BOLLETTINO PARROCCHIALE NR.350

Progetto parrocchiale Anno 2018 - 2019  (Work in progress)

Premessa

Il buon Pastore, unico e perfetto, sempre presente e operante, è il Signore Cristo Gesù.

La vita pastorale è corrispondere a Gesù, perciò le virtù più importanti sono la fede e la obbedienza. Con la preghiera cerchiamo il cuore, il pensiero, l'azione di Gesù

Con la obbedienza traduciamo in atto le sue indicazioni e corrispondiamo alle sue azioni.

Gesù è presente in tutta la chiesa, specialmente nei suoi Pastori 

In questo periodo, il Papa e il Vescovo, insistono sulla "Rivisitazione missionaria della nostra Chiesa"  Dunque questo sarà orizzonte del nostro programma. Dopo il titolo e le sue declinazioni, ad ogni proposta operativa mettiamo la parola "Mission". il nostro impegno sarà dunque non fare cose nuove, ma fare in modo nuovo, cioè più missionario, tutte le cose. Superando l'autocentrazione e l'autosufficienza, tendere ad essere cristiani più aperti e propositivi, più liberi e comunionali. Ricordando che non sono i risultati che contano - quelli è Dio a deciderli - ma la nostra fedeltà, passione ed eroica dedizione, al compito oggi ricevuto. 

 

 

1. TITOLO:

 

LO SPIRITO SANTO SEMPRE FA NASCERE E RINASCERE LA CHIESA

Tutti più Missionari

 

La pagina biblica della PENTECOSTE, fa da guida dell'anno, in rapporto ad una rinnovata attenzione al mistero della CHIESA.  Il fondamento è la Nota Pastorale del vescovo Zuppi: "Ciascuno li udiva parlare la propria lingua" col suo sottotitolo "Tutti più missionari".

Domanda: Come è la nostra parrocchia? Come lo Spirito vuole sia la nostra comunità? Cosa imparare dal confronto con la Chiesa degli Atti degli Apostoli? Cosa significa mettere al primo posto il "KERIGMA"? Temi che riprendono il grande carisma del Concilio Vaticano II. 

 

2. QUATTRO PUNTI DI DECLINAZIONE:

Dalla Pentecoste, nascono 4 declinazioni, o punti operativi, intorno alla azione dello Spirito:                          

                              1. Spirito di Santità

                              2. Spirito di Unità

                              3. Spirito di Verità 

                              4. Spirito di Carità

 

Il primo punto, sviluppa il rapporto dello Spirito con la Vita interiore. Sullo sfondo c'è l'impegno per la preghiera, individuale e comunitaria, ascolto della Parola, direzione spirituale. Riferimenti: la Gaudete ed Exultate di Papa Francesco e i sacramenti della Eucaristia e Penitenza. E' la direzione operativa meno programmabile, perché si muove nella realtà della libertà di Dio e dell'uomo. Si vede comunque, quando una parrocchia prega e cura innanzitutto la vita spirituale, mettendo Dio al primo posto. Importanza a Piumazzo della Comunità Religiosa delle Minime.

 

Il secondo punto, ha un obiettivo molto concreto: la strutturazione di un progetto di Comunione fra parrocchie della zona di Castelfranco Emilia. E' la grande svolta pastorale recente dell'Arcivescovo Zuppi, focalizzata attorno alla Assemblea di Zona, da preparare e irradiare. Parrocchie collegate reciprocamente, per una vision e una mission comune, nella conoscenza, affetto e servizio. 

 

Il terzo punto, sottolinea l'Insegnamento, nella missione di Gesù, dei discepoli e della chiesa. E' l'impegno classico, per il catechismo dei fanciulli, della predicazione liturgica, allargata a forme nuove, destinatari più ampi, magari difficili, come le famiglie e i giovani. 

