SANTO ROSARIO NEL MESE DI MAGGIO

Vivere l’indulgenza dell’anno Santo significa accostarsi alla misericordia del Padre con la certezza che il suo perdono si estende su tutta la vita del credente Papa Francesco

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BOLLETTINO PASQUA 2016

OGNI MERCOLEDI'

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA

OGNI GIOVEDI'

 

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DEL ROSARIO

Che splendido traguardo !!!

Il 6 aprile 2016, il nostro caro emerito parroco Don Giulio, festeggerà il settantesimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale. Che splendido traguardo!!!! A lui vanno le nostre congratulazioni e felicitazioni e speriamo in una sua prossima visita. Noi piumazzesi siamo cresciuti sotto la sua guida e la sua dottrina, ancora conserviamo i suoi insegnamenti e cerchiamo di tramandarli, i giovanissimi lo conoscono attraverso i nostri aneddoti e i nostri ricordi. La parrocchia di Piumazzo gli è grata per aver impreziosito e abbellito la chiesa, per aver organizzato tante gite artistiche e culturali; per aver ideato numerosi eventi e feste tra cui quella del Ringraziamento e quella di San Giacomo; per aver conservato e consolidato, secondo la secolare tradizione, l’Ottavario della Madonna della Provvidenza. Ricordiamo ancora le sue omelie, che seppur lunghe, erano sempre edificanti come una catechesi. Si usciva dalla Messa domenicale con un insegnamento, un qualcosa in più da comprendere e conservare nel cuore. Lo ringraziamo anche per i libri che ci ha lasciato, per i suoi studi e la sua profonda cultura che condivideva generosamente. Grande era ed è tuttora il suo amore per la teologia, l’arte, le scienze umanistiche, per l’agricoltura e gli animali. E’ doveroso inoltre ricordare la sua grande ospitalità dimostrata in numerose occasioni, soprattutto aprendo le porte della canonica ad anziani del paese o stranieri bisognosi. Si è sempre contraddistinto in mezzo a noi per la sua dosata severità educativa e per la sua nobiltà d’animo. Auguriamo a Don Giulio salute e serenità ; possa il Signore conservarlo a lungo in mezzo a noi, perché ancora ci illumini e ci sostenga nei suoi rari, ma sempre attesi, momenti di ritorno in Parrocchia

Con ammirazione e affetto

Alessandra

Pellegrinaggio Piumazzo - Roma in bicicletta dal 17 al 24 Luglio 2016

DA PIUMAZZO A ROMA  Don Remo Resca e Andrea Mazzucchi 

Ed ecco a voi... Intervista rilasciata a Carla Mazzola per Antenna1, Don Remo Resca e Andrea Mazzucchi raccontano dei loro pellegrinaggi, in particolare della loro esperienza a Santiago de Compostela.

Ed ecco a voi... DON REMO SUPERSTAR!Intervista rilasciata a Carla Mazzola per Antenna1, Don Remo Resca e Andrea Mazzucchi raccontano dei loro pellegrinaggi, in particolare della loro esperienza a Santiago de Compostela.

Pubblicato da PAN ONLUS su Martedì 23 febbraio 2016

GRAZIE A FIORINO

Caro Fiorino, siamo venuti qua innanzi tutto per ringraziarla per il servizio che ha svolto nella nostra Parrocchia e portarle i saluti da parte di tutti parrocchiani che in questi mesi ci hanno chiesto di lei. Sappiamo che, un po’ per la salute e un po’ per i raggiunti limiti di età, ha deciso di lasciare lo spazio ai più giovani ma puoi raccontarci come e quando tutto ha avuto inizio?

 Ho iniziato a fare chierico da ragazzo e poi ho continuato a servire la messa anche dopo da adulto quando i lavori della campagna me lo permettevano. Quando don Marino fu trasferito a Castelfranco, spesso andavo a Messa là anche perché lì avevo molti amici, tuttavia non ho mai perso i contatti con la Parrocchia di Piumazzo. Agli inizi di anni novanta don Giulio mi propose di fare il corso per diventare accolito, ma non accettai subito.

Perché?

