DIZIONARIO

A

L'Accòlito (dal greco Ἀκόλουθος, akolouthos, corrispondente al latino sequens o comes: seguace, attendente) è un ministro della Liturgia in alcune Chiese cristiane: nella Chiesa cattolica, nelle Chiese luterane, nella Chiesa anglicana e in alcune Chiese metodiste.

Nel 1972 papa Paolo VI con il breve apostolico Ministeria quaedam fece cessare il conferimento degli ordini minori e del suddiaconato. Al loro posto istituì i cosiddetti "ministeri" di "lettore" e di "accolito", mantenendo il nome ma cambiando la sostanza. Oggi l'accolito è un laico a tutti gli effetti (non un chierico ordinato) di sesso maschile che nella nuova Messa aiuta il vescovo, il presbitero o il diacono nella preparazione dell'altare e dei vasi sacri. È considerato anche ministro straordinario della Comunione: ciò significa che colui che presiede la celebrazione può chiamarlo a distribuirla o a portarla agli ammalati. Il ministero dell'accolito continua ad essere anche una tappa nel percorso istituzionale verso il diaconato e il presbiterato.

L'Angelus o Angelus Domini, è una preghiera di carattere devozionale con la quale si ricorda il mistero dell'Incarnazione e si loda Maria.

Il nome della preghiera deriva dalla parola iniziale del testo in latinoAngelus Domini nuntiavit Mariae.

La preghiera consiste di tre brevi testi che sintetizzano il racconto e il mistero dell'annunciazione; sono recitati nella forma di versetto e responsorio, alternati con la preghiera dell'Ave Maria.Il suono della campana a mezzogiorno per la preghiera era limitato in alcune diocesi solo al venerdì, ma si estese a tutti i giorni quando papa Callisto III nel 1456 invitò alla preghiera per la vittoria contro i Turchi; certamente la recita a metà giornata non nacque come semplice sviluppo o imitazione di quelle mattutina e serale[2].

Con queste usanze si formò dal XVI secolo in poi l'usanza ancora oggi vigente. papa Benedetto XIII vi annesse il 14 settembre 1724 un'indulgenza di 100 giorni: l'Angelus andava recitato in ginocchio (eccetto il sabato sera e la domenica) e al suono della campana[2]Leone XIII († 1903) modificò, rendendole più facili, le condizioni per lucrare l'indulgenza.

L'Anno della fede è un anno di meditazione indetto da Papa Benedetto XVI dall'11 ottobre2012 al 24 novembre 2013, dedicato ad intensificare «la riflessione sulla fede per aiutare tutti i credenti in Cristo a rendere più consapevole ed a rinvigorire la loro adesione al Vangelo, soprattutto in un momento di profondo cambiamento come quello che l'umanità sta vivendo».L'Anno della fede ha avuto inizio l'11 ottobre 2012, cinquantesimo anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II e ventesimo anniversario della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. Entrambe le ricorrenze sono significative: il Concilio Vaticano II, nella sua corretta ermeneutica, è «una grande forza per il sempre necessario rinnovamento della Chiesa.»Il Catechismo della Chiesa Cattolica, «uno dei frutti più importanti del Concilio Vaticano II» è uno strumento prezioso per approfondire la conoscenza sistematica dei contenuti della fede cattolica.L'anno della fede terminerà nella solennità di Cristo Re il 24 novembre 2013. Infatti tutto l'anno «è un invito ad un'autentica e rinnovata conversione al Signore» e l'invocazione di Cristo Re, oltre a chiudere l'anno liturgico, è il traguardo finale del cammino di fede.

L'adorazione eucaristica è una forma di preghiera della Chiesa cattolica durante la quale il pane consacrato nell'eucaristia viene esposto ai fedeli, solitamente mediante l'uso dell'ostensorio, ed adorato.Durante l'adorazione eucaristica si eseguono preghiere e canti opportuni. Tradizionalmente al termine dell'adorazione e prima della benedizione eucaristica si eseguono le ultime strofe dell'inno latino Pange lingua.

