FESTA DELLA FAMIGLIA DOMENICA 19.MAGGIO 2019

BOLLETTINO PARROCCHIALE NR.354 MAGGIO - GIUGNO  2019

Inizio lavori per la riapertura del nostro Santuario

Mentre è in preparazione questo bollettino di Natale stanno iniziando le operazioni di allestimento del cantiere per gli interventi di riparazione post sisma 2012 del Santuario della Beata Vergine della Provvidenza. Come sapete a seguito del terremoto le volte in muratura a soffitto della chiesa hanno riportato gravi lesioni con la conseguente dichiarazione di inagibilità dell’edificio che custodisce la cara Immagine di Maria. Durante tutti questi anni sono state sospese tutte le celebrazioni liturgiche all’interno e l’accesso è avvenuto soltanto da parte di poche persone per prelevare e ricollocare l’Immagine in occasione dell’Ottavario e della visita alla parrocchia di Calcara. Sentiamo da tempo il bisogno di poter ritornare a pregare Maria nel luogo in cui è iniziato il suo culto nel lontano 1817 ed ora è giunto il tempo per iniziare i lavori di consolidamento; parte di queste opere sarà finanziata dalla Regione Emilia Romagna, trattandosi di un edificio compreso nel programma della ricostruzione dei Beni Culturali danneggiati dal sisma, e parte dai fondi della polizza assicurativa. L’inverno non ostacolerà le operazioni di cantiere in quanto si tratterà prevalentemente di lavori nel sottotetto che vedranno l’applicazione di rinforzi con reti in fibra di vetro sulla superficie delle volte e la loro riparazione oltre alla realizzazione di un cordolo in acciaio e di catene anti-ribaltamento del timpano di facciata per migliorare la sicurezza complessiva della chiesa. Prevediamo di concludere le lavorazioni entro i primi mesi del 2019 così da poter festeggiare solennemente la riapertura del Santuario in occasione del 145°Ottavario in onore di Maria, madre della Divina Provvidenza.

Stefano

Progetto parrocchiale Anno 2018 - 2019  (Work in progress)

Premessa

Il buon Pastore, unico e perfetto, sempre presente e operante, è il Signore Cristo Gesù.

La vita pastorale è corrispondere a Gesù, perciò le virtù più importanti sono la fede e la obbedienza. Con la preghiera cerchiamo il cuore, il pensiero, l'azione di Gesù

Con la obbedienza traduciamo in atto le sue indicazioni e corrispondiamo alle sue azioni.

Gesù è presente in tutta la chiesa, specialmente nei suoi Pastori 

In questo periodo, il Papa e il Vescovo, insistono sulla "Rivisitazione missionaria della nostra Chiesa"  Dunque questo sarà orizzonte del nostro programma. Dopo il titolo e le sue declinazioni, ad ogni proposta operativa mettiamo la parola "Mission". il nostro impegno sarà dunque non fare cose nuove, ma fare in modo nuovo, cioè più missionario, tutte le cose. Superando l'autocentrazione e l'autosufficienza, tendere ad essere cristiani più aperti e propositivi, più liberi e comunionali. Ricordando che non sono i risultati che contano - quelli è Dio a deciderli - ma la nostra fedeltà, passione ed eroica dedizione, al compito oggi ricevuto. 

 

 

1. TITOLO:

 

LO SPIRITO SANTO SEMPRE FA NASCERE E RINASCERE LA CHIESA

Tutti più Missionari

 

La pagina biblica della PENTECOSTE, fa da guida dell'anno, in rapporto ad una rinnovata attenzione al mistero della CHIESA.  Il fondamento è la Nota Pastorale del vescovo Zuppi: "Ciascuno li udiva parlare la propria lingua" col suo sottotitolo "Tutti più missionari".

Domanda: Come è la nostra parrocchia? Come lo Spirito vuole sia la nostra comunità? Cosa imparare dal confronto con la Chiesa degli Atti degli Apostoli? Cosa significa mettere al primo posto il "KERIGMA"? Temi che riprendono il grande carisma del Concilio Vaticano II. 

