Assunzione della Beata Vergine Maria

Ore 19,00 14 Agosto Messa Prefestiva

Ore 10,00 Venerdì 15 Agosto S. Messa

Dedicato a Erica e Silvia ...

Dalla Omelia della domenica 10 agosto 2014, chiamati alla "contemplazione" ...

La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati
la nostra paura più profonda è di essere potenti oltre misura.
È la nostra luce, non il nostro buio che ci fa paura.
Noi ci chiediamo: "Chi sono io per essere così brillante, così grandioso?
Pieno di talenti, favoloso?"
In realtà chi sei tu per NON esserlo?
Tu sei un figlio di Dio.
Se tu voli basso, non puoi servire bene il mondo.
Non si illumina nulla in questo mondo se tu ti ritiri, appassisci.
Gli altri intorno a te non si sentiranno sicuri.
Noi siamo nati per testimoniare la gloria di Dio dentro di noi.
Non soltanto in qualcuno, ma in ognuno di noi.
Nel momento in cui noi permettiamo alla nostra luce di splendere.
Noi inconsciamente diamo agli altri il permesso di fare lo stesso.
Nel momento in cui noi siamo liberi dalla nostra paura.
La nostra presenza stessa, automaticamente, libera gli altri.
                                                                             (Nelson Mandela)

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/stati-d-animo/frase-129136>

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Omelia in morte di Fernanda Negrini

Cara Fernanda                                   9 agosto 2014

 

In questo mite sabato d’agosto, festa di una grande donna, Teresa Benedetta della Croce, compatrona d’Europa, con altre due grandi donne, Caterina di Siena e Brigida di Svezia … il Signore chiama anche te, piccola grande donna, per la redenzione piena, la pace e la gloria.

 

La parola della Sacra Scrittura di oggi, riporta l’esperienza mistica del profeta Elia, il suo incontro con Dio, rimanendo alla sua Presenza. A differenza di tante teofanie precedenti, caratterizzate dal senso del grandioso e conseguente sentimento di timore e tremore, questa volta la Provvidenza dispone che “Dio non è nel fuoco, non è nel vento, non è nel terremoto … ma in una brezza leggera”. Troviamo questa pagina della Sacra Scrittura, specchio luminoso della tua vita, Fernanda, ritmata da ordine, delicatezza, semplicità, discrezione, cura della casa, della persona, dei famigliari, della preghiera … una "brezza leggera".

 

Hai raggiunto un ragguardevole traguardo di erà, 100 anni e due mesi, soprattutto ti sei spenta alla vita terrena in modo naturale, non traumatico, per taluni versi, oseremmo dire, dolce e sereno. Merito della tua figlia Laura, che non ti mai fatto mancare nulla, soprattutto un amore attento e premuroso. Merito della tua tempra fiduciosa, che ti ha fatto superare, a più riprese, malattie difficili e ripetute. La tua storia insegna che la virtù, la pace, la benevolenza, oltre a rivestire di dolcezza i nostri giorni, sono anche terapeutiche e preventive, nei confronti di tante minacce, che la vita riserva.

 

Ora ti sono vicine la figlia Laura, le nipoti Gigliola e Marina, le persone del tuo palazzo, i parenti, i paesani. Ti sono vicini i tuoi cari dal cielo, le anime del Purgatorio, i santi del Paradiso, con al centro la Vergine Maria: invocala per noi, che continuiamo il nostro cammino, fino alla perfezione dell’amore.

 

Grazie Fernanda.

Grazie, Signore, dell'amore e speranza che ci doni.

 

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CAMPO GIOVANI 17-21.agosto 2014

Dal 17 al 21 Agosto il gruppo dell’Oratorio partirà per il

Campo Giovani con meta il Santuario del Miracolo

Eucaristico di LANCIANO e il Santuario della Madonna di

LORETO. Durante questi giorni i ragazzi rifletteranno sulla

Presenza Viva di Gesù nell’Eucarestia. I giovani si sono

preparati a questo appuntamento con alcuni momenti di

preghiera durante l’anno e specialemente nella Settimana

Santa. Le riflessioni che guideranno il campo saranno tratte

dagli scritti di San Giovanni Paolo II.