 

Il quarto punto, riprende l'universo della Misericordia, per divenire Chiesa sempre più espressione dell'amore di Gesù verso i piccoli, i sofferenti, malati, persone smarrite, provate in ogni modo. Chiediamo allo Spirito di farci vedere i poveri e di camminare con e per loro. In questo Spirito di Carità, stanno tutte le nostre iniziative oratoriane, per il paese, i giovani, famiglie e stranieri. E anche l'ambito della nostra Scuola dell'Infanzia.

 

 

3. SETTE AMBITI DI IMPEGNO: LE MISSIONI

 

A. MISSION ORATORIO

Pensare ai giovani può essere una sterile ossessione, ma anche una amorevole corrispondenza a quanto la chiesa sta vivendo, col Sinodo, e a come è fatta la nostra parrocchia. Lo scorso anno si è lavorato con Valeria, Oltre, Gerry e Marco, per una miglior organizzazione degli spazi ricreativi, aggregativi, espressivi. Continuiamo, incrementando accoglienza e provando a costruire proposte, attraverso la costituzione di un Comitato di Programmazione, per passare da una fruizione occasionale, ad una realtà più strutturata, in tutto quello che per i ragazzi significa vita, amicizia e crescita: gioco, teatro, musica, cultura, fede ... con disciplina e lavoro. 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

B. MISSION PAROLA DI DIO E CONFESSIONALE

L'attenzione alla Parola e alla preghiera è un ambito imprescindibile. Riprendere le giornate dedicate al Sacramento della Riconciliazione, la lectio divina, quest'anno sullo Spirito e sugli Atti degli Apostoli, aggiungendo un momento di preghiera che ancora non c'è, tipo gruppi del Rinnovamento, per dare alle persone più occasioni di incontrarsi nella preghiera. Anche ai giovani, con serate dedicate, coi loro canti e stili adatti a loro. 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

C. MISSION ASSEMBLEA DI ZONA

Sotto la guida di un Coordinatore, indicato dall'Arcivescovo, (don Remigio Ricci),  i parroci di zona nominano un Presidente e un Segretario, laici, della Assemblea di Zona, per un cammino di vita comune, fra parrocchie, nei vari ambiti della pastorale. 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

D. MISSION MESSA DOMENICALE E CATECHISMO

Dal 6 ottobre 2018 riprende il catechismo - del quale la programmazione è in atto - con il doppio orario della messa 10,00 e 11,00. Introduzione graduale dei piccoli e rilevanza speciale data ai gruppi di Comunione e Cresima. Circa gli adulti, accanto a Catechesi prebattesimale, a Piumazzo si terrà anche questo anno una catechesi in preparazione alla Cresima e al matrimonio. Il Gruppo liturgico prepara un progetto Messa legata allo Spirito, nella Liturgia.   

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

E. MISSION MALATI E GIORNATA DEI POVERI

Sostenendo le inziative della Caritas parrocchiale, mettere in atto forme nuove e antiche di attenzione e conoscenza, circa la sofferenza. "Chi vede pochi poveri, ha poco amore". Mettere in rapporto le opere di misericordia con l'universo dei giovani, preparare per tempo "la giornata e il pranzo dei poveri" 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

F.  MISSION STRANIERI

Il rapporto con gli stranieri qui residenti, è una delle forme di missione "ad gentes" del nostro tempo.  Puntando sulla verità dei rapporti quotidiani, interpersonali, ci orientiamo alla Pentecoste 2019, per la festa "Ogni uomo è mio fratello" sul tema delle "lingue", come ci indica l'arcivescovo. Un ambito speciale è il rapporto con le badanti, molte della quali partecipano alla messa domenicale e ai loro assistiti. 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

G. MISSION SCUOLA MATERNA GISA CROTTI

La Scuola Materna è punto di riferimento essenziale per la nostra comunità. Pianta secolare, fortissima, ma anche bisognosa di cure, potature, protezioni. Alla luce della Pentecoste, incrementiamo la multiforme Partecipazione di ogni componente (Suore, insegnanti, genitori, volontari). Nelle Scuole Materne parrocchiali sono in atto grandi trasformazioni, gestionali, culturali e giuridiche: docili e fiduciosi alla scuola dello Spirito, traghettiamo felicemente, sotto la Sua forza e ispirazione, questi cambiamenti, "non come ostacoli, ma come occasioni"