 

2. QUATTRO PUNTI DI DECLINAZIONE:

Dalla Pentecoste, nascono 4 declinazioni, o punti operativi, intorno alla azione dello Spirito:                          

                              1. Spirito di Santità

                              2. Spirito di Unità

                              3. Spirito di Verità 

                              4. Spirito di Carità

 

Il primo punto, sviluppa il rapporto dello Spirito con la Vita interiore. Sullo sfondo c'è l'impegno per la preghiera, individuale e comunitaria, ascolto della Parola, direzione spirituale. Riferimenti: la Gaudete ed Exultate di Papa Francesco e i sacramenti della Eucaristia e Penitenza. E' la direzione operativa meno programmabile, perché si muove nella realtà della libertà di Dio e dell'uomo. Si vede comunque, quando una parrocchia prega e cura innanzitutto la vita spirituale, mettendo Dio al primo posto. Importanza a Piumazzo della Comunità Religiosa delle Minime.

 

Il secondo punto, ha un obiettivo molto concreto: la strutturazione di un progetto di Comunione fra parrocchie della zona di Castelfranco Emilia. E' la grande svolta pastorale recente dell'Arcivescovo Zuppi, focalizzata attorno alla Assemblea di Zona, da preparare e irradiare. Parrocchie collegate reciprocamente, per una vision e una mission comune, nella conoscenza, affetto e servizio. 

 

Il terzo punto, sottolinea l'Insegnamento, nella missione di Gesù, dei discepoli e della chiesa. E' l'impegno classico, per il catechismo dei fanciulli, della predicazione liturgica, allargata a forme nuove, destinatari più ampi, magari difficili, come le famiglie e i giovani. 

 

Il quarto punto, riprende l'universo della Misericordia, per divenire Chiesa sempre più espressione dell'amore di Gesù verso i piccoli, i sofferenti, malati, persone smarrite, provate in ogni modo. Chiediamo allo Spirito di farci vedere i poveri e di camminare con e per loro. In questo Spirito di Carità, stanno tutte le nostre iniziative oratoriane, per il paese, i giovani, famiglie e stranieri. E anche l'ambito della nostra Scuola dell'Infanzia.

 

 

3. SETTE AMBITI DI IMPEGNO: LE MISSIONI

 

A. MISSION ORATORIO

Pensare ai giovani può essere una sterile ossessione, ma anche una amorevole corrispondenza a quanto la chiesa sta vivendo, col Sinodo, e a come è fatta la nostra parrocchia. Lo scorso anno si è lavorato con Valeria, Oltre, Gerry e Marco, per una miglior organizzazione degli spazi ricreativi, aggregativi, espressivi. Continuiamo, incrementando accoglienza e provando a costruire proposte, attraverso la costituzione di un Comitato di Programmazione, per passare da una fruizione occasionale, ad una realtà più strutturata, in tutto quello che per i ragazzi significa vita, amicizia e crescita: gioco, teatro, musica, cultura, fede ... con disciplina e lavoro. 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

B. MISSION PAROLA DI DIO E CONFESSIONALE

L'attenzione alla Parola e alla preghiera è un ambito imprescindibile. Riprendere le giornate dedicate al Sacramento della Riconciliazione, la lectio divina, quest'anno sullo Spirito e sugli Atti degli Apostoli, aggiungendo un momento di preghiera che ancora non c'è, tipo gruppi del Rinnovamento, per dare alle persone più occasioni di incontrarsi nella preghiera. Anche ai giovani, con serate dedicate, coi loro canti e stili adatti a loro. 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

C. MISSION ASSEMBLEA DI ZONA

Sotto la guida di un Coordinatore, indicato dall'Arcivescovo, (don Remigio Ricci),  i parroci di zona nominano un Presidente e un Segretario, laici, della Assemblea di Zona, per un cammino di vita comune, fra parrocchie, nei vari ambiti della pastorale. 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

D. MISSION MESSA DOMENICALE E CATECHISMO

Dal 6 ottobre 2018 riprende il catechismo - del quale la programmazione è in atto - con il doppio orario della messa 10,00 e 11,00. Introduzione graduale dei piccoli e rilevanza speciale data ai gruppi di Comunione e Cresima. Circa gli adulti, accanto a Catechesi prebattesimale, a Piumazzo si terrà anche questo anno una catechesi in preparazione alla Cresima e al matrimonio. Il Gruppo liturgico prepara un progetto Messa legata allo Spirito, nella Liturgia.   

