Diario d. Remo dal Settembre 2018

30 Agosto 2018 Giovedì 

QUID IO VOLO? "Che cosa voglio, quale desiderio mi fa nascere il Signore, come cosa sommamente desiderabile, in questo momento della vita e della vita della chiesa, in questa situazione particolare del mio impegno, in questa svolta dei nostri tempi, che ciascuno di noi sta vivendo, nella singolarità della propria esperienza, ma anche nel ribollimento di quella che è l'esperienza generale, l'agonia, le doglie del parto del mondo di oggi?

 

"Il ministero", ecco cosa io voglio!  Però lo vedo così inefficace, così povero; poco energico, geniale, incisivo; così superficiale, abitudinario ... C. M. Martini chiama questa situazione "il Kerigma a metà".

 

L'annuncio della presenza di Dio, parte sempre dalla constatazione di una esperienza, la più forte che sentiamo, il nostro " desiderio profondo". Può essere una gioia, ma più spesso è una amarezza, una delusione. Importante che sia "il posto in cui più intensamente siamo". La grazia di Dio "mette l'altra metà del Kerigma", cambiando la tristezza in stupore, la carenza in riempimento. Attraverso Gesù, morto e risorto, il "respinto" si trasforma in "glorificato". Quindi non importa "come" senta il ministero, ma che lo senta, e lo metta con fiducia nelle mani di Dio. 

 

Come simbolo di questo momento, foto del Campanile di Piumazzo, con la sua ombra a metà esatta della Torre, quasi per dire il servizio della chiesa a tutto il paese. Un servizio forte e discreto, di indirizzo, come una freccia che indica il cielo

1 Settembre 2018 Sabato

Fuori piove, sopra la camicia indosso una maglia, l'estate è finita. La preparazione al prossimo cammino, con i piccoli allenamenti e cura del cibo, dà i suoi frutti. Sto benino. Il cuore è in continua "ricerca", personale vocazione, che si unisce ad una congenita ansia. Quel "ministero" che è vita, desiderio, è anche croce, tormento. Prevedo, accanto ad una futura indicibile crisi, una pace speciale, quando le circostanze, di età, malattia, impediranno per sempre il ministero attivo. Perché il ministero può essere anche "passivo", quando non si può più agire, ma solo pregare, momento delicato, importante, da preparare fin d'ora. 

 

"QUID IO VOLO?" Domanda a cui ritorno, a cui non è facile rispondere. Quale è il mio desiderio profondo? Pensando alla tragica lontananza dei giovani dalla fede, verrebbe da dire che il grande desiderio parrebbe "un incendio di fede nei giovani". Ma più che espressione di un desiderio, questa formulazione potrebbe essere proiezione di una frustrazione. Allora che il desiderio sia semplicemente "pregare sempre" ...? 

 

Durante la processione per accompagnare la Madonna della Provvidenza a Calcara, nel cuore appare questa scansione: il più grande desiderio è un mondo giusto; per fare il mondo giusto occorrono anime virtuose; per fare anime virtuose occorre la fede cristiana cattolica; per fare la fede cristiana cattolica occorrono sacerdoti santi; il più grande desiderio è dunque che sorgano sacerdoti santi. Preghiera per le vocazioni

La Madonna della Provvidenza nella Chiesa di Calcara - Settembre 2018
La Madonna della Provvidenza nella Chiesa di Calcara - Settembre 2018

Non dobbiamo preoccuparci, ma cercare in ogni cosa la volontà di Dio, attraverso l'ascolto obbediente della sua Parola. Come Maria. Senza nulla temere, senza altro pensare. Come l'alpinista, con in mente la vetta, durante l'ascensione si concentra sull'appiglio, mettendovi tutto il suo impegno e godimento, così noi stiamo attenti ad ogni passo, sapendo che ogni singola difficoltà superata, diviene il nostro orgoglio e gioia. La Madonna, riferimento costante di umiltà e fede, impegno e pace.

 

Leggo la vita del musicista Giacchino Rossini nel suo centenario; pesarese, ma originario di Lugo e formato a Bologna. Le circostanze lo collocano entro il mondo teatrale di inizio ottocento, un mondo provinciale, limitatissimo, meschino. Lui vi si adatta, ne vive gli aspetti popolari, gratificanti, ne sopporta la piccineria, cercando di mettere, in ogni sua parte, qualcosa di "fatto bene" e di "suo personale", quella leggerezza, gioiosa ed elegante, che è l'impronta del suo stile. Così, senza avvedersene, crea nuove sintesi e soprattutto genera bellezza, là dove ci si aspettava solo divertimento, qualcosa di eterno là dove si guardava solo al momento. 

 

In questa nota vi leggo un sottile compiacimento, per una "ricchezza" che indubbiamente mi appartiene. Non sono nè colto, nè acuto, ma non estraneo ad certo pascaliano "esprit de finesse", in virtù del quale sono in grado di scoprire, gustare e narrare universi meravigliosi di bellezza e poesia. C'è un converso in ogni cosa: estraneo ad ogni forma di gagliardìa, ad ogni capacità organizzativa e direttiva, mi trovo avvolto da una non minore forza espressiva e attrattiva, di cui ringraziare e vigilare. In questa luce, leggo la Scrittura di oggi:

 

"Considerate la vostra vocazione, fratelli: non ci sono in mezzo a voi molti sapienti, secondo la carne, né molti forti, nè molti nobili. Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto, per confondere i sapienti, ciò che nel mondo è debole, per confondere i forti, e ciò che è NULLA e DISPREZZATO per ridurre a nulla le cose che sono, perchè nessuno si vanti al cospetto di Dio." 1 Cor. 

 

La chiamata riguarda dunque persone "stolte, deboli, ignobili". Cose da NULLA per confondere l'orgoglio del mondo. Noi ci troviamo a soffrire, per essere diffusamente fragili e meschini. Nel contempo CI ATTACCHIAMO a quei frammenti di sapienza, forza e nobilità, che la misericordia di Dio ci concede, come nostro sostegno, per non scandalizzarci, per consolarci e incoraggiarci. Ma dobbiamo vigilare, sulla TENTAZIONE nel credere che il nostro valore stia in questi frammenti di ricchezza, capacità, rilevanza, ma ripeterci continuamente, che viviamo della grazia di Dio, che attraverso il nostro fiducioso NULLA, opera il suo potente e amorevole TUTTO

 

Come l'edera, la nostra vita è stare attaccati a qualcosa di grande, forte e vivo
Come l'edera, la nostra vita è stare attaccati a qualcosa di grande, forte e vivo

L'altra Parola oggi è la parabola dei talenti. Il talento da moltiplicare, non può essere che la fede. Da qui s'impone una vita di intensa laboriosità, che almeno guardi all'impegno, se non ai risultati: "potevi almeno affidare ai banchieri". Idea del "piano di vita", progetto quotidiano di lavoro spirituale e apostolico, come usa fra i membri dell'Opus Dei. 

6 Settembre 2018 Giovedì 

Sabato scorso il matrimonio di Pierluigi e Silvia, durante il quale, condivido tre aspetti: il mistero dell' "essere amati"; la dimensione della poesia; la purificazione costante del cuore. Quest'ultimo, è anche il tema della omelia domenicale: il "cuore", luogo dell'incontro più alto con Dio, è anche il luogo da cui nascono i propositi malvagi, "ciò che rende impuro l'uomo". 

