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DOMENICA 13 APRILE DOMENICA DELLE PALME

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9.APRILE 2014 VIA CRUCIS

BOLLETTINO QUARESIMA 2014

“Il Regno di Dio è dentro di voi”

Sussidio CEI Quaresima-Pasqua 2013

PAGINE PIU' VISTE MARZO 2014

ULTIMI AGGIORNAMENTI


MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA XXIX GMG 2014

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Sulla Chiesa

Nel maggio 2012, un’Ordinanza del Sindaco, porta alla chiusura cautelativa della nostra

Chiesa Parrocchiale, dichiarata non sicura all’uso pubblico dopo il sisma, a ragione di

lesioni specialmente sulla cupola e nel transetto. Nel Settembre dello stesso anno, dopo

la perizia della Sopraintendenza, iniziano i progetti per la messa in sicurezza e le

trattative con l’Assicurazione, essendo lo stabile coperto da polizza. Al principio si

prospetta che la Parrocchia debba coprire per intero l’importo dei lavori, salvo il premio

assicurativo, comunque parziale. Viene redatto un progetto esecutivo caratterizzato da

una serie di interventi minimi strettamente necessari a garantire la sicurezza. Nella

primavera del 2013 la Sopraintendenza autorizza le linee di intervento

proposte: l’importo è sui 300.000,00 euro, esclusi i lavori al Santuario

della Provvidenza, pure essa inagibile. La Curia, nominata intanto dalla

Regione unica referente, sollecita ad aspettare delibere nuove, in

merito a ipotesi di finanziamenti. Nell’ottobre 2013 la Chiesa di

Piumazzo entra nel Progetto Regionale di Ricostruzione del 2014, con

finanziamento lavori inerenti al sisma. Bisogna tuttavia aumentare il

livello di dettaglio della progettazione, poiché, in quanto opera

finanziata con fondi pubblici, le normative richiedono elaborati grafici e documenti

contabili specifici. Da un ripristino minimale, quale quello prima prospettato, ci si indirizza

verso un’ opera di riparazione e miglioramento completa. L’importo, ancora in corso di

definizione, subirà necessariamente un aumento. Nel contempo si prospettano vari

interventi a nostre spese, che la presenza di un ponteggio così imponente consiglia:

impianto elettrico, tinteggiatura, lattonerie, deumidificazioni, ecc. interventi ingenti tutti a

carico della Parrocchia. Ora i tecnici lavorano al nuovo progetto esecutivo, da presentare

entro Natale. Avendone risposte positive, una volta effettuata la gara d’appalto tra le

imprese, si auspica di cominciare i lavori attorno a giugno 2014.

il Parroco e il Comitato Tecnico

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

LA PREGHIERA DEL 13.APRILE 2014

LA FOTO DELLA SETTIMANA

LA FOTO DEL 13.APRILE 2014

LA FOTO DEL 6.APRILE 2014-LECTIO DIVINA PRESENTATA DA SUOR CLARA BONORA
LA FOTO DEL 6.APRILE 2014-LECTIO DIVINA PRESENTATA DA SUOR CLARA BONORA

SI RINGRAZIA  A FOTO-STUDIO "ARCADIA" DI WILLER COMELLINI

PICCOLE STORIE

Il Verbo

 

Una volta, un ministro era seduto sul bordo di una fontana cittadina. Per disattenzione, vi scivolò dentro. Alcuni passanti si fecero avanti e gli tesero la mano dicendo.
"Dammi la mano".
Ma l'uomo politico non ne voleva sapere e non tendeva la mano a nessuno.
In quel momento passò un uomo che si aprì la strada nella folla ed esclamò.
"Amici miei, il nostro ministro fin dalla nascita ha imparato solo il verbo prendere; non conosce il verbo dare".
Così dicendo gli tese la mano.
"Buongiorno, Vostra Eccellenza; prendete dunque la mia mano".
Immediatamente il ministro afferrò la mano dell'uomo e uscì dalla vasca.

Gli uomini spesso confondono i verbi. Dio conosce solo il verbo dare.

