BENEDIZIONI 2021

 

La fede è incontro

 

Il credente sta in piedi per accogliere Dio,

in paziente silenzio per ascoltarne la voce

e in uscita per annunciarlo agli altri, nella

consapevolezza che la fede è sempre un

incontro.

Questi tre atteggiamenti incoraggiano e

rilanciano

la vita di tutti coloro che si sentono

sopraffare dalla paura

nei momenti difficili.

(Papa Francesco)

AVVISO CARITAS PARROCCHIALE

BOLLETTINO PARROCCHIALE NR. 361

ORARIO SANTE MESSE DA LUNEDì 21.SETTEMBRE 2020

Orari Sante messe :

Feriali:   ore 18,30 Lunedì, Martedì e Venerdì  

ore 20,00  Mercoledì e Giovedì 

Prefestiva:  ore 19,00   

Festiva:

ore 09.30 e ore 11.00

MISURE DI SICUREZZA PER LA PARTECIPAZIONE DEI FEDELI ALLE SANTE MESSE

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CALENDARIO LITURGICO SETTIMANALE

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TUTTI I MERCOLEDI'

  

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E A SEGUIRE LA RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA 

TUTTI I  GIOVEDI'

 

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DEL SANTO ROSARIO

TUTTE LE DOMENICHE

 

 

 

ALLE ORE 16.00 ADORAZIONE EUCARISTICA E RECITA  DEL SANTO ROSARIO

IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

Preghiera del 28.febbraio 2021

LA FOTO DELLA SETTIMANA

La  foto del  10.gennaio 2021

CANTARE INSIEME FA BENE!

CORO SAN GIACOMO
CORO SAN GIACOMO
Cantare in coro fa bene perchè stimola la creatività, le relazioni sociali e affettive, sviluppa l'ascolto, l'attenzione, l'espressione e la comunicazione e fa' apprendere un nuovo linguaggio, quello musicale.
Nel coro non ci sono differenze, alti e bassi, grassi o magri, giovani e meno giovani, tutti sono ugualmente importanti e ognuno contribuisce con la propria voce a creare un suono magico e meraviglioso, il suono del CORO.
Il Coro S. Giacomo di Piumazzo, presente in parrocchia da 25 anni anima le celebrazioni liturgiche della comunità e organizza concerti e attività culturali e musicali.
Stiamo cercando nuove voci, femminili e maschili, e una potrebbe essere proprio la tua!
Per informazioni rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa. Ti aspettiamo! 
Elenco dei prossimi appuntamenti del Coro S. Giacomo: 

La storia degli 11 cammelli

Un ricco cammelliere arabo lasciò in eredità ai suoi tre figli 11 cammelli: al maggiore lasciò la metà dei cammelli, al secondo ne lasciò un quarto e al terzo un sesto.

Nel dividersi l'eredità, sorsero seri problemi e i tre fratelli entrarono in una lite furibonda fino a rischiare di arrivare ai coltelli. Infatti, gli 11 cammelli non erano dividibili né a metà, né a un quarto, né a un sesto. E ciascuno pretendeva di avere un cammello in più per sé.

Sapendo del problema, un altro cammelliere, amico di famiglia, si presentò ai tre fratelli e donò loro un suo cammello, gratuitamente.

Avendo 12 cammelli, i tre fratelli poterono avere facilmente ciò che spettava a ciascuno di loro secondo giustizia: il primo ebbe i suoi 6 cammelli (la metà), il secondo ebbe 3 cammelli (un quarto), il terzo ebbe 2 cammelli (un sesto). A conti fatti, si accorsero poi che 6 + 3 +2 dava per risultato 11, 11 cammelli, e ne avanzava ancora uno. Così, risolti i loro problemi con giustizia, decisero di ridare il cammello a colui che l'aveva donato esprimendogli la loro riconoscenza.

E vissero felici e contenti i tre fratelli è colui che aveva donato un cammello.

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Cosa insegna questa storia?

