Vivere l’indulgenza dell’anno Santo significa accostarsi alla misericordia del Padre con la certezza che il suo perdono si estende su tutta la vita del credente Papa Francesco

CONTO ALLA ROVESCIA

I progetti per la prossima estate del gruppo giovani inizieranno con l’Estate Ragazzi

che durerà dal 16 al 29 giugno. Siamo molto affezionati a questo appuntamento

estivo ed è per questo che anche quest’anno gli animatori si stanno preparando al

meglio attraverso incontri e serate di formazione. Il tema che guiderà l’ER di

quest’anno è il Giubileo..chi lo introdurrà? Tre ragazzi in pellegrinaggio verso

Roma: Bernardo, Giuby e Leo che sfogliando di giorno in giorno il “magico libro dei

giubilei” attraverseranno secoli di storia della Chiesa. Le iscrizioni sono già aperte!

OTTAVARIO 2016-I MOMENTI PIU' BELLI

BOLLETTINO PARROCCHIALE MAGGIO/GIUGNO 2016

OGNI MERCOLEDI'

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA 

OGNI GIOVEDI'

 

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DEL ROSARIO

Beatrice e Alice, dopo il bel viaggio in Africa ad Usokami dello scorso anno, hanno deciso di

accompagnare in India Suor Pawana per visitare la terra delle nostre care suore indiane…a loro va il nostro

più caro augurio di Buon viaggio!

Pellegrinaggio Piumazzo - Roma in bicicletta dal 17 al 24 Luglio 2016

DA PIUMAZZO A ROMA  Don Remo Resca e Andrea Mazzucchi 

Ed ecco a voi... Intervista rilasciata a Carla Mazzola per Antenna1, Don Remo Resca e Andrea Mazzucchi raccontano dei loro pellegrinaggi, in particolare della loro esperienza a Santiago de Compostela.

Ed ecco a voi... DON REMO SUPERSTAR!Intervista rilasciata a Carla Mazzola per Antenna1, Don Remo Resca e Andrea Mazzucchi raccontano dei loro pellegrinaggi, in particolare della loro esperienza a Santiago de Compostela.

Pubblicato da PAN ONLUS su Martedì 23 febbraio 2016

Ecco le opere di misericordia spirituale e corporale

Nel messaggio inviato a monsignor Rino Fisichella, nel quale offre alcuni suggerimenti per la celebrazione del Giubileo della Misericordia, il Papa ricorda che "ogni volta che un fedele vivrà" una delle opere di misericordia spirituale o corporale "in prima persona otterà certamente l'indulgenza giubilare". Ecco l'elenco delle opere di misericordia.

LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE
1 - Consigliare i dubbiosi
2 - Insegnare agli ignoranti
3 - Ammonire i peccatori
4 - Consolare gli afflitti
5 - Perdonare le offese
6 - Sopportare pazientemente le persone moleste
7 - Pregare Dio per i vivi e per i morti

LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE
1 - Dar da mangiare agli affamati
2 - Dar da bere agli assetati
3 - Vestire gli ignudi
4 - Alloggiare i pellegrini
5 - Visitare gli infermi
6 - Visitare i carcerati
7 - Seppellire i morti

7-Opera di misericordia :Dare da mangiare agli affamati

Credo che nessuno come Madre Teresa abbia preso questa opera di misericordia come stile di vita, donando tutta la sua vita a sfamare i bisognosi, nel corpo e nello spirito. Ecco una pagina tratta da un discorso di Madre Teresa.

Se qualche volta la nostra povera gente è morta di fame, ciò non è avvenuto perché Dio non si è preso cura di loro, ma perché non siamo stati uno strumento di amore nelle sue mani per far

giungere loro il pane e il vestito necessari, perché non abbiamo riconosciuto Cristo quando è venuto ancora una volta, miseramente travestito, nei panni dell’uomo affamato, dell’uomo solo,

del bambino senza casa e alla ricerca di un tetto.

Dio ha identificato se stesso con l’affamato, l’infermo, l’ignudo, il senzatetto; fame non solo di

pane, ma anche di amore, di cure, di considerazione da parte di qualcuno; nudità non solo di

abiti, ma anche di quella compassione che veramente pochi sentono per l’individuo anonimo;

mancanza di tetto non solo per il fatto di non possedere un riparo di pietra, bensì per non avere nessuno da poter chiamare proprio caro.