Nei luoghi dove l'esposizione dell'eucaristia è costante si parla di "adorazione perpetua".La pratica dell'adorazione eucaristica prende le mosse dal fatto che nei monasteri e neiconventi la benedizione eucaristica con l'eucaristia era una parte importante della vita della clausura. Fin dal principio della vita comunitaria l'eucaristia era conservata oltre lacelebrazione eucaristica.Una delle prime testimonianze dell'uso dell'eucarestia per l'adorazione si incontra nella storia vita di Basilio Magno (il quale morì nel379). Si dice che Basilio divideva il pane in tre parti quando celebrava la messa nel monastero. Una parte la consumava lui stesso, una parte la dava ai monaci ed una terza la poneva su una colomba dorata sospesa sopra l'altare.

Angelo custode.

L'angelo custode è un angelo che, secondo la tradizione cristiana, accompagna ogni uomo nella vita, aiutandolo nelle difficoltà e guidandolo verso Dio. L'angelo è invocato con la tradizionale preghiera dell'Angelo di Dio.L'angelo custode è una figura ricorrente nella vita di molti Santi; in diversi Paesi vi è una forte e particolare devozione.Fra i compiti degli angeli ben documentati nell'Antico Testamento vi era quello di guidare e proteggere l'uomo (ad esempio nel Libro di Tobia). Altro ruolo degli angeli descritto dall'Antico Testamento è quello di essere messaggeri di Dio per l'uomo.

« Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore per condurlo alla vita »
(Adversus Eunomium, 3, 1: pg 29, 656b)

Annunciazione

La stupenda pagina evangelica dell’annuncio dell’angelo a Maria che sarebbe diventata la Madre del Salvatore, trovò fin dal sec. II una precisa espressione nelle formule del Credo e nell’arte cristiana. Solo nel sec. VII in poi il mistero dell’Annunciazione fu celebrato con particolare solennità il 25 marzo, nove mesi prima della nascita del Signore, e giorno in cui – secondo la tradizione di antichi martirologi e di alcuni calendari medievali – sarebbe avvenuta la crocifissione di Gesù.

L'Assunzione di Maria in Cielo è un dogma cattolico nel quale viene affermato che Maria, terminato il corso della vita terrena, fu trasferita in Paradiso, sia con l'anima che con il corpo, cioè fu assunta, accolta in cielo.Il dogma cattolico è stato proclamato da papa Pio XII il 1º novembre 1950anno santo, attraverso la costituzione apostolica Munificentissimus Deus (incipit latino, traducibile: "Dio generosissimo"). Si tratta dell'ultimo dogma, finora, proclamato da un Papa, dopo i due proclamati da Pio IX nel secolo XIX.L'Assunzione di Maria è un'anticipazione della resurrezione della carne, che per tutti gli altri uomini avverrà soltanto alla fine dei tempi, con il Giudizio universale.

Gli Atti degli Apostoli sono un testo contenuto nel Nuovo Testamento, scritto ingreco. La sua redazione definitiva risale probabilmente attorno all'80-90 ma sono state proposte anche datazioni verso il 60-70. La tradizione cristiana lo attribuisce a Luca, collaboratore di Paolo e autore del Vangelo secondo Luca.Atti è composto da 28 capitoli e narra la storia della comunità cristiana dall'ascensione di Gesù fino all'arrivo di Paolo a Roma, coprendo un periodo che spazia approssimativamente dal 30 al 63 d.C. Oltre che su Paolo, l'opera si sofferma diffusamente anche sull'operato dell'apostolo Pietro. Il libro descrive il rapido sviluppo, l'espansione e l'organizzazione della testimonianza cristiana prima ai giudei e poi agli uomini di ogni nazione.