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi  

 

4   I CINQUE PUNTI DEL KERIGMA 

 

Accanto alla Pentecoste, il progetto di Zuppi mette in primo piano il metodo della evangelizzazione tramite Kerigma. E' una parola tecnica, desunta dagli scritti di S Luca, che Significa letteralmente  "primo annuncio" "annuncio sintetico". E' esemplificato nei cinque grandi discorsi di Pietro e Paolo, contenuti negli Atti degli Apostoli. E' uno schema che si ripete, che consiste non in una semplice predicazione con un contenuto formale,  tipo "Gesù è morto e risorto"  che, buttato là, lascia il tempo che trova. Il Kerigma è invece un raffinato e delicatissimo modo di mettere in luce l'opera di Dio, che già è in atto nelle anime e nel mondo, l'apostolo deve solo svelarla e coltivare. Il punto importante, spesso trascurato, è il primo: cogliere la presenza di Dio nella vita profonda delle persone, e per "profonda", si intende la vita vera, il vero desiderio, il vero dolore, la vera esperienza, la consapevolezza di cosa ti sta succedendo in questo momento.  Da questa scoperta di "ciò che accade, e ciò che io voglio" inizia il vangelo. Dopo questo importantissimo incipit, il Kerigma si sviluppa in queste parti:

 

1. L'esperienza forte, sincera, che stiamo vivendo

2. Il contesto di Dio, Creatore e Provvidenza: Storia della Salvezza

3. Lo sguardo al mistero del "respinto glorificato": Gesù morto e risorto 

4. L'esperienza dello Spirito, come energia e nuova visione nuova

5. La confessione e il perdono, meta e vetta del cammino. Liberazione dal "peso"

 

Come inserire questo tema, in un Programma Pastorale? 

a. Facendone argomento all'interno della formazione responsabili, catechesi, liturgia carità. 

b. Sottolineando l'aspetto finale, in una pastorale del sacramento del Perdono 

c. mettendone in luce le dimensioni intermedie, nei tempi dell'Anno Liturgico: in Avvento la n 2; in Quaresima la n 3; dopo Pasqua la n 4. 

d. Rendendolo anima di una generale dinamica missionaria, non solo dei responsabili, ma di tutti i fedeli, specialmente nel primo punto del Kerigma.  

 

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CALENDARIO DELL'ANNO -  appuntamenti da inserire in agenda:

  • Incontro di Consiglio Pastorale. 
  • Inizio e fine del catechismo, delle domeniche "a messa col cuore", giorni delle confessioni dei bimbi di 4* e 5*
  • Riunioni catechisti di inizio anno, nel corso dell'anno, specie in preparazione ai momenti forti: Avvento, Quaresima, Pasqua, Ottavario. Incontri formativi vicariali e di zona. 
  • Riunioni genitori di inizio anno; durante l'anno; coi bimbi di sabato; in preparazione ai sacramenti della Comunione e Cresima, appuntamenti prima dei sacramenti. 
  • Giorno e ora: Prima Confessione, Comunione, Cresima
  • Appuntamenti di Pastorale giovanile: medie, giovanissimi e giovani, parrocchiali e zona
  • Incontro del gruppo liturgia 
  • incontri del gruppo carità. 
  • Riunione in Preparazione alle Feste del Ringraziamento, dell' Ottavario (molto prima dello scorso anno), di S. Giacomo patrono
  • Incontri di preparazione bollettino
  • Incontri di preparazione ai battesimi
  • date "24 ore per il Signore" con sacramneto della Penitenza
  • Incontri collegiali alla Scuola Materna
  • Ritiri del clero e giornate diocesane
  • Periodi assenza del parroco per Cammino
  • Novene di Natale e Immacolata, di adulti e bambini
  • Benedizioni Pasquali
  • Estate Ragazzi
  • Giornate comunitarie all'Asilo: Festa di inizio e fine anno, giornate dei nonni, dei papà delle mamme, di Natale e Pasqua. 
  • Giornate incontri zonali
  • Date di verifica quattro punti del programma: santità, unità, verità, carità.  
  • Incontri del Consiglio per gli Affari Economici

