Vivere l’indulgenza dell’anno Santo significa accostarsi alla misericordia del Padre con la certezza che il suo perdono si estende su tutta la vita del credente Papa Francesco

142° OTTAVARIO  MADONNA DELLA PROVVIDENZA IMMAGINI DI UN VOLTO DI MADRE

Dio ci parla anche attraverso le immagini sacre. Fissando gli occhi alla

Madonna della Provvidenza di Piumazzo, sentiamo di vivere un

contatto, delicato e intenso, col mondo di lassù, di Dio, dei santi, della

vita celeste. Non di meno sono trasfigurati tutti i nostri sentimenti di

quaggiù, gioia e dolore, slancio o preoccupazione. Sentimento di

un’appartenenza e una chiamata. Guardare alla Madonna della

Provvidenza è già pregare, come lo è, andarla a trovare al Santuario,

accompagnarla in paese, festeggiarla per una settimana. C’era un

santo frate, Guglielmo da Faenza, famoso per amare i “luoghetti”. Lui

voleva sempre nascondersi in posti piccoli e sereni, nella campagna,

dove potere stare con Dio e la Vergine, pregare, ascoltare, offrire.

Anche il Santuario della Provvidenza è un “luoghetto” in cui il santo

frate avrebbe amato abitare. Siamo fortunati ad avere in parrocchia un

dono simile, per questo bisogna ringraziare e viverlo. Vogliamo

mettere a confronto la luce che viene dall’immagine della nostra

Madonna della Provvidenza, con la Madonna della Misericordia, di

Piero della Francesca, che possiamo ammirare e pregare a

Sansepolcro. Con una mano tiene aperto il mantello, senza fatica, perché tutti possano trovarvi protezione,

come sotto le navate di un tempio. E’ un edificio di carne, un cuore di madre, di vergine potente. Ai colori

rosso e oro del dipinto, si armonizzano i bianchi e blu della nostra ceramica. Colori regali e colori divini,

Gesù e Maria uniti in una unica opera. Il prossimo anno 2017 ricorre il 200 anniversario del Santuario.

Prepariamoci fin d’ora a festeggiare questo “tesoro nascosto nel nostro campo”.

Don Remo

PROGRAMMA OTTAVARIO

BOLLETTINO MAGGIO 2016 IN ANTEPRIMA

OGNI MERCOLEDI'

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DELLA CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA (NEL MESE DI MAGGIO SOSTITUITA DA SANTO ROSARIO)

OGNI GIOVEDI'

 

 

 

 

 

SANTA MESSA ORE 20.00 E LA RECITA DEL ROSARIO

DOMENICA 29 MAGGIOnei cortili parrocchiali ore 17.00FESTA DEL CATECHISMO con la12ª Edizione del Grande Gioco dell’OcaTutti i bambini e le loro famiglie sono invitatiper questo pomeriggio di Festa e di Giochi!Ci saranno premi per tutti i partecipanti!!!

Che splendido traguardo !!!

Il 6 aprile 2016, il nostro caro emerito parroco Don Giulio, festeggerà il settantesimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale. Che splendido traguardo!!!! A lui vanno le nostre congratulazioni e felicitazioni e speriamo in una sua prossima visita. Noi piumazzesi siamo cresciuti sotto la sua guida e la sua dottrina, ancora conserviamo i suoi insegnamenti e cerchiamo di tramandarli, i giovanissimi lo conoscono attraverso i nostri aneddoti e i nostri ricordi. La parrocchia di Piumazzo gli è grata per aver impreziosito e abbellito la chiesa, per aver organizzato tante gite artistiche e culturali; per aver ideato numerosi eventi e feste tra cui quella del Ringraziamento e quella di San Giacomo; per aver conservato e consolidato, secondo la secolare tradizione, l’Ottavario della Madonna della Provvidenza. Ricordiamo ancora le sue omelie, che seppur lunghe, erano sempre edificanti come una catechesi. Si usciva dalla Messa domenicale con un insegnamento, un qualcosa in più da comprendere e conservare nel cuore. Lo ringraziamo anche per i libri che ci ha lasciato, per i suoi studi e la sua profonda cultura che condivideva generosamente. Grande era ed è tuttora il suo amore per la teologia, l’arte, le scienze umanistiche, per l’agricoltura e gli animali. E’ doveroso inoltre ricordare la sua grande ospitalità dimostrata in numerose occasioni, soprattutto aprendo le porte della canonica ad anziani del paese o stranieri bisognosi. Si è sempre contraddistinto in mezzo a noi per la sua dosata severità educativa e per la sua nobiltà d’animo. Auguriamo a Don Giulio salute e serenità ; possa il Signore conservarlo a lungo in mezzo a noi, perché ancora ci illumini e ci sostenga nei suoi rari, ma sempre attesi, momenti di ritorno in Parrocchia