Linee di Programma Anno Pastorale Parrocchiale 2014-2015

(VEDERE PAGINA APPOSITA NEL MENU A SINISTRA)

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Festa di S. Giacomo Apostolo


Omelia nella festa di S. Giacomo 2014

L'Apostolo Giacomo, nell'elenco che gli evangelisti Luca e Matteo fanno dei "dodici", occupa il secondo posto, dopo S. Pietro. Il Maestro rimase colpito dalla umanità vivace del nostro e lo chiama con Giovanni "figlio del tuono". A fronte di tale eccellenza, confermata dalla scelta esplicita di Gesù di renderlo partecipe, assieme a Pietro e Giovanni, di eventi eccezionali, come la Trasfigurazione o il Getsemani, sta un profilo a dir poco "nascosto" del nostro Patrono: non un detto, non una azione ... perfino la morte è avvolta dalla massima discrezione. Perchè sia chiaro a tutti il tratto principe del nostro Santo, per il quale è glorioso e potente nei secoli: l'umiltà. 

 

Ma in questa celebrazione del 2014, altri due temi vogliamo avvolgere di affettuosa attenzione. La nostra comunità vive l'anno Eucaristico e immediatamente balza luminoso allo sguardo il nesso fra S. Giacomo e l'Eucaristia, nei sobri cenni della sua vita, come il dialogo con Gesù col la mamma e il fratello: "potete bere il calice che io bevo?" ... e soprattutto nella storia seguente. Chi fa il Cammino, come alcuni di noi questo anno hanno hanno avuto la grazia di percorrere il "Primitivo", rimane colpito dai numerosissimi riferimenti Eucaristici: la Esposizione Quotidiana del Santissimo Sacramento nella Cattedrale di Lugo e di Santiago e la presenza del simbolo Eucaristico negli stemmi delle città e delle Regioni. La storia illustra questa devozione in Galizia molto prima che esplodesse il culto Eucaristico nell'Europa della Controriforma, forse là in opposizione alle eresia dei Priscilliani ... Così pure chi percorre da pellegrino la Via Francigena è colpito, a Bolsena, dalla rilevanza del Miracolo Eucaristico con l'impressionante Monumento all' Ostia al centro della città ... Dunque rinnovato amore alla Eucaristia! 

 

Un secondo tema, lo enunciamo così: S Giacomo ci indica la strada per "fare presto a raggiungere la meta". La sua morte, avvenuta solamente 8-9 anni dopo la risurrezione di Gesù, indica che - come recita S. Giovanni Crisostomo - "fu così eccellente in virtù, da essere considerato presto maturo per il Regno dei cieli". Nelle Sacre Scritture c'è spesso questo tema dell'"affrettarsi" per amore, verso il Regno, come nella ultima invocazione dell'Apocalisse "Vieni presto, Signore Gesù". O nella lettera agli Ebrei "Affrettatevi ad entrare nel Suo riposo". Anche la grande Santa spagnola Teresa d'Avila, afferma che "chi cerca veramente la volontà di Dio nella via della preghiera in breve tempo e con poca fatica raggiunge la santità". E' singolare che si parli di "affettarsi" a persone che hanno scoperto quanto sia bella la lentezza nel cammino. Ma è proprio questo il segreto: l'anima si fa tanto più sollecita, quanto più il corpo si fa semplice, tranquillo, concreto, nel gesto umile e dolce del camminare. (don Remo Resca)

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PAGINE PIU' VISTE GIUGNO 2014

ULTIMI AGGIORNAMENTI


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Sulla Chiesa

Nel maggio 2012, un’Ordinanza del Sindaco, porta alla chiusura cautelativa della nostra

