PASQUA FORZA DI ANDARE OLTRE

“Tu apri alla tua Chiesa la strada dell’Esodo / perché ai piedi della santa montagna,/prenda coscienza della sua vocazione / di popolo della alleanza, convocato per la tua lode”

Dopo Pasqua, a Dio piacendo, partirò per due settimane di pellegrinaggio, da Siviglia a Santiago di Compostela. Esperienza che si presta ad alcune riflessioni sulla Pasqua come “passaggio” e

conclusione di un “viaggio” verso la luce. Prima di illustrare i suoi significati simbolici, dico che attraverserò quattro regioni della Spagna: Andalusia, Estremadura, Castiglia e Galizia, lungo una

direttiva chiamata Via de la Plata, di 1000 chilometri, in bicicletta. Colline, montagne, qualche grande città, come Merida, Salamanca, Zamora, Ourense. Anche per ritemprare le energie fisiche e spirituali e continuare al meglio il servizio nella comunità. Ci siamo detti, fin dal mercoledì delle Ceneri, che la quaresima è un viaggio e la meta è la Pasqua. Apparentemente quel giorno non succederà nulla di eclatante esteriormente, e forse neppure emotivamente, ma l’animo sente di “essere arrivato”

ritrovando qualcosa capace di dare significato a tutta la vita, confortandola, illuminandola, rendendola felice. Gesù entra festosamente a Gerusalemme su un asinello, fa l’ultima cena coi discepoli, viene catturato dai soldati, flagellato, messo in croce. Dopo tre giorni, per onnipotenza amorosa del Padre, risorge. Questa è la Pasqua. La celebriamo in semplicità, magari attraversandola in fretta, eppure il resto dei giorni ne rimarrà illuminato. Quando arriverò a Santiago, il mezzogiorno del 27 aprile, avrò giusto il tempo di partecipare alla Messa del pellegrino, ricevere la Compostela, mangiare qualcosa, impacchettare la bicicletta, fermarmi in preghiera qualche ora, poi alle 20,00 l’aereo partirà per il ritorno a casa. Due settimane di pedale, fra sentieri, valli, fiumi e boschi, per rimanere alla meta solo poche

ore. Che senso ha? Il tesoro, lo sappiamo, sta nel viaggio stesso. Quella forza che con tanto ardore ci spinge ad una meta, non è scontentezza della vita, ma il contrario, è l’entusiasmo incontenibile per l’amore che ci circonda, a renderci grati e insaziabili di un bene che sta sempre “oltre”. Partirò la domenica 12 Aprile, Festa della Misericordia: celebreremo insieme la tenerezza di Dio, che ci perdona sempre e offre se stesso nell’Eucaristia. Nella domenica dopo Pasqua, celebreremo una Messa unica, alle 10,00, la processione col Santissimo per le vie del paese e le borse già pronte nel baule. Il Paradiso è il frutto della Pasqua. Sulla terra nulla più

del pellegrinaggio somiglia al Paradiso. Celebriamo la Pasqua, rimanendo uniti, verso il

Santuario di Compostela, ora in restauro. Preghiamo che proprio in quei giorni possano iniziare i lavori anche attorno alla nostra chiesa. Come gli alberi si ornano di foglie e di fiori, così vedere fasciare la chiesa di ponteggi, sarà la nostra più attesa primavera.

don Remo Resca

 29 MARZO DOMENICA DELLE PALME

SETTIMANA SANTA

La Settimana Santa si apre con la Domenica delle Palme, o Domenica di Passione. In essa si celebra l'entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme, acclamato come Messia e figlio di Davide. Il Lunedì, Martedì e Mercoledì Santo la Chiesa contempla in particolare il tradimento di Giuda.

Durante la mattinata del Giovedì Santo non si celebra l'Eucarestia nelle parrocchie, perché viene celebrata un'unica Messa, detta Messa del Crisma, in ogni Diocesi, in Cattedrale. Tale Messa è presieduta dal Vescovo insieme a tutti i suoi presbiteri e diaconi. In questa Messa vengono consacrati gli Oli santi, e i presbiteri rinnovano le promesse effettuate al momento della loro ordinazione.Verso sera, inizia il solenne Triduo Pasquale. Prima dell'inizio vengono spogliati gli altari: essi restano senza ornamenti, i tabernacoli rimangono vuoti e aperti e le campane rimangono silenti. Il solenne Triduo Pasquale della Passione, Morte e Risurrezione di Cristo viene aperto con la Messa nella Cena del Signore, nella quale si ricorda l'Ultima Cena di Gesù, la istituzione dell'Eucarestia e del Sacerdozio ministeriale, e si ripete il gesto simbolico della Lavanda dei piedi effettuato da Cristo nell'Ultima Cena. Al termine l'Eucaristia viene riposta nell'Altare della Reposizione, davanti al quale i fedeli rimangono in adorazione.

