QUARESIMA 2010

 

Quaresima deriva dal latino quadragesima: quaranta.

Infatti dura 40 giorni, così come i 40 giorni trascorsi da Gesù nel deserto, come i 40 giorni di Mosè sulla montagna, i 40 anni trascorsi dal popolo di Dio nel deserto prima di entrare nella Terra promessa, e i 40 giorni del diluvio universale.

Sono 40 giorni dal Mercoledì delle Ceneri al Sabato santo, poiché le domeniche non si contano. Ogni domenica infatti è memoria della risurrezione di Gesù. 

È tempo di conversione, di penitenza e di preghiera sull’esempio dei quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto

Durante la Quaresima il colore liturgico è quello viola. Nella Messa non si recita il Gloria e l’Alleluia.

I gesti che caratterizzano la quaresima sono :

  • Preghiera; dobbiamo pregare di più in questo periodo.
  • Digiuno ; per i bambini vuol dire rinunciare a qualche dolce oppure guardare meno i cartoni, giocare meno con i videogiochi per aiutare mamma e papà o fare compagnia alle persone sole.
  • Carità; cioè pensare che ci sono persone meno fortunate di noi e che con una piccola rinuncia le possiamo aiutare.

 

 

 

Il mercoledì delle ceneri durante la celebrazione della messa tutti i fedeli si recano in processione davanti al sacerdote. Egli , dopo aver benedetto la cenere con l’acqua santa,  ne metterà un pochino sul capo delle persone. Questa cenere è stata ricavata dai rami d’ulivo benedetti la Domenica delle Palme, l’anno precedente e poi bruciati.

Mentre mette la cenere, il sacerdote dice: “Convertitevi e credete al Vangelo”.

Il gesto di ricevere le ceneri sul capo esprime la nostra fede in Gesù

E la nostra gioia di essere accolti e perdonati

SETTIMANA SANTA

Giovedì Santo

 

Il Giovedì santo dà inizio al solenne Triduo Pasquale in cui i cristiani fanno memoria della Passione, Morte, e Risurrezione di Cristo dopo i quaranta giorni di preparazione durante la Quaresima. In tre momenti solenni, il Giovedì, il Venerdì e la notte del Sabato, la Chiesa guarda alla Passione, Morte e Risurrezione del suo Signore fermando l’attenzione su ognuno di essi in tre momenti liturgici che dilatano nel tempo il cuore della fede cristiana: la salvezza di Cristo operata mediante il suo mistero pasquale che troverà compimento nell’Ascensione e nella Pentecoste. Nella messa del Giovedì Santo la Chiesa fa memoria dell’istituzione dell’Eucaristia, quale mistero d’amore di Gesù per i suoi discepoli. Nei segni del pane e del vino misteriosamente il Signore si rende presente nella sua Chiesa.  Questo permette di capire il perché della croce il Venerdì santo: l’Eucarestia anticipa il mistero del dono d’amore di Gesù sulla croce. Il Giovedì santo questo mistero è rivisitato e contemplato attraverso il racconto giovanneo della lavanda dei piedi. Esso permette di interpretare e capire l’Eucarestia e la Passione di Gesù come servizio all’umanità, un amore che si manifesta nel servizio totale verso le creature che Dio ama e vuole salvare. Il gesto simbolico della lavanda dei piedi sta a significare nel suo valore simbolico tutto l’amore di Dio per l’uomo chinandosi a lavargli i piedi con umiltà, con la stessa umiltà con cui si consegnerà alla morte come servo obbediente che “maltrattato si lasciò umiliare…come un agnello condotto al macello” (cfr Is 53, 7).

 

SETTIMANA SANTA

 

La Settimana Santa fa memoria annuale del vertice della vita di Cristo cioè della sua Passione e Resurrezione. 

Per questo motivo è definita “santa”.

Preparati dal’itinerario di Quaresima, tempo “forte” per eccellenza in cui la conversione dei cuori si è poggiata sul pentimento dai propri peccati, sulla preghiera fedele, sul digiuno, sull’elemosina e sulla carità , oltre che sull’ascolto attento della Parola la Chiesa si appresta a vivere con Cristo, non solo con un ricordo visivo ma col “fare memoria” concreta mediante i sacramenti questo periodo che ci conduce fino alla Pasqua di Resurrezione.

