24.MARZO 2019 TERZA DOMENICA DI QUARESIMA

Sussidio Cei Quaresima Pasqua 2019APRI LINK

Gioisca la terra inondata da così grande splendore: la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo”. (dall’Exsultet) 
On line il sussidio CEI per il tempo di Quaresima 2019 , anno C. Diviso nelle sezioni: 
Parola di Dio con commenti biblici alle letture domenicali e spartito per il canto del Salmo responsoriale; 
Liturgia con suggerimenti per la liturgia e preghiere dei fedeli; 
Repertorio per celebrare con proposte per i canti e la presentazione di un canto tratto dal Repertorio Nazionale (il testo, la musica e quando e come utilizzarlo). 
Con introduzione al tempo di Quaresima, al Triduo Pasquale e al tempo di Pasqua. A pag 253 un comodo indice. 
Il Sussidio può essere scaricato in formato PDF.

VENERDI' 22.MARZO ORE 20.30 STAZIONE QUARESIMALE A CREVALCORE

BOLLETTINO PARROCCHIALE NR.353 QUARESIMA-PASQUA 2019

BOLLETTINO PARROCCHIALE NR.352 BENEDIZIONI PASQUALI 2019

BENEDIZIONI QUESTA SETTIMANA

 

MARZO 2019

 

18 MAR LUNEDI Via delle Grazie 1-21

19 MAR MARTEDI Via delle Grazie 21-35

21 MAR GIOVEDI Via Muzza Corona 91- 191

 

22 MAR VENERDI Via Muzza Corona 64 -184

Inizio lavori per la riapertura del nostro Santuario

Mentre è in preparazione questo bollettino di Natale stanno iniziando le operazioni di allestimento del cantiere per gli interventi di riparazione post sisma 2012 del Santuario della Beata Vergine della Provvidenza. Come sapete a seguito del terremoto le volte in muratura a soffitto della chiesa hanno riportato gravi lesioni con la conseguente dichiarazione di inagibilità dell’edificio che custodisce la cara Immagine di Maria. Durante tutti questi anni sono state sospese tutte le celebrazioni liturgiche all’interno e l’accesso è avvenuto soltanto da parte di poche persone per prelevare e ricollocare l’Immagine in occasione dell’Ottavario e della visita alla parrocchia di Calcara. Sentiamo da tempo il bisogno di poter ritornare a pregare Maria nel luogo in cui è iniziato il suo culto nel lontano 1817 ed ora è giunto il tempo per iniziare i lavori di consolidamento; parte di queste opere sarà finanziata dalla Regione Emilia Romagna, trattandosi di un edificio compreso nel programma della ricostruzione dei Beni Culturali danneggiati dal sisma, e parte dai fondi della polizza assicurativa. L’inverno non ostacolerà le operazioni di cantiere in quanto si tratterà prevalentemente di lavori nel sottotetto che vedranno l’applicazione di rinforzi con reti in fibra di vetro sulla superficie delle volte e la loro riparazione oltre alla realizzazione di un cordolo in acciaio e di catene anti-ribaltamento del timpano di facciata per migliorare la sicurezza complessiva della chiesa. Prevediamo di concludere le lavorazioni entro i primi mesi del 2019 così da poter festeggiare solennemente la riapertura del Santuario in occasione del 145°Ottavario in onore di Maria, madre della Divina Provvidenza.

Stefano

Progetto parrocchiale Anno 2018 - 2019  (Work in progress)

Premessa

Il buon Pastore, unico e perfetto, sempre presente e operante, è il Signore Cristo Gesù.

La vita pastorale è corrispondere a Gesù, perciò le virtù più importanti sono la fede e la obbedienza. Con la preghiera cerchiamo il cuore, il pensiero, l'azione di Gesù

Con la obbedienza traduciamo in atto le sue indicazioni e corrispondiamo alle sue azioni.

Gesù è presente in tutta la chiesa, specialmente nei suoi Pastori 

In questo periodo, il Papa e il Vescovo, insistono sulla "Rivisitazione missionaria della nostra Chiesa"  Dunque questo sarà orizzonte del nostro programma. Dopo il titolo e le sue declinazioni, ad ogni proposta operativa mettiamo la parola "Mission". il nostro impegno sarà dunque non fare cose nuove, ma fare in modo nuovo, cioè più missionario, tutte le cose. Superando l'autocentrazione e l'autosufficienza, tendere ad essere cristiani più aperti e propositivi, più liberi e comunionali. Ricordando che non sono i risultati che contano - quelli è Dio a deciderli - ma la nostra fedeltà, passione ed eroica dedizione, al compito oggi ricevuto. 

