CORONAVIRUS - COMUNICAZIONE DELLA DIOCESI PER LE CELEBRAZIONI

SOSPESE LE BENEDIZIONI QUESTA SETTIMANA   ,LE DATE DEI RECUPERI SARANNO COMUNICATE TEMPESTIVAMENTE

24

FEB

LUNEDI'

Via Cassola Di Sopra

25

FEB

MARTEDI'

Via Saffi

26

FEB

MERCOLEDI'

Via Chiusone e Via Parollara

27

FEB

GIOVEDI'

Via Santa Maria e Via Belfiore

28

FEB

VENERDI'

Via Noce e Via Lago di Garda

29

FEB

SABATO

Via Mazzini e Via Libertà

26.FEBBRAIO MERCOLEDì DELLE CENERI

Mercoledì 26 febbraio, giorno di digiuno e astinenza dalle carni. Inizia così la Quaresima.

La Chiesa tutti i venerdì raccomanda caldamente l’astinenza dalle carni, cioè una piccola mortificazione per lasciare più spazio al Signore nella preghiera e nel soccorso del povero, condividendo con lui ciò che serve a una vita dignitosa (la Chiesa ci propone di privarci di qualcosa i essenziale in previsione di un bene più grande. Ci chiede cioè di svuotarci di noi stessi per dare più spazio al Signore che sazia la nostra fame e sete di giustizia. La mortificazione non è mai fine a sé stessa o contro qualcosa o qualcuno..). Questo cammino di conversione ci porterà a fare Pasqua col Signore, passando dalla morte del peccato alla vita di grazia. 

BOLLETTINO PARROCCHIALE NR.358 QUARESIMA E PASQUA 2020

CALENDARIO LITURGICO SETTIMANALE

STAZIONI QUARESIMALI 2020

FOTO RACCONTO DEL SABATO 8.FEBBRAIO TEATRO PARROCCHIALE "BOLLE DI SAPONE"

ASSEMBLEA DI ZONA DOMENICA 09.FEBBRAIO A GAGGIO

BOLLETTINO PARROCCHIALE NR.357 BENEDIZIONI PASQUALI 2020

ESTATE RAGAZZI 2019

Link per vedere il video dell'Estate Ragazzi 2016,2017,2019: rebrand.ly/VideoER

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OGNI MERCOLEDI'

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA 

OGNI GIOVEDI'

 

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DEL SANTO ROSARIO

IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

Preghiera del 23.febbraio 2020

LA FOTO DELLA SETTIMANA

La  foto del  23.febbraio 2020

CANTARE INSIEME FA BENE!

CORO SAN GIACOMO
CORO SAN GIACOMO
Cantare in coro fa bene perchè stimola la creatività, le relazioni sociali e affettive, sviluppa l'ascolto, l'attenzione, l'espressione e la comunicazione e fa' apprendere un nuovo linguaggio, quello musicale.
Nel coro non ci sono differenze, alti e bassi, grassi o magri, giovani e meno giovani, tutti sono ugualmente importanti e ognuno contribuisce con la propria voce a creare un suono magico e meraviglioso, il suono del CORO.
Il Coro S. Giacomo di Piumazzo, presente in parrocchia da 25 anni anima le celebrazioni liturgiche della comunità e organizza concerti e attività culturali e musicali.
Stiamo cercando nuove voci, femminili e maschili, e una potrebbe essere proprio la tua!
Per informazioni rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa. Ti aspettiamo! 
Elenco dei prossimi appuntamenti del Coro S. Giacomo: 

Alla Fine dei Tempi

 