Quando Cristo ha detto: “avevo fame e mi avete dato da mangiare”, non pensava solo alla fame di pane e di cibo materiale, ma pensava anche alla fame di amore. Anche Gesù ha sperimentato questa solitudine. Ogni essere umano che si trova in quella situazione assomiglia a Cristo nella sua solitudine; e quella è la parte più dura, la fame vera.

Dopo una lunga attesa finalmente sono iniziati i lavori di riparazione post-sisma della chiesa parrocchiale di San Giacomo, i primi di ottobre la ditta COGEI COSTRUZIONI SRL, vincitrice della gara d’appalto, ha firmato il contratto e ha preso in consegna il cantiere.

A molti può essere sembrato un inizio lento, in realtà l’impresa è entrata in cantiere con il rispetto che occorre per affrontare un intervento di miglioramento sismico delicato come questo. In primo luogo si è occupata sotto il controllo della direzione lavori e la supervisione della Soprintendenza di proteggere la pavimentazione e tutti gli arredi sacri, fissi e mobili, contestualmente ha realizzato la recinzione di cantiere, questa è stata arricchita da un banner esplicativo dell’intervento che vi invitiamo a leggere se siete di passaggio nel centro storico di Piumazzo; l’ultima operazione propedeutica all’inizio vero e proprio dei lavori è stata l’allestimento dei ponteggi interni ed esterni. Gli interventi di rinforzo strutturale partiranno dalla cupola passando in seconda battuta alla navata centrale e successivamente alle navate laterali ma non preoccupatevi vi terremo aggiornati sull’avanzamento dei lavori, sappiamo che questo cantiere è a cuore non solo a noi progettisti, ma a tutta la comunità, è nostra responsabilità non solo far eseguire i lavori nel migliore dei modi ma rendervi partecipi di tutta l’operazione.

La direzione lavori, Ing. Stefano Tampieri e Arch. Irene Prata

Preghiera a Suor Anania Tabellini, per la riapertura della chiesa :

Buona Sr. Anania
Tu che hai tanto amato la chiesa di Piumazzo
madre della tua fede e missione
Prega Gesù e la Vergine
Perchè possiamo presto rientrare 
A lodare Dio e S. Giacomo,

celebrare la Eucaristia e le nostre feste, entro quelle mura
Ove, per la tua virtù, sei sepolta.

                                  Padre. Ave. Gloria.  

Amoris laetitia

Esortazione Apostolica postsinodale del Papa Francesco ai vescovi ai presbiteri e ai diaconi alle persone consacrate agli sposi cristiani e a tutti i fedeli laici sull’amore nella famiglia (19 marzo 2016).

PAGINE PIU' VISTE MAGGIO 2016

ULTIMI AGGIORNAMENTI


IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

La vita risponde

 

Accadono cose nella vita che sono come domande.
Passano minuti o anni e poi la vita risponde.

 (ALESSANDRO BARICCO)

 

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

La preghiera del 19.Giugno 2016

 

Preghiera dell'animatore 

Milena Pavan

Insegnami, Signore,
a servirmi delle mani
per donare premure e attenzioni
facendomi vicino a chiunque ha bisogno di me.

Insegnami, Signore,
a servirmi bene degli occhi e dell'udito
per vedere e percepire con il cuore
che ogni persona che incontro può essere il mio prossimo.

Insegnami, Signore,
a usare bene la parola avendo sempre nel volto il sorriso,
per portare a tutti "belle parole"
che edificano e fanno crescere.

Insegnami, Signore,
a usare i miei piedi per andare incontro
a quel prossimo "un po' scomodo"
perché tu mi chiedi di amarlo come me stesso.

Aiutami, Signore,
a mettere in pratica il tuoi insegnamenti
e diventerò un animatore dal cuore grande,
un vero compagno di viaggio
per i bambini e ragazzi a me affidati.
Amen.

 

LA FOTO DELLA SETTIMANA

La foto del 19.Giugno 2016

SI RINGRAZIA  A FOTO-STUDIO "ARCADIA" DI WILLER COMELLINI

CANTARE INSIEME FA BENE!