Chiesa Parrocchiale, dichiarata non sicura all’uso pubblico dopo il sisma, a ragione di

lesioni specialmente sulla cupola e nel transetto. Nel Settembre dello stesso anno, dopo

la perizia della Sopraintendenza, iniziano i progetti per la messa in sicurezza e le

trattative con l’Assicurazione, essendo lo stabile coperto da polizza. Al principio si

prospetta che la Parrocchia debba coprire per intero l’importo dei lavori, salvo il premio

assicurativo, comunque parziale. Viene redatto un progetto esecutivo caratterizzato da

una serie di interventi minimi strettamente necessari a garantire la sicurezza. Nella

primavera del 2013 la Sopraintendenza autorizza le linee di intervento

proposte: l’importo è sui 300.000,00 euro, esclusi i lavori al Santuario

della Provvidenza, pure essa inagibile. La Curia, nominata intanto dalla

Regione unica referente, sollecita ad aspettare delibere nuove, in

merito a ipotesi di finanziamenti. Nell’ottobre 2013 la Chiesa di

Piumazzo entra nel Progetto Regionale di Ricostruzione del 2014, con

finanziamento lavori inerenti al sisma. Bisogna tuttavia aumentare il

livello di dettaglio della progettazione, poiché, in quanto opera

finanziata con fondi pubblici, le normative richiedono elaborati grafici e documenti

contabili specifici. Da un ripristino minimale, quale quello prima prospettato, ci si indirizza verso un’ opera di riparazione e miglioramento completa. L’importo, ancora in corso di definizione, subirà necessariamente un aumento, quasi doppio. Nel contempo si prospettano vari interventi a nostre spese, che la presenza di un ponteggio così imponente consiglia: impianto elettrico, tinteggiatura, lattonerie, deumidificazioni, ecc. interventi ingenti tutti a carico della Parrocchia. Allo stato presente (6 giugno 2014) il Progetto è stato esaminato dalla Commissione Regionale, sono state richieste alcune varianti, ora si è in attesa della autorizzazione per iniziare la gara d'appalto. Speriamo che i lavori possano cominciare dopo l'estate 

il Parroco e il Comitato Tecnico

Preghiera a Suor Anania Tabellini, per la riapertura della chiesa :

Buona Sr. Anania
Tu che hai tanto amato la chiesa di Piumazzo
madre della tua fede e missione
Prega Gesù e la Vergine
Perchè possiamo presto rientrare 
A lodare Dio e S. Giacomo,

celebrare la Eucaristia e le nostre feste, entro quelle mura
Ove, per la tua virtù, sei sepolta.
                                  Padre. Ave. Gloria.  

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

LA PREGHIERA DEL 17.AGOSTO 2014

PREGHIERA A MARIA SANTISSIMA ASSUNTA IN CIELO

Vieni, Spirito Santo, e suggerisci le parole che dobbiamo dire alla carissima, alla dolcissima nostra Mamma per farle gli auguri più graditi al suo Cuore.

 

Spirito Santo, prendi possesso della mia mente e del mio cuore, e fammi lodare ed esaltare la Regina del Cielo e della Terra nel giorno della sua gloriosissima ascesa al Cielo, accolta dal Figlio Re che la faceva sedere alla Sua destra e la incoronava Regina degli Angeli, dei Santi e dell’umanità.

 

Ave e benedetta, infinitamente benedetta, o Vergine tutta bella e tutta pura, destinata ad essere l’Innamorata di Dio!

 

Ave, o Vincitrice del demonio, perché per il tuo Corpo Immacolato nel quale non ha mai albergato il solo pensiero del peccato, che tu non hai per niente conosciuto, e per quel tuo candore hai schiacciato e schiacci continuamente la testa all’iniquo tentatore dei figli tuoi.

 

Ave e benedetta, infinitamente benedetta, o Vergine diventata Madre Divina per l’assoluta obbedienza alla Volontà di Dio!

 

Ave e benedetta, o Martire che ai piedi della Croce partoristi l’umanità, che hai salvato col tuo Dolore, con le tue stesse carni, perché la Carne e il Sangue di Gesù sono stati formati solamente dalla tua carne e dal tuo sangue verginale.