 

Addobbo del matrimonio di Pierluigi Candini e Silvia Cappelli
Addobbo del matrimonio di Pierluigi Candini e Silvia Cappelli

 

Per i temi suddetti, la settimana ha un aspetto penitenziale, di preghiera, sacrificio, carità. Visita all'ospedale ad Anna Reggiani, mamma di Andrea, celebrazioni funebri di Ameris Gamberini e di Cinzia Cornia. Rilievo speciale per me dal sacramento della Penitenza, in occasione del quale ricevo nuove e inaspettate indicazioni di direzione spirituale, per il mio futuro, che riempiono intensamente e felicemente il cuore, per giorni e giorni.

 

Anche l'incontro in preparazione al battesimo è bello, presenti sei coppie, condivido tre aspetti del sacramento, ciascuno con una sua grande importanza, e difficoltà di comprensione crescente: Battesimo come ringraziamento (della fede, della chiesa, della vita, dell'amore); Battesimo come purificazione (riferimento al Battista e al battesimo di Gesù, purficazione dle cuore, secondo il vangelo di domenica scorsa); Battesimo come rinnovamento totale, vita soprannaturale, eterna, in Cristo. 

 

Inizio della Scuola Materna, ritrovo delle insegnanti, suore, personale, per cominciare a riordinare ambienti e costruire programma. L'Asilo è fresco di tinteggiatura, bellissimo nelle varie aule, spazi comuni e nuovo giardino del nido. Il clima fraterno è fortemente aiutato da una cena insieme, al Civico 131 sulla via Emilia. In questa serata sperimentiamo il "girotondo del dono": le suore donano la loro presenza, per un momento che può costare loro qualcosa; le maestre donano un po' del loro tempo, in un'ora in cui forse starebbero bene anche tranquille in famiglia; Daniela dona la cena, commuovendo tutti e come suggellando la "luce di dono" del momento, che si risolve in una straordinaria gioia e unità. 

 

Durante il Collegio di inizio anno, la coordinatrice Beatrice, al termine dei punti programmatici, è ispirata a condividere alcuni pensieri, le "cinque regole" per una buona collaborazione nel lavoro:

1. IMPEGNARSI: perchè sei con qualcuno che si impegna per te, e con te, e ha il diritto che anche tu metta la tua parte. 2. PARLARE: è normale che ci siano punti di vista diversi e anche divergenze, tensioni, ma la strada non è quella di lamentarsi dietro, ma di parlarsi davanti, in modo pieno, chiaro, responsabile. 3. VIVERE IL NOI: è normale che molte cose le facciamo come individui, ma le facciamo insieme alla collega e quando le presentiamo ai bimbi e ai genitori devono essere, anche nel linguaggio, espressione di un "noi". 4. ASCOLTARE: nessuno sa tutto e ciascuno porta un contributo positivo, l'ascolto è la condizione per accogliere il dono dell'altro. 5. VOLERSI BENE: che non è lo stesso di "amarsi", amarsi è dato per empatia e per scelta, ma il volersi bene, il considerare che l'altro ha un cuore e una mente come te, e va rispettato e ha il diritto che si "voglia il suo bene", questo si può e si deve fare. 

 

19 Settembre 2018 Mercoledì 

Il "nuovo", comincia da un cuore nuovo. Non gli eventi esterni determinano la letizia, ma lo stato d'animo con cui li affrontiamo. Da dove viene l'animo lieto? "La dottrina Spirituale" di Padre Louise Lallemand, maestro spirituale Gesuita, del 1500, eroe del cammino in Dio, formatore di eroi, indica il decidersi per il " Dio solo" e l'importanza del "primo passo".

 

Il vangelo di oggi confronta Giovanni Battista, che "non mangia pane e non beve vino", con Gesù "che mangia e beve". Mortificarsi è una via grande, ma più grande è la normalità dell'amore, umana, equilibrata e serena. Anche "l'inno alla carità" di S Paolo dichiara l' umile benevolenza, più grande di miracoli, profezie e rinunce. 

 

Padre Lalleman: "la cosa cui è più difficile rinunciare, sono le nostre preoccupazioni, le ansie che ci accompagnano; E' più facile rinunciare ai propri averi, piuttosto che alle proprie preoccupazioni, perchè le sentiamo parte di noi, noi stessi. Allora quel "rinnegare se stessi" -  di cui parla il vangelo - significa saper rinunciare alle proprie preoccupazioni, mettendo al centro Dio si dona a noi" 

 

I cortili sono pieni di ragazzi per un compleanno. I bimbi della scuola materna giocano in cortile, allineando su un tavolo, vasetti, scatole, piatti, pieni di sassi; dicono: "E' la Coop!"

 

Riunione dei "saggi" per preparare la Assemble di Zona. Il vescovo indica questo incontro interparrocchiale, come strumento di partenza, per avviare quel processo di comunione e missione, da attuarsi fra parrocchie. Per fare fronte al problema della scarsità del clero e la interruzione della naturale trasmissione della fede, di generazione in generazione. 

 

E' la terza volta che il gruppo si incontra, ora per attuare indicazioni diocesane molto precise. C'è buona volontà, ma anche timore, incertezza, una latente sfiducia, alimentata dalle oggettive difficoltà e, al momento, anche dalla partenza di don Paolo, riferimento vivo per tante cose.

 

Rileggo le indicazioni del vescovo, la Nota pastorale, le declinazioni operative degli uffici di Curia, "per la generazione della fede", impegno di far diventare operative queste indicazioni; non da soli, ma in parrocchia e zona. Riscrivo i tre tempi e rispettivi temi:

1. Conoscere e invocare lo Spirito (Pentecoste) 2. Organizzare operazioni di "avvicinamento" (il kerigma) 3. studiare e sperimentare forme nuove di comunicazione (Il linguaggio)  

 

Prima della messa, ascolto un momento di un corso sulla comunicazione,

mi ispira dare un tocco speciale alla omelia e all'incontro coi genitori di seconda, stasera.

inizierò dal racconto della mia catechista, la signorina Edvige Cortesi  

20 Settembre 2018 Giovedì - Santi martiri coreani 

Anniversario della ordinazione presbiterale: 38 anni. Un bigliettino augurale, sottolinea la dimensione del pellegrinaggio nel mio periodo piumazzese, chiedendosi quanti ne abbia fatti. Li conto: sono 25!

In Guerra e Pace, c'è la figura della principessa Marja e il suo sogno-progetto di essere pellegrina, poi aggiunge: "ma il suo amore per il babbo e il nipotino, era più grande dell'amore di Dio". Taluni sogni sono belli perchè rimangono sogni. 

 

Entro nella dimensione della "generazione alla fede", programma dell'anno, impegnandomi a coltivare la "conoscenza". E' la seconda tappa del cammino ufficiale. Ecco il fine degli incontri preparatori, al catechismo, a tanti altri. Così vado alla Materna, con il pensiero di concentrarmi sulla conoscenza di una persona in particolare; mi imbatto in Luce, tre anni, bimba dolcissima e minuta, cui ammiro l'abito bello, e un secondo abito giallo, indossato dopo essersi sporcata. 