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

E. MISSION MALATI E GIORNATA DEI POVERI

Sostenendo le inziative della Caritas parrocchiale, mettere in atto forme nuove e antiche di attenzione e conoscenza, circa la sofferenza. "Chi vede pochi poveri, ha poco amore". Mettere in rapporto le opere di misericordia con l'universo dei giovani, preparare per tempo "la giornata e il pranzo dei poveri" 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

F.  MISSION STRANIERI

Il rapporto con gli stranieri qui residenti, è una delle forme di missione "ad gentes" del nostro tempo.  Puntando sulla verità dei rapporti quotidiani, interpersonali, ci orientiamo alla Pentecoste 2019, per la festa "Ogni uomo è mio fratello" sul tema delle "lingue", come ci indica l'arcivescovo. Un ambito speciale è il rapporto con le badanti, molte della quali partecipano alla messa domenicale e ai loro assistiti. 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

G. MISSION SCUOLA MATERNA GISA CROTTI

La Scuola Materna è punto di riferimento essenziale per la nostra comunità. Pianta secolare, fortissima, ma anche bisognosa di cure, potature, protezioni. Alla luce della Pentecoste, incrementiamo la multiforme Partecipazione di ogni componente (Suore, insegnanti, genitori, volontari). Nelle Scuole Materne parrocchiali sono in atto grandi trasformazioni, gestionali, culturali e giuridiche: docili e fiduciosi alla scuola dello Spirito, traghettiamo felicemente, sotto la Sua forza e ispirazione, questi cambiamenti, "non come ostacoli, ma come occasioni"

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi  

 

4   I CINQUE PUNTI DEL KERIGMA 

 

Accanto alla Pentecoste, il progetto di Zuppi mette in primo piano il metodo della evangelizzazione tramite Kerigma. E' una parola tecnica, desunta dagli scritti di S Luca, che Significa letteralmente  "primo annuncio" "annuncio sintetico". E' esemplificato nei cinque grandi discorsi di Pietro e Paolo, contenuti negli Atti degli Apostoli. E' uno schema che si ripete, che consiste non in una semplice predicazione con un contenuto formale,  tipo "Gesù è morto e risorto"  che, buttato là, lascia il tempo che trova. Il Kerigma è invece un raffinato e delicatissimo modo di mettere in luce l'opera di Dio, che già è in atto nelle anime e nel mondo, l'apostolo deve solo svelarla e coltivare. Il punto importante, spesso trascurato, è il primo: cogliere la presenza di Dio nella vita profonda delle persone, e per "profonda", si intende la vita vera, il vero desiderio, il vero dolore, la vera esperienza, la consapevolezza di cosa ti sta succedendo in questo momento.  Da questa scoperta di "ciò che accade, e ciò che io voglio" inizia il vangelo. Dopo questo importantissimo incipit, il Kerigma si sviluppa in queste parti:

 

1. L'esperienza forte, sincera, che stiamo vivendo

2. Il contesto di Dio, Creatore e Provvidenza: Storia della Salvezza

3. Lo sguardo al mistero del "respinto glorificato": Gesù morto e risorto 

4. L'esperienza dello Spirito, come energia e nuova visione nuova

5. La confessione e il perdono, meta e vetta del cammino. Liberazione dal "peso"

 

Come inserire questo tema, in un Programma Pastorale? 

a. Facendone argomento all'interno della formazione responsabili, catechesi, liturgia carità. 

b. Sottolineando l'aspetto finale, in una pastorale del sacramento del Perdono 

c. mettendone in luce le dimensioni intermedie, nei tempi dell'Anno Liturgico: in Avvento la n 2; in Quaresima la n 3; dopo Pasqua la n 4. 

d. Rendendolo anima di una generale dinamica missionaria, non solo dei responsabili, ma di tutti i fedeli, specialmente nel primo punto del Kerigma.  