Il Venerdì Santo è il giorno della morte di Gesù sulla Croce. La Chiesa celebra verso le tre del pomeriggio la solenne celebrazione della Passione, divisa in tre parti: La Liturgia della Parola,

L'Adorazione della Croce e La santa Comunione. Il Venerdì Santo è tradizione effettuare, in molti posti, il pio esercizio della Via Crucis. Si pratica il digiuno e ci si astiene dalle carni come forma di partecipazione alla Passione e Morte del Signore.

Il Sabato Santo è tradizionalmente giorno senza liturgia: non si celebra l'Eucaristia, e la Comunione ai malati si porta solamente ai malati in punto di morte. Nella notte si celebra la solenne Veglia Pasquale, che è la celebrazione più importante di tutto l'Anno Liturgico. In essa: Si celebra la Resurrezione di Cristo attraverso la liturgia del fuoco: al fuoco nuovo si accende il cero pasquale, che viene portato processionalmente in chiesa. La liturgia della Parola ripercorre con sette letture dell'Antico Testamento gli eventi principali della storia della salvezza, dalla Creazione del mondo, passando attraverso la liberazione del popolo d'Israele dalla schiavitù d'Egitto, fino alla promessa della Nuova Alleanza.

L'Epistola proclama la vita nuova in Cristo risorto, e nel Vangelo si legge il racconto dell'apparizione degli Angeli alle Pie donne la mattina di Pasqua. Segue la liturgia battesimale, nella quale tutti i fedeli rinnovano le promesse del proprio battesimo, e vengono battezzati, se ce ne sono, i catecumeni che si sono preparati al Sacramento. La Liturgia Eucaristica si svolge come in tutte le Messe.

La Domenica di Resurrezione torna a riecheggiare la gioia della Veglia Pasquale. Tale domenica è ampliata nell'Ottava di Pasqua: la Chiesa celebra la pienezza di questo evento fondamentale per la durata di otto giorni,concludendo la II domenica di Pasqua, chiamata fin dall'antichità Domenica in Albis, che Giovanni Paolo II ha voluto dedicare alla celebrazione della Divina Misericordia.

 BOLLETTINO PASQUA 

In data 18.FEBBRAIO 2015 la Regione autorizza il Progetto di miglioramento sismico della chiesa di Piumazzo. Nella gratitudine continua il cammino verso l'apertura. Continuiamo a pregare.

Preghiera a Suor Anania Tabellini, per la riapertura della chiesa :

Buona Sr. Anania
Tu che hai tanto amato la chiesa di Piumazzo
madre della tua fede e missione
Prega Gesù e la Vergine
Perchè possiamo presto rientrare 
A lodare Dio e S. Giacomo,

celebrare la Eucaristia e le nostre feste, entro quelle mura
Ove, per la tua virtù, sei sepolta.

                                  Padre. Ave. Gloria.  

 SUSSIDIO PER PREGARE IN FAMIGLIA PER OGNI GIORNO DELLA QUARESIMA 2015

BENEDIZIONI QUESTA SETTIMANA

MARZO 2015

                    MATTINO                         POMERIGGIO

30

MAR

LUN

Via dei Mille 129-199

Via dei Mille 146 - 264

31

MAR

MAR

Via dei Mille 221-229

Via dei Mille 266-280

 

APRILE 2015

                    MATTINO                         POMERIGGIO

 

 

1

APR

MERC

Via dei Mille 245- 261

Piazza Repubblica

Via Carlo Marx e IV Novembre






 Le offerte che raccogliamo , sono per La  nostra parte nella ristrutturazione della Chiesa. Grazie. 