 

 

1. TITOLO:

 

LO SPIRITO SANTO SEMPRE FA NASCERE E RINASCERE LA CHIESA

Tutti più Missionari

 

La pagina biblica della PENTECOSTE, fa da guida dell'anno, in rapporto ad una rinnovata attenzione al mistero della CHIESA.  Il fondamento è la Nota Pastorale del vescovo Zuppi: "Ciascuno li udiva parlare la propria lingua" col suo sottotitolo "Tutti più missionari".

Domanda: Come è la nostra parrocchia? Come lo Spirito vuole sia la nostra comunità? Cosa imparare dal confronto con la Chiesa degli Atti degli Apostoli? Cosa significa mettere al primo posto il "KERIGMA"? Temi che riprendono il grande carisma del Concilio Vaticano II. 

 

2. QUATTRO PUNTI DI DECLINAZIONE:

Dalla Pentecoste, nascono 4 declinazioni, o punti operativi, intorno alla azione dello Spirito:                          

                              1. Spirito di Santità

                              2. Spirito di Unità

                              3. Spirito di Verità 

                              4. Spirito di Carità

 

Il primo punto, sviluppa il rapporto dello Spirito con la Vita interiore. Sullo sfondo c'è l'impegno per la preghiera, individuale e comunitaria, ascolto della Parola, direzione spirituale. Riferimenti: la Gaudete ed Exultate di Papa Francesco e i sacramenti della Eucaristia e Penitenza. E' la direzione operativa meno programmabile, perché si muove nella realtà della libertà di Dio e dell'uomo. Si vede comunque, quando una parrocchia prega e cura innanzitutto la vita spirituale, mettendo Dio al primo posto. Importanza a Piumazzo della Comunità Religiosa delle Minime.

 

Il secondo punto, ha un obiettivo molto concreto: la strutturazione di un progetto di Comunione fra parrocchie della zona di Castelfranco Emilia. E' la grande svolta pastorale recente dell'Arcivescovo Zuppi, focalizzata attorno alla Assemblea di Zona, da preparare e irradiare. Parrocchie collegate reciprocamente, per una vision e una mission comune, nella conoscenza, affetto e servizio. 

 

Il terzo punto, sottolinea l'Insegnamento, nella missione di Gesù, dei discepoli e della chiesa. E' l'impegno classico, per il catechismo dei fanciulli, della predicazione liturgica, allargata a forme nuove, destinatari più ampi, magari difficili, come le famiglie e i giovani. 

 

Il quarto punto, riprende l'universo della Misericordia, per divenire Chiesa sempre più espressione dell'amore di Gesù verso i piccoli, i sofferenti, malati, persone smarrite, provate in ogni modo. Chiediamo allo Spirito di farci vedere i poveri e di camminare con e per loro. In questo Spirito di Carità, stanno tutte le nostre iniziative oratoriane, per il paese, i giovani, famiglie e stranieri. E anche l'ambito della nostra Scuola dell'Infanzia.

 

 

3. SETTE AMBITI DI IMPEGNO: LE MISSIONI

 

A. MISSION ORATORIO

Pensare ai giovani può essere una sterile ossessione, ma anche una amorevole corrispondenza a quanto la chiesa sta vivendo, col Sinodo, e a come è fatta la nostra parrocchia. Lo scorso anno si è lavorato con Valeria, Oltre, Gerry e Marco, per una miglior organizzazione degli spazi ricreativi, aggregativi, espressivi. Continuiamo, incrementando accoglienza e provando a costruire proposte, attraverso la costituzione di un Comitato di Programmazione, per passare da una fruizione occasionale, ad una realtà più strutturata, in tutto quello che per i ragazzi significa vita, amicizia e crescita: gioco, teatro, musica, cultura, fede ... con disciplina e lavoro. 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

B. MISSION PAROLA DI DIO E CONFESSIONALE

L'attenzione alla Parola e alla preghiera è un ambito imprescindibile. Riprendere le giornate dedicate al Sacramento della Riconciliazione, la lectio divina, quest'anno sullo Spirito e sugli Atti degli Apostoli, aggiungendo un momento di preghiera che ancora non c'è, tipo gruppi del Rinnovamento, per dare alle persone più occasioni di incontrarsi nella preghiera. Anche ai giovani, con serate dedicate, coi loro canti e stili adatti a loro. 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

C. MISSION ASSEMBLEA DI ZONA

Sotto la guida di un Coordinatore, indicato dall'Arcivescovo, (don Remigio Ricci),  i parroci di zona nominano un Presidente e un Segretario, laici, della Assemblea di Zona, per un cammino di vita comune, fra parrocchie, nei vari ambiti della pastorale. 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

D. MISSION MESSA DOMENICALE E CATECHISMO

Dal 6 ottobre 2018 riprende il catechismo - del quale la programmazione è in atto - con il doppio orario della messa 10,00 e 11,00. Introduzione graduale dei piccoli e rilevanza speciale data ai gruppi di Comunione e Cresima. Circa gli adulti, accanto a Catechesi prebattesimale, a Piumazzo si terrà anche questo anno una catechesi in preparazione alla Cresima e al matrimonio. Il Gruppo liturgico prepara un progetto Messa legata allo Spirito, nella Liturgia.   

