AVVENTO E NATALE 2018


 Sussidio CEI Avvento-Natale 2018 

E' on line il Sussidio liturgico pastorale per l'Avvento-Natale 2018, a cura dell'Ufficio Liturgico Nazionale della CEI. 

Il sussidio si divide nei due tempi di Avvento e Natale. Per ogni Domenica e festività offre riflessioni bibliche, indicazioni liturgiche e suggerimenti per l’animazione musicale. Particolare attenzione è data alla famiglia attraverso la proposta un breve momento di preghiera per ciascuna domenica di Avvento,inoltre è possibile scaricare in formato Pdf il sussidio completo già impaginato e il sussidio con tutte le partiture per la Liturgia delle Ore.     https://liturgico.chiesacattolica.it/sussidio-avvento-natale-2018/   

Avvento In Visibile - Sussidio di Avvento 2018

Itinerario vocazionale che vuole richiamare l’attenzione a rendere visibile il cammino di discernimento della propria storia, a rendere visibile la Parola di Dio con il proprio stile di vita unito a Gesù che viene incontro all’umanità. Il titolo del sussidio gioca sulla parola in visibile proprio a identificare e percorrere il cammino dell’attesa di ciascuno che porta a incontrare l’invisibile che diventa vita, incontro del Verbo che si fa carne. 
Ogni domenica è strutturata in 4 parti: 
- La Parola In Visibile: il Vangelo delle Domeniche di Avvento e della Solennità dell’Immacolata con un breve commento a carattere vocazionale. 
La Testimonianza In Visibile: un testimone della fede che aiuterà il cammino di discernimento. 
La Vita In Visibile: proposta di un’attività per tradurre in vita l’itinerario di avvento. 
La Preghiera In Visibile: un Salmo con il quale confrontarsi e pregare.

 

SCARICA  Avvento In Visibile - Itinerario di Avvento 2018.pdf

BOLLETTINO PARROCCHIALE NR.351 NATALE 2018

Progetto parrocchiale Anno 2018 - 2019  (Work in progress)

Premessa

Il buon Pastore, unico e perfetto, sempre presente e operante, è il Signore Cristo Gesù.

La vita pastorale è corrispondere a Gesù, perciò le virtù più importanti sono la fede e la obbedienza. Con la preghiera cerchiamo il cuore, il pensiero, l'azione di Gesù

Con la obbedienza traduciamo in atto le sue indicazioni e corrispondiamo alle sue azioni.

Gesù è presente in tutta la chiesa, specialmente nei suoi Pastori 

In questo periodo, il Papa e il Vescovo, insistono sulla "Rivisitazione missionaria della nostra Chiesa"  Dunque questo sarà orizzonte del nostro programma. Dopo il titolo e le sue declinazioni, ad ogni proposta operativa mettiamo la parola "Mission". il nostro impegno sarà dunque non fare cose nuove, ma fare in modo nuovo, cioè più missionario, tutte le cose. Superando l'autocentrazione e l'autosufficienza, tendere ad essere cristiani più aperti e propositivi, più liberi e comunionali. Ricordando che non sono i risultati che contano - quelli è Dio a deciderli - ma la nostra fedeltà, passione ed eroica dedizione, al compito oggi ricevuto. 

 

 

1. TITOLO:

 

LO SPIRITO SANTO SEMPRE FA NASCERE E RINASCERE LA CHIESA

Tutti più Missionari

 

La pagina biblica della PENTECOSTE, fa da guida dell'anno, in rapporto ad una rinnovata attenzione al mistero della CHIESA.  Il fondamento è la Nota Pastorale del vescovo Zuppi: "Ciascuno li udiva parlare la propria lingua" col suo sottotitolo "Tutti più missionari".

Domanda: Come è la nostra parrocchia? Come lo Spirito vuole sia la nostra comunità? Cosa imparare dal confronto con la Chiesa degli Atti degli Apostoli? Cosa significa mettere al primo posto il "KERIGMA"? Temi che riprendono il grande carisma del Concilio Vaticano II. 

 

2. QUATTRO PUNTI DI DECLINAZIONE:

Dalla Pentecoste, nascono 4 declinazioni, o punti operativi, intorno alla azione dello Spirito:                          

                              1. Spirito di Santità

                              2. Spirito di Unità

                              3. Spirito di Verità 

                              4. Spirito di Carità

 

Il primo punto, sviluppa il rapporto dello Spirito con la Vita interiore. Sullo sfondo c'è l'impegno per la preghiera, individuale e comunitaria, ascolto della Parola, direzione spirituale. Riferimenti: la Gaudete ed Exultate di Papa Francesco e i sacramenti della Eucaristia e Penitenza. E' la direzione operativa meno programmabile, perché si muove nella realtà della libertà di Dio e dell'uomo. Si vede comunque, quando una parrocchia prega e cura innanzitutto la vita spirituale, mettendo Dio al primo posto. Importanza a Piumazzo della Comunità Religiosa delle Minime.