 

Oggi – in Cielo e in Terra - risuona quest’unico, questo bellissimo augurio: "Ave Maria! Benedetta tu fra tutte le donne, prescelta ad essere la Madre di Dio e la Prescelta che ha fatto innamorare di sé le tre Persone della Santissima Trinità, di cui è diventata il Giardino profumato delle Loro delizie".

 

Ave e benedetta ti proclamò l’Angelo, e benedetta ti ripeterono gli Angeli in Cielo e la cugina Elisabetta, quando rispondesti "sì" alle parole dell’Angelo, e lo Spirito Santo, che scendeva nel tuo Cuore per darti il Verbo che doveva incarnarSi, ti riempiva di beatitudine e di dolore.

 

Ma tu, umile ancella del Signore, tutte le beatitudini non le conoscevi sulla Terra!

 

Il dolore che fu infuso nel tuo Cuore fu superiore a tutte le beatitudini, perché per la Sapienza divina donatati dal tuo Sposo purissimo, lo Spirito Santo, tu sapevi già quale futuro era riservato alla tua Creatura. E appena pronunciato il "sì", incominciò per te la vita di dolore, un dolore che ti è stato compagno in tutta la tua vita terrena e che ha toccato il vertice nell’ora in cui lo strazio incommensurabile del tuo Cuore ti squarciò l’anima nell’ora del Calvario e della sepoltura, quando i Cieli si chiusero sul Morente e sulla Trafitta, e tu rimanesti priva, abbandonata, senza il Figlio e senza il tuo Dio, dal quale non si era disgiunta per un solo attimo la tua comunione con Lui.

 

Solamente dopo tanto dolore e dopo tanto martirio, tu sei arrivata alla vera gloria, alla Beatitudine, nel giorno della tua gloriosa Assunzione al Cielo.

 

Solamente in Cielo tu hai capito quanto tu fossi veramente beata, perché quando eri sulla Terra, più l’eterno Iddio ti innalzava al tuo Trono altissimo, più tu ti umiliavi, ti annullavi alla Sua Presenza, e cresceva, cresceva in te l’amore ardente per Lui.

 

Mamma cara, abbiamo capito da questo esempio e dall’esempio di Gesù – che solamente dopo il martirio della Croce è potuto arrivare alla gloriosa resurrezione – abbiamo capito che anche noi su questa Terra non avremo nessuna gioia, nessuna beatitudine vera: su questa Terra noi dobbiamo passare per la via del dolore e della croce, se anche noi vogliamo avere la gloria della resurrezione nel Paradiso.

 

E allora, Mamma cara, mentre ci uniamo al coro degli Angeli e dei Santi e di tutte le anime pie della Terra, che in questo giorno incessantemente ti proclamano beata, anche noi con loro vogliamo dirti: "Benedetta, infinitamente e miliardi di volte benedetta, o Mamma cara, prescelta da Dio per la nostra salvezza!". E con questa benedizione di miliardi di volte, Mamma, vogliamo riparare a tutti i Dolori, a tutte le bestemmie dei figli che non conoscono la tua Potenza, il tuo Amore, la tua immensa Gloria.

 

 

Insegnaci a camminare sulla tua via, perché vogliamo e dobbiamo raggiungerti nel Paradiso per cantare le tue lodi senza fine.

LA FOTO DELLA SETTIMANA

LA FOTO DEL 3.AGOSTO 2014

Buone vacanze a tutti...............
Buone vacanze a tutti...............

SI RINGRAZIA  A FOTO-STUDIO "ARCADIA" DI WILLER COMELLINI

 L'incidente

 

Una giovane donna tornava a casa dal lavoro in automobile. Guidava con molta attenzione perché l'auto che stava usando era nuova fiammante, ritirata il giorno prima dal concessionario e comprata con i risparmi soprattutto del marito che aveva fatto parecchie rinunce per poter acquistare quel modello.