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

E. MISSION MALATI E GIORNATA DEI POVERI

Sostenendo le inziative della Caritas parrocchiale, mettere in atto forme nuove e antiche di attenzione e conoscenza, circa la sofferenza. "Chi vede pochi poveri, ha poco amore". Mettere in rapporto le opere di misericordia con l'universo dei giovani, preparare per tempo "la giornata e il pranzo dei poveri" 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

F.  MISSION STRANIERI

Il rapporto con gli stranieri qui residenti, è una delle forme di missione "ad gentes" del nostro tempo.  Puntando sulla verità dei rapporti quotidiani, interpersonali, ci orientiamo alla Pentecoste 2019, per la festa "Ogni uomo è mio fratello" sul tema delle "lingue", come ci indica l'arcivescovo. Un ambito speciale è il rapporto con le badanti, molte della quali partecipano alla messa domenicale e ai loro assistiti. 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

G. MISSION SCUOLA MATERNA GISA CROTTI

La Scuola Materna è punto di riferimento essenziale per la nostra comunità. Pianta secolare, fortissima, ma anche bisognosa di cure, potature, protezioni. Alla luce della Pentecoste, incrementiamo la multiforme Partecipazione di ogni componente (Suore, insegnanti, genitori, volontari). Nelle Scuole Materne parrocchiali sono in atto grandi trasformazioni, gestionali, culturali e giuridiche: docili e fiduciosi alla scuola dello Spirito, traghettiamo felicemente, sotto la Sua forza e ispirazione, questi cambiamenti, "non come ostacoli, ma come occasioni"

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi  

 

4   I CINQUE PUNTI DEL KERIGMA 

 

Accanto alla Pentecoste, il progetto di Zuppi mette in primo piano il metodo della evangelizzazione tramite Kerigma. E' una parola tecnica, desunta dagli scritti di S Luca, che Significa letteralmente  "primo annuncio" "annuncio sintetico". E' esemplificato nei cinque grandi discorsi di Pietro e Paolo, contenuti negli Atti degli Apostoli. E' uno schema che si ripete, che consiste non in una semplice predicazione con un contenuto formale,  tipo "Gesù è morto e risorto"  che, buttato là, lascia il tempo che trova. Il Kerigma è invece un raffinato e delicatissimo modo di mettere in luce l'opera di Dio, che già è in atto nelle anime e nel mondo, l'apostolo deve solo svelarla e coltivare. Il punto importante, spesso trascurato, è il primo: cogliere la presenza di Dio nella vita profonda delle persone, e per "profonda", si intende la vita vera, il vero desiderio, il vero dolore, la vera esperienza, la consapevolezza di cosa ti sta succedendo in questo momento.  Da questa scoperta di "ciò che accade, e ciò che io voglio" inizia il vangelo. Dopo questo importantissimo incipit, il Kerigma si sviluppa in queste parti:

 

1. L'esperienza forte, sincera, che stiamo vivendo

2. Il contesto di Dio, Creatore e Provvidenza: Storia della Salvezza

3. Lo sguardo al mistero del "respinto glorificato": Gesù morto e risorto 

4. L'esperienza dello Spirito, come energia e nuova visione nuova

5. La confessione e il perdono, meta e vetta del cammino. Liberazione dal "peso"

 

Come inserire questo tema, in un Programma Pastorale? 

a. Facendone argomento all'interno della formazione responsabili, catechesi, liturgia carità. 

b. Sottolineando l'aspetto finale, in una pastorale del sacramento del Perdono 

c. mettendone in luce le dimensioni intermedie, nei tempi dell'Anno Liturgico: in Avvento la n 2; in Quaresima la n 3; dopo Pasqua la n 4. 

d. Rendendolo anima di una generale dinamica missionaria, non solo dei responsabili, ma di tutti i fedeli, specialmente nel primo punto del Kerigma.  

