ESTATE RAGAZZI 2018

144° OTTAVARIO DELLA MADONNA DELLA PROVVIDENZA 27.MAGGIO-03.GIUGNO

Madonna della Provvidenza, Madre della Chiesa

Nella bella chiesa di S. Maria al Porto, nella

città di Santona, sulle coste della Cantabria,

scrivo queste note di annuncio e preparazione

al nostro Ottavario della Madonna della Provvidenza

di Piumazzo. Un pensiero dominante

guida la preghiera, riempie il cuore, come filo

conduttore della nostra celebrazione 2018. Il

fine di tutta l'opera di Dio è la Chiesa, mistero di

comunione fra Dio e l'uomo, unità "fra cielo e

terra", mistero che inizia con la comunità dei

primi discepoli di Gesù, e trova in Maria una

sua icona e "madre". Proprio in questo anno, il

Papa ha introdotto una nuova festa mariana

che dice il mistero or presentato: "Maria Madre

della chiesa " il lunedì dopo la Pentecoste, che

per noi, questo anno, è il 21 maggio, lunedì

precedente l'Ottavario. Non è subito facile per l'anima, capire e incantarsi di fronte a questo disegno. Siamo tanto

piccoli e bisognosi, che il rapporto con Dio e la fede si ferma quasi unicamente ad una domanda di bene personale,

o al massimo famigliare. Eppure le anime buone, sentono la bellezza di questa prospettiva più ampia, fino ad

arrivare ad una dimensione universale. La speranza della "salvezza di tutto il mondo", nella Passione e Risurrezione

di Cristo. In pratica, cosa significa essere guidati da questa visione, di Maria Provvidenza e "Madre della chiesa"?

Significa rinnovare quanto i nostri padri, da 200 anni, hanno vissuto in questo appuntamento: la festa del paese di

Piumazzo. Proprio perché Piumazzo è cambiato e cambierà ancora, proprio perché tutto si è come "frantumato",

alla ricerca di una nuova sintesi, siamo certi che questa preghiera a Maria, per la nostra comunità di Piumazzo, la

contemplazione del suo mistero, abbia una straordinaria attualità, creativa, feconda e consolante per il presente

e il futuro. Amare Piumazzo, lavorare per la comunità, proteggerla, crescerla, in armonia con le altre comunità

sorele, ognuno nel suo ambito. Ogni più piccolo atto di amore comunitario, piace a Maria e non sarà perduto.

don Remo Resca

BOLLETTINO PARROCCHIALE NR.349 MAGGIO 2018

OGNI MERCOLEDI'

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA 

OGNI GIOVEDI'

 

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DEL SANTO ROSARIO

PAGINE PIU' VISTE MAGGIO 2018

ULTIMI AGGIORNAMENTI


IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

Preghiera del 17.giugno 2018

Preghiera al Cuore Immacolato di Maria

Vieni, o Maria, e degnati di abitare in questa casa. Come già al tuo Cuore Immacolato fu consacrata la Chiesa e tutto il genere umano, così noi, in perpetuo, affidiamo e consacriamo al tuo Cuore Immacolato la nostra famiglia. 

Tu che sei Madre della Divina Grazia ottienici di vivere sempre in grazia di Dio e in pace tra noi.

Rimani con noi; ti accogliamo con cuore di figli, indegni, ma desiderosi di essere sempre tuoi, in vita, in morte e nell'eternità. Resta con noi come abitasti nella casa di Zaccaria e di Elisabetta; come fosti gioia nella casa degli sposi di Cana; come fosti madre per l'Apostolo Giovanni. Portaci Gesù Cristo, Via, Verità e Vita. Allontana da noi il peccato e ogni male.

In questa casa sii Madre di Grazia, Maestra e Regina. Dispensa a ciascuno di noi le grazie spirituali e materiali che ci occorrono; specialmente accresci la fede, la speranza, la carità. Suscita tra i nostri cari sante vocazioni.