Con ammirazione e affetto

Alessandra

Pellegrinaggio Piumazzo - Roma in bicicletta dal 17 al 24 Luglio 2016

DA PIUMAZZO A ROMA  Don Remo Resca e Andrea Mazzucchi 

Ed ecco a voi... Intervista rilasciata a Carla Mazzola per Antenna1, Don Remo Resca e Andrea Mazzucchi raccontano dei loro pellegrinaggi, in particolare della loro esperienza a Santiago de Compostela.

Ed ecco a voi... DON REMO SUPERSTAR!Intervista rilasciata a Carla Mazzola per Antenna1, Don Remo Resca e Andrea Mazzucchi raccontano dei loro pellegrinaggi, in particolare della loro esperienza a Santiago de Compostela.

Pubblicato da PAN ONLUS su Martedì 23 febbraio 2016

Ecco le opere di misericordia spirituale e corporale

Nel messaggio inviato a monsignor Rino Fisichella, nel quale offre alcuni suggerimenti per la celebrazione del Giubileo della Misericordia, il Papa ricorda che "ogni volta che un fedele vivrà" una delle opere di misericordia spirituale o corporale "in prima persona otterà certamente l'indulgenza giubilare". Ecco l'elenco delle opere di misericordia.

LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE
1 - Consigliare i dubbiosi
2 - Insegnare agli ignoranti
3 - Ammonire i peccatori
4 - Consolare gli afflitti
5 - Perdonare le offese
6 - Sopportare pazientemente le persone moleste
7 - Pregare Dio per i vivi e per i morti

LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE
1 - Dar da mangiare agli affamati
2 - Dar da bere agli assetati
3 - Vestire gli ignudi
4 - Alloggiare i pellegrini
5 - Visitare gli infermi
6 - Visitare i carcerati
7 - Seppellire i morti

5-Opera di misericordia spirituale:Perdonare le offese

Perdonare le offese ricevute non è solo un’ opera di misericordia spirituale, l’apice e la perfezione dell’amore, ma è una necessità, una sorta di pulizia psichica e interiore. Perdonare è un bene che facciamo a noi stessi prima che all’altro, è un atto dovuto alla nostra esistenza più che un’ opera virtuosa. E’ necessario perdonare, fa bene perdonare.Il rancore è una sorta di morbo maligno, inquina le sorgenti del cuore, rende l’uomo cattivo, fa emergere dagli abissi interiori il peggio di noi. Le offese devono rimanere sole; guai se trovano delle resistenze, cioè dei rancori, s’infiammeranno sempre più, distruggendo chi le ha subite. La scrittrice Isabel Allende, nipote del presidente Allende, morto durante il golpe del “funeralissimo” e “benedettissimo” Arturo Pinochet, confessa: «Ho perdonato Pinochet perché non potevo più sopportare di provare rabbia e odio. Non avrebbe fatto male a Pinochet, ma a me». Il risentimento è preludio di dannazione, o meglio, è un piccolo inferno sulla terra; ogni anelito al compimento, il desiderio di pace, il soffio vitale della beatitudine si infrangono sugli scogli gelidi e ruvidi del livore. Il perdono delle offese implica un “lasciar andare”, uno spezzare non certo il ricordo, ma il debito contratto da chi ha commesso il male. L’atto del perdono si mostra così capace di guarire non solo l’offensore, ma anche l’offeso: “il perdono è l’unica reazione che non si limita a reagire, ma che agisce nuovamente e inaspettatamente, non condizionato da un atto che l’ha provocato, e che quindi libera dalle sue conseguenze sia colui che perdona sia colui che è perdonato”.