In questa storia curiosa è riassunta la grande affermazione dell'enciclica Caritas in veritate: il dono è un bene economico.

Il cammelliere con il dono di un cammello ha sbloccato la giustizia inceppata dall’avidità e ha riavuto il suo cammello con, in più, la gratitudine dei fratelli. Mentre l’avidità conduce alla cecità e al blocco dei beni, la gratuità è il motore della giustizia economica e sociale.

Come ha scritto Benedetto XVI in Caritas in veritate: “La carità completa la giustizia nella logica del dono” (n.6).

“La logica del dono non esclude la giustizia e non si giustappone ad essa in un secondo momento e dall'esterno e, dall'altro, che lo sviluppo economico, sociale e politico ha bisogno, se vuole essere autenticamente umano, di fare spazio al principio di gratuità come espressione di fraternità” (n.34).

 

“Il mercato della gratuità non esiste e non si possono disporre per legge atteggiamenti gratuiti. Eppure sia il mercato sia la politica hanno bisogno di persone aperte al dono reciproco” (n.39).

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

II DOMENICA QUARESIMA B

E' bello per noi essere qui

28.FEBBRAIO 2021

Oggi il cammino quaresimale ci conduce con Cristo sul monte della Trasfigurazione. L’evento della trasfigurazione, rafforza in ogni credente la fiducia che già, nell’umiltà e nelle sofferenze della condizione mortale, è racchiusa per anticipazione la gloria della vita divina. Essa risplenderà senza ombre nella luce della Pasqua definitiva.

Signore Gesù, tu sai quanto faccio fatica a rimanerti fedele nel tempo della prova, ad affrontare la mia parte di sacrificio. Sostieni i miei passi con il ricordo di quella luce che hai donato anche a me sul monte della Trasfigurazione. Amen

NON DI SOLO PANE NR.979

979 by

PREGHIERA IN FAMIGLIA

Riflessione II domenica di Quaresima B 2021

Due luoghi e due monti: il tabor e il monte degli ulivi. Cristo chiama con se gli stessi apostoli e, guarda caso, in tutte e due le situazioni li troviamo che dormono. Quando i loro occhi si aprono, sul Tabor vedono un Volto irrorato di luce luminosa, nell’orto degli ulivi un Volto sofferente irrorato di gocce di sangue. Luce e gioia, sangue e dolore. E’ la Parola-Persona, è questo Cristo, presente nella nostra vita quotidiana, nelle gioie e nel dolore, nell’inferno della nostra sofferenza e nella luce dei nostri entusiasmi. Il Crocifisso e il Risorto, la croce e la tomba vuota: è la grande esperienza che fa l’uomo e la donna di tutti i tempi. Ascoltatelo (ci dice oggi il Vangelo). Già l’abbiamo sentito una volta questo invito del Padre, quando Gesù si fece battezzare nel Giordano. “Questi è mio Figlio, ascoltatelo”. La nostra fede non è fede della visione o constatazione di un evento soprannaturale, ma è dono che proviene e nasce dall’ascolto. Ascolto di una Parola che è Persona: Gesù, il Figlio del Padre. Il mistero di Dio è ormai racchiuso dentro questo Cristo che con la sua parola ci porta a salvezza e liberazione. L’impegno quotidiano in questo periodo di Quaresima sia allora di ascoltare e far propria questa Parola di Dio.

VIDEO VANGELO PER I BAMBINI

 

Dal Vangelo secondo Marco

Mc 9,2-10
Questi è il Figlio mio, l’amato.

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

IL VIDEO DEL MESE

Per le donne vittime di violenza - Il Video del Papa 2 – Febbraio 2021

Il video con l'intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di febbraio 2021: Preghiamo per le donne vittime di violenza, perché vengano protette dalla società e le loro sofferenze siano prese in considerazione e ascoltate..A cura della Rete Mondiale di Preghiera del Papa - Apostolato della Preghiera.In lingua spagnola con sottotitoli in italiano.

