BUONA PASQUA

BOLLETTINO PARROCCHIALE NR.348

UN ANNO DI "OLTRE"

Sono davvero tante le attività svolte da quasi un anno nella nuova Sala Ricreativa Oltre. Lo spazio, ospita ormai tante iniziative e gruppi. Da quest’anno Oltre è anche il punto di incontro alla domenica mattina per il gruppo dei ragazzi delle Medie che si trova lì per stare insieme e fare colazione prima della Messa delle 11.00. Il martedì ed il giovedì è il ritrovo dei ragazzi per il doposcuola dalle 14.30 alle 16.30, mentre il lunedì sera ospita le amiche del ricamo. Non ultimo, Oltre, è anche il luogo dove i ragazzi delle superiori si ritrovano per parlare e stare insieme

alla domenica sera durante incontri organizzati apposta per loro. Un grande grazie da parte dei giovani a tutti coloro che alla domenica si fermano nella sala Oltre per stare insieme tra le due messe prendendo un caffè e facendo due chiacchiere.Approfittiamo anche per dire grazie a tutti coloro che hanno contribuito ad aiutare la Missione di Usokami - Mapanda. Tramite la vendita delle torte e ad aiuti e offerte anonime, anche quest’anno possiamo dare alla missione la cifra di € 1.000. Il bisogno della Missione è grande, per questo anche i proventi dei laboratori che si svolgono periodicamente a Oltre con i “piccolini” della Parrocchia, saranno devoluti in  beneficenza alla Missione Diocesana Africana.

Il Gruppo Giovani

OGNI MERCOLEDI'

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA 

OGNI GIOVEDI'

 

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DEL SANTO ROSARIO

PAGINE PIU' VISTE GENNAIO 2018

ULTIMI AGGIORNAMENTI


IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

Preghiera del 15.aprile 2018

PREGHIERA A SANTA RITA PER LA PACE IN FAMIGLIA

O Dio, autore della pace e custode amoroso della carità, guarda benevolo e misericordioso la nostra famiglia. Vedi, o Signore, come è spesso in discordia e come la pace si allontana da essa. Abbi pietà di noi. Fa' che ritorni la pace, perché tu solo ce la puoi concedere.

 

O Gesù, Re di pace, ascoltaci per i meriti di Maria Santissima, regina della pace, e anche per i meriti della tua serva fedele, Santa Rita che arricchisti di tanta carità e dolcezza da essere angelo di pace ovunque vedesse discordia. E tu, cara Santa, prega per ottenerci questa grazia dal Signore sulla nostra famiglia e su tutte le famiglie in difficoltà. Amen.

LA FOTO DELLA SETTIMANA

La foto del 1.aprile 2018

SI RINGRAZIA  A FOTO-STUDIO "ARCADIA" DI WILLER COMELLINI

CANTARE INSIEME FA BENE!

CORO SAN GIACOMO
CORO SAN GIACOMO
Cantare in coro fa bene perchè stimola la creatività, le relazioni sociali e affettive, sviluppa l'ascolto, l'attenzione, l'espressione e la comunicazione e fa' apprendere un nuovo linguaggio, quello musicale.
Nel coro non ci sono differenze, alti e bassi, grassi o magri, giovani e meno giovani, tutti sono ugualmente importanti e ognuno contribuisce con la propria voce a creare un suono magico e meraviglioso, il suono del CORO.
Il Coro S. Giacomo di Piumazzo, presente in parrocchia da 25 anni anima le celebrazioni liturgiche della comunità e organizza concerti e attività culturali e musicali.
Stiamo cercando nuove voci, femminili e maschili, e una potrebbe essere proprio la tua!
Per informazioni rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa. Ti aspettiamo! 
Elenco dei prossimi appuntamenti del Coro S. Giacomo:

14 Aprile ore 21: Rassegna corale nella chiesa di Quartirolo (Carpi)

13 Maggio ore 17, chiesa di Castelfranco: Rassegna di cori con canti mariani

20 Maggio ore 17.30 : Rassegna corale in chiesa a Piumazzo col Coro di Anzola e il Coro Girasole di Modena (voci bianche)

27 Maggio ore 10, chiesa Piumazzo: Messa Ottavario Madonna della Provvidenza

30 Maggio ore 18, chiesa Piumazzo: Messa Ottavario Madonna della Provvidenza

10 Giugno ore 17, nelle piazze e vie di Modena: CORIaMO 3a Edizione, rassegna corale all'aperto

22 Luglio ore 21,  nel cortile della Casa delle Grazie: serata gospel con il coro Faith Gospel Choir di Carpi

25 Luglio ore 20, chiesa Piumazzo: Messa del Coro e di S. Giacomo

A piccoli passi

Un giovane studente che aveva una gran voglia di impegnarsi per il bene dell’umanità , si presentò un giorno da San Francesco di Sales e gli chiese:

“Che cosa devo fare per la pace del mondo?”