 

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CALENDARIO DELL'ANNO -  appuntamenti da inserire in agenda:

  • Incontro di Consiglio Pastorale. 
  • Inizio e fine del catechismo, delle domeniche "a messa col cuore", giorni delle confessioni dei bimbi di 4* e 5*
  • Riunioni catechisti di inizio anno, nel corso dell'anno, specie in preparazione ai momenti forti: Avvento, Quaresima, Pasqua, Ottavario. Incontri formativi vicariali e di zona. 
  • Riunioni genitori di inizio anno; durante l'anno; coi bimbi di sabato; in preparazione ai sacramenti della Comunione e Cresima, appuntamenti prima dei sacramenti. 
  • Giorno e ora: Prima Confessione, Comunione, Cresima
  • Appuntamenti di Pastorale giovanile: medie, giovanissimi e giovani, parrocchiali e zona
  • Incontro del gruppo liturgia 
  • incontri del gruppo carità. 
  • Riunione in Preparazione alle Feste del Ringraziamento, dell' Ottavario (molto prima dello scorso anno), di S. Giacomo patrono
  • Incontri di preparazione bollettino
  • Incontri di preparazione ai battesimi
  • date "24 ore per il Signore" con sacramneto della Penitenza
  • Incontri collegiali alla Scuola Materna
  • Ritiri del clero e giornate diocesane
  • Periodi assenza del parroco per Cammino
  • Novene di Natale e Immacolata, di adulti e bambini
  • Benedizioni Pasquali
  • Estate Ragazzi
  • Giornate comunitarie all'Asilo: Festa di inizio e fine anno, giornate dei nonni, dei papà delle mamme, di Natale e Pasqua. 
  • Giornate incontri zonali
  • Date di verifica quattro punti del programma: santità, unità, verità, carità.  
  • Incontri del Consiglio per gli Affari Economici

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OGNI MERCOLEDI'

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA 

OGNI GIOVEDI'

 

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DEL SANTO ROSARIO

IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

Preghiera del 17.marzo 2019

PREGHIERA DI TRENTA GIORNI A SAN GIUSEPPE

IN ONORE DEI 30 ANNI CHE HA TRASCORSO CON GESÙ E MARIA

Beato e glorioso Giuseppe, padre gentile e amorevole e amico di tutti coloro che soffrono! Sei il buon padre e protettore degli orfani, il difensore di chi non ha difesa, il patrono dei bisognosi e di chi soffre.

Prendi in considerazione la mia richiesta. I miei peccati hanno attirato su di me il giusto dispiacere del mio Dio, e sono quindi avvolto dall’infelicità. Ricorro a te, amorevole custode della famiglia di Nazareth, per ottenere aiuto e protezione. Ti prego di ascoltare con preoccupazione paterna le mie più fervide preghiere, e di ottenere per me i favori che chiedo.

Te lo chiedo per l’infinita misericordia dell’eterno Figlio di Dio, che Lo ha spinto ad assumere la nostra natura e a nascere in questo mondo di dolore.

Te lo chiedo per la stanchezza e la sofferenza che hai sopportato quando non hai trovato alloggio a Betlemme per la Santa Vergine, né una casa in cui il Figlio di Dio potesse nascere. Essendo rifiutati ovunque, hai dovuto permettere alla Regina del Paradiso di far nascere il Redentore del mondo in una grotta.

Te lo chiedo per la bellezza e il potere di quel sacro Nome, Gesù, che hai dato all’adorabile Bambino.

Te lo chiedo per la dolorosa tortura che hai provato ascoltando la profezia del santo Simeone, che affermò che il Bambino Gesù e la sua santa Madre sarebbero state le vittime future dei nostri peccati e del loro grande amore per noi.

Te lo chiedo per il tuo dispiacere e per il dolore della tua anima quando l’angelo ti ha detto che la vita del Bambino Gesù era nelle mire dei suoi nemici. Per via del loro progetto malvagio, hai dovuto fuggire con Lui e con la sua beata Madre in Egitto.

Te lo chiedo per tutta la sofferenza, la stanchezza e le difficoltà di quel viaggio lungo e pericoloso.

Te lo chiedo per la tua cura nel proteggere il Sacro Bambino e la sua Madre Immacolata durante il vostro secondo viaggio, quando vi è stato ordinato di tornare nel vostro Paese.

Te lo chiedo per la tua vita pacifica a Nazareth, dove hai conosciuto tante gioie e tanti dolori. Te lo chiedo per la tua grande preoccupazione quando tu e sua Madre avete perso il Bambino per tre giorni.

Te lo chiedo per la gioia che hai provato ritrovandolo nel Tempio, e per il conforto che hai trovato a Nazareth vivendo in compagnia del Bambino Gesù.

Te lo chiedo per la splendida sottomissione che Egli ha mostrato nella sua obbedienza nei tuoi confronti.

Te lo chiedo per l’amore e la conformità che hai mostrato nell’accettare l’ordine divino di partire da questa vita e dalla compagnia di Gesù e Maria.