 

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CALENDARIO DELL'ANNO -  appuntamenti da inserire in agenda:

  • Incontro di Consiglio Pastorale. 
  • Inizio e fine del catechismo, delle domeniche "a messa col cuore", giorni delle confessioni dei bimbi di 4* e 5*
  • Riunioni catechisti di inizio anno, nel corso dell'anno, specie in preparazione ai momenti forti: Avvento, Quaresima, Pasqua, Ottavario. Incontri formativi vicariali e di zona. 
  • Riunioni genitori di inizio anno; durante l'anno; coi bimbi di sabato; in preparazione ai sacramenti della Comunione e Cresima, appuntamenti prima dei sacramenti. 
  • Giorno e ora: Prima Confessione, Comunione, Cresima
  • Appuntamenti di Pastorale giovanile: medie, giovanissimi e giovani, parrocchiali e zona
  • Incontro del gruppo liturgia 
  • incontri del gruppo carità. 
  • Riunione in Preparazione alle Feste del Ringraziamento, dell' Ottavario (molto prima dello scorso anno), di S. Giacomo patrono
  • Incontri di preparazione bollettino
  • Incontri di preparazione ai battesimi
  • date "24 ore per il Signore" con sacramneto della Penitenza
  • Incontri collegiali alla Scuola Materna
  • Ritiri del clero e giornate diocesane
  • Periodi assenza del parroco per Cammino
  • Novene di Natale e Immacolata, di adulti e bambini
  • Benedizioni Pasquali
  • Estate Ragazzi
  • Giornate comunitarie all'Asilo: Festa di inizio e fine anno, giornate dei nonni, dei papà delle mamme, di Natale e Pasqua. 
  • Giornate incontri zonali
  • Date di verifica quattro punti del programma: santità, unità, verità, carità.  
  • Incontri del Consiglio per gli Affari Economici

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OGNI MERCOLEDI'

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA 

OGNI GIOVEDI'

 

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DEL SANTO ROSARIO

IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

Preghiera del 12.maggio 2019

BEATA VERGINE MARIA

DEL FONTE IN CARAVAGGIO

SI FESTEGGIA IL 26 MAGGIO

 

PREGHIERA ALLA MADONNA DI CARAVAGGIO

 O vergine Santissima di Caravaggio, fonte inesauribile di grazie, da antichissimo culto onorata, in questo giorno in cui festeggiamo la tua apparizione noi ti preghiamo perché la speranza di ognuno, che a te si avvicini, non rimanga delusa, e di nessuno resti vana la supplica. 
Nostra Signora di Caravaggio, prega per noi

 

O vergine Santissima di Caravaggio, che nel tuo tempio e mediante il tuo patrocino i ciechi ritornino al lume della fede, i vacillanti e gli indolenti nel sentiero cristiano imparino a camminare speditamente nella via dei comandamenti divini , che le orecchie sorde si aprano ai divini ammaestramenti, che i morti per il peccato ritornino alla vera vita dove sia la luce della mente e la pace del cuore
Nostra Signora di Caravaggio, prega per noi

 

Chiunque a te si rivolge per implorare aiuto, o Maria, celeste nostra patrona, divenga più forte nella fede, più fermo nella carità e così acceso di amore che, non assecondando le lusinghe del male, mai defletta dalla retta via, o clemente o pia o dolce vergine Maria.
Nostra Signora di Caravaggio, prega per noi

 

ORAZIONE
Signore Gesù Cristo, che per onorare la tua Madre hai particolarmente eletto e santificato questo luogo, guarda ed ascolta quanti qui sono in preghiera, a te li raccomanda l’amore di una così grande madre tua e nostra.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. AMEN

LA FOTO DELLA SETTIMANA

La  foto del 12.maggio 2019

CANTARE INSIEME FA BENE!