 

Nel mio corso sulla comunicazione, tenuto da don Giovanni Benvenuto, rifletto su alcune attenzione per un "buon ascolto", che applicherò alla Riunione Vicariale di questa mattina. 

  • non fare altro
  • non pensare ad altro
  • guardare negli occhii chi ti sta parlando

 

Ore 23,30 Finita la giornata dell' anniversario, col rosario del giovedì, la messa dei Martiri coreani, la riunione dei genitori della Prima comunione. Anno dopo anno, questa data è sempre più bella.

 

" Se uno si lascia amare può tutto" (Chiara Corbella Petrillo)

"Il Signore la mette la verità dentro ciascuno di noi, e non c'è possibilità di fraintenderla"

 

21 settembre 2018 Venerdi

"Il contrario dell'amore è il possesso

il contrario della paura è la fede

il contrario della morte è la gioia" (Chiara Corbello Petrillo)

 

Chiara si sposa con Enrico  il 21 Settembre 2011 - si erano incontrati a Medjugorie

 

23 Settembre 2018 Domenica

Una mamma racconta la sua gravidanza difficle, i timori per la salute e l'integrità fisica del bambino, incertezza se farlo nascere o no, allora collego questo incontro, questa sofferenza, con la intercessione a Chiara Corbello Petrillo e il "lavoro" della nostra preghiera per lei.

 

Festa della Scuola Materna di inizio anno, molto bella, con un clima di grande amore e serenità.  In contenporanea, sotto il Gazebo, c'è il compleanno di una bambina della Scuola Materna Comunale, tanti amichetti e genitori presenti. La parrocchia, oggi piena di tutte le famiglie del paese. Ecco il senso dei nostri spazi, così grandi e cosi belli.

 

Alla Festa di S Maurizio a Recovato, il Vescovo a tavola, con noi preti (sono accanto a don Scotti, Vicario per la nuova evangelizzazione) richiama, con fervore, la necessità di preparare le nostre parrocchie, anche e soprattutto quelle che "vanno meglio", ad un futuro di condivisione ecclesiale e presbiterale. "Se non le preparate adesso, quando verrà il momento, in cui saranno costrette a non avere il parroco residente, o a doverlo condividere con altre, inizieranno un processo di ribellione, difesa, e lamento, penseranno che il parroco nuovo o il vescovo sono cattivi, che si disinteressano di loro, che non rispettano le loro tradizioni, che non vogliono il bene della loro comunità, e inizieranno un pensiero di desolazione e abbandono. Se invece, per tempo, le si prepara alla collaborazione, questo processo doloroso, faticoso, si risolverà in apertura al nuovo, al buono e nascita di nuovi carismi. Voi parroci, dovete fare, fortemente, questo lavoro, adesso" 

 

Il vescovo parla un sacerdote che ha lasciato il ministero e di alcuni altri che "sono arrivati a livello" chiedendo una interruzione del servizio, almeno per un pò, perchè non ce la fanno più. Rileva due aspetti, complementari nella nostra vita di sacerdoti: imparare a "lavorare, come la gente del mondo, che si alza alle cinque del mattino e tira dritto, senza soste, fino a sera, sfinita"  e nel contempo imparare a "dosare le proprie forze", e come accanto ad un lavoro generoso, logorante, si impongano "momenti di stacco e riposo vero". Poi una "cura primaria della vita spirituale. Se si perdono le motivazioni e il rapporto con Dio, è finita". 

 

Tutta la sera ci è di esempio, stando in mezzo alla gente, a noi sacerdoti, parlando, mangiando, aspettando, scherzando, dicendo battute, sopportando, godendo, pregando. E la strada è quella delle relazioni, con Dio, con gli amici, con tutti. 

27 Settembre 2018 Giovedì - S. Vincenzo de Paoli 

Indomani della riunione di Consiglio Pastorale Parrocchiale di inizio 2018-2019. Clima sereno, gioia della presenza di persone amiche e di fede. E' il Consiglio del "nuovo" che si profila all'orizzonte, della prossima "invasione dei barbari". Alludendo ai tempi, non alle persone. Eppure uno dei punti rilevati, da molti raccolto, è stato proprio il senso biblico del "Kairòs", del "tempo favorevole". Dopo una descrizione dei problemi, condivisi con lucidità e responsabilità, ovviamente la reazione è di allarme, impotenza, rassegnazione. Anche le proposte operative hanno questo tono. Non può essere diverso. Il lutto, per qualcosa che muore, non può essere evitato, o accelerato. Va attraversato e richiede tempo. Ma come dissi, in una riunione fra sacerdoti, (pensando alla malattia del babbo e al lutto) "anche la stagione della fine può essere di tanta pace, amore e benedizione. Non dunque una stagione di tristezza, ma di passaggio. 

 

Soprattutto vivere tutto con fede. Al cospetto dell'eterno, come contano poco le circostante temporali, storiche, le singole e variegate stagioni della chiesa, di gloria o di persecuzione. Conta poco, essere in crisi o in crescita, conta il vivere tutto sempre nella grazia. "Tre cose rimangono: la fede, la speranza e l'amore, la più grande di tutte è l'amore" 

 

Grazia che diventa "elezione", cioè scelta concreta, operativa. Si parla molto del futuro delle parrocchie, con la tensione a conservarne la identità territoriale, relazionale e tradizionale, e la difficolta a immaginarle diverse, da come sono ora, col riferimento simbolicamente fortissimo alla figura del parroco. Credo che il passaggio virtuoso consista in un alimentare tutte le piccole realtà di "chiesa", organizzandole in autonomia e comunione: Asilo, Catechismo, Giovani, Carità, Coro ... Piumazzo, Manzolino, Cavazzona ...  con una forte consistenza e consapevolezza, con nomi, cognomi, contenuto, lavorando per la reciproca unità. Immagine del corpo e delle membra. 

 

Presentato il programma dell'anno 1. un inabissarsi nel mistero della Pentecoste, attraverso la preghiera e la corrispondenza alla voce e azione dello Spirito, "che sempre fa nascere e rinascere la chiesa" 2. Coltivare e educare la Vicinanza, ascolto, amorevolezza. L'icona è il mistero della Incarnazione e la compassione di Cristo verso tutte le persone. Prossimità, non solo preparatoria, ma essa stessa vangelo. Questo non escude la "separazione" di Gesù da molti, apostoli compresi, quando le vision non collimano: "va lontano da me" dirà a S. Pietro      3. La attenzione al Linguaggio. Gli Apostoli e S. Paolo, adattano ai loro interlocutori la forma della comunicazione, indipendentemente dal risultato. Come fra persone di lingua diversa, alla fine ci si capisce per gesti e mimiche facciali, così per il vangelo, lo si comunica per la voglia di farlo. Più che uno sforzo creativo, è dono dello Spirito anche Vicinanza e Linguaggio. 

Vieni Santo Spirito
Vieni Santo Spirito

27 Settembre 2018 Venerdi 

Ci sono tante cose da fare, errori da superare, stanchezze da vincere, ma ancor di più c'è la consapevolezza di una stagione bellissima e feconda, di unità e pace.

