GMG CRACOVIA 2016 PREGHIERA UFFICIALE

Dio, Padre misericordioso, 
che hai rivelato il Tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo,
e l’hai riversato su di noi nello Spirito Santo, Consolatore, 
Ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo”.
Ti affidiamo in modo particolare 
i giovani di ogni lingua, popolo e nazione:
guidali e proteggili lungo gli intricati sentieri del mondo di oggi 
e dona loro la grazia di raccogliere frutti abbondanti 
dall’esperienza della Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia.

Padre Celeste, 
rendici testimoni della Tua misericordia. 
Insegnaci a portare la fede ai dubbiosi, 
la speranza agli scoraggiati, 
l’amore agli indifferenti, 
il perdono a chi ha fatto del male e la gioia agli infelici. 
Fa’ che la scintilla dell’amore misericordioso
che hai acceso dentro di noi 
diventi un fuoco che trasforma i cuori 
e rinnova la faccia della terra.

Maria, Madre di Misericordia, prega per noi
San Giovanni Paolo II, prega per noi
Santa Faustina, prega per noi

 

CONTO ALLA ROVESCIA

Vivere l’indulgenza dell’anno Santo significa accostarsi alla misericordia del Padre con la certezza che il suo perdono si estende su tutta la vita del credente Papa Francesco

Pellegrinaggio Piumazzo - Roma in bicicletta dal 17 al 24 Luglio 2016

Alla tomba di S. Pietro si compie il nostro pellegrinaggio Giubilare, cammino di Comunità, Stupore e straordinaria Festa. Un immenso grazie al Signore e a tutti!

DA PIUMAZZO A ROMA  Don Remo Resca e Andrea Mazzucchi 

Ed ecco a voi... Intervista rilasciata a Carla Mazzola per Antenna1, Don Remo Resca e Andrea Mazzucchi raccontano dei loro pellegrinaggi, in particolare della loro esperienza a Santiago de Compostela.

Ed ecco a voi... DON REMO SUPERSTAR!Intervista rilasciata a Carla Mazzola per Antenna1, Don Remo Resca e Andrea Mazzucchi raccontano dei loro pellegrinaggi, in particolare della loro esperienza a Santiago de Compostela.

Pubblicato da PAN ONLUS su Martedì 23 febbraio 2016

OTTAVARIO 2016-I MOMENTI PIU' BELLI

BOLLETTINO PARROCCHIALE MAGGIO/GIUGNO 2016

OGNI MERCOLEDI'

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA 

OGNI GIOVEDI'

 

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DEL ROSARIO

Beatrice e Alice, dopo il bel viaggio in Africa ad Usokami dello scorso anno, hanno deciso di

accompagnare in India Suor Pawana per visitare la terra delle nostre care suore indiane…a loro va il nostro

più caro augurio di Buon viaggio!

Ecco le opere di misericordia spirituale e corporale

Nel messaggio inviato a monsignor Rino Fisichella, nel quale offre alcuni suggerimenti per la celebrazione del Giubileo della Misericordia, il Papa ricorda che "ogni volta che un fedele vivrà" una delle opere di misericordia spirituale o corporale "in prima persona otterà certamente l'indulgenza giubilare". Ecco l'elenco delle opere di misericordia.

LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE
1 - Consigliare i dubbiosi
2 - Insegnare agli ignoranti
3 - Ammonire i peccatori
4 - Consolare gli afflitti
5 - Perdonare le offese
6 - Sopportare pazientemente le persone moleste
7 - Pregare Dio per i vivi e per i morti

LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE
1 - Dar da mangiare agli affamati
2 - Dar da bere agli assetati
3 - Vestire gli ignudi
4 - Alloggiare i pellegrini
5 - Visitare gli infermi
6 - Visitare i carcerati
7 - Seppellire i morti

8-Opera di misericordia :Dare ospitalità ai forestieri

Spesso i forestieri non sono solo coloro che hanno bisogno di un alloggio. Anche quelli, ma anche coloro che nessuno ama, che nessuno desidera come amico. Forestiero deve essere, per ciascuno di noi, ogni persona che non fa parte del nostro cerchio di amore: ospitarlo vuol dire rivestirlo della nostra carità e della nostra accoglienza. Ascoltiamo questa bella testimonianza tratta dalla vita di don Luca Passi.