Sii sempre con noi, nelle gioie e nelle pene, e soprattutto fa' che un giorni tutti i membri di questa famiglia si trovino con te uniti in Paradiso.

 

LA FOTO DELLA SETTIMANA

La foto del 17.giugno 2018

SI RINGRAZIA  A FOTO-STUDIO "ARCADIA" DI WILLER COMELLINI

CANTARE INSIEME FA BENE!

CORO SAN GIACOMO
CORO SAN GIACOMO
Cantare in coro fa bene perchè stimola la creatività, le relazioni sociali e affettive, sviluppa l'ascolto, l'attenzione, l'espressione e la comunicazione e fa' apprendere un nuovo linguaggio, quello musicale.
Nel coro non ci sono differenze, alti e bassi, grassi o magri, giovani e meno giovani, tutti sono ugualmente importanti e ognuno contribuisce con la propria voce a creare un suono magico e meraviglioso, il suono del CORO.
Il Coro S. Giacomo di Piumazzo, presente in parrocchia da 25 anni anima le celebrazioni liturgiche della comunità e organizza concerti e attività culturali e musicali.
Stiamo cercando nuove voci, femminili e maschili, e una potrebbe essere proprio la tua!
Per informazioni rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa. Ti aspettiamo! 
Elenco dei prossimi appuntamenti del Coro S. Giacomo:

 

22 Luglio ore 21,  nel cortile della Casa delle Grazie: serata gospel con il coro Faith Gospel Choir di Carpi

25 Luglio ore 20, chiesa Piumazzo: Messa del Coro e di S. Giacomo

Il grande burrone

Un uomo sempre scontento di sé e degli altri continuava a brontolare con Dio perché diceva: "Ma chi l'ha detto che ognuno deve portare la sua croce? Possibile che non esista un mezzo per evitarla? Sono veramente stufo dei miei pesi quotidiani!" Il Buon Dio gli rispose con un sogno. Vide che la vita degli uomini sulla Terra era una sterminata processione. Ognuno camminava con la sua croce sulle spalle. Lentamente, ma inesorabilmente, un passo dopo l'altro. Anche lui era nell'interminabile corteo e avanzava a fatica con la sua croce personale. Dopo un po' si accorse che la sua croce era troppo lunga: per questo faceva fatica ad avanzare. "Sarebbe sufficiente accorciarla un po' e tribolerei molto meno", si disse, e con un taglio deciso accorciò la sua croce d'un bel pezzo. Quando ripartì si accorse che ora poteva camminare molto più speditamente e senza tanta fatica giunse a quella che sembrava la meta della processione. Era un burrone: una larga ferita nel terreno, oltre la quale però cominciava la "terra della felicità eterna". Era una visione incantevole quella che si vedeva dall'altra parte del burrone. Ma non c'erano ponti, né passerelle per attraversare. Eppure gli uomini passavano con facilità. Ognuno si toglieva la croce dalle spalle, l'appoggiava sui bordi del burrone e poi ci passava sopra. Le croci sembravano fatte su misura: congiungevano esattamente i due margini del precipizio. Passavano tutti, ma non lui: aveva accorciato la sua croce e ora era troppo corta e non arrivava dall'altra parte del baratro. Si mise a piangere e a disperarsi: "Ah, se l'avessi saputo...". 

La croce è l'unica via di salvezza per gli uomini, l'unico ponte che conduce alla vita eterna.