Ad un incrocio particolarmente affollato, la donna ebbe un attimo di indecisione e con il parafango andò ad urtare il paraurti di un'altra macchina.

La giovane donna scoppiò in lacrime. Come avrebbe potuto spiegare il danno al marito? Il conducente dell'altra auto fu comprensivo, ma spiegò che dovevano scambiarsi il numero della patente e i dati del libretto.

La donna cercò i documenti in una grande busta di plastica marrone.
Cadde fuori un pezzo di carta.

In una decisa calligrafia maschile vi erano queste parole: "In caso di incidente..., ricorda, tesoro, io amo te, non la macchina!".

Lo dovremmo ricordare tutti, sempre. Le persone contano, non le cose. Quanto facciamo per le cose, le macchine, le case, l'organizzazione, l'efficienza materiale! Se dedicassimo lo stesso tempo e la stessa attenzione alle persone, il mondo sarebbe diverso. Dovremmo ritrovare il tempo per ascoltare, guardarsi negli occhi, piangere insieme, incaraggiarsi, ridere, passeggiare...
Ed è solo questo che porteremo con noi davanti a Dio.

Noi e la nostra capacità d'amare. Non le cose, neanche i vestiti, neanche questo corpo...

Un papà e il suo bambino camminavano sotto i portici di una via cittadina su cui si affacciavano negozi e grandi magazzini. Il papà portava una borsa di plastica piena di pacchetti e sbuffò, rivolto al bambino. "Ti ho preso la tuta rossa, ti ho preso il robot trasformabile ti ho preso la bustina dei calciatori... Che cosa devo ancora prenderti?".
"Prendimi la mano" rispose il bambino.

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

Liturgia della settimana

2014-08-20 - Vangelo di mercoledi' (mer, 20 ago 2014)
Ez 34, 1-11; Sal 22; Mt 20, 1-16. ||| In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: "Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò". Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: "Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?". Gli risposero: "Perché nessuno ci ha presi a giornata". Ed egli disse loro: "Andate anche voi nella vigna". Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: "Chiama i lavoratori e da' loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi". Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: "Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo". Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: "Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?". Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
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2014-08-20 - Commento di mercoledi' (mer, 20 ago 2014)
La giustizia di Dio e il suo Amore. ||| Qualsiasi sindacalista avrebbe inoltrato una vibrante protesta nei confronti del padrone della vigna. Egli infatti chiama operai in diverse ore del giorno per cui alcuni lavorano l'intera giornata e gli ultimi solo poche ore. Tutti però ricevono lo stesso salario. Sembrerebbe una palese ingiustizia, è invece una sublime lezione di amore. Questo, quando sgorga dal cuore stesso di Dio, va sempre oltre i criteri umani anche quelli che sembrerebbero i più legittimi. È perciò temerario pretendere di poter valutare la giustizia divina con quella nostra. A noi manca la misura perfetta del bene, abbiamo soltanto briciole di sapienza e, a proposito di giustizia, la pretendiamo dagli altri e non sempre siamo disposti a praticarla noi. Ci mancano soprattutto le dimensioni dell'amore e la giustizia senza amore non può esistere. Rischiamo poi di diventare gelosi della bontà di Dio e vorremmo spegnerla in nome della nostra legge. Anche il fratello maggiore del figlio che ritorna non comprende i motivi della festa che il Padre ha ordinato. Ci risulta difficile comprendere persino la sorte beata del ladrone che con una semplice preghiera e un pentimento finale si accaparra il paradiso. Troppo facile ci verrebbe da dire. Nulla però è impossibile a Dio. Soltanto Lui sa coniugare perfettamente amore e giustizia. Noi no. È già molto se riusciamo a far tacere il desiderio di vendetta e i morsi della rabbia quando reclamiamo giustizia, soprattutto quando l'offesa e grave e ci ha procurato cocenti dolori. Dovremmo mai dimenticare che Dio con noi non ha applicato la giustizia, ma ci ha usato misericordia per cui ci dice: "Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro celeste".
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Assunzione della Beata Vergine Maria