L'avvento, in molti riti cristiani, è il tempo liturgico che precede il Natale ed è preparatorio allo stesso: nei riti cristiani occidentali segna l'inizio del nuovo anno liturgico. La parola avvento deriva dal latino adventus e significa "venuta" anche se, nell'accezione più diffusa, viene indicato come "attesa".Nel rito romano della Chiesa cattolica l'Avvento contiene quattro domeniche e può durare quattro settimane. Si compone di due periodi; inizialmente si guarda all'Avvento futuro del Cristo nella gloria alla fine dei tempi, occasione di penitenza; dal 17 dicembre la liturgia pone invece l'attenzione sull'Avvento di Cristo nella pienezza dei tempi, con la sua Incarnazione.In avvento il colore dei paramenti sacri del sacerdote è il viola, tranne la domenica della terza settimana in cui facoltativamente possono essere indossati paramenti rosa.

B

La bandiera dello Stato della Città del Vaticano consiste di due bande verticali. Quella sul lato dell'asta è gialla, mentre l'altra è bianca. Al centro della parte bianca si trovano le chiavi di san Pietro incrociate e la tiara papale. Come si vede dal disegno qui sopra il vessillo della Città del Vaticano è, assieme alla bandiera svizzera, una delle due bandiere di forma quadrata.

In araldica, giallo e bianco normalmente rappresentano due metalli, oro eargento, che non vengono mai accostati. Una speciale eccezione è fatta in questo caso, perché rappresentano anche le chiavi di san Pietro. Queste chiavi hanno le scanalature del meccanismo a forma di croce. La tiara papale, detta anche «triregno» (in quanto costituita da una struttura quasi conica, sulla quale sono fissate tre corone, una sopra l'altra) è caratterizzata dalla presenza delle due strisce di stoffa che, nell'uso, scendono sulle spalle del pontefice. Queste strisce, presenti anche alla base di ogni mitra vescovile, sono dette «ìnfule».

Il battesimo è il sacramento di ingresso nelle Chiese cristiane.

Le parole "battesimo", "battezzare" derivano dal greco (βάπτισμα, βαπτίζειν), dove la radice corrispondente indica "immergere nell'acqua"; in effetti il battesimo simboleggia il seppellimento dell'uomo "vecchio" e la rinascita dell'uomo nuovo.

Viene amministrato per immersione (soprattutto nelle Chiese protestanti, ma previsto anche dalla Chiesa cattolica) o per infusione (nella Chiesa cattolica). In tutte le Chiese cristiane, il battesimo apre l'accesso agli altri sacramenti. I candidati adulti al battesimo si dicono catecumeni.

La beatificazione è, nel Cattolicesimo, l'atto mediante il quale la Chiesa riconosce l'ascensione di una persona defunta al Paradiso e la conseguente capacità di intercedere a favore di fedeli che lo pregano. Il titolo autorizza il culto pubblico del "beato" nell'ambito di una chiesa particolare e, frequentemente, anche di un ente ecclesiastico (istituto religioso, ecc.)

La beatificazione è una tappa obbligata del processo di canonizzazione, al termine del quale un servo di Dio è riconosciuto santo.La differenza tra beato e santo è che al beato la Chiesa permette che si professi culto pubblico unicamente in certi luoghi o ambienti; ad esempio, nella nazione o zona nella quale nacque o visse o nella congregazione religiosa alla quale appartenne, mentre al santo si può rendere tale culto senza queste restrizioni.

Le beatitudini (dal latino beatitudines) sono il nome dato ad una parte molto conosciuta del Discorso della Montagna di Gesù e riportate dal Vangelo secondo Matteo al capitolo 5 e dal Vangelo secondo Luca al capitolo 6;Nel rito bizantino le beatitudini del Vangelo secondo Matteo vengono recitate, solitamente in canto, in ogni celebrazione eucaristica.

« Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli »   (Matteo 5,3-12)


 

La benedizione è un'invocazione della grazia e del favore di Dio (di una divinità) su qualcuno o qualcosa. Per estensione, è un'invocazione di bene per qualcuno o qualcosa.

Nella religione cristiana e in altre religioni, la benedizione è una formula rituale con cui il sacerdote (o ministro di Dio, ma anche il capofamiglia o patriarca) invoca la protezione e la grazia di Dio su persone o cose. Per alcune religioni è l'azione che un uomo investito di uno speciale potere sacerdotale può esercitare su altre persone o cose affinché queste ultime abbiano il "favore divino". Come indica la parola, la benedizione può comprendere formule verbali, anche se spesso s'accompagna con gesti (nelle liturgie cristiane l'aspersione o il segno della croce fatto con tre dita).