San Francesco di Sales gli rispose sorridendo:

“Non sbattere la porta così forte…”

 

Sono sempre i piccoli inconvenienti che fanno i grandi litigi. Molti divorzi cominciano per dei calzini dimenticati sotto il letto. Ma anche i grandi amori sono fatti di tante piccole cose.

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

Liturgia della settimana

2018-04-22 - Vangelo di domenica (dom, 22 apr 2018)
At 4, 8-12; Sal.117; 1 Gv 3,1-2; Gv 10, 11-18. ||| In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
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2018-04-22 - Commento di domenica (dom, 22 apr 2018)
Il buon pastore offre la vita per le sue pecore. ||| Gesù si propone come il buon Pastore. Sùbito ci appare una bella icona. Suggerisce aperte campagne con pascoli rigogliosi in un ambiente invitante. Tutto in un clima rilassante. Il contatto con la natura propone una simbiosi che allarga lo spirito. Le pecore sono al sicuro, proprio perché c'è il Pastore, il buon pastore che vigila costantemente. Gesù prende molto spesso spunto dalla natura per fornire delle immagini che vanno però ben oltre la realtà che Egli richiama. Il buon pastore di Gesù dona la sua vita per le sue pecore. È un gesto generoso, di vero e puro amore; significa donazione completa. Gesù, però non è mai banale nelle sue affermazioni; pone sempre una questione che va oltre. Richiede da noi molta attenzione. Il Buon Pastore dona la sua vita non semplicemente come gesto supremo di amore. Gesù proclama la sua divinità quando dice che Lui stesso ha il potere di offrire la sua vita, per poi riprenderla. Gesù è l'autore della vita; è la Vita stessa. È una dichiarazione ma anche un annuncio ed una profezia sul suo Mistero Pasquale. La sua Passione e Resurrezione non sono allora eventi tragici ed ineluttabili di una missione impossibile. Non è lo scontrarsi nella realtà terrena di un piano divino. Non è un infrangersi di una missione preparata da tempo. Il Mistero Pasquale è nella logica di Dio non nella logica dell'uomo. È donazione completa che essendo divina è condivisa dal Padre, come Donatore e dal Figlio, come Donato nello Spirito. È un mistero profondo che è trinitario e che non trova sbavature tra il comando del Padre e l'obbedienza del Figlio; due realtà che coincidono. Non c'è abbandono, non c'è dimenticanza nella Croce; anzi nel silenzio del Padre è presente tutta l'opera Trinitaria. Gesù si proclama vero Dio con l'immagine del Pastore. Non è un Dio nascosto e lontano; le sue pecore conoscono la sua voce. Gesù china la divinità all'uomo per comunicare questo amore infinito; custodisce, difende le sue pecore. Parla loro con amore, infonde fiducia e coraggio. La sua voce è rassicurante; le pecore quando sentono la voce amica del Buon pastore sanno che ormai possono essere tranquille. Gesù si mostra vicino agli uomini; si proclama vero Dio e vero uomo, proprio perché in Lui albergano veri sentimenti umani. Ascoltiamo la sua voce, accettiamo questo Dono di infinito amore per metterci accanto a Lui nella morte e resurrezione. Sentiamoci veramente sicuri e protetti dalla sua Guida, che mai prevarica sull'uomo.
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III domenica di Pasqua (anno B)

Il Cristo doveva patire e risuscitare dai morti il terzo giorno.

15.APRILE 2018

Le apparizioni continuano a testimoniare la presenza del Risorto in mezzo ai suoi. Agli apostoli, costituiti suoi testimoni, affida il compito di annunziare la sua risurrezione a tutti i popoli.

Sei grande o Padre, perché "nella gloriosa morte del tuo Figlio"  tu "hai posto il fondamento della riconciliazione e della pace". Ti chiediamo di aprire anche  "il nostro cuore alla vera conversione" così che anche noi possiamo diventare "testimoni dell'umanità nuova, pacificata nel tuo amore". La tua Parola ci guidi come lampada e ci stimoli con la forza dello Spirito che tu ci doni. Amen

Cristo nostra Pasqua è risorto!  Si, veramente è risorto!