Grandi cose ha fatto il Signore per noi

La gloria di Maria riflette in sé quella di Gesù, suo Figlio e nostro Signore. Grazie alla sua risurrezione, la Madre partecipa, prima fra tutti gli esseri viventi che credono nel Figlio, alla gioia della risurrezione. Gesù, vivente oltre la morte, è con noi. La sua risurrezione è vita eterna e gioia senza limiti preparata anche per noi. Maria, che è già in cielo con il Figlio, ci guidi nel tempo all’eternità. Ci indichi la via da percorrere e ci insegni a magnificare il Signore per le opere che ha compiuto in lei e che continua a compiere in coloro che, come lei, sono umili servi.

 
 

Benedici, anima mia, il Dio altissimo, perché si è degnato di innalzare in corpo ed anima al cielo l'umile fanciulla di Nazaret. Benedicano tutte le creature il Padre perché ha scelto una donna della nostra razza, per manifestare in lei la vittoria sulla morte e sulla corruzione, come primizia, insieme con Cristo, del nostro destino. Benedicano tutti i redenti nostro Signore Gesù Cristo, perché in Maria, sua Madre, assunta al cielo, fa brillare nel suo splendore tutti gli effetti della redenzione. Benediciamo lo Spirito Santo, che ha fatto fiammeggiare nell'essere di Maria di Nazaret il fuoco che non si consuma e la luce che non si spegne. Tutte le creature, insieme con Maria, lodino Dio

XX Domenica del T.O.  (anno A)

Donna, davvero grande è la tua fede!

Dio viene a noi, ma noi non sempre gli andiamo incontro. Si manifesta in molti modi diversi, ma non sempre viene riconosciuto e accolto dal suo popolo. A volte, tuttavia, viene accolto in luoghi e modi sorprendenti.

Signore Gesù Cristo, Figlio di David, accogli la nostra supplica. Nei nostri cuori pesa un passato di idolatria e di infedeltà. Non siamo certo degni di sedere alla mensa dei figli, ma anche una briciola del tuo pane celeste può redimerci dai nostri traviamenti e ottenerci il dono della salvezza. Suscita in noi la «grande fede» della Cananea, in modo che possiamo testimoniare, in mezzo agli uomini, i prodigi del tuo Amore. 

Donna, davvero grande è la tua fede!

Riflessione (traccia) 20 domenica ordinario a

VIDEO DELLA SETTIMANA

L'EUCARISTIA: VERO CORPO E SANGUE DI GESU' CRISTO

Un video sull'eucaristia, corredato da dogma e pensieri, sulle note di canti del Rinnovamento dello Spirito. 

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

Papa Francesco dal 13 al 18 in Corea del Sud

10.AGOSTO 2014

Dopo 15 anni un Papa torna in Estremo Oriente. La porta dell’Asia, per Francesco, sarà la Corea del Sud dal 13 al 18 agosto (in attesa del già annunciato viaggio di gennaio nelle Filippine e nello Sri Lanka, mentre per il momento non c’è in preparazione una tappa in Giappone). E ieri il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha anticipato i tratti salienti di un itinerario che comprende 11 discorsi (sette in italiano e quattro in inglese), una beatificazione, l’incontro con i giovani asiatici e quello con i familiari delle vittime del traghetto Sewol e si incentra soprattutto su tre filoni: missione e giovani, martirio, riconciliazione. 