CORO SAN GIACOMO
CORO SAN GIACOMO
Cantare in coro fa bene perchè stimola la creatività, le relazioni sociali e affettive, sviluppa l'ascolto, l'attenzione, l'espressione e la comunicazione e fa' apprendere un nuovo linguaggio, quello musicale.
Nel coro non ci sono differenze, alti e bassi, grassi o magri, giovani e meno giovani, tutti sono ugualmente importanti e ognuno contribuisce con la propria voce a creare un suono magico e meraviglioso, il suono del CORO.
Il Coro S. Giacomo di Piumazzo, presente in parrocchia da 25 anni anima le celebrazioni liturgiche della comunità e organizza concerti e attività culturali e musicali.
Stiamo cercando nuove voci, femminili e maschili, e una potrebbe essere proprio la tua!
Per informazioni rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa. Ti aspettiamo! 
Elenco dei prossimi appuntamenti del Coro S. Giacomo: 

Il muro

(Bruno Ferrero, A volte basta un raggio di sole) 

In un deserto aspro e roccioso vivevano due eremiti. Avevano trovato due grotte che si spalancavano vicine, una di fronte all'altra. Dopo anni di preghiere e feroci mortificazioni, uno dei due eremiti era convinto di essere arrivato alla perfezione. 
L'altro era un uomo altrettanto pio, ma anche buono e indulgente. Si fermava a conversare con i rari pellegrini, confortava e ospitava coloro che si erano persi, e coloro che fuggivano; tutto tempo sottratto alla meditazione e alla preghiera, pensava il primo eremita, che dissaprovava le frequenti, anche se minuscole, mancanze dell'altro. 
Per fargli capire in modo visibile quanto fosse ancora lontano dalla santità, decise di posare una pietra all'imboccatura della propia grotta, ogni volta che l'altro commetteva una colpa. 
Dopo qualche mese davanti alla grotta c'era un muro di pietre grigie e soffocante. E lui era murato dentro. 

Talvolta intorno al cuore costruiamo dei muri. Il nostro compito più importante è impedire che si formino muri intorno al nostro cuore. E soprattutto cercare di non diventare una "pietra in più nei muri degli altri".

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

V Domenica di Pasqua (anno C)

Vi dò un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri.

19.MAGGIO 2019

Prima di morire, testimoniando al mondo la sua fedeltà al progetto del Padre, Gesù lascia ai discepoli un testamento spirituale che si traduce nel comandamento dell’amore. E’ dall’amore scambievole che si riconoscono i discepoli di Gesù. 

Signore Gesù, dandoci il comandamento nuovo dell'amore come costitutivo della chiesa ci indichi che esso è in cima  alla gerarchia dei valori. In questo periodo della Pasqua, tu ci ricordi che il tempo  della Chiesa, è il tempo della carità, è il tempo dell'incontro con Te attraverso i fratelli. Sappiamo che alla fine della nostra vita saremo giudicati sull'amore. Aiutaci a incontrarti in ogni fratello e sorella, cogliendo le piccole occasioni di ogni giorno. Amen

PROVVISTE DI VIAGGIO

VANGELO IN IMMAGINI

Riflessione 5 domenica di Pasqua c 2019

Quando Dio ha voluto manifestarsi, ha scartato tutto ciò che avrebbe potuto suscitare un'impressione straordinaria ed eccezionale. Si è manifestato come un bambino, piccolo essere fragile e bisognoso. Poi come un Crocifisso, uomo appeso ad una trave. E infine come un pezzo di pane. Ha voluto, cioè, apparire in mezzo a noi come l'ultimo di tutti e il servo di tutti. E' questo il comandamento che ci lascia, che insegna a noi ad essere "gli uni per gli altri". "Questo è il mio comandamento - dice Gesù - che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi". Ma non in modo generico e vago, ma con precisa misura e capacità: è il "come io ho amato voi" che regola la portata del nostro amore per i fratelli, come Lui ci ha amato. Amore di servizio e fraternità, che non ha esitato a dare la vita per i suoi amici. Amore di solidarietà e di accoglienza, amore di rispetto e dignità, amore di perdono e di amicizia. Ma stiamo attenti a non cadere, in nome di questo amore, in grave equivoco. Spendersi per i poveri e i deboli, va bene, aiutare gli esclusi e gli emarginati, va ancora meglio. Ma prima ancora dei deboli, degli oppressi, dei poveri, ci sono coloro che condividono con noi la casa, la mensa, la chiesa, il lavoro. Il servizio agli ultimi che sono fuori non purifica nessuno, quando si salta il passaggio obbligato del servizio a coloro che stanno dentro. Amore, ma a cominciare con chi ci sta vicino. E spesso, troppo spesso, non ci accorgiamo di chi vive e opera con noi, spendendo invece parole di sostegno, quasi mai concreto, per coloro che sono al di là delle nostre relazioni e legami. "Voi siete miei amici - dice Gesù - e non servi": quanto lunga è ancora la strada da percorrere perché l'umanità possa essere "servita" e non "asservita" ai propri profitti e interessi. "Questo vi comando: - ci dice Gesù - amatevi gli uni gli altri".