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OGNI MERCOLEDI'

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA 

OGNI GIOVEDI'

 

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DEL SANTO ROSARIO

PAGINE PIU' VISTE OTTOBRE 2018

ULTIMI AGGIORNAMENTI


IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

Preghiera del 18.novembre 2018

Preghiera per i poveri

 

Signore, 
insegnaci a non amare noi stessi, 
a non amare soltanto i nostri cari, 
a non amare soltanto quelli che ci amano. 
Insegnaci a pensare agli altri, 
ad amare anzitutto quelli che nessuno ama. 
Concedici la grazia di capire che ad ogni istante, 
mentre noi viviamo una vita troppo felice, 
ci sono milioni di esseri umani, che sono pure tuoi figli e nostri fratelli, 
che muoiono di fame senza aver meritato di morire di fame, 
che muoiono di freddo senza aver meritato di morire di freddo. 
Signore, abbi pietà di tutti i poveri del mondo. 
E non permettere più, 
o Signore, 
che noi viviamo felici da soli. 
Facci sentire l'angoscia della miseria universale, 
e liberaci dal nostro egoismo.

 

LA FOTO DELLA SETTIMANA

La foto del 18.novembre 2018

CANTARE INSIEME FA BENE!

CORO SAN GIACOMO
CORO SAN GIACOMO
Cantare in coro fa bene perchè stimola la creatività, le relazioni sociali e affettive, sviluppa l'ascolto, l'attenzione, l'espressione e la comunicazione e fa' apprendere un nuovo linguaggio, quello musicale.
Nel coro non ci sono differenze, alti e bassi, grassi o magri, giovani e meno giovani, tutti sono ugualmente importanti e ognuno contribuisce con la propria voce a creare un suono magico e meraviglioso, il suono del CORO.
Il Coro S. Giacomo di Piumazzo, presente in parrocchia da 25 anni anima le celebrazioni liturgiche della comunità e organizza concerti e attività culturali e musicali.
Stiamo cercando nuove voci, femminili e maschili, e una potrebbe essere proprio la tua!
Per informazioni rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa. Ti aspettiamo! 
Elenco dei prossimi appuntamenti del Coro S. Giacomo: 

Codice delle piccole buone azioni

Il P. Lacordaire, convertito, avvocato, domenicano, deputato, famoso predicatore, accademico di Francia, si era composto un "Codice delle piccole buone azioni". Eccolo per un esame di coscienza: 

Sorridi alla monotonia del dovere quotidiano. 
Taci quando ti accorgi che qualcuno ha sbagliato. 
Elogia il fratello che ha operato il bene. 
Rendi un servizio a chi ti è sottoposto. 
Partecipa al gioco dei fanciulli, i prediletti di Dio. 
Stringi cordialmente la mano al fratello che è nella tristezza. 
Parla con dolcezza agli impazienti e agli importuni. 
Guarda con affetto chi nasconde un dolore. 
Riconosci umilmente il tuo torto. 
Saluta affabilmente gli umili. 
Abbi un pentimento sincero per il male fatto.

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

Liturgia della Settimana - Il Commento al Vangelo del giorno

[2018-11-18] “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”. (dom, 18 nov 2018)
La liturgia di questa domenica, i cui accenti già preludono al Tempo dell'Avvento imminente, è soffusa di speranza e di consolazione, velate alquanto da un linguaggio apocalittico. “Dopo quella tribolazione - così inizia il Vangelo - viene descritto lo svolgimento di una catastrofe cosmica, è come dire, che è in atto un evento divino. Su tutto prevale la consapevolezza e la speranza che l'avvenimento decisivo, il senso ultimo della nostra vita e di quella dell'intera umanità, non sono...
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[2018-11-19] Che cosa vuoi che io ti faccia? Signore, che io veda... (Mon, 19 Nov 2018)
Gesù sta per terminare il cammino verso la città santa dove il suo destino di profeta giungerà a compimento: “tutto ciò che fu detto dai profeti riguardo al Figlio dell'uomo si compirà”. Ma “i Dodici non compresero nulla di tutto questo”. Sono ciechi e hanno bisogno della luce della fede per vincere la loro cecità spirituale. E' quello che sembra voler insinuare l'evangelista Luca con il racconto del cieco. Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, sulla strada verso Gerusalemme, un...
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XXXIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Allora vedranno venire il Figlio dell'uomo con grande potenza e gloria