In Parrocchia c’era già un bel gruppo di ragazzi chierici e in quel periodo arrivò l’accolito Stefano Alfonsi che aiutava don Giulio e infine temevo di non riuscire a garantire la mia presenza sempre. Ho comunque sempre aiutato quando potevo, andando anche a benedire con don Giulio e a un certo punto la mia presenza in Parrocchia è diventata quasi fissa. Finalmente ho deciso di fare il corso per diventare accolito e dall’anno 2000 ho cercato di dare il mio contributo nella Parrocchia collaborando con don Giulio e Jasmin e dopo con don Remo e Stefano Tampieri. Colgo occasione per ringraziare loro e tutti i parrocchiani di Piumazzo che mi hanno sempre dimostrato il loro affetto. Grazie.

 

Grazie a Lei Fiorino perché  a tutti noi ha dato l’esempio con la sua semplicità e gentilezza.

Ecco le opere di misericordia spirituale e corporale

Nel messaggio inviato a monsignor Rino Fisichella, nel quale offre alcuni suggerimenti per la celebrazione del Giubileo della Misericordia, il Papa ricorda che "ogni volta che un fedele vivrà" una delle opere di misericordia spirituale o corporale "in prima persona otterà certamente l'indulgenza giubilare". Ecco l'elenco delle opere di misericordia.

LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE
1 - Consigliare i dubbiosi
2 - Insegnare agli ignoranti
3 - Ammonire i peccatori
4 - Consolare gli afflitti
5 - Perdonare le offese
6 - Sopportare pazientemente le persone moleste
7 - Pregare Dio per i vivi e per i morti

LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE
1 - Dar da mangiare agli affamati
2 - Dar da bere agli assetati
3 - Vestire gli ignudi
4 - Alloggiare i pellegrini
5 - Visitare gli infermi
6 - Visitare i carcerati
7 - Seppellire i morti

1-Opera di misericordia spirituale:Ammonire i peccatori

Ammonire colui che si trova nel buio dell’errore è uno dei doveri fondamentali del cristiano: un comandamento del Signore da conoscere e tramandare a memoria. Non dobbiamo mai dimenticarci che nessuno è solo e che c’è un vincolo spirituale che ci rende responsabili dell’altro. Proprio per questo la Chiesa considera questo precetto un’opera di misericordia spirituale che potremmo tranquillamente abbinare a quella corporale di vestire gli ignudi. Mi spiego meglio: il peccato spoglia l’uomo dalla propria dignità e lo espone al pubblico ludibrio. Come una persona priva di indumenti in una gelida giornata invernale, il peccatore rischia, se non viene soccorso, di morire assiderato sotto la gelida coltre dei propri errori; ecco perché abbiamo il dovere di soccorrerlo, aiutarlo e rincuorarlo. Il monito non è un giudizio ma una salutare medicina. Attenzione però: questo farmaco va somministrato con discrezione, riservatezza e dolcezza. Una frattura o una bruciatura deve essere curata con circospezione, premura e delicatezza; così il male spirituale deve essere affrontato con il benefico medicamento della misericordia. Prima di ammonire qualcuno dovremmo sempre ricordarci di questo aneddoto dei padri del deserto: «Un giorno a Sceta si scoprì che un confratello aveva peccato; gli anziani si riunirono e mandarono a chiamare l’Abate Mosè, dicendogli di venire; ma quello non volle andare. Allora il presbitero lo mandò a chiamare dicendo: Vieni, poiché la comunità dei confratelli ti attende. E quello, levatosi, andò. Tuttavia portando con sé una cesta vecchissima, la riempì di sabbia e se la trascinò dietro. Quelli gli andarono incontro dicendo: Che significa, o Padre? E il vecchio rispose loro: I miei peccati scorrono a profusione alle mie spalle e io oggi sono venuto a giudicare i peccati altrui? Allora essi, sentendolo, non dissero nulla al confratello, e anzi lo perdonarono». Solo coloro che portano sulle proprie spalle il pesante fardello delle proprie miserie possono trovare le parole giuste per ammonire i peccatori; e chi ha peccato sa che l’unico linguaggio adatto per curare i mali spirituali è quello dell’amore. Sant’Agostino amava dire: «Ti viene imposto un breve precetto: Ama e fa quel che vuoi. Abbi nel cuore la radice dell’amore, e da questa radice non potrà procedere se non il bene». La radice salutare dell’amore, coltivata nel fertile terreno dell’umiltà, ci libera dai nostri peccati e ci predispone a correggere i fratelli con la pazienza e la benevolenza che viene da Dio.