 

PROGRAMMA GIOVANI

LA FAMIGLIA

Papa Francesco ha proclamato il 2015 “anno dedicato alla famiglia”; nel Settembre 2015 ci sarà a Filadelfia l’8° Incontro Mondiale sulla Famiglia e l’anno si concluderà con il Sinodo Ordinario sulla Famiglia. La famiglia fondata sul Sacramento del Matrimonio è certamente al centro delle attenzioni della Chiesa.

Un uomo ed una donna cristiani formano una famiglia cristiana con la Celebrazione del Sacramento del Matrimonio offrendo così a Dio la loro unione perché sanno a quali difficoltà andranno in contro nella società e nella vita di tutti i giorni. La Chiesa ha sempre prestato alla Famiglia attenzioni particolari, e Papa Giovanni XXIII, Papa Paolo VI, Papa Giovanni Paolo II, Papa Benedetto e Papa Francesco con Encicliche,Sinodi, Concili hanno cercato di dare nuovo slancio alla Piccola Chiesa Domestica che è la famiglia. Gli sposi con la celebrazione del matrimonio in Chiesa ricevono il Sacramento del Matrimonio dato dalla Chiesa, da Gesù, per rafforzare, proteggere il

Matrimonio. Se cade la famiglia, perno della società, all’interno delle quale scaturisce la vita, cade tutto. Cosa si può fare perché questo non avvenga? La Chiesa può far leva sui politici perché dedichino più attenzione alla famiglia, si può aiutare chi è in difficoltà attraverso Gruppi, Centri di recupero, ecc., e si può chiedere aiuto a Dio con la preghiera. Se in famiglia si

prega, si mettono le proprie difficoltà davanti a DIO, tutto va meglio, perché la preghiera avvicina, riconcilia, calma l’animo appesantito, stempera le difficoltà. Con la preghiera si da nuova linfa vitale al Matrimonio.

E nella nostra Parrocchia? Il contributo, a mio parere, deve essere dato da tutti attraverso proposte,suggerimenti da valutare, poi, all’interno del Consiglio Pastorale in quanto ogni realtà può avere bisogno di apporti, eventi diversi. Nel primo incontro del 2015 del Consiglio Pastorale-Famiglia, sono emerse alcune idee come: ricordarsi dell’anniversario del matrimonio (singolarmente e in modo comunitario), preghiera comunitaria delle famiglie, messa (1 volta al mese) per la famiglia, inserire sul sito della Parrocchia riferimenti per Centri, Gruppi della Diocesi di aiuto per le coppie in difficoltà. Non è un compito facile, si può fare di più, per questo ripeto il contributo di tutti, nessuno escluso, è necessario e molto gradito .

Maria Rosa e Lucio

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PREGHIERA DEL MATTINO

 

Ogni giorno dalle ore 7.20 – 8.00 PREGHIERA DEL MATTINO allo Spirito, a Gesù e al Padre

PROSSIMA CELEBRAZIONE BATTESIMI

 

 

 

 

 4 aprile ore 21,30;Veglia di Pasqua

 

      6 Aprile ore ore 10,00

 

L’ ANNO DELLA VITA CONSACRATA

Papa Francesco ha annunciato “l’Anno della vita consacrata” da celebrarsi in tutta la chiesa, dal 30 novembre 2014 al 2 febbraio 2016. Ha individuato alcuni obiettivi . Ecco il primo obiettivo: fare “memoria grata” del recente passato riconoscendo questi ultimi 50 anni che ci separano dal concilio

come esperienza della misericordia e dell’amore di Dio. Il secondo obiettivo è “abbracciare il futuro con speranza”. Siamo ben coscienti che il momento presente è delicato e faticoso, la crisi che attraversa

la società e la stessa Chiesa tocca pienamente la vita consacrata. Ma può essere un’occasione favorevole per una crescita profonda con la speranza che la vita consacrata mai sparisca dalla Chiesa. Il terzo obiettivo è la passione intesa come innamoramento, vera amicizia, e profonda comunione . E’ questo che dà bellezza alla vita di tanti uomini e donne che professano i consigli evangelici e seguono “più da vicino” Cristo. Per questo l’Anno della vita consacrata sarà un momento importante per tutti i cristiani, ma i religiosi sono chiamati in modo speciale per “Evangelizzare” la propria vocazione e testimoniare la bellezza della sequela di Gesù. In questo anno speciale vi chiediamo di pregare per noi consacrate perché possiamo servire con gioia il Signore e noi vi accompagneremo con la nostra preghiera. Occorre anche a pregare perché tanti giovani rispondano “sì” al Signore che li chiama a consacrarsi totalmente per un servizio disinteressato ai fratelli; consacrare la vita per servire Dio e i fratelli.