 

Il secondo punto, ha un obiettivo molto concreto: la strutturazione di un progetto di Comunione fra parrocchie della zona di Castelfranco Emilia. E' la grande svolta pastorale recente dell'Arcivescovo Zuppi, focalizzata attorno alla Assemblea di Zona, da preparare e irradiare. Parrocchie collegate reciprocamente, per una vision e una mission comune, nella conoscenza, affetto e servizio. 

 

Il terzo punto, sottolinea l'Insegnamento, nella missione di Gesù, dei discepoli e della chiesa. E' l'impegno classico, per il catechismo dei fanciulli, della predicazione liturgica, allargata a forme nuove, destinatari più ampi, magari difficili, come le famiglie e i giovani. 

 

Il quarto punto, riprende l'universo della Misericordia, per divenire Chiesa sempre più espressione dell'amore di Gesù verso i piccoli, i sofferenti, malati, persone smarrite, provate in ogni modo. Chiediamo allo Spirito di farci vedere i poveri e di camminare con e per loro. In questo Spirito di Carità, stanno tutte le nostre iniziative oratoriane, per il paese, i giovani, famiglie e stranieri. E anche l'ambito della nostra Scuola dell'Infanzia.

 

 

3. SETTE AMBITI DI IMPEGNO: LE MISSIONI

 

A. MISSION ORATORIO

Pensare ai giovani può essere una sterile ossessione, ma anche una amorevole corrispondenza a quanto la chiesa sta vivendo, col Sinodo, e a come è fatta la nostra parrocchia. Lo scorso anno si è lavorato con Valeria, Oltre, Gerry e Marco, per una miglior organizzazione degli spazi ricreativi, aggregativi, espressivi. Continuiamo, incrementando accoglienza e provando a costruire proposte, attraverso la costituzione di un Comitato di Programmazione, per passare da una fruizione occasionale, ad una realtà più strutturata, in tutto quello che per i ragazzi significa vita, amicizia e crescita: gioco, teatro, musica, cultura, fede ... con disciplina e lavoro. 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

B. MISSION PAROLA DI DIO E CONFESSIONALE

L'attenzione alla Parola e alla preghiera è un ambito imprescindibile. Riprendere le giornate dedicate al Sacramento della Riconciliazione, la lectio divina, quest'anno sullo Spirito e sugli Atti degli Apostoli, aggiungendo un momento di preghiera che ancora non c'è, tipo gruppi del Rinnovamento, per dare alle persone più occasioni di incontrarsi nella preghiera. Anche ai giovani, con serate dedicate, coi loro canti e stili adatti a loro. 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

C. MISSION ASSEMBLEA DI ZONA

Sotto la guida di un Coordinatore, indicato dall'Arcivescovo, (don Remigio Ricci),  i parroci di zona nominano un Presidente e un Segretario, laici, della Assemblea di Zona, per un cammino di vita comune, fra parrocchie, nei vari ambiti della pastorale. 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

D. MISSION MESSA DOMENICALE E CATECHISMO

Dal 6 ottobre 2018 riprende il catechismo - del quale la programmazione è in atto - con il doppio orario della messa 10,00 e 11,00. Introduzione graduale dei piccoli e rilevanza speciale data ai gruppi di Comunione e Cresima. Circa gli adulti, accanto a Catechesi prebattesimale, a Piumazzo si terrà anche questo anno una catechesi in preparazione alla Cresima e al matrimonio. Il Gruppo liturgico prepara un progetto Messa legata allo Spirito, nella Liturgia.   

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

E. MISSION MALATI E GIORNATA DEI POVERI

Sostenendo le inziative della Caritas parrocchiale, mettere in atto forme nuove e antiche di attenzione e conoscenza, circa la sofferenza. "Chi vede pochi poveri, ha poco amore". Mettere in rapporto le opere di misericordia con l'universo dei giovani, preparare per tempo "la giornata e il pranzo dei poveri" 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

F.  MISSION STRANIERI

Il rapporto con gli stranieri qui residenti, è una delle forme di missione "ad gentes" del nostro tempo.  Puntando sulla verità dei rapporti quotidiani, interpersonali, ci orientiamo alla Pentecoste 2019, per la festa "Ogni uomo è mio fratello" sul tema delle "lingue", come ci indica l'arcivescovo. Un ambito speciale è il rapporto con le badanti, molte della quali partecipano alla messa domenicale e ai loro assistiti. 