(Hannah Arendt)

  INIZIO DEI LAVORI DI RIPARAZIONE POST-SISMA

Dopo una lunga attesa finalmente sono iniziati i lavori di riparazione post-sisma della chiesa parrocchiale di San Giacomo, i primi di ottobre la ditta COGEI COSTRUZIONI SRL, vincitrice della gara d’appalto, ha firmato il contratto e ha preso in consegna il cantiere.

A molti può essere sembrato un inizio lento, in realtà l’impresa è entrata in cantiere con il rispetto che occorre per affrontare un intervento di miglioramento sismico delicato come questo. In primo luogo si è occupata sotto il controllo della direzione lavori e la supervisione della Soprintendenza di proteggere la pavimentazione e tutti gli arredi sacri, fissi e mobili, contestualmente ha realizzato la recinzione di cantiere, questa è stata arricchita da un banner esplicativo dell’intervento che vi invitiamo a leggere se siete di passaggio nel centro storico di Piumazzo; l’ultima operazione propedeutica all’inizio vero e proprio dei lavori è stata l’allestimento dei ponteggi interni ed esterni. Gli interventi di rinforzo strutturale partiranno dalla cupola passando in seconda battuta alla navata centrale e successivamente alle navate laterali ma non preoccupatevi vi terremo aggiornati sull’avanzamento dei lavori, sappiamo che questo cantiere è a cuore non solo a noi progettisti, ma a tutta la comunità, è nostra responsabilità non solo far eseguire i lavori nel migliore dei modi ma rendervi partecipi di tutta l’operazione.

La direzione lavori, Ing. Stefano Tampieri e Arch. Irene Prata

Preghiera a Suor Anania Tabellini, per la riapertura della chiesa :

Buona Sr. Anania
Tu che hai tanto amato la chiesa di Piumazzo
madre della tua fede e missione
Prega Gesù e la Vergine
Perchè possiamo presto rientrare 
A lodare Dio e S. Giacomo,

celebrare la Eucaristia e le nostre feste, entro quelle mura
Ove, per la tua virtù, sei sepolta.

                                  Padre. Ave. Gloria.  

Amoris laetitia

Esortazione Apostolica postsinodale del Papa Francesco ai vescovi ai presbiteri e ai diaconi alle persone consacrate agli sposi cristiani e a tutti i fedeli laici sull’amore nella famiglia (19 marzo 2016).

PAGINE PIU' VISTE APRILE 2016

ULTIMI AGGIORNAMENTI


IL PENSIERO DELLA SETTIMANA

 

Guarire dal peccato 

 

Tutti vorrebbero guarire dai mali del corpo, ma non possono, tutti potrebbero guarire dai mali dell'anima, ma non vogliono.

 

Annibal Caro

PREGHIERA DELLA SETTIMANA

La preghiera del 22.Maggio 2016

LA FOTO DELLA SETTIMANA

La foto del 22.Maggio 2016

SI RINGRAZIA  A FOTO-STUDIO "ARCADIA" DI WILLER COMELLINI

CANTARE INSIEME FA BENE!