18.NOVEMBRE 2018

 Nelle tribolazioni della vita presente si innesta la speranza della venuta gloriosa di Cristo Signore: come per lui, così avverrà anche per noi un passaggio dalla sofferenza alla gioia.

O Signore, ti lodiamo e ti ringraziamo perché ci dai la certezza che tutti gli sforzi umani sfoceranno, al momento stabilito dal Padre, nella tua gloria. Aiutaci ad avere il cuore ancorato in te, ma le mani, la mente e la volontà impegnate nell’adempimento dei nostri doveri quotidiani. Saremo così testimoni della speranza cristiana che ci lega all’oggi del tempo ancorandoci nell’eternità. Amen

PROVVISTE DI VIAGGIO

VANGELO IN IMMAGINI

Riflessione 33 domenica ordinario B 2018

Le parole di Gesù del Vangelo di oggi, sembrano annunciare la fine di un mondo, quello ai tempi di Cristo, nel quale sconvolgimenti religiosi e politici hanno rovesciato civiltà umane sostituendo comportamenti idolatrici e fanatismi intollerabili. Il sole, la luna, le stelle che cadono e non danno più luce sono gli idoli, quelli che adoriamo e mitizziamo, cadranno e crolleranno. Tutti i dominatori della storia, che hanno creato guerre, dolore, morte, sono precipitati, come precipiteranno i nuovi idoli che cercano di togliere dignità e libertà alle persone. Cadono pian piano le star, l'accumulo dei beni, la carriera, il potere, perché sono precarie e provvisorie. Le parole di Gesù non sono parole di pessimismo e di scoraggiamento, anzi, è tutto il contrario e il suo messaggio non è di catastrofe ma di gioia e speranza, perché il Figlio dell'uomo viene a costruire una un nuovo mondo, pienamente umano. Non dobbiamo aver paura se la società cambia, anche se sembra in contrasto con la nostra fede, non dobbiamo aver paura si il mondo segue valori e principi che non ci appartengono, perché la presenza del Signore rimane stabile. "Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno". Ho selezionato un fotogramma, che metto nel video, preso dal film 2012. La fine nel mondo coinvolge anche la Cappella Sistina, e il registra magistralmente crea una spaccatura e una crepa tra il dito di Dio che crea e l'uomo che è creato. Sembra voglia dirci che il rapporto con il Signore è terminato e rotto. Non è così. Dio è sempre presente, Dio è sempre attento a noi, Dio c'è e guida la nostra vita umana. E quel "non passerà questa generazione che tutto avvenga" del Vangelo, è il riferimento alla Pasqua che Gesù stava per intraprendere. Il sole si oscura, il cielo si scatena, il terremoto distrugge. Ma poco dopo la luce intensa della Risurrezione cambia il mondo e gli uomini e ci rassicura sulla presenza viva e operante di Gesù.

VIDEO VANGELO PER I BAMBINI

VIDEO DELLA SETTIMANA

Bella, prof!

Don Gianmario Pagano, prete della diocesi di Roma e professore di Religione, ha dedicato più di vent’anni agli alunni delle superiori, cercando di rispondere alle loro domande. In questo fantastico canale continua il dialogo su religione, bibbia e dintorni con chi è interessato a imparare e a crescere.Vai al canale YouTube

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

18.novembre  2018

Roma. Papa Francesco istituisce la «cattedra» in scienze della Pace alla Lateranense

L’Assemblea generale della Cei ha approvato la traduzione italiana della terza edizione del Messale Romano, a conclusione di un percorso durato oltre 16 anni. In tale arco di tempo, si legge nel comunicato finale dell’Assemblea generale straordinaria della Cei (12-15 novembre), vescovi ed esperti hanno lavorato al miglioramento del testo sotto il profilo teologico, pastorale e stilistico, nonché alla messa a punto della Presentazione del Messale, che aiuterà non solo a una sua proficua recezione, ma anche a sostenere la pastorale liturgica nel suo insieme.