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi 

 

G. MISSION SCUOLA MATERNA GISA CROTTI

La Scuola Materna è punto di riferimento essenziale per la nostra comunità. Pianta secolare, fortissima, ma anche bisognosa di cure, potature, protezioni. Alla luce della Pentecoste, incrementiamo la multiforme Partecipazione di ogni componente (Suore, insegnanti, genitori, volontari). Nelle Scuole Materne parrocchiali sono in atto grandi trasformazioni, gestionali, culturali e giuridiche: docili e fiduciosi alla scuola dello Spirito, traghettiamo felicemente, sotto la Sua forza e ispirazione, questi cambiamenti, "non come ostacoli, ma come occasioni"

Incaricati, destinatari, tempi e luoghi  

 

4   I CINQUE PUNTI DEL KERIGMA 

 

Accanto alla Pentecoste, il progetto di Zuppi mette in primo piano il metodo della evangelizzazione tramite Kerigma. E' una parola tecnica, desunta dagli scritti di S Luca, che Significa letteralmente  "primo annuncio" "annuncio sintetico". E' esemplificato nei cinque grandi discorsi di Pietro e Paolo, contenuti negli Atti degli Apostoli. E' uno schema che si ripete, che consiste non in una semplice predicazione con un contenuto formale,  tipo "Gesù è morto e risorto"  che, buttato là, lascia il tempo che trova. Il Kerigma è invece un raffinato e delicatissimo modo di mettere in luce l'opera di Dio, che già è in atto nelle anime e nel mondo, l'apostolo deve solo svelarla e coltivare. Il punto importante, spesso trascurato, è il primo: cogliere la presenza di Dio nella vita profonda delle persone, e per "profonda", si intende la vita vera, il vero desiderio, il vero dolore, la vera esperienza, la consapevolezza di cosa ti sta succedendo in questo momento.  Da questa scoperta di "ciò che accade, e ciò che io voglio" inizia il vangelo. Dopo questo importantissimo incipit, il Kerigma si sviluppa in queste parti:

 

1. L'esperienza forte, sincera, che stiamo vivendo

2. Il contesto di Dio, Creatore e Provvidenza: Storia della Salvezza

3. Lo sguardo al mistero del "respinto glorificato": Gesù morto e risorto 

4. L'esperienza dello Spirito, come energia e nuova visione nuova

5. La confessione e il perdono, meta e vetta del cammino. Liberazione dal "peso"

 

Come inserire questo tema, in un Programma Pastorale? 

a. Facendone argomento all'interno della formazione responsabili, catechesi, liturgia carità. 

b. Sottolineando l'aspetto finale, in una pastorale del sacramento del Perdono 

c. mettendone in luce le dimensioni intermedie, nei tempi dell'Anno Liturgico: in Avvento la n 2; in Quaresima la n 3; dopo Pasqua la n 4. 

d. Rendendolo anima di una generale dinamica missionaria, non solo dei responsabili, ma di tutti i fedeli, specialmente nel primo punto del Kerigma.  

 

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CALENDARIO DELL'ANNO -  appuntamenti da inserire in agenda:

  • Incontro di Consiglio Pastorale. 
  • Inizio e fine del catechismo, delle domeniche "a messa col cuore", giorni delle confessioni dei bimbi di 4* e 5*
  • Riunioni catechisti di inizio anno, nel corso dell'anno, specie in preparazione ai momenti forti: Avvento, Quaresima, Pasqua, Ottavario. Incontri formativi vicariali e di zona. 
  • Riunioni genitori di inizio anno; durante l'anno; coi bimbi di sabato; in preparazione ai sacramenti della Comunione e Cresima, appuntamenti prima dei sacramenti. 
  • Giorno e ora: Prima Confessione, Comunione, Cresima
  • Appuntamenti di Pastorale giovanile: medie, giovanissimi e giovani, parrocchiali e zona
  • Incontro del gruppo liturgia 
  • incontri del gruppo carità. 
  • Riunione in Preparazione alle Feste del Ringraziamento, dell' Ottavario (molto prima dello scorso anno), di S. Giacomo patrono
  • Incontri di preparazione bollettino
  • Incontri di preparazione ai battesimi
  • date "24 ore per il Signore" con sacramneto della Penitenza
  • Incontri collegiali alla Scuola Materna
  • Ritiri del clero e giornate diocesane
  • Periodi assenza del parroco per Cammino
  • Novene di Natale e Immacolata, di adulti e bambini
  • Benedizioni Pasquali
  • Estate Ragazzi
  • Giornate comunitarie all'Asilo: Festa di inizio e fine anno, giornate dei nonni, dei papà delle mamme, di Natale e Pasqua. 
  • Giornate incontri zonali
  • Date di verifica quattro punti del programma: santità, unità, verità, carità.  
  • Incontri del Consiglio per gli Affari Economici