Cantare in coro fa bene perchè stimola la creatività, le relazioni sociali e affettive, sviluppa l'ascolto, l'attenzione, l'espressione e la comunicazione e fa' apprendere un nuovo linguaggio, quello musicale.
Nel coro non ci sono differenze, alti e bassi, grassi o magri, giovani e meno giovani, tutti sono ugualmente importanti e ognuno contribuisce con la propria voce a creare un suono magico e meraviglioso, il suono del CORO.
Il Coro S. Giacomo di Piumazzo, presente in parrocchia da 25 anni anima le celebrazioni liturgiche della comunità e organizza concerti e attività culturali e musicali.
Stiamo cercando nuove voci, femminili e maschili, e una potrebbe essere proprio la tua!
Per informazioni rivolgersi a don Remo o alla direttrice Maria Teresa. Ti aspettiamo! 
Elenco dei prossimi appuntamenti del Coro S. Giacomo:
29 Maggio ore 10 a Piumazzo: S. Messa Ottavario Madonna della Provvidenza.
1° Giugno ore 18 a Piumazzo: S. Messa per l'Ottavario della Madonna della Provvidenza
12 Giugno ore 17 a ModenaRassegna corale per le vie e le piazze di Modena, con la partecipazione di circa altri quaranta cori. 
25-26 Giugno a S. Candido (BZ)Rassegna Corale Internazionale in Val Pusteria, con concerto serale al sabato e raduno di tutti i cori in piazza la domenica.
25 Luglio ore 20 a Piumazzo: S. Messa festività santo patrono.
11 Settembre ore 9.30 a Piumazzo: S. Messa inaugurazione della chiesa concelebrante l'arcivescovo.
17 Settembre pomeriggio a Piumazzo: Animazione S. Messa di matrimonio.
21-23 ottobre a Roma: GIUBILEO delle CORALI, con udienza papale, concerto con orchestra, passaggio per la Porta Santa e animazione della S. Messa nella Basilica di S. Pietro, per vivere in maniera intensa e                                                                                partecipata la conclusione dell'Anno Santo.
CORO SAN GIACOMO
CORO SAN GIACOMO

Il cucchiaino

Una vecchietta serena, sul letto d'ospedale, parlava con il parroco che era venuto a visitarla.
"Il Signore mi ha donato una vita bellissima. Sono pronta a partire".
"Lo so" mormorò il parroco.

"C'è una cosa che desidero. Quando mi seppelliranno voglio avere un cucchiaino in mano".
"Un cucchiaino?". Il buon parroco si mostrò autenticamente sorpreso. "Perché vuoi essere sepolta con un cucchiaino in mano?".

"Mi è sempre piaciuto partecipare ai pranzi e alla cene delle feste in parrocchia. Quando arrivavo al mio posto guardavo subito se c'era il cucchiaino vicino al piatto. Sa che cosa voleva dire? Che alla fine sarebbero arrivati il dolce o il gelato".
"E allora?".

"Significava che il meglio arrivava alla fine! E proprio questo che voglio dire al mio funerale. Quando passeranno vicino alla mia bara si chiederanno: Perché quel cucchiaino? Voglio che lei risponda che io ho il cucchiaino perché sta arrivando il meglio".

Un medico era assillato da un paziente che aveva una gran paura di morire.
"Come sarà quel momento, dottore? Che mi succederà?".

Il dottore apri la porta della stanza per andarsene e il cagnolino del malato entrò di gran carriera. Abbaiando e scodinzolando di gioia, saltò sul letto e sommerse mani e volto del padrone di leccatine affettuose.

 

Il dottore disse: "Sarà proprio così. Qualcuno aprirà la porta e...".

