Diario d. Remo dal Settembre 2018

30 Agosto 2018 Giovedì 

QUID IO VOLO? "Che cosa voglio, quale desiderio mi fa nascere il Signore, come cosa sommamente desiderabile, in questo momento della vita e della vita della chiesa, in questa situazione particolare del mio impegno, in questa svolta dei nostri tempi, che ciascuno di noi sta vivendo, nella singolarità della propria esperienza, ma anche nel ribollimento di quella che è l'esperienza generale, l'agonia, le doglie del parto del mondo di oggi?

 

"Il ministero", ecco cosa io voglio!  Però lo vedo così inefficace, così povero; poco energico, geniale, incisivo; così superficiale, abitudinario ... C. M. Martini chiama questa situazione "il Kerigma a metà".

 

L'annuncio della presenza di Dio, parte sempre dalla constatazione di una esperienza, la più forte che sentiamo, il nostro " desiderio profondo". Può essere una gioia, ma più spesso è una amarezza, una delusione. Importante che sia "il posto in cui più intensamente siamo". La grazia di Dio "mette l'altra metà del Kerigma", cambiando la tristezza in stupore, la carenza in riempimento. Attraverso Gesù, morto e risorto, il "respinto" si trasforma in "glorificato". Quindi non importa "come" senta il ministero, ma che lo senta, e lo metta con fiducia nelle mani di Dio. 

 

Come simbolo di questo momento, foto del Campanile di Piumazzo, con la sua ombra a metà esatta della Torre, quasi per dire il servizio della chiesa a tutto il paese. Un servizio forte e discreto, di indirizzo, come una freccia che indica il cielo

1 Settembre 2018 Sabato

Fuori piove, sopra la camicia indosso una maglia, l'estate è finita. La preparazione al prossimo cammino, con i piccoli allenamenti e cura del cibo, dà i suoi frutti. Sto benino. Il cuore è in continua "ricerca", personale vocazione, che si unisce ad una congenita ansia. Quel "ministero" che è vita, desiderio, è anche croce, tormento. Prevedo, accanto ad una futura indicibile crisi, una pace speciale, quando le circostanze, di età, malattia, impediranno per sempre il ministero attivo. Perché il ministero può essere anche "passivo", quando non si può più agire, ma solo pregare, momento delicato, importante, da preparare fin d'ora. 

 

"QUID IO VOLO?" Domanda a cui ritorno, a cui non è facile rispondere. Quale è il mio desiderio profondo? Pensando alla tragica lontananza dei giovani dalla fede, verrebbe da dire che il grande desiderio parrebbe "un incendio di fede nei giovani". Ma più che espressione di un desiderio, questa formulazione potrebbe essere proiezione di una frustrazione. Allora che il desiderio sia semplicemente "pregare sempre" ...? 

 

Durante la processione per accompagnare la Madonna della Provvidenza a Calcara, nel cuore appare questa scansione: il più grande desiderio è un mondo giusto; per fare il mondo giusto occorrono anime virtuose; per fare anime virtuose occorre la fede cristiana cattolica; per fare la fede cristiana cattolica occorrono sacerdoti santi; il più grande desiderio è dunque che sorgano sacerdoti santi. Preghiera per le vocazioni

La Madonna della Provvidenza nella Chiesa di Calcara - Settembre 2018
La Madonna della Provvidenza nella Chiesa di Calcara - Settembre 2018

Non dobbiamo preoccuparci, ma cercare in ogni cosa la volontà di Dio, attraverso l'ascolto obbediente della sua Parola. Come Maria. Senza nulla temere, senza altro pensare. Come l'alpinista, con in mente la vetta, durante l'ascensione si concentra sull'appiglio, mettendovi tutto il suo impegno e godimento, così noi stiamo attenti ad ogni passo, sapendo che ogni singola difficoltà superata, diviene il nostro orgoglio e gioia. La Madonna, riferimento costante di umiltà e fede, impegno e pace.