Cantare in coro fa bene perchè stimola la creatività, le relazioni sociali e affettive, sviluppa l'ascolto, l'attenzione, l'espressione e la comunicazione e fa' apprendere un nuovo linguaggio, quello musicale.
Nel coro non ci sono differenze, alti e bassi, grassi o magri, giovani e meno giovani, tutti sono ugualmente importanti e ognuno contribuisce con la propria voce a creare un suono magico e meraviglioso, il suono del CORO.
Il Coro S. Giacomo di Piumazzo, presente in parrocchia da 25 anni anima le celebrazioni liturgiche della comunità e organizza concerti e attività culturali e musicali.
Stiamo cercando nuove voci, femminili e maschili, e una potrebbe essere proprio la tua!
Per informazioni rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa. Ti aspettiamo! 
Elenco dei prossimi appuntamenti del Coro S. Giacomo:
25-26 Giugno a S. Candido (BZ)Rassegna Corale Internazionale in Val Pusteria, con concerto serale al sabato e raduno di tutti i cori in piazza la domenica.
25 Luglio ore 20 a Piumazzo: S. Messa festività santo patrono.
11 Settembre ore 9.30 a Piumazzo: S. Messa inaugurazione della chiesa concelebrante l'arcivescovo.
17 Settembre pomeriggio a Piumazzo: Animazione S. Messa di matrimonio.
21-23 ottobre a Roma: GIUBILEO delle CORALI, con udienza papale, concerto con orchestra, passaggio per la Porta Santa e animazione della S. Messa nella Basilica di S. Pietro, per vivere in maniera intensa e                                                                                partecipata la conclusione dell'Anno Santo.
CORO SAN GIACOMO
CORO SAN GIACOMO

L'anfora imperfetta  

Bruno Ferrero, La vita è tutto quello che abbiamo

Ogni giorno, un contadino portava l'acqua dalla sorgente al villaggio in due grosse anfore che legava sulla groppa dell'asino, che gli trotterellava accanto. Una delle anfore, vecchia e piena di fessure, durante il viaggio, perdeva acqua. L'altra, nuova e perfetta, conservava tutto il contenuto senza perderne neppure una goccia.

L'anfora vecchia e screpolata si sentiva umiliata e inutile, tanto più che l'anfora nuova non perdeva l'occasione di far notare la sua perfezione: "Non perdo neanche una stilla d'acqua, io!".

Un mattino, la vecchia anfora si confidò con il padrone: "Lo sai, sono cosciente dei miei limiti. Sprechi tempo, fatica e soldi per colpa mia. Quando arriviamo al villaggio io sono mezza vuota. Perdona la mia debolezza e le mie ferite".

Il giorno dopo, durante il viaggio, il padrone si rivolse all'anfora screpolata e le disse: "Guarda il bordo della strada".
"E' bellissimo, pieno di fiori".
"Solo grazie a te", disse il padrone. "Sei tu che ogni giorno innaffi il bordo della strada. Io ho comprato un pacchetto di semi di fiori e li ho seminati lungo la strada, e senza saperlo e senza volerlo, tu li innaffi ogni giorno...".

Siamo tutti pieni di ferite e screpolature, ma se lo vogliamo, Dio sa fare meraviglie con le nostre ímperfezioni.
Ho fatto tanti sogni che non si sono mai avverati. Li ho visti svanire all'alba. Ma quel poco che grazie a Dio si è attuato, mi fa venire voglia di sognare ancora.
Ho formulato tante preghiere senza ricevere risposta, pur avendo atteso a lungo e con pazienza, ma quelle poche che sono state esaudite mi fanno venire voglia di pregare ancora.
Mi sono fidato di tanti amici che mi hanno abbandonato e mi hanno lasciato a piangere da solo, ma quei pochi che mi sono stati fedeli mi fanno venire voglia di avere ancora fiducia.
Ho sparso tanti semi che sono caduti per la strada e sono stati mangiati dagli uccelli, ma i pochi covoni dorati che ho portato fra le braccia, mi fanno venire voglia di seminare ancora.