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OGNI MERCOLEDI'

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA 

OGNI GIOVEDI'

 

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DEL SANTO ROSARIO

PAGINE PIU' VISTE OTTOBRE 2018

ULTIMI AGGIORNAMENTI


IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

Preghiera del 23.dicembre 2018

PREGHIERE per il NATALE

Vieni di notte, 
ma nel nostro cuore è sempre notte: 
e, dunque, vieni sempre, Signore. 

Vieni in silenzio, 
noi non sappiamo più cosa dirci: 
e, dunque, vieni sempre, Signore. 

Vieni in solitudine, 
ma ognuno di noi è sempre più solo: 
e, dunque, vieni sempre, Signore. 

Vieni, figlio della pace, 
noi ignoriamo cosa sia la pace: 
e, dunque, vieni sempre, Signore. 

Vieni a liberarci, 
noi siamo sempre più schiavi: 
e, dunque, vieni sempre, Signore. 

Vieni a consolarci, 
noi siamo sempre più tristi: 
e, dunque, vieni sempre, Signore. 

Vieni a cercarci, 
noi siamo sempre più perduti: 
e, dunque, vieni sempre, Signore, 

Vieni, Tu che ci ami: 
nessuno è in comunione col fratello 
se prima non è con Te, o Signore. 

Noi siamo lontani, smarriti, 
né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo: 
vieni, Signore, 
vieni sempre, Signore.

(David Maria Turoldo)

 

LA FOTO DELLA SETTIMANA

La foto del 16.dicembre 2018

CANTARE INSIEME FA BENE!

CORO SAN GIACOMO
CORO SAN GIACOMO
Cantare in coro fa bene perchè stimola la creatività, le relazioni sociali e affettive, sviluppa l'ascolto, l'attenzione, l'espressione e la comunicazione e fa' apprendere un nuovo linguaggio, quello musicale.
Nel coro non ci sono differenze, alti e bassi, grassi o magri, giovani e meno giovani, tutti sono ugualmente importanti e ognuno contribuisce con la propria voce a creare un suono magico e meraviglioso, il suono del CORO.
Il Coro S. Giacomo di Piumazzo, presente in parrocchia da 25 anni anima le celebrazioni liturgiche della comunità e organizza concerti e attività culturali e musicali.
Stiamo cercando nuove voci, femminili e maschili, e una potrebbe essere proprio la tua!
Per informazioni rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa. Ti aspettiamo! 
Elenco dei prossimi appuntamenti del Coro S. Giacomo: 

Come Maria

(Bruno Ferrero, A volte basta un raggio di sole)

Una notte ho fatto un sogno splendido. Vidi una strada lunga, una strada che si snodava dalla terra e saliva su nell'aria, fino a perdersi tra le nuvole, diretta in cielo. Ma non era una strada comoda, anzi era una strada piena di ostacoli, cosparsa di chiodi arrugginiti, pietre taglienti e appuntite, pezzi di vetro. La gente camminava su quella strada a piedi scalzi. I chiodi si conficcavano nella carne, molti avevano i piedi sanguinanti. Le persone però non desistevano: volevano arrivare in cielo. Ma ogni passo costava sofferenza e il cammino era lento e penoso. Ma poi, nel mio sogno, vidi Gesù che avanzava. Era anche lui a piedi scalzi. Camminava lentamente, ma in modo risoluto. E neppure una volta si ferì i piedi. 
Gesù saliva e saliva. Finalmente giunse al cielo e là si sedette su un grande trono dorato. Guardava in giù, verso quelli che si sforzavano di salire. Con lo sguardo e i gesti li incoraggiava. Subito dopo di lui, avanzava Maria, la sua mamma. 
Maria camminava ancora più veloce di Gesù. 
Sapete perché? Metteva i suoi piedi nelle impronte lasciate da Gesù. Così arrivò presto accanto a suo Figlio, che la fece sedere su una grande poltrona alla sua destra. 
Anche Maria si mise ad incoraggiare quelli che stavano salendo e invitava anche loro a camminare nelle orme lasciate da Gesù, come aveva fatto lei. 
Gli uomini più saggi facevano proprio così e procedevano spediti verso il cielo. Gli altri si lamentavano per le ferite, si fermavano spesso, qualche volta desistevano del tutto e si accasciavano sul bordo della strada sopraffatti dalla tristezza. 