Te lo chiedo per la gioia che ti ha riempito l’anima quando il Redentore del mondo, che ha trionfato sulla morte e sull’inferno, è entrato in possesso del Suo regno, e ti ci ha condotto con onori speciali.

Te lo chiedo attraverso la gloriosa Assunzione di Maria e attraverso quella felicità senza fine che hai con lei alla presenza di Dio. O buon padre! Ti prego, per tutte le tue sofferenze, i tuoi dolori e le tue gioie, di ascoltarmi e di ottenere per me ciò che ti chiedo.

(Dire le proprie richieste o pensarle)

Ottieni per tutti coloro che hanno chiesto le mie preghiere tutto ciò che è loro utile nel progetto divino. E infine, mio caro patrono e padre, stai con me e con tutte le persone che mi sono care nei nostri ultimi istanti, perché possiamo cantare eternamente le lodi di GESÙ, MARIA e GIUSEPPE. San Giuseppe, fa’ che possiamo condurre una vita irreprensibile, libera dal pericolo grazie alla tua assistenza.

LA FOTO DELLA SETTIMANA

La  foto del 17.marzo 2019

CANTARE INSIEME FA BENE!

CORO SAN GIACOMO
CORO SAN GIACOMO
Cantare in coro fa bene perchè stimola la creatività, le relazioni sociali e affettive, sviluppa l'ascolto, l'attenzione, l'espressione e la comunicazione e fa' apprendere un nuovo linguaggio, quello musicale.
Nel coro non ci sono differenze, alti e bassi, grassi o magri, giovani e meno giovani, tutti sono ugualmente importanti e ognuno contribuisce con la propria voce a creare un suono magico e meraviglioso, il suono del CORO.
Il Coro S. Giacomo di Piumazzo, presente in parrocchia da 25 anni anima le celebrazioni liturgiche della comunità e organizza concerti e attività culturali e musicali.
Stiamo cercando nuove voci, femminili e maschili, e una potrebbe essere proprio la tua!
Per informazioni rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa. Ti aspettiamo! 
Elenco dei prossimi appuntamenti del Coro S. Giacomo: 

Al concerto del 30/3 parteciperà anche il Coro S. Giacomo di Piumazzo, cantando alcuni brani di mons. Frisina alla presenza dell'autore

La scatola dei baci

La storia ha inizio tempo fa, quando un uomo punisce sua figlia di 5 anni per la perdita di un oggetto di valore ed il denaro in quel periodo era poco. Era il periodo di Natale, la mattina successiva la bambina portò un regalo e disse: "Papà è per te". 
Il padre era visibilmente imbarazzato, ma la sua arrabbiatura aumentò quando, aprendo la scatola, vide che dentro non c'era nulla. Disse in modo brusco: "Non lo sai che quando si fa un regalo, si presuppone che nella scatola ci sia qualcosa?". 
La bimba lo guardò dal basso verso l'alto e con le lacrime agli occhi disse: 
"Papà,... non è vuoto. Ho messo dentro tanti baci fino a riempirlo". 
Il padre si sentì annientato. Si inginocchiò e mise le braccia al collo della sua bimba e le chiese perdono. 
Passò del tempo e una disgrazia portò via la bambina. Per tutto il resto della sua vita, il padre tenne sempre la scatola vicino al suo letto e quando si sentiva scoraggiato o in difficoltà, apriva la scatola e tirava fuori un bacio immaginario ricordando l'amore che la bambina ci aveva messo dentro. 

...ognuno di noi ha una scatola piena di baci e amore incondizionato, dei nostri figli, degli amici e soprattutto di Dio. 
Non ci sono cose più importanti che si possano possedere!!!

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

Liturgia della Settimana - Il Commento al Vangelo del giorno

[2019-03-17] Il nostro Tabor. (dom, 17 mar 2019)
«Egli, (il Figlio dell’uomo), deve andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani e dei sacerdoti ed essere ucciso, ma il terzo giorno sarà risuscitato». Così Gesù preannuncia per la prima volta la sua passione, la sua morte e la sua risurrezione. Sappiamo però che i discepoli non comprendono e non accettano questo messaggio. Pietro in particolare, che ha confessato che Gesù è il Cristo, il Figlio del Dio vivente, prende in disparte Gesù e si mise a rimproverarlo. “Ma...
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[2019-03-18] Siate misericordiosi. (Mon, 18 Mar 2019)
Ce lo chiede Colui che ha preso su di sé le nostre colpe per redimerle a costo della vita: non ci ha giudicati, ci ha redenti con l’amore che perdona, che gratuitamente cancella le nostre colpe e ci riconcilia con Dio! Al Signore, nostro Dio, la misericordia e il perdono; è il dono e la virtù più sublime che gli riconosciamo. Dio è Amore, Amore che perdona. Egli è sempre pronto alla remissione se pentiti lo chiediamo. Il Profeta dice: “A te conviene la giustizia, o Signore, a noi la...
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II DOMENICA DI QUARESIMA ANNO C

Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d’aspetto.

