SCUOLA MATERNA "GISA CROTTI"

Scuola Materna

Suore Minime della Addolorata

Personale docente

Personale ausiliario

Volontari

 

La Scuola Materna è sorta allo scopo di dare sostegno alle famiglie bisognose e meno abbienti,educando i ragazzi su solide basi umane,morali,cattoliche e culturali.

Nuova aiuto coordinatrice

In data 19 Dicembre 2009, il Comitato di Gestione della Scuola dell'Infanzia Gisa Crotti ha eletto come Aiuto Coordinatrice la signora MARIA GRAZIA RAMENGHI già insegnante di Arte presso il  medesimo Istituto. L'incarico di Coordinatrice da suor Giannina è passato a Suor Riccarda..

Il Comitato di Gestione è così formato:

Don Remo Resca, Parroco e Legale Rappresentante

Suor Riccarda Guizzardi, Coordinatrice

Grazia Ramenghi Aiuto Coordinatrice

Anna Maria Rubbi, Delegata del Parroco 

Tomaso Ferrari, Amedeo Maccaferri, Edoarda Rubbi, Luigi Vignoli, Felice Cennamo, Mauro Tabellini: Comitato Amministrativo:

 

Card. Carlo Caffarra in visita all'asilo parrocchiale

80° ANNIVERSARIO DELLA SCUOLA MATERNA

Con grande concorso di Popolo e alla presenza delle autorità civile e religiose La nostra Scuola Materna ha celebrato nell'Ottobre del 2007 l'80° anniversario della sua fondazione.

Il ricordo di un fiorente e fervoroso passato sia stimolo per un fecondo avvenire

SOLENNITA' DELL'EPIFANIA

6 gennaio 2010 alle ore 10.00 Santa Messa

Dopo l'annuncio della Pasqua i bambini della Scuola Materna ci faranno rivivere la scena del Natale con il Presepio vivente e il festoso corteo dei Magi con la presentazione dei doni.Al termine della Messa saranno  distribuite le tradizionali "calze".

STORIA DELLA SCUOLA

Le suore appartenenti alla famiglia religiosa delle Minime dell'Addolorata, fondata da Santa Clelia Barbieri, originaria dalle Budrie (Bo), furono le prime "maestre" della Scuola Materna di Piumazzo, chiamata per anni Asilo Parrocchiale di Piumazzo.

Fu l'arciprete di allora a richidere le Minime per la sua parrocchia.

Furono accolte con un vero trionfo, al suono festoso di campane e gratificate con un omaggio spontaneo, alla sera, di un concerto del corpo bandistico del paese.

Negli anni venti s'impose la ricerca di un ambiente in cui collocare l'Asilo, di cui si sentiva sempre più urgenza, e l'Arciprete Don Ulisse Turilli, pose attenzione allo stabile della Casa del Popolo che, costruito negli anni vicini alla Prima Guerra Mondiale, soggiaceva ai debiti, dopo che il regime fascista aveva imposto di chiuderla.

Appunto dal Demanio l'acqustò Don Turilli, per una somma di circa L. 65000, che divennero circa 1000.000 dopo i ncessari lavori di restauro.

L'Asilo iniziò l'attività il 27 ottobre 1927.Nel 1944 lo stabile fu occupato dai tedeschi e le suore dovettero ritirarsi in una piccola camera attigua alla canonica e fare scuola in sagrestia.

Alla fine del conflitto, il Partito Socialista, che aspirava al recupero della Casa del Popolo, per motivi simbolici ed affettivi, pretese di ritornare nella sua sede originale.

Il compromesso fu la destinazione provvvisoria dell'Asilo nella Villa Lanzarini, antica e spaziosa villa padronale, costruita nel 1850.

Non si prese più in considerazione il ritorno nella prima sede, perchè la costruzione denunciava i segni del tempo e fu successivamente abbatuta.

Intanto Villa Lanzarini cambiava proprietario nella persona del sig.Enzo Crotti, che certamente pensava di destinarla ad altro uso.

Furono momenti in cui Piumazzo rischiò effetivamente di perdere l'Asilo, ma Don Marino Dal Fiume, successore di Don Turilli, riuscì a convincere il nuovo proprietario a donare la villa a beneficio ed uso definitivo dei ragazzi.

La nuova Scuola Materna fu inaugurata dal Card. Giacomo Lercaro il 2 ottobre 1956 e porta il nome della moglie del benefattore "Gisa Crotti".

La sua storia continua con necessari adeguamenti alle nuove realtà scolastiche, nel meraviglioso stabile e parco, che costituiscono una entità difficile da eguagliare.

 

 

Ricordo di Suor Giannina

 

Giannina è il diminutivo di Gianna, che a sua volta è l’abbreviazione di Giovanna.

Piccola di statura, quel nome le si addiceva, non di meno del nome battesimale di Emma.

Poche parole, pochi complimenti, soprattutto poche curiosità. Andammo a Venezia l’estate scorsa: fu visibilmente contenta di quel viaggio, ma nessun stupore speciale traspariva dal suo viso immobile. La zuppa di caffelatte del mattino esprimeva più di mille discorsi il temperamento di Suor Giannina: sobria, sostanziosa, efficiente. Quando si incontrava la prima volta, quasi non la si notava: raramente prendeva la parola, solo se richiesta; mai intimidita, ma neppure coinvolta.

Ne aveva viste tante di cose: non valeva la pena entusiasmarsi per l’ultima.

Originaria della religiosa campagna vicentina, portava con sé i segni di una educazione severa, tanto faticosa oggi a perdurare. A 14 anni è partita da Montecchio Maggiore, da una casa ricca di fratelli e sorelle, alcuni molto piccoli. La Congregazione delle Minime la accolse, le diede una formazione, un “abito” in tutti i sensi, una missione, una straordinaria dignità, che essa perseguì con premurosa riconoscenza. Accanto all’osservanza meticolosa della Regola, mise in luce doti organizzative e “ragionieristiche” assolutamente eccezionali.  Fu maestra e Superiora vari anni a Passo Segni, il luogo in cui abitò e operò di più, assieme a Piumazzo. La nostra Scuola Materna si è avvalsa tanto del suo servizio, al punto da sentire oltremodo difficile ora andare avanti senza di lei. La vedevamo al mercato, il martedì e venerdì, a comprare verdure di stagione, attenta a non far mancare niente e nel contempo a non sciupare. Direttrice diligente, attenta, sicura; anche se velata da un sottile pessimismo.

Il suo sguardo già naturalmente riservato, si era fatto ancora più serio negli ultimi anni, non tanto per l’apprensione che il declino di forze ingenera, in chi è abituato a lavorare molto, ma piuttosto per essere circondata da un mondo esterno superficiale, chiassoso, senza Dio. In esso non si riconosceva più e pur continuando il suo meticoloso servizio, la gioia non le era più tanto compagna.

Erano i bimbi il suo rifugio, la sua consolazione, motivo vitale del suo procedere.

Scherzando dicevo che le avrei comprato uno “zaino rosso”, per andare insieme a fare un bel Cammino. Rispondeva che di “zaini rossi” non ne voleva proprio sapere … Volevamo solo sorridere e impreziosire con un tocco di leggerezza un’anima splendida per serietà.

La morte è stata misericordiosa con lei: appena confessata, ancora nel pieno delle responsabilità, le sono state risparmiate le pene del declino, rendendola vivace interprete di un vangelo oggi essenziale, quello del rigore e della laboriosità.