Era una sera d'inverno e, tornando a casa, trovò all'angolo della strada una povera bambina

piangente e tremante dal freddo e dalla fame. Don Luca le si avvicinò e ascoltò la

sua dolorosa storia: la mamma era fuggita, il babbo al manicomio, e l'uscio di casa era

chiuso. La piccola non sapeva dove passare la notte. Aveva sette anni! "Vieni con me, le

disse don Luca, ti porto al Conventino, là troverai chi ti fa da mamma e da babbo". E la

presentò alle sue Suore con aria di trionfo, dicendo: "Ecco che cosa vi regala Gesù Benedetto

questa sera!” (Biografia Dentella)

Rifletti: Come guardi alle persone "forestiere" del mondo che ti circonda: ai poveri, agli emarginati, ai profughi, ai senza tetto, ai disperati? Li guardi con fastidio, volgendo la testa dall'altra parte? Li guardi con disprezzo? Oppure sai guardarli con amore, con il desiderio concreto di consolarli, confortarli, di condividere?

Ognuno di noi al giorno d'oggi, si trova esposto ad un numero sufficiente di occasioni per difendere la causa degli stranieri, rispettandone la dignità e tutelandola quando questa non è garantita dagli altri.

Dopo una lunga attesa finalmente sono iniziati i lavori di riparazione post-sisma della chiesa parrocchiale di San Giacomo, i primi di ottobre la ditta COGEI COSTRUZIONI SRL, vincitrice della gara d’appalto, ha firmato il contratto e ha preso in consegna il cantiere.

A molti può essere sembrato un inizio lento, in realtà l’impresa è entrata in cantiere con il rispetto che occorre per affrontare un intervento di miglioramento sismico delicato come questo. In primo luogo si è occupata sotto il controllo della direzione lavori e la supervisione della Soprintendenza di proteggere la pavimentazione e tutti gli arredi sacri, fissi e mobili, contestualmente ha realizzato la recinzione di cantiere, questa è stata arricchita da un banner esplicativo dell’intervento che vi invitiamo a leggere se siete di passaggio nel centro storico di Piumazzo; l’ultima operazione propedeutica all’inizio vero e proprio dei lavori è stata l’allestimento dei ponteggi interni ed esterni. Gli interventi di rinforzo strutturale partiranno dalla cupola passando in seconda battuta alla navata centrale e successivamente alle navate laterali ma non preoccupatevi vi terremo aggiornati sull’avanzamento dei lavori, sappiamo che questo cantiere è a cuore non solo a noi progettisti, ma a tutta la comunità, è nostra responsabilità non solo far eseguire i lavori nel migliore dei modi ma rendervi partecipi di tutta l’operazione.

La direzione lavori, Ing. Stefano Tampieri e Arch. Irene Prata

Preghiera a Suor Anania Tabellini, per la riapertura della chiesa :

Buona Sr. Anania
Tu che hai tanto amato la chiesa di Piumazzo
madre della tua fede e missione
Prega Gesù e la Vergine
Perchè possiamo presto rientrare 
A lodare Dio e S. Giacomo,

celebrare la Eucaristia e le nostre feste, entro quelle mura
Ove, per la tua virtù, sei sepolta.

                                  Padre. Ave. Gloria.  

PAGINE PIU' VISTE GIUGNO 2016

ULTIMI AGGIORNAMENTI


IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

VENTO

 

Seneca

Non esiste vento favorevole per chi non sa dove andare.

 

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

La preghiera del 24.Luglio 2016

Preghiera del pellegrino sul Cammino di Santiago di Compostela

Preghiera del pellegrino

Quand’anche avessi percorso tutti i sentieri,
superato montagne e valli da est a ovest,
se non ho scoperto la libertà di essere me stesso,
allora non sono ancora arrivato.

Quand’anche avessi condiviso tutti i miei beni
con persone di altre lingue e culture;
quand’anche avessi per amici dei pellegrini dell’altra parte del mondo
e dormito negli stessi alloggi dei santi e dei principi,
se, domani, non sono capace di perdonare al mio vicino,
allora non sono ancora arrivato.

Quand’anche avessi portato il mio sacco dal primo all’ultimo giorno e sostenuto i pellegrini a corto di forze,
o ceduto il mio letto a qualcuno arrivato dopo di me,
donato la mia borraccia senza alcuna contropartita,
se, di ritorno a casa e al lavoro non sono capace di seminare attorno a me la fratellanza, la felicità, l’unità e la pace,
allora non sono ancora arrivato.

