DON REMO 10 ANNI A PIUMAZZO



VENERDI’ 30.GENNAIO SANTA MESSA ORE 20.00 PER IL DECIMO ANNIVERSARIO DI DON REMO A PIUMAZZO

In data 22 dicembre 2014 la Sovraintendenza Regionale autorizza il Progetto di miglioramento sismico della chiesa di Piumazzo. Nella gratitudine continua il cammino verso l'apertura. Continuiamo a pregare.

Preghiera a Suor Anania Tabellini, per la riapertura della chiesa :

Buona Sr. Anania
Tu che hai tanto amato la chiesa di Piumazzo
madre della tua fede e missione
Prega Gesù e la Vergine
Perchè possiamo presto rientrare 
A lodare Dio e S. Giacomo,

celebrare la Eucaristia e le nostre feste, entro quelle mura
Ove, per la tua virtù, sei sepolta.

                                  Padre. Ave. Gloria.  

BENEDIZIONI QUESTA SETTIMANA

GENNAIO 2015                 

                                                                         MATTINO                        POMERIGGIO

 

26

GEN.

LUN.

Via  Galante 2- 46

Via Castelginepro

Via Galante 7 - 37

 

27

GEN.

MAR.

Via Salvetto

Via Arboreo

Via Samoggia

Via Bastarda

28

GEN.

MER.

Via Confalonieri 19-21

Via Confalonieri 23-29

30

GEN

VEN.

Via Confalonieri 1-73

Via Confalonieri 2-58

Le offerte che raccogliamo , sono per La  nostra parte nella ristrutturazione della Chiesa. Grazie. 

BOLLETTINO PARROCCHIALE BENEDIZIONI PASQUALI 2015

LETTERA DA USOKAMI

Ringraziamenti ricevuti dal gruppo giovani da parte delle suore Minime dell'Addolorata. Da ormai 25 anni, grazie all'aiuto dei parrocchiani, nel giorno della festa del Ringraziamento si raccolgono aiuti per la missione diocesana di Usokami.

UNZIONE DEI MALATI: SACRAMENTO VIVO

E’ un sacramento bellissimo, di guarigione: come il Sacramento del Perdono guarisce le malattie dell’anima, così l’Unzione dei Malati guarisce le malattie del corpo. Anima e corpo sono le due dimensioni dell’uomo e Gesù è venuto a prendersi cura di entrambe. Il vangelo racconta innumerevoli incontri di Gesù

con ammalati e una moltitudine di guarigioni operate. Unitamente allo scandalo degli increduli, in riferimento ai quali il vangelo dice: “Non poteva fare miracoli Gesù, a causa della loro incredulità”. Occorre dunque ritrovare le vie della fede, fede nelle opere di Dio. L’olio, materia del Sacramento, indica riferimento alla azione dello Spirito Santo, che è molteplice: di luce, di conforto, di coraggio e anche di guarigione. Soffriamo due gravissime limitazioni alla efficacia della Unzione dei malati:

La prima è l’usanza di riservarla alla “malattia più grave in assoluto” vigilia della morte, nella quale ha sì una grande efficacia, ma solo spirituale, col togliere tutti i peccati e accompagnare in pace l’incontro con Dio. Non vogliamo sminuire la sacralità di questo momento, la sua dignità, da cui è nato il termine “estrema unzione”. Ma vogliamo riscoprire un senso più vero, vitale, coraggioso, non rassegnato, alla parola “estrema”. Gesù chiede di affidargli anche la salute del corpo e di credere alla potenza di guarigione dei Sacramenti, azioni sue.

La seconda limitazione è la dimensione individualista: ritenere questo sacramento faccenda fra il sacerdote e il malato. No, la Sacra Scrittura raccomanda la presenza e preghiera degli amici, dei famigliari, della comunità, per i malati. E’ la fede espressa dalla preghiera a “salvare” il malato. “Perché noi non siamo riusciti?” chiedono a Gesù alcuni, dopo aver visto gli Apostoli “fallire” in una guarigione. “Perché questi demoni - risponde Gesù - non si possono cacciare se non con la preghiera e il digiuno”.