17.MARZO 2019

Gesù, sul monte della Trasfigurazione, lascia trasparire la sua vera identità, sostiene e favorisce l’adorazione di fede dei discepoli per sostenerli di fronte allo scandalo della Croce. 

È consolante, Gesù, percepire la gioia che invade il cuore e stare alla tua presenza in un abbandono fiducioso che nulla può turbare. Quel giorno, sul monte, i tre apostoli hanno udito la voce del Padre che li invitava ad ascoltare te, il suo Figlio. Aiutaci, Signore Dio, a scendere dal monte e a percorrere la strada di Gesù,  senza cercare scorciatoie impossibili. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen

PROVVISTE DI VIAGGIO

VANGELO IN IMMAGINI

Riflessione II domenica quaresima C 2019

Discendendo dal monte, credo che Pietro, Giacomo e Giovanni non vedevano l'ora di raccontare il tutto a tutti, descrivere la bellezza che avevano sperimentato, le emozioni vissute e le suggestioni provate. Il sospiro che attraversa i Salmi della Bibbia l'avevano per un pò respirato: "il tuo Volto Signore io cerco, quando vedrò il tuo Volto?". Il volto del Signore è la Persona di Cristo, il mistero della Croce e quello della Gloria. Il volto umano di Cristo che nella luce della trasfigurazione ci rivela il volto di Dio. Noi tutti cerchiamo il volto di Dio, ma per vedere Dio bisogna conoscere Cristo e lasciarci plasmare dal suo Spirito. Ma per conoscere bisogna innanzitutto "ascoltare". Ecco perché allora vicino alla visone del monte c'è anche la Parola, quella del Padre: "è mio Figlio, ascoltate Lui". Troppe volte ci lasciamo confondere e abbindolare dalle parole intorno e dentro di noi, parole inutili e futili, chiacchiere che ricadono sulla terra inquinandola, portando spesso morte e violenza. Ma, fortunatamente, in mezzo a questo torrente di parole, ce ne sono alcune che riescono ad arrivare in cielo. Sono le parole dei sofferenti e dei poveri, sono le preghiere dei peccatori e degli sfiduciati che arrivano fino al volto di Dio. Sono quelle parole che sanno di amicizia e di amore, che profumano di solidarietà e di perdono, parole che cantano sostegno e consiglio, parole che parlano di tenerezza, di sorriso e di gioia autentica. Sono queste le parole che abbiamo ascoltato da Cristo, dal suo volto sofferente sulla Croce e radioso sul monte Tabor. Nessuna parola esca dalla nostra bocca che deturpi la dignità umana e sfiguri il volto di Dio impresso nei nostri fratelli.

VANGELO BAMBINI

VIDEO DELLA SETTIMANA

Riconoscimento dei diritti delle comunità cristiane (Il Video del Papa - 39 Marzo 2019)

Il video con l'intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di marzo 2019: Per le comunità cristiane, in particolare quelle che sono perseguitate, perché sentano la vicinanza di Cristo e perché i loro diritti siano riconosciuti. a cura della Rete Mondiale di Preghiera del Papa - Apostolato della Preghiera. In lingua spagnola con sottotitoli in italiano

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

10.marzo 2019

L'annuario. Aumentano i cattolici nel mondo. In calo i sacerdoti

Aumentano, anche se solo dell'1,1 per cento i cattolici nei cinque continenti. Su una popolazione mondiale di 7 miliardi e 408 milioni di persone, i cattolici battezzati sono 1.313 milioni pari al 17,7% del totale. L'1,1% in più, appunto, rispetto all'anno precedente. I dati - che si riferiscono al 2017 - sono stati diffusi ieri insieme con la pubblicazione dell’Annuario Pontificio 2019 e dell’Annuarium Statisticum Ecclesiae 2017, la cui redazione viene curata come di concuseto dall’Ufficio Centrale di Statistica 
della Chiesa. I due volumi sono in questi giorni in distribuzione nelle librerie, editi dalla Tipografia Vaticana.