Quand’anche avessi ogni giorno mangiato e bevuto a sazietà,
a disposizione tutte le sere un tetto e una doccia,
ricevuto delle cure per le mie ferite,
se non ho visto in tutto questo l’amore di Dio,
allora non sono ancora arrivato.

Quand’anche avessi visitato tutti i monumenti
e ammirato i più bei tramonti,
imparato a dire buongiorno in tutte le lingue,
gustato l’acqua di tutte le fontane,
se non ho indovinato chi è Colui che, senza nulla attendere in cambio, mi offre tanta bellezza e tanta pace,
allora non sono ancora arrivato.

Se adesso smetto di camminare sulla tua strada,
di proseguire la mia ricerca e di vivere in coerenza con ciò che ho imparato; se, d’ora in avanti, non vedo in ogni persona, amico o nemico, un compagno di strada;
se, ancora oggi, il Dio di Gesù di Nazareth
non è per me il solo Dio della mia vita,
allora non sono ancora arrivato.
[preghiera di Fratello Dino]

LA FOTO DELLA SETTIMANA

La foto del 24.Luglio 2016

SI RINGRAZIA  A FOTO-STUDIO "ARCADIA" DI WILLER COMELLINI

CANTARE INSIEME FA BENE!

Cantare in coro fa bene perchè stimola la creatività, le relazioni sociali e affettive, sviluppa l'ascolto, l'attenzione, l'espressione e la comunicazione e fa' apprendere un nuovo linguaggio, quello musicale.
Nel coro non ci sono differenze, alti e bassi, grassi o magri, giovani e meno giovani, tutti sono ugualmente importanti e ognuno contribuisce con la propria voce a creare un suono magico e meraviglioso, il suono del CORO.
Il Coro S. Giacomo di Piumazzo, presente in parrocchia da 25 anni anima le celebrazioni liturgiche della comunità e organizza concerti e attività culturali e musicali.
Stiamo cercando nuove voci, femminili e maschili, e una potrebbe essere proprio la tua!
Per informazioni rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa. Ti aspettiamo! 
Elenco dei prossimi appuntamenti del Coro S. Giacomo:
25 Luglio ore 20 a Piumazzo: S. Messa festività santo patrono.
11 Settembre ore 9.30 a Piumazzo: S. Messa inaugurazione della chiesa concelebrante l'arcivescovo.
17 Settembre pomeriggio a Piumazzo: Animazione S. Messa di matrimonio.
2 ottobre a S. Cesario: Concerto spirituale in memoria del nostro corista Alberto Bortolotti.

 

21-23 ottobre a Roma: GIUBILEO delle CORALI, con udienza papale, concerto con orchestra, passaggio per la Porta Santa e animazione della S. Messa nella Basilica di S. Pietro, per vivere in maniera intensa e                                                                           partecipata la conclusione dell'Anno Santo.
13 novembre a Crevalcore: Rassegna dei cori del nostro Vicariato
CORO SAN GIACOMO
CORO SAN GIACOMO

 La preghiera dell'alfabeto

Anthony de Mello

Un contadino povero, nel rincasare la sera tardi dal mercato, si accorse di non avere con sé il suo libro di preghiere. Al suo carro si era staccata una ruota in mezzo al bosco ed egli era angustiato al pensiero che la giornata finisse senza aver recitato le preghiere.

Allora pregò in questo modo: «Ho commesso una grave sciocchezza, Signore. Sono partito di casa questa mattina senza il mio libro di preghiere e ho così poca memoria che senza di esso non riesco a formulare neppure un'orazione. Ma ecco che cosa farò: reciterò molto lentamente tutto l'alfabeto cinque volte e tu, che conosci ogni preghiera, potrai mettere insieme le lettere in modo da formare le preghiere che non riesco a ricordare».

Disse allora il Signore ai suoi angeli: «Di tutte le preghiere che oggi ho sentito, questa è senz'altro la più bella, perché è nata da un cuore semplice e sincero».