 

La Bibbia è il libro sacro della religione ebraica e di quella cristiana.

È formata da libri differenti per origine, genere, composizione lingua e datazione, scritti in un lasso di tempo abbastanza ampio, preceduti da una tradizione orale più o meno lunga e comunque difficile da identificare, racchiusi in un canone stabilito a partire dai primi secoli della nostra era.Rispetto al Tanakh (Bibbia ebraica), il Cristianesimo ha aggiunto nel suo canone numerosi libri suddividendo lo stesso in: Antico Testamento (o Vecchia Alleanza), i cui testi sono stati scritti prima del "ministero" di Gesù (tranne Sapienza) e Nuovo Testamento (oNuova Alleanza) che descrive l'avvento del Messia. La parola "Testamento" presa singolarmente significa "patto", un'espressione utilizzata dai cristiani per indicare il patto stabilito da Dio con gli uomini per mezzo di Gesù e del suo messaggio.

 

C

Candelora

Il 2 febbraio la Chiesa cattolica celebra la presentazione al Tempio di Gesù Lc 2,22-39, popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo "luce per illuminare le genti", come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi.

La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l'usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù.

Carità è un termine derivante dal latino caritas (benevolenza, affetto, sostantivo di carus, cioè caro, amato), talvolta scritto charitas su imitazione del greco chàris (cioè grazia). Nella teologia cristiana è una delle tre virtù teologali, insieme a fede e speranza. Lo stesso termine si utilizza anche in riferimento all'atto dell'elemosina (nell'espressione "fare la carità"). Più in generale, esso si usa a proposito di ogni forma di volontariato.Carità significa amore disinteressato nei confronti degli altri; si ritiene che essa realizzi la più alta perfezione dello spirito umano, in quanto al contempo rispecchia e glorifica la natura di Dio. Nelle sue forme più estreme la carità può raggiungere il sacrificio di sé. Attraverso la carità l'uomo realizza il comandamento dell'amore lasciato da Gesù Cristo ai suoi discepoli e quindi dona la felicità eterna.La carità, unita alle altre virtù teologali, è lo strumento per il raggiungimento della felicità.

Il carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione cristiana. I festeggiamenti si svolgono spesso in pubbliche parate in cui dominano elementi giocosi e fantasiosi; in particolare, l'elemento distintivo e caratterizzante del carnevale è l'uso del mascheramento.

La parola carnevale deriva dal latino "carnem levare" ("eliminare la carne") poiché anticamente indicava il banchetto che si teneva l'ultimo giorno di carnevale (martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.

Per la Chiesa cattolica il Tempo di Carnevale è detto anche Tempo di Settuagesima. Essa considera il Carnevale (Settuagesima) come un momento per riflettere e riconciliarsi con Dio. Si celebrano le Sante Quarantore (o carnevale sacro), che si concludono, con qualche ora di anticipo, la sera dell'ultima domenica di carnevale. La Chiesa cattolica ha però, durante il corso della storia, condannato il Carnevale in quanto contrario ai dettami di rigore imposto dall'istituzione stessa. Secondo antiche tradizioni il Carnevale durava l'intero periodo invernale, dal giorno di commemorazione dei defunti sino al primo giorno di Quaresima e il travestimento serviva non a nascondere la propria identità sebbene a rimandarne a un'altra. L'antica tradizione riporta anche alla celebrazione del ricordo dellaStrage degli Innocenti allorquando un bambino nominato episcopellus esercitava il suo effimero potere semel in anno sino al giorno del 28 dicembre, dì indicato per il ricordo della strage di infanti ordinata da Erode.

Il Celebret (voce latina che significa "che celebri") è un documento vescovile che riconosce a un presbitero cattolicoil permesso di celebrare la Santa Messa fuori dalla propria diocesi.