  INIZIO DEI LAVORI DI RIPARAZIONE POST-SISMA

Dopo una lunga attesa finalmente sono iniziati i lavori di riparazione post-sisma della chiesa parrocchiale di San Giacomo, i primi di ottobre la ditta COGEI COSTRUZIONI SRL, vincitrice della gara d’appalto, ha firmato il contratto e ha preso in consegna il cantiere.

A molti può essere sembrato un inizio lento, in realtà l’impresa è entrata in cantiere con il rispetto che occorre per affrontare un intervento di miglioramento sismico delicato come questo. In primo luogo si è occupata sotto il controllo della direzione lavori e la supervisione della Soprintendenza di proteggere la pavimentazione e tutti gli arredi sacri, fissi e mobili, contestualmente ha realizzato la recinzione di cantiere, questa è stata arricchita da un banner esplicativo dell’intervento che vi invitiamo a leggere se siete di passaggio nel centro storico di Piumazzo; l’ultima operazione propedeutica all’inizio vero e proprio dei lavori è stata l’allestimento dei ponteggi interni ed esterni. Gli interventi di rinforzo strutturale partiranno dalla cupola passando in seconda battuta alla navata centrale e successivamente alle navate laterali ma non preoccupatevi vi terremo aggiornati sull’avanzamento dei lavori, sappiamo che questo cantiere è a cuore non solo a noi progettisti, ma a tutta la comunità, è nostra responsabilità non solo far eseguire i lavori nel migliore dei modi ma rendervi partecipi di tutta l’operazione.

La direzione lavori, Ing. Stefano Tampieri e Arch. Irene Prata

Preghiera a Suor Anania Tabellini, per la riapertura della chiesa :

Buona Sr. Anania
Tu che hai tanto amato la chiesa di Piumazzo
madre della tua fede e missione
Prega Gesù e la Vergine
Perchè possiamo presto rientrare 
A lodare Dio e S. Giacomo,

celebrare la Eucaristia e le nostre feste, entro quelle mura
Ove, per la tua virtù, sei sepolta.

                                  Padre. Ave. Gloria.  

Amoris laetitia

Esortazione Apostolica postsinodale del Papa Francesco ai vescovi ai presbiteri e ai diaconi alle persone consacrate agli sposi cristiani e a tutti i fedeli laici sull’amore nella famiglia (19 marzo 2016).

PAGINE PIU' VISTE MARZO 2016

ULTIMI AGGIORNAMENTI


IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

 

FARE L'IMPOSSIBILE

Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile.

San Francesco

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

La preghiera del 1.Maggio 2016

a San Giuseppe,

patrono dei lavoratori

 

San Giuseppe, modello e patrono dei lavoratori,

ci rivolgiamo a te con fiducia.

Aiutaci a trovare nel lavoro non solo il nostro sostentamento quotidiano,

ma anche una fonte di merito per la vita eterna.

Tu, vivendo accanto a Gesù, Figlio di Dio, e a Maria sua Madre,

avesti la fortuna di penetrare le loro sublime intenzioni;

concedi a noi di stimare il lavoro, e di amarlo come voi l'avete amato.

Fa' che operiamo con spirito di penitenza; 

con diligenza e pace, consapevoli di fare la volontà di Dio,

mentre egli ci chiama a continuare e perfezionare

l'opera della sua creazione.

Possiamo considerare la nostra vita come una giornata

di fatica e di semina, in attesa del riposo e del raccolto, nell'eternità.

San Giuseppe, intercedi per noi e proteggi e custodisci la nostra quotidiana

fatica nel mondo del lavoro. Amen.

LA FOTO DELLA SETTIMANA

La foto del 1.Maggio 2016

SI RINGRAZIA  A FOTO-STUDIO "ARCADIA" DI WILLER COMELLINI

CANTARE INSIEME FA BENE!