Il bollettino della Sala stampa fornisce poi altri particolari. I cattolici battezzati sono così distribuiti per continente: 48,5% in America, 21,8% in Europa, 17,8% in Africa, 11,1% in Asia e 0,8% in Oceania. Nel rapporto tra il 2017 e il 2016, inoltre, la crescita riguarda tutte le ripartizioni territoriali: in Africa e in Asia rispettivamente il +2,5% e il +1,5%; l’Europa è il solo continente ad avere un trend quasi nullo (+0,1%) mentre per l’America il tasso di crescita (+0,96%) si attesta al di sotto di quello mondiale. Per quanto riguarda invece le percentuali rispetto all'intera popolazione, si va da un 63,8% di cattolici presenti nella popolazione americana al 39,7% in quella europea, al 19,2% in quella africana fino al 3,3% in quella asiatica. Risulta di qualche rilievo sottolineare come l’area americana sia in sé molto differenziata: se nel Nord America la percentuale di cattolici è solo del 24,7%, in quella Centro Continentale e Antille (84,6%) ed in quella del Sud (86,6%) la presenza di cattolici appare ben più cospicua.

Diminuiscono invecei sacerdoti, passati da 414.969 nel 2016 a 414.582 nel 2017. Mentre sono in crescita i vescovi, i diaconi 
permanenti, i missionari laici e i catechisti. I candidati al sacerdozio nel pianeta passano da 116.160 nel 2016 a 115.328 nel 2017, con un calo di 0,7 per cento

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

Nella gioia - Le ragioni della nostra speranza  -

Descrizione

Per papa Francesco l'allegria è buona, rallegrarsi è buono, ma la gioia è molto di più: è uno stato dell'anima non generato da motivi congiunturali, da effimere evasioni di un momento, da soddisfazioni professionali passeggere. La gioia è un sentimento profondo, un dono che riempie l'interiorità, una dimensione dell'essere che si conquista giorno per giorno e che non ci abbandona anche quando si attraversa il dolore. La gioia è il segno distintivo della fiducia in se stessi e nella vita, sempre.

 

Nel percorso di questa lunga riflessione, Francesco conduce il lettore dalla tristezza alla gioia, dal pianto al conforto, dalla solitudine all'amicizia, dalla paura al coraggio, dalla vuota lamentazione alla preghiera filiale, dall'offesa al perdono, dalla morte alla vita, trasmettendo la sua più certa e profonda convinzione: solo se ci terremo per mano potremo conoscere la vera felicità.

DIOCESI DI BOLOGNA

Prossimi appuntamenti

Esperienze e riflessioni del dialogo interreligioso e interculturale: una questione urgente e una risorsa impensata

  •  Sabato 30 marzo
  •  
  •  08:45
  •  
  •  Sede FTER di Piazzale Bacchelli

Seminario organizzato da Fter, Issr «Santi Vitale e Agricola» e Istituto superiore di scienze religiose della Toscana.

 

 Programma.pdf

 


Filosofia della scienza

  •  Martedì 2 aprile
  •  
  •  18:00
  •  
  •  Presso l'Istituto Veritatis Splendor

Corso organizzato dal Settore Fides et Ratio dell’Istituto Veritatis Splendor in collaborazione con UCIIM Bologna.

 

 Volantino.pdf

 


Testimonianza di mediazione di pace in terra africana

  •  Domenica 14 aprile
  •  
  •  16:00
  •  
  •  Nella sala di S. Maria Annunziata di Fossolo

Conclusione del ciclo di incontri «Incontrare la pace».

Vedi il dettaglio di questa notizia

LE PAROLE DEL PAPA

Solo chi lascia i propri attaccamenti mondani per mettersi in cammino trova il mistero di Dio.


PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE  Piazza San Pietro   Mercoledì, 6 marzo 2019

Catechesi sul “Padre nostro”: 9. Venga il tuo regno

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Quando preghiamo il “Padre nostro”, la seconda invocazione con cui ci rivolgiamo a Dio è «venga il tuo Regno» (Mt 6,10). Dopo aver pregato perché il suo nome sia santificato, il credente esprime il desiderio che si affretti la venuta del suo Regno. Questo desiderio è sgorgato, per così dire, dal cuore stesso di Cristo, che iniziò la sua predicazione in Galilea proclamando: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo» (Mc 1,15). Queste parole non sono affatto una minaccia, al contrario, sono un lieto annuncio, un messaggio di gioia. Gesù non vuole spingere la gente a convertirsi seminando la paura del giudizio incombente di Dio o il senso di colpa per il male commesso. Gesù non fa proselitismo: annuncia, semplicemente. Al contrario, quella che Lui porta è la Buona Notizia della salvezza, e a partire da essa chiama a convertirsi. Ognuno è invitato a credere nel “vangelo”: la signoria di Dio si è fatta vicina ai suoi figli. Questo è il Vangelo: la signoria di Dio si è fatta vicina ai suoi figli. E Gesù annuncia questa cosa meravigliosa, questa grazia: Dio, il Padre, ci ama, ci è vicino e ci insegna a camminare sulla strada della santità.