Alla fine dei tempi, miliardi di persone furono portate su di una grande pianura davanti al trono di Dio. Molti indietreggiarono davanti a quel bagliore. Ma alcuni in prima fila parlarono in modo concitato. Non con timore reverenziale, ma con fare provocatorio.
"Può Dio giudicarci? Ma cosa ne sa lui della sofferenza?", sbottò una giovane donna. Si tirò su una manica per mostrare il numero tatuato di un campo di concentramento nazista. "Abbiamo subìto il terrore, le bastonature, la tortura e la morte!".
In un altro gruppo un giovane nero fece vedere il collo. "E che mi dici di questo?", domandò mostrando i segni di una fune. "Linciato. Per nessun altro crimine se non per quello di essere un nero".
In un altro schieramento c'era una studentessa in stato di gravidanza con gli occhi consumati. "Perché dovrei soffrire?", mormorò. "Non fu colpa mia".
Più in là nella pianura c'erano centinaia di questi gruppi. Ciascuno di essi aveva dei rimproveri da fare a Dio per il male e la sofferenza che Egli aveva permesso in questo mondo.
Come era fortunato Dio a vivere in un luogo dove tutto era dolcezza e splendore, dove non c'era pianto né dolore, fame o odio. Che ne sapeva Dio di tutto ciò che l'uomo aveva dovuto sopportare in questo mondo? Dio conduce una vita molto comoda, dicevano.
Ciascun gruppo mandò avanti il proprio rappresentante, scelto per aver sofferto in misura maggiore. Un ebreo, un nero, una vittima di Hiroshima, un artritico orribilmente deformato, un bimbo cerebroleso. Si radunarono al centro della pianura per consultarsi tra loro. Alla fine erano pronti a presentare il loro caso. Era una mossa intelligente.
Prima di poter essere in grado di giudicarli, Dio avrebbe dovuto sopportare tutto quello che essi avevano sopportato. Dio doveva essere condannato a vivere sulla terra.
"Fatelo nascere ebreo. Fate che la legittimità della sua nascita venga posta in dubbio. Dategli un lavoro tanto difficile che, quando lo intraprenderà, persino la sua famiglia pensi che debba essere impazzito. Fate che venga tradito dai suoi amici più intimi. Fate che debba affrontare accuse, che venga giudicato da una giuria fasulla e che venga condannato da un giudice codardo. Fate che sia torturato. Infine, fategli capire che cosa significa sentirsi terribilmente soli. Poi fatelo morire. Fatelo morire in un modo che non possa esserci dubbio sulla sua morte. Fate che ci siano dei testimoni a verifica di ciò".
Mentre ogni singolo rappresentante annunciava la sua parte di discorso, mormorii di approvazione si levavano dalla moltitudine delle persone riunite.
Quando l'ultimo ebbe finito ci fu un lungo silenzio. Nessuno osò dire una sola parola. Perché improvvisamente tutti si resero conto che Dio aveva già rispettato tutte le condizioni.

"E il Verbo si fece carne" (Giovanni 1,14).

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

Liturgia della Settimana - Il Commento al Vangelo del giorno

[2020-02-23] Ma io vi dico... (dom, 23 feb 2020)
Con la venuta del Redentore e l’istituzione dei sacramenti il cristiano partecipa al mistero pasquale del Risorto che gli dona la possibilità di entrare in una nuova condizione di vita, nella partecipazione alla sua figliolanza divina. In questo modo si dà inizio alla conformazione dell’uomo nuovo a quella di Gesù Cristo. In virtù di questi doni, dell’annuncio della novità che egli viene a portare: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose», la vita risorge e diventiamo capaci di vivere...
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[2020-02-24] Io te l'ordino, esci! (Mon, 24 Feb 2020)
Satana, il nemico dichiarato di Dio e degli uomini, ha la capacità di indurre al male, di iniettare un veleno mortifero, sul nostro mondo, sulle cose e soprattutto sulle nostre persone. Il suo perfido intento e di condurre tutto e tutti alla distruzione. Si accanisce particolarmente contro di noi, figli di Dio, redenti da Cristo Gesù; con ostinazione vorrebbe indurci al male, alla dannazione con le tentazioni; talvolta arriva ad avere il possesso pesante su alcune sue vittime condizionandole...
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VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (anno A)

Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste

23.FEBBRAIO 2020

L’amore richiesto da Gesù è senza misura, perché la misura dell’amore è la bontà di Dio, che supera ogni limite. Colui che s’immerge nell’amore gratuito, disarmato al punto da benedire coloro che gli fanno del male, avrà un premio grande perché parteciperà alla famiglia di Dio.