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO

Liturgia della settimana

2016-05-29 - Vangelo di domenica (dom, 29 mag 2016)
Gn 14, 18-20; Sal 109; 1 Cor 11, 23-26; Lc 9, 11-17. ||| In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C'erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.
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2016-05-29 - Commento di domenica (dom, 29 mag 2016)
Il Pane di Vita. ||| Gesù eucaristia oggi esce trionfalmente dai tabernacoli e dalle chiese per essere portato in processione per le strade del mondo: ciò è dettato dal desiderio, dalla fede e dalla devozione dei fedeli che vogliono percepire ancora più intensamente, viva e pulsante la presenza del Cristo, come quando percorreva duemila anni fa le strade della Palestina. Vogliamo farlo immergere di nuovo nel cuore del mondo per fargli sentire da vicino l'urgenza della sua rinnovata presenza tra noi. E' sicuramente anche il canto della gratitudine e della lode della chiesa militante, dei pellegrini della terra, che lo, seguono imploranti e devoti. E' anche una presa di coscienza di tutto il cammino che ci ha fatto percorrere dal deserto delle nostre povertà, dalla condizione servile, nutrendoci di Pane e d'amore e riscattandoci a prezzo del suo sangue. Da quell'Ostia consacrata, da quella prima misteriosa Cena, sgorga come un memoriale, la nostra comunione con Cristo e la vera fraternità tra gli uomini. Quel pane di vita spezzato e moltiplicato sugli altari del mondo, sfama ancora la fame più acuta dell'umanità. È garanzia d'immortalità, è recupero pieno della dignità filiale, è fonte inesauribile d'amore divino che si riversa nel cuore dell'uomo. Non bisognerebbe attendere la solennità annuale odierna per ricordarci di queste verità: per troppo tempo Gesù rimane forzatamente recluso negli angusti tabernacoli delle nostre chiese. Egli chiede di abitare tra gli uomini, di vivere in comunione con ciascuno di noi, di condividere la nostra esistenza per rinvigorirla, per nobilitarla, per condurla all'approdo finale, alla mensa di Dio. Ci aspetta. RispondiamoGli con generoso abbraccio d'amore.
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Santissimo Corpo e Sangue di Cristo

Ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore

29.MAGGIO 2016

Eucaristia, mistero di comunione tra Dio e l’umanità e nutrimento perenne nel cammino che ci riconduce ogni giorno al Padre. L’Eucaristia è Gesù stesso, morto e risorto per noi. “Corpo di Gesù” dato per noi, e continuato nel suo “corpo” che è la Chiesa. “Corpo di Gesù”, spezzato e donato per la salvezza di tutti gli uomini, fatto cibo per sostenere la nostra “vita nello Spirito”.

Signore Gesù, che nel sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue hai posto la sorgente dello Spirito che dà la vita, fa’ che la tua Chiesa, spezzando il pane in tua memoria, diventi il germe dell’umanità rinnovata, a lode di Dio Padre. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen  

PROVVISTE DI VIAGGIO

VANGELO IN TRE IMMAGINI

Riflessione   Corpus Domini C

Nell’incontro con Gesù - ha scritto Benedetto XVI - ci nutriamo dello stesso Dio vivente, mangiamo davvero il pane del cielo, un cibo che non si può guadagnare con il lavoro umano mediante le proprie prestazioni. Può venire a noi soltanto come dono di Dio ed è un dono da riciclare. 
Gesù è presente nella Eucaristia come pane "spezzato" che continua a offrire la sua vita e la sua persona per la nostra salvezza. Continua a frantumarsi versando il suo Sangue per la nostra santificazione. Quel "pane" contesta decisamente, pur nel grande silenzio, il nostro modo di vivere sempre alla ricerca affannosa dei nostri interessi personali e rannicchiati solo su noi stessi.
Le processioni che in questo giorno sfilano lungo le strade delle nostre abitazioni è perché urge il bisogno di vedere il Corpo di Cristo camminare nei luoghi della nostra vita per aiutare, assistere e sostenere il nostro vivere. 
Anche se Cristo, in realtà, continua a camminare sulle nostre vie ogni giorno e noi non ce ne accorgiamo, o facciamo finta. Sono le processioni quotidiane di poveri e bisognosi in cerca di un po' di pane e di solidarietà. Anche loro sono "Corpo di Cristo", spezzato, martoriato e oppresso. Ma la nostra indifferenza è di gran lunga superiore alla nostra fede.
Fede di persone che dovrebbero vivere in unità con tutti, come quel pezzo di pane, formato da tanti piccoli chicchi di grano, macinati e impastati insieme diventa Corpo di Cristo, e come quegli acini di uva, macerati e spremuti insieme diventano Sangue di Cristo.
Lasciamoci anche noi impastare e spremere insieme, per diventare in lui e nei nostri fratelli, una unità perfetta, che è la sua chiesa.