Il bene che possiamo fare è dunque immenso, non sprechiamo le potenze divine messe nelle nostre mani, attivate dai sacramenti, dalla preghiera comune e dal digiuno, per il sollievo e la guarigione dei malati. Occorre ora la serietà di tradurre in iniziative concrete e coraggiose queste prospettive meravigliose.

don Remo

TUTTE LE FOTO DEL 2014

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PROSSIMA CELEBRAZIONE BATTESIMI






           1 Febbraio ore 17,30 

CATECHISMO

 

 

PROSSIMO CORSO DI CRESIMA PER GLI ADULTI IN PARROCCHIA FEBBRAIO-MARZO 2015

L’ ANNO DELLA VITA CONSACRATA

Papa Francesco ha annunciato “l’Anno della vita consacrata” da celebrarsi in tutta la chiesa, dal 30 novembre 2014 al 2 febbraio 2016. Ha individuato alcuni obiettivi . Ecco il primo obiettivo: fare “memoria grata” del recente passato riconoscendo questi ultimi 50 anni che ci separano dal concilio

come esperienza della misericordia e dell’amore di Dio. Il secondo obiettivo è “abbracciare il futuro con speranza”. Siamo ben coscienti che il momento presente è delicato e faticoso, la crisi che attraversa

la società e la stessa Chiesa tocca pienamente la vita consacrata. Ma può essere un’occasione favorevole per una crescita profonda con la speranza che la vita consacrata mai sparisca dalla Chiesa. Il terzo obiettivo è la passione intesa come innamoramento, vera amicizia, e profonda comunione . E’ questo che dà bellezza alla vita di tanti uomini e donne che professano i consigli evangelici e seguono “più da vicino” Cristo. Per questo l’Anno della vita consacrata sarà un momento importante per tutti i cristiani, ma i religiosi sono chiamati in modo speciale per “Evangelizzare” la propria vocazione e testimoniare la bellezza della sequela di Gesù. In questo anno speciale vi chiediamo di pregare per noi consacrate perché possiamo servire con gioia il Signore e noi vi accompagneremo con la nostra preghiera. Occorre anche a pregare perché tanti giovani rispondano “sì” al Signore che li chiama a consacrarsi totalmente per un servizio disinteressato ai fratelli; consacrare la vita per servire Dio e i fratelli.

Suor Theresa

PAGINE PIU' VISTE DICEMBRE 2014

ULTIMI AGGIORNAMENTI


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IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

 

 

Ascolto


C'è una sola regola per essere un buon conversatore:

imparare ad ascoltare.

 

(C. Morley)

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

LA PREGHIERA DEL 25.GENNAIO 2015

PREGHIERA A DON BOSCO

di don Pascual Chavez 2011

 

Padre e Maestro della gioventù,
San Giovanni Bosco,
docile ai doni dello Spirito
e aperto alle realtà del tuo tempo
sei stato per i giovani,
soprattutto per i piccoli e i poveri,
segno dell'amore e della predilezione di Dio.

 

Sii nostra guida nel cammino di amicizia 
con il Signore Gesù,
in modo che scopriamo in Lui e nel suo Vangelo 
il senso della nostra vita 
e la fonte della vera felicità.

 

Aiutaci a rispondere con generosità
alla vocazione che abbiamo ricevuta da Dio, 
per essere nella vita quotidiana 
costruttori di comunione, 
e collaborare con entusiasmo, 
in comunione con tutta la Chiesa, 
all'edificazione della civiltà dell'amore.

 

Ottienici la grazia della perseveranza
nel vivere una misura alta di vita cristiana, 
secondo lo spirito delle beatitudini; 
e fa' che, guidati da Maria Ausiliatrice, 
possiamo trovarci un giorno con te 
nella grande famiglia del cielo. Amen

 

LA FOTO DELLA SETTIMANA

LA FOTO DEL 25.GENNAIO 2015

SI RINGRAZIA  A FOTO-STUDIO "ARCADIA" DI WILLER COMELLINI

Si racconta che un alpinista, dopo lunghi anni di preparazione, decise di realizzare il suo sogno e di scalare una montagna molto alta. Volendo tutta la gloria per sé, decise di andarci da solo. 

Le ore passarono in fretta e l'oscurità lo sorprese. Non avendo il necessario per accamparsi, decise di proseguire la scalata. Il buio gli impediva di vedere il proprio sentiero. Le nuvole nascondevano la luna e le stelle. 

