Concerto di Natale

Avvento - Natale - Epifania 2021/2022

Calendario Raccolta alimentare Caritas

BOLLETTINO PARROCCHIALE NR. 364

ORARIO SANTE MESSE DA LUNEDì 21.SETTEMBRE 2021

Orari Sante messe :

Feriali:   ore 18,30 Lunedì, Martedì e Venerdì  

ore 20,00  Mercoledì e Giovedì 

Prefestiva:  ore 18,00   

Festiva:

ore 09.30 e ore 11.00

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CALENDARIO LITURGICO SETTIMANALE

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TUTTI I MERCOLEDI'

  

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E A SEGUIRE LA RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA 

TUTTI I  GIOVEDI'

 

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DEL SANTO ROSARIO

TUTTE LE DOMENICHE

 

 

 

ALLE ORE 16.00 ADORAZIONE EUCARISTICA E RECITA  DEL SANTO ROSARIO

IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

Preghiera del 5.Dicembre 2021

LA FOTO DELLA SETTIMANA

La  foto del  21.novembre 2021

CANTARE INSIEME FA BENE!

CORO SAN GIACOMO
CORO SAN GIACOMO
Cantare in coro fa bene perchè stimola la creatività, le relazioni sociali e affettive, sviluppa l'ascolto, l'attenzione, l'espressione e la comunicazione e fa' apprendere un nuovo linguaggio, quello musicale.
Nel coro non ci sono differenze, alti e bassi, grassi o magri, giovani e meno giovani, tutti sono ugualmente importanti e ognuno contribuisce con la propria voce a creare un suono magico e meraviglioso, il suono del CORO.
Il Coro S. Giacomo di Piumazzo, presente in parrocchia da 25 anni anima le celebrazioni liturgiche della comunità e organizza concerti e attività culturali e musicali.
Stiamo cercando nuove voci, femminili e maschili, e una potrebbe essere proprio la tua!
Per informazioni rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa. Ti aspettiamo! 
Elenco dei prossimi appuntamenti del Coro S. Giacomo: 

 Egli guarda me ed io guardo Lui 

Il Santo Curato d'Ars incontrava spesso, in Chiesa, un semplice contadino della sua Parrocchia.
Inginocchiato davanti al Tabernacolo, il brav'uomo rimaneva per ore immobile, senza muovere le labbra.
Un giorno, il Parroco gli chiese:
"Cosa fai qui così a lungo?".
"Semplicissimo. Egli guarda me ed io guardo Lui".

Puoi andare al tabernacolo così come sei. Con il tuo carico di paure, incertezze, distrazioni, confusione, speranze e tradimenti. Avrai una risposta straordinaria: «Io sono qui!».
«Che ne sarà di me, dal momento che tutto è così incerto?». «Io sono qui!».
«Non so cosa rispondere, come reagire, come decidermi nella situazione difficile che mi attende». «Io sono qui!».
«La strada è così lunga, io sono così piccolo e stanco e solo...». «Io sono qui!».

Bruno Ferrero, Il canto del grillo

II DOMENICA DI AVVENTO C


Preparate le vie del Signore

5.DICEMBRE 2021

Attendere Gesù, predisporsi alla sua venuta, significa cambiare la nostra vita, leggere gli avvenimenti di cui è intessuta con gli occhi della fede. Giovanni è un testimone privilegiato del Messia. È colui che lo riconosce come veniente e già presente, e ci insegna come attenderlo, come prepararci alla sua venuta. Chiediamo al Signore, che ci invita ad attenderlo con amore, di riconoscere il suo irrompere nella storia.

O Dio, abbiamo scoperto ancora una volta che tu sei "grande nell'amore" perché "chiami gli uomini alla luce gloriosa del tuo regno". Ti chiediamo: "raddrizza nei nostri cuori i tuoi sentieri, spiana le alture della superbia e preparaci  a celebrare con fede ardente la venuta del nostro salvatore, Gesù Cristo tuo Figlio" che impariamo ad attendere ed accogliere in questo tempo che tu ci doni, o Dio che sempre ci ami.  Marana tha, vieni Signore Gesù!