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

Liturgia della Settimana - Il Commento al Vangelo del giorno

[2018-06-17] I frutti della vita. (dom, 17 giu 2018)
Gesù ci parla in parabole. Egli vuole che attraverso immagini ed esempi, tratti dalla vita quotidiana, i suoi preziosi insegnamenti s'imprimano nella mente e nel cuore dei suoi ascoltatori di ogni tempo. Con l'immagine del seme che cresce da solo e del granello di senape, il più piccolo di tutti i semi, il Signore vuole fugare per sempre dalla nostra mente la tentazione di immaginare e credere che il Signore Dio, onnipotente e lo stesso Gesù, Verbo incarnato, debbano apparire con...
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[2018-06-18] "Io vi dico di non resistere al malvagio". (lun, 18 giu 2018)
Ci troviamo di fronte ad una norma legale, antica e non tanto lontana dal nostro spirito, la cosiddetta "legge del taglione", legge che chiudeva la strada alla vendetta personale, stabilendo una certa equità. Che cosa dice Gesù: "Avete inteso che fu detto: occhio per occhio, dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio". Gesù modula questa affermazione con quattro esempi: lo schiaffo, la citazione in giudizio, l'imposizione e il prestito. Naturalmente sono tutti termini che...
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XI DOMENICA T.O. (anno B)

Perchè siete così paurosi? Non avete ancora fede?

17.GIUGNO 2018

Talvolta è la tempesta. Siamo sul punto di affondare. Ma Cristo è presente! Egli può comandare al vento e al mare. Perché aver paura? Perché mancare di fede? Il Signore è veramente con noi.

Signore, tu conosci la mia debolezza. Sai che la paura e la sfiducia mi imprigionano facilmente. Non voglio chiederti di liberarmi da questa paura e da questa sfiducia. Dammi piuttosto la forza di credere sempre in te, di sapere che mi sei vicino, anche nelle tempeste più difficili che la barca della mia vita deve affrontare.

PROVVISTE DI VIAGGIO

ANIMAZIONE 11a DOMENICA ANNO B

Riflessione XI DOMENICA T.O. B 2018

Il Vangelo di questa domenica ci presenta una delle parabole così dette "del Regno". E, come al solito, Gesù ce lo attraverso immagini facilmente comprensibili a tutti, perché fanno parte del nostro quotidiano vivere. "Il Regno di Dio - dice il Vangelo - è come un uomo che getta il seme nella terra: dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce". E', questo, un messaggio di sicura speranza e di fiducia, che non ci fa dubitare della sua realizzazione, anche se noi, spesso, poniamo ostacoli con i nostri peccati e con la nostra fragilità umana, rifiutando e respingendo la sua attuazione. Il seme cresce da sé, se lasciamo fare al Signore. Lasciare fare al Signore, certo, ma molto attendi a non cadere negli eccessi che il demonio è sempre pronto a propinarci. Se tutto dipende da Dio, allora sediamoci tranquilli, indifferenti e disinteressati, aspettando il frutto della Sua opera. Oppure, buttiamoci a capofitto nell'organizzare, programmare, come se tutto dipendesse dal nostri impegno. Certamente dobbiamo darci da fare, ma guai perdere la fiducia nell'opera di Dio e sentirsi i soli gestori e realizzatori. Succede, purtroppo, anche questo. E l'altro invito della parabola, oltre la speranza, è la pazienza. Ci invita a mettere alla porta l'ansia, l'apprensione, l'agitazione. Il Signore ha i suoi tempi, i suoi modi, che non sempre coincidono con i nostri e come, dove e quando meno ce lo aspettiamo, quel seme cresce e germoglia. Ma noi, vogliamo essere Dio, che indirizza, programma e gestisce: assistiamo a tentativi di manipolazione e alterazione sia della natura che della persona. Cloniamo geni, modifichiamo particelle cromosomiche, alteriamo sequenze di DNA, manipoliamo embrioni e non sempre a servizio della persona umana e di una migliore qualità della vita. E' un mondo in cui l'uomo sogna e aspira ad essere Dio, mentre un Dio ha sognato e deciso di diventare uomo.