Cantare in coro fa bene perchè stimola la creatività, le relazioni sociali e affettive, sviluppa l'ascolto, l'attenzione, l'espressione e la comunicazione e fa' apprendere un nuovo linguaggio, quello musicale.
Nel coro non ci sono differenze, alti e bassi, grassi o magri, giovani e meno giovani, tutti sono ugualmente importanti e ognuno contribuisce con la propria voce a creare un suono magico e meraviglioso, il suono del CORO.
Il Coro S. Giacomo di Piumazzo, presente in parrocchia da 25 anni anima le celebrazioni liturgiche della comunità e organizza concerti e attività culturali e musicali.
Stiamo cercando nuove voci, femminili e maschili, e una potrebbe essere proprio la tua!
Per informazioni rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa. Ti aspettiamo! 
Elenco dei prossimi appuntamenti del Coro S. Giacomo:
29 Maggio ore 10 a Piumazzo: S. Messa Ottavario Madonna della Provvidenza.
1° Giugno ore 18 a Piumazzo: S. Messa per l'Ottavario della Madonna della Provvidenza
12 Giugno ore 17 a ModenaRassegna corale per le vie e le piazze di Modena, con la partecipazione di circa altri quaranta cori. 
25-26 Giugno a S. Candido (BZ)Rassegna Corale Internazionale in Val Pusteria, con concerto serale al sabato e raduno di tutti i cori in piazza la domenica.
25 Luglio ore 20 a Piumazzo: S. Messa festività santo patrono.
11 Settembre ore 9.30 a Piumazzo: S. Messa inaugurazione della chiesa concelebrante l'arcivescovo.
17 Settembre pomeriggio a Piumazzo: Animazione S. Messa di matrimonio.
21-23 ottobre a Roma: GIUBILEO delle CORALI, con udienza papale, concerto con orchestra, passaggio per la Porta Santa e animazione della S. Messa nella Basilica di S. Pietro, per vivere in maniera intensa e                                                                                partecipata la conclusione dell'Anno Santo.
CORO SAN GIACOMO
CORO SAN GIACOMO

Un violinista nella metropolitana

C'era un musicista che suonava in strada all'ingresso della fermata della metropolitana "L'Enfant Plaza" in Washington DC. Era una mattina fredda, di gennaio. Suonò musiche durante quarantacinque minuti. Incominciò con Bach, poi l'Ave Maria di Schubert, musica di Manuel Ponce, di Massenet e di nuovo Bach. Erano quasi le otto del mattino: era un'ora di punta, passavano davanti a frotte le persone, quasi tutte dirette al loro lavoro.

Dopo tre minuti, un uomo di mezza età si accorse del musicista. Rallentò il suo passo, si fermò alcuni secondi e riprese il cammino. Un minuto dopo il suonatore ricevette il suo primo dollaro; senza fermarsi, una donna lanciò un banconota nella cassa del violino. Alcuni minuti dopo, un individuo si fermò alcuni istanti ad ascoltare, ma guardando il suo orologio riprese a camminare in fretta... stava facendosi tardi.

Chi gli fece maggior attenzione fu un piccolo di tre anni circa. Sua madre lo prese e lo tirò, ma il piccolo continuava ad ascoltare il violinista. Finalmente, sua madre lo prese con forza e continuarono il cammino. Il piccolo, anche intanto che camminava, continuava, con la testa girata, a guardare il suonatore.

Durande i quarantacinque minuti in cui suonò, ci furono solo sette persone che si fermarono ad ascoltarlo brevemente. In tutto il tempo riuscì a riunire 32 dollari! Nessuno fece caso quando il violinista smise di suonare. Nessuno lo applaudì. Tra le circa 1.000 persone che passarono davanti a lui, nessuno lo riconobbe.

Nessuno pensò che il violinista era Joshua Bell, uno dei migliori musicisti del mondo. Nella fermata della metropolitana suonò alcuni tra i più difficili spartiti che mai siano stati scritti, e tutto quello con uno Stradivarius del 1713 valutato in 3,5 milioni di dollari!

Due giorni prima di questo fatto, non c'erano già più biglietti in vendita per il suo concerto nel teatro di Boston, e i biglietti costavano quasi 100 dollari!

Questa attuazione in incognito nella stazione della metropolitana di Joshua Bell, fu organizzata dal «Washington Post» per investigare la percezione, il gusto e le priorità della gente. Queste erano le domande:

- Possiamo in un ambiente quotidiano, a una ora insolita, apprezzare la bellezza?
- Ci fermeremmo per apprezzarla?
- Possiamo riconoscere il talento in un contesto insolito?

