AVVISI

DOMENICA 1.OTTOBRE PARTENZA PULLMAN PER LO STADIO ORE 13.00 DAVANTI ALLA CHIESA

SANTA MESSA UNICA DOMENICALE ORE 10.00 FINO AL 1.OTTOBRE COMPRESO

INIZIO CATECHISMO DOMENICA 8.OTTOBRE

AGENDA

Settembre 25 Lunedì - Incontro Iscrizione Terza Elementare

Settembre 26 Martedì - Incontro Iscrizione Seconda Elementare

SESTA EDIZIONE OGNI UOMO E' MIO FRATELLO

PAPA FRANCESCO A BOLOGNA

BOLLETTINO PARROCCHIALE NR.344 SETTEMBRE/OTTOBRE 2017

OGNI MERCOLEDI'

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA 

OGNI GIOVEDI'

 

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DEL ROSARIO

PAGINE PIU' VISTE AGOSTO 2017

ULTIMI AGGIORNAMENTI


IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

Preghiera del 24.settembre 2017

Preghiera nel giorno del compleanno

 

Gesù, ti ringrazio per avermi dato la vita.

Oggi è il mio compleanno, e soprattutto è quel giorno che,

con un atto di amore dei miei genitori voluto dal Tuo immenso amore,

ho visto la luce della vita.

Tu, o Signore, non ti sei limitato ad offrirmi questa vita,

ma con il battesimo hai posto davanti a me la vita eterna.

Ti ringrazio, Signore, perchè oggi mi permetti di vivere questa festa in Te;

fa che ogni giorno della mia vita terrena io possa gioire in Te,

come ora ed ancor più di ora.

 

****************************************************************
 

 

Sii Benedetto,o Dio creatore e Padre,

per il giorno in cui vidi la luce della vita 

e alla fonte battesimale divenni Tuo figlio. 

 

Con il Tuo sguardo amoroso indicami la via da seguire 

e accompagnami per il giusto cammino. 

 

In ogni tempo e in ogni luogo fa' che io goda della Tua amicizia

e porti a tutti, vicini e lontani, gioia e speranza. 

 

Amen

 

LA FOTO DELLA SETTIMANA

La foto del 17.settembre 2017

SI RINGRAZIA  A FOTO-STUDIO "ARCADIA" DI WILLER COMELLINI

CANTARE INSIEME FA BENE!

CORO SAN GIACOMO
CORO SAN GIACOMO
Cantare in coro fa bene perchè stimola la creatività, le relazioni sociali e affettive, sviluppa l'ascolto, l'attenzione, l'espressione e la comunicazione e fa' apprendere un nuovo linguaggio, quello musicale.
Nel coro non ci sono differenze, alti e bassi, grassi o magri, giovani e meno giovani, tutti sono ugualmente importanti e ognuno contribuisce con la propria voce a creare un suono magico e meraviglioso, il suono del CORO.
Il Coro S. Giacomo di Piumazzo, presente in parrocchia da 25 anni anima le celebrazioni liturgiche della comunità e organizza concerti e attività culturali e musicali.
Stiamo cercando nuove voci, femminili e maschili, e una potrebbe essere proprio la tua!
Per informazioni rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa. Ti aspettiamo! 
Elenco dei prossimi appuntamenti del Coro S. Giacomo:
Dom 10 dicembre a Piumazzo:  ore 17.30 tradizionale Concerto di Natale,  ospite la Schola Cantorum di Bazzano.
Dom 17 dicembre ad Anzola: Ore 21 tradizionale Concerto di Natale, nel quale siamo graditi ospiti.

IL PARADISO

Un uomo è stufo della sua vita con la moglie ed i figli. La moglie lo domina e lo vessa, i figli lo disprezzano, gli ridono dietro. Si sente una vittima e pensa che sia venuto per lui il momento di cercare la Gerusalemme celeste, il paradiso.

Dopo molte ricerche, trova un vecchio saggio che gli spiega la strada in dettaglio. Il paradiso c'è, eccome, ed è nel tal posto. Bisogna fare parecchia strada, ma con un bel po' di fatica ci si arriva.

L'uomo si mette in cammino. Di giorno marcia, e la notte, stanchissimo si ferma in una locanda per dormire. Siccome è un uomo molto preciso, decide, la sera prima di coricarsi, di disporre le sue scarpe già orientate verso il paradiso, per essere ben sicuro di non perdere la direzione giusta.

Durante la notte, però, mentre lui dorme, un diavoletto dispettoso entra in azione e gli gira le scarpe nella direzione opposta.

