12.LUGLIO 2020  XV DOMENICA TEMPO ORDINARIO SANTA MESSA ORE 10.00

LETTERA DI DON GIANCARLO PER L'OTTAVARIO DELLA MADONNA DELLA PROVVIDENZA

ORARIO SANTE MESSE DA LUNEDì 1.GIUGNO 2020

Orari Sante messe :

Feriali:   ore 18,30 Lunedì, Martedì e Venerdì  

ore 20,00  Mercoledì e Giovedì 

Prefestiva:  ore 19,00   

Festiva:

ore 10.00 

MISURE DI SICUREZZA PER LA PARTECIPAZIONE DEI FEDELI ALLE SANTE MESSE

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CALENDARIO LITURGICO SETTIMANALE

ESTATE RAGAZZI 2019

Link per vedere il video dell'Estate Ragazzi 2016,2017,2019: rebrand.ly/VideoER

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OGNI MERCOLEDI'

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA 

OGNI GIOVEDI'

 

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DEL SANTO ROSARIO

IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

Preghiera del 28.giugno 2020

LA FOTO DELLA SETTIMANA

La  foto del  28.giugno 2020

CANTARE INSIEME FA BENE!

CORO SAN GIACOMO
CORO SAN GIACOMO
Cantare in coro fa bene perchè stimola la creatività, le relazioni sociali e affettive, sviluppa l'ascolto, l'attenzione, l'espressione e la comunicazione e fa' apprendere un nuovo linguaggio, quello musicale.
Nel coro non ci sono differenze, alti e bassi, grassi o magri, giovani e meno giovani, tutti sono ugualmente importanti e ognuno contribuisce con la propria voce a creare un suono magico e meraviglioso, il suono del CORO.
Il Coro S. Giacomo di Piumazzo, presente in parrocchia da 25 anni anima le celebrazioni liturgiche della comunità e organizza concerti e attività culturali e musicali.
Stiamo cercando nuove voci, femminili e maschili, e una potrebbe essere proprio la tua!
Per informazioni rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa. Ti aspettiamo! 
Elenco dei prossimi appuntamenti del Coro S. Giacomo: 

Gli Occhi

Una giovane mamma, in cucina, preparava la cena con la mente totalmente concentrata su ciò che stava facendo: preparare le patatine fritte. Stava lavorando sodo proprio per preparare un piatto che i bambini avrebbero apprezzato molto. Le patatine fritte era il piatto preferito dai bambini.
Il bambino più piccolo di quattro anni aveva avuto una intensa giornata alla scuola materna e raccontava alla mamma quello che aveva visto e fatto. La mamma gli rispondeva distrattamente con monosillabì e borbottii.
Qualche istante dopo si sentì tirare la gonna e udì: "Mamma".
La donna accennò di sì col capo e borbottò anche qualche parola. Sentì altri strattoni alla gonna e di nuovo: "Mamma".
Gli rispose ancora una volta brevemente e continuò imperterrita a sbucciare le patate.
Passarono cinque minuti. Il bambino si attaccò alla gonna della mamma e tirò con tutte le sue forze. La donna fu costretta a chinarsi verso il figlio.
Il bambino le prese il volto fra le manine paffute, lo portò davanti al proprio viso e disse: "Mamma, ascoltami con gli occhi!".

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Ascoltare qualcuno con gli occhi significa dirgli. "Tu sei importante per me".
Tutte le cose importanti passano attraverso gli occhi.