 

 

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

Liturgia della settimana

2014-04-16 - Vangelo di mercoledi' (mer, 16 apr 2014)
Is 50, 4-9; Sal.68; Mt 26, 14-25. ||| In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnare Gesù. Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: "Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli"». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto».
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2014-04-16 - Commento di mercoledi' (mer, 16 apr 2014)
Guai a colui che tradirà il Figlio dell'uomo. ||| A parte i preparativi, di cui erano stati incaricati i discepoli, per preparare la cena pasquale per Gesù e i suoi, tutto il brano è attraversato dal tradimento di Giuda, il quale passa all'azione subito dopo l'unzione di Betania, che lo avevano sentito protestare contro lo spreco di profumo, non perché gli interessassero i poveri, ma perché era ladro. Soltanto l'evangelista Matteo specifica la somma di trenta sicli d'argento, ottenuti da Giuda per la consegna di Gesù: una somma irrisoria, stimata dalla legge come prezzo di uno schiavo e che il profeta Zaccarìa aveva già indicato come prezzo di valore per il pastore messianico. Nonostante l'iniziativa di Giuda anche per Matteo è Gesù che dispone liberamente di se stesso. Nessuna resistenza per sottrarsi a questa passione così ignominiosa. Il mistero di pazienza di Cristo, che diventa non violenza assoluta, non è comprensibile se non alla luce della forza dell'amore. "Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. E mentre mangiavano, disse: uno di voi mi tradirà". Ne viene una costernazione generale. La cena di festa si cambia in un tormento che agghiaccia l'assemblea, inducendo ciascuno di loro, per liberarsi da questo incubo, a fare al Signore una confessione personale. "Sono forse io, Signore?" Il Maestro, colui che era il punto di sicurezza di ognuno, lascia sospesa la risposta, solo alla domanda di Giuda, risponde: "Tu l'hai detto". Non è una condanna, e da amico, Gesù gli fa capire quello che ha nel cuore di fare. La storia è diretta da Dio, secondo il piano delle Scritture; ma l'uomo ha il suo compito nella storia e n'è pienamente responsabile. Anche noi potremmo chiederci a quale prezzo vendiamo il Cristo: interrogarci sulla purezza della nostra fede, sulla fedeltà del nostro amore, sulla lealtà della nostra amicizia e fraternità che possiamo anche barattare.
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GIOVEDI' SANTO

Il tuo calice Signore è il dono di salvezza

Benedizione in famiglia nel giorno di Pasqua con l’acqua benedetta

È importante che l’intera famiglia, per quanto possibile, partecipi nella notte fra sabato e domenica alla solenne veglia pasquale insieme a tutta la comunità parrocchiale.

Cristo Signore nella Pasqua di morte e risurrezione dà in abbondanza agli uomini la sua vita, l’acqua che zampilla per la vita eterna.

In vari luoghi è consuetudine per le feste pasquali attingere l’acqua dal fonte battesimale, per portarla nelle case dove viene conservata in una piccola acquasantiera.

Radunata la famiglia attorno alla mensa, si prega così.

 

 

Padre nostro…

 

L – Benedetto sei tu, Signore del cielo e della terra,

che nella grande luce della Pasqua

manifesti la tua gloria e doni al mondo

la speranza della vita nuova;

guarda a noi, tuoi figli,

radunati intorno alla mensa

di famiglia:

fa’ che accogliamo da te

la vera pace,

la salute del corpo e dello spirito

e la sapienza del cuore,

per amarci gli uni gli altri

come Cristo ci ha amati.

 

Egli ha vinto la morte,

e vive e regna nei secoli dei secoli.

 

T – Amen. Alleluia.

 

Uno dei genitori, eventualmente con un ramoscello d’olivo, porge l’acqua benedetta e ciascuno si fa il segno della croce.

IL VANGELO IN TRE IMMAGINI

Video Vangelo: Pasqua

Riflessione Vangelo: Pasqua

VIDEO DELLA SETTIMANA

LA PASSIONE DI CRISTO NELLA NOSTRA VITA.