Aveva quasi raggiunto la vetta quando l'inevitabile capitò. Perse l'appoggio e cadde nel vuoto. Ebbe giusto il tempo di vedere delle macchie scure e si sentì inghiottito dall'abisso. I principali avvenimenti della sua vita sfilarono altrettanto velocemente davanti ai suoi occhi. Sentiva la morte avvicinarsi quando un violento colpo sembrò quasi squarciargli il ventre: aveva raggiunto la fine della corda di cui aveva fissato un'estremità nella roccia... e l'ancoraggio aveva fortunatamente resistito. 

Riprese fiato e si rese conto di essere ancora lì, sospeso nel buio e nel silenzio assoluti. Ormai disperato, urlò: 

- Dio mio, aiutami!!! - Immediatamente, una voce grave e profonda penetrò il silenzio: - che vuoi che faccia? - Salvami, mio Dio!!! - Credi veramente che io possa salvarti? - Certamente, Signore!!! - Se è così, taglia la corda che ti mantiene!!!

Ebbe un momento di esitazione, poi l'uomo si attaccò con maggiore disperazione alla corda. Il gruppo di salvataggio racconta che l'indomani trovarono l'alpinista morto. Il freddo l'aveva invaso e tra le sue mani indurite egli teneva ancora, disperatamente, la corda...

 

A soli due metri dal suolo!!!

 

E tu, avresti tagliato la corda? Nella vita, dobbiamo prendere decisioni che mettono alla prova la nostra fede. E tu? Tu che conti tanto sulle tue corde... Accetteresti di tagliarle? Tutti i giorni dobbiamo ravvivare la nostra fede e fare nostra, la preghiera di Isaia: "Il Signore nostro Dio ci tiene per mano e ci dice: non temere. Io sono con te." 

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

Liturgia della settimana

2015-01-31 - Vangelo di sabato (sab, 31 gen 2015)
Eb 11, 1-2.8-19; Cant.da Lc 1; Mc 4, 35-41. ||| In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all'altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t'importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».
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2015-01-31 - Commento di sabato (sab, 31 gen 2015)
Abramo, padre dei credenti. ||| Il brano della Lettera agli Ebrei di oggi si apre con una dichiarazione che tenta di presentare in modo programmatico quella relazione vitale con Dio che è la fede. Meritano di essere segnalati il dinamismo e l'apertura della fede verso la realtà salvifica e definitiva futura. Nelle due affermazioni c'è un riferimento alla duplice dimensione della fede. Da una parte la fiduciosa adesione a Dio, aspetto soggettivo; dall'altra, l'accoglienza della sua promessa salvifica, aspetto oggettivo della fede. Prototipo del cammino di fede per il nostro autore è Abramo. Sotto questo profilo sono presi in considerazione tre momenti fondamentali del suo itinerario spirituale: la partenza, la méta, città futura o patria celeste, e infine la prova estrema. È evidente in quest'ultimo quadro la rilettura in chiave cristiana della storia di Abramo. Isacco, il figlio unico in cui sono condensate le promesse di Dio, è il simbolo prefiguratore di Gesù, il figlio di Dio risuscitato dai morti. Ci viene chiesto di fidarci pienamente di Dio, anche nelle circostanze più drammatiche. La fede non deve abbandonarci dove il nostro occhio non vede e se procediamo al buio. Possiamo affrontare l'oscurità, nella sicurezza che Dio è fedele, come lo è stato con Abramo, il grande credente, e con Gesù, messo a morte dai suoi nemici. Egli poi, nel Vangelo rivolge un discreto invito alla fede. Prepara i discepoli a riscoprire la sua vera identità. Per ora la loro reazione religiosa sfocia in un interrogativo che riecheggia quello della folla di Cafàrnao e si riflette negli ascoltatori del vangelo: chi è Gesù? A lui obbediscono le forze cosmiche. Sullo sfondo si profila l'immagine di Dio creatore del mondo e signore della storia. Ma a ciò si arriva grazie a Gesù, il suo Figlio prediletto al quale anche i demòni obbediscono...
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IV Domenica del T.O.  (anno B)

Insegnava loro come uno che ha autorità.

1.FEBBRAIO 2015

La parola di Gesù è una parola autorevole per la salvezza dell’uomo, è parola efficace, incredibilmente forte. Per questo motivo va seguito ed ascoltato.

Vieni a liberarci, Signore, noi siamo sempre più schiavi. Vieni a cercarci, noi siamo sempre più perduti. Noi siamo lontani, smarriti, né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo: vieni sempre, Signore. Tu ci sei necessario, o Redentore nostro, per scoprire la nostra miseria e per guarirla.