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Una giovane donna ha lasciato questo breve scritto a sua madre:
"Quando pensavi che non stessi guardando, hai appeso il mio primo dísegno al frigorifero e ho avuto voglia di continuare a stare a casa nostra per dipingere.
Quando pensavi che non stessi guardando, hai dato da mangiare ad un gatto randagio ed è allora che ho capito che è bene prendersi cura degli animali.
Quando pensavi che non stessi guardando, hai cucinato apposta per me una torta di compleanno e ho compreso che le piccole cose possono essere molto speciali.
Quando pensavi che non stessi guardando, hai recitato una preghiera e io ho cominciato a credere nell'esistenza di un Dio con cui si può sempre parlare.
Quando pensavi che non stessi guardando, mi hai dato il bacio della buonanotte e ho capito che mi volevi bene.
Quando pensavi che non stessi guardando, ho visto le lacrime scorrere dal tuoi occhi e ho imparato che, a volte, le cose fanno male ma che piangere fa bene.
Quando pensavi che non stessi guardando, hai sorriso e ho avuto voglia di essere gentile come te.
Quando pensavi che non stessi guardando, ti sei preoccupata per me e ho avuto voglia di diventare me stessa.
Quando pensavi che non stessi guardando, io guardavo e ho voluto dirti grazie per tutte quelle cose che hai fatto, quando pensavi che non stessi guardando".

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

Liturgia della Settimana - Il Commento al Vangelo del giorno

[2020-07-12] Dove cade il seme di Dio. (dom, 12 lug 2020)
È dal principio, dalla creazione, che Dio va spargendo il suo buon seme nel mondo. Alitando su una massa informe, dopo aver creato dal nulla l'universo, ha fatto di noi, dandoci la vita, le sue creature predilette; creandoci a sua immagine e somiglianza e ha nobilitato la nostra natura, dotandoci di intelligenza e volontà. Anche quando, a causa del peccato, abbiamo deturpato la nostra immagine e rotto l'armonia che ci legava al Signore, Egli si è posto subito amorevolmente alla nostra...
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[2020-07-13] Non la pace ma una spada. (Mon, 13 Jul 2020)
Questo annuncio, così categorico potrebbe sembrare a prima vista, duro e contraddittorio. Gesù afferma: "Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada". La pace di cui parla Gesù è sicuramente quella falsa quiete che gli uomini costruiscono sull'ignavia e sulla passiva rassegnazione alla mediocrità. L'avvento del regno ìmplica una radicale trasformazione nella mentalità degli uomini, implica l'affermazione del primato assoluto di...
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XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Io sono mite e umile di cuore

5.LUGLIO 2020

Il Padre ci ha rivelato la verità inviando il suo Figlio. Mentre i piccoli e i semplici hanno accolto il Figlio e hanno creduto e compreso queste verità, i sapienti e gli intelligenti non hanno saputo accogliere il Figlio, e quindi non sono stati capaci di credere e comprendere queste verità. 

«Gesù, mostraci il Padre! Rivelaci il Padre! Fa’ che contemplando te, guardando te, noi possiamo comprendere chi è il vero Dio, il desiderio unico ed ultimo della nostra vita. O Dio, che riempi la nostra esistenza, fa’ che ci saziamo della conoscenza di te, della conoscenza di Gesù. Donaci, Gesù, di metterci davvero alla tua scuola, di imparare a conoscere Dio e di imparare a conoscere chi siamo noi, come dobbiamo vivere e come dobbiamo amarci,  come dobbiamo impostare la nostra esistenza e come dobbiamo fare le nostre scelte».

NON DI SOLO PANE NR.949

VANGELO IN IMMAGINI

Riflessione  XIV ORDINARIA

Per il Signore il centro è ai margini. Sceglie coloro che nessuno sceglie e che non vuole più nessuno. Quando gli uomini – scrive Bonhoffer – quando gli uomini dicono:"perduto", egli dice:"trovato": quando dicono: "condannato", egli dice: "salvato"; quando dicono: "abbietto", Dio esclama: "beato!". Fa riflettere la decisione del Padre di rivelare la sua Parola ai piccoli e non ai sapienti e ai dotti. Decisione scriteriata, secondo i nostri canoni di giudizio. Certamente rivoluzionaria e sovversiva. Oggi si privilegia il forte, il ricco, il famoso, il campione, coloro che hanno, che possono e che sanno: questi sono i depositari delle nostre speranze, delle nostre richieste, perfino dei nostri sogni e dei nostri sentimenti. Il Padre decide diversamente: si aggrega agli ultimi, coabita con i diseredati, dialoga con gli spiantati, si fida dei disperati, accoglie furfanti e delinquenti. Consegna la Sua Parola e il suo amore a chi è disarmato e non crede di sapere già tutto, si affida a chi non si sente arrivato, indipendente, autosufficiente. Si dona a chi lascia spazio nel suo cuore affinchè Lui possa entrare e dare senso alla vita. Facci piccoli, Signore, e aiutaci a liberarci delle zavorre e degli impicci che abbiamo accumulato sulle nostre spalle.