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

Dov’è il mio cuore? Santa Pasqua 2014

Omelia di papa Francesco alla celebrazione della Domenica delle Palme

(Piazza San Pietro, 13 aprile 2014)

«Chi sono io? Chi sono io, davanti al mio Signore? Chi sono io, davanti a Gesù che entra in festa in Gerusalemme? Sono capace di esprimere la mia gioia, di lodarlo? O prendo distanza? Chi sono io, davanti a Gesù che soffre?
Abbiamo sentito tanti nomi. Il gruppo dei dirigenti, alcuni sacerdoti, alcuni farisei, alcuni maestri della legge, che avevano deciso di ucciderlo. Sono io come uno di loro?
Abbiamo sentito anche un altro nome: Giuda. 30 monete. Sono io come Giuda? Abbiamo sentito altri nomi: i discepoli che non capivano niente, che si addormentavano mentre il Signore soffriva. La mia vita è addormentata? O sono come i discepoli, che non capivano che cosa fosse tradire Gesù? Come quell’altro discepolo che voleva risolvere tutto con la spada: sono io come loro? Sono io come Giuda, che fa finta di amare e bacia il Maestro per consegnarlo, per tradirlo? Sono io, traditore? Sono io come quei dirigenti che di fretta fanno il tribunale e cercano falsi testimoni: sono io come loro? E quando faccio queste cose, se le faccio, credo che con questo salvo il popolo?
Sono io come Pilato? Quando vedo che la situazione è difficile, mi lavo le mani e non so assumere la mia responsabilità e lascio condannare – o condanno io – le persone?
Sono io come quella folla che non sapeva bene se era in una riunione religiosa, in un giudizio o in un circo, e sceglie Barabba? Per loro è lo stesso: era più divertente, per umiliare Gesù.
Sono io come i soldati che colpiscono il Signore, gli sputano addosso, lo insultano, si divertono con l’umiliazione del Signore?
Sono io come il Cireneo che tornava dal lavoro, affaticato, ma ha avuto la buona volontà di aiutare il Signore a portare la croce?
Sono io come quelli che passavano davanti alla Croce e si facevano beffe di Gesù: “Era tanto coraggioso! Scenda dalla croce, e noi crederemo in Lui!”. Farsi beffe di Gesù…
Sono io come quelle donne coraggiose, e come la Mamma di Gesù, che erano lì, soffrivano in silenzio?
Sono io come Giuseppe, il discepolo nascosto, che porta il corpo di Gesù con amore, per dargli sepoltura?
Sono io come le due Marie che rimangono davanti al Sepolcro piangendo, pregando?
Sono io come quei capi che il giorno seguente sono andati da Pilato per dire: “Guarda che questo diceva che sarebbe risuscitato. Che non venga un altro inganno!”, e bloccano la vita, bloccano il sepolcro per difendere la dottrina, perché la vita non venga fuori?
Dov’è il mio cuore? A quale di queste persone io assomiglio?».

Omelia di papa Francesco alla celebrazione della Domenica delle Palme
(Piazza San Pietro, 13 aprile 2014)

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

Raggi di luce - di Paolo Brosio

Un reportage sulla figura di Maria, in cerca delle scie di luce che la Madonna ha lasciato nel corso della storia: dalle prime testimonianze cristiane fino a oggi. Paolo Brosio affronta questa volta un'inchiesta mariana a tutto tondo, incastonando con sapienza storie di ieri e di oggi: la fede umile della gente del Sud, nel racconto emblematico della sposina miracolata dei Quartieri spagnoli di Napoli; il caso unico della guarigione di Andrea, il ragazzino calciatore, e la sorprendente vicenda di Maria Pia che ricomincia a camminare dopo una terribile malattia; la devozione ardente delle migliaia di pellegrini che si recano ogni anno a Lourdes, Fatima e Medjugorje. Brosio ha poi indagato nelle vite delle mistiche Teresa Musco e madre Speranza. Fra i documenti raccolti, si segnalano le conclusioni della Commissione internazionale d'inchiesta presieduta dal cardinale Camillo Ruini e la dichiarazione incredibile che il vescovo di Mostar rilasciò pochi giorni dopo la prima apparizione del 1981, in cui rivelava, contrariamente a quanto poi avrebbe sostenuto in seguito, che le apparizioni erano autentiche e che i piccoli veggenti dicevano la verità. Storie di guarigioni, di miracoli, di santi e luoghi legati a Maria si susseguono in una narrazione che prende le mosse dalla vicenda incredibile di Jorge Mario Bergoglio, papa Francesco, che nella Madonna ha indicato la mamma a cui affidarsi. Con la collaborazione di Simona Amabene.

DIOCESI DI BOLOGNA

Scuola animatori 2014

NOTE COMPORTAMENTALI