Una mattina un professore di cardiologia condusse gli alunni al laboratorio di anatomia umana dell'Università. 
Stavano osservando alcuni organi, quando notarono un cuore smisuratamente grande. 
Il professore chiese ai ragazzi se sapevano dire a chi fosse appartenuto, intendendo quale malattia avesse causato la morte di quella persona. 
"Io lo so" disse un ragazzo, in tono molto serio. "Era il cuore di una madre".

 

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

Liturgia della Settimana - Il Commento al Vangelo del giorno

[2018-12-16] Che cosa dobbiamo fare? (dom, 16 dic 2018)
L'insegnamento di Cristo, la nostra libera adesione alla sua dottrina, assunta con il battesimo e ribadita con la Cresima, implicano la nostra continua conversione. Un salmista definisce la Parola di Dio «lampada ai miei passi, luce sul mio cammino». Ciò vuol dire che tutta la nostra vita deve orientarsi a Dio e questo accade realmente soltanto quanto alla fede seguono le opere. La prima virtù da praticare è però la carità, che è amore, gratitudine e lode a Dio e rispetto del nostro...
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[2018-12-17] Non solo una lista di nomi. (Mon, 17 Dec 2018)
I primi diciassette versetti del Vangelo di Matteo contengono una lunga lista di nomi. Vogliono raccontare una genealogia che inizia da Abramo, nostro padre nella fede, e giunge fino a Cristo, della stirpe di Davide. E' difficile per chi non è assuefatto al linguaggio biblico comprendere che dentro ogni nome è contenuta una storia sacra, apparentemente slegata l'una dall'altra, storia di ansie e di dolori, di santità e di tradimenti, di attese e di speranze, che risultano alla fine, in una...
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IV DOMENICA AVVENTO ANNO C 2018


Beata sei tu, Maria, perché hai creduto!

23.DICEMBRE 2018

Con Maria anche noi, oggi, in questo Natale, abbiamo la possibilità di credere alla promessa di Dio. Una promessa che ha il volto di un bambino, il piccolo Gesù, che nasce a Betlemme; una promessa di gioia e di pace. Come Maria, siamo chiamati ad una fede “dagli occhi aperti”, per renderci conto dell’azione di Dio in mezzo a noi. 

Vergine Maria, tu non hai cercato assicurazioni contro i rischi, vantaggi personali, spiegazioni ad ogni perché. Ti sei fidata della bontà di Dio, gli hai fatto spazio nella tua vita, ed Egli ha fatto di te la Madre del suo Figlio, la prima dei credenti! Beata sei tu, Maria, e con te beati tutti coloro che senza fare storie, con semplicità, donano a Dio se stessi, tutto quello che hanno e che sono. Mamma nostra, aiutaci a dire con te e come te: Si compia in me la tua volontà, Signore! Marana tha, vieni Signore Gesù!

PROVVISTE DI VIAGGIO

VANGELO IN IMMAGINI

IV domenica avvento C 2018

In questa quarta domenica del nostro cammino di Avvento, il Vangelo ci presenta in primo piano Maria, la Madonna, con su lo sfondo la casa di Elisabetta e Zaccaria. L'incontro di due mamme e di due bambini ancora non nati, ma vivi, gioiosi e scalpitanti, come sussurra il Vangelo. Tutte e due le donne stanno vivendo una esperienza straordinaria, singolare e prodigiosa. Anche loro vivono il proprio Avvento, il tempo dell'attesa e della promessa. E, cosa importante, lo vivono insieme. Il dialogo che intercorre fra Maria ed Elisabetta è il dialogo della gioia, una gioia contagiosa, fisica e percepibile dall'esterno, scaturita per tutte e due da una Parola che ha parlato e da un Sì di fiducia e affidamento pronunciato. E' l'attesa e la realizzazione di quella promessa fatta da Dio all'uomo. Ed è questo anche il nostro avvento? Sperimentiamo veramente la gioia dell'attesa? E l'esperienza straordinaria dell'incontro? Sentiamo scalciare nel nostro cuore quell'Uomo-Dio che viene a stare con noi? Spero di sì, per me, per tutti e per ognuno di voi. Se non abbiamo questa tensione, avremo un natale senza Bambino, un natale senza festeggiato, una nascita senza accoglienza e senza uno spazio per inginocchiarsi ed adorare.