VANGELO BAMBINI

VIDEO DELLA SETTIMANA

La Sacra Sindone e le principali reliquie della Passione di Cristo

Video che ci porta a conoscere le reliquie legate alla Passione e alla morte di Gesù, tra queste in particolare la Sacra Sindone

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

20.maggio 2019

La riduzione delle diocesi in Italia muove i primi passi

Papa Francesco l’ha definita un’«esigenza pastorale attuale» davanti ai vescovi italiani riuniti in assemblea a maggio dello scorso anno. Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha sollecitato sempre un anno fa il «cambiamento» con «misure intelligenti» che non vanno ridotte a una «matita per cancellare». Il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, il vescovo Stefano Russo, lo ha etichettato come un «tema importante» lo scorso aprile al termine del Consiglio permanente.La riduzione delle 226 diocesi italiane (225 - compresa quella di Ostia storicamente unita a Roma - più l’Ordinariato militare) non è solo un argomento di studio o di discussione. È cominciata. Senza clamori e senza quelle tensioni raccontate da papa Francesco (che nel suo intervento all’ultima Assemblea generale della Cei aveva detto: «L’anno scorso stavamo per accorparne una, ma sono venuti quelli di là e dicevano: “È piccolina la diocesi... Padre, perché fa questo? L’università è andata via; hanno chiuso una scuola; adesso non c’è il sindaco, c’è un delegato; e adesso anche voi…”. E uno sente questo dolore e dice: “Che rimanga il vescovo, perché soffrono”»). Più che varare una piattaforma programmatica, che sa molto di strategia politica ma ha ben poco a che fare con uno spirito ecclesiale, si è iniziato a intervenire partendo da rinunce e nomine dei vescovi. Con un percorso condiviso che da una parte ha il placetdel Papa, dall’altra conta sulla collaborazione della Cei, e dall’altra ancora vede in azione la nunziatura apostolica in Italia e la Congregazione per i vescovi. Ne sono la prova alcune recenti decisioni sulle successioni riguardanti le sedi vescovili che mostrano come l’auspicato riassetto della geografia ecclesiale italiana muova i primi passi.


Nel 2017, anno con numerose nomine episcopali, sono stati eletti anche nuovi vescovi per le diocesi con meno di centomila fedeli: Trivento e Sulmona-Valva, Melfi-Rapolla-Venosa e Teano-Calvi, Fidenza e Gubbio, Pinerolo e Casale Monferrato. Anche nel 2018, anno con poche provviste, è stato scelto l’ordinario di una Chiesa che non raggiunge le 60mila anime: Camerino-San Severino Marche nel mese di luglio. Il 2019 invece si è aperto con una serie di provvedimenti per le “piccole” diocesi che segnano una svolta. A febbraio Palestrina è stata unita a Tivoli in persona episcopi (come avviene da anni con Cuneo e Fossano). Ad aprile il segretario generale della Cei ha lasciato Fabriano-Matelica senza che venisse nominato un successore, mentre ad Alife-Caiazzo sono state accettate le dimissioni per raggiunti limiti di età dell’ordinario con la nomina del vicino (ma non confinante) vescovo di Sessa Aurunca come amministratore apostolico. A maggio il vescovo di Ales-Terralba è stato promosso nella sua sede metropolitana di Oristano.