Una delle possibili conclusioni dopo l'esperimento potrebbe essere: se non ci prendiamo il tempo di fermarci e ascoltare quando uno dei migliori musicisti del mondo sta suonando alcune delle migliori musiche, quante altre cose straordinarie ci stiamo perdendo per non sapere apprezzarle?

Clicca qui per vedere il video dell'esperimento.

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

Liturgia della settimana

2016-05-02 - Vangelo di lunedi' (lun, 02 mag 2016)
At 16, 11-15; Sal.149; Gv 15, 26 - 16,4. ||| In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l'ho detto».
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2016-05-02 - Commento di lunedi' (lun, 02 mag 2016)
Lo Spirito di verità mi renderà testimonianza. ||| Gesù parla sempre in modo franco ai suoi discepoli. Riconosce loro che sono stati sempre con Lui, con il Maestro. Non è fonte di privilegio per chi lo ha sempre seguito. Gesù è chiaro ed esplicito. I suoi discepoli dovranno subire prove e persecuzioni. Non nasconde loro le future difficoltà. Non vuole creare false illusioni. È un realismo che non è crudo ma che nasce dall'amore. È un dono di generosità che continua a tributare per i suoi discepoli e per noi stessi. Ogni volta che preannuncia delle difficoltà, Gesù indica sempre una strada, un percorso che permette di superare gli ostacoli. Lo stesso amore che ci dona è posto poi a fondamento di questo cammino. Egli preannuncia i momenti difficili perché siano affrontati e superati con generosità. Il momento di comunione intima di Gesù, che il vangelo di oggi propone, ha proprio questo intento. È un grande messaggio che ispira fiducia. La base è sempre e solo l'amore, l'amore del Padre verso il Figlio, l'amore di Gesù verso di noi e il nostro amore verso Dio e gli altri. È come se fosse un circuito elettrico dove è necessaria la presenza di tutti questi elementi. La promessa dello Spirito Santo garantisce la presenza di un Dio-Amore che infonde coraggio e fiducia. La Chiesa garantisce questa presenza. A noi renderla credibile con generosità ed altruismo.
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VI Domenica di Pasqua

Lo Spirito Santo vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

1.MAGGIO 2016

La sequela di Gesù non è senza effetti, perché sia il Maestro sia il Padre «abiteranno» presso i fedeli. Ma il Cristo, prima della sua passione, promette ai discepoli anche lo Spirito Santo, il Consolatore, che farà comprendere tutte le sue parole.

La tua pace, Signore, penetri in noi e trasformi la nostra debolezza. Ci affidiamo a te perché le paure, compagne dei nostri giorni, diventino abiti di gioia e serenità. Apri il nostro cuore affinché sia dimora del tuo Spirito: lo ascolteremo con abbandono fiducioso. Guidati da Lui, cercheremo di avere occhi attenti, di essere porte spalancate verso i fratelli, coltivando sogni di universalità. 

PROVVISTE DI VIAGGIO

VANGELO IN TRE IMMAGINI

Riflessione  6 domenica di Pasqua C

La proposta di Gesù coinvolge direttamente la nostra vita e ci fa assumere uno stile di comportamento ben preciso e non generico, ristretto o di massima. 
La congiunzione "se" del Vangelo di oggi immette una precisa condizione: "se mi amate", soddisfatta la quale entriamo nel vortice di una comunità di amore che ci toglie il respiro. 
Saremo amati da Lui, Cristo, e dal Padre, e conosceremo lo Spirito di verità, perché Egli "dimora presso di voi e sarà in voi". E non siamo più orfani, parola che evoca la morte e l'abbandono. Non siamo più orfani perché "Io vivo e voi vivrete". Chi ama vive, perché l'amore in Cristo fa passare dalla morte alla vita. La morte delle nostre solitudini, animate solo da sofferenze e difficoltà, momenti di angoscia e di spavento di fronte alla croce, l'impatto con il dolore, lo smarrimento della emarginazione, la paura della fine. Sono questi i momenti nei quali il "se mi amate" ci riporta alla gioia della vita e all'entusiasmo della nostra speranza. 
"Se mi amate". No, non è un ricatto o una estorsione. Non è in gioco l'amore di Dio per noi e questo amore non è condizionato alla nostra risposta. Dio ama lo stesso, rispetta le mie scelte, sempre pronto ad accogliermi, perché Lui non nega mai la sua misericordia.
Rispondendo ed aderendo a questo amore, concretamente e senza condizioni, sperimentiamo il grande amore del Padre che ha per ognuno di noi.