VIDEO VANGELO PER I BAMBINI

VIDEO DELLA SETTIMANA

Le reti sociali Il Video del Papa 29 - Giugno 2018

Il video con l'intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di giugno 2018: Perché le reti sociali favoriscano la solidarietà e il rispetto dell’altro nella sua differenza. a cura della Rete Mondiale di Preghiera del Papa - Apostolato della Preghiera. In lingua spagnola con sottotitoli in italiano

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

17.giugno 2018

Una Chiesa più «smart» per giovani più santi

Se la Chiesa vuole continuare a essere credibile agli occhi dei giovani e aiutarli a trovare la loro strada deve avere l'onestà e l'intelligenza di mettersi in cammino assieme a loro. Anzi, deve avere il coraggio di trasformare tutta la propria vita in un cammino alla ricerca di Dio. In termini "tecnici" questo stile si chiama "discernimento" e appartiene fin dai tempi antichi al patrimonio della comunità dei credenti il cui orizzonte, la meta, il motivo di tutto è la santità. Solo riscoprendo questo sitle la Chiesa potrà aiutare i giovani a diventare davvero santi, realizzando le loro aspirazioni più profonde. Un'esigenza che richiede di essere più "smart", ovvero capaci in modo dinamico - ma sempre fedele alla propria identità - di confrontarsi con l'intero mondo dei giovani, in tutte le loro variegate espressioni e condizioni.

CLICCA QUI PER IL TESTO INTEGRALE

In estrema sintesi è questo il percorso proposto dall'Instrumentum laboris, il documento di lavoro della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, che si svolgerà dal 3 al 28 ottobre 2018 e sarà dedicata al tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. In 67 pagine il testo raccoglie il lungo cammino di preparazione partito nell'autunno 2016 e caratterizzato da numerosi eventi significativi in tutto il mondo.

Il documento è stato presentato stamattina nella Sala Stampa vaticanaalla presenza del cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, del vescovo Fabio Fabene, sotto-segretario, di padre Giacomo Costa e di don Rossano Sala, segretari speciali della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi.

Il testo è diviso in tre parti, ispirate dal metodo indicato dall'Evangelii gaudium di papa Francesco: riconoscere, interpretare e scegliere. Molte le "fonti" del documento: oltre al Documento preparatorio inviato alle Conferenze episcopali nel gennaio 2017, ci sono le risposte al questionario incluso, le conclusioni del Seminario internazionale sulla condizione giovanile svoltosi nel novembre 2017, le oltre 100mila risposte giunte al Questionario online rivolto ai giovani, il Documento finale della Riunione presinodale svoltasi lo scorso marzo.

Nella prima parte del documento la Chiesa si mette in ascolto della realtà dei giovani, indicando le numerosissime sfide che le nuove generazioni oggi si trovano ad affrontare nel contesto in cui vivono. Moltissimi i temi presentati che toccano ogni dimensione della vita.

Nella seconda parte tutto viene riletto alla luce dl patrimonio teologico e biblico attorno al grande tema del discernimento vocazionale. In quattro capitoli l'avventura di essere giovani viene interpretata alla luce della Parola di Dio.

Infine nella terza parte vengono indicati i cammini di conversione pastorale e missionaria che partono dal discernimento come stile di una Chiesa in uscita. "Non possiamo pensare che la nostra offerta di accompagnamento al discernimento vocazionale risulti credibile per i giovani a cui è diretta - si legge al numero 139 - se non mostreremo di saper praticare il discernimento nella vita ordinaria della Chiesa, facendone uno stile comunitario prima che uno strumento operativo".

Infine la conclusione ricorda che la giovinezza rimane ancora oggi un "tempo per la santità": è questa la prospettiva che la Chiesa deve continuare a proporre.

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

Tutti a scuola di Maria per imparare la gioia

Descrizione

"L'amore a Maria va sussurrato più che gridato", dice Alessandro Pronzato, sacerdote, scrittore, famoso autore di Vangeli scomodi, venticinque edizioni, tradotto in 20 lingue e di moltissimi altri libri tradotti in varie lingue.