VIDEO VANGELO PER I BAMBINI

VIDEO DELLA SETTIMANA

"Non sappiamo bene come dire 'cos'è il cielo'" - papa Francesco

l cielo è l'incontro definitivo con Gesù Video con parole di Papa Francesco e filmati di sottofondo.

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

16.dicembre  2018

Le sfide del futuro. Così nasce la Chiesa di domani

Come sarà la Chiesa cattolica nei prossimi decenni? La domanda è legittima – specialmente per un giornale che si volle chiamare Avvenire, proprio nei primi anni dopo il Concilio – perché il cristiano sogna, spera, cammina. Volgere lo sguardo al futuro vuol dire anzitutto confidare nel primato della grazia di Dio, che previene, accompagna e segue ogni retto umano agire. Il vento dello Spirito soffia dove vuole e, per sentirne la voce e sapere dove va, oggi la Chiesa è chiamata ad orientarsi con la rosa dei venti disegnata dall’insegnamento di papa Francesco. Il discernimento si fa tenendo insieme i principali vettori presenti nei documenti e negli eventi ecclesiali che ci sono dati. Viviamo già in una Chiesa in uscita, che non teme venti contrari e resistenze.

Certamente è il poliedro della gioia, tracciato sulla carta nautica magisteriale – con Evangelii gaudiumLaudato si’Amoris laetitia e Gaudete et exsultate –, che indica la rotta della navicella di Pietro. Il Vangelo, la creazione, la famiglia e la santità sono le stelle di quel firmamento che illumina il cammino gioioso dei discepoli di Cristo sulle vie sempre nuove di Dio. Il nostro sguardo, mentre scruta l’orizzonte dove cielo e terra sembrano confondersi, crede alle promesse di Dio e guarda con realismo alle sfide contemporanee per coglierle come opportunità. All’interno e all’esterno, la Chiesa discerne i segni del tempo presente, come avvenne con le Costituzioni conciliari Lumen gentium e Gaudium et spes. In primo luogo, dell’urgenza di una effettiva conversione pastorale tutto il popolo di Dio sta diventando sempre più consapevole. Il ministero ordinato e il laicato non sono più percepiti come spazi occupati; l’esperienza del rinnovamento sinodale ha innescato un processo destinato a proseguire. Il progressivo impegno dei laici, e specialmente delle donne, nei ruoli di responsabilità e nei processi di partecipazione ecclesiali è solo all’inizio: dal suo sviluppo dipenderà il contenimento del clericalismo.

In questa direzione, la Costituzione apostolica Episcopalis communio ha fatto un significativo passo in avanti, stabilendo la consultazione del popolo di Dio prima di ogni assemblea sinodale. Inoltre, la sinodalità tocca la questione della collegialità episcopale, tema ancora ingessato nel quadro della «Nota esplicativa previa» di Lumen gentium, e con esso anche l’ampliamento delle competenze delle Conferenze episcopali, nell’ottica di una «salutare decentralizzazione» (Eg, 16). Già le due assemblee sinodali sulla famiglia hanno messo in luce la necessità di un discernimento personale e comunitario che tenga conto, insieme alla dottrina, delle diverse situazioni pastorali alla luce della misericordia e della coscienza. Nella medesima direzione, il recente Sinodo sui giovani, trattando del discernimento vocazionale, ha aperto la strada per interrogarsi in modo rinnovato sull’identità e la missione dei presbiteri nel mondo odierno. Si tratta di un’urgenza determinata anche dalla situazione degli abusi del clero: nei prossimi anni non si potrà fare a meno di affrontare – con coraggio, saggezza ed equilibrio – la gerarchia dei significati della sessualità; questione peraltro riguardante non solo i preti e i religiosi, ma ancor prima i giovani, le coppie, le famiglie.

Per quanto riguarda il rapporto tra Chiesa e società, la strada più promettente è ampiamente tracciata dalla Laudato si’, nel segno della stretta correlazione tra vulnerabilità umana e del pianeta, tra questioni sociali ed economico-finanziarie. Il prossimo Sinodo per la regione panamazzonica sarà una concreta occasione contestuale per applicare le indicazioni principali dell’enciclica, che hanno valore sia per la Chiesa universale sia per il mondo intero. Di fatto, stanno sempre più emergendo temi nuovi, assenti o appena accennati nel Catechismo della Chiesa cattolica, ormai bisognoso di aggiornamento, come pure – prendendo il caso dell’Italia – appare indispensabile una nuova edizione degli orientamenti di pastorale familiare.