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

Liturgia della settimana

2016-07-28 - Vangelo di giovedi' (gio, 28 lug 2016)
Ger 18, 1-6; Sal 145; Mt 13, 47-53. ||| In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». Terminate queste parabole, Gesù partì di là.
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2016-07-28 - Commento di giovedi' (gio, 28 lug 2016)
La selezione... ||| Leggiamo ancora una parabola del Regno e della fine del mondo. Affluiscono pesci buoni e pesci cattivi nella rete gettata dal Signore nel mare del mondo, come cresce la zizzania insieme al grano nel campo del Signore. Noi, specie se ci annoveriamo nell'ambito dei buoni, siamo impazienti di vedere la selezione finale. Procura un enorme fastidio vedere pasci cattivi appesantire inutilmente la rete con il rischio di farle strappare, come irrita vedere che la zizzania invade il campo o addirittura sembra prevalere sul grano buono, che appare come mortificato da quell'erbaccia. Il Signore sa che il male ci infastidisce, sa del nostro zelo e della nostra impazienza, mentre noi non siamo in grado di comprendere né il suo amore né la sua giustizia, né la sua pazienza. I tempi di Dio sono molto diversi dai nostri: Egli vede in chiave di eternità, noi siamo impauriti dal tempo che ci sfugge, per condurci alla fine. Il nostro senso di giustizia e molto approssimativo e sommario. Egli, il Signore, solo Lui sa coniugare perfettamente amore e giustizia, misericordia ed equità, presente e futuro... Dobbiamo saper attendere quell'ultimo giorno e imparare sin da ora che l'argomento dell'esame sarà l'amore sentito e manifestato concretamente nella carità operosa. Allora vedremo anche la sorte dei pesci cattivi e della zizzania. Vedremo ardere anche i fastelli dei tralci secchi, ma soprattutto comprenderemo che i primi a beneficiare dell'attesa e della pazienza di Dio siamo stati proprio noi. Allora la nostra perplessità o incomprensione di oggi si cambierà in canto di lode e di benedizione, in eterno.
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XVII Domenica del T.O.

Chiedete e vi sarà dato

24.LUGLIO 2016

La vita del discepolo che si pone in ascolto del Signore trova nella preghiera che Gesù ha insegnato, il modello del suo dialogo con il Padre: il discepolo chiede a Dio di realizzare il suo regno e di esserne partecipe attraverso il perdono ricevuto e concesso.

Ti sono grato, Signore, per la Parola che oggi mi hai donato e che mi invita ad avere fiducia in Dio. Tu conosci bene il suo cuore di Padre e il suo desiderio di dare a tutti i suoi fi­gli cose buone. Per questo insisti perché non mi stanchi di chiedere, di cercare presso di lui le cose buone di cui ha bisogno la mia vita. Insegnami, Signore, ad avere fi­ducia come te quando prego il Padre, ad attendere con pazienza che nella mia vita si compiano le promesse di Dio, ad accogliere le cose buone che il Padre intende offrirmi. Maestro, insegnami a pregare!

 

PROVVISTE DI VIAGGIO

VANGELO IN TRE IMMAGINI

Riflessione 17 domenica ordinario C

Una attenta valutazione del contesto nel quale è inserito il Vangelo di questa domenica, ci fa considerare due episodi che fanno da contorno e che, forse, aiutano a scoprire quale deve essere il nostro atteggiamento della preghiera. 
Il primo episodio è un amico che va a farsi prestare del pane. Il secondo, che un padre non darà mai cose cattive al figlio. Due storie di tenerezza e di amore. Due storie che ci fanno scoprire il volto di Dio delineato nella preghiera insegnata da Gesù: il volto di un Padre e il volto di un Amico.
Già la domanda dei discepoli è profonda preghiera: insegnaci a pregare! Insegnaci, cioè, quale è il vero atteggiamento da tenere nel rivolgersi a Dio. Una fiducia illimitata nel Suo amore, un tendere le mani, purché, come dice madre Teresa, queste mani siano vuote. Ed essere per gli altri quello che vogliamo sia Dio per noi.
Nella preghiera di Gesù c'è solo il "tuo" e il "nostro", mai il "mio". Padre nostro, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà. Dacci il nostro pane, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori.
Scopriamo allora, con sorpresa e stupore, di non essere figli unici, e basterebbe solo quella parola iniziale "Padre" per dare significato e senso a tutto il resto.
Chiediamo, cerchiamo e bussiamo: il Padre sa di cosa abbiamo bisogno.