VIDEO DELLA SETTIMANA

Judgmental Moose - Episodio 1 - Accidia

E se un giorno, ti ritrovi a sentire una strana voce che ti smuove la coscienza per le tue azioni sbagliate? E se quella voce fosse un alce? Judgmental Moose - I giudizi dell'Alce: 7 simpatici video per spiegare i 7 peccati capitali con un pizzico di sorriso ed ironia: accidia, superbia, gola, avarizia, invidia, ira, lussuria. I sette vizi capitali non sono peccati speciali o particolari. I vizi sono atteggiamenti, comportamenti che diventano abitudinari e che assecondati, ci portano lontani da Dio. Vengono chiamati capitali perché sono a capo, metaforicamente all’origine di alcuni peccati.

NOTIZIA DELLA SETTIMANA

27.Maggio 2016

A Dublino nel 2018 l'Incontro delle famiglie

«Il Papa a Dublino e in Irlanda del Nord? «È troppo presto per poterlo dire, ma Francesco mi ha detto che è suo desiderio venire. La nostra speranza è che sia presente per l’incontro mondiale delle famiglie e certamente il desiderio dei vescovi è che in quell’occasione ci possa essere anche una visita in Irlanda del Nord, che nell’ultima visita di Giovanni Paolo II nel 1979, per motivi di sicurezza, non fu possibile realizzare». Cosìl’arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, ha risposto in merito a una eventuale presenza di papa Francesco al nono Incontro mondiale della famiglie in programma nella capitale nordeuropea dal 22 al 26 agosto 2018.

Per ora, con largo anticipo, l’evento è stato presentato in Sala Stampa vaticana dall’arcivescovo Martin e dal presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, l’arcivescovo Vincenzo Paglia.
Entrambi hanno subito sottolineato il legame tra l’appuntamento irlandese e l’Esortazione apostolica recentemente pubblicata dal Papa sulla famiglia. «Quello irlandese – ha detto Paglia – sarà il primo grande raduno delle famiglie del mondo dopo il Sinodo dei vescovi, a seguito del quale papa Francesco ha emanato l’Esortazione apostolica Amoris laetitia, che diventa ovviamente la "Magna Charta" dell’intero Incontro, sia nella sua preparazione che nella sua celebrazione».

L’Esortazione apostolica, che è ora nelle Chiese locali per essere approfondita e applicata nei diversi contesti culturali, potrà così avere «a Dublino una tappa significativa di questa ricezione». Si è fatto inoltre notare come «nessun documento papale abbia avuto una gestazione sinodale così lunga e così vasta» e perciò l’allargamento del periodo di preparazione di questo evento vuole seguire il processo suggerito dal Papa nell’Amoris laetitia. Tempo necessario dunque anche per «promuovere quella sinodalità che è nel cuore stesso dell’esortazione». Diarmuid Martin ha quindi definito il cammino di preparazione a Dublino «un itinerario, non una celebrazione esteriore: un processo ecclesiale vero e proprio», che possa rispondere all’invito del Papa all’inculturazione e all’approfondimento dei temi. Perché l’Amoris laetitia, come ha affermato ancora il presidente del Pontificio Consiglio sulla famiglia, richiede «non solo un semplice aggiornamento della pastorale familiare, ma ben di più: un nuovo modo di vivere la Chiesa, un nuovo modo di realizzare quell’amore che rende lieta la vita del popolo di Dio, delle famiglie e della stessa società». In questo senso pertanto senso l’Incontro di Dublino vuole assumere una caratteristica particolare rispetto agli altri incontri mondiali. 