La mattina dopo l'uomo si sveglia, guarda le scarpe, che gli paiono orientate in maniera diversa rispetto alla sera prima, ma non ci fa troppo caso, e riprende il cammino, che ora è nella direzione contraria a quella del giorno precedente, verso il punto di partenza.

A mano a mano che procede, il paesaggio diventa sempre più familiare. Ad un certo punto arriva nel paese dove è sempre vissuto, che però crede sia il paradiso. Come assomiglia al suo paese il paradiso! Siccome è il paradiso, tuttavia, ci si trova bene e gli piace moltissimo.

Poi vede la sua vecchia casa, e pensa: «Come assomiglia alla mia vecchia casa!». Ma siccome è il paradiso gli piace moltissimo.

Lo accolgono sua moglie e i suoi figli, e anche loro assomigliano a sua moglie e ai suoi figli! E si stupisce che in paradiso tutto assomigli a quello che c'era prima. Però, siccome è il paradiso tutto è bellissimo. La moglie è una persona deliziosa, i figli sono straordinari; tutti sono pieni di qualità e aspetti che nel vivere quotidiano egli non avrebbe mai sospettato possedessero.

E così tra sé e sé riflette: «È strano come qui in paradiso tutto assomigli a ciò che c'era nella mia vita di prima in modo così preciso, ma come, allo stesso tempo, tutto sia completamente diverso!».

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

Liturgia della settimana

2017-09-26 - Vangelo di martedi' (mar, 26 set 2017)
Esd 6, 7-8.12.14-20; Sal.121; Lc 8, 19-21. ||| In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».
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2017-09-26 - Commento di martedi' (mar, 26 set 2017)
La famiglia di Dio. ||| La prima lettura di oggi parla della «casa di Dio», la seconda, il Vangelo, della famiglia di Gesù. E' facile vedere il rapporto poiché nella Scrittura la parola «casa» può significare sia un edificio sia una famiglia. Per esempio quando la Bibbia parla della «Casa di Davide» può significare la sua abitazione, ma più spesso si tratta della famiglia, della stirpe di Davide. Chi ascolta le mie parole è per me fratello e madre... Ecco, se noi ascoltiamo la Parola di Dio e la mettiamo in pratica, diventiamo suoi fratelli, anzi sua madre - formiamo cioè la sua famiglia, siamo la «casa di Dio» siamo cioè nello stesso momento sua famiglia e suo tempio, cioè luogo dove lui abita. Si realizzano così le profezie di cui abbiamo letto nella prima lettura che Dio ha voluto abitare con gli uomini, non solo in mezzo a loro ma in loro, dentro di loro, per unirli tutti in un'alleanza che fa di essi un unico edificio, un'unica famiglia, e addirittura un unico corpo, il Corpo di Cristo.
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XXV Domenica del T.O.  (anno A)

Sei invidioso perché io sono buono?

24.SETTEMBRE 2017

La salvezza che Dio ci offre è un dono gratuito del suo amore; essa è data non a chi ha più meriti, ma a chi l’accetta con amore e buona volontà.

O Padre, giusto e grande nel dare all'ultimo operaio come al primo, le tue vie distano dalle nostre vie quanto il cielo dalla terra; apri il nostro cuore all'intelligenza delle parole del tuo Figlio, perché comprendiamo l'impagabile onore di lavorare nella tua vigna fin dal mattino.

PROVVISTE DI VIAGGIO

VANGELO IN TRE IMMAGINI

Riflessione 25 domenica ordinario A

Contrattazione sindacale, precisa, firmata ed accettata. Ci si accorda per una denaro al giorno e si comincia a lavorare e a sudare. Quel padrone però non si accontenta e per ben cinque volte va in cerca di persone per al sua vigna trasgredendo ogni regola di mercato. Non mette al centro la produttività e il denaro, ma l’uomo e la persona. “Nessuno ci ha presi a giornata”. “Andate, anche se per poco, andate anche voi a lavorare nella mia vigna. Quei braccianti senza terra e senza lavoro, alle cinque del pomeriggio ancora in attesa, con famiglia e figli da sfamare, entrano nel cuore del padrone, al di la di calcoli economici ed operazioni finanziarie. E’ l’amore e la bontà del Padrone, la sua sensibile solidarietà e squisita gratuità. Questo si riscontra nel momento della paga, e qui scattano le proteste e le lagnanze, accompagnate da malumore e insoddisfazione. E la recriminazione è sulla busta paga degli ultimi arrivati, non sulla propria. Assurdo. Conte-stano il trattamento dei loro compagni di lavoro, chiedendo, in pratica, che sia dato di meno in nome della giustizia. Non so se a quei tempi erano stati inventati i sindacati, avrebbero avuto un campo di battaglia vasto e preciso. Ma qui si parla di Regno e quel padrone è il Signore, giusto con i primi, generoso e solidale con gli ultimi. Davanti a Lui quello che conta è il mio bisogno e le mie necessità, non i miei diritti o la mia giustizia. Tutto è dono tuo, o Signore, anche se sono l’ultimo bracciante della tua vigna e anche se si fa sera e si fa tardi, Tu mi vieni a cercare per iscrivermi sul tuo libro paga.