VANGELO IN IMMAGINI

Riflessione IV domenica ordinario B

"Fa che ascoltiamo, Signore, la tua voce" ripetiamo insieme nel Salmo responsoriale di questa domenica. La voce di Dio, una voce che non urla ne grida per farsi ascoltare. Una voce che ci invita a guardare dentro noi stessi per - continua il Salmo - per "applaudire, acclamare, accostarci al Signore per rendergli grazie".

Voce di Dio che parla col suo popolo, cioè con me. Voce di Dio che si fa persona in Cristo, maestro che insegna e liberatore che guarisce, come viene descritto nel Vangelo di questa domenica. E non ripete né ripropone la parola di Dio, ma insegna come uno che ha autorità, accompagnando le sue parole col miracolo. 

Gesù è il vero, grande profeta preannunciato nella prima lettura. E il segno del miracolo annuncia l'inizio della liberazione e del riscatto dal male e dal demonio. "Taci e vattene" dice al demonio. Non discute né scende a patti. Non tratta né contratta, tanto meno patteggia e mercanteggia. Il problema per noi, invece, è proprio questo: siamo artisti della doppia morale, della doppia coscienza. Non si riconosce più la distinzione fra bene e male, onestà e corruzione, fedeltà e tradimenti, pulizia e sporcizia. Ma Dio non tentenna e ingaggia una lotta contro tutto ciò che ci rende schiavi del demonio. Dio ha impegnato tutto se stesso per lottare contro il male e la menzogna, a mani nude, fino a farsele inchiodare su una croce, fino a versare il suo sangue. Una meravigliosa storia di amore tra Dio e il suo popolo, cioè tra Lui e me.

VIDEO DELLA SETTIMANA

31 Gennaio 2015 - San Giovanni Bosco -

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

29.GENNAIO 2015

Al via causa di beatificazione di Chiara Lubich

Si è aperta ufficialmente oggi, con una cerimonia nella cattedrale di San Pietro Apostolo a Frascati (Roma), la causa di beatificazione e canonizzazione della trentina Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, nata a Trento nel 1920 e scomparsa nel 2008. La cerimonia, detta Prima Sessio, è stata officiata dal vescovo di Frascati, monsignor Raffaello Martinelli, alla presenza dell'assessore provinciale trentino Carlo Daldoss, in rappresentanza della Provincia autonoma di Trento.

L'iter per l'avvio della causa di beatificazione era iniziato il 7 dicembre 2013, settantesimo della fondazione dei Focolari, ricorda l'amministrazione provinciale trentina in una nota, con la presentazione della richiesta formale al vescovo di Frascati, da parte della presidente del Movimento dei Focolari Maria Voce. Nei mesi successivi il vescovo  ha provveduto all'adempimento degli atti canonici previsti. 

La cerimonia, cominciata con la recita dei Vespri, si è svolta nella diocesi di Frascati perché è il territorio nel quale si trova il Centro internazionale del Movimento dei Focolari, dove Chiara Lubich è vissuta gran parte della sua vita e dove riposa la salma.

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

Padre perdona loro - Le sette parole di Gesù sulla croce  (Meditazioni)

«In questo libro, che è un compagno di viaggio per la Quaresima, desidero inter- pretare le ultime frasi pronunciate da Gesù in croce come trasformazione delle nostre sette paure di fondo. Le parole di Gesù dalla croce si sovrappongono alle nostre ansie, per trasformare la nostra paura in fiducia. Lui le sovrappone alle nostre ansie, anche perché troviamo il coraggio di affrontare la nostra paura. Soltanto se esaminiamo la nostra paura e avviamo un dialogo con essa, la paura si può trasformare» (A. Grün). Dalla quarta di copertina Da secoli, in Quaresima, i cristiani meditano sulle ultime parole che Gesù ha pronunciato dalla croce. Esse, da un lato, sono una sintesi del suo messaggio, un estremo lascito del suo amore per noi (oltre che della sua passione). E non a caso hanno ispirato compositori, pittori e scultori. Dall’altro lato, sono parole che ancor oggi ci toccano nel profondo, ci donano la speranza che, pur a fronte della colpa e della morte, siano possibili il perdono e la guarigione.


