo, glorifica e supplica Dio Padre e l’Agnello» (Ordinamento Generale del Messale Romano, 53).

L’esordio di questo inno – “Gloria a Dio nell’alto dei cieli” – riprende il canto degli Angeli alla nascita di Gesù a Betlemme, gioioso annuncio dell’abbraccio tra cielo e terra. Questo canto coinvolge anche noi raccolti in preghiera: «Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà».

Dopo il “Gloria”, oppure, quando questo non c’è, subito dopo l’Atto penitenziale, la preghiera prende forma particolare nell’orazione denominata “colletta”, per mezzo della quale viene espresso il carattere proprio della celebrazione, variabile secondo i giorni e i tempi dell’anno (cfr ibid., 54). Con l’invito «preghiamo», il sacerdote esorta il popolo a raccogliersi con lui in un momento di silenzio, al fine di prendere coscienza di stare alla presenza di Dio e far emergere, ciascuno nel proprio cuore, le personali intenzioni con cui partecipa alla Messa (cfr ibid., 54). Il sacerdote dice «preghiamo»; e poi, viene un momento di silenzio, e ognuno pensa alle cose di cui ha bisogno, che vuol chiedere, nella preghiera.

Il silenzio non si riduce all’assenza di parole, bensì nel disporsi ad ascoltare altre voci: quella del nostro cuore e, soprattutto, la voce dello Spirito Santo. Nella liturgia, la natura del sacro silenzio dipende dal momento in cui ha luogo: «Durante l’atto penitenziale e dopo l’invito alla preghiera, aiuta il raccoglimento; dopo la lettura o l’omelia, è un richiamo a meditare brevemente ciò che si è ascoltato; dopo la Comunione, favorisce la preghiera interiore di lode e di supplica» (ibid., 45). Dunque, prima dell’orazione iniziale, il silenzio aiuta a raccoglierci in noi stessi e a pensare al perché siamo lì. Ecco allora l’importanza di ascoltare il nostro animo per aprirlo poi al Signore. Forse veniamo da giorni di fatica, di gioia, di dolore, e vogliamo dirlo al Signore, invocare il suo aiuto, chiedere che ci stia vicino; abbiamo familiari e amici malati o che attraversano prove difficili; desideriamo affidare a Dio le sorti della Chiesa e del mondo. E a questo serve il breve silenzio prima che il sacerdote, raccogliendo le intenzioni di ognuno, esprima a voce alta a Dio, a nome di tutti, la comune preghiera che conclude i riti d’introduzione, facendo appunto la “colletta” delle singole intenzioni. Raccomando vivamente ai sacerdoti di osservare questo momento di silenzio e non andare di fretta: «preghiamo», e che si faccia il silenzio. Raccomando questo ai sacerdoti. Senza questo silenzio, rischiamo di trascurare il raccoglimento dell’anima.

Il sacerdote recita questa supplica, questa orazione di colletta, con le braccia allargate è l’atteggiamento dell’orante, assunto dai cristiani fin dai primi secoli – come testimoniano gli affreschi delle catacombe romane – per imitare il Cristo con le braccia aperte sul legno della croce. E lì, Cristo è l’Orante ed è insieme la preghiera! Nel Crocifisso riconosciamo il Sacerdote che offre a Dio il culto a lui gradito, ossia l’obbedienza filiale.

Nel Rito Romano le orazioni sono concise ma ricche di significato: si possono fare tante belle meditazioni su queste orazioni. Tanto belle! Tornare a meditarne i testi, anche fuori della Messa, può aiutarci ad apprendere come rivolgerci a Dio, cosa chiedere, quali parole usare. Possa la liturgia diventare per tutti noi una vera scuola di preghiera.