VIDEO VANGELO PER I BAMBINI

VIDEO DELLA SETTIMANA

"Per una sinfonia della vita"

La bellezza della vita raccontata attraverso l’armonia delle differenze. Una famiglia, un’atleta disabile ed una una donna in un polmone d’acciaio. Sono alcuni dei protagonisti dello spot “Per una sinfonia della vita” promosso dalla Conferenza episcopale italiana e realizzato da Domitia Caramazza.

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

25.settembre 2017

Chiesa e giovani, così si avvia un nuovo cammino insieme

I giovani hanno una grande voglia di far sentire la propria voce e di diventare protagonisti di una Chiesa che si rinnova, che 'ringiovanisce il suo volto'. Questo desiderio è emerso in modo molto forte durante il Seminario internazionale di studio sulla situazione giovanile, organizzato in vista della XV Assemblea Generale Ordinaria che avrà per tema 'I giovani, la fede e il discernimento vocazionale'. Tale seminario, tenuto a Roma dall’11 al 15 settembre, è nato come occasione di incontro tra esperti di varie discipline e giovani di tutte le parti del mondo. Non è, infatti, possibile pensare di occuparsi delle nuove generazioni senza coinvolgerle direttamente e in modo qualificato.

Un concetto, questo, esplicitato dal Cardinale Baldisseri nella sua relazione introduttiva e presente anche nel Documento Preparatorio del Sinodo 2018, ove si afferma che 'La Chiesa ha deciso di interrogarsi su come accompagnare i giovani a riconoscere e accogliere la chiamata all’amore e alla vita in pienezza, e anche di chiedere ai giovani stessi di aiutarla a identificare le modalità oggi più efficaci per annunciare la Buona Notizia'. Il Seminario, in coerenza con tale approccio, ha in effetti visto un appassionato contributo dei giovani sia attraverso domande, anche scomode, poste agli esperti in plenaria, sia nel lavoro all’interno dei gruppi, svolto senza differenze di ruolo o di età e guidato solo dal comune desiderio di confrontarsi e capire meglio. Gli interventi in plenaria e i materiali prodotti dai gruppi possono essere sintetizzati attraverso due questioni poste al cammino sinodale, una di merito e una di metodo. Quella di merito ha a che fare con la domanda: 'cosa' dobbiamo capire meglio sui giovani e assieme ai giovani? La risposta può essere distinta in tre punti.

Primo: abbiamo bisogno di capire meglio il mondo nel suo aumento di complessità e di rapidità di cambiamento rispetto al passato; comprendere la realtà all’interno della quale i giovani vivono, crescono, si formano, organizzano la loro vita; districare l’intreccio tra i nuovi rischi e le nuove opportunità della globalizzazione, delle trasformazioni demografiche, dell’impatto delle nuove tecnologie. Secondo: Abbiamo bisogno di comprendere meglio le nuove generazioni. Questo non riguarda solo gli adulti che devono capire chi sono i giovani, riguarda prima ancora i giovani stessi. In uno dei gruppi di lavoro è stato detto in modo esplicito: 'abbiamo bisogno di conoscere noi stessi'. C’è bisogno di riconoscere sensibilità nuove, ma anche riconoscere specifiche fragilità e inedite potenzialità. Il nuovo ha bisogno di essere interpellato anche con strumenti nuovi. Terzo: abbiamo bisogno di capire meglio come accompagnare le nuove generazioni nel progettare in modo solido la propria vita e nel compiere scelte di valore. Un accompagnamento che non riguarda solo le scelte di vita individuali, ma anche le scelte collettive che contribuiscono a cambiare la realtà circostante e a migliorare il mondo in cui si vive.