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

28.febbraio 2021

Coronavirus. I riti della Settimana Santa: le indicazioni in tempo di pandemia

La Congregazione per il Culto Divino indica le disposizioni da osservare nelle celebrazioni, secondo il Decreto del 25 marzo 2020: le Palme dentro le chiese, omettere la lavanda dei piedi

Il dramma della pandemia di Covid-19 "ha portato molti cambiamenti anche al consueto modo di celebrare la liturgia". Lo sottolinea la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti in una nota, a firma del prefetto, il cardinale Robert Sarah, e del segretario, l'arcivescovo Arthur Roche, inviata ai vescovi e alle Conferenze episcopali di tutto il mondo in cui si indicano le disposizioni da osservare nel celebrare i riti di questo momento centrale dell'anno liturgico. Resta valido il Decreto del 25 marzo 2020, emesso su mandato di papa Francesco. Valgono dunque le indicazioni dello scorso anno per le celebrazioni della Domenica delle Palme, del Giovedì Santo, del Venerdì Santo e della Veglia Pasquale.

Nel testo si ricorda che "in molti Paesi sono ancora in vigore rigide condizioni di chiusura che rendono impossibile la presenza dei fedeli in chiesa, mentre in altri si sta riprendendo una più normale vita cultuale".

 

 

I social media e i sussidi

Nella nota si afferma che "l'uso dei social media ha molto aiutato i pastori a offrire sostegno e vicinanza alle loro comunità durante la pandemia". "Per le celebrazioni della Settimana Santa si suggerisce di facilitare e privilegiare la diffusione mediatica delle celebrazioni presiedute dal vescovo, incoraggiando i fedeli impossibilitati a frequentare la propria chiesa a seguire le celebrazioni diocesane come segno di unità". In tutte le celebrazioni, di concerto con la Conferenza Episcopale, occorre poi "prestare attenzione ad alcuni momenti e gesti particolari, nel rispetto delle esigenze sanitarie". Si incoraggia anche "la preparazione di adatti sussidi per la preghiera in famiglia e personale, valorizzando anche alcune parti della Liturgia delle Ore".

La Domenica delle Palme

Come si legge nel decreto dello scorso 25 marzo, la celebrazione della Domenica della Palme dovrà avvenire "all'interno dell'edificio sacro". Si richiede che le cattedrali adottino "la seconda forma prevista dal Messale Romano, nelle chiese Parrocchiali e negli altri luoghi la terza".

La Messa del Giovedì Santo

Per quanto concerne la Messa crismale, gli episcopati potranno, a seconda della situazione del Paese, indicare un eventuale trasferimento di data. La Messa Crismale può essere spostata in un altro giorno più adatto, se necessario, perché conviene che vi partecipi "una significativa rappresentanza di pastori, ministri e fedeli".

Per il Giovedì Santo, si stabilisce che "si ometta" la lavanda dei piedi, già facoltativa. Non verrà effettuata neanche la processione conclusiva e il Santissimo Sacramento verrà custodito nel tabernacolo. Eccezionalmente, viene concessa ai presbiteri la facoltà di celebrare la Messa "senza concorso di popolo, in luogo adatto".

Il Venerdì Santo

Durante la preghiera universale del Venerdì Santo, sarà cura dei vescovi "predisporre una speciale intenzione per chi si
trova in situazione di smarrimento, i malati, i defunti".

Modificato anche l'atto di adorazione alla Croce. Il bacio, come si specifica nel decreto del 25 marzo del 2020, "sia limitato al
solo celebrante".

La Veglia Pasquale

Per quanto riguarda la Veglia Pasquale, si chiede infine che sia celebrata "esclusivamente nelle chiese Cattedrali e Parrocchiali" e che per la liturgia battesimale "si mantenga solo il rinnovo delle promesse battesimali".