Suor Theresa

PAGINE PIU' VISTE FEBBRAIO 2015

ULTIMI AGGIORNAMENTI


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IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

 

 

Il vero donare è quando chi dona è felice come chi riceve, e quando il confine tra donare e ricevere svanisce.

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

La preghiera del 29.marzo 2015

Adorazione a Gesù Crocifisso

 

Da fare all’ ora nona (alle 15:00) quando Gesù morì.

"O Gesù, tu sei appena morto e già una sorgente di vita è sgorgata per le anime.

O sorgente di vita, incomprensibile misericordia di Dio, avvolgi il mondo intero e riversati su di noi.

O Sangue e Acqua, che scaturisci dal cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in te.

O Dio vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

 Gloria al Padre.


 Alla Piaga della mano destra

Amabilissimo mio Signore Gesù Crocifisso, adoro profondamente prostrato, unito a Maria Santissima, con tutti gli Angeli e i Beati del Cielo, la Piaga Sacratissima della tua mano destra. Ti ringrazio dell’ amore infinito col quale volesti sopportare tanti e così atroci dolori per espiare i miei peccati, che io detesto con tutto il cuore. Ti chiedo la grazia di concedere alla Chiesa vittoria su i suoi nemici, e  a tutti i suoi figli di camminare santamente nella via dei tuoi comandamenti.

Pater, Ave, Gloria.

Alla Piaga della mano sinistra 

Amabilissimo mio Signore Gesù Crocifisso, adoro profondamente prostrato, unito a Maria Santissima, con tutti gli Angeli e i Beati del cielo, la Piaga Sacratissima della tua mano sinistra. Ti chiedo grazia per i poveri peccatori e per i moribondi, specialmente per quelli che non vogliono riconciliarsi con te.

Pater, Ave, Gloria.

Alla Piaga del piede destro 

Amabilissimo mio Signore Gesù Crocifisso, adoro profondamente prostrato, unito a Maria Santissima con tutti gli Angeli e i Beati del cielo, la Piaga Sacratissima del tuo piede destro. Ti chiedo la grazia che in tutto il clero e tra le persone a te consacrate fioriscano molti santi.

 Pater, Ave, Gloria.

 Alla Piaga del piede sinistro

Amabilissimo mio Signore Gesù Crocifisso, adoro profondamente prostrato, unito a Maria Santissima, con tutti gli Angeli e i Beati del cielo, la Piaga Sacratissima del tuo piede sinistro. Ti prego per la liberazione delle anime del purgatorio, principalmente di quelle che in vita furono più devote delle tue Sacratissime piaghe.

 Pater, Ave, Gloria.

 Alla Piaga del sacro costato

Amabilissimo mio Signore Gesù Crocifisso, adoro profondamente prostrato, unito a Maria Santissima, con tutti gli Angeli e Beati del cielo, la Piaga Sacratissima del tuo costato. Ti prego di benedire e di esaudire tutte le persone che si raccomandano alle mie preghiere.

Pater, Ave, Gloria.

 

Vergine dolorosissima prega per noi (3 volte)

Gesù Crocifisso, avvalora queste preghiere con i meriti della tua passione. Concedimi di vivere santamente  di dedicarmi totalmente a estendere i tuo regno, di ricevere i tuoi Sacramenti in ponte di morte e di essere per sempre con te nella Gloria. Amen.

 

 Orazione alla Piaga della spalla del Nostro Signore

Dilettissimo Signore Gesù Cristo, mansuetissimo Agnello di Dio, io povero peccatore, adoro e venero la Santissima tua Piaga che ricevesti sulla spalla nel portare la pesantissima croce al Calvario nella quale restarono scoperte tre sacratissime ossa, tollerando in essa un immenso dolore: ti supplico in virtù e meriti di detta Piaga ad avere di me misericordia col perdonarmi tutti i miei peccati sia mortali che veniali ed assistermi nell‘ora della morte, e di condurmi nel tuo regno beato. Amen.