La via privilegiata che è stata imboccata appare quella dell’accorpamento, come del resto aveva suggerito anche papa Bergoglio. Le oltre duecento Chiese particolari presenti dalle Alpi alla Sicilia sono «tante», ha detto Bassetti. Forse troppe se si prende come riferimento il resto del mondo: ad esempio in Germania sono 27 (per 25 milioni di fedeli), in Francia un centinaio (per 47 milioni di battezzati), in Spagna 70 (per 42 milioni di cattolici). Negli Stati Uniti, che hanno un territorio trenta volte più esteso della Penisola dove i cattolici sono più di 70 milioni, sono 197. Certo, nel Belpaese il numero delle sedi titolari è figlio della storia, delle sue profonde radici cristiane e soprattutto del legame peculiare e irripetibile che l’Italia ha con la Sede Apostolica. Ma la cifra sembra oggi anacronistica.


Nel 2016 la Congregazione per i vescovi aveva chiesto alle Conferenze episcopali regionali di inviare un parere sul progetto di riordino delle diocesi alla Segreteria generale della Cei. Un testo in cui i pastori di ciascuna regione ecclesiastica dovevano presentare volto e prospettive delle Chiese locali e proporre quali unificazioni o soppressioni sarebbero state auspicabili. Una consultazione sinodale dagli esiti variegati che ha portato a favorire adesso la strada della razionalizzazione attraverso le nomine (o meglio le “non nomine”) episcopali. Il cardinale Bassetti ha assicurato che il tutto avverrà nel «rispetto» della «storia» ecclesiale italiana e della «sensibilità della gente». Il che comporterà «attenzione nei confronti delle persone e delle comunità», ha chiarito il vescovo Russo. Comunque non sarà un percorso «facile», ha ammesso lo stesso Francesco che aveva sollevato il tema nel primo incontro che ebbe con i vescovi italiani il 23 maggio 2013, due mesi dopo la sua elezione, quando accennò al «lavoro di ridurre il numero delle diocesi tanto pesanti».

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

La gioia di amare

Descrizione

 

L'amore è l'esperienza fondamentale della vita umana, dalla quale dipende il suo senso e la sua realizzazione. Non c'è persona che non desideri amare ed essere amata. Non si tratta di un desiderio come gli altri, che hanno un'importanza relativa per la vita. Si può vivere senza denaro, senza cultura e persino senza salute, ma non si può vivere senza amore. L'essere umano, fin dal momento in cui entra nel mondo, è affamato di amore più di ogni altra cosa. Gli puoi dare tutto, persino l'intero universo, ma non saprebbe che cosa farsene se non trovasse un cuore dove abbeverarsi e dove riposare. L'amore è ciò che tutti desiderano e senza il quale non si è felici.

DIOCESI DI BOLOGNA

Prossimi appuntamenti

LE PAROLE DEL PAPA

E’ lo Spirito il protagonista della vita cristiana, lo Spirito Santo, che è con noi, ci accompagna, ci trasforma, vince con noi.


PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE  Piazza San Pietro      Mercoledì, 15 maggio 2019

Catechesi sul “Padre nostro”: 15. Ma liberaci dal male

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Eccoci infine arrivati alla settima domanda del “Padre nostro”: «Ma liberaci dal male» (Mt 6,13b).

Con questa espressione, chi prega non solo chiede di non essere abbandonato nel tempo della tentazione, ma supplica anche di essere liberato dal male. Il verbo greco originale è molto forte: evoca la presenza del maligno che tende ad afferrarci e a morderci (cfr 1 Pt 5,8) e dal quale si chiede a Dio la liberazione. L’apostolo Pietro dice anche che il maligno, il diavolo, è intorno a noi come un leone furioso, per divorarci, e noi chiediamo a Dio di liberarci.