I cambiamenti pastorali divengono effettivi quando sono finalmente recepiti dal diritto canonico; oggi la norma missionis comincia ad assumere la forma di disposizioni, procedure, canoni. I numerosi interventi di natura giuridica con Motu proprio da parte di papa Francesco ne danno prova. Nel prossimo futuro, il metodo di codificazione canonica affronterà la sfida del rapporto tra universalità e particolarità del diritto. Dopo una lunga stagione di percorsi paralleli tra magistero, teologia, diritto e pastorale, negli anni a venire la Chiesa non potrà che accogliere il dono e assumere il compito di una rinnovata armonia ad intra e ad extra, quale miglior frutto dell’impronta missionaria con cui l’attuale pontificato ha irreversibilmente ravvivato l’alba incompiuta del Concilio Vaticano II.

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

Gaudete et Exsultate - Esortazione apostolica sulla chiamata alla santita' nel mondo contemporaneo

Descrizione

1. «Rallegratevi ed esultate» (Mt 5,12), dice Gesù a coloro che sono perseguitati o umiliati per causa sua. Il Signore chiede tutto, e quello che offre è la vera vita, la felicità per la quale siamo stati creati. Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un'esistenza mediocre, annacquata, inconsistente. In realtà, fin dalle prime pagine della Bibbia è presente, in diversi modi, la chiamata alla santità. Così il Signore la proponeva ad Abramo: «Cammina davanti a me e sii integro» (Gen 17,1). 2. Non ci si deve aspettare qui un trattato sulla santità, con tante definizioni e distinzioni che potrebbero arricchire questo importante tema, o con analisi che si potrebbero fare circa i mezzi di santificazione. Il mio umile obiettivo è far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità, cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità. Perché il Signore ha scelto ciascuno di noi «per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità» (Ef 1,4).

 

DIOCESI DI BOLOGNA

Prossimi appuntamenti

Messa di Natale

  •  Lunedì 24 dicembre
  •  
  •  21:30
  •  
  •  Nel Piano Hall della stazione ferroviaria Alta Velocità

Molti provenienti da tante parti di Bologna si ritrovano ormai da 4 anni a questo appuntamento, tanti che attraverso associazioni, movimenti, o semplicemente come persone non indifferenti alle sofferenze di chi vive nell’emarginazione, impoverito o costretto alle moderne forme di schiavitù, prostituzione compresa, desiderano dare un segno di visibilità a quella Bologna che in mille modi si fa prossima e cerca di non lasciare indietro nessuno.

Messa della Notte di Natale

  •  Lunedì 24 dicembre
  •  
  •  23:00
  •  
  •  In Cattedrale

Messa di Natale

  •  Martedì 25 dicembre
  •  
  •  09:30
  •  
  •  Nel Carcere della Dozza

Messa di Natale

  •  Martedì 25 dicembre
  •  
  •  17:30
  •  
  •  In Cattedrale

Primi Vespri della solennità di Maria Santissima Madre di Dio e solenne Te Deum di fine anno

  •  Lunedì 31 dicembre
  •  
  •  18:00
  •  
  •  In San Petronio

LE PAROLE DEL PAPA

Essere come san Giuseppe: uomo dei sogni, ma non un sognatore; uomo del silenzio, perché rispetta il piano di Dio


PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE  Piazza San Pietro  Mercoledì, 12 dicembre 2018

Catechesi sul “Padre nostro”: 2. Una preghiera che chiede con fiducia

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Proseguiamo il cammino di catechesi sul “Padre nostro”, iniziato la scorsa settimana. Gesù mette sulle labbra dei suoi discepoli una preghiera breve, audace, fatta di sette domande – un numero che nella Bibbia non è casuale, indica pienezza. Dico audace perché, se non l’avesse suggerita il Cristo, probabilmente nessuno di noi – anzi, nessuno dei teologi più famosi - oserebbe pregare Dio in questa maniera.

Gesù infatti invita i suoi discepoli ad avvicinarsi a Dio e a rivolgergli con confidenza alcune richieste: anzitutto riguardo a Lui e poi riguardo a noi. Non ci sono preamboli nel “Padre nostro”. Gesù non insegna formule per “ingraziarsi” il Signore, anzi, invita a pregarlo facendo cadere le barriere della soggezione e della paura. Non dice di rivolgersi a Dio chiamandolo “Onnipotente”, “Altissimo”, “Tu, che sei tanto distante da noi, io sono un misero”: no, non dice così, ma semplicemente «Padre», con tutta semplicità, come i bambini si rivolgono al papà. E questa parola “Padre”, esprime la confidenza e la fiducia filiale.