3 Pater,  Ave, Gloria

LA FOTO DELLA SETTIMANA

LA FOTO DEL  29.MARZO 2015

SI RINGRAZIA  A FOTO-STUDIO "ARCADIA" DI WILLER COMELLINI

 

La Visita

Ogni giorno a mezzogiorno, un giovane si affacciava sulla porta della chiesa e ripartiva qualche minuto più tardi.
Portava un camiciotto a quadri e i jeans sdruciti come tutti i giovani della sua età. Aveva in mano un sacchetto di carta con i panini per il pranzo.
Insospettito, il parroco gli domandò che cosa ci venisse a fare. Perché, con i tempi che corrono, c è gente che ruba anche in chiesa.
"Vengo a pregare" rispose il giovane.
"Pregare... Come fai a pregare così velocemente?".
"Beh.., tutti i giorni mi affaccio in questa chiesa a mezzogiorno e dico soltanto: Gesù, è Jim; poi me ne vado. E' un piccola preghiera, ma sono sicuro che Lui mi ascolta".
Qualche giorno dopo, per un incidente sul lavoro, il giovane fu trasportato all'ospedale con alcune fratture molto dolorose.
Fu sistemato in una camera con altri ricoverati.
Il suo arrivo cambiò il reparto. Dopo un paio di giorni la sua camera era diventata un punto d'incontro per tutti i pazienti del corridoio.
Giovani e anziani si davano appuntamento intorno al suo letto e lui aveva un sorriso e una battuta d'incoraggiamento per tutti.
Venne a visitarlo anche il parroco e, accompagnato da un'infermiera, si recò accanto al letto del giovane.
"Mi hanno detto che sei molto malconcio, ma che nonostante questo conforti tutti gli altri. Come fai?".
"E' grazie a uno che mi viene a trovare tutti i giorni a mezzogiorno".
L'infermiera lo interruppe. "Ma non c'è nessuno che viene a mezzogiorno"".
"Oh sì! Viene tutti i giorni, si affaccia alla porta della camera e dice: Jim, è Gesù; e se ne va".


Un brav'uomo passava ogni giorno davanti ad una immagine di Maria dipinta sul muro di una strada. Ogni volta le rivolgeva un saluto: "Buongiorno, Madre!".
Una sera, dopo qualche anno, senti distintamente una voce provenire dall'immagine. "Buonasera, figliolo!".
Se non sentiamo la risposta alle nostre preghiere è perché in fondo non ce l'aspettiamo.

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

Liturgia della settimana

2015-04-01 - Vangelo di mercoledi' (mer, 01 apr 2015)
Is 50, 4-9; Sal.68; Mt 26, 14-25. ||| In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnare Gesù. Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: "Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli"». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto».
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2015-04-01 - Commento di mercoledi' (mer, 01 apr 2015)
Guai a colui che tradirà il Figlio dell'uomo. ||| A parte i preparativi, di cui erano stati incaricati i discepoli, per preparare la cena pasquale per Gesù e i suoi, tutto il brano di oggi è attraversato dal tradimento di Giuda, il quale passa all'azione subito dopo l'unzione di Betània, che lo avevano sentito protestare contro lo spreco di profumo, non perché gli interessassero i poveri, ma perché era ladro. Soltanto l'evangelista Matteo specifica la somma di trenta sìcli d'argento, ottenuti da Giuda per la consegna di Gesù: una somma irrisoria, stimata dalla legge come prezzo di uno schiavo e che il profeta Zaccaria aveva già indicato come prezzo di valore per il pastore messianico. Nonostante l'iniziativa di Giuda anche per Matteo è Gesù che dispone liberamente di se stesso. Nessuna resistenza per sottrarsi a questa passione così ignominiosa. Il mistero di pazienza di Cristo, che diventa non violenza assoluta, non è comprensibile se non alla luce della forza dell'amore. "Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. E mentre mangiavano, disse: uno di voi mi tradirà". Ne viene una costernazione generale. La cena di festa si cambia in un tormento che agghiaccia l'assemblea, inducendo ciascuno di loro, per liberarsi da questo incubo, a fare al Signore una confessione personale. "Sono forse io, Signore?" Il Maestro, colui che era il punto di sicurezza di ognuno, lascia sospesa la risposta, solo alla domanda di Giuda, risponde: "Tu l'hai detto". Non è una condanna, e da amico, Gesù gli fa capire quello che ha nel cuore di fare. La storia è diretta da Dio, secondo il piano delle Scritture; ma l'uomo ha il suo compito nella storia e ne è pienamente responsabile. Anche noi potremmo chiederci a quale prezzo vendiamo il Cristo: interrogarci sulla purezza della nostra fede, sulla fedeltà del nostro amore, sulla lealtà della nostra amicizia e fraternità che possiamo anche, non sia mai, barattare.
>> leggi di più

Domenica delle Palme

«Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!