 

Leggo la vita del musicista Giacchino Rossini nel suo centenario; pesarese, ma originario di Lugo e formato a Bologna. Le circostanze lo collocano entro il mondo teatrale di inizio ottocento, un mondo provinciale, limitatissimo, meschino. Lui vi si adatta, ne vive gli aspetti popolari, gratificanti, ne sopporta la piccineria, cercando di mettere, in ogni sua parte, qualcosa di "fatto bene" e di "suo personale", quella leggerezza, gioiosa ed elegante, che è l'impronta del suo stile. Così, senza avvedersene, crea nuove sintesi e soprattutto genera bellezza, là dove ci si aspettava solo divertimento, qualcosa di eterno là dove si guardava solo al momento. 

 

In questa nota vi leggo un sottile compiacimento, per una "ricchezza" che indubbiamente mi appartiene. Non sono nè colto, nè acuto, ma non estraneo ad certo pascaliano "esprit de finesse", in virtù del quale sono in grado di scoprire, gustare e narrare universi meravigliosi di bellezza e poesia. C'è un converso in ogni cosa: estraneo ad ogni forma di gagliardìa, ad ogni capacità organizzativa e direttiva, mi trovo avvolto da una non minore forza espressiva e attrattiva, di cui ringraziare e vigilare. In questa luce, leggo la Scrittura di oggi:

 

"Considerate la vostra vocazione, fratelli: non ci sono in mezzo a voi molti sapienti, secondo la carne, né molti forti, nè molti nobili. Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto, per confondere i sapienti, ciò che nel mondo è debole, per confondere i forti, e ciò che è NULLA e DISPREZZATO per ridurre a nulla le cose che sono, perchè nessuno si vanti al cospetto di Dio." 1 Cor. 

 

La chiamata riguarda dunque persone "stolte, deboli, ignobili". Cose da NULLA per confondere l'orgoglio del mondo. Noi ci troviamo a soffrire, per essere diffusamente fragili e meschini. Nel contempo CI ATTACCHIAMO a quei frammenti di sapienza, forza e nobilità, che la misericordia di Dio ci concede, come nostro sostegno, per non scandalizzarci, per consolarci e incoraggiarci. Ma dobbiamo vigilare, sulla TENTAZIONE nel credere che il nostro valore stia in questi frammenti di ricchezza, capacità, rilevanza, ma ripeterci continuamente, che viviamo della grazia di Dio, che attraverso il nostro fiducioso NULLA, opera il suo potente e amorevole TUTTO

 

Come l'edera, la nostra vita è stare attaccati a qualcosa di grande, forte e vivo
Come l'edera, la nostra vita è stare attaccati a qualcosa di grande, forte e vivo

L'altra Parola oggi è la parabola dei talenti. Il talento da moltiplicare, non può essere che la fede. Da qui s'impone una vita di intensa laboriosità, che almeno guardi all'impegno, se non ai risultati: "potevi almeno affidare ai banchieri". Idea del "piano di vita", progetto quotidiano di lavoro spirituale e apostolico, come usa fra i membri dell'Opus Dei. 

6 Settembre 2018 Giovedì 

Sabato scorso il matrimonio di Pierluigi e Silvia, durante il quale, condivido tre aspetti: il mistero dell' "essere amati"; la dimensione della poesia; la purificazione costante del cuore. Quest'ultimo, è anche il tema della omelia domenicale: il "cuore", luogo dell'incontro più alto con Dio, è anche il luogo da cui nascono i propositi malvagi, "ciò che rende impuro l'uomo". 

 

Addobbo del matrimonio di Pierluigi Candini e Silvia Cappelli
Addobbo del matrimonio di Pierluigi Candini e Silvia Cappelli

 

Per i temi suddetti, la settimana ha un aspetto penitenziale, di preghiera, sacrificio, carità. Visita all'ospedale ad Anna Reggiani, mamma di Andrea, celebrazioni funebri di Ameris Gamberini e di Cinzia Cornia. Rilievo speciale per me dal sacramento della Penitenza, in occasione del quale ricevo nuove e inaspettate indicazioni di direzione spirituale, per il mio futuro, che riempiono intensamente e felicemente il cuore, per giorni e giorni.