VIDEO VANGELO PER I BAMBINI

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,25-30

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

VIDEO DELLA SETTIMANA

Le nostre famiglie (Il Video del Papa 57 – Luglio 2020)

Il video con l'intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di luglio 2020: Preghiamo affinché le famiglie di oggi siano accompagnate con amore, rispetto e consiglio e in particolare vengano protette dagli Stati..a cura della Rete Mondiale di Preghiera del Papa - Apostolato della Preghiera.In lingua spagnola con sottotitoli in italiano.

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

28.giugno 2020

Il Papa unisce le diocesi di Camerino e Fabriano «nella persona del vescovo»

Monsignor Francesco Massara assume la guida di entrambe le diocesi marchigiane. Una nuova tappa verso la semplificazione della mappa delle Chiese locali italiane chiesta dal Papa.

Il Papa ha nominato vescovo della diocesi di Fabriano-Matelica monsignor Francesco Massara, arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, unendo le due sedi "in persona episcopi". Calabrese di Tropea, nato il 1° luglio 1965, Massara è alla guida dell’arcidiocesi di Camerino da due anni.L’unificazione delle due diocesi marchigiane “nella persona del vescovo” è una nuova tappa nel percorso di semplificazione nella mappa delle diocesi italiane auspicato dal Papa che nell’assemblea di vescovi italiani del 2018 la sollecitò definendola «un’esigenza pastorale studiata ed esaminata più volte». Diocesi che già vivono la nuova configurazione sono quelle di Tivoli e Palestrina, con il vescovo Mauro Parmeggiani (febbraio 2019), di Nuoro e Lanusei, con Antonello Mura vescovo di entrambe da aprile, e di Cuneo e Fossano, che sono affidate dall'ottobre 2015 allo stesso vescovo, Piero Delbosco. Altre diocesi sono affidate al vescovo della diocesi confinante che le guida come amministratore apostolico: è il caso di Torino e Susa (entrambe hanno come pastore l’arcivescovo Cesare Nosiglia dall’ottobre 2019), di Oristano e Ales-Terralba, con il governo dell’arcivescovo Roberto Carboni (maggio 2019), di Sessa Aurunca e Alife-Caiazzo, diocesi campane sotto la guida del vescovo Orazio Francesco Piazza dall'aprile 2019, e di Modena-Nonantola e Carpi, affidate entrambe all'arcivescovo del capoluogo Erio Castellucci, da un anno amministratore apostolico della diocesi confinante. Tutte situazioni per le quali va ancora definito l'assetto, tra una nuova possibile soluzione o la continuità rispetto al passato.

 

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

I gabbiani e la rondine - La Via Lucis di Papa Francesco

Descrizione

La sofferenza, la rinascita, la bellezza nella Via Crucis che ha commosso il mondo.
Roma, 10 aprile 2020, Venerdì Santo. Nel pieno della pandemia, la Via Crucis celebrata dal Papa non si svolge in mezzo alla folla, nel Colosseo, ma nella piazza San Pietro deserta, sotto lo sguardo dell’antico crocifisso della chiesa di San Marcello al Corso. Le parole che risuonano nella notte della morte e del dolore provengono dalla parrocchia del carcere di Padova: a meditare sulle quattordici stazioni della Passione di Cristo è un’intera comunità di uomini e donne che abita e lavora in questo mondo ristretto. “Mi sono commosso” ha scritto Papa Francesco. “Mi sono sentito molto partecipe di questa storia, mi sono sentito fratello di chi ha sbagliato e di chi accetta di mettersi accanto a loro per riprendere la risalita della scarpata.”