Gesù, ai piedi della tua croce, pongo la mia incapacità di amare  perdono, gratuitamente.  Quanto è difficile per me, Gesù, porgere l'altra guancia: le mie membra, le mie energie, la mia immagine.  Benedetto Padre per la tua generosità. Fammi il dono di comprendere d'essere stato anch'io graziato  e che atto dovuto per giustizia è il perdonare per essere stato tante volte amato.

NON DI SOLO PANE

VANGELO IN IMMAGINI

Riflessione  7a domenica ordinario A 2020

Non è una religione facile quella che Gesù propone alla folla che lo segue e che arriva lungo la strada dei tempi fino al cuore e alla mente di ognuno di noi. La maggior parte oggi forse ha scoperto nel Vangelo di Gesù solo un libro meraviglioso, colmo di sapienza divina e di tenerezza profondamente umana. Ma che dire di certe pagine, come quelle del Vangelo di questa domenica, che esigono rinunce radicali e scelte totali. Ciò che costa caro a Dio non può essere a buon mercato per noi. Nel mondo dominato dal materialismo, dai nuovi idoli del potere, ci vuole spesso eroismo per continuare ad essere cristiani. Il Vangelo allora può aiutarci a riscoprire il prezzo della grazia, si, il prezzo e il valore di una grazia da conquistare e non quella a buon mercato di cui ci accontentiamo tanto volentieri. D’altra parte gli inviti che Gesù ci fa, in definitiva, sono sempre motivati dall’amore e dall’attaccamento ad una persona, a Lui, a Cristo, senza il quale il cristiano è un Cristoforo Colombo senza America. Le immagini che vediamo nel Video Vangelo ci danno la dimensione dell’Amore: perdonali, Padre! L’amore è dono, e l’amore ai nostri nemici è dato per dono. Il dono del perdono ci fa essere in Cristo, salvatori del mondo.

VANGELO BAMBINI

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle. Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

VIDEO DELLA SETTIMANA

Ascoltare le grida dei migranti (Il Video del Papa 50 - Febbraio 2020

Il video con l'intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di febbraio 2020: Preghiamo affinché il clamore dei fratelli migranti, caduti nelle mani di trafficanti senza scrupoli, sia ascoltato e considerato.a cura della Rete Mondiale di Preghiera del Papa - Apostolato della Preghiera.In lingua spagnola con sottotitoli in italiano.

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

23.febbraio 2020

Le 15 apparizioni mariane riconosciute dalla Chiesa

La prima notizia storicamente accertata di un’apparizione risale a Gregorio di Nissa (335 392), che narra della visione della Vergine avuta da un altro vescovo greco, Gregorio Taumaturgo, nel 231. Ma la tradizione ci porta ancora più in là nel tempo. Il Santuario del Pilar a Saragozza, ad esempio, avrebbe avuto origine da un’apparizione di cui fu protagonista l’apostolo Giacomo, evangelizzatore della Spagna, nell’anno 40. Uno dei più grandi esperti viventi, l’abbé René Laurentin, nel suo monumentale Dizionario delle apparizioni della Beata Vergine Maria, pubblicato in italiano nel 2010, ha raccolto oltre duemila interventi straordinari della Madonna dagli inizi del cristianesimo a oggi. Una storia oltre modo complessa, nella quale spiccano le quindici apparizioni – un numero risicatissimo – che hanno avuto un riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa. Vale la pena di elencarle (di seguito il luogo, gli anni in cui si sono verificate e il nome dei protagonisti): Laus (Francia) 1664-1718, Benôite Rencurel; Roma 1842, Alfonso Ratisbonne; La Salette (Francia) 1846, Massimino Giraud e Melania Calvat; Lourdes (Francia) 1858, Bernadette Soubirous; Champion (Usa) 1859, Adele Brise; Pontmain (Francia) 1871, Eugène e Joseph Barbedette, François Richer e Jeanne Lebossé; Gietrzwald (Polonia) 1877, Justine Szafrynska e Barbara Samulowska; Knock (Irlanda) 1879, Margaret Beirne e diverse persone; Fatima (Portogallo) 1917, Lucia Dos Santos, Francesco e Giacinta Marto; Beauraing (Belgio) 1932, Fernande, Gilberte e Albert Voisin, Andrée e Gilberte Degeimbre; Banneux (Belgio) 1933, Mariette Béco; Amsterdam (Olanda) 1945-1959, Ida Peerdemann; Akita (Giappone) 1973-1981, Agnes Sasagawa; Betania (Venezuela) 1976-1988, Maria Esperanza Medano; Kibeho (Ruanda) 1981-1986, Alphonsine Mumereke, Nathalie Ukamazimpaka e Marie-Claire Mukangango. Ma cosa vuol dire riconoscimento ufficiale? «Significa che la Chiesa si è espressa favorevolmente attraverso dei decreti» spiega il mariologo Antonino Grasso, docente all’Istituto superiore di Scienze religiose di Catania, autore nel 2012 di Perché appare la Madonna? Per capire le apparizioni mariane (Editrice Ancilla). «Secondo le norme emanate dalla Congregazione per la dottrina della fede nel 1978 – continua Grasso – la Chiesa demanda al vescovo l’esame dei fatti, con un’analisi accurata affidata a una commissione di esperti, dopo la quale sempre l’ordinario diocesano esprime un pronunciamento. A seconda della particolarità dell’apparizione e delle sue 'ricadute' può occuparsene anche una Conferenza episcopale o direttamente la Santa Sede». Tre sono i giudizi possibili: negativo (constat de non supernaturali-tate), 'attendista' (non constat de supernaturalitate, sebbene questa formula non sia citata nella normativa del 1978), positivo (constat de supernaturalite). «Un caso di pronunciamento negativo – dice Grasso – è quello che si è avuto lo scorso marzo, quando l’arcivescovo di Brindisi-Ostuni ha misconosciuto le apparizioni di cui si diceva protagonista un giovane del luogo».