Ci sembra utile sottolineare anche come attraverso questa identificazione anche mediante i sacramenti, la Settimana Santa diventa per noi strumento  di salvezza mediante il vero incontro con Cristo .

 


Il Signore sarà un riparo per l'oppresso,
in tempo di angoscia, un rifugio sicuro,
il povero non sarà dimenticato,
la speranza degli afflitti non resterà delusa.

SALMO 9, 10-19


IMPEGNO

Gesù è ormai prossimo alla Passione: fisso il mio sguardo su di Lui e
rifletto. Ci ama così tanto da aver accettato di divenire povero e
servo di tutta l’umanità per salvarci.
All’inizio della Settimana Santa, voglio vivere insieme a Gesù
l’attenzione per il mio prossimo, imparando che la semplicità anche
delle cose povere, mi permette di apprezzare quanto ho.
PREGHIERA
Gesù, Tu hai assunto la condizione di servo fino all’estremo limite e lo haifatto per amore di noi peccatori.
Tu sai che spesso non siamo coerenti, insegnaci ad unirci a Te abbandonandoci totalmente al Padre.

QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA 21 marzo 2010

Giudizio e rispetto
Un maestro spirituale tenne una lezione per spiegare la differenza tra giudizio e
rispetto. Un giovane allievo chiese di poter comprendere meglio. “Va’ nel villaggio di
Tay-Wa-goo e torna a riferirmi ciò che avrai visto”, gli disse il maestro.
La prima cosa che il giovane vide, entrato nel villaggio, fu un uomo che cavava acqua
da un pozzo con un secchio e la gettava via tra i rovi. La seconda fu una giovane donna
che, nascosta tra i fiori, gli sorrideva invitante. La terza un mendicante che,
aggrappatosi ai suoi abiti, gli chiedeva l’elemosina con preghiere da strappare l’anima.
Tornato dal maestro, gli disse: “Dove mi hai mandato, ho visto tre persone che hanno
ferito il mio cuore: un pazzo, una prostituta e un santo di Dio”. “In realtà”, gli rispose il
sapiente, “tu hai visto un saggio, una donna innamorata ed un ladro. L’uomo che
estraeva l’acqua dal pozzo e la gettava via era un saggio poiché il pozzo era avvelenato;
la donna non sorrideva a te ma al suo innamorato, ch’ella sola vedeva di lontano; e il
mendicante, mentre t’incantava con le sue preghiere, con la mano ti rubava il borsello”.
Il giovane si accorse che si era soffermato solo a giudicare l’apparenza. Chiese una
nuova prova e fu mandato in un altro villaggio.
Con sua grande sorpresa, vide le stesse persone che aveva notato nel primo. E fu felice.
Ritornò dal maestro e gli disse: “Grazie a te, o grande maestro, oggi ho potuto
modificare il mio giudizio: ho visto un saggio, una donna innamorata e un ladro”. Il
maestro si adirò fortemente e disse: “Non si possono giudicare le persone basandosi su
quello che dicono gli altri, è una cosa stolta e non ha nulla a che fare col rispetto. Oggi
hai visto un pazzo, una prostituta e un santo”
Pensoso, il giovane fu mandato a visitare il villaggio per la terza volta. Come
supponeva, vide nuovamente le stesse persone di prima. “Che cosa hai visto oggi?”, gli
chiese il maestro al suo ritorno. “Oggi”, rispose l’altro, “ho visto dell’acqua che veniva
gettata fra i rovi, un sorriso di donna e una mano tesa verso di me”. “Questa volta”, gli

disse il maestro, “ti sei limitato ad osservare senza giudicare”.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue malattie,
salva dalla fossa la tua vita
ti corona di grazia e di misericordia.

                                                     SALMO 102, 3

IMPEGNO
Qualche volta anch’io sono pronto a giudicare chi ho vicino, qualche
volta ho la tentazione di lanciare per primo la pietra della condanna. Ma
penso a Gesù e alle sue parole, rileggo il suo messaggio di amore e
perdono che parla al mio cuore e, nella preghiera, mi ritrovo insieme a
Lui senza più pietre da voler lanciare.
PREGHIERA
Gesù, Tu sei venuto ad incontrare la nostra miseria sulle strade del mondo.
Aiutaci a non criticare i nostri stessi amici, a non lanciare sugli altri la pietra
del nostro stesso peccato e a vivere nel Tuo amore.

QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA 14 marzo 2010

Una catechista aveva raccontato la parabola del padre misericordioso ai
suoi ragazzi. Si accorse però che ascoltavano distrattamente le sue parole;
allora, per metterli alla prova, chiese che gliene scrivessero il riassunto.
Uno di loro scrisse così:
Un uomo aveva due figli, quello più giovane però si era stancato di vivere a
casa, voleva fare nuove esperienze perciò un giorno se ne andò lontano,
portando con sé tutti i soldi. Quando i soldi finirono il ragazzo decise di
tornare a casa perché non aveva neanche da mangiare.
Quando stava per arrivare, suo padre lo vide e tutto contento prese un bastone
e gli corse incontro. Per strada incontrò l’altro figlio, quello buono, che gli
chiese dove stesse andando così di corsa e con quell’arnese. Il padre rispose:
“E’ tornato quel disgraziato di tuo fratello, e dopo quel che ha fatto si merita
un bel po’ di botte!”. “Padre, ti aiuto anche io”, disse il figlio. Così, in due, lo
riempirono di bastonate. Alla fine il padre chiamò un servo, gli fece uccidere il
vitello più grasso e diede una grande festa, perché s’era finalmente tolto la
voglia di suonargliele a quel figlio che l’aveva combinata proprio grossa!

Ma la parabola di Gesù è ben diversa ...

 

Mi indicherai il sentiero della vita
gioia piena nella tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

                                                    SALMO 25

 

IMPEGNO
Tante volte anch'io ho intrapreso un viaggio che mi ha allontanato da Gesù, ma dal
Vangelo imparo che Gesù mi aspetta, pronto a perdonarmi e a condividere il Suo
amore con tutti. So che il Signore mi vuole bene ed attende sempre il mio ritorno
per farmi sentire a casa.
PREGHIERA
Gesù, Tu sei venuto per accompagnarci, per compiere insieme a noi, che spesso ci

allontaniamo da Te, il cammino del ritorno.
Allontanarsi da Te è cadere, abitare in Te è vivere

TERZA DOMENICA DI QUARESIMA 7 marzo 2010

Di fronte alle difficoltà e alle prove più tremende,
quando sembra che le speranze siano svanite,
Dio non ci lascia soli e accanto a Lui scompare ogni paura. 

L’incontro con Cristo trasforma tutta la nostra vita:
è possibile per tutti, in ogni tempo,
perché Gesù è realmente alla portata di chiunque Lo accolga.

 

Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore;
mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo;
mio scudo e baluardo, mia potente salvezza.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.
Per questo, Signore, ti loderò tra i popoli
e canterò inni di gioia al tuo nome.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato,
a Davide e alla sua discendenza per sempre.

SALMO 17

 

IMPEGNO
Mi impegno a stare saldamente in piedi sulla roccia della salvezza che
Gesù mi dona. È Lui la roccia della mia salvezza: con la preghiera e la
partecipazione alla S. Messa anch’io posso rafforzarmi nell’amore per il
Signore e nel servizio verso i fratelli.
PREGHIERA
Gesù, insieme agli amici, vogliamo impegnarci a percorrere un cammino
quaresimale di bontà, di aiuto fraterno, per seguire Te, che sei per noi roccia

sicura e salda.

SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA 28 febbraio 2010

Anche dentro ognuno di noi c’è un dono,
paragonato a tutte le cose belle che ci circondano
forse è una piccola cosa,
ma quel dono serve per accendere le stelle del nostro cielo:
si chiama PREGHIERA.
La preghiera è il modo concreto per entrare in contatto con Dio.
COME pregare?
Nel modo più semplice, sull’esempio di Gesù. È preghiera quella che nasce dal
cuore, e che con spontaneità coinvolge Dio nei nostri problemi, nelle gioie, nei
dolori.
DOVE pregare?
In ogni luogo, come faceva Gesù. Ciò che conta è rivolgersi al Padre: allora
amare diventa più importante dell’ ottenere, lodare più del chiedere.

                              Lampada ai miei passi è la tua parola

                                      luce sul mio cammino
                               Chi scopre la tua parola entra nella luce

                                    anche i semplici la capiscono.