Il testo della nuova edizione sarà ora sottoposto alla Santa Sede per i provvedimenti di competenza, ottenuti i quali andrà in vigore anche lanuova versione del Padre nostro («non abbandonarci alla tentazione») e dell’inizio del Gloria («pace in terra agli uomini, amati dal Signore»).

Riconsegnare ai fedeli il Messale Romano con un sussidio

Nell’intento dei vescovi, la pubblicazione della nuova edizione costituisce l’occasione per contribuire al rinnovamento della comunità ecclesiale nel solco della riforma liturgica. Di qui la sottolineatura, emersa nei lavori assembleari, relativa alla necessità di un grande impegno formativo. In quest’ottica «si coglie la stonatura di ogni protagonismo individuale, di una creatività che sconfina nell’improvvisazione, come pure di un freddo ritualismo, improntato a un estetismo fine a se stesso». La liturgia, hanno evidenziato i vescovi, coinvolge l’intera assemblea nell’atto di rivolgersi al Signore: «Richiede un’arte celebrativa capace di far emergere il valore sacramentale della Parola di Dio, attingere e alimentare il senso della comunità, promuovendo anche la realtà dei ministeri. Tutta la vita, con i suoi linguaggi, è coinvolta nell’incontro con il Mistero: in modo particolare, si suggerisce di curare la qualità del canto e della musica per le liturgie». Per dare sostanza a questi temi, si è evidenziata l’opportunità di preparare una sorta di «riconsegna al popolo di Dio del Messale Romano» con un sussidio che rilanci l’impegno della pastorale liturgica.

Nasce un Servizio nazionale per la tutela dei minori

Riguardo alla lotta alla pedofilia, dall'Assemblea generale emerge che le Linee guida che la Commissione della Cei per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili sta formulando «chiederanno di rafforzare la promozione della trasparenza e anche una comunicazione attenta a rispondere alle legittime domande di informazioni». La Commissione – che sottoporrà il risultato del suo lavoro alla valutazione della Commissione per la Tutela dei minori della Santa Sede e soprattutto della Congregazione per la dottrina della fede – ha l’impegno di portare le Linee guida all’approvazione del Consiglio permanente, per arrivare a presentarle alla prossima Assemblea generale. Si intende, quindi, portarle sul territorio, anche negli incontri delle Conferenze episcopali regionali per facilitare un’assimilazione diffusa di una mentalità nuova, nonché di un pensiero e una prassi comuni.

I vescovi hanno approvato due proposte, che consentono di dare concretezza al cammino. È stata condivisa, innanzitutto, la creazione presso la Cei di un Servizio nazionale per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, con un proprio Statuto, un regolamento e una segreteria stabile, in cui laiche e laici, presbiteri e religiosi esperti saranno a disposizione dei vescovi diocesani. Il Servizio sosterrà nel compito di avviare i percorsi e le realtà diocesani – o inter-diocesani o regionali – di formazione e prevenzione. Inoltre, «potrà offrire consulenza alle diocesi, supportandole nei procedimenti processuali canonici e civili, secondo lo spirito delle norme e degli orientamenti che saranno contenuti nelle nuove Linee guida».

La seconda proposta approvata riguarda le Conferenze episcopali regionali. Si tratta di individuare, diocesi per diocesi, uno o più referenti, da avviare a un percorso di formazione specifica a livello regionale o interregionale, con l’aiuto del Centro per la tutela dei minori dell’Università Gregoriana.