29.MARZO 2015

Inizia la Settimana Santa, siamo chiamati a contemplare due avvenimenti strettamente legati: l’ingresso di Gesù in Gerusalemme e la sua passione. La processione coi rami d'ulivo ha un significato ben preciso: nella fede accogliamo Gesù che in questa Settimana - attraverso i Riti Liturgici - rende attuale entro la nostra comunità quei suoi gesti salvifici e ne comunica tutto il frutto di salvezza.

Signore, in questi giorni che ci fanno rivivere i momenti fondamentali della nostra storia di salvezza, rinnova la nostra fede.  Che le feste pasquali accendano anche in noi il fuoco vivo del tuo amore, un fuoco con cui incendiare il mondo intero, perché nessun uomo possa ignorare che tu sei Padre d’amore, e hai donato il tuo Figlio e lo Spirito per rendere anche noi, e tutti, figli amati e felici di abitare con te, e lodare per sempre il tuo nome. 

VANGELO IN IMMAGINI

Riflessione (traccia) 5 domenica quaresima B

VIDEO DELLA SETTIMANA

Su ali d'aquila

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

30.Marzo 2015

Il Papa: l'umiltà di Dio ci mette in crisi

​Non esiste umiltà senza umiliazione. Papa Francesco, nella Domenica delle Palme che apre alla Settimana Santa, ricorda che “Dio si umilia per camminare con il suo popolo” e sottolinea “l’umiliazione di quanti, per il loro comportamento fedele al Vangelo sono discriminati”. Questa – dice – è la via per seguire Gesù e per vivere la Settimana Santa.

“Umiliarsi è prima di tutto lo stile di Dio”, chiarisce Papa Francesco. E ammette: “Uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai!”.

Francesco afferma: con la celebrazione delle Palme che “appare festosa” si apre la Settimana della Passione di Gesù. Sulla “via dolorosa e sotto la croce, - ci ricorda - sentiremo gli insulti della gente e dei capi”. Lo vedremo, disprezzato, deriso, tradito, abbandonato, schernito. Solo se anche noi “andremo su questa strada dell’umiliazione di Gesù – ci chiarisce il Papa – vivremo una Settimana davvero Santa. Francesco ribadisce: “Questa è la via di Dio, la via dell’umiltà. E’ la strada di Gesù, non ce n’è un’altra. E non esiste umiltà senza umiliazione”.

“Dio si umilia per camminare con il suo popolo, - dice - per sopportare le sue infedeltà”. Cita il Libro dell’Esodo, le lamentele del popolo che il Padre aveva fatto “uscire dalla condizione di schiavitù e guidava nel cammino attraverso il deserto fino alla terra della libertà”.

“Umiltà – spiega Francesco - vuol dire servizio, vuol dire lasciare spazio a Dio spogliandosi di sé stessi, “svuotandosi”, come dice la Scrittura. “Questa – avverte il Papa - è l’umiliazione più grande”.
E il Papa parla della strada contraria a quella di Cristo con una definizione precisa: “mondanità”. E con caratteristiche precise: “La mondanità ci offre la via della vanità, dell’orgoglio, del successo… E’ l’altra via. Il maligno l’ha proposta anche a Gesù, durante i quaranta giorni nel deserto. Ma Gesù l’ha respinta senza esitazione. E con Lui, con la sua grazia soltanto, col suo aiuto, anche noi possiamo vincere questa tentazione della vanità, della mondanità, non solo nelle grandi occasioni, ma nelle comuni circostanze della vita”.

“Mettiamoci anche noi decisamente su questa strada, - incoraggia Francesco - con tanto amore per Lui, il nostro Signore e Salvatore”. Inoltre - ci dice Francesco - “ci aiuta e ci conforta in questo l’esempio di tanti uomini e donne che, nel silenzio e nel nascondimento, ogni giorno rinunciano a sé stessi per servire gli altri: un parente malato, un anziano solo, una persona disabile…”. E poi il pensiero a “quanti per il loro comportamento fedele al Vangelo sono discriminati e pagano di persona”. E ai cristiani perseguitati: “E pensiamo ai nostri fratelli e sorelle perseguitati perché cristiani, i martiri di oggi: ce ne sono tanti! Non rinnegano Gesù e sopportano con dignità insulti e oltraggi. Lo seguono sulla sua via. Possiamo parlare in verità di “un nugolo di testimoni”: i martiri di oggi ”.