NON DI SOLO PANE NR.1017

1017 by

PREGHIERA IN FAMIGLIA

Riflessione Vangelo: II Domenica Avvento

C'è davvero da smarrirsi e perdersi in mezzo alle vie di questo nostro mondo. Siamo stati colpiti, in questi giorni, ma, in verità, da sempre, colpiti da fatti e avvenimenti che non solo hanno trafitto il cuore, ma hanno interpellato la nostra coscienza cosa significa essere uomini e donne, e soprattutto uomini e donne cristiani. Oltre a fatti cruenti e feroci, si continua a distruggere ogni barriera di dignità umana, rispetto per i deboli, dignità della donna e dei bambini. Storie umane che gettano una grande ombra su quello che noi continuiamo a chiamare civiltà. C'è davvero da smarrirsi! Ma, oltre lo smarrimento, c'è bisogno soprattutto di conversione e pentimento, senza fingere, per non restare sempre uguali a se stessi. E' necessario e urgente abbassare ogni monte dell'orgoglio e ogni colle di superbia, riempire ogni burrone dell' indifferenza e pregiudizio e raddrizzare le strade della solidarietà e fratellanza. Se vogliamo preparare la strada al Signore che sta per venire! Prima di essere cristiani dobbiamo essere uomini. Fare cristiana la nostra umanità, fare umana la nostra umanità. Prepararci al Natale significa quindi vedere e scoprire il Cristo non solo nel volto di un fragile Bambino deposto in una mangiatoia, ma nei volti e nelle persone messe a dura prova da una vita non sempre facile e semplice. Umanizzare la nostra umanità è accogliere l'invito del Papa a riscoprire le opere di misericordia: dar da mangiare, bere, vestire, visitare, che non è solo una scelta da cristiano, ma innanzitutto un obbligo radicato nelle nostra natura di uomini e donne.

VIDEO VANGELO PER I BAMBINI

 

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 3,1-6
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

IL VIDEO DEL MESE

I catechisti – Il Video del Papa 12 – Dicembre 2021

Il video con l'intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di dicembre 2021: Preghiamo per i catechisti, chiamati ad annunciare la Parola di Dio: affinché ne siano testimoni con coraggio e creatività nella forza dello Spirito Santo.A cura della Rete Mondiale di Preghiera del Papa - Apostolato della Preghiera.In lingua spagnola con sottotitoli in italiano.

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

5.dicembre 2021

Assisi. Il presepe con san Francesco fra statue diffuse e videoproiezioni

Torna il presepe nella città del santo che lo ha inventato: Francesco d’Assisi. Fatto da videoproiezioni sulle facciate delle chiese di Assisi e da statue “diffuse” nella città del Poverello. Mercoledì 8 dicembre a partire dalle 17 si terrà la Messa con i frati francescani del Sacro Convento a cui seguirà la benedizione del presepe e l’accensione dell’albero di Natale. Un presepe con diverse novità rispetto allo scorso anno. Alle immagini proiettate sulla Basilica di San Francesco, sulla Cattedrale di San Rufino e in piazza del Comune si aggiungono quelle della Basilica di Santa Chiara e dell’abbazia di San Pietro. Le installazioni di luce saranno accompagnate da sculture a grandezza naturale, illuminazioni artistiche colorate sulle case del centro storico, visibili dalla pianura, e stelle che illumineranno il percorso tra i siti coinvolti.

Inoltre l’8 dicembre, alle 10, nella Basilica superiore di San Francesco verrà inaugurato il presepe che il “Gruppo presepio artistico Parè di Conegliano” aveva donato a papa Francesco nel 2019. Un presepio carico di riferimenti al territorio veneto che rimarrà esposto fino al 10 gennaio. Il presepio rappresenta la Sacra Famiglia all’interno di una casera di Erbezzo, località della Lessinia. I personaggi in legno sono stati scolpiti a mano dagli artigiani di Ortisei.

Un Natale che anche quest’anno coinvolgerà l’intera città da parte a parte. Statue e video mapping che riproporranno gli affreschi di Giotto nella Basilica di San Francesco: tradizione e modernità si incontrano nella spiritualità francescana. Fino al 10 gennaio sarà possibile ammirare le video proiezioni e le installazioni. Il presepe, che nel 2020 era composto da due location e 50 statue, sarà ampliato coinvolgendo ancora di più l’intera città di Assisi con oltre 100 sculture a grandezza naturale. L’albero di Natale, installato nella piazza inferiore della Basilica di San Francesco, è un abete bianco di 15 metri donato dal Comune di Castel Ivano in provincia di Trento. L’abete, addobbato con circa 40 mila luci a led, proviene da foreste certificate della frazione di Villa Agnedo. Insieme all’albero anche un presepe artigianale della tradizione. Durante la cerimonia di inaugurazione si esibirà il coro, composto da 45 persone, proveniente dalla Valsugana.

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

Natale grande gioia - di Maria Cecilia (madre) Borrelli

Descrizione

 

Esortati anche da Papa Francesco, camminiamo ogni giorno sui sentieri della gioia, solennemente entrata con L' Incarnazione. La "grande gioia è sempre con noi": il suo sigillo è impresso nel nostro cuore. Non c'è spazio, dunque , per la tristezza! Camminiamo insieme verso il Natale del Signore!