"Nel profondo del cuore, c'è un "Io" umano e divino, luminoso, delicato, potente, che chiede di essere amato, protetto goduto". Relazione intima con un "tu". La giovinezza lo genera, la vecchiaia lo manifesta

 

In libreria, in preparazione al Sinodo dei Giovani, tanti titoli su figure di giovani "santi" del nostro tempo: Gianluca Firetti, Marco Gallo, Christian Capelluti, oltre quelli che già conosco: Chiara Luce Badano, Chiara Petrillo, Carlo Acutis ... accanto ad una feconda letteratura pastorale sul mondo giovanile. Queste anime, in qualche modo "scoperte" in virtù di eventi dolorosi, come ci incitano a vivere bene, nella salute, e in tutta la grazia della vita!

 

29 Settembre 2018 Sabato

Sveglio prestissimo con l'entusiasmo del cammino. Ogni mattino esco alle 6 per una passeggiata di un'ora, all'alba. E' ancora buio, pian piano l'est si rischiara, è bellissimo veder sorgere il sole. Col rosario in mano. Cerco la corona prima di uscire. L'anima è legata tanto a questo oggetto, a questo modo di pregare. Una decina per invocare lo Spirito Santo; una decina per chiedere di vedere le cose con Fede; una per l'Amorevolezza; un'altra decina per vivere tutto nel modo di Maria; l'ultima decina per vivere il ministero alla mia maniera, chiedendomi quale essa sia. E' dai giorni del Cammino del Nord che recito il rosario con queste intenzioni.

 

Mi addormento leggendo Guerra e Pace, ma prima alcuni capitoletti di Gianluca Firetti. Cerco in rete chi sia quel suo sacerdote amico, don Marco D'Agostino. E' una figura splendida, del clero di Cremona, vicerettore del Seminario, poco più che quarantenne, professore di Greco al liceo, e scrittore di molti libri, sui giovani. Una figura davvero splendida. Come invece mi piace poco don Matteo Armando, assitente della Fuci, professore all'Urbaniana, che scrive un sacco di libri, fa tantissime conferenze, sulla pastorale giovanile. Un tipo sveglio, giovane prete calabrese, brillante, ma con poco spessore, un chiacchierone. 

 

In rete ascolto una testimonianza del babbo di Chiara Petrillo e della mamma di Chiara Luce Badano, intervistata in Soul. Altre figure e storie splendide. Davvero Dio è presente, e agisce con fulgore, oggi, nella gioventù. come sempre attraverso la croce. Un Dio meraviglioso, 

 

Preparazione del catechismo con le seconde elementari. C'è vivacità, affiatamento, belle idee; quello che importa è proporci con una straordinaria amorevolezza, vicinanza, ascolto, a quei bambini, a quelle mamme, babbi, contesti, senza giudicare, ma "insegnare", "lasciare un segno", di amore, verità, vita. Solo chi ha la vita dentro, e l'amore, ne può "lasciare un segno".

 

Incontro FISM a Modena, con il personale della Scuola Materna, sul tema "La Parola e le parole". Il teatro Michelangelo della Parrocchia di S. Faustino è gremito, sul palco la Sovrintendente Dott. Silvia Menabue, il vescovo Erio Castellucci, lo scrittore Eraldo Affinati   

Raccolgo alcune suggestioni dell'incontro, senza preoccuparmi della unità. Un rimando alla esperienza educativa di don Lorenzo Milani e prospettiva delle Scuole "Penny Wirton"  dove si insegna l'italiano agli stranieri. Un solo alunno per docente, gratuita, coinvolgimento personale, con manuale apposito. Accanto alla potenza della "parola", resa tale dal suo rapporto con l'esperienza, si unisce ampiezza di sguardo, attraverso ogni singola presenza, col risultato del "giro del mondo in una stanza". Alle spalle di Affinati, la sua biografia di orfano, la sua entusiasmante esperienza di maestro, poi insegnate alla Città dei Ragazzi di Patrick Carrol Abbing, infine di scrittore e viaggiatore. Invita a riappropriarsi di un "ruolo adulto", reso tale dal "scegliere qualcosa rinunuciando a tante altre", per offrire ai giovani un riferimento, un "nemico", con cui confrontarsi e crescere. Uno in grado di lasciarsi coinvolgere dalla loro vita, non sempre vincendo, ma comunque agendo con concentrazione, rigore e applicazione. "A volte l'intensità della domanda è la vera risposta". 

1 Ottobre 2018 Lunedi

 La domenica del "mandato ai catechisti" è bella, per la loro presenza, la preparazione fatta dalle Suore, con le borse, il rito, gli inviti, il rinfresco. Per i bambini, con le loro famiglie, tanti quelli di seconda elementare. Nella omelia sottolineo un tema: la preziosità dell'"essere di Cristo", nel quale sintetizzo i quattro misteriosi e drammatici detti di Gesù. 

 

Nel pomeriggio visita a Rosina Zini, defunta il sabato, e vegliata in casa. L'esperienza del dolore e del lutto, il cui universo aiuta molto a vivere il libricino che in questi giorni tengo fra le mani, "Spaccato in due", è una esperienza di prova, purificazione e verità. Anche di somma consolazione, per quell'unità, affetto, che si crea in simili momenti, con semplicità e umiltà. 

 

Lunedì mattino in visita alle famiglie che battezzeranno il 28 ottobre. Durante il tragitto a piedi, mi espongo volutamente a visite "impreviste", cui il cuore mi porta: così capita di entrare in un casa, dalla quale, senza che lo sapessi, poche ore prima, una signora, in preda ad un esaurimento devastante, si era gettata dal tetto di casa, senza morire, ma riportando gravi ferite.

 

Le letture di oggi parlano delle "prove" che il Signore, in un singolare rapporto con Satana, permette. Non è Dio a "provare", ma Lui ha fiducia, che il nostro cuore confiderà in Lui, rimanendo fedele. "Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore".  

 

Nel pomeriggio, dopo il funerale di Rosina, vista a Francesco Gandolfi, giovane Piumazzese, affetto da distrofia muscolare, di cui le cronache parlarono due anni fa, perchè poté frequentare l'Università, per l'interessamento personale di Dario Fo. A quei tempi i professori universitari non potevano essere ripresi in video durante le lezioni. Proprio nel rapporto con Francesco, il Maestro favorì una legistazione nuova e tecnologie speciali, per le quali i giovani studenti malati potevano seguire le lezioni in streaming. 

Il nostro bellissimo dialogo, spazia dalla psicologia dei cani (in riferimento al suo Fido), alla condizione giovanile oggi, gioia quando riescono a "fare qualcosa", ma tanta difficoltà a "imparare", per la abitudine al "tutto e subito". Alla differenza fra termini "se-ducere" e "e-ducere" e il senso della parola "augere" ("accrescere") da cui viene "autorità" e "autunno". Poi l'excursus sul Faust di Ghoete, il suo riferimento alla dialettica "egoismo-amore", opera composto in 40 anni, col respiro di una intera esistenza. La genesi dei Miserabili di Hugo, nata dalla esperienza della morte di quattro figli, il tradimento della moglie, la pazzia della figlia. Da qui quell'inaudito coinvolgimento e spessore. Excursus finale sul valore educativo del "metodo", ovvero "quel che viene alla fine della strada", visto come "armonia"... Rimango incantato da questi temi e sperimento tutto il bene che nasce dall'ascoltare, dal non preoccuparsi del cosa dire, del cosa rispondere, del come concludere. 