Ha la forma di badge o di semplice attestazione cartacea. Può variare nell'aspetto da diocesi a diocesi o da Paese a Paese. Riporta chiaramente le generalità del presbitero e rappresenta la sua tessera identificativa di appartenenza alClero cattolico.

Il Celebret ha sostituito per praticità quella che il Codice di Diritto Canonico definisce litterae commendaticiae, ossia la lettera di presentazione dell'Ordinario o del Superiore.

Tale documento previene l'abuso che potrebbe essere portato a termine da chi, per vari motivi, non è autorizzato a celebrare la liturgia eucaristica.

Cenacolo, dalla parola latina Coenaculum, indicava di per sé il luogo dove si cenava, ma più generalmente designava il piano superiore della casa dove si accedeva tramite scale. Secondo l'uso degli antichi Romani era una stanza sempre piuttosto grande e serviva per lacoena che era il pasto principale della giornata, al quale prendevano parte tutti i famigliari e gli ospiti eventualmente presenti.

Nel contesto della narrazione evangelica si intende il piano superiore della casa perché traduce la corrispondente parola greca anágaíon che indica, appunto, la parte superiore ed ospitale della casa.

Con tale termine si indica generalmente il luogo di Gerusalemme doveGesù consumò con gli Apostoli l'ultima cena della sua vita terrena, prima di morire in Croce. In seguito vi si riunirono gli Apostoli dopo la Risurrezione di Gesù  e nella Pentecoste .

CIMITERO

Il cimitero o camposanto è un luogo, solitamente un'area delimitata, nel quale icorpi dei defunti sono sepolti.Nel cristianesimo, in continuità con la tradizione ebraica, si è sempre usato inumare i defunti, sotto terra o in colombari, escludendo la cremazione. Solo molto di recente è permessa quest'ultima, ma solo dopo aver espletato il rito funebre, proibendo la dispersione delle ceneri o la conservazione in case private. Infatti il nuovo Codice di Diritto Canonico, al terzo paragrafo del canone 1176, così recita: "La Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di seppellire i corpi dei defunti; tuttavia non proibisce la cremazione, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana".

È anche molto antica l'usanza di adornare le tombe con segni particolari che testimonino la fede nella resurrezione, insieme all'epigrafe ed all'immagine dello scomparso.

Accanto a molte tombe si usa mettere lumi e fiori, come segno di vita oltre la morte, specialmente in occasione del 2 novembre, quando la Chiesa celebra la Commemorazione di tutti i fedeli defunti.

Il rito della confermazione o cresima è un sacramento della Chiesa cattolica e ortodossa, che in Occidente si separa dal battesimo nel V secolo, esprime la discesa dello Spirito Santo sui credenti tramite l'imposizione delle mani da parte degli apostoli, nella chiesa primitiva, e che continua oggi ad essere praticata dal vescovo.Il termine confermazione connota il fatto che i candidati confermano i loro voti e promesse battesimali fatti a nome loro dai loro genitori e padrini/madrine al momento del loro battesimo da neonati, ma storicamente il suo significato è più complesso di questo. Infatti, le parole confirmatio, confirmare, cominciarono ad essere usate nell'unzione post-battesimale, quando il vescovo impartiva il battesimo agli adulti.

Quindi veniva e viene tuttora eseguito subito dopo il battesimo agli adulti, e viene conferito come confermazione a chi fu battezzato da bambino, è naturale che il termine "confermazione" va anche ad intendere "rafforzamento". 

La Conversione di Paolo è un evento descritto negli Atti degli Apostoli che segna l'adesione al cristianesimo di Saulo o Paolo di Tarso.

Conversione di San Paolo, dipinto di Caravaggio(1600-1601, attualmente conservato nellaBasilica di Santa Maria del Popolo a Roma).

L'evento è descritto esplicitamente negli Atti degli Apostoli e accennato implicitamente in alcune lettere paoline. In At9,1-9 c'è la descrizione narrativa dell'accaduto, che è raccontato nuovamente dallo stesso Paolo con lievi variazioni sia al termine del tentativo di linciaggio a Gerusalemme (At22,6-11), sia durante la comparizione a Cesarea davanti al governatore Porcio Festo e al re Marco Giulio Agrippa II (At26,12-18):

Conclave è un termine che deriva dal latino cum clave, cioè "(chiuso) con la chiave". Usualmente indica sia la sala in cui si riuniscono i cardinali per eleggere il nuovo papa, sia la riunione vera e propria. 