DIOCESI DI BOLOGNA

Per seguire le celebrazioni del cardinal Zuppi collegarsi a questo link:   www.youtube.it/user/12portebo

Prossimi appuntamenti

LE PAROLE DEL PAPA

È tempo che si spezzi il cerchio dell’indifferenza per ritornare a scoprire la bellezza dell’incontro e del dialogo.


PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE Aula Paolo VI Mercoledì, 1 dicembre 2021

Catechesi su San Giuseppe - 3. Giuseppe, uomo giusto e sposo di Maria

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Continuiamo il nostro cammino di riflessione sulla figura di San Giuseppe. Oggi vorrei approfondire il suo essere “giusto” e “promesso sposo di Maria”, e dare così un messaggio a tutti i fidanzati, anche ai novelli sposi. Molte vicende legate a Giuseppe popolano i racconti dei vangeli apocrifi, cioè non canonici, che hanno influenzato anche l’arte e diversi luoghi di culto. Questi scritti che non sono nella Bibbia – sono racconti che la pietà cristiana faceva in quel tempo - rispondono al desiderio di colmare i vuoti narrativi dei Vangeli canonici, quelli che sono nella Bibbia, i quali ci danno tutto ciò che è essenziale per la fede e la vita cristiana.

L’evangelista Matteo. Questo è importante: cosa dice il Vangelo su Giuseppe? Non cosa dicono questi vangeli apocrifi, che non sona una cosa brutta o cattiva,; sono belli, ma non sono la Parola di Dio. Invece i Vangeli, che sono nella Bibbia, sono la Parola di Dio. Fra questi l’evangelista Matteo che definisce Giuseppe uomo “giusto”. Ascoltiamo il suo racconto: «Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto» (1,18-19). Perché i fidanzati, quando la fidanzata non era fedele o rimaneva incinta, dovevano denunciarla!. E le donne in quel tempo erano lapidate. Ma Giuseppe era giusto. Dice: “No, questo non lo farò. Me ne sto zitto”.

Per comprendere il comportamento di Giuseppe nei confronti di Maria, è utile ricordare le usanze matrimoniali dell’antico Israele. Il matrimonio comprendeva due fasi ben definite. La prima era come un fidanzamento ufficiale, che comportava già una situazione nuova: in particolare la donna, pur continuando a vivere nella casa paterna ancora per un anno, era considerata di fatto “moglie” del promesso sposo. Ancora non vivevano insieme, ma era come se fosse la moglie. Il secondo atto era il trasferimento della sposa dalla casa paterna alla casa dello sposo. Ciò avveniva con una festosa processione, che completava il matrimonio. E le amiche della sposa la accompagnavano lì. In base a queste usanze, il fatto che «prima che andassero a vivere insieme, Maria si trovò incinta», esponeva la Vergine all’accusa di adulterio. E questa colpa, secondo la Legge antica, doveva essere punita con la lapidazione (cfr Dt 22,20-21). Tuttavia, nella prassi giudaica successiva aveva preso piede un’interpretazione più moderata che imponeva solo l’atto del ripudio ma con conseguenze civili e penali per la donna, ma non la lapidazione.

Il Vangelo dice che Giuseppe era “giusto” proprio perché sottomesso alla legge come ogni uomo pio israelita. Ma dentro di lui l’amore per Maria e la fiducia che ha in lei gli suggeriscono un modo che salvi l’osservanza della legge e l’onore della sposa: decide di darle l’atto di ripudio in segreto, senza clamore, senza sottoporla all’umiliazione pubblica. Sceglie la via della riservatezza, senza processo e rivalsa. Ma quanta santità in Giuseppe! Noi, che appena abbiamo una notizia un po' folcloristica o un po' brutta su qualcuno, andiamo al chiacchiericcio subito! Giuseppe invece sta zitto.

Ma aggiunge subito l’evangelista Matteo: «Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Ella partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”» (1,20-21). Interviene nel discernimento di Giuseppe la voce di Dio che, attraverso un sogno, gli svela un significato più grande della sua stessa giustizia. E quanto è importante per ciascuno di noi coltivare una vita giusta e allo stesso tempo sentirci sempre bisognosi dell’aiuto di Dio! Per poter allargare i nostri orizzonti e considerare le circostanze della vita da un punto di vista diverso, più ampio. Tante volte ci sentiamo prigionieri di quello che ci è accaduto: “Ma guarda cosa mi è successo!” e noi rimaniamo prigionieri di quella cosa brutta che ci è accaduta; ma proprio davanti ad alcune circostanze della vita, che ci appaiono inizialmente drammatiche, si nasconde una Provvidenza che con il tempo prende forma e illumina di significato anche il dolore che ci ha colpiti. La tentazione è chiuderci in quel dolore, in quel pensiero delle cose non belle che sono successe a noi. E questo non fa bene. Questo porta alla tristezza e all’amarezza. Il cuore amaro è così brutto.