Proprio a proposito di quest’ultima, il direttore della Sala Stampa ha ricordato che la penisola coreana è tuttora divisa in due e che tra il Nord e il Sud vige dal 1953 un semplice armistizio. «La pace non c’è ancora». Il Pontefice perciò celebrerà una Messa nella Cattedrale di Seul, il 18 agosto, invocando la pace. Messa alla quale erano stati invitati anche i cattolici nordcoreani, ai quali però il regime di Pyongyang ha negato la possibilità di accedere «per vari motivi», come afferma un comunicato ufficiale. Oltre alla Messa, ha precisato Lombardi, rispondendo a una domanda che evocava 
un eventuale parallelismo con il viaggio in Terra Santa, «non prevedo gesti significativi, ma il Papa può sempre sorprenderci». In Corea del Sud, comunque, si continua a pregare in vista di una celebrazione comune dei fedeli delle due parti della Penisola. In tema di rapporti internazionali, tuttavia, bisogna notare che per la prima volta 
l’aereo papale sorvolerà la Cina (nell’84 e nell’89, in occasione dei due viaggi coreani di Giovanni Paolo II, non era stato possibile). È prassi che il Papa invii telegrammi di saluto ai capi di Stato dei Paesi sorvolati durante i suoi itinerari aerei. Padre Lombardi in proposito ha detto: «Staremo a vedere». 

La parte più consistente del programma papale sarà comunque quella dedicata ai giovani e alla missione. La partecipazione alla Giornata asiatica della gioventù, che si svolgerà nella diocesi di  Daejeon (200 chilometri a sud di Seul) è uno dei motivi ispiratori della visita.

Francesco incontrerà i giovani (2.000 provenienti da 23 Paesi e 4.000 coreani) il 15 agosto al Santuario di Solmoe e il 17 nella fortezza di Haemi, dove molti coreani conobbero il martirio nel XIX secolo. È significativo che questo incontro si svolga in terra coreana, dato che la Chiesa del Paese asiatico fu fondata proprio da giovani laici. Oggi i cattolici sudcoreani sono più di 5 milioni (il 10 per cento della popolazione) e quindi l’incontro assume una forte valenza missionaria, in un continente come l’Asia che, ha sottolineato Lombardi, «è quello in cui i cristiani sono meno presenti ed è sicuramente tra le priorità pastorali del Pontefice». 

L’altro motivo ispiratore del viaggio (durante il quale il Papa avrà i consueti incontri con le autorità locali, con i vescovi, i sacerdoti e i laici, oltre a visitare le strutture di Kkttongnae, fiore all’occhiello dell’assistenza ai poveri) è la beatificazione di Paul Ji-Chung e di 123 compagni martiri. La Chiesa coreana subì nell’800 una feroce persecuzione con oltre 10mila vittime. Giovanni Paolo II nel 1984 aveva già canonizzato il primo sacerdote autoctono e 103 compagni. «Ora Francesco – ha spiegato padre Lombardi – beatifica i martiri della prima ora, andando alle radici della fede cristiana  di questo popolo». 

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

Il Mistero di Dio (CD) - Quattro conferenze tenute al Centro culturale S. Fedele di Milano (Lettura della Bibbia)

Il cofanetto propone in un unico CD formato MP3 le quattro conferenze del card. Gianfranco Ravasi, già disponibili in audiocassette, che commentano il mistero di Dio: 1. Il mistero di Dio nell'Antico Testamento. La Parola; 2. Il mistero di Dio nell'Antico Testamento. La Sapienza e lo Spirito; 3. La Trinità nella teologia dei Vangeli; 4. La Trinità nella teologia paolina.

DIOCESI DI BOLOGNA


«Lo Spirito Santo rende il cristiano “sapiente”. Questo, però, non nel senso che ha una risposta per ogni cosa, che sa tutto... ma nel senso che “sa” di Dio, sa come agisce Dio, conosce quando una cosa è di Dio... Sa questa saggezza che Dio dà ai nostri cuori. E, noi abbiamo dentro di noi, nel nostro cuore, lo Spirito Santo... Se noi ascoltiamo lo Spirito Santo, Lui ci insegna questa via della saggezza, ci regala la saggezza che è vedere con gli occhi di Dio, sentire con le orecchie di Dio, amare con il cuore di Dio, giudicare le cose con il giudizio di Dio. Questa è la sapienza che ci regala lo Spirito Santo, e tutti noi possiamo averla. Soltanto, chiederla allo Spirito Santo».

(Papa Francesco, Udienza Generale, 9 aprile 2014)