La preparazione all’incontro che avrà come titolo «Il Vangelo della famiglia, gioia per il mondo» – ha reso noto Martin – sarà fondata su «un itinerario catechetico tratto dall’Esortazione» che si svolgerà in tutte le parrocchie d’Irlanda nel 2017 e che sarà poi inviato a tutte le diocesi del mondo. E tra gennaio e febbraio del prossimo anno, ci sarà un incontro con le associazioni di spiritualità familiare a livello mondiale, preceduto da un incontro mondiale dei teologi specializzati in questo ambito e degli istituti universitari che a vario titolo si occupano di famiglia. 

Sono previsti incontri anche tra famiglie di diverse fedi e culture, di carattere ecumenico a partire dalla Comunione anglicana. «Non è questione di riempire gli stadi per delle celebrazioni – ha detto ancora l’arcivescovo di Dublino – ma di promuovere una cultura che incoraggi e sostenga la famiglia, anzi le famiglie tutte, anche quelle che non realizzano in pienezza l’ideale cristiano. In Irlanda abbiamo famiglie costrette a vivere in una sola stanza perché non ci sono abitazioni sufficienti. Dobbiamo incoraggiare un’attenzione alle tante carenze e problematiche familiari, a generare una cultura inclusiva, a favore di una nuova solidarietà coloro che cercano di educare i propri figli».

Paglia ha voluto infine rimarcare l’importanza che l’Incontro mondiale della famiglia dopo Filadelfia ritorni in Europa e in un momento importante per la vita della Chiesa «perché si vincano le tentazioni di creare muri e possa rivivere un’Europa delle famiglie, un’Europa che sia essa stessa una famiglia di popoli e di culture».

IL LIBRO DELLA SETTIMANA

Il Padre Nostro - Non sprecate parole

Descrizione

DIOCESI DI BOLOGNA

Prossimi appuntamenti

 

 

L'Arcivescovo partecipa all'incontro ecumenico per il Sinodo panortodosso

  •  Venerdì 27 maggio
  •  
  •  21:00
  •  
  •  Biblioteca San Domenico

L'Arcivescovo partecipa all'Assemblea provinciale delle scuole Fism

  •  Sabato 28 maggio
  •  
  •  09:30
  •  
  •  Cinema Galliera

L'Arcivescovo partecipa alla Festa dei popoli

  •  Domenica 29 maggio
  •  
  •  09:30
  •  
  •  Parrocchia Santissima Annunziata

L'Arcivescovo presiede la conclusione della Decennale eucaristica

  •  Domenica 29 maggio
  •  
  •  16:00
  •  
  •  Parrocchia di San Ruffillo

Nella parrocchia di San Ruffillo (via Toscana 146), l'ultima settimana di celebrazioni della Decennale eucaristica

Pellegrinaggio diocesano a Roma

  •  Sabato 4 giugno
  •  
  •  00:00
  •  
  •  Roma

Sabato 4 giugno prossimo l'Arcivescovo Matteo Zuppi guiderà il pellegrinaggio organizzato dalla diocesi di Bologna a Roma, in occasione di questo Anno Santo della Misericordia

LE PAROLE DEL PAPA

È fondamentale che i figli vedano in maniera concreta che per i loro genitori la preghiera è realmente importante.


UDIENZA GENERALE Piazza San Pietro Mercoledì, 25 maggio 2016

La preghiera fonte di Misericordia

La preghiera fonte di Misericordia (cfr Lc 18,1-8)

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

La parabola evangelica che abbiamo appena ascoltato (cfr Lc 18,1-8) contiene un insegnamento importante: «La necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai» (v. 1). Dunque, non si tratta di pregare qualche volta, quando mi sento. No, Gesù dice che bisogna «pregare sempre, senza stancarsi». E porta l’esempio della vedova e del giudice.