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

Liturgia della settimana

2016-06-30 - Vangelo di giovedi' (gio, 30 giu 2016)
Am 7, 10-17; Sal 18; Mt 9, 1-8. ||| In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all'altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati». Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire "Àlzati e cammina"? Ma, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati - disse allora al paralitico –, prendi il tuo letto e va' a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua. Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.
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2016-06-30 - Commento di giovedi' (gio, 30 giu 2016)
Vista la loro fede... ||| «Và, la tua fede ti ha salvato». Cosi Gesù spesso conclude i suoi miracoli: mette in risalto come la fede di chi lo implora e la sua divina ed infinità bontà sono la causa del miracolo. Nell'episodio di oggi abbiamo una eccezione: è fede degli anonimi portatori del paralitico, adagiato immobile sul suo lettuccio, ad ottenere il miracolo. È lo stesso Signore a dichiararlo: «Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati». È un bell'insegnamento per noi: Gesù si è caricato dei nostri peccati, anche noi possiamo farci carico del male o dei mali altrui per implorare, nella più squisita carità, l'intervento del Signore a favore del nostro prossimo. La nostra fede e la nostra carità supplisce la mancanza nei fratelli ed ottiene loro la guarigione dell'anima e del corpo. È poi interessante notare come Gesù rimette prima i peccati e poi opera l'altro miracolo nel corpo del paralitico, privilegiando la salvezza alla guarigione. Chi però non vive nell'amore di Dio non comprende neanche i suoi migliori interventi misericordiosi: «Alcuni scribi cominciarono a pensare: «Costui bestemmia». Si arriva a confondere l'amore che perdona con la bestemmia! La folla invece presa da timore, rende gloria a Dio, anche se non arriva a comprendere che Gesù è il Figlio di Dio; ritiene infatti che il potere di rimettere i peccati sia stato dato agli uomini. Ciò avverrà solo in appresso per mandato di Cristo agli apostoli e ai loro successori.
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XIII Domenica del T.O.

Ti seguirò, Signore, dovunque tu vada.

26.GIUGNO 2016

Credere al Risorto con il cuore, significa accogliere la sua vita nella nostra vita così da condividere il suo gesto di offerta totale diventando capaci di lasciare tutto per seguirlo. Un impegno arduo e impopolare, ma possibile e gratificante. Come cristiani siamo chiamati a condividere il destino di Gesù, a riconoscerlo e accettarlo come manifestazione di Dio che ci è Padre. 

Signore Gesù, infondi in me una sincera passione per te, un profondo desiderio di seguirti e di servirti nei tuoi fratelli e sorelle. Tu conosci quanto sono debole di fronte agli ostacoli che incontro  sul mio cammino e che generano nel mio cuore dubbi, esitazioni, contraddizioni. Rivestimi, perciò, della tua forza perché non abbia a porre mano all’aratro e poi, per stanchezza o altro, non finisca per volgermi indietro. 

PROVVISTE DI VIAGGIO

VANGELO IN TRE IMMAGINI

Riflessione   13  domenica ordinario C

Il cristiano è un pellegrino senza strada, ma costantemente e tenacemente in cammino, dice San Giovanni della Croce, che sintetizza mirabilmente l'atteggiamento che Cristo vuole dal suo discepolo. 
Un viandante senza alcuna frontiera o obiettivo, sempre in cammino verso traguardi con sopra scritto "partenza". Ripartire per proclamare il regno di Dio, testimoniare la Sua presenza nel mondo per avere la forza di affrontare le innumerevoli necessità che si parano davanti. 
Affrontare tutto, a denti stretti e muso duro, senza mai voltarsi indietro, senza nostalgie e rimorsi, senza paure o tentennamenti. Ricominciare da capo, mai accontentandoci di quello che siamo nè impauriti o spaventati di quello che dovremmo essere. Il Signore non si stanca mai di noi ed ogni momento ci ripropone quell'invito tenero e dolce: "seguimi"! 
Dice Madre Teresa: "dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza. Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce. Quando non potrai camminare veloce, cammina. Quando non potrai camminare, usa il bastone". 
Come a dire a ciascuno di noi di non fermarci mai e di non voltarsi mai indietro per non fare la fine della moglie di Lot che guardò indietro e divenne una statua di sale.

VIDEO DELLA SETTIMANA

Le Mamme, persone speciali

Video di Save The Children dedicato alle mamme : se tutti assomigliassimo di più ad una mamma il mondo sarebbe un posto migliore. Le mamme fanno di tutto per proteggere e far crescere forti i loro figli.

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

Papa Francesco in partenza per l'Armenia:«Vengo tra voi come pellegrino di pace»

21. Giugno 2016

La grande fede cristiana e l’accorata richiesta di pace. Questi i punti salienti sui quali Papa Francesco incentra il videomessaggio col quale saluta il popolo armeno a poche ore dal viaggio. 