Anselm Grün invita a riflettere sulle sette parole di Gesù in croce, collocandole nel contesto della vita moderna. Meditazioni guida- te, preghiere, veri e propri esercizi rendono questo libro un compagno ideale per il cammino quaresimale. Addestrano alla libertà interiore e aiutano a penetrare più a fondo nel mistero dell’essere cristiani. Sono utili per risanare il nostro modo di ragionare, per purificare il nostro dire, per dissolvere le paure di fondo che ci portiamo dentro. Autore Anselm Grün, nato nel 1945, dottore in teologia e monaco benedettino, è priore amministratore dell’Abbazia di Münsterschwar- zach in Germania. È noto come uno dei più fecondi e letti autori di spiritualità in campo internazionale. Tra le sue opere principali: – Come essere in armonia con se stessi; – Non farti del male.

DIOCESI DI BOLOGNA

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UDIENZA GENERALE 28.01.2015

CATECHESI DEL PAPA SULLA FAMIGLIA

Papa: famiglia mai attaccata come ora

Accompagnare la famiglia, difendere il matrimonio, mai attaccati come oggi. Questa la riflessione di Papa Francesco al movimento apostolico Schoenstatt, ricevuto in Aula Paolo VI in occasione del centenario di fondazione, avvenuta in Germania nell’ottobre 1914 per volontà di padre Giuseppe Kentenich. 
L’incontro, a cui hanno partecipato circa 7.500 persone, è stato animato da un dialogo dei presenti col Pontefice e da testimonianze e video di comunità, sposi, famiglie e giovani provenienti da una cinquantina di Paesi. All’evento hanno preso parte anche i rappresentanti di vari movimenti ecclesiali, tra cui la presidente dei Focolari, Maria Voce.
La famiglia e il matrimonio, mai “tanto attaccati” come al giorno d’oggi. Papa Francesco, sollecitato dalle domande di alcuni esponenti del movimento apostolico Schoenstatt, torna sui temi del recente Sinodo dei vescovi e nota come sempre più nella società si proponga un modello di famiglia intesa come forma di “associazione” : 
La famiglia e il matrimonio, mai “tanto attaccati” come al giorno d’oggi. Papa Francesco, sollecitato dalle domande di alcuni esponenti del movimento apostolico Schoenstatt, torna sui temi del recente Sinodo dei vescovi e nota come sempre più nella società si proponga un modello di famiglia intesa come forma di “associazione” : “Che la famiglia sia colpita, che la famiglia venga colpita e che la famiglia venga imbastardita, come - va bene - è un modo di associazione… Si può chiamare famiglia tutto, no? Quante famiglie sono divise, quanti matrimoni rotti, quanto relativismo nella concezione del Sacramento del Matrimonio. In questo momento, da un punto di vista sociologico e dal punto di vista dei valori umani, come appunto del Sacramento cattolico, del Sacramento cristiano, c’è una crisi della famiglia, crisi perché la bastonano da tutte le parti e la lasciano molto ferita!".
Quindi il Pontefice invita a riflettere sulla realtà contemporanea, in cui - sottolinea - viene “svalutato” il Sacramento del matrimonio: si assiste - nota - alla “riduzione del Sacramento ad un rito”, “si fa del Sacramento un fatto sociale”, “il sociale copre la cosa fondamentale, che è l’unione con Dio”: “Quello che stanno proponendo non è un matrimonio, è una associazione. Ma non è matrimonio! E’ necessario dire cose molto chiare e questo dobbiamo dirlo! La pastorale aiuta, ma solamente in questo è necessario che sia ‘corpo a corpo’. Quindi accompagnare, e questo significa anche perdere il tempo. Il grande maestro del perdere il tempo è Gesù! Ha perso il tempo accompagnando, per far maturare la coscienza, per curare le ferite, per insegnare… Accompagnare è fare un cammino insieme”.
In tal senso, il Santo Padre sollecita per i fidanzati una preparazione approfondita al matrimonio, un accompagnamento, per capire quel “per sempre” che oggi viene messo in discussione dalla “cultura del provvisorio”, senza “scandalizzarsi” di ciò che avviene, i “drammi familiari, la distruzione delle famiglie, i bambini” che soffrono per i disaccordi dei genitori, ma anche le nuove convivenze: “Sono nuove forme, totalmente distruttive e limitative della grandezza dell’amore del matrimonio. Ci sono tante convivenze e separazioni e divorzi: per questo, la chiave di come aiutare è ‘corpo a corpo’, accompagnando e non facendo proselitismo, perché questo non porta ad alcuno risultato: accompagnare, con pazienza”.