 

In chiesa, Messa di S. Teresa di Gesù Bambino, pure essa maestra di "metodo", per arrivare a Cristo, con quella "piccolezza" che unisce il primato di Dio alla nostra corrispondenza e azione. Pace e gioia dell'incontro oggi con Francesco, col suo papà Carlo e il cagnolino Fido. Ma nel fondo del cuore la pena e il pensiero per quella signora ... chissà come starà?

 

Mi accorgo del mio "carisma", che fiorisce da quella timidezza e insicurezza, che tanto fa penare, rendendo velleitario ogni proposito, ogni spunto di progetto operativo, organizzavo. Ma è proprio questo temperamento debole, a togliere ogni paura nell'interlocutore, ogni soggezione, rendendo il rapporto semplice, gioioso. Come coi bambini. Considero il versante opposto, la tentazione del timido a chiudersi, proteggersi, difendersi, mentre l'amore spinge a agire, uscire, incontrare, senza paura, avendo come scudo solo un "metodo", una "armonia".

2 Ottobre 2018 Martedì S Angeli Custodi

Presenza degli Angeli collegata ad un bisogno di "protezione". Invento un "rosario degli angeli": sulla corona classica, una decina di "Angele Dei" 1. per la protezione 2. per la vocazione 3. per i giovani. 4. per la famiglia 5. per "saper vedere sempre come loro il volto di Dio" 

 

Durante la festa dei nonni, in teatro a causa della pioggia, riprendo questo tema della "protezione", aggiungendoci quello dell'"augere", quella stagione "autunnale" che è crescita. Mi ispira continuare coi nonni quel "metodo" dell'ascolto, senza interruzioni, attento, appassionato e cosi' intercetto i nonni di Daniele, i nonni di Davide e tanti altri ...  provando e dando gioia. 

 

Visita a Mansueta Biolchini, per la comunione. Sente il peso di "aver bisogno di tutto", chiedendosi "che vita è questa?" Anche con lei condivido il valore attivo del ringraziamento e dell'"ascolto". Chi è malato e ha bisogno di tutto e di tutti, può fare un dono immenso: la sua gratitudine! Penso ad un altro dono grandissimo, che è la preghiera, sostanziata dal dolore, e la possibilità, data all'altro, di amare e fare del bene. 

 

Due fatti mi indirizzano al tema dei giovani: una domanda di Barbara Sacchi, di ospitare in parrocchia un corso di pittura e una lettera di don Paolo Giordani sulla pastorale giovanile di Zona. Tema sempre evitato, dicendo "non sono capace". E' vero! Ma proprio partendo da questo, su basi nuove può nascere qualcosa.

 

Un dialogo col "maestro", sottolinea come in me si alternino "momenti di vicinanza e momenti di lontananza". "Bisogna entrare fattivamente nelle cose, non solo "confidare nella provvidenza". Entrare nel piccolo, nel concreto, in tutti gli aspetti della vita parrocchiale. in quello che fanno i vari gruppi, le persone, coinvolgendo in progetti, mese dopo mese, anno dopo anno. E aver cuore a quello che si fa. Don Paolo fa bene a preoccuparsi di quello che rimarrà del suo operato, significa che ha lavorato con un obiettivo, seriamente, per costruire." 

3 ottobre 2018 Mercoledì 

Inizia oggi a Roma il Sinodo sui Giovani, si concluderà a fine Ottobre. Scoperta di tanti "giovani santi contemporanei", come il Servo di Dio, Guido Visal Franca Shaffer, brasiliano, medico e seminarista, apostolo della preghiera, dei poveri, del sacerdozio, chiamato "angelo del surf", per la sua passione e abilità in questo sport.

Guido Visal Franca Shaffer
Guido Visal Franca Shaffer

Alcune frasi, dalla Omelia del Papa alla apertura del Sinodo:

«Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto» 

 

Unti nella speranza cominciamo un nuovo incontro ecclesiale capace di allargare orizzonti, dilatare il cuore e trasformare quelle strutture che oggi ci paralizzano, ci separano e ci allontanano dai giovani, lasciandoli esposti alle intemperie e orfani di una comunità di fede che li sostenga, di un orizzonte di senso e di vita (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 49). 

 

Con questo spirito cercheremo di metterci in ascolto gli uni degli altri per discernere insieme quello che il Signore sta chiedendo alla sua Chiesa. E questo esige da noi che stiamo attenti e badiamo bene che non prevalga la logica dell’autopreservazione e dell’autoreferenzialità, che finisce per far diventare importante ciò che è secondario e secondario ciò che è importante.

 

Ascoltare Dio, per ascoltare con Lui il grido della gente; ascoltare la gente, per respirare con essa la volontà a cui Dio ci chiama (cfr Discorso nella veglia di preghiera in preparazione al Sinodo sulla famiglia, 4 ottobre 2014). 

 

Ciò che abbiamo ascoltato da giovani ci farà bene ripassarlo di nuovo con il cuore ricordando le parole del poeta: «L’uomo mantenga quello che da bambino ha promesso» (F. Hölderlin).

6 Ottobre 2018 Sabato

Un modo per me di vivere "il Sinodo dei giovani" è l'impegno ad "intercettare" ogni giorno "un giovane", per una attenzione apostolica. Può cominciare dal solo pensarlo, dal cercarlo, dal salutarlo, fino a un progetto, una proposta, una comunione di fede. E funziona. Durante le confessioni delle Medie a Gaggio, cerco di andare oltre il puro ambito sacramentale, per quel "qualcosa in più", di amorevolezze, interesse, slancio, dedizione. Così conosco Vittorio, il calciatore; Irene, commossa durante la confessione, parlando della sua sorellina, ecc. E soprattutto il saluto finale, lo sguardo, lo slancio: "sono molto contento di esser qui oggi con voi". idem più tardi in parrocchia coi ragazzi che giocano oggi in cortile. 

 

A Gaggio mi colpisce ascoltare la preparazione alla Confessione di don Carlo. Pur nella lentezza della vecchiaia, pur nella marginalità del momento (si vede benissimo che i ragazzini hanno altro per la testa e che vivono questo momento come "una cosa da fare" e basta) pur nella ripetitività di formule catechistiche, di fatto si stanno ricordando contenuti altissimi, i Comandamenti, e i ragazzini ne sentono, al di là di tutto, la grandezza. Capisco che dobbiamo "credere" di più, a Dio, al nostro compito, ricordare le cose di Dio, consapevoli del bene imenso che facciamo.

 

"Credere" prima ancora che "amare", "conoscere", importa quell'atto interiore, che poi fiorirà nell'amore e nella speranza, che è il "credere". Ha una sua perfezione e somma bellezza in sè. Si coniuga il "timor di Dio", rispetto, santa presenza, trascendenza.

 

Comincia il catechismo di seconda elementare. Il catechismo approfondisce la conoscenza a chi già ha cominciato a credere. Ma oggi non si deve dare per prupposta la fede, tanto meno nei bimbi, ma fare di tutto per suscitarla. Occorre inventare strade per "generare alla fede", come dice il progetto della Chiesa in questi anni. 