VIDEO DELLA SETTIMANA

Il Video del Papa 7 - Rispetto per i popoli indigeni - Luglio 2016

Il video con l'intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di Luglio 2016: "Perché vengano rispettati i popoli indigeni, minacciati nella loro identità e nella loro stessa esistenza", per la Rete Mondiale di Preghiera del Papa - Apostolato della Preghiera. In lingua spagnola con sottotitoli in italiano

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

Francesco alla nazione polacca: superare le paure e promuovere l’accoglienza

27.Luglio 2016

Il suo primo viaggio nell’Europa centro-orientale è iniziato dalle fortificazioni che innalzano il Wawel, il simbolo della nazione e dell’identità polacca. Andrzej Duda, il giovane presidente eletto da un anno, Francesco l’ha incontrato nella sala del Castello che s’affaccia sulla Vistola e nel primo discorso alle autorità del Paese Francesco ha voluto parlare di memoria e identità ma anche di saggezza e misericordia per superare le paure e promuovere l’accoglienza nei confronti dei migranti.

Alla Polonia – «che ha avuto fra i suoi figli l’indimenticabile san Giovanni Paolo II, ideatore e promotore delle Giornate Mondiali della Gioventù» – papa Francesco ha così ricordato che quando Wojtyla parlava dei popoli, «partiva dalla loro storia per farne risaltare i tesori di umanità e spiritualità», ma anche che la «coscienza dell’identità, libera da complessi di superiorità, è indispensabile per organizzare una comunità nazionale, per ispirare la società e la cultura, mantenendole fedeli alla tradizione e al tempo stesso aperte al rinnovamento e al futuro».

Citando le recenti celebrazioni per il 1050° anniversario del battesimo della Polonia ha ricordato che «non può esistere dialogo se ciascuno non parte dalla propria identità. Nella vita quotidiana di ogni individuo, come di ogni società – ha spiegato – vi sono però due tipi di memoria: buona e cattiva, positiva e negativa. «La memoria buona è quella che la Bibbia ci mostra nel Magnificat, il cantico di Maria, che loda il Signore e la sua opera di salvezza. La memoria negativa è invece quella che tiene lo sguardo della mente e del cuore ossessivamente fissato sul male, anzitutto su quello commesso dagli altri». 

Francesco ha allora indicato un esempio di «buona memoria»: la celebrazione dei cinquant’anni del perdono reciprocamente offerto e ricevuto tra gli episcopati polacco e tedesco, dopo la seconda guerra mondiale che fu sottoscritto nel 1965, alla fine del Concilio Vaticano II, dalPrimate Stefan Wyszyński e dal cardinale Bolesław Kominek. Un atto di coraggio dell’episcopato polacco, criticato al momento, che – in quelle difficili circostanze politiche – perdonò e chiese perdono, seppure la Polonia fu la prima e la più grande vittima della follia nazista.

Altro esempio di «memoria buona» citata da Papa è la storica dichiarazione congiunta tra la Chiesa cattolica di Polonia e quella ortodossa di Mosca firmata nel 2012, nel castello reale di Varsavia, dal patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill e dal presidente della Conferenza episcopale polacca: «Un atto che ha avviato un processo di avvicinamento e fraternità» mostrando come «la nazione polacca può far crescere la memoria buona e lasciar cadere quella cattiva».

Un accenno del discorso è rivolto alla difesa della vita ricordando che «la vita va sempre accolta e tutelata – entrambe le cose insieme – dal concepimento alla morte naturale, e tutti siamo chiamati a rispettarla e ad averne cura», ciò significa tutelare la vita dalla nascita in tutto il suo svolgimento. 

Guardando invece alle problematiche del momento ha parlato del coraggio della verità e di un costante impegno affinché i processi decisionali e operativi come pure le relazioni umane siano sempre rispettosi della dignità della persona. «Ogni attività ne è coinvolta – ha detto – anche l’economia, il rapporto con l’ambiente e il modo stesso di gestire il complesso fenomeno migratorio». 

E su questo punto sensibile, che tocca in certa misura anche la Polonia, il Papa ha invitato a tener conto «sia di chi ha lasciato il Paese e vuole rientrare, sia chi scappa da conflitti e miseria». «Occorre individuare le cause dell’emigrazione dalla Polonia – ha detto il Papa – facilitando quanti vogliono ritornare. Al tempo stesso, occorre la disponibilità ad accogliere quanti fuggono dalle guerre e dalla fame; la solidarietà verso coloro che sono privati dei loro fondamentali diritti, tra i quali quello di professare in libertà e sicurezza la propria fede. Nello stesso tempo vanno sollecitate collaborazioni e sinergie a livello internazionale al fine di trovare soluzioni ai conflitti e alle guerre, che costringono tante persone a lasciare le loro case e la loro patria».