“Maria è madre, e non si può concepire nessun altro titolo di Maria che non sia ‘la madre’. Lei è madre, perché ci porta a Gesù e ci aiuta con la forza dello Spirito Santo perché Gesù nasca e cresca in noi. Lei continuamente ci dà la vita. E' madre della Chiesa. E’ maternità. Non abbiamo il diritto - e se lo facciamo ci sbagliamo - di avere un psicologia da orfani. Il cristiano non ha diritto di essere orfano. Ha una madre! Abbiamo una madre”.
Testimonianza. Ossia, vivere in maniera tale che altri abbiano voglia di vivere come noi. Testimonianza. Non c’è altro. Vivere in maniera tale che altri si interessino a domandare: perché? Dare testimonianza. Il cammino della testimonianza, perché non c’é nulla che lo sostituisca. Dare testimonianza in tutto quello che facciamo. Noi non
siamo i salvatori di nessuno. Noi trasmettiamo. Qualcuno che ci ha salvati tutti, e lo possiamo trasmettere solo se assumiamo nella nostra vita, nella nostra carne, nella nostra storia, la vita di questo Qualcuno che si chiama Gesù. Quindi: testimonianza.
Il Pontefice si riferisce a un “testimonianza che abbia anche la capacità di farci muovere, di farci uscire, di andare in missione”, pregando:
“Una Chiesa, un movimento o una comunità chiusa si ammala: tutte le malattie sono chiusure… Un movimento, una Chiesa, una comunità che esce, sbaglia… Sbaglia, ma è tanto bello chiedere perdono quando si sbaglia! Non abbiate paura! Uscire in missione; uscire in cammino. Siamo camminatori”.
Il Papa, coi presenti che lo sollecitano, si definisce “un poco incosciente”, dice, “temerario”, ma sicuramente confessa di abbandonarsi alla preghiera: “Mi aiuta a non guardare le cose dal centro - c’è un solo centro: Gesù Cristo - piuttosto a guardare le cose dalla periferia, no? Dove si vedono più chiare. Quando uno si chiude in un piccolo mondo - il mondo del movimento, della parrocchia, dell’arcivescovado, o qui, il mondo della Curia - allora non si afferra la verità. Sì, forse la si afferra in teoria, ma non si afferra la realtà della verità in Gesù. La verità si afferra meglio dalla periferia piuttosto che dal centro. Questo mi aiuta”.
Lo sguardo del Papa va anche alla Chiesa: “Ho visto, a volte, in alcune conferenze episcopali, in alcuni episcopati, che hanno incaricati per qualsiasi cosa, per tutto, non scappa niente… Tutto ben funzionante, tutto ben organizzato, ma mancano in alcune cose che potrebbero fare con la metà, con meno funzionalismo e più zelo apostolico, più libertà interiore, più preghiera… Questa libertà interiore è il coraggio di uscire”.
E l’invito è a rinnovarsi continuamente: “Rinnovare la Chiesa non è fare un cambiamento qui, un cambiamento lì… Bisogna farlo perché la vita sempre cambia e quindi è necessario adattarsi. Però questo non è il rinnovamento. Anche qui, che è pubblico, lo posso dire: “Bisogna rinnovare la Curia”; “Si sta rinnovando la Curia; la Banca Vaticana, è necessario rinnovarla”. Tutti questi sono rinnovamenti esterni: questo è quello che dicono quotidianamente… E’ curioso, nessuno parla del rinnovamento del cuore. Non capiscono nulla di quello che significa rinnovamento del cuore: che è la santità, rinnovando il cuore di ognuno".
E un cuore rinnovato, aggiunge il Papa, è capace di andare oltre i disaccordi, che siano “disaccordi familiari” o “di guerra”, oltre la “cultura del provvisorio, che è una cultura di distruzione di legami”, per andare verso una cultura dell’incontro. Quindi la benedizione delle Croci dei presenti, con l’invito ad essere missionari nei 5 Continenti. Prima di congedarsi, il Papa ricorda che tempo addietro gli fu regalata un’immagine della Madre di Schoenstatt: Prega e l’ha sempre con sé.

LE PAROLE DEL PAPA

Auschwitz grida il dolore di una sofferenza immane e invoca un futuro di rispetto, pace ed incontro tra popoli.

INIZIATIVE A PIUMAZZO