 

A Castelfranco arriva don Gabriele Stefani (che fu cappellano di don Paolo Giordani, quando era un bimbetto) e  lunedì il diacono Giulio Migliaccio, 45 anni, ingegnere elettronico, ordinato sacerdote il prossimo anno, che abiterà a Manzolino, come "diacono di Zona". In un sogno fatto questa notte, eravamo insieme, lui con la sua figura composta, seria, sorridente, mi diceva " io sarò il prossimo parroco di Piumazzo" . Non l'ho mai incontarto di persona, sono molto curioso.  

8 Ottobre 2018 Lunedì 

Inizio del catechismo e messa sia alle ore 10,00 che alle 11,00. Chiesa gremita in entrambe le celebrazioni, colpisce un singolare silenzio alla seconda, pur con la presenza dei "grandi", normalmente chiassosi, già stanchi dall'incontro di gruppo. Rammento nel cuore la grandezza del "semplice ricordare i comandamenti di Dio".

 

Imbarazzante tema della "unicità del matrimonio". "Chi sposa una ripudiata commette adulterio" Legge la preghiera dei fedeli una mamma, che vive felicemente e virtuosamente una "seconda famiglia". Come coniugare chiarezza e verità del vangelo, con la complessità della vita? Duplice immagine della morale, quella del "semaforo", e quella della "rotonda", che comporta sempre un ordine, regole, rallentamenti, indicazioni, ma in modo più fluido. 

 

Un forte improvviso raffreddore costringe al letto, dunque immersione in "Guerra e Pace". Sensazione di somiglianza fra il tempo di ieri e quello di oggi. Parliamo ora di "epoca di cambiamento", ma la struttura fondamentale dell'uomo e della storia, rimane sempre la stessa. 

 

Un lungo capitolo sulla origine di quella tragedia che fu la guerra Francia-Russia. Non una sola causa, ma un milione di cause, tutte rilevanti, e si deduce che la guerra scoppia per destino, oltre il potere e il volere di ogni singolo. Nella fede, viene da dire che scoppia perchè Dio lo permette, ed è a Dio che bisogna rivolgersi per attraversarla e uscirne. Oggi viviamo in guerra. 

 

Un lungo capitolo sulle strategie di guerra; sulla indubbia personalità militare di Napoleone, non di meno dello Zar Alessandro. Se il primo sa muovere le truppe, il secondo sa muovere il popolo. Ma nè l'uno nè l'altro decidono le sorti delle battaglie, solo chi sta in prima fila, e grida "tutto è perduto", oppure "urrah!". Anche noi abbiamo tanti capi, ma decide la sorte delle cose chi lavora e combatte in prima linea.  

 

Un lungo capitolo sulla molteplicità dei "partiti", descrivendone le caratterististiche, ma soffermandosi sul "nono", quello che comprende il 99% delle persone, mossi nè da alcun ideale, o legame con questa o quella autorità, ma guidati solamente dal proprio tornaconto personale, per il quale cambiano continuamente di schieramento. Anche noi viviamo in mezzo a molti "partiti" e tanti cercano solo il proprio tornaconto, vince chi vive bene il proprio ruolo, lasciando che gli altri curino il loro. 

 

In questo scenario, quale è il posto della fede, della religione? Tolstoi non sembra molto interessato, se non marginalmente, al tema della chiesa. Vede l'effetto diretto della religione in tipi grotteschi, come la buona, brutta e debole principessa Marjia, figure fuori dalla storia. Non ci sono pope, monaci, devoti, degni di rilievo. Eppure si sente come "la parte migliore" della persona e della società, la sua bellezza e gioia, la sua forza e dignità, sono "intrise" di cristianesimo. E' dunque una fede "disciolta" nella storia, come il sale e la luce, quella che interessa e incanta. Oggi viviamo la dissoluzione della visibilità della chiesa, delle sue forme, ma questo "sciogliersi" può permeare la vita. Potenza della santità! 

 

Fra le mani anche Don Divo Barsotti, "I Tepidi vanno all'inferno" e il famoso "Opzione Benedetto" 

 

Testi un po nervosi, carichi di buona inquietudine, che rispondono alla domanda "cosa fare in questa epoca di crisi, per la fede cristiana?" Ognuno ha del buono, ma il cuore inclina per la "Opzione Barsotti", vivere in pieno la "origine", la fede in Dio, la ricerca della Sua Volontà. Allora anche il mondo sarà salvato. Attraverso la eterna potenza della croce. 

12 Ottobre 2018 venerdì 

Incontro di Plenaria alla Scuola Materna. Si respira una aria tranquilla, ma sento che questa pace non deve abbassare la guardia. Tutto si svolge con regolarità, alla fine avverto come qualcosa mancante. In effetti tutto l'incontro tocca elementi di contorno alla scuola, alla educazione, alla fede. Si parla di ambienti, di regole, di amministrazione. Bello lo spazio dato ai genitori, ma prende piede quella dimensione goliardica, carina in sé, ma la vision educativa pare rimanere come nascosta. 

 

Il gruppo di quarta elementare fatica a trovare adesione al pellegrinaggio di sabato a Monteveglio. Rassicuro i catechisti, dicendo di non preoccuparsi, di rimandare, di accettare in pace la cosa. Però al fondo rimane amarezza, che a fronte di tanto impegno e lavoro, ci sia una cosi scarsa corrispondenza.

 

Anche l'inizio di seconda elementare ha le sue problematiche. Quando sabato scorso, dopo un inizio vivace, con tutto lo sforzo di accogliere, entusiasmare, donare Gesù, si chiede, in quel modo spumeggiante, che già di per se stesso incita alla partecipazione: "Ci state?", la totalità del gruppo dei bimbi tace e anzi alcuni dicono: "no, non ci stiamo!". Poi si fa finta di non sentire e si va avanti. 

 

 

Ci si chiede quali tempi viviamo. Anche la operazione di "Zona" ha una sua difficoltà. Biffi disse: "ci si sforza di fare apparire una opportunità, quella che è una catastrofe". La nostra vita è Cristo, e il culmine è la opposizione del mondo e la morte in croce. I tempi presenti, sui quali invochiamo lo Spirito, sono "originari", "nascenti". Occorre coltivare in noi stessi la mitezza degli agnelli, la speranza di Maria, la letizia dei bimbi.

30 Settembre 2018 Domenica del "mandato" ai catechisti
30 Settembre 2018 Domenica del "mandato" ai catechisti

16 Ottobre 2018 martedì 

Il pellegrinaggio a Monteveglio, con le quarte, nonostante il numero piccolo, si svolge con molta letizia. Una parte dei presenti è motivata, i catechisti soprattutto, alcuni genitori affettuosamente partecipi, alcuni bimbi lì perchè non hanno altro da fare, o i genitori colgono una occasione di mandarli fuori casa. Ma di fatto il tutto è molto bello: natura, compagnia, fede, significato.

 

Alla Abbazia, colpisce l'incontro con il giovane novizio Emanuele, di Cesena, fervente, serio, pieno di impegno e attese. Si respira  "aria di primavera" stargli accanto. Non meno bello l'incontro con fra Dante, anziano, addetto alla casa, ai fiori e alla cucina, anima pacificata, affabile e composta. 