Con questa duplice supplica: “non abbandonarci” e “liberaci”, emerge una caratteristica essenziale della preghiera cristiana. Gesù insegna ai suoi amici a mettere l’invocazione del Padre davanti a tutto, anche e specialmente nei momenti in cui il maligno fa sentire la sua presenza minacciosa. Infatti, la preghiera cristiana non chiude gli occhi sulla vita. È una preghiera filiale e non una preghiera infantile. Non è così infatuata della paternità di Dio, da dimenticare che il cammino dell’uomo è irto di difficoltà. Se non ci fossero gli ultimi versetti del “Padre nostro” come potrebbero pregare i peccatori, i perseguitati, i disperati, i morenti? L’ultima petizione è proprio la petizione di noi quando saremo nel limite, sempre.

C’è un male nella nostra vita, che è una presenza inoppugnabile. I libri di storia sono il desolante catalogo di quanto la nostra esistenza in questo mondo sia stata un’avventura spesso fallimentare. C’è un male misterioso, che sicuramente non è opera di Dio ma che penetra silenzioso tra le pieghe della storia. Silenzioso come il serpente che porta il veleno silenziosamente. In qualche momento pare prendere il sopravvento: in certi giorni la sua presenza sembra perfino più nitida di quella della misericordia di Dio.

L’orante non è cieco, e vede limpido davanti agli occhi questo male così ingombrante, e così in contraddizione con il mistero stesso di Dio. Lo scorge nella natura, nella storia, perfino nel suo stesso cuore. Perché non c’è nessuno in mezzo a noi che possa dire di essere esente dal male, o di non esserne almeno tentato. Tutti noi sappiamo cosa è il male; tutti noi sappiamo cosa è la tentazione; tutti noi abbiamo sperimentato sulla nostra carne la tentazione, di qualsiasi peccato. Ma è il tentatore che ci muove e ci spinge al male, dicendoci: “fa questo, pensa questo, va per quella strada”.

L’ultimo grido del “Padre nostro” è scagliato contro questo male “dalle larghe falde”, che tiene sotto il suo ombrello le esperienze più diverse: i lutti dell’uomo, il dolore innocente, la schiavitù, la strumentalizzazione dell’altro, il pianto dei bambini innocenti. Tutti questi eventi protestano nel cuore dell’uomo e diventano voce nell’ultima parola della preghiera di Gesù.

È proprio nei racconti della Passione che alcune espressioni del “Padre nostro” trovano la loro eco più impressionante. Dice Gesù: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu» (Mc 14,36). Gesù sperimenta per intero la trafittura del male. Non solo la morte, ma la morte di croce. Non solo la solitudine, ma anche il disprezzo, l’umiliazione. Non solo il malanimo, ma anche la crudeltà, l’accanimento contro di Lui. Ecco che cos’è l’uomo: un essere votato alla vita, che sogna l’amore e il bene, ma che poi espone continuamente al male sé stesso e i suoi simili, al punto che possiamo essere tentati di disperare dell’uomo.

Cari fratelli e sorelle, così il “Padre nostro” assomiglia a una sinfonia che chiede di compiersi in ciascuno di noi. Il cristiano sa quanto soggiogante sia il potere del male, e nello stesso tempo fa esperienza di quanto Gesù, che mai ha ceduto alle sue lusinghe, sia dalla nostra parte e venga in nostro aiuto.

Così la preghiera di Gesù ci lascia la più preziosa delle eredità: la presenza del Figlio di Dio che ci ha liberato dal male, lottando per convertirlo. Nell’ora del combattimento finale, a Pietro intima di riporre la spada nel fodero, al ladrone pentito assicura il paradiso, a tutti gli uomini che erano intorno, inconsapevoli della tragedia che si stava consumando, offre una parola di pace: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34).

Dal perdono di Gesù sulla croce scaturisce la pace, la vera pace viene dalla croce: è dono del Risorto, un dono che ci dà Gesù. Pensate che il primo saluto di Gesù risorto è “pace a voi”, pace alle vostre anime, ai vostri cuori, alle vostre vite. Il Signore ci dà la pace, ci dà il perdono ma noi dobbiamo chiedere: “liberaci dal male”, per non cadere nel male. Questa è la nostra speranza, la forza che ci dà Gesù risorto, che è qui, in mezzo a noi: è qui. E’ qui con quella forza che ci dà per andare avanti, e ci promette di liberarci dal male.