L'evento storico che diede il nome di Conclave all'elezione dei Pontefici, risale al 1270, quando gli abitanti di Viterbo, allora sede papale, stanchi di anni di indecisioni dei cardinali, li chiusero a chiave nella sala grande del palazzo papale e ne scoperchiarono parte del tetto, in modo da metterli in condizioni di decidere al più presto chi eleggere a nuovo pontefice, che fu papa Gregorio X.

Tuttavia il primo Pontefice eletto cum clave fu papa Gelasio II, eletto il 24 gennaio 1118 all'unanimità dei cardinali riuniti nel Monastero di San Sebastano sul Palatino, luogo segreto e chiuso al pubblico scelto appositamente per evitare interferenze esterne sulla scelta del successore di Pietro (si era in piena lotta per le investiture).

 

Il Consiglio pastorale parrocchiale è un istituto previsto dal Codice di diritto canonico (CIC) della Chiesa cattolica. Suo scopo è quello di esprimere concretamente la natura gerarchico comunionale della chiesa, e di permettere quindi la partecipazione dei fedeli, che attraverso il proprio sacerdozio battesimale partecipano allo svolgimento e alla programmazione della vita pastorale della Chiesa.

La parrocchia viene definita come comunità di fedeli: per essere comunità vera, deve esprimere degli strumenti di corresponsabilità, che permettano ai fedeli di partecipare effettivamente alla sua missione. A questo scopo è previsto il Consiglio Pastorale Parrocchiale, definito dalle parole del canone 536 del CIC:

§1. Se risulta opportuno a giudizio del Vescovo diocesano, dopo aver sentito il consiglio presbiterale, in ogni parrocchia venga costituito il consiglio pastorale, che è presieduto dal parroco e nel quale i fedeli, insieme con coloro che partecipano alla cura pastorale della parrocchia in forza del proprio ufficio, prestano il loro aiuto nel promuovere l'attività pastorale.
§2. Il consiglio pastorale ha solamente voto consultivo ed è retto dalle norme stabilite dal Vescovo diocesano.

La solennità del Corpus Domini (espressione latina che significa Corpo del Signore), più propriamente chiamata solennità del santissimo Corpo e Sangue di Cristo, è una delle principali solennità dell'anno liturgico della Chiesa cattolica. Si celebra il giovedì successivo alla solennità della Santissima Trinità oppure la nona domenicadopo quella di Pasqua.

Rievoca, in una circostanza liturgica meno carica, la liturgia della Messa in Cena Domini del Giovedì Santo.

Venne istituita l'8 settembre 1264 da papa Urbano IVcon la Bolla Transiturus de hoc mundo, promulgata daOrvieto ove il pontefice risiedeva. L'anno precedente si era anche verificato un evento prodigioso nella diocesi orvietana, presso Bolsena (miracolo di Bolsena, le cui reliquie si conservano nel duomo di Orvieto).

 

 

La Solennità di Cristo Re dell'Universo nella Chiesa cattolica, nella Chiesa luterana ed in altre denominazioni cristiane indica un ricordo particolare di Gesù Cristo visto come re di tutto l'universo.

Con essa si vuole sottolineare che la figura di Cristo rappresenta per i cattolici il Signore della storia e del tempo.Nella forma ordinaria del rito romano la festa coincide con l’ultima domenica dell’anno liturgico.

La croce cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per la tortura e l'esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo.

Per i cristiani la croce costituisce:

La tradizionale forma della croce nel cristianesimo occidentale o Croce latina.
  • un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù;
  • un monito dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza[.

Dato che per i cristiani crocifissione e risurrezione sono inseparabili, la croce è principalmente un simbolo di speranza e un monito contro le immagini erronee di Dio[.