VIDEO DELLA SETTIMANA

Passaparola - Word of Mouth

Sembra tutto divertente quando si denigra qualcuno. Ci si sente forti, sopratutto avendo il sostegno di chi partecipa allo "scherzo". Ma cosa può nascondere il cuore di un bullo o cyber-bullo? Questo video vuole mostrare che chi compie del male, chi calunnia, chi deride, in realtà è più debole delle sue vittime e le sue vittime hanno il coraggio di fare azioni che possono ribaltare le situazioni. Un video di impatto, su una tematica molto attuale.

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

27.aprile 2016

Salute, si accorcia la speranza di vita

Per la prima volta nella storia d'Italia l'aspettativa di vita degli italiani è in calo. Lo afferma il rapporto Osservasalute, presentato oggi, secondo cui il fenomeno è legato ad una riduzione della prevenzione.Nel 2015 la speranza di vita per gli uomini è stata 80,1 anni, 84,7 anni per le donne, spiega Walter Ricciardi, direttore dell'osservatorio sulla Salute delle Regioni.Nel 2014, la speranza di vita alla nascita era maggiore e pari a 80,3 anni per gli uomini e 85,0 anni per le donne. L'andamento ha riguardato tutte le regioni. 

Italia bocciata in prevenzione, con una spesa per la salute in fondo alla classifica europea. "Anche quest'anno - avverte Walter Ricciardi, presidente dell'Iss e direttore dell'Osservatorio - le analisi contenute nel Rapporto segnalano numerosi elementi di criticità, in quanto confermano il trend in diminuzione delle risorse pubbliche a disposizione per la sanità, le esigue risorse destinate alla prevenzione e le persistenti iniquità". La spesa sanitaria pubblica è passata dai 112,5 miliardi di euro del 2010 ai 110,5 del 2014 e la contrazione ha coinciso con una lenta ma costante riduzione dei deficit regionali. 

Il rapporto fotografa lo stato di salute degli italiani. Fumano un pò meno, sono leggermente più attivi e meno sedentari, ma restano obesi e mangiano sempre meno frutta e verdura. Nel 2014 più di un terzo della popolazione adulta (36,2%) è in sovrappeso, mentre poco più di una persona su 10 è obesa (10,2%); complessivamente, il 46,4% dei soggetti di età superiore a 18 anni è in eccesso ponderale, una cifra in continua crescita. Le regioni meridionali presentano la prevalenza più alta di persone obese (Molise 14,6%, Abruzzo 13,1%; Puglia 11,9%) e in sovrappeso. Sul fronte delle buone notizie nel 2014 è il 23% della popolazione con più di 3 anni che si dedica allo sport in modo continuativo, mentre nel 2012 era il 21,9%. Aumentano nell'ultimo biennio anche coloro che, pur non praticando uno sport, svolgono un'attività fisica (passeggiare per almeno 2 km, nuotare, andare in bicicletta). Sono il 28,2% della popolazione nel 2014, mentre erano il 27,9% nel 2013. Nella disamina degli stili di vita emergono, di contro, un decremento del consumo di 5 porzioni e più al giorno di verdura, ortaggi e frutta: nel periodo 2005-2014 si passa dal 5,3% della popolazione al 4,9%.

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

Un mese con Maria Madre della Misericordia -Trenta piccole meditazioni e un "quaderno" per la meditazione personale

Descrizione

DIOCESI DI BOLOGNA

Prossimi appuntamenti

 

Saluto dell'Arcivescovo al convegno sul Sostegno a distanza

  •  Sabato 30 aprile
  •  
  •  09:15
  •  
  •  Parrocchia della Misericordia

Convegno organizzato da Centro missionario diocesano e Forum del Sostegno a distanza

Ingresso della Madonna di S. Luca che scende in città

  •  Sabato 30 aprile
  •  
  •  18:00
  •  
  •  Porta Saragozza

La Madonna di San Luca entra in città e arriva in Cattedrale

Saluto a lavoratori disabili per la festa di San Giuseppe lavoratore

  •  Domenica 1 maggio
  •  
  •  10:00
  •  
  •  Piazza Maggiore

«Festa di san Giuseppe lavoratore» del 1° maggio, quest'anno l'attenzione al tema di disabilità e lavoro