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

Paolo VI e Madre Teresa

Descrizione

Madre Teresa di Calcutta, Missionaria della Carità, di nome e di fatto.Una delle più grandi missionarie del XX secolo. Missionaria della pace, missionaria della vita.Paolo VI ha saputo valorizzare in lei perfino il suo sorriso, che rappresentava un "sì" alla vita, un "sì" gioioso, nato dalla fede e dall'amore profondi.L'incontro di questi due giganti della santità ricorda che essere cristiani significa essere testimoni della carità.anni docente a Oxford, nel 1879 Leone XIII lo nominò cardinale. Jaca Book ne sta rieditando da tempo le Opere; tra queste, il sermone Il pericolo della ricchezza, con una nuova prefazione di Andrea Riccardi (2015).

DIOCESI DI BOLOGNA

Prossimi appuntamenti

 

  •  

Partenza per la GMG a Cracovia

  •  Mercoledì 27 luglio
  •  
  •  00:00
  •  
  •  Polonia

Ferragosto a Villa Revedin

  •  Da sabato 13 agosto
  •  
  •  Villa Revedin

Dal 13 al 15 agosto il Seminario arcivescovile e l'annesso parco ospiteranno «Ferragosto a Villa Revedin». Un ricco programma di incontri, mostre, celebrazioni e intrattenimento riempirà le tre giornate da mattina a sera.

Ferragosto, un pranzo per 200 bisognosi

  •  Lunedì 15 agosto
  •  
  •  12:00
  •  
  •  Cortile d'onore di Palazzo d'Accursio

Anche quest'anno Camst allestirà, nel Cortile d'onore di Palazzo d'Accursio, l'ormai tradizionale pranzo di Ferragosto. L'evento, che conterà 200 ospiti selezionati dalla Caritas, e che ha ormai un'ampia tradizione, è reso possibile dalla sinergia di Camst, Caritas Bologna e Comune.

L'’umanesimo nella scuola

  •  Mercoledì 7 settembre
  •  
  •  17:00
  •  
  •  Teatro Auditorium Manzoni

Tre Giorni del Clero

  •  Da martedì 13 settembre
  •  
  •  Seminario Arcivescovile

La prossima Tre Giorni del Clero, contrariamente a quanto avviene di solito, si terrà nelle giornate di martedì 13, mercoledì 14 e giovedì 15 settembre p.v., presso il Seminario Arcivescovile

Master in Scienza e Fede

  •  Martedì 11 ottobre
  •  
  •  15:30
  •  
  •  Istituto Veritatis Splendor

Master in Scienza e Fede organizzato, anche per l'a.a. 2016-2017, dall'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum in collaborazione con l'Istituto Veritatis Splendor.

LE PAROLE DEL PAPA

Il discepolo di Cristo, quando è trasparente nel cuore e semplice nella vita, porta la luce del Signore nei luoghi dove vive e lavora.


UDIENZA GIUBILARE Giovedì, 30 giugno 2016

Opere di Misericordia (cfr Mt 25,31-46)

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Quante volte, durante questi primi mesi del Giubileo, abbiamo sentito parlare delle opere di misericordia! Oggi il Signore ci invita a fare un serio esame di coscienza. E’ bene, infatti, non dimenticare mai che la misericordia non è una parola astratta, ma è uno stile di vita: una persona può essere misericordiosa o può essere non misericordiosa; è uno stile di vita. Io scelgo di vivere come misericordioso o scelgo di vivere come non misericordioso. Una cosa è parlare di misericordia, un’altra è vivere la misericordia. Parafrasando le parole di san Giacomo apostolo (cfr 2,14-17) potremmo dire: la misericordia senza le opere è morta in sé stessa. E’ proprio così! Ciò che rende viva la misericordia è il suo costante dinamismo per andare incontro ai bisogni e alle necessità di quanti sono nel disagio spirituale e materiale. La misericordia ha occhi per vedere, orecchi per ascoltare, mani per risollevare…

La vita quotidiana ci permette di toccare con mano tante esigenze che riguardano le persone più povere e più provate. A noi viene richiesta quell’attenzione particolare che ci porta ad accorgerci dello stato di sofferenza e bisogno in cui versano tanti fratelli e sorelle. A volte passiamo davanti a situazioni di drammatica povertà e sembra che non ci tocchino; tutto continua come se nulla fosse, in una indifferenza che alla fine rende ipocriti e, senza che ce ne rendiamo conto, sfocia in una forma di letargo spirituale che rende insensibile l’animo e sterile la vita. La gente che passa, che va avanti nella vita senza accorgersi delle necessità degli altri, senza vedere tanti bisogni spirituali e materiali, è gente che passa senza vivere, è gente che non serve agli altri. Ricordatevi bene: chi non vive per servire, non serve per vivere.