 

In parrocchia, presentazione dei bimbi della Prima Comunione. Questo evento aiuta molto a trovare la chiave per commentare e meditare la pagina evangelica del "seguimi", collegata al "giovane ricco che se ne va via triste, perchè aveva molti beni". Parlo del rapporto con Gesù e delle "tre trasformazioni": catechesi eucaristica, ascoltata la prima volta, dalla voce di Padre Raniero Cantalamessa, a San Sebastian, nella prima parte del Cammino del Nord.

 

30 Ottobre 2018. Martedi 

In questa giornata di sole, dopo la pioggia dei giorni scorsi, ispira ricordare i bei giorni del pellegrinaggio, sul Cammino di Santiago,"Via del Norte", dal 16 al 26 ottobre. La decisione di partire nasce dal desiderio di conoscere direttamente la zona, in vista del viaggio coi ciclopellegrini la estate prossima, sapendo quanto sia importante, per guidare bene un gruppo, conoscere bene il percorso. Il Cammino del Nord, sembrerebbe il più adatto, per un gruppo in bicicletta, per la facilità di approccio, il molto asfalto, la vicinanza del mare. In effetti è così, ma alla fine scopro anche il problema della scarsità di alloggi, per un gruppo grande, e il minor "spirito", rispetto al "cammino francese", così con Andrea ci si orienta a quell'itinerario.

Cammino di Santiago "del Nord" - Da Santander a Luarca - 16-26 ottobre 2018

Dopo aver compiuto la prima parte del Cammino di Santiago "del Nord" in primavera, in questo ottobre 2018, percorro la seconda parte, di km 278, a piedi. In realtà, per stare dentro i tempi, due brevi tratti li percorro in treno, da Santander a Barreda, e da Gjion a Soto de la Luina: una sessantina di chilometri. Di fatto, a piedi camminerò per poco più di duecento chilometri.  

 

E' un percorso magnifico, specialmente per la vicinanza costante dell'Oceano. Un alternarsi continuo di boschi, montagne, pascoli, spiagge, paesini e raffinate città, come Santander e Gjion. Ben segnato, frequentato in ogni stagione, da molti pellegrini, io ne incrocio del Canada, della Germania, dell'Italia, del Giappone, della Spagna. Sempre bel tempo, camminando la mattina vestito bene, per il fresco, il resto del giorno in pantaloncini e camicia. accompagna la lettura della Esortazione Apostolica di papa Francesco "Gaudete ed Esultate". Cerco di essere fedele alla liturgia delle Ore ed Eucaristica, scopro l'Angelus, recitato a mattina, mezzogiorno e sera. Naturalmente il rosario "continuo", o almeno molto frequente. Oltre alle soste nelle chiese, purtroppo spesso chiuse, anche nei cimiteri. Suggestivo, sul mare, quello del paese di arrivo, a Luarca. 

Il senso è studiare il percorso per la prossima estate, ma anche per fare un pieno di salute, fisica e spirituale. (continua)

 

 

Il rientro dal cammino è molto bello.

Il sabato 27 ottobre, riunione alla Casa del Clero, con relazione difficile e interessante della Revisore dei Conti. In serata incontro con Stefano Zirossi, sul libro "Noi fratelli" sul dialogo Islam e cristianesimo. 

 

Domenica 28 ottobre, alla mattina, prima messa insieme del gruppo di seconda elementare, con tanti genitori e clima bello

 

Alla messa delle 11,00  presentazione dei cresimandi alla comunità, con una "installazione" molto bella, preparata dai catechisti,  richiama Lo Spirito, "come una colomba" dal quale nasce una pluriforme vita, rappresentata dai colori, dalle "fiamme", dai nomi dei bimbi 

 

Nel pomeriggio celebrazione battesimale di quattro bambini: Tommaso, Luca, Giorgia e Diego. 

L'incontro dei "facilitatori" A Castefranco, in preparazione della Assemblea di Zona, ha i suoi frutti. Intanto il passaggio da un clima passivo, alla manifestazione di un contributo attivo di tanti: chi prepara una cosa, chi un'altra; poi si vede che cresce la conoscenza e l'affetto reciproco. Per esempio, metto a fuoco le mie vicine di Gaggio, Barbara e Paola; poi Monica e Luciano di Castelfranco; il signore robusto e buono di Panzano ... Tutti danno il meglio di sé, tutti propongono, suggeriscono, il clima è bello. Avendo affidato Presidenza e Segreteria a Rita e Massimo, due laici, si vede lo spostamento del baricentro organizzativo, non più sui sacerdoti, ma sui fedeli, e questo è molto nuovo e positivo. 

2 Novembre 2018 Venerdi Memoria dei Defunti 

Durante la Messa di ieri e di sabato, Festa dei Santi, davanti ad una assemblea non numerosissima, ma dal clima di semplice e calda fede, sento l'eco delle meditazioni fatte durante il Cammino del Nord, sulla Esortazione Apostolica di Papa Francesco, sulla santità. Alune persone chiedono di potere avere direttamente il testo e questo fa molto piacere.

 

Alla sera incontro coi ragazzi delle Medie. Si legge la pagina evangelica dei talenti, e mi colpisce la "severità" di Dio in questa parabola. La misericordia divina si manifesta in un animo "esigente". Serata piena di piccole e molte attenzioni, dall'invito personale, alla preparazione comune di Alice, Chiara, Patrizia, Beatrice, Valentina, Sr Pavana,  dalla preparazione della sala, alla scansione dei vari momenti, accoglienza, gioco, preghiera, segni, cena, giochi conclusivi. Serata semplice ma perfetta in tutti i suoi aspetti. 

10 Novembre 2018

il 4 Novembre si tiene la prima Assemblea di Zona, seguendo le indicazioni della Diocesi. A Gaggio di Piano, ci troviamo in 170 persone, provenienti da tutte le parrocchie del Comune di Castelfranco Emilia, "convention" dei collaboratori, per fare un progetto comune. Tutto nasce da un bisogno di chiarirsi, sul cammino della chiesa, ascoltarsi, condividere pesi e progetti. L'obiettivo è una chiesa più santa, unita e missionaria. 

Presidente è Rita Bovo di Manzolino, segretario Massimo Benassi di Castelfranco, Moderatore don Remigio Ricci di Castelfranco. Il clima della Assemblea è fervido, le parrocchie sono tutte ben rappresentate, la organizzazione die segni e dei momenti accurata. Anche la partecipazione attiva dei presenti nei gruppi di lavoro vivace. 

In settimana, tre incontri da segnalare. Il primo con Francesco Gandolfi, il rapporto col quale è sempre di grande ricchezza umana e intellettuale. Mi rallegra apprendere che è impegnato in un Corso di Criminologia, materia che lo appassiona molto, collegato ai suoi studi e competenze sociali, psicologiche e giuridiche, aprendogli anche strade non remote di lavoro. Commentiamo una frase di Carla Signoris, su Papa Francesco che " porta da solo tutto il peso di una chiesa così assurda" "Francesco, cosa voleva dire con questo aggettivo "assurda"? Cosa è assurdo nella chiesa?" Risponde: "il senso etimologico della parola "assurdo" è "essere sordi", vuole dire forse che la chiesa, in taluni suoi aspetti, è sorda alle indicazione offerte dal Papa". 