GUARDA IL PROGRAMMA


Francesco partirà venerdì alle 9 da Roma per arrivare alle 15 (le 13 in Italia: ci sono due ore di fuso orario) a Yerevan. Tra i momenti più significativi, ci sarà la visita al memoriale delle vittime del genocidio armeno. (LEGGI

“Vengo come pellegrino, in questo Anno Giubilare, per attingere alla sapienza antica del vostro popolo e abbeverarmi alle sorgenti della vostra fede, rocciosa come le vostre famose croci scolpite nella pietra”.Vengo come vostro fratello – continua il Papa – animato dal desiderio di vedere i vostri volti, di pregare con voi e condividere il dono dell’amicizia. Poi Francesco guarda più da vicino le ferite di un popolo tenace, ma duramente colpito nella sua storia, una storia – dice il Santo Padre - che suscita ammirazione e dolore.


“Ammirazione, perché avete trovato nella croce di Gesù e nel vostro ingegno la forza di rialzarvi sempre, anche da sofferenze che sono tra le più terribili che l’umanità ricordi; dolore, per le tragedie che i vostri padri hanno vissuto nella loro carne”.
Ma è un popolo forte, quello armeno, che ha i mezzi per reagire al dolore e agli assalti del male, sottolinea Papa Francesco. Come Noè dopo il diluvio, di fronte alle difficoltà, anche tragiche, non deve mai mancare la speranza e la voglia di resurrezione.
“Come servo del Vangelo e messaggero di pace desidero venire tra voi, per sostenere ogni sforzo sulla via della pace e condividere i nostri passi sul sentiero della riconciliazione, che genera la speranza”.
Il videomessaggio si conclude con spirito ecumenico: il Papa esprime trepidazione nell’attesa di riabbracciare il Patriarca della Chiesa apostolica armena, quello che lui stesso chiama “il mio fratello Karekin”, e insieme a lui dare rinnovato slancio al nostro cammino verso la piena unità. A conclusione del videomessaggio, un saluto in tradizione puramente armena:
“Grazie e a presto! Tsdesutiun!”.

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

24 ore con Gesù - Corso intensivo di Beatitudini (con salvataggio del mondo incluso)  (Parole per lo spirito)

Descrizione

DIOCESI DI BOLOGNA

Prossimi appuntamenti

 

 

 Messa capitolo elettivo Serve di Maria

  •  Domenica 19 giugno
  •  
  •  18:00
  •  
  •  Galeazza

Residenza Stelloni

  •  Sabato 18 giugno
  •  
  •  10:00
  •  
  •  Sala Bolognese

L'Arcivescovo Matteo Zuppi visita gli ospiti della casa per anziani Stelloni

L'Arcivescovo inaugura la nuova cappella

  •  Mercoledì 22 giugno
  •  
  •  15:00
  •  
  •  Ospedale Sant'Orsola

Dedicata a «Santa Maria degli Angeli» la nuova cappella del Padiglione 23, sarà inaugurata dalla messa celebrata dall'Arcivescovo

Inaugurazione della mostra sulla misericordia dell'Ucai

  •  Giovedì 23 giugno
  •  
  •  18:00
  •  
  •  Santa Maria della Vita

Veglia per i migranti presieduta dall'Arcivescovo

  •  Giovedì 23 giugno
  •  
  •  19:00
  •  
  •  Basilica di San Martino

Incontro in occasione dei Respect Days

  •  Sabato 25 giugno
  •  
  •  14:15
  •  
  •  Cinema Galliera

LE PAROLE DEL PAPA

Se il nostro cuore e i nostri gesti sono animati dall’amore divino, la nostra comunicazione sarà portatrice della forza di Dio.


UDIENZA GENERALE Mercoledì, 22 giugno 2016

La Misericordia purifica il cuore (cfr Lc 5,12-16)

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

«Signore, se vuoi, puoi purificarmi!» (Lc 5,12): è la richiesta che abbiamo sentito rivolgere a Gesù da un lebbroso. Quest’uomo non chiede solamente di essere guarito, ma di essere “purificato”, cioè risanato integralmente, nel corpo e nel cuore. Infatti, la lebbra era considerata una forma di maledizione di Dio, di impurità profonda. Il lebbroso doveva tenersi lontano da tutti; non poteva accedere al tempio e a nessun servizio divino. Lontano da Dio e lontano dagli uomini. Triste vita faceva questa gente!