Quanti sono gli aspetti della misericordia di Dio verso di noi! Alla stessa maniera, quanti volti si rivolgono a noi per ottenere misericordia. Chi ha sperimentato nella propria vita la misericordia del Padre non può rimanere insensibile dinanzi alle necessità dei fratelli. L’insegnamento di Gesù che abbiamo ascoltato non consente vie di fuga: Avevo fame e mi avete dato da mangiare; avevo sete e mi avete dato da bere; ero nudo, profugo, malato, in carcere e mi avete assistito (cfr Mt 25,35-36). Non si può tergiversare davanti a una persona che ha fame: occorre darle da mangiare. Gesù ci dice questo! Le opere di misericordia non sono temi teorici, ma sono testimonianze concrete. Obbligano a rimboccarsi le maniche per alleviare la sofferenza.

A causa dei mutamenti del nostro mondo globalizzato, alcune povertà materiali e spirituali si sono moltiplicate: diamo quindi spazio alla fantasia della carità per individuare nuove modalità operative. In questo modo la via della misericordia diventerà sempre più concreta. A noi, dunque, è richiesto di rimanere vigili come sentinelle, perché non accada che, davanti alle povertà prodotte dalla cultura del benessere, lo sguardo dei cristiani si indebolisca e diventi incapace di mirare all’essenziale. Mirare all’essenziale. Cosa significa? Mirare Gesù, guardare Gesù nell’affamato, nel carcerato, nel malato, nel nudo, in quello che non ha lavoro e deve portare avanti una famiglia. Guardare Gesù in questi fratelli e sorelle nostri; guardare Gesù in quello che è solo, triste, in quello che sbaglia e ha bisogno di consiglio, in quello che ha bisogno di fare strada con Lui in silenzio perché si senta in compagnia. Queste sono le opere che Gesù chiede a noi! Guardare Gesù in loro, in questa gente. Perché? Perché così Gesù guarda me, guarda tutti noi.

* * *

Adesso passiamo a un’altra cosa.

Nei giorni scorsi il Signore mi ha concesso di visitare l’Armenia, la prima nazione ad avere abbracciato il cristianesimo, all’inizio del quarto secolo. Un popolo che, nel corso della sua lunga storia, ha testimoniato la fede cristiana col martirio. Rendo grazie a Dio per questo viaggio, e sono vivamente grato al Presidente della Repubblica Armena, al Catholicos Karekin II, al Patriarca e ai Vescovi cattolici, e all’intero popolo armeno per avermi accolto come pellegrino di fraternità e di pace.

Fra tre mesi compirò, a Dio piacendo, un altro viaggio in Georgia e Azerbaigian, altri due Paesi della regione caucasica. Ho accolto l’invito a visitare questi Paesi per un duplice motivo: da una parte valorizzare le antiche radici cristiane presenti in quelle terre – sempre in spirito di dialogo con le altre religioni e culture – e dall’altra incoraggiare speranze e sentieri di pace. La storia ci insegna che il cammino della pace richiede una grande tenacia e dei continui passi, cominciando da quelli piccoli e man mano facendoli crescere, andando l’uno incontro all’altro. Proprio per questo il mio auspicio è che tutti e ciascuno diano il proprio contributo per la pace e la riconciliazione.

Come cristiani siamo chiamati a rafforzare tra noi la comunione fraterna, per rendere testimonianza al Vangelo di Cristo e per essere lievito di una società più giusta e solidale. Per questo tutta la visita è stata condivisa con il Supremo Patriarca della Chiesa Apostolica Armena, il quale mi ha fraternamente ospitato per tre giorni nella sua casa.

Rinnovo il mio abbraccio ai Vescovi, ai sacerdoti, alle religiose e ai religiosi e a tutti i fedeli in Armenia. La Vergine Maria, nostra Madre, li aiuti a rimanere saldi nella fede, aperti all’incontro e generosi nelle opere di misericordia. Grazie.

LE UDIENZE GENERALI NEL MESE DI LUGLIO SONO SOSPESE