Questi tre punti vanno tenuti assieme se vogliamo capire come consentire ai giovani di farsi soggetti attivi (non vittime e nemmeno spettatori, ma protagonisti) del mondo che cambia. La questione di metodo, che riguarda il 'come' capire meglio assieme, può essere distinta in tre premesse da cui partire e tre condizioni da realizzare. La premessa iniziale è che i giovani sono grandi cercatori di senso e hanno un grande desiderio di dare valore alla propria vita, di essere riconosciuti come valore che genera nuovo valore. Dentro di loro arde, anche se spesso sembra sopito, il desiderio di costruire un mondo migliore.

La seconda premessa è che dal mondo che cambia non bisogna difendersi, ma non bisogna nemmeno arrendersi dando per scontato che il cambiamento porti ad un miglioramento vero. Il cambiamento va colto come sfida ma il miglioramento bisogna guadagnarselo e questo lo si può fare solo con le nuove generazioni: solo il cambiamento che migliora la capacità di essere e di fare, con responsabilità e valore, delle nuove generazioni va nella direzione giusta. Infine, i giovani senza le generazioni precedenti non esisterebbero. Senza il patrimonio di risorse materiali e immateriali trasmesse dalle generazioni precedenti, vivremmo ancora all’età della pietra. Serve quindi un reciproco riconoscimento: le nuove generazioni devono riconoscere il valore di quello che hanno ricevuto, le vecchie generazioni devono riconoscere, dar spazio e promuovere, il nuovo valore di cui le generazioni nuove sono portatrici.

E arriviamo, infine, alle tre condizioni da realizzare per i giovani e con i giovani. La prima richiesta è che ci sia un ascolto sincero nei loro confronti. Il che è possibile solo se si è disponibili a mettersi in discussione: la presenza attiva delle nuove generazioni deve poter concretamente incidere su quello che la Chiesa può e vuole essere. Deve trattarsi, inoltre, di un ascolto verso tutti, aperto alla pluralità e particolarmente attento i più lontani e più emarginati. Quest’ultimo aspetto è stato più volte ribadito negli interventi dei giovani. La seconda richiesta è di andare oltre al presente. Al Sinodo viene chiesto di non essere un punto di arrivo o una finestra di attenzione temporanea, ma l’inizio di un processo di apertura continua e sistematica al nuovo, ovvero alla novità di cui sono portatrici i giovani di oggi, di domani, di dopodomani e dopo ancora.

L'ultimo punto è una chiamata non solo al riconoscimento reciproco ma anche alla responsabilità: dobbiamo volere fortemente tutti, giovani e non giovani, che questo Sinodo abbia successo, che produca veri e duraturi risultati. È necessario il nostro miglior contributo perché le nuove generazioni e la Chiesa si incontrino e camminino assieme. Non è, infatti, solo la Chiesa che deve accompagnare i giovani nel fare scelte di vita piena, ma devono essere anche i giovani che accompagnano la Chiesa nel mondo che desiderano costruire, per renderlo ancora più profondo, denso di significato e ricco di speranza.

DA SAPERE
L’Assemblea a ottobre 2018. E c’è un questionario online

Un Sinodo "dei" giovani e non "sui" giovani: fin dall’annuncio del tema scelto per la XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi l’accento è stato posto sulla necessità di coinvolgere in prima persona le nuove generazioni nel confronto. Uno stile sul quale papa Francesco ha richiamato più volte l’attenzione. La "prima pietra" il 6 ottobre 2016 con l’annuncio del tema: «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale». Lo scorso 13 gennaio è stato presentato il Documento preparatorio all’Assemblea in programma per l’ottobre 2018, accompagnato da una Lettera del Papa ai giovani e contenente le domande del questionario destinato agli episcopati di tutto il mondo. Termine per la presentazione delle risposte è il 31 ottobre, il 30 novembre per il questionario online aperto a tutti i giovani (http://youth.synod2018.va). Prossima tappa sarà, forse per la primavera, l’elaborazione dell’Instrumentum laboris, base per la discussione tra i padri sinodali.

 

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

Introduzione ai Vangeli sinottici

Descrizione

È sempre difficile capire le voci del passato prescindendo dalla loro origine, ed è particolarmente vero per i Vangeli, libri unici intorno ai quali si intrecciano le interpretazioni più diverse: testimonianza storica o divina, splendido racconto umano o trascendentale mistero di fede. Eppure, suggerisce in questa profonda Introduzione il cardinal Martini, per apprezzare l’insegnamento e il carattere straordinario che traspare in ogni parola non conta l’essere credente: ciascun lettore può infatti trovare risposte alle domande che sente maggiormente vicine alla propria sensibilità, interrogando il testo dai punti di vista più diversi. Grazie a queste pagine possiamo così ricostruire, di tappa in tappa, il percorso millenario di questi testi, per arrivare a comprendere la loro natura più umana e vicina a noi, e per poterli leggere alla luce della nostra esperienza più prossima. 