 

Anche l'incontro in preparazione al battesimo è bello, presenti sei coppie, condivido tre aspetti del sacramento, ciascuno con una sua grande importanza, e difficoltà di comprensione crescente: Battesimo come ringraziamento (della fede, della chiesa, della vita, dell'amore); Battesimo come purificazione (riferimento al Battista e al battesimo di Gesù, purficazione dle cuore, secondo il vangelo di domenica scorsa); Battesimo come rinnovamento totale, vita soprannaturale, eterna, in Cristo. 

 

Inizio della Scuola Materna, ritrovo delle insegnanti, suore, personale, per cominciare a riordinare ambienti e costruire programma. L'Asilo è fresco di tinteggiatura, bellissimo nelle varie aule, spazi comuni e nuovo giardino del nido. Il clima fraterno è fortemente aiutato da una cena insieme, al Civico 131 sulla via Emilia. In questa serata sperimentiamo il "girotondo del dono": le suore donano la loro presenza, per un momento che può costare loro qualcosa; le maestre donano un po' del loro tempo, in un'ora in cui forse starebbero bene anche tranquille in famiglia; Daniela dona la cena, commuovendo tutti e come suggellando la "luce di dono" del momento, che si risolve in una straordinaria gioia e unità. 

 

Durante il Collegio di inizio anno, la coordinatrice Beatrice, al termine dei punti programmatici, è ispirata a condividere alcuni pensieri, le "cinque regole" per una buona collaborazione nel lavoro:

1. IMPEGNARSI: perchè sei con qualcuno che si impegna per te, e con te, e ha il diritto che anche tu metta la tua parte. 2. PARLARE: è normale che ci siano punti di vista diversi e anche divergenze, tensioni, ma la strada non è quella di lamentarsi dietro, ma di parlarsi davanti, in modo pieno, chiaro, responsabile. 3. VIVERE IL NOI: è normale che molte cose le facciamo come individui, ma le facciamo insieme alla collega e quando le presentiamo ai bimbi e ai genitori devono essere, anche nel linguaggio, espressione di un "noi". 4. ASCOLTARE: nessuno sa tutto e ciascuno porta un contributo positivo, l'ascolto è la condizione per accogliere il dono dell'altro. 5. VOLERSI BENE: che non è lo stesso di "amarsi", amarsi è dato per empatia e per scelta, ma il volersi bene, il considerare che l'altro ha un cuore e una mente come te, e va rispettato e ha il diritto che si "voglia il suo bene", questo si può e si deve fare. 

 

19 Settembre 2018 Mercoledì 

Il "nuovo", comincia da un cuore nuovo. Non gli eventi esterni determinano la letizia, ma lo stato d'animo con cui li affrontiamo. Da dove viene l'animo lieto? "La dottrina Spirituale" di Padre Louise Lallemand, maestro spirituale Gesuita, del 1500, eroe del cammino in Dio, formatore di eroi, indica il decidersi per il " Dio solo" e l'importanza del "primo passo".

 

Il vangelo di oggi confronta Giovanni Battista, che "non mangia pane e non beve vino", con Gesù "che mangia e beve". Mortificarsi è una via grande, ma più grande è la normalità dell'amore, umana, equilibrata e serena. Anche "l'inno alla carità" di S Paolo dichiara l' umile benevolenza, più grande di miracoli, profezie e rinunce. 