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

Sacramenti, tra dire e fare - Piccoli paradossi e rompicapi celebrativi

Descrizione

All'inizio c'erano i riti: prima di scrivere le pagine del Nuovo Testamento, i cristiani hanno vissuto la presenza del Signore attorno al pane e al vino eucaristici. Poi sono nate delle questioni attorno ai riti, e i cristiani hanno offerto le loro risposte, spiegando tutto ciò che ruota attorno ai sacramenti (materia, forma, ministro, effetti...). Da qualche secolo a questa parte, però, noi occidentali abbiamo grossi problemi con i riti, e solo da pochi decenni la teologia ha iniziato a occuparsi seriamente della questione. Il risultato è una situazione complessa: prassi secolari, definizioni consolidate, pensieri nuovi e sfide pastorali inedite si incontrano e, non raramente, si scontrano.

I sacramenti cristiani talvolta ci propongono piccoli-grandi rompicapi: teologie, definizioni e soluzioni pratiche - che, prese singolarmente, hanno buone ragioni - una volta inserite in un quadro unitario evidenziano clamorose incongruenze.

Il libro, nato dall'insegnamento e in dialogo costante con gli operatori pastorali, tenta allora di mettere a nudo alcuni paradossi del celebrare cristiano, aprendo qualche cantiere per approdare a conclusioni sempre più accettabili.

DIOCESI DI BOLOGNA

Prossimi appuntamenti

Giornata Mondiale dei Poveri

  •  Domenica 18 novembre
  •  
  •  10:30
  •  
  •  In Cattedrale

Messa per la Giornata internazionale delle vittime della strada

  •  Domenica 18 novembre
  •  
  •  12:00
  •  
  •  In Cattedrale

Galileo: pregi e limiti di un grande scienziato

  •  Martedì 20 novembre
  •  
  •  17:10
  •  
  •  Presso l'Istituto Veritatis Splendor

Prolusione all'Anno Accademico 2018-2019 della Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna

  •  Mercoledì 21 novembre
  •  
  •  17:00
  •  
  •  Presso il Pontificio Seminario Regionale Flaminio “Benedetto XV”

Con questa solenne prolusione iniziano le celebrazioni del Centenario del Pontificio Seminario Regionale Flaminio “Benedetto XV” in Bologna 1919-2019.

Messa per la festa della Virgo Fidelis, patrona dell’Arma

  •  Mercoledì 21 novembre
  •  
  •  10:30
  •  
  •  Al Comando regionale Carabinieri (via de’ Bersaglieri

Messa per il 50° del Cammino Neocatecumenale

  •  Giovedì 22 novembre
  •  
  •  19:00
  •  
  •  In Cattedrale

Beni culturali ecclesiastici, tutela e protezione tra presente e futuro

  •  Venerdì 23 novembre
  •  
  •  09:30
  •  
  •  Presso l’Aula Magna della Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro

Evento promosso a livello nazionale dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, d’intesa con l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana.

LE PAROLE DEL PAPA

Non andare dietro a Gesù solo quando ti va, ma cercalo ogni giorno: trova in Lui il Dio che ti ama sempre, il senso della tua vita, la forza di donarti.


PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE Piazza San Pietro Mercoledì, 14 novembre 2018

Catechesi sui Comandamenti, 13: «Non dire falsa testimonianza»

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nella catechesi di oggi affronteremo l’Ottava Parola del Decalogo: «Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo».

Questo comandamento – dice il Catechismo – «proibisce di falsare la verità nelle relazioni con gli altri» (n. 2464). Vivere di comunicazioni non autentiche è grave perché impedisce le relazioni e, quindi impedisce l’amore. Dove c’è bugia non c’è amore, non può esserci amore. E quando parliamo di comunicazione fra le persone intendiamo non solo le parole, ma anche i gesti, gli atteggiamenti, perfino i silenzi e le assenze. Una persona parla con tutto quel che è e che fa. Tutti noi siamo in comunicazione, sempre. Tutti noi viviamo comunicando e siamo continuamente in bilico tra la verità e la menzogna.