DIOCESI DI BOLOGNA

Prossimi appuntamenti

 

Visita Pastorale del Santo Padre Francesco in occasione del Congresso Eucaristico Diocesano

  •  

  • “I disabili ci rendono abili”

    •  Sabato 23 settembre
    •  
    •  09:30
    •  
    •  A Villa Pallavicini

    In queste lezioni siamo noi che andiamo a scuola per imparare, da chi vive nella propria persona qualche limitazione, il mistero che porta in sé. Chi vive situazioni di povertà e di disabilità, nelle quali Gesù stesso si identi ca, diventa la nestra per a acciarsi e vedere meglio l’umano che siamo chiamati a diventare e il volto di Dio che si a accia per incrociare il nostro. La loro presenza ci conduce a scoprire in noi la capacità di relazione che ci rende più umani e al tempo stesso la condizione di precarietà esistenziale che ci apre alla ducia in Dio.

  • A servizio della Parola

    •  Domenica 24 settembre
    •  
    •  15:00
    •  
    •  In Cattedrale

    Convocazione diocesana di lettori, catechisti, educatori, animatori dei gruppi del Vangelo.

  • A servizio dei poveri

    •  Lunedì 25 settembre
    •  
    •  18:30
    •  
    •  A Villa Pallavicini

    La Caritas diocesana presenta alla diocesi e a tutte le parrocchie i progetti che attuerà e sta attuando a favore di chi fa fatica da solo a muoversi in questa società e in questo tempo. Vuole essere una condivisione che susciti una speranza contagiosa che conduca alla costruzione di una rete tra persone, comunità parrocchiali e realtà caritative a servizio dei più poveri che ci trasformeranno in vere comunità.

  • La Chiesa dalla parte dei poveri

    •  Lunedì 25 settembre
    •  
    •  20:30
    •  
    •  A Villa Pallavicini

    Incontro con il Card. Luis Antonio Tagle, Presidente della Caritas internazionale e Arcivescovo di Manila.

  • Festa dei giovani: la forza e la gioia dell’incontro con Gesù

    •  Venerdì 29 settembre
    •  
    •  21:00
    •  
    •  In diocesi

    Ore 21.00 Concerto-testimonianza del gruppo “Reale” con adorazione finale; ore 22.30 La festa continua... anche possibilità di colloqui personali con presbiteri e religiosi.

LE PAROLE DEL PAPA

Il Vangelo invita prima di tutto a rispondere a Dio che ci ama e che ci salva, riconoscendolo nel prossimo.


PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE Piazza San Pietro Mercoledì, 20 settembre 2017

La Speranza cristiana - 33. Educare alla speranza

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

La catechesi di oggi ha per tema: “educare alla speranza”. E per questo io la rivolgerò direttamente, con il “tu”, immaginando di parlare come educatore, come padre a un giovane, o a qualsiasi persona aperta ad imparare.

Pensa, lì dove Dio ti ha seminato, spera! Sempre spera.

Non arrenderti alla notte: ricorda che il primo nemico da sottomettere non è fuori di te: è dentro. Pertanto, non concedere spazio ai pensieri amari, oscuri. Questo mondo è il primo miracolo che Dio ha fatto, e Dio ha messo nelle nostre mani la grazia di nuovi prodigi. Fede e speranza procedono insieme. Credi all’esistenza delle verità più alte e più belle. Confida in Dio Creatore, nello Spirito Santo che muove tutto verso il bene, nell’abbraccio di Cristo che attende ogni uomo alla fine della sua esistenza; credi, Lui ti aspetta. Il mondo cammina grazie allo sguardo di tanti uomini che hanno aperto brecce, che hanno costruito ponti, che hanno sognato e creduto; anche quando intorno a sé sentivano parole di derisione.

Non pensare mai che la lotta che conduci quaggiù sia del tutto inutile. Alla fine dell’esistenza non ci aspetta il naufragio: in noi palpita un seme di assoluto. Dio non delude: se ha posto una speranza nei nostri cuori, non la vuole stroncare con continue frustrazioni. Tutto nasce per fiorire in un’eterna primavera. Anche Dio ci ha fatto per fiorire. Ricordo quel dialogo, quando la quercia ha chiesto al mandorlo: “Parlami di Dio”. E il mandorlo fiorì.