 

Un secondo incontro nel Carcere di Modena. Come già in passato, mi approccio a questo genere di incontri con molta ansia. Vado perchè chiamato, timidissimo, ma tranquillizza un motivo alto, la parola evangelica: "ero carcerato e mi avete visitato ... ogni volta che avete fatto queste cose, a uno solo di questi fratelli, l'avete fatto a me" Vado con la convinzione che, in quel fratello, con un passato e presente così problematico, incontro Gesù.

La trafila per entrare è lunghissima: per un'ora di colloquio, occorre aspettare in media due ore, per i controlli rigorosissimi, di tutta la folla dei visitatori. Mi trovo in mezzo a madri, mogli, padri, fratelli, e figli, anche piccolissimi, dei carcerati. Una bimbetta di due anni, gira fra le sbarre, tranquilla, giocosa, fra le braccia di una giovane e materna addetta alla vigilanza. 

L'incontro immediatamente si rivela "epifanico". Non so quello che sta nel cuore profondo del mio interlocutore. Il modo con cui avviene l'incontro, la sua forma, le risonanze, in me e in lui, sono straordinariamente luminose. "Ti ringrazio tanto per la visita, quando puoi, mi fa piacere incontrarti. Devo dire che carcere ho incontrato Dio. Lo conoscevo anche prima, avevo perfino studiato teologia, ma non c'era nella mia vita. Questi anni qui mi hanno fatto bene, e tanti che sono con me. in principio non si sopporta il nome di Dio, poi si comincia a credere e tutto cambia. E' importante per i sacerdoti aiutare le persone a credere, a pregare, a vivere Dio nella loro vita. Senza Dio, tutto è oscuro, cattivo, doloroso. Bisogna risvegliare le persone, portarle ad aprirsi. Voi preti avete un grande compito, ma non potete accendere gli altri se non siete voi stessi accesi" "Occorre cercare la testimonianza di persone diverse, che vivono queste cose. Le persone si stancano ad ascoltare sempre la stessa persona, allora chiamare testimoni, persone nuove, ce ne sono tante, per dire agli altri come Dio ha cambiato la loro vita" 

Gli confido una serie di difficoltà nella opera apostolica. "Occorre pregare molto, solo pregando molto, Dio fa cadere i muri e apre le strade. Occorre insistere nella preghiera, perchè Dio ci cambi, e cambi le cose. E' molto importante la preghiera di notte, alle tre di notte, perchè è l'ora in cui il diavolo tenta tutti, agisce, si aggira, e occorre fermarlo, con la preghiera. Le tre di notte è un'ora dura, difficile, è l'ora delle discoteche,dei furti, del gioco, di tutte le cose che rovinano la vita, è anche l'ora del bene, anche le cose buone avvengono alle tre di notte".

Mi chiede di Piumazzo, conosce tutto e tutti; gli dico che è un paesino tranquillo, ma statico. "La tranquillità è un valore immenso, non dobbiamo disprezzare la tranquillità, è un bene da apprezzare e coltivare. Dire che Piumazzo è un paese tranqullillo, è la cosa più bella e buona che si possa dire. Dobbiamo essere tranquilli per vedere il bene e fare il bene" 

 

Il terzo incontro è col gruppo di facilitatori, venerdi 9 novembre, per valutare i contributi dei convenuti alla Assemblea di Zona e lavorare sul "dopo". Si decide di "riconsegnare tutto ai sacerdoti", perchè ciascuno, prendendo a carico un settore, con una serie di collaboratori, non più solo parrocchiali ma di Zona, studi strade comuni per liturgia, catechesi, carità e giovani. Pare che continui il buon clima di unità e fervore.

Intanto in chiesa è già pronto il Logo, per la festa del Ringraziamento, col tema della Zona

18 Novembre 2018 Domenica

La Festa del Ringraziamento, domenica 11 Novembre, è anche questo anno un giorno identitario per la Parrocchia di Piumazzo: tanta partecipazione, cura e fervore nei vari "settori", liturgia, canto, logo in chiesa, offertorio degli agricoltori, Benedizioni trattori in piazza, Mostra Mercato della frutta locale, ornamento floreale di chiesa e teatro, Palio aceto balsamico, festa delle castagne al pomeriggio, curata dai genitori della scuola materna. E' vero che c'è un poco meno il conferimento di frutta dagli agricoltori, ma bisogna essere contenti lo stesso. Specialmente la liturgia ci sembra sentita e io stesso, celebrante, sto "dentro", col tema bellissimo del "vangelo degli spiccioli". 

 

In settimana firma del contratto, per i lavori alla Madonna della Provvidenza, e da parte di Stefano e Valeria, consegna in parrocchia della venerata Immagine. i lavori sono previsti fino a fine Gennaio 2019.

 

Visita a don Giulio Cossarini, alla casa del Clero. Abbastanza sereno, lucido, cortese, dichiara di avere " sempre sonno" e il fastidio che le procura un ferita al tallone, che non si vuole rimarginare. Sempre più rallentato, consapevole che lo circonda tutto l'amore e la cura necessari, ma senza questo cheti la sofferenza indicibile del declino. Collego tutto alle letture di questi giorni, i segni angosciosi, che preparano, nella vita di ciascuno, "la venuta del figlio dell'uomo" 

 

Incontro annuale con i compagni di classe di Seminario. Uno dei nostri amici, maestro di Organo e Composizione al Conservatorio, Francesco Tasini, tiene un "concerto fraterno" nella chiesa di S. Mercuriale a Forlì. Tutto su Musica di J. S. Bach, "quinto vangelo", per la sua proprieta di "aprire l'anima a Dio". Poi cena da un altro amico, ex compagno di seminario, Luciano Sedioli, preparo dalla moglie Tecla e i figli. Questo ritrovarci, più vecchi e sereni, accanto a amici e compagni laici esemplari, è molto bello. 

 

Il 15 Novembre mamma compie 86 anni. In casa nostra usa poco festeggiarli, ma le sono di tanto conforto le molte telefonate augurali. Durante il giorno ripeto spesso: "Cosa vuoli che ti regali?" Lei dice "niente", ma lo dico, perché lei senta che la penso. 

 

A Piumazzo oggi c'è don Giulio Migliaccio, "diacono di Zona", residente a Manzolino, per l'incontro coi ragazzi ed edicatori delle Medie di cui è incaricato. Predica alla messa delle 11,00 poi pranziamo dalle Suore coi catechisti delle medie. Si autopresenta: "Sapete perchè il diacono ha la fascia sulla spalla sinistra? Come le donne di casa, che dopo aver usato l'aciugamano, se lo gettano sulle spalle sinistra... La fascia sulla spalla destra, la portano le autorità, il sindaco, i generali, ma chi serve, la porta sulla spalla sinistra" 

 

Arriva con la sua Yamaha XJ6, quattro cilindri bianca, acquistata dieci anni fa, ormai parte della sua storia. Un ragazzo che ha viaggiato tanto, abitato in dieci città, coltivato molti interessi, ingegnere elettronico, aperto infine alla vocazione sacerdotale. Di indole cordiale, diligente, equilibrata, la giornata con lui è un dolce e promettente evento di grazia