In questo libro, partendo dalle meditazioni sulla Via Crucis raccolte e scritte insieme alla giornalista e volontaria Tatiana Mario, don Marco Pozza ha costruito un racconto sulla fede e la risurrezione dei viventi: la Via Crucis di Gesù diventa così una Via Lucis degli uomini, la cui sofferenza è stata riscattata da Cristo in persona. “Mai celebrata una Via Crucis così” scrive l’autore. “Pareva davvero d’attraversare l’Odio desiderando l’Amore.”

 

Marco Pozza (1979), dottore in Teologia, è cappellano del carcere di Padova. Conduce programmi su Rai1 e TV2000. Per Rizzoli è autore con Papa Francesco di Padre nostro (2017), Ave Maria (2018) e Io credo, noi crediamo (2020), tradotti in tutto il mondo.

DIOCESI DI BOLOGNA

Per seguire le celebrazioni del cardinal Zuppi collegarsi a questo link:   www.youtube.it/user/12portebo

Prossimi appuntamenti

LE PAROLE DEL PAPA

Solo chi guarda col cuore vede bene, perché sa “vedere dentro”: la persona al di là dei suoi sbagli, il fratello oltre le sue fragilità, la speranza nelle difficoltà, Dio in tutto.


PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE  Biblioteca del Palazzo Apostolico Mercoledì, 24 giugno 2020

Catechesi - 8. La preghiera di Davide

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nel nostro itinerario di catechesi sulla preghiera, oggi incontriamo il re Davide. Prediletto da Dio fin da ragazzo, viene scelto per una missione unica, che rivestirà un ruolo centrale nella storia del popolo di Dio e della nostra stessa fede. Nei Vangeli, Gesù è chiamato più volte “figlio di Davide”; infatti, come lui, nasce a Betlemme. Dalla discendenza di Davide, secondo le promesse, viene il Messia: un Re totalmente secondo il cuore di Dio, in perfetta obbedienza al Padre, la cui azione realizza fedelmente il suo piano di salvezza (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 2579).

La vicenda di Davide comincia sui colli intorno a Betlemme, dove pascola il gregge del padre, Iesse. È ancora un ragazzo, ultimo di molti fratelli. Tanto che quando il profeta Samuele, per ordine di Dio, si mette in cerca del nuovo re, sembra quasi che suo padre si sia dimenticato di quel figlio più giovane (cfr 1 Sam 16,1-13). Lavorava all’aria aperta: lo pensiamo amico del vento, dei suoni della natura, dei raggi del sole. Ha una sola compagnia per confortare la sua anima: la cetra; e nelle lunghe giornate in solitudine ama suonare e cantare al suo Dio. Giocava anche con la fionda.

Davide, dunque, è prima di tutto un pastore: un uomo che si prende cura degli animali, che li difende al sopraggiungere del pericolo, che provvede al loro sostentamento. Quando Davide, per volere di Dio, dovrà preoccuparsi del popolo, non compirà azioni molto diverse rispetto a queste. È perciò che nella Bibbia l’immagine del pastore ricorre spesso. Anche Gesù si definisce “il buon pastore”, il suo comportamento è diverso da quello del mercenario; Lui offre la sua vita in favore delle pecore, le guida, conosce il nome di ciascuna di esse (cfr Gv 10,11-18).

Dal suo primo mestiere, Davide ha imparato molto. Così, quando il profeta Natan gli rinfaccerà il suo gravissimo peccato (cfr 2 Sam 12,1-15), Davide capirà subito di essere stato un cattivo pastore, di aver depredato un altro uomo dell’unica pecora che lui amava, di non essere più un umile servitore, ma un ammalato di potere, un bracconiere che uccide e depreda.