Il mariologo ricorda anche la possibilità di una situazione “intermedia”, quella in cui un vescovo non si pronunci ufficialmente sulle apparizioni ma riconosca la “bontà” della devozione che esse suscitano e autrorizzi il culto: «A Belpasso, arcidiocesi di Catania, la Vergine sarebbe apparsa dal 1981 al 1986. Nel 2000 l’arcivescovo ha elevato il luogo a Santuario diocesano e anche il suo successore vi si reca ogni anno, all’anniversario delle apparizioni». Infine non va dimenticato che ci sono due apparizioni riconosciute di fatto: «La prima è quella di Guadalupe in Messico. Non ci fu un decreto ufficiale, ma il vescovo di allora fece costruire una cappella là dove aveva chiesto la Vergine e il veggente Juan Diego è stato canonizzato. Poi il caso di santa Caterina Labouré a Parigi: ci fu solo una lettera pastorale del vescovo che autorizzava l’uso della medaglia miracolosa, non un suo decreto, perché suor Caterina non volle farsi riconoscere, nemmeno dalla commissione d’inchiesta, alle domande della quale rispose solo tramite il confessore».

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

Un Vangelo di grazia e misericordia

Descrizione

 

Il Vangelo di Luca riporta molte scene e parabole che mostrano la misericordia di Dio che si manifesta in Cristo. Luca è l'evangelista della grazia misericordiosa, del perdono offerto ai peccatori, che Gesù sulla croce offre anche a coloro che lo stanno crocifiggendo. L'Anno della misericordia ha posto in risalto per tutti i cristiani il bisogno di convertirsi alla misericordia. Leggendo san Luca comprendiamo che la misericordia è il messaggio centrale del Vangelo e che, come ha detto papa Francesco, «tutti abbiamo bisogno di entrare nella casa del Padre e partecipare alla sua gioia, alla sua festa della misericordia e della fraternità». Queste meditazioni ci aiutano ad avvicinarci senza paura al Dio misericordioso che manifesta sempre il suo amore in forme sorprendenti.

DIOCESI DI BOLOGNA

Prossimi appuntamenti

LE PAROLE DEL PAPA

Auguro a tutti voi di imparare a guardare la vita dall’alto, dalla prospettiva del cielo, vedere le cose con gli occhi di Dio, attraverso il prisma del Vangelo.


PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE   Aula Paolo VI Mercoledì, 19 febbraio 2020

Catechesi sulle Beatitudini: 4. Beati i miti

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nella catechesi di oggi affrontiamo la terza delle otto beatitudini del Vangelo di Matteo: «Beati i miti perché avranno in eredità la terra» (Mt 5,5).