"Io, purtroppo, non sono un poeta - continua l'autore -, così ho chiesto ai poeti che interpretassero da par loro i miei sentimenti prosaici. Infatti resto convinto che i poeti riescono, non dico a penetrare, ma almeno a sfiorare il mistero di questa giovane donna che ha detto 'sì' a Dio anche per noi.

"Non ho grazie speciali da chiederle, se non di rimanere sempre innamorato di Lei senza darlo troppo a vedere. Una specie di amore clandestino, che molti non riescono a indovinare. Grazie, Maria, e dirigi la mia povera penna che vorrebbe dire cose che non si possono dire.

"Infine faccio presente che la Madonna è apparsa visibilmente (penso in particolare a Lourdes e a Fatima), a giovanette e pastorelli, e ha sempre raccomandato la preghiera come soluzione dei problemi più tormentosi del nostro tempo.

 

Ti mormoro in un orecchio, perché nessuno senta: 'Ti voglio tanto bene'. E Tu aiutami a non commettere troppe sciocchezze e a non deludere i miei lettori, verso i quali provo una spiccata responsabilità". Don Alessandro Pronzato

DIOCESI DI BOLOGNA

Prossimi appuntamenti

Preghiera "Morire di speranza" in memoria di quanti perdono la vita nei viaggi verso l’Europa

  •  Giovedì 21 giugno
  •  
  •  19:00
  •  
  •  Nella chiesa di San Benedetto

Festa Insieme di Estate Ragazzi

  •  Giovedì 21 giugno e Venerdì 22.giugno
  •  
  •  08:30
  •  
  •  In Seminario

Messa in occasione della festa di san Josemaria Escrivà, fondatore dell’Opus Dei

  •  Sabato 23 giugno
  •  
  •  11:30
  •  
  •  In Cattedrale

Santa Messa per il beato Ferdinando Maria Baccilieri

  •  Domenica 1 luglio
  •  
  •  20:30
  •  
  •  Presso la Parrocchia di Galeazza

LE PAROLE DEL PAPA

La scelta di seguire Cristo favorisce l’edificazione di una società più giusta, più fraterna, più umana secondo il cuore di Dio.


PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE Piazza San Pietro        Mercoledì, 13.GIUGNO 2018

Catechesi sui Comandamenti. 1. Introduzione: Il desiderio di una vita piena

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi è la festa di Sant’Antonio da Padova. Chi di voi si chiama Antonio? Un applauso a tutti gli “Antoni”. Iniziamo oggi un nuovo itinerario di catechesi sul tema dei comandamenti. I comandamenti della legge di Dio. Per introdurlo prendiamo spunto dal brano appena ascoltato: l’incontro fra Gesù e un uomo - è un giovane - che, in ginocchio, gli chiede come poter ereditare la vita eterna (cfr Mc 10,17-21). E in quella domanda c’è la sfida di ogni esistenza, anche la nostra: il desiderio di una vita piena, infinita. Ma come fare per arrivarci? Quale sentiero percorrere? Vivere per davvero, vivere un’esistenza nobile… Quanti giovani cercano di “vivere” e poi si distruggono andando dietro a cose effimere.

Alcuni pensano che sia meglio spegnere questo impulso - l’impulso di vivere - perché pericoloso. Vorrei dire, specialmente ai giovani: il nostro peggior nemico non sono i problemi concreti, per quanto seri e drammatici: il pericolo più grande della vita è un cattivo spirito di adattamento che non è mitezza o umiltà, ma mediocritàpusillanimità.[1] Un giovane mediocre è un giovane con futuro o no? No! Rimane lì, non cresce, non avrà successo. La mediocrità o la pusillanimità. Quei giovani che hanno paura di tutto: “No, io sono così …”. Questi giovani non andranno avanti. Mitezza, forza e niente pusillanimità, niente mediocrità. Il Beato Pier Giorgio Frassati – che era un giovane - diceva che bisogna vivere, non vivacchiare.[2] I mediocri vivacchiano. Vivere con la forza della vita. Bisogna chiedere al Padre celeste per i giovani di oggi il dono della sana inquietudine. Ma, a casa, nelle vostre case, in ogni famiglia, quando si vede un giovane che è seduto tutta la giornata, a volte mamma e papà pensano: “Ma questo è malato, ha qualcosa”, e lo portano dal medico. La vita del giovane è andare avanti, essere inquieto, la sana inquietudine, la capacità di non accontentarsi di una vita senza bellezza, senza colore. Se i giovani non saranno affamati di vita autentica, mi domando, dove andrà l’umanità? Dove andrà l’umanità con giovani quieti e non inquieti?