Messa per i malati con l'Arcivescovo Matteo Zuppi

  •  Domenica 1 maggio
  •  
  •  14:45
  •  
  •  Cattedrale di San Pietro

La tradizionale Messa per i malati, prevista fra le solenni celebrazioni in onore della Madonna di S. Luca

Messa solenne dell'Arcivescovo per la Settimana del Crocifisso

  •  Martedì 3 maggio
  •  
  •  20:30
  •  
  •  Eremo di Tizzano

L'Arcivescovo Matteo Zuppi celebra la Messa solenne per la Settimana del Crocifisso

Madonna di S. Luca  scende in città

Messaggio dell'Arcivescovo

Carissimi bolognesi,
ho conosciuto in questi mesi quanto amore voi tutti avete per la Madre di Dio, venerata nel Santuario di San Luca, e quanto sia dolce per voi ricorrere alla sua protezione, ancora di più in quest'Anno della Misericordia. Nelle giornate dal 30 aprile all'8 maggio la Beata Vergine ci farà il dono della sua visita. Sono sicuro che, come ogni anno, verrete numerosi a venerarla e a chiedere il suo materno aiuto. 
Vi invito pertanto ad approfittare tutti della presenza della Madonna di San Luca per visitarla devotamente nella nostra Cattedrale, per accostarvi ai sacramenti della Penitenza e dell'Eucarestia, per pregare per le vostre famiglie, per gli ammalati, ma soprattutto vi chiedo di pregare perché il Signore ci doni numerose vocazioni sacerdotali. 
Vi chiedo anche una preghiera per me e vi aspetto con fiducia, mentre invoco dal Signore, per intercessione di Maria, una particolare benedizione per ciascuno di voi e per le persone a voi care, in particolare per chi è nella sofferenza.

+ Matteo Maria Zuppi

LE PAROLE DEL PAPA

Gesù ci mostra che la potenza di Dio non è distruzione, ma amore; la giustizia di Dio non è vendetta, ma misericordia.


UDIENZA GENERALE Mercoledì, 27 aprile 2016

16. Va e anche tu fa cosi (cfr Lc 10,25-37)

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi riflettiamo sulla parabola del buon samaritano (cfr Lc 10,25-37). Un dottore della Legge mette alla prova Gesù con questa domanda: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?» (v. 25). Gesù gli chiede di dare lui stesso la risposta, e quello la dà perfettamente: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso» (v. 27). Gesù allora conclude: «Fa’ questo e vivrai» (v. 28).

Allora quell’uomo pone un’altra domanda, che diventa molto preziosa per noi: «Chi è mio prossimo?» (v. 29), e sottintende: “i miei parenti? I miei connazionali? Quelli della mia religione?...”. Insomma, vuole una regola chiara che gli permetta di classificare gli altri in “prossimo” e “non-prossimo”, in quelli che possono diventare prossimi e in quelli che non possono diventare prossimi.

E Gesù risponde con una parabola, che mette in scena un sacerdote, un levita e un samaritano. I primi due sono figure legate al culto del tempio; il terzo è un ebreo scismatico, considerato come uno straniero, pagano e impuro, cioè il samaritano. Sulla strada da Gerusalemme a Gerico il sacerdote e il levita si imbattono in un uomo moribondo, che i briganti hanno assalito, derubato e abbandonato. La Legge del Signore in situazioni simili prevedeva l’obbligo di soccorrerlo, ma entrambi passano oltre senza fermarsi. Erano di fretta… Il sacerdote, forse, ha guardato l’orologio e ha detto: “Ma, arrivo tardi alla Messa… Devo dire Messa”. E l’altro ha detto: “Ma, non so se la Legge me lo permette, perché c’è il sangue lì e io sarò impuro…”. Vanno per un’altra strada e non si avvicinano. E qui la parabola ci offre un primo insegnamento: non è automatico che chi frequenta la casa di Dio e conosce la sua misericordia sappia amare il prossimo. Non è automatico! Tu puoi conoscere tutta la Bibbia, tu puoi conoscere tutte le rubriche liturgiche, tu puoi conoscere tutta la teologia, ma dal conoscere non è automatico l’amare: l’amare ha un’altra strada, occorre l’ intelligenza, ma anche qualcosa di più… Il sacerdote e il levita vedono, ma ignorano; guardano, ma non provvedono. Eppure non esiste vero culto se esso non si traduce in servizio al prossimo. Non dimentichiamolo mai: di fronte alla sofferenza di così tanta gente sfinita dalla fame, dalla violenza e dalle ingiustizie, non possiamo rimanere spettatori. Ignorare la sofferenza dell’uomo, cosa significa? Significa ignorare Dio! Se io non mi avvicino a quell’uomo, a quella donna, a quel bambino, a quell’anziano o a quell’anziana che soffre, non mi avvicino a Dio.