Un secondo tratto caratteristico presente nella vocazione di Davide è il suo animo di poeta. Da questa piccola osservazione deduciamo che Davide non è stato un uomo volgare, come spesso può capitare a individui costretti a vivere a lungo isolati dalla società. È invece una persona sensibile, che ama la musica e il canto. La cetra lo accompagnerà sempre: a volte per innalzare a Dio un inno di gioia (cfr 2 Sam 6,16), altre volte per esprimere un lamento, o per confessare il proprio peccato (cfr Sal 51,3).

Il mondo che si presenta ai suoi occhi non è una scena muta: il suo sguardo coglie, dietro il dipanarsi delle cose, un mistero più grande. La preghiera nasce proprio da lì: dalla convinzione che la vita non è qualcosa che ci scivola addosso, ma un mistero stupefacente, che in noi provoca la poesia, la musica, la gratitudine, la lode, oppure il lamento, la supplica. Quando a una persona manca quella dimensione poetica, diciamo, quando manca la poesia, la sua anima zoppica. La tradizione vuole perciò che Davide sia il grande artefice della composizione dei salmi. Essi recano spesso, all’inizio, un riferimento esplicito al re d’Israele, e ad alcune delle vicende più o meno nobili della sua vita.

Davide ha dunque un sogno: quello di essere un buon pastore. Qualche volta riuscirà ad essere all’altezza di questo compito, altre volte meno; ciò che però importa, nel contesto della storia della salvezza, è il suo essere profezia di un altro Re, di cui lui è solo annuncio e prefigurazione.

Guardiamo Davide, pensiamo a Davide. Santo e peccatore, perseguitato e persecutore, vittima e carnefice, che è una contraddizione. Davide è stato tutto questo, insieme. E anche noi registriamo nella nostra vita tratti spesso opposti; nella trama del vivere, tutti gli uomini peccano spesso di incoerenza. C’è un solo filo rosso, nella vita di Davide, che dà unità a tutto ciò che accade: la sua preghiera. Quella è la voce che non si spegne mai. Davide santo, prega; Davide peccatore, prega; Davide perseguitato, prega; Davide persecutore, prega; Davide vittima, prega. Anche Davide carnefice, prega. Questo è il filo rosso della sua vita. Un uomo di preghiera. Quella è la voce che non si spegne mai: che assuma i toni del giubilo, o quelli del lamento, è sempre la stessa preghiera, solo la melodia cambia. E così facendo Davide ci insegna a far entrare tutto nel dialogo con Dio: la gioia come la colpa, l’amore come la sofferenza, l’amicizia quanto una malattia. Tutto può diventare parola rivolta al “Tu” che sempre ci ascolta.

Davide, che ha conosciuto la solitudine, in realtà, solo non lo è stato mai! E in fondo questa è la potenza della preghiera, in tutti coloro che le danno spazio nella loro vita. La preghiera ti dà nobiltà, e Davide è nobile perché prega. Ma è un carnefice che prega, si pente e la nobiltà ritorna grazie alla preghiera. La preghiera ci dà nobiltà: essa è in grado di assicurare la relazione con Dio, che è il vero Compagno di cammino dell’uomo, in mezzo alle mille traversie della vita, buone o cattive: ma sempre la preghiera. Grazie, Signore. Ho paura, Signore. Aiutami, Signore. Perdonami, Signore. È tanta la fiducia di Davide che, quando era perseguitato ed è dovuto fuggire, non lasciò che alcuno lo difendesse: “Se il mio Dio mi umilia così, Lui sa”, perché la nobiltà della preghiera ci lascia nelle mani di Dio. Quelle mani piagate di amore: le uniche mani sicure che noi abbiamo.

LE UDIENZE  NEL MESE DI LUGLIO SONO SOSPESE