La domanda di quell’uomo del Vangelo che abbiamo sentito è dentro ognuno di noi: come si trova la vita, la vita in abbondanza, la felicità? Gesù risponde: «Tu conosci i comandamenti» (v. 19), e cita una parte del Decalogo. È un processo pedagogico, con cui Gesù vuole guidare ad un luogo preciso; infatti è già chiaro, dalla sua domanda, che quell’uomo non ha la vita piena, cerca di più è inquieto. Che cosa deve dunque capire? Dice: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza» (v. 20).

Come si passa dalla giovinezza alla maturità? Quando si inizia ad accettare i propri limiti. Si diventa adulti quando ci si relativizza e si prende coscienza di “quello che manca” (cfr v. 21). Quest’uomo è costretto a riconoscere che tutto quello che può “fare” non supera un “tetto”, non va oltre un margine.

Com’è bello essere uomini e donne! Com’è preziosa la nostra esistenza! Eppure c’è una verità che nella storia degli ultimi secoli l’uomo ha spesso rifiutato, con tragiche conseguenze: la verità dei suoi limiti.

Gesù, nel Vangelo, dice qualcosa che ci può aiutare: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento» (Mt 5,17). Il Signore Gesù regala il compimento, è venuto per questo. Quell’uomo doveva arrivare sulla soglia di un salto, dove si apre la possibilità di smettere di vivere di sé stessi, delle proprie opere, dei propri beni e – proprio perché manca la vita piena – lasciare tutto per seguire il Signore.[3] A ben vedere, nell’invito finale di Gesù – immenso, meraviglioso – non c’è la proposta della povertà, ma della ricchezza, quella vera: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!» (v. 21).

Chi, potendo scegliere fra un originale e una copia, sceglierebbe la copia? Ecco la sfida: trovare l’originale della vita, non la copia. Gesù non offre surrogati, ma vita vera, amore vero, ricchezza vera! Come potranno i giovani seguirci nella fede se non ci vedono scegliere l’originale, se ci vedono assuefatti alle mezze misure? È brutto trovare cristiani di mezza misura, cristiani – mi permetto la parola – “nani”; crescono fino ad una certa statura e poi no; cristiani con il cuore rimpicciolito, chiuso. È brutto trovare questo. Ci vuole l’esempio di qualcuno che mi invita a un “oltre”, a un “di più”, a crescere un po’. Sant’Ignazio lo chiamava il “magis”, «il fuoco, il fervore dell’azione, che scuote gli assonnati».[4]

La strada di quel che manca passa per quel che c’è. Gesù non è venuto per abolire la Legge o i Profeti ma per dare compimento. Dobbiamo partire dalla realtà per fare il salto in “quel che manca”. Dobbiamo scrutare l’ordinario per aprirci allo straordinario.

In queste catechesi prenderemo le due tavole di Mosè da cristiani, tenendoci per mano a Gesù, per passare dalle illusioni della giovinezza al tesoro che è nel cielo, camminando dietro di Lui. Scopriremo, in ognuna di quelle leggi, antiche e sapienti, la porta aperta dal Padre che è nei cieli perché il Signore Gesù, che l’ha varcata, ci conduca nella vita vera. La sua vita. La vita dei figli di Dio.