 

Il Crocifisso di San Damiano è l'icona a forma di croce che Francesco d'Assisi stava pregando quando ricevette la richiesta del Signore di ricostruire la sua casa. La croce originale è attualmente appesa nella Basilica di Santa Chiara in Assisi. I Francescanicurano questa croce come simbolo della loro missione da Dio. La croce è considerata un'icona perché contiene immagini di persone che hanno parte al significato della croce stessa.

D

Digiuno

Sebbene nella Scrittura il digiuno sia quasi sempre un’astinenza dal cibo, ci sono altri modi per digiunare. Qualunque cosa tu possa sospendere temporaneamente per concentrarti meglio su Dio può essere considerata un digiuno (1 Corinzi 7:1-5). Il digiuno dovrebbe essere limitato a un tempo prestabilito, specialmente quando si tratta di un digiuno dal cibo. Periodi prolungati di tempo senza mangiare sono nocivi per il corpo. Il digiuno non ha lo scopo di punire la tua carne, ma di farti concentrare su Dio. Il digiuno non dovrebbe essere nemmeno considerato un “metodo dietetico”. Non digiunare per dimagrire, ma piuttosto per ottenere una comunione più profonda con Dio. Certo, tutti possono digiunare. Probabilmente alcuni non sono in grado di digiunare dal cibo (ad esempio i diabetici), ma tutti possono interrompere temporaneamente qualcosa per concentrarsi su Dio.

La diocesi (in latino dioecesis, dal greco διοίκησις, cioè "amministrazione") è stata dapprima una suddivisione amministrativa dell'Impero romano; in seguito e fino ai nostri giorni è una suddivisione di diverse Chiese cristiane.La diocesi è, nella Chiesa cattolica e nelle altre chiese di ordinamento episcopale, una porzione della comunità cristiana delimitata in maniera territoriale e affidata al governo pastorale di un vescovo.Il Concilio Vaticano II spiega:

« La diocesi è una porzione del popolo di Dio, affidata alle cure pastorali del vescovo, coadiuvato dai suoi presbiteri, in modo che, aderendo al proprio Pastore, e, per mezzo del Vangelo e della SS. Eucaristia, unita nello Spirito Santo, costituisca una Chiesa particolare, nella quale è presente e opera la Chiesa di Cristo, Una, Santa, Cattolica e apostolica »

La Divina Misericordia è una devozione alla misericordia di Cristopropagata da Santa Faustina Kowalska, e che si esprime nella recita quotidiana della Coroncina alla Divina Misericordia. La Chiesa, conGiovanni Paolo II, l'ha riconosciuta ufficialmente, e ha proclamato laDomenica in Albis Festa della Divina Misericordia.

Domenica delle Palme

Nel calendario liturgico cattolico la Domenica delle Palme è celebrata la domenicaprecedente alla festività della Pasqua. Con essa ha inizio la settimana santa ma non termina la Quaresima, che finirà solo con la celebrazione dell'ora nona del giovedì santo, giorno in cui, con la celebrazione vespertina si darà inizio al Sacro Triduo Pasquale.

Nella forma ordinaria del rito romano essa è detta anche domenica De Passione Domini(della Passione del Signore). Nella forma straordinaria la domenica di Passione si celebra una settimana prima, perciò la Domenica delle Palme è detta anche Seconda Domenica di Passione.

Questa festività è osservata non solo dai Cattolici, ma anche dagli Ortodossi e daiProtestanti.

In questo giorno la Chiesa ricorda il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme in sella ad un asino, osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma (cfr. Gv 12,12-15). La folla, radunata dalle voci dell'arrivo di Gesù, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma, abbondanti nella regione, e agitandoli festosamente gli rendevano onore.

E

Elemosina

Elemosina indica l'atto gratuito di una donazione principalmente in denaro verso una persona bisognosa. La raccolta di elemosine in ambito cristiano prende il nome diquestua. Aspettare esplicitamente offerte in denaro si dice chiedere l'elemosina e con una parola sola si dice mendicare.Il termine deriva dal greco eleèo (=ho compassione), da cui attraverso l'aggettivo eléemon (=compassionevole) passò al basso latino(cristianoeleemosyna e da lì alle lingue romanze (francese aumônespagnolo limosnacatalano almoina) e non (inglese almstedesco Almosen).