 

Padre Lalleman: "la cosa cui è più difficile rinunciare, sono le nostre preoccupazioni, le ansie che ci accompagnano; E' più facile rinunciare ai propri averi, piuttosto che alle proprie preoccupazioni, perchè le sentiamo parte di noi, noi stessi. Allora quel "rinnegare se stessi" -  di cui parla il vangelo - significa saper rinunciare alle proprie preoccupazioni, mettendo al centro Dio si dona a noi" 

 

I cortili sono pieni di ragazzi per un compleanno. I bimbi della scuola materna giocano in cortile, allineando su un tavolo, vasetti, scatole, piatti, pieni di sassi; dicono: "E' la Coop!"

 

Riunione dei "saggi" per preparare la Assemble di Zona. Il vescovo indica questo incontro interparrocchiale, come strumento di partenza, per avviare quel processo di comunione e missione, da attuarsi fra parrocchie. Per fare fronte al problema della scarsità del clero e la interruzione della naturale trasmissione della fede, di generazione in generazione. 

 

E' la terza volta che il gruppo si incontra, ora per attuare indicazioni diocesane molto precise. C'è buona volontà, ma anche timore, incertezza, una latente sfiducia, alimentata dalle oggettive difficoltà e, al momento, anche dalla partenza di don Paolo, riferimento vivo per tante cose.

 

Rileggo le indicazioni del vescovo, la Nota pastorale, le declinazioni operative degli uffici di Curia, "per la generazione della fede", impegno di far diventare operative queste indicazioni; non da soli, ma in parrocchia e zona. Riscrivo i tre tempi e rispettivi temi:

1. Conoscere e invocare lo Spirito (Pentecoste) 2. Organizzare operazioni di "avvicinamento" (il kerigma) 3. studiare e sperimentare forme nuove di comunicazione (Il linguaggio)  

 

Prima della messa, ascolto un momento di un corso sulla comunicazione,

mi ispira dare un tocco speciale alla omelia e all'incontro coi genitori di seconda, stasera.

inizierò dal racconto della mia catechista, la signorina Edvige Cortesi  

20 Settembre 2018 Giovedì - Santi martiri coreani 

Anniversario della ordinazione presbiterale: 38 anni. Un bigliettino augurale, sottolinea la dimensione del pellegrinaggio nel mio periodo piumazzese, chiedendosi quanti ne abbia fatti. Li conto: sono 25!

In Guerra e Pace, c'è la figura della principessa Marja e il suo sogno-progetto di essere pellegrina, poi aggiunge: "ma il suo amore per il babbo e il nipotino, era più grande dell'amore di Dio". Taluni sogni sono belli perchè rimangono sogni. 

 

Entro nella dimensione della "generazione alla fede", programma dell'anno, impegnandomi a coltivare la "conoscenza". E' la seconda tappa del cammino ufficiale. Ecco il fine degli incontri preparatori, al catechismo, a tanti altri. Così vado alla Materna, con il pensiero di concentrarmi sulla conoscenza di una persona in particolare; mi imbatto in Luce, tre anni, bimba dolcissima e minuta, cui ammiro l'abito bello, e un secondo abito giallo, indossato dopo essersi sporcata. 

 

Nel mio corso sulla comunicazione, tenuto da don Giovanni Benvenuto, rifletto su alcune attenzione per un "buon ascolto", che applicherò alla Riunione Vicariale di questa mattina. 

  • non fare altro
  • non pensare ad altro
  • guardare negli occhii chi ti sta parlando

 

Ore 23,30 Finita la giornata dell' anniversario, col rosario del giovedì, la messa dei Martiri coreani, la riunione dei genitori della Prima comunione. Anno dopo anno, questa data è sempre più bella.

 

" Se uno si lascia amare può tutto" (Chiara Corbella Petrillo)

"Il Signore la mette la verità dentro ciascuno di noi, e non c'è possibilità di fraintenderla"

 

21 settembre 2018 Venerdi

"Il contrario dell'amore è il possesso

il contrario della paura è la fede

il contrario della morte è la gioia" (Chiara Corbello Petrillo)

 

Chiara si sposa con Enrico  il 21 Settembre 2011 - si erano incontrati a Medjugorie