                                        SALMO 119, 109-130

 

IMPEGNO
Anch'io mi impegno a seguire Gesù per salire sul monte della preghiera.
La salita è difficile e faticosa, ma sulla vetta sono insieme a Lui nella luce.
Ecco la forza della preghiera: anche nei momenti più difficili e bui sono
certo che posso farmi avvolgere dalla Luce dell’amore di Dio.
PREGHIERA
La Tua trasfigurazione, Gesù, proietta una forte luce sulla nostra vita
quotidiana e suscita in noi il desiderio di pregare con Te.

 

PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA 21 febbraio 2010

Inizia il nostro viaggio nel deserto con un compagno speciale: Gesù. Ma attenzione!

Molte sono le tentazioni che possono insidiare il nostro percorso.

 

  • “Così fan tutti”: seguire le mode del momento
  •  “Lo farò domani”: non fare il tratto di strada possibile oggi
  •  “Che barba, che noia!”: vedere tutto il viaggio come una perdita di tempo … un modo per restare perennemente fermi
  •  “Tutto e subito”: voler raggiungere la meta non appena la base dipartenza è dietro le spalle
  •  ”Gli altri non lo fanno”, prendendo ad esempio i tanti che sono rimasti comodamente a casa
  • “Boh!”: l’indecisione perenne, non sapere mai dove andare … perché prendendo una strada, bisogna lasciarne altre
  •  “Perché proprio io?”: cambiare strada appena ci si accorge che c’è bisogno di aiuto
  • “Mi sento, non mi sento”: andare secondo l’umore del momento
  • “Chi me lo fa fare?”: abbandonare il sentiero e prendere scorciatoie appena la fatica si fa sentire
  • “Pensaci tu!”: chiedere a Dio di fare tutto Lui al nostro posto

Anche Gesù nel deserto ha subito delle tentazioni:come si è comportato?

 

Io sono prostrato nella polvere
dammi vita secondo la tua parola.

SALMO 119, 25

 

IMPEGNO
In questa prima domenica di Quaresima voglio fermarmi insieme a Gesù
nel deserto per imparare a pregare con Lui. Tante volte anche io
rimango affascinato da facili soluzioni ai miei problemi, piccoli o grandi
che siano, ma fermandomi a meditare con Gesù, scopro quanta forza mi
dia la Fede ogni giorno del mio cammino

PREGHIERA
Gesù, Tu ci conosci bene, sai quale è la nostra forza e la nostra debolezza e
noi sappiamo che non abbiamo nulla da temere se restiamo ancorati in Te.
Nel momento della tentazione rendici forti e ispiraci il comportamento da tenere.

Quaresima in famigliaVito Groppelli

LUNEDI: rilettura in famiglia della Parola di Dio ascoltata in chiesa la domenica precedente.

MARTEDI: giorno della carità. Avvicinarsi ad una persona bisognosa di conforto, collega di lavoro, anziani, amici di scuola, ammalati, orfani ecc.

MERCOLEDI: giorno della rinuncia a qualche cosa che ci costa: sigaretta, alcolici, dolci, bibite ecc. Una rinuncia che fa bene.

GIOVEDI: giorno del dialogo con tutti, specialmente con chi non ci è simpatico e ci ha offeso.

VENERDI: giorno della conversione, della confessione, del ritorno a Dio. Il figlio prodigo che ciascuno di noi è deve ritornare al Padre. ASTENERSI DALLA TV.

SABATO: giorno a vivere in compagnia della Madonna. La preghiera del rosario può essere fatta anche durante il lavoro in campagna, nei supermercati e negozi, nelle fabbriche e mentre si guida.

DOMENICA: giorno in cui la famiglia incontra l'Eucaristia e la comunità cristiana. Giorno in cui si porta l'offerta della settimana destinata al Signore ed ai nostri fratelli bisognosi.

Il senso del digiunoSan Pietro Crisologo, Discorso 43: PL 52,320

Queste tre cose, preghiera, digiuno, misericordia, sono una cosa sola, e ricevono vita l'una dall'altra. Il digiuno è l'anima della preghiera e la misericordia la vita del digiuno. Nessuno le divida, perché non riescono a stare separate. Colui che ne ha solamente una o non le ha tutte e tre insieme, non ha niente. Perciò chi prega, digiuni. Chi digiuna, abbia misericordia.