Ma cosa significa dire la verità? Significa essere sinceri? Oppure esatti? In realtà, questo non basta, perché si può essere sinceramente in errore, oppure si può essere precisi nel dettaglio ma non cogliere il senso dell’insieme. A volte ci giustifichiamo dicendo: “Ma io ho detto quello che sentivo!”. Sì, ma hai assolutizzato il tuo punto di vista. Oppure: “Ho solamente detto la verità!”. Può darsi, ma hai rivelato dei fatti personali o riservati. Quante chiacchiere distruggono la comunione per inopportunità o mancanza di delicatezza! Anzi, le chiacchiere uccidono, e questo lo disse l’apostolo Giacomo nella sua Lettera. Il chiacchierone, la chiacchierona sono gente che uccide: uccide gli altri, perché la lingua uccide come un coltello. State attenti! Un chiacchierone o una chiacchierona è un terrorista, perché con la sua lingua butta la bomba e se ne va tranquillo, ma la cosa che dice quella bomba buttata distrugge la fama altrui. Non dimenticare: chiacchierare è uccidere.

Ma allora: che cos’è la verità? Questa è la domanda fatta da Pilato, proprio mentre Gesù, davanti a lui, realizzava l’ottavo comandamento (cfr Gv 18,38). Infatti le parole «Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo» appartengono al linguaggio forense. I Vangeli culminano nel racconto della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù; e questo è il racconto di un processo, dell’esecuzione della sentenza e di una inaudita conseguenza.

Interrogato da Pilato, Gesù dice: «Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità» (Gv 18,37). E questa «testimonianza» Gesù la dà con la sua passione, con la sua morte. L’evangelista Marco narra che «il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!» (15,39). Sì, perché era coerente, è stato coerente: con quel suo modo di morire, Gesù manifesta il Padre, il suo amore misericordioso e fedele.

La verità trova la sua piena realizzazione nella persona stessa di Gesù (cfr Gv 14,6), nel suo modo di vivere e di morire, frutto della sua relazione con il Padre. Questa esistenza da figli di Dio, Egli, risorto, la dona anche a noi inviando lo Spirito Santo che è Spirito di verità, che attesta al nostro cuore che Dio è nostro Padre (cfr Rm 8,16).

In ogni suo atto l’uomo, le persone affermano o negano questa verità. Dalle piccole situazioni quotidiane alle scelte più impegnative. Ma è la stessa logica, sempre: quella che i genitori e i nonni ci insegnano quando ci dicono di non dire bugie.

Domandiamoci: quale verità attestano le opere di noi cristiani, le nostre parole, le nostre scelte? Ognuno può domandarsi: io sono un testimone della verità, o sono più o meno un bugiardo travestito da vero? Ognuno si domandi. I cristiani non siamo uomini e donne eccezionali. Siamo, però, figli del Padre celeste, il quale è buono e non ci delude, e mette nel loro cuore l’amore per i fratelli. Questa verità non si dice tanto con i discorsi, è un modo di esistere, un modo di vivere e si vede in ogni singolo atto (cfr Gc 2,18). Quest’uomo è un uomo vero, quella donna è una donna vera: si vede. Ma perché, se non apre la bocca? Ma si comporta come vero, come vera. Dice la verità, agisce con la verità. Un bel modo di vivere per noi.

La verità è la rivelazione meravigliosa di Dio, del suo volto di Padre, è il suo amore sconfinato. Questa verità corrisponde alla ragione umana ma la supera infinitamente, perché è un dono sceso sulla terra e incarnato in Cristo crocifisso e risorto; essa è resa visibile da chi gli appartiene e mostra le sue stesse attitudini.

Non dire falsa testimonianza vuol dire vivere da figlio di Dio, che mai, mai smentisce se stesso, mai dice bugie; vivere da figli di Dio, lasciando emergere in ogni atto la grande verità: che Dio è Padre e ci si può fidare di Lui. Io mi fido di Dio: questa è la grande verità. Dalla nostra fiducia in Dio, che è Padre e mi ama, ci ama, nasce la mia verità e l’essere veritiero e non bugiardo.