Ma veniamo al centro della parabola: il samaritano, cioè proprio quello disprezzato, quello sul quale nessuno avrebbe scommesso nulla, e che comunque aveva anche lui i suoi impegni e le sue cose da fare, quando vide l’uomo ferito, non passò oltre come gli altri due, che erano legati al Tempio, ma «ne ebbe compassione» (v. 33). Così dice il Vangelo: “Ne ebbe compassione”, cioè il cuore, le viscere, si sono commosse! Ecco la differenza. Gli altri due “videro”, ma i loro cuori rimasero chiusi, freddi. Invece il cuore del samaritano era sintonizzato con il cuore stesso di Dio. Infatti, la “compassione” è una caratteristica essenziale della misericordia di Dio. Dio ha compassione di noi. Cosa vuol dire? Patisce con noi, le nostre sofferenze Lui le sente. Compassione significa “compartire con”. Il verbo indica che le viscere si muovono e fremono alla vista del male dell’uomo. E nei gesti e nelle azioni del buon samaritano riconosciamo l’agire misericordioso di Dio in tutta la storia della salvezza. E’ la stessa compassione con cui il Signore viene incontro a ciascuno di noi: Lui non ci ignora, conosce i nostri dolori, sa quanto abbiamo bisogno di aiuto e di consolazione. Ci viene vicino e non ci abbandona mai. Ognuno di noi, farsi la domanda e rispondere nel cuore: “Io ci credo? Io credo che il Signore ha compassione di me, così come sono, peccatore, con tanti problemi e tanti cose?”. Pensare a quello e la risposta è: “Sì!”. Ma ognuno deve guardare nel cuore se ha la fede in questa compassione di Dio, di Dio buono che si avvicina, ci guarisce, ci accarezza. E se noi lo rifiutiamo, Lui aspetta: è paziente ed è sempre accanto a noi.

Il samaritano si comporta con vera misericordia: fascia le ferite di quell’uomo, lo trasporta in un albergo, se ne prende cura personalmente e provvede alla sua assistenza. Tutto questo ci insegna che la compassione, l’amore, non è un sentimento vago, ma significa prendersi cura dell’altro fino a pagare di persona. Significa compromettersi compiendo tutti i passi necessari per “avvicinarsi” all’altro fino a immedesimarsi con lui: «amerai il tuo prossimo come te stesso». Ecco il Comandamento del Signore.

Conclusa la parabola, Gesù ribalta la domanda del dottore della Legge e gli chiede: «Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?» (v. 36). La risposta è finalmente inequivocabile: «Chi ha avuto compassione di lui» (v. 27). All’inizio della parabola per il sacerdote e il levita il prossimo era il moribondo; al termine il prossimo è il samaritano che si è fatto vicino. Gesù ribalta la prospettiva: non stare a classificare gli altri per vedere chi è prossimo e chi no. Tu puoi diventare prossimo di chiunque incontri nel bisogno, e lo sarai se nel tuo cuore hai compassione, cioè se hai quella capacità di patire con l’altro.

Questa parabola è uno stupendo regalo per tutti noi, e anche un impegno! A ciascuno di noi Gesù ripete ciò che disse al dottore della Legge: «Va’ e anche tu fa’ così» (v. 37). Siamo tutti chiamati a percorrere lo stesso cammino del buon samaritano, che è figura di Cristo: Gesù si è chinato su di noi, si è fatto nostro servo, e così ci ha salvati, perché anche noi possiamo amarci come Lui ci ha amato, allo stesso modo.