Il giudice è un personaggio potente, chiamato ad emettere sentenze sulla base della Legge di Mosè. Per questo la tradizione biblica raccomandava che i giudici fossero persone timorate di Dio, degne di fede, imparziali e incorruttibili (cfr Es 18,21). Al contrario, questo giudice «non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno» (v. 2). Era un giudice iniquo, senza scrupoli, che non teneva conto della Legge ma faceva quello che voleva, secondo il suo interesse. A lui si rivolge una vedova per avere giustizia. Le vedove, insieme agli orfani e agli stranieri, erano le categorie più deboli della società. I diritti assicurati loro dalla Legge potevano essere calpestati con facilità perché, essendo persone sole e senza difese, difficilmente potevano farsi valere: una povera vedova, lì, sola, nessuno la difendeva, potevano ignorarla, anche non darle giustizia. Così anche l’orfano, così lo straniero, il migrante: a quel tempo era molto forte questa problematica. Di fronte all’indifferenza del giudice, la vedova ricorre alla sua unica arma: continuare insistentemente a importunarlo, presentandogli la sua richiesta di giustizia. E proprio con questa perseveranza raggiunge lo scopo. Il giudice, infatti, a un certo punto la esaudisce, non perché è mosso da misericordia, né perché la coscienza glielo impone; semplicemente ammette: «Dato che questa vedova mi dà fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi» (v. 5).

Da questa parabola Gesù trae una duplice conclusione: se la vedova è riuscita a piegare il giudice disonesto con le sue richieste insistenti, quanto più Dio, che è Padre buono e giusto, «farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui»; e inoltre non «li farà aspettare a lungo», ma agirà «prontamente» (vv. 7-8).

Per questo Gesù esorta a pregare “senza stancarsi”. Tutti proviamo momenti di stanchezza e di scoraggiamento, soprattutto quando la nostra preghiera sembra inefficace. Ma Gesù ci assicura: a differenza del giudice disonesto, Dio esaudisce prontamente i suoi figli, anche se ciò non significa che lo faccia nei tempi e nei modi che noi vorremmo. La preghiera non è una bacchetta magica! Essa aiuta a conservare la fede in Dio ad affidarci a Lui anche quando non ne comprendiamo la volontà. In questo, Gesù stesso – che pregava tanto! – ci è di esempio. La Lettera agli Ebrei ricorda che «nei giorni della sua vita terrena Egli offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito» (5,7). A prima vista questa affermazione sembra inverosimile, perché Gesù è morto in croce. Eppure la Lettera agli Ebrei non si sbaglia: Dio ha davvero salvato Gesù dalla morte dandogli su di essa completa vittoria, ma la via percorsa per ottenerla è passata attraverso la morte stessa! Il riferimento alla supplica che Dio ha esaudito rimanda alla preghiera di Gesù nel Getsemani. Assalito dall’angoscia incombente, Gesù prega il Padre che lo liberi dal calice amaro della passione, ma la sua preghiera è pervasa dalla fiducia nel Padre e si affida senza riserve alla sua volontà: «Però – dice Gesù – non come voglio io, ma come vuoi tu» (Mt 26,39). L’oggetto della preghiera passa in secondo piano; ciò che importa prima di tutto è la relazione con il Padre. Ecco cosa fa la preghiera: trasforma il desiderio e lo modella secondo la volontà di Dio, qualunque essa sia, perché chi prega aspira prima di tutto all’unione con Dio, che è Amore misericordioso.

La parabola termina con una domanda: «Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» (v. 8). E con questa domanda siamo tutti messi in guardia: non dobbiamo desistere dalla preghiera anche se non è corrisposta. E’ la preghiera che conserva la fede, senza di essa la fede vacilla! Chiediamo al Signore una fede che si fa preghiera incessante, perseverante, come quella della vedova della parabola, una fede che si nutre del desiderio della sua venuta. E nella preghiera sperimentiamo la compassione di Dio, che come un Padre viene incontro ai suoi figli pieno di amore misericordioso.