La preghiera del “Padre nostro” affonda le sue radici nella realtà concreta dell’uomo. Ad esempio, ci fa chiedere il pane, il pane quotidiano: richiesta semplice ma essenziale, che dice che la fede non è una questione “decorativa”, staccata dalla vita, che interviene quando sono stati soddisfatti tutti gli altri bisogni. Semmai la preghiera comincia con la vita stessa. La preghiera – ci insegna Gesù – non inizia nell’esistenza umana dopo che lo stomaco è pieno: piuttosto si annida dovunque c’è un uomo, un qualsiasi uomo che ha fame, che piange, che lotta, che soffre e si domanda “perché”. La nostra prima preghiera, in un certo senso, è stato il vagito che ha accompagnato il primo respiro. In quel pianto di neonato si annunciava il destino di tutta la nostra vita: la nostra continua fame, la nostra continua sete, la nostra ricerca di felicità.

Gesù, nella preghiera, non vuole spegnere l’umano, non lo vuole anestetizzare. Non vuole che smorziamo le domande e le richieste imparando a sopportare tutto. Vuole invece che ogni sofferenza, ogni inquietudine, si slanci verso il cielo e diventi dialogo.

Avere fede, diceva una persona, è un’abitudine al grido.

Dovremmo essere tutti quanti come il Bartimeo del Vangelo (cfr Mc 10,46-52) – ricordiamo quel passo del Vangelo, Bartimeo, il figlio di Timeo -, quell’uomo cieco che mendicava alle porte di Gerico. Intorno a sé aveva tanta brava gente che gli intimava di tacere: “Ma stai zitto! Passa il Signore. Stati zitto. Non disturbare. Il Maestro ha tanto da fare; non disturbarlo. Tu sei fastidioso con le tue grida. Non disturbare”. Ma lui, non ascoltava quei consigli: con santa insistenza, pretendeva che la sua misera condizione potesse finalmente incontrare Gesù. E gridava più forte! E la gente educata: “Ma no, è il Maestro, per favore! Fai una brutta figura!”. E lui gridava perché voleva vedere, voleva essere guarito: «Gesù, abbi pietà di me!» (v. 47). Gesù gli ridona la vista, e gli dice: «La tua fede ti ha salvato» (v. 52), quasi a spiegare che la cosa decisiva per la sua guarigione è stata quella preghiera, quella invocazione gridata con fede, più forte del “buonsenso” di tanta gente che voleva farlo tacere. La preghiera non solo precede la salvezza, ma in qualche modo la contiene già, perché libera dalla disperazione di chi non crede a una via d’uscita da tante situazioni insopportabili.

Certo, poi, i credenti sentono anche il bisogno di lodare Dio. I vangeli ci riportano l’esclamazione di giubilo che prorompe dal cuore di Gesù, pieno di stupore riconoscente al Padre (cfr Mt 11,25-27). I primi cristiani hanno perfino sentito l’esigenza di aggiungere al testo del “Padre nostro” una dossologia: «Perché tua è la potenza e la gloria nei secoli» (Didaché, 8, 2).

Ma nessuno di noi è tenuto ad abbracciare la teoria che qualcuno in passato ha avanzato, che cioè la preghiera di domanda sia una forma debole della fede, mentre la preghiera più autentica sarebbe la lode pura, quella che cerca Dio senza il peso di alcuna richiesta. No, questo non è vero. La preghiera di domanda è autentica, è spontanea, è un atto di fede in Dio che è il Padre, che è buono, che è onnipotente. È un atto di fede in me, che sono piccolo, peccatore, bisognoso. E per questo la preghiera, per chiedere qualcosa, è molto nobile. Dio è il Padre che ha un’immensa compassione di noi, e vuole che i suoi figli gli parlino senza paura, direttamente chiamandolo “Padre”; o nelle difficoltà dicendo: “Ma Signore, cosa mi hai fatto?”. Per questo gli possiamo raccontare tutto, anche le cose che nella nostra vita rimangono distorte e incomprensibili. E ci ha promesso che sarebbe stato con noi per sempre, fino all’ultimo dei giorni che passeremo su questa terra. Preghiamo il Padre nostro, cominciando così, semplicemente: “Padre” o “Papà”. E Lui ci capisce e ci ama tanto.