Il termine “mite” qui utilizzato vuol dire letteralmente dolce, mansueto, gentile, privo di violenza. La mitezza si manifesta nei momenti di conflitto, si vede da come si reagisce ad una situazione ostile. Chiunque potrebbe sembrare mite quando tutto è tranquillo, ma come reagisce “sotto pressione”, se viene attaccato, offeso, aggredito?

In un passaggio, San Paolo richiama «la dolcezza e la mansuetudine di Cristo» (2 Cor 10,1). E San Pietro a sua volta ricorda l’atteggiamento di Gesù nella Passione: non rispondeva e non minacciava, perché «si affidava a colui che giudica con giustizia» (1 Pt 2,23). E la mitezza di Gesù si vede fortemente nella sua Passione.

Nella Scrittura la parola “mite” indica anche colui che non ha proprietà terriere; e dunque ci colpisce il fatto che la terza beatitudine dica proprio che i miti “avranno in eredità la terra”.

In realtà, questa beatitudine cita il Salmo 37, che abbiamo ascoltato all’inizio della catechesi. Anche lì si mettono in relazione la mitezza e il possesso della terra. Queste due cose, a pensarci bene, sembrano incompatibili. Infatti il possesso della terra è l’ambito tipico del conflitto: si combatte spesso per un territorio, per ottenere l’egemonia su una certa zona. Nelle guerre il più forte prevale e conquista altre terre.

Ma guardiamo bene il verbo usato per indicare il possesso dei miti: essi non conquistano la terra; non dice “beati i miti perché conquisteranno la terra”. La “ereditano”. Beati i miti perché “erediteranno” la terra. Nelle Scritture il verbo “ereditare” ha un senso ancor più grande. Il Popolo di Dio chiama “eredità” proprio la terra di Israele che è la Terra della Promessa.

Quella terra è una promessa e un dono per il popolo di Dio, e diventa segno di qualcosa di molto più grande di un semplice territorio. C’è una “terra” – permettete il gioco di parole – che è il Cielo, cioè la terra verso cui noi camminiamo: i nuovi cieli e la nuova terra verso cui noi andiamo (cfr Is 65,17; 66,22; 2 Pt 3,13; Ap 21,1).

Allora il mite è colui che “eredita” il più sublime dei territori. Non è un codardo, un “fiacco” che si trova una morale di ripiego per restare fuori dai problemi. Tutt’altro! È una persona che ha ricevuto un’eredità e non la vuole disperdere. Il mite non è un accomodante ma è il discepolo di Cristo che ha imparato a difendere ben altra terra. Lui difende la sua pace, difende il suo rapporto con Dio, difende i suoi doni, i doni di Dio, custodendo la misericordia, la fraternità, la fiducia, la speranza. Perché le persone miti sono persone misericordiose, fraterne, fiduciose e persone con speranza.

Qui dobbiamo accennare al peccato dell’ira, un moto violento di cui tutti conosciamo l’impulso. Chi non si è arrabbiato qualche volta? Tutti. Dobbiamo rovesciare la beatitudine e farci una domanda: quante cose abbiamo distrutto con l’ira? Quante cose abbiamo perso? Un momento di collera può distruggere tante cose; si perde il controllo e non si valuta ciò che veramente è importante, e si può rovinare il rapporto con un fratello, talvolta senza rimedio. Per l’ira, tanti fratelli non si parlano più, si allontanano l’uno dall’altro. E’ il contrario della mitezza. La mitezza raduna, l’ira separa.

La mitezza è conquista di tante cose. La mitezza è capace di vincere il cuore, salvare le amicizie e tanto altro, perché le persone si adirano ma poi si calmano, ci ripensano e tornano sui loro passi, e così si può ricostruire con la mitezza.

La “terra” da conquistare con la mitezza è la salvezza di quel fratello di cui parla lo stesso Vangelo di Matteo: «Se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello» (Mt 18,15). Non c’è terra più bella del cuore altrui, non c’è territorio più bello da guadagnare della pace ritrovata con un fratello. E quella è la terra da ereditare con la mitezza!