Francesco non ha dubbi: sulla via dell’umiltà di Dio, “sarà l’amore a guidarci e a darci forza".

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

La famiglia - Vocazione e missione nella Chiesa e nel mondo  (Progetto famiglia) 

Descrizione

Come raccontare, oggi, a una società ferita e provata da tante delusioni, la bellezza del matrimonio e della famiglia? È quanto si è proposto papa Francesco indicendo il Sinodo sulla famiglia non per ripetere una lista di precetti e verità, che non riscaldano il cuore della gente, ma per «farsi carico, con responsabilità pastorale, degli interrogativi che questo cambiamento d’epoca porta con sé». Papa Francesco ha voluto un Sinodo «audace», che sperimentasse la strada della «carità creativa». Ai Padri sinodali ha chiesto «un confronto sincero, aperto e fraterno». Ora, due Autori di eccezione, mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, e Antonio Sciortino, direttore di «Famiglia Cristiana», riprendono in forma di dialogo i temi del Sinodo e affrontano con chiarezza e coraggio il momento storico vissuto oggi dalla famiglia. Pagine di riflessioni e piste innovative sui tanti nodi da sciogliere a riguardo della famiglia e del matrimonio. E anche sulla questione dei divorziati risposati e l’accesso ai sacramenti, che tanta attenzione ha monopolizzato sui media. Materiale prezioso non solo per chi ha seguito i lavori del Sinodo straordinario, ma ancor più indispensabile per chi vorrà continuare a dare un contributo alla riflessione e al discernimento in vista delle risposte che il Sinodo ordinario del 2015 dovrà dare alle tante attese suscitate. Ad arricchire il volume, sono stati inseriti in appendice i documenti più importanti del Sinodo e anche il «Questionario bis» che riprende, sotto forma di domande, i temi trattati dai Padri sinodali.


GLI AUTORI 
Vincenzo Paglia è vescovo di Terni-Narni-Amelia e presidente della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo della Conferenza episcopale. Collabora a quotidiani e riviste, oltre che a trasmissioni radio e televisive. Per le Edizioni San Paolo ha pubblicato, tra gli altri: I Salmi. Le preghiere suggerite da Dio (2009); Alla mensa della Parola (2009); Le Sette Parole di Gesù in Croce (2010).


Antonio Sciortino (1954), sacerdote e giornalista, dal 1999 è direttore del settimanale «Famiglia Cristiana».

DIOCESI DI BOLOGNA

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LE PAROLE DEL PAPA

La Settimana Santa è il tempo che più ci chiama a stare vicino a Gesù: l’amicizia si vede nella prova.

PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE Mercoledì, 25 marzo 2015

CATECHESI DEL PAPA SULLA FAMIGLIA

Preghiera per il Sinodo sulla famiglia

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nel nostro cammino di catechesi sulla famiglia, oggi è una tappa un po’ speciale: sarà una sosta di preghiera.

Il 25 marzo infatti nella Chiesa celebriamo solennemente l’Annunciazione, inizio del mistero dell’Incarnazione. L’Arcangelo Gabriele visita l’umile ragazza di Nazaret e le annuncia che concepirà e partorirà il Figlio di Dio. Con questo Annuncio il Signore illumina e rafforza la fede di Maria, come poi farà anche per il suo sposo Giuseppe, affinché Gesù possa nascere in una famiglia umana. Questo è molto bello: ci mostra quanto profondamente il mistero dell’Incarnazione, così come Dio l’ha voluto, comprenda non soltanto il concepimento nel grembo della madre, ma anche l’accoglienza in una vera famiglia. Oggi vorrei contemplare con voi la bellezza di questo legame, la bellezza di questa condiscendenza di Dio; e possiamo farlo recitando insieme l’Ave Maria, che nella prima parte riprende proprio le parole che l’Angelo, quelle che rivolse alla Vergine. Vi invito a pregare insieme:

«Ave, Maria, piena di grazia, 
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne,
e benedetto il frutto del seno tuo, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
Prega per noi peccatori
Adesso e nell’ora della nostra morte. 
Amen»

Ed ora un secondo aspetto: il 25 marzo, solennità dell’Annunciazione, in molti Paesi si celebra la Giornata per la Vita. Per questo, vent’anni fa, san Giovanni Paolo II in questa data firmò l’Enciclica Evangelium vitae. Per ricordare tale anniversario oggi sono presenti in Piazza molti aderenti al Movimento per la Vita. Nella Evangelium vitae la famiglia occupa un posto centrale, in quanto è il grembo della vita umana. La parola del mio venerato Predecessore ci ricorda che la coppia umana è stata benedetta da Dio fin dal principio per formare una comunità di amore e di vita, a cui è affidata la missione della procreazione. Gli sposi cristiani, celebrando il sacramento del Matrimonio, si rendono disponibili ad onorare questa benedizione, con la grazia di Cristo, per tutta la vita. La Chiesa, da parte sua, si impegna solennemente a prendersi cura della famiglia che ne nasce, come dono di Dio per la sua stessa vita, nella buona e nella cattiva sorte: il legame tra Chiesa e famiglia è sacro ed inviolabile. La Chiesa, come madre, non abbandona mai la famiglia, anche quando essa è avvilita, ferita e in tanti modi mortificata. Neppure quando cade nel peccato, oppure si allontana dalla Chiesa; sempre farà di tutto per cercare di curarla e di guarirla, di invitarla a conversione e di riconciliarla con il Signore.

Ebbene, se questo è il compito, appare chiaro di quanta preghiera abbia bisogno la Chiesa per essere in grado, in ogni tempo, di compiere questa missione! Una preghiera piena di amore per la famiglia e per la vita. Una preghiera che sa gioire con chi gioisce e soffrire con chi soffre.

Ecco allora quello che, insieme con i miei collaboratori, abbiamo pensato di proporre oggi: rinnovare la preghiera per il Sinodo dei Vescovi sulla famiglia. Rilanciamo questo impegno fino al prossimo ottobre, quando avrà luogo l’Assemblea sinodale ordinaria dedicata alla famiglia. Vorrei che questa preghiera, come tutto il cammino sinodale, sia animata dalla compassione del Buon Pastore per il suo gregge, specialmente per le persone e le famiglie che per diversi motivi sono «stanche e sfinite, come pecore che non hanno pastore» (Mt 9,36). Così, sostenuta e animata dalla grazia di Dio, la Chiesa potrà essere ancora più impegnata, e ancora più unita, nella testimonianza della verità dell’amore di Dio e della sua misericordia per le famiglie del mondo, nessuna esclusa, sia dentro che fuori l’ovile.

Vi chiedo per favore di non far mancare la vostra preghiera. Tutti – Papa, Cardinali, Vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, fedeli laici – tutti siamo chiamati a pregare per il Sinodo. Di questo c’è bisogno, non di chiacchiere! Invito a pregare anche quanti si sentono lontani, o che non sono più abituati a farlo. Questa preghiera per il Sinodo sulla famiglia è per il bene di tutti. So che stamattina vi è stata data su un’immaginetta, e che l’avete tra le mani. Vi invito a conservarla e a portarla con voi, così che nei prossimi mesi possiate recitarla spesso, con santa insistenza, come ci ha chiesto Gesù. Ora la recitiamo insieme:

Gesù, Maria e Giuseppe, 
in voi contempliamo 
lo splendore dell’amore vero, 
a voi con fiducia ci rivolgiamo.

Santa Famiglia di Nazareth, 
rendi anche le nostre famiglie 
luoghi di comunione e cenacoli di preghiera, 
autentiche scuole del Vangelo 
e piccole Chiese domestiche.

Santa Famiglia di Nazareth, 
mai più nelle famiglie si faccia esperienza 
di violenza, chiusura e divisione: 
chiunque è stato ferito o scandalizzato 
conosca presto consolazione e guarigione.

Santa Famiglia di Nazareth, 
il prossimo Sinodo dei Vescovi 
possa ridestare in tutti la consapevolezza 
del carattere sacro e inviolabile della famiglia, 
la sua bellezza nel progetto di Dio.

Gesù, Maria e Giuseppe, 
ascoltate, esaudite la nostra supplica. Amen.