I segni della venuta di questo Regno sono molteplici e tutti positivi. Gesù inizia il suo ministero prendendosi cura degli ammalati, sia nel corpo che nello spirito, di coloro che vivevano una esclusione sociale – per esempio i lebbrosi –, dei peccatori guardati con disprezzo da tutti, anche da coloro che erano più peccatori di loro ma facevano finta di essere giusti. E Gesù questi come li chiama? “Ipocriti”. Gesù stesso indica questi segni, i segni del Regno di Dio: «I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo» (Mt 11,5).

“Venga il tuo Regno!”, ripete con insistenza il cristiano quando prega il “Padre nostro”. Gesù è venuto; però il mondo è ancora segnato dal peccato, popolato da tanta gente che soffre, da persone che non si riconciliano e non perdonano, da guerre e da tante forme di sfruttamento, pensiamo alla tratta dei bambini, per esempio. Tutti questi fatti sono la prova che la vittoria di Cristo non si è ancora completamente attuata: tanti uomini e donne vivono ancora con il cuore chiuso. È soprattutto in queste situazioni che sulle labbra del cristiano affiora la seconda invocazione del “Padre nostro”: “Venga il tuo regno!”. Che è come dire: “Padre, abbiamo bisogno di Te! Gesù, abbiamo bisogno di te, abbiamo bisogno che ovunque e per sempre Tu sia Signore in mezzo a noi!”. “Venga il tuo regno, sii tu in mezzo a noi”.

A volte ci domandiamo: come mai questo Regno si realizza così lentamente? Gesù ama parlare della sua vittoria con il linguaggio delle parabole. Ad esempio, dice che il Regno di Dio è simile a un campo dove crescono insieme il buon grano e la zizzania: il peggior errore sarebbe di voler intervenire subito estirpando dal mondo quelle che ci sembrano erbe infestanti. Dio non è come noi, Dio ha pazienza. Non è con la violenza che si instaura il Regno nel mondo: il suo stile di propagazione è la mitezza (cfr Mt 13,24-30).

Il Regno di Dio è certamente una grande forza, la più grande che ci sia, ma non secondo i criteri del mondo; per questo sembra non avere mai la maggioranza assoluta. È come il lievito che si impasta nella farina: apparentemente scompare, eppure è proprio esso che fa fermentare la massa (cfr Mt 13,33). Oppure è come un granello di senape, così piccolo, quasi invisibile, che però porta in sé la dirompente forza della natura, e una volta cresciuto diventa il più grande di tutti gli alberi dell’orto (cfr Mt 13,31-32).

In questo “destino” del Regno di Dio si può intuire la trama della vita di Gesù: anche Lui è stato per i suoi contemporanei un segno esile, un evento pressoché sconosciuto agli storici ufficiali del tempo. Un «chicco di grano» si è definito Lui stesso, che muore nella terra ma solo così può dare «molto frutto» (cfr Gv 12,24). Il simbolo del seme è eloquente: un giorno il contadino lo affonda nella terra (un gesto che sembra una sepoltura), e poi, «dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa» (Mc 4,27). Un seme che germoglia è più opera di Dio che dell’uomo che l’ha seminato (cfr Mc 4,27). Dio ci precede sempre, Dio sorprende sempre. Grazie a Lui dopo la notte del Venerdì santo c’è un’alba di Risurrezione capace di illuminare di speranza il mondo intero.

“Venga il tuo Regno!”. Seminiamo questa parola in mezzo ai nostri peccati e ai nostri fallimenti. Regaliamola alle persone sconfitte e piegate dalla vita, a chi ha assaporato più odio che amore, a chi ha vissuto giorni inutili senza mai capire il perché. Doniamola a coloro che hanno lottato per la giustizia, a tutti i martiri della storia, a chi ha concluso di aver combattuto per niente e che in questo mondo domina sempre il male. Sentiremo allora la preghiera del “Padre nostro” rispondere. Ripeterà per l’ennesima volta quelle parole di speranza, le stesse che lo Spirito ha posto a sigillo di tutte le Sacre Scritture: “Sì, vengo presto!”: questa è la risposta del Signore. “Vengo presto”. Amen. E la Chiesa del Signore risponde: “Vieni, Signore Gesù” (cfr Ap 2,20). “Venga il tuo regno” è come dire “Vieni, Signore Gesù”. E Gesù dice: “Vengo presto”. E Gesù viene, a suo modo, ma tutti i giorni. Abbiamo fiducia in questo. E quando preghiamo il “Padre nostro” diciamo sempre: “Venga il tuo regno”, per sentire nel cuore: “Sì, sì, vengo, e vengo presto”. Grazie!