Nonostante ciò, quel lebbroso non si rassegna né alla malattia né alle disposizioni che fanno di lui un escluso. Per raggiungere Gesù, non temette di infrangere la legge ed entra in città – cosa che non doveva fare, gli era vietato -, e quando lo trovò «gli si gettò dinanzi, pregandolo: Signore, se vuoi, puoi purificarmi» (v. 12). Tutto ciò che quest’uomo considerato impuro fa e dice è l’espressione della sua fede! Riconosce la potenza di Gesù: è sicuro che abbia il potere di sanarlo e che tutto dipenda dalla sua volontà. Questa fede è la forza che gli ha permesso di rompere ogni convenzione e di cercare l’incontro con Gesù e, inginocchiandosi davanti a Lui, lo chiama “Signore”. La supplica del lebbroso mostra che quando ci presentiamo a Gesù non è necessario fare lunghi discorsi. Bastano poche parole, purché accompagnate dalla piena fiducia nella sua onnipotenza e nella sua bontà. Affidarci alla volontà di Dio significa infatti rimetterci alla sua infinita misericordia. Anche io vi farò una confidenza personale. La sera, prima di andare a letto, io prego questa breve preghiera: “Signore, se vuoi, puoi purificarmi!”. E prego cinque “Padre nostro”, uno per ogni piaga di Gesù, perché Gesù ci ha purificato con le piaghe. Ma se questo lo faccio io, potete farlo anche voi, a casa vostra, e dire: “Signore, se vuoi, puoi purificarmi!” e pensare alle piaghe di Gesù e dire un “Padre nostro” per ognuna di esse. E Gesù ci ascolta sempre.

Gesù è profondamente colpito da quest’uomo. Il Vangelo di Marco sottolinea che «ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!» (1,41). Il gesto di Gesù accompagna le sue parole e ne rende più esplicito l’insegnamento. Contro le disposizioni della Legge di Mosè, che proibiva di avvicinarsi a un lebbroso (cfr Lv 13,45-46), Gesù stende la mano e persino lo tocca. Quante volte noi incontriamo un povero che ci viene incontro! Possiamo essere anche generosi, possiamo avere compassione, però di solito non lo tocchiamo. Gli offriamo la moneta, la buttiamo lì, ma evitiamo di toccare la mano. E dimentichiamo che quello è il corpo di Cristo! Gesù ci insegna a non avere timore di toccare il povero e l’escluso, perché Lui è in essi. Toccare il povero può purificarci dall’ipocrisia e renderci inquieti per la sua condizione. Toccare gli esclusi. Oggi mi accompagnano qui questi ragazzi. Tanti pensano di loro che sarebbe stato meglio che fossero rimasti nella loro terra, ma lì soffrivano tanto. Sono i nostri rifugiati, ma tanti li considerano esclusi. Per favore, sono i nostri fratelli! Il cristiano non esclude nessuno, dà posto a tutti, lascia venire tutti.

Dopo aver guarito il lebbroso, Gesù gli comanda di non parlarne con nessuno, ma gli dice: «Va’ a mostrarti al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro» (v. 14). Questa disposizione di Gesù mostra almeno tre cose. La prima: la grazia che agisce in noi non ricerca il sensazionalismo. Di solito essa si muove con discrezione e senza clamore. Per medicare le nostre ferite e guidarci sulla via della santità essa lavora modellando pazientemente il nostro cuore sul Cuore del Signore, così da assumerne sempre più i pensieri e i sentimenti. La seconda: facendo verificare ufficialmente l’avvenuta guarigione ai sacerdoti e celebrando un sacrificio espiatorio, il lebbroso viene riammesso nella comunità dei credenti e nella vita sociale. Il suo reintegro completa la guarigione. Come aveva lui stesso supplicato, ora è completamente purificato! Infine, presentandosi ai sacerdoti il lebbroso rende loro testimonianza riguardo a Gesù e alla sua autorità messianica. La forza della compassione con cui Gesù ha guarito il lebbroso ha portato la fede di quest’uomo ad aprirsi alla missione. Era un escluso, adesso è uno di noi.

Pensiamo a noi, alle nostre miserie… Ognuno ha le proprie. Pensiamo con sincerità. Quante volte le copriamo con la ipocrisia delle “buone maniere”. E proprio allora è necessario stare da soli, mettersi in ginocchio davanti a Dio e pregare: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi!». E fatelo, fatelo prima di andare a letto, tutte le sere. E adesso diciamo insieme questa bella preghiera: “Signore, se vuoi, puoi purificarmi!”.