Infine, la Congregazione ringrazia i Vescovi e le Conferenze episcopali per aver risposto pastoralmente a una situazione in rapido cambiamento, nella consapevolezza "che le decisioni prese non sono sempre state facili da accettare da parte di pastori e
fedeli laici. Tuttavia - conclude la Nota - sappiamo che sono state prese al fine di assicurare che i santi misteri siano celebrati nel modo più efficace possibile per le nostre comunità, nel rispetto del bene comune e della salute pubblica".

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

Quaresima 2021. «Se il chicco di grano...» (Preghiera dei giorni)

Descrizione

 

Sussidio per la preghiera di ragazzi e giovani nel loro cammino verso la Pasqua.
Per ogni giorno della Quaresima viene proposto:
o un testo della Scrittura in sintonia col Lezionario quaresimale (Anno B);
o una breve riflessione per attualizzare la Parola del Signore;
o una preghiera per illuminare le sfide quotidiane;
o un'immagine evocativa e simbolica.

DIOCESI DI BOLOGNA

Per seguire le celebrazioni del cardinal Zuppi collegarsi a questo link:   www.youtube.it/user/12portebo

Prossimi appuntamenti

LE PAROLE DEL PAPA

Tutti siamo specialisti nel mettere in croce gli altri pur di salvare noi stessi. Gesù, invece, si lascia inchiodare per insegnarci a non scaricare il male sugli altri. #Quaresima


PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE  Biblioteca del Palazzo Apostolico Mercoledì, 24.febbraio 2021

Catechesi sulla preghiera - 24. Pregare nella vita quotidiana

Cari fratelle e sorelle, buongiorno!

Nella catechesi precedente abbiamo visto come la preghiera cristiana sia “ancorata” alla Liturgia. Oggi metteremo in luce come dalla Liturgia essa ritorni sempre alla vita quotidiana: per le strade, negli uffici, sui mezzi di trasporto... E lì continua il dialogo con Dio: chi prega è come l’innamorato, che porta sempre nel cuore la persona amata, ovunque egli si trovi.

In effetti, tutto viene assunto in questo dialogo con Dio: ogni gioia diventa motivo di lode, ogni prova è occasione per una richiesta di aiuto. La preghiera è sempre viva nella vita, come fuoco di brace, anche quando la bocca non parla, ma il cuore parla. Ogni pensiero, pur se apparentemente “profano”, può essere permeato di preghiera. Anche nell’intelligenza umana c’è un aspetto orante; essa infatti è una finestra affacciata sul mistero: rischiara i pochi passi che stanno davanti a noi e poi si apre alla realtà tutta intera, questa realtà che la precede e la supera. Questo mistero non ha un volto inquietante o angosciante, no: la conoscenza di Cristo ci rende fiduciosi che là dove i nostri occhi e gli occhi della nostra mente non possono vedere, non c’è il nulla, ma c’è qualcuno che ci aspetta, c’è una grazia infinita. E così la preghiera cristiana trasfonde nel cuore umano una speranza invincibile: qualsiasi esperienza tocchi il nostro cammino, l’amore di Dio può volgerla in bene.

A questo proposito, il Catechismo dice: «Noi impariamo a pregare in momenti particolari, quando ascoltiamo la Parola del Signore e quando partecipiamo al suo Mistero pasquale; ma è in ogni tempo, nelle vicende di ogni giorno, che ci viene dato il suo Spirito perché faccia sgorgare la preghiera. […] Il tempo è nelle mani del Padre; è nel presente che lo incontriamo: né ieri né domani, ma oggi» (n. 2659). Oggi incontro Dio, sempre c’è l’oggi dell’incontro.

