SULLE ORME DI PIETRO
17 giugno 2010
SIMBOLI RELIGIOSI
La Cei: la Croce segno
d'identità aperta al dialogo
«La presenza dei simboli religiosi e in particolare della croce, che riflette il sentimento religioso dei cristiani di qualsiasi denominazione, non si traduce in un’imposizione e non
ha valore di esclusione, ma esprime una tradizione che tutti conoscono e riconoscono nel suo alto valore spirituale, e come segno di un’identità aperta al dialogo con ogni uomo di buona volontà,
di sostegno a favore dei bisognosi e dei sofferenti, senza distinzione di fede, etnia o nazionalità». Lo afferma la Presidenza della Cei in una dichiarazione diffusa oggi in vista dell’imminente
decisione della Corte europea dei diritti umani sul tema
«Intendiamo richiamare – scrivono i vescovi - l’attenzione sull’importanza che la questione dell’esposizione del crocifisso nelle scuole pubbliche assume in relazione ai sentimenti religiosi
delle popolazioni e alle tradizioni delle Nazioni d’Europa».
«Auspichiamo che nell’esame di una questione così delicata si tenga conto dei sentimenti religiosi della popolazione e di questi valori, come pure del fatto che in tutti i Paesi europei si è
affermato e si va sviluppando sempre più positivamente il diritto di libertà religiosa, di cui l’esposizione dei simboli religiosi rappresenta un’importante espressione. Le Chiese cristiane – si
legge nella dichiarazione - favoriscono ovunque il dialogo con altre Chiese e religioni e agiscono come parte integrante delle rispettive realtà nazionali, che in materia di simboli religiosi
conoscono normative diverse e un’autonoma evoluzione sociale e giuridica. Una scelta non penalizzante per la simbologia religiosa – è la conclusione - risulterebbe in linea con il principio di
sussidiarietà che presiede al rapporto tra Stati e istituzioni europee, nel rispetto delle tradizioni millenarie di ciascun popolo e di ciascuna Nazione».
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Giovanni Paolo II e Pio XII verso la beatificazione
Benedetto XVI ha firmato oggi 19/12/2009 il decreto che riconosce l'eroicità delle virtù di Giovanni Paolo II che è stato approvato qualche settimana fa
dalla Congregazione vaticana per le cause dei santi. Prima della beatificazione, che ci si può attendere attorno all'ottobre 2010, manca il riconoscimento di un miracolo attribuito
all'intercessione di Wojtyla da parte della stessa Congregazione.
Nella stessa udienza i decreti relativi all'eroicità delle virtù di Pio XII e padre Popieluzsko.
«I Santi non sono rappresentati del passato, ma costituiscono il presente e il futuro della Chiesa e della società. Essi hanno realizzato in pienezza quella 'Caritas in veritatè che è il sommo
valore della vita cristiana». Ha affermato Benedetto XVI ricevendo questa mattina in Vaticano gli officiali collaboratori della congregazione delle Cause dei Santi in occasione della celebrazione
del 40/mo anniversario del Dicastero.
«Ogni beatificazione e canonizzazione - ha aggiunto Ratzinger - è per i cristiani un forte incoraggiamento a vivere con intensità ed entusiasmo la sequela di Cristo, camminando verso la pienezza
dell'esistenza cristiana e la perfezione della carità».
accoglie il ricorso dell'Italia
A dare l'annuncio il ministro degli Esteri Franco Frattini. "Apprendo - sottolinea - con vivo compiacimento la notizia dell'accoglimento, da parte della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, della domanda di rinvio davanti alla Grande Camera del caso Lautzi, sull' affissione del crocifisso nelle aule scolastiche". "È con soddisfazione che constato che sono stati accolti i numerosi e articolati motivi di appello che l'Italia aveva presentato alla Corte".
La Cei: «Un passo avanti nella direzione giusta». "Un atto di buon senso da tutti auspicato perché rispetta quello che è la tradizione viva del nostro Paese e riconosce un dato storico oggettivo, secondo cui alla radice della cultura e della storia europea c'è il Vangelo, che è riassunto in Gesù Crocifisso". Così il presidente della Conferenza episcopale italiana, Cardinale Angelo Bagnasco, questo pomeriggio a Genova, a margine di un incontro pubblico sulla scuola, ha commentato la decisione della Corte europea di accogliere il ricorso dell'Italia sull'affissione del crocefisso nelle aule scolastiche. "La presenza del crocefisso - ha aggiunto Bagnasco - è importante, l'importanza dei segni fa parte dell'antropologia, perché l'uomo è anima e corpo non puro spirito o un'idea astratta: attraverso la corporeità tutti noi esprimiamo i nostri sentimenti e i nostri valori, che sono nel cuore e resterebbero invisibili se non fossero espressi attraverso segni visibili. Il crocifisso - ha concluso il presidente della Cei - esprime il centro della nostra fede cristiana e la sintesi dei valori che hanno ispirato la cultura di libertà rispetto della persona la dignità dell'uomo che sta alla base dell'occidente".
"L'accoglienza da parte della Corte di Strasburgo del ricorso presentato dal governo italiano è un segnale interessante, che dimostra come attorno al crocifisso si sia creato un consenso ben più ampio di quello che ci si sarebbe immaginati", ha spiegato il portavoce e sottosegretario dell'episcopato italiano, mons. Domenico Pompili. Tale consenso , ha aggiunto , "conferma la non adeguatezza di alcune posizioni volte a strumentalizzare segni che hanno innegabilmente a che fare con le radici culturali dell'Europa e con la fede di milioni di persone, che in tale segno si riconoscono". "Si tratta dunque - ha concluso mons. Pompili - di un passo avanti nella direzione giusta"."Un passo avanti nella giusta direzione": così la Conferenza episcopale italiana ha commentato la decisione della Corte di Strasburgo.
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