Emmanuele.

" Dio con noi ", in ebraico. E il nome che, nella famosa profezia di Is 7,14, viene dato alfiglio che nascerà dalla vergine e che Mt 1,23 vede compiuta nel narrare la concezioneverginale di Gesù. La cosa più significativa di questa profezia, difficile da interpretarenei suoi dettagli, è proprio in ciò che questo nome esprime: Dio è con il suo popolo e,pertanto, Dio lo salva.

Epifania

L'Epifania (anche detta Epifania del Signore nel linguaggio contemporaneo) è una festa cristiana celebrata il 6 gennaio (cioè dodici giorni dopo il Natale). Nei Paesi in cui non è festività civile, viene spostata alla domenica tra il 2 e l'8 gennaio. L'Epifania è considerata dalla Chiesa cattolica una delle massime solennità celebrate, assieme all'Ascensione, la Pentecoste, il Natale e la Pasqua.Il termine "epifania" deriva dal greco antico, verbo ἐπιφάινω, epifàino (che significa "mi rendo manifesto") e dal discendente sostantivo femminile ἐπιφάνεια, epifanèia (che può significaremanifestazione, apparizione, venuta, presenza divina). In San Giovanni Crisostomo 'Eπιφάνια assume la valenza ulteriore di "Natività di Cristo".

 

Paolo Uccello, Episodi di vite di eremiti (Tebaide)
Paolo Uccello, Episodi di vite di eremiti (Tebaide)

L'eremita (dal greco erémités, daérèmos, solitario) è una persona che vive solitaria in luoghi discosti chiamatieremi, per dedicarsi alla preghiera e alla mortificazione.La vita eremitica è testimoniata per la prima volta in Egitto, nel III secolo, esan Paolo di Tebe (morto attorno al250) è il più antico eremita finora conosciuto.

Sant'Antonio, uno dei suoi ammiratori, eremita anche lui, attirò un grande numero di discepoli nel deserto dell'Alto Egitto: di qui gli eremiti si diffusero in tutto l'Oriente, e in particolare in Palestina con sant'Ilarione, e in Cappadocia con San Gregorio Nazianzeno e san Basilio (IV secolo).

La vita eremitica si diffuse in Occidente grazie a sant'Atanasio e a san Girolamo; dal IV secolo troviamo eremiti inAfrica e in Europa, soprattutto nella Gallia, nella Bretagna e nell'Irlanda.

Per la loro santità, molti di questi eremiti meritarono il nome di Padri del deserto.

Exultet

L'Exultet o Preconio Pasquale è la solenne lode del cero pasqualeche si canta nella Veglia Pasquale. Terza persona del presente congiuntivo del verbo latino exultare. Si designano con questo nome anche alcuni manoscritti liturgici confezionati in lunghi rotoli di pergamena, diffusi soprattutto nell'Italia meridionale nei secoli XI-XIII, dalla prima parola dell'inno liturgico omonimo.

Il testo attuale dell'Exultet, cantato dal diacono all'ambone, si trova per la prima volta nel Sacramentario di Bobbio (VII secolo).

F

Il significato principale della parola "fede" (traduzione dal greco πιστιςpi´stis), si riferisce a colui che ha fiducia, che confida, che si affida, la cui persuasione è salda. La parola greca può anche essere intesa nel senso di “fedeltà” (Tit 2,10).

L’estensore della Lettera agli Ebrei ha scritto che

  « La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono. »   (Ebrei 11,1)    

Interessante è prendere in considerazione la traduzione di questo brano dal testo siriaco:

  « La fede è convincimento delle cose che si sperano e di quelle che furono in atto, rivelazione di quelle che non si vedono. »  (Ebrei 11,1)    

Dante traduce fedelmente, il passo citato, nel Paradiso della "Divina Commedia", dal testo della Vulgata :

  « Fede