Vorrei che ci fermassimo a riflettere su un dettaglio di questa storia narrata dal Vangelo e che molto spesso trascuriamo. Maria e Giuseppe sono due fidanzati che probabilmente hanno coltivato dei sogni e delle aspettative rispetto alla loro vita e al loro futuro. Dio sembra inserirsi come un imprevisto nella loro vicenda e, seppure con una iniziale fatica, entrambi spalancano il cuore alla realtà che si pone loro innanzi.

Cari fratelli e care sorelle, molto spesso la nostra vita non è come ce la immaginiamo. Soprattutto nei rapporti di amore, di affetto, facciamo fatica a passare dalla logica dell’innamoramento a quella dell’amore maturo. E si deve passare dall’innamoramento all’amore maturo. Voi novelli sposi, pensate bene a questo. La prima fase è sempre segnata da un certo incanto, che ci fa vivere immersi in un immaginario che spesso non corrisponde alla realtà dei fatti. Ma proprio quando l’innamoramento con le sue aspettative sembra finire, lì può cominciare l’amore vero. Amare infatti non è pretendere che l’altro o la vita corrisponda alla nostra immaginazione; significa piuttosto scegliere in piena libertà di prendersi la responsabilità della vita così come ci si offre. Ecco perché Giuseppe ci dà una lezione importante, sceglie Maria “a occhi aperti”. E possiamo dire con tutti i rischi. Pensate, nel Vangelo di Giovanni, un rimprovero che fanno i dottori della legge a Gesù è questo: “Noi non siamo figli che provengono di là”, in riferimento alla prostituzione. Ma perché questi sapevano come Maria è rimasta incinta e volevano sporcare la mamma di Gesù. Per me è il passaggio più sporco, più demoniaco del Vangelo. E il rischio di Giuseppe ci dà questa lezione: prende la vita come viene. Dio è intervenuto lì? La prendo. E Giuseppe fa come gli aveva ordinato l’angelo del Signore: Dice infatti il Vangelo: «Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù» (Mt 1,24-25). I fidanzati cristiani sono chiamati a testimoniare un amore così, che abbia il coraggio di passare dalle logiche dell’innamoramento a quelle dell’amore maturo. E questa è una scelta esigente, che invece di imprigionare la vita, può fortificare l’amore perché sia durevole di fronte alle prove del tempo. L’amore di una coppia va avanti nella vita e matura ogni giorno. L’amore del fidanzamento è un po' – permettetemi la parola –, un po' romantico. Voi lo avete vissuto tutto, ma poi comincia l’amore maturo, di tutti i giorni, il lavoro, i bambini che arrivano. E alle volte quel romanticismo sparisce un po’. Ma non c’è amore? Sì, ma amore maturo. “Ma sa, padre, noi delle volte litighiamo ...” Questo succede dal tempo di Adamo ed Eva ad oggi: che gli sposi litigano è il pane nostro di ogni giorno. “Ma non si deve litigare?” Sì, si può. “E padre, ma alle volte alziamo la voce” – “Succede”. “E anche alle volte volano i piatti” - “Succede”. Ma come fare perché questo non danneggi la vita del matrimonio? Ascoltate bene: non finire mai la giornata senza fare la pace. Abbiamo litigato, io ti ho detto delle parolacce Dio mio, ti ho detto cose brutte. Ma adesso finisce la giornata: devo fare la pace. Sapete perché? Perché la guerra fredda del giorno dopo è pericolosissima. Non permettere che il giorno dopo incominci in guerra. Per questo fare la pace prima di andare a letto. Ricordatevi sempre: mai finire la giornata senza fare la pace. E questo vi aiuterà nella vita matrimoniale. Questo percorso dall’innamoramento all’amore maturo è una scelta esigente, ma dobbiamo andare su quella strada.

E anche questa volta concludiamo con una preghiera a San Giuseppe.
San Giuseppe,
tu che hai amato Maria con libertà,
e hai scelto di rinunciare al tuo immaginario per fare spazio alla realtà,
aiuta ognuno di noi a lasciarci sorprendere da Dio
e ad accogliere la vita non come un imprevisto da cui difendersi,
ma come un mistero che nasconde il segreto della vera gioia.
Ottieni a tutti i fidanzati cristiani la gioia e la radicalità,
conservando però sempre la consapevolezza
che solo la misericordia e il perdono rendono possibile l’amore. Amen.