Ovunque tu sia, costruisci! Se sei a terra, alzati! Non rimanere mai caduto, alzati, lasciati aiutare per essere in piedi. Se sei seduto, mettiti in cammino! Se la noia ti paralizza, scacciala con le opere di bene! Se ti senti vuoto o demoralizzato, chiedi che lo Spirito Santo possa nuovamente riempire il tuo nulla.

Opera la pace in mezzo agli uomini, e non ascoltare la voce di chi sparge odio e divisioni. Non ascoltare queste voci. Gli esseri umani, per quanto siano diversi gli uni dagli altri, sono stati creati per vivere insieme. Nei contrasti, pazienta: un giorno scoprirai che ognuno è depositario di un frammento di verità.

Ama le persone. Amale ad una ad una. Rispetta il cammino di tutti, lineare o travagliato che sia, perché ognuno ha la sua storia da raccontare. Anche ognuno di noi ha la propria storia da raccontare. Ogni bambino che nasce è la promessa di una vita che ancora una volta si dimostra più forte della morte. Ogni amore che sorge è una potenza di trasformazione che anela alla felicità.

Gesù ci ha consegnato una luce che brilla nelle tenebre: difendila, proteggila. Quell’unico lume è la ricchezza più grande affidata alla tua vita.

E soprattutto, sogna! Non avere paura di sognare. Sogna! Sogna un mondo che ancora non si vede, ma che di certo arriverà. La speranza ci porta a credere all’esistenza di una creazione che si estende fino al suo compimento definitivo, quando Dio sarà tutto in tutti. Gli uomini capaci di immaginazione hanno regalato all’uomo scoperte scientifiche e tecnologiche. Hanno solcato gli oceani, hanno calcato terre che nessuno aveva calpestato mai. Gli uomini che hanno coltivato speranze sono anche quelli che hanno vinto la schiavitù, e portato migliori condizioni di vita su questa terra. Pensate a questi uomini.

Sii responsabile di questo mondo e della vita di ogni uomo. Pensa che ogni ingiustizia contro un povero è una ferita aperta, e sminuisce la tua stessa dignità. La vita non cessa con la tua esistenza, e in questo mondo verranno altre generazioni che succederanno alla nostra, e tante altre ancora. E ogni giorno domanda a Dio il dono del coraggio. Ricordati che Gesù ha vinto per noi la paura. Lui ha vinto la paura! La nostra nemica più infida non può nulla contro la fede. E quando ti troverai impaurito davanti a qualche difficoltà della vita, ricordati che tu non vivi solo per te stesso. Nel Battesimo la tua vita è già stata immersa nel mistero della Trinità e tu appartieni a Gesù. E se un giorno ti prendesse lo spavento, o tu pensassi che il male è troppo grande per essere sfidato, pensa semplicemente che Gesù vive in te. Ed è Lui che, attraverso di te, con la sua mitezza vuole sottomettere tutti i nemici dell’uomo: il peccato, l’odio, il crimine, la violenza; tutti nostri nemici.

Abbi sempre il coraggio della verità, però ricordati: non sei superiore a nessuno. Ricordati di questo: non sei superiore a nessuno. Se tu fossi rimasto anche l’ultimo a credere nella verità, non rifuggire per questo dalla compagnia degli uomini. Anche se tu vivessi nel silenzio di un eremo, porta nel cuore le sofferenze di ogni creatura. Sei cristiano; e nella preghiera tutto riconsegni a Dio.

E coltiva ideali. Vivi per qualcosa che supera l’uomo. E se un giorno questi ideali ti dovessero chiedere un conto salato da pagare, non smettere mai di portarli nel tuo cuore. La fedeltà ottiene tutto.

Se sbagli, rialzati: nulla è più umano che commettere errori. E quegli stessi errori non devono diventare per te una prigione. Non essere ingabbiato nei tuoi errori. Il Figlio di Dio è venuto non per i sani, ma per i malati: quindi è venuto anche per te. E se sbaglierai ancora in futuro, non temere, rialzati! Sai perché? Perché Dio è tuo amico.

Se ti colpisce l’amarezza, credi fermamente in tutte le persone che ancora operano per il bene: nella loro umiltà c’è il seme di un mondo nuovo. Frequenta le persone che hanno custodito il cuore come quello di un bambino. Impara dalla meraviglia, coltiva lo stupore.

Vivi, ama, sogna, credi. E, con la grazia Dio, non disperare mai.