Non esiste altro meraviglioso giorno che l’oggi che stiamo vivendo. La gente che vive sempre pensando al futuro: “Ma, il futuro sarà meglio…”, ma non prende l’oggi come viene: è gente che vive nella fantasia, non sa prendere il concreto del reale. E l’oggi è reale, l’oggi è concreto. E la preghiera avviene nell’oggi. Gesù ci viene incontro oggi, questo oggi che stiamo vivendo. Ed è la preghiera a trasformare lo questo oggi in grazia, o meglio, a trasformarci: placa l’ira, sostiene l’amore, moltiplica la gioia, infonde la forza di perdonare. In qualche momento ci sembrerà di non essere più noi a vivere, ma che la grazia viva e operi in noi mediante la preghiera. E quando ci viene un pensiero di rabbia, di scontento, che ci porta verso l’amarezza. Fermiamoci e diciamo al Signore: “Dove stai? E dove sto andando io?” E il Signore è lì, il Signore ci darà la parola giusta, il consiglio per andare avanti senza questo succo amaro del negativo. Perché sempre la preghiera, usando una parola profana, è positiva. Sempre. Ti porta avanti. Ogni giorno che inizia, se accolto nella preghiera, si accompagna al coraggio, così che i problemi da affrontare non siano più intralci alla nostra felicità, ma appelli di Dio, occasioni per il nostro incontro con Lui. E quando uno è accompagnato dal Signore, si sente più coraggioso, più libero, e anche più felice.

Preghiamo dunque sempre per tutto e per tutti, anche per i nemici. Gesù ci ha consigliato questo: “Pregate per i nemici”. Preghiamo per i nostri cari, ma anche per quelli che non conosciamo; preghiamo perfino per i nostri nemici, come ho detto, come spesso ci invita a fare la Scrittura. La preghiera dispone a un amore sovrabbondante. Preghiamo soprattutto per le persone infelici, per coloro che piangono nella solitudine e disperano che ci sia ancora un amore che pulsa per loro. La preghiera compie miracoli; e i poveri allora intuiscono, per grazia di Dio, che, anche in quella loro situazione di precarietà, la preghiera di un cristiano ha reso presente la compassione di Gesù: Lui infatti guardava con grande tenerezza le folle affaticate e smarrite come pecore senza pastore (cfr Mc 6,34). Il Signore è – non dimentichiamo – il Signore della compassione, della vicinanza, della tenerezza: tre parole da non dimenticare mai. Perché è lo stile del Signore: compassione, vicinanza, tenerezza.

La preghiera ci aiuta ad amare gli altri, nonostante i loro sbagli e i loro peccati. La persona è sempre più importante delle sue azioni, e Gesù non ha giudicato il mondo, ma lo ha salvato. È una brutta vita quella di quelle persone che sempre giudicano gli altri, sempre stanno condannando, giudicando: è una vita brutta, infelice. Gesù è venuto per salvarci: apri il tuo cuore, perdona, giustifica gli altri, capisci, anche tu sii vicino agli altri, abbi compassione, abbi tenerezza come Gesù. Bisogna voler bene a tutti e a ciascuno ricordando, nella preghiera, che siamo tutti quanti peccatori e nello stesso tempo amati da Dio ad uno ad uno. Amando così questo mondo, amandolo con tenerezza, scopriremo che ogni giorno e ogni cosa porta nascosto in sé un frammento del mistero di Dio.

Scrive ancora il Catechismo: «Pregare negli avvenimenti di ogni giorno e di ogni istante è uno dei segreti del Regno rivelati ai “piccoli”, ai servi di Cristo, ai poveri delle beatitudini. È cosa buona e giusta pregare perché l’avvento del Regno di giustizia e di pace influenzi il cammino della storia, ma è altrettanto importante “impastare” mediante la preghiera le umili situazioni quotidiane. Tutte le forme di preghiera possono essere quel lievito al quale il Signore paragona il Regno» (n. 2660).

L’uomo – la persona umana, l’uomo e la donna – è come un soffio, come un filo d’erba (cfr Sal 144,4; 103,15). Il filosofo Pascal scriveva: «Non serve che l’universo intero si armi per schiacciarlo; un vapore, una goccia d’acqua è sufficiente per ucciderlo».[1] Siamo esseri fragili, ma sappiamo pregare: questa è la nostra più grande dignità, anche è la nostra fortezza. Coraggio. Pregare in ogni momento, in ogni situazione, perché il Signore ci è vicino. E quando una preghiera è secondo il cuore di Gesù, ottiene miracoli.