PROVVISTE DI VIAGGIO

VANGELO IN IMMAGINI

Riflessione 4 domenica di Pasqua B 2018

"Io sono - dice Gesù - io sono il buon Pastore". Era sufficiente che dicesse : "sono il Pastore" per farci comprendere in pieno la missione e il mandato del Padre. Pastore, cioè custode e difensore, aiuto, guida e sostegno della Chiesa e di ognuno di noi. Pastore che ama, riconosce e capisce il suo gregge. Ma Cristo si definisce "buon Pastore" e il Vangelo lo ripete diverse volte insistendo sul perché egli è buono. "Il pastore offre la vita per le pecore": ci difende, ci protegge e ci tutela, offrendo la propria vita per salvarci. Ma non come eroe, ma come uno che ama fino all'inverosimile e dove noi neppure ci sogneremmo di arrivare. Ha amato fino al vertice ultimo, fino al punto oltre il quale non è più possibile amare di più. E' il culmine, il punto più alto, il gesto del dono più completo e assoluto. E non come il mercenario che abbandona le pecore e fugge al minimo pericolo. E di questi mercenari ce ne sono tanti, troppi in giro. Rubano la vita delle persone, inducendo alla criminalità, alla prostituzione, alla violenza, alla pornografia. Rapinano la dignità dei bambini, delle donne, degli anziani, dei malati. Sfruttano la povertà, la miseria, la paura dei più deboli. Di questi mercenari ce ne sono tanti, troppi in giro. Il buon Pastore dà la vita e ci sollecita a seguirlo. Dare anche noi la vita, cioè donare un sorriso, una stretta di mano, donare perdono, solidarietà, sostegno, creare pace, unità, accoglienza. Forse, allora, riusciremmo a scoprire che chi ci rimette in questo rapporto di amore è il Signore e chi ci guadagna siamo proprio noi.

VIDEO VANGELO PER I BAMBINI

VIDEO DELLA SETTIMANA

Per quelli che hanno una responsabilità nell’economia (Il Video del Papa 27 - Aprile 2018)

Il video con l'intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di aprile 2018: Perché i responsabili del pensiero e della gestione dell’economia abbiano il coraggio di rifiutare un’economia dell’esclusione e sappiano aprire nuove strade. a cura della Rete Mondiale di Preghiera del Papa - Apostolato della Preghiera.

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

15.APRILE  2018

A piedi sulle vie d'Italia assieme a sant'Antonio

«Un pellegrino non è un turista, non è un vagabondo, non è un bighellone, per riprendere alcune categorie di Bauman sull’uomo contemporaneo. Perché l’esperienza del pellegrinaggio è un’esperienza di fede». Ha le idee chiare padre Oliviero Svanera, rettore della Basilica di Sant’Antonio a Padova, nel presentare insieme a padre Andrea Tortelli la prima Festa dei cammini e dei camminatori al santo, che si svolgerà il 21 aprile a ridosso, non a caso, della grande Maratona di Sant’Antonio, giunta alla 19ª edizione.

La Festa dei cammini e dei camminatori, promossa da Pontifica Basilica di Sant’Antonio, Messaggero di Sant’Antonio editore e associazione “Il Cammino di sant’Antonio” sarà una «festa pastorale a tema » che vuole valorizzare il pellegrinaggio in quella forma propria del Dna francescano: il “cammino di fede”, per cui qualsiasi sia la meta geografica, l’obiettivo è sempre il cielo, la dimensione dello spirito. «L’esperienza del camminare richiama anche la realtà della fatica – ricorda Svanera – e implica il principio di sottrazione, perché quando cammini ti rendi conto di cosa vuol dire aria, acqua, cibo, corpo, compagni di viaggio, aiuto…». In poche parole vai all’essenza di te e dell’altro, una sorta di percorso di verità e di rinascita come raccontano tanti diari di pellegrini e storie reali di persone che nell'intraprendere per le ragioni più svariate percorsi a piedi hanno trovato esiti di vita nuovi, molti dei quali ripresi dalla collana In cammino delle Edizioni Messaggero.Sabato 21, tra i vari appuntamenti della giornata, sarà presentato “Sul cammino di sant’Antonio. Diario di un pellegrino” di Giannino Scanferla, dedicato al Cammino di sant’Antonio nel percorso dalla Basilica del santo a Padova al Santuario della Verna. La festa dei cammini e dei camminatori si aprirà al mattino con la presentazione di quattro cammini italiani (Cammino di Dante, Cammino del Beato Enrico, Via di Francesco e Via Flavia), seguita da una tavola rotonda dedicata al progetto “Cammino di sant’Antonio da Milazzo a Padova, passando per Assisi”, che proprio nei giorni scorsi ha visto l’avvio degli studi di fattibilità e i primi sopralluoghi. L’idea allo studio sarebbe di poter arrivare nel 2021 (nell’ottavo centenario dell’arrivo in Italia di Antonio) a veder realizzato il più lungo percorso di pellegrinaggio in territorio italiano (circa 1.550 chilometri) estendendo l’attuale Cammino di sant’Antonio (Assisi-Padova) al tratto Capo Milazzo-Capua-Assisi, attraversando altre quattro regioni (Sicilia, Calabria, Basilicata e Campania) e coprendo tutto il tragitto compiuto da frate Antonio dal suo naufragio sulle rive siciliane fino a Padova. Un progetto ambizioso che intreccerebbe spirito, cultura, arte.

La giornata di festa, una sorta di elogio alla lentezza, vedrà poi l’inaugurazione della mostra “Camminamente” realizzata da Antonio Gregolin, giornalista e artista, che presenta storie di cammini e di percorsi di vita attraverso 50 paia di scarpe di camminatori, sportivi, pellegrini semplici ed eccezionali nello stesso tempo. Per l’inaugurazione sono attesi Tom Perry (l’uomo che scende i vulcani a piedi) e Roberto Ghidoni (primatista della maratona più estrema del mondo tra i ghiacci dell’Alaska). La festa si concluderà con la Messa in Basilica alle 17 presieduta da padre Oliviero Svanera e con una benedizione particolare a pellegrini, camminatori, marciatori, maratoneti invitati a calzare le loro scarpe “di cammino”.

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

Dio è giovane

Descrizione

Testimoniando un Dio non solo Padre - e Madre, come già aveva rilevato Giovanni Paolo I - ma Figlio, e per questo Fratello, il messaggio di liberazione di papa Francesco attraversa il presente e disegna il futuro, per rinnovare davvero le nostre società. Con le Sue memorabili parole, il pontefice rivendica per le giovani generazioni una centralità, le indica come protagoniste della storia comune, sottraendole dai margini in cui troppo a lungo sono state relegate: i grandi scartati del nostro tempo inquieto sono in realtà "della stessa pasta" di Dio, le loro migliori caratteristiche sono le Sue, e solo costruendo un ponte tra anziani e giovani sarà possibile dar vita a quella rivoluzione della tenerezza di cui abbiamo tutti profondamente bisogno.
Nel dialogo coraggioso, intimo e diretto con Thomas Leoncini, Francesco si rivolge non solo ai giovani di tutto il mondo, dentro e fuori la Chiesa, ma anche a tutti quegli adulti che a vario titolo hanno un ruolo educativo e di guida nella famiglia, nelle parrocchie e nelle diocesi, nella scuola, nel mondo del lavoro, nell'associazionismo, nelle istituzioni più diverse.
Le Sue riflessioni affrontano con forza, saggezza e passione i grandi temi dell'oggi - da quelli più intimi a quelli maggiormente legati alla sfera sociale e pubblica - mescolando ricordi personali, annotazioni teologiche e considerazioni puntuali e profetiche, senza sottrarsi a nessuna sfida della contemporaneità.
Queste pagine profumano di avvenire e di speranza e, nelle parole stesse del pontefice, il Sinodo dei giovani 2018 rappresenta la cornice ideale per accoglierle e valorizzarle nel profondo.

 

DIOCESI DI BOLOGNA

Prossimi appuntamenti

 

Immagine e parola. Arte, religione e scienza

  •  Venerdì 20 aprile
  •  
  •  10:00
  •  
  •  Sala Ulisse, Via Zamboni 31

Convegno interdisciplinare (giovedì 19 e venerdì 20 aprile).

 

Pellegrinaggio diocesano a Roma

  •  Sabato 21 aprile
  •  
  •  12:00
  •  
  •  Piazza San Pietro (Città del Vaticano)

Sabato 21 aprile I fedeli della nostra diocesi e di quella di Cesena–Sarsina saranno accolti in udienza speciale da papa Francesco in Piazza San Pietro con posti a sedere (le iscrizioni sono ancora aperte, ed il numero dei partecipanti è stato ampliato).

Messa per la Giornata del Seminario e istituzione a Lettori e Accolti di alcuni seminaristi

  •  Domenica 22 aprile
  •  
  •  17:30
  •  
  •  In Cattedrale

Domenica 22 alle 17.30 in Cattedrale l’arcivescovo Zuppi istituirà Lettore il seminarista Federico Bazzanini e Accolito il seminarista Simone Baroncini. Presenteranno inoltre la candidatura al presbiterato i diaconi Giuseppe Mangano e Luca Zauli.

Cuore sta in ascolto

  •  Sabato 28 aprile
  •  
  •  17:30
  •  
  •  Presso il Cenacolo Mariano

Dal 28 aprile ore 17,30 al 1 maggio ore 9,00. Il corso è per tutti i giovani, dai 18 ai 35 anni, che desiderano approfondire la conoscenza di sé, la relazione con Dio, e che si pongono delle domande riguardo al proprio progetto di vita. 
Insieme ci fermeremo ad "ascoltare il nostro cuore… nel cuore di Dio” in un clima di accoglienza della Parola, di ascolto reciproco e di condivisione. 

Omaggio dei bambini e ragazzi del catechismo dell'Iniziazione Cristiana alla Madonna di San Luca

  •  Mercoledì 9 maggio
  •  
  •  16:45
  •  
  •  In piazza Maggiore a Bologna

L'invito è per le Parrocchia dei Vicariati di
1) Bologna-Centro, 
2) Bologna-Nord, 
3) Bologna-Sud Est, 
4) Bologna-Ravone, 
5) Bologna Ovest.

L'appuntamento è coordinato da: Ufficio Catechistico Diocesano e Ufficio Diocesano per la Pastorale Giovanile.

LE PAROLE DEL PAPA

Mentre prego incessantemente per la pace, e invito tutte le persone di buona volontà a continuare a fare altrettanto, mi appello nuovamente a tutti i responsabili politici, perché prevalgano la giustizia e la pace.


PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE Piazza San Pietro        Mercoledì, 18 aprile 2018

Catechesi sul Battesimo. 2. Il segno della fede cristiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Proseguiamo, in questo Tempo di Pasqua, le catechesi sul Battesimo. Il significato del Battesimo risalta chiaramente dalla sua celebrazione, perciò rivolgiamo ad essa la nostra attenzione. Considerando i gesti e le parole della liturgia possiamo cogliere la grazia e l’impegno di questo Sacramento, che è sempre da riscoprire. Ne facciamo memoria nell’aspersione con l’acqua benedetta che si può fare la domenica all’inizio della Messa, come pure nella rinnovazione delle promesse battesimali durante la Veglia Pasquale. Infatti, quanto avviene nella celebrazione del Battesimo suscita una dinamica spirituale che attraversa tutta la vita dei battezzati; è l’avvio di un processo che permette di vivere uniti a Cristo nella Chiesa. Pertanto, ritornare alla sorgente della vita cristiana ci porta a comprendere meglio il dono ricevuto nel giorno del nostro Battesimo e a rinnovare l’impegno di corrispondervi nella condizione in cui oggi ci troviamo. Rinnovare l’impegno, comprendere meglio questo dono, che è il Battesimo, e ricordare il giorno del nostro Battesimo. Mercoledì scorso ho chiesto di fare i compiti a casa e ognuno di noi, ricordare il giorno del Battesimo, in quale giorno sono stato battezzato. Io so che alcuni di voi lo sanno, altri, no; quelli che non lo sanno, domandino ai parenti, a quelle persone, ai padrini, alle madrine… domandino: “Qual è la data del mio battesimo?” Perché è una rinascita il Battesimo ed è come se fosse il secondo compleanno. Capito? Fare questo compito a casa, domandare: “Qual è la data del mio Battesimo?”.

Anzitutto, nel rito di accoglienza, viene chiesto il nome del candidato, perché il nome indica l’identità di una persona. Quando ci presentiamo diciamo subito il nostro nome: “Io mi chiamo così”, così da uscire dall’anonimato, l’anonimo è quello che non ha nome. Per uscire dall’anonimato subito diciamo il nostro nome. Senza nome si resta degli sconosciuti, senza diritti e doveri. Dio chiama ciascuno per nome, amandoci singolarmente, nella concretezza della nostra storia. Il Battesimo accende la vocazione personale a vivere da cristiani, che si svilupperà in tutta la vita. E implica una risposta personale e non presa a prestito, con un “copia e incolla”. La vita cristiana infatti è intessuta di una serie di chiamate e di risposte: Dio continua a pronunciare il nostro nome nel corso degli anni, facendo risuonare in mille modi la sua chiamata a diventare conformi al suo Figlio Gesù. E’ importante dunque il nome! E’ molto importante! I genitori pensano al nome da dare al figlio già prima della nascita: anche questo fa parte dell’attesa di un figlio che, nel nome proprio, avrà la sua identità originale, anche per la vita cristiana legata a Dio.

Certo, diventare cristiani è un dono che viene dall’alto (cfr Gv 3,3-8). La fede non si può comprare, ma chiedere sì, e ricevere in dono sì. “Signore, regalami il dono della fede”, è una bella preghiera! “Che io abbia fede”, è una bella preghiera. Chiederla in dono, ma non si può comprare, si chiede. Infatti, «il Battesimo è il sacramento di quella fede, con la quale gli uomini, illuminati dalla grazia dello Spirito Santo, rispondono al Vangelo di Cristo» (Rito del Battesimo dei Bambini, Introd. gen., n. 3). A suscitare e a risvegliare una fede sincera in risposta al Vangelo tendono la formazione dei catecumeni e la preparazione dei genitori, come l’ascolto della Parola di Dio nella stessa celebrazione del Battesimo.

Se i catecumeni adulti manifestano in prima persona ciò che desiderano ricevere in dono dalla Chiesa, i bambini sono presentati dai genitori, con i padrini. Il dialogo con loro, permette ad essi di esprimere la volontà che i piccoli ricevano il Battesimo e alla Chiesa l’intenzione di celebrarlo. «Espressione di tutto questo è il segno di croce, che il celebrante e i genitori tracciano sulla fronte dei bambini» (Rito del Battesimo dei Bambini, Introd., n. 16). «Il segno della croce esprime il sigillo di Cristo su colui che sta per appartenergli e significa la grazia della redenzione che Cristo ci ha acquistata per mezzo della sua croce» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1235). Nella cerimonia facciamo sui bambini il segno della croce. Ma vorrei tornare su un argomento del quale vi ho parlato. I nostri bambini sanno farsi il segno della croce bene? Tante volte ho visto bambini che non sanno fare il segno della croce. E voi, papà, mamme, nonni, nonne, padrini, madrine, dovete insegnare a fare bene il segno della croce perché è ripetere quello che è stato fatto nel Battesimo. Avete capito bene? Insegnare ai bambini a fare bene il segno della croce. Se lo imparano da bambini lo faranno bene dopo, da grandi.

La croce è il distintivo che manifesta chi siamo: il nostro parlare, pensare, guardare, operare sta sotto il segno della croce, ossia sotto il segno dell’amore di Gesù fino alla fine. I bambini sono segnati in fronte. I catecumeni adulti sono segnati anche sui sensi, con queste parole: «Ricevete il segno della croce sugli orecchi per ascoltare la voce del Signore»; «sugli occhi per vedere lo splendore del volto di Dio»; «sulla bocca, per rispondere alla parola di Dio»; «sul petto, perché Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori»; «sulle spalle, per sostenere il giogo soave di Cristo» (Rito dell’iniziazione cristiana degli adulti, n. 85). Cristiani si diventa nella misura in cui la croce si imprime in noi come un marchio “pasquale” (cfr Ap 14,1; 22,4), rendendo visibile, anche esteriormente, il modo cristiano di affrontare la vita. Fare il segno della croce quando ci svegliamo, prima dei pasti, davanti a un pericolo, a difesa contro il male, la sera prima di dormire, significa dire a noi stessi e agli altri a chi apparteniamo, chi vogliamo essere. Per questo è tanto importante insegnare ai bambini a fare bene il segno della croce. E, come facciamo entrando in chiesa, possiamo farlo anche a casa, conservando in un piccolo vaso adatto un po’ di acqua benedetta – alcune famiglie lo fanno: così, ogni volta che rientriamo o usciamo, facendo il segno della croce con quell’acqua ci ricordiamo che siamo battezzati. Non dimenticare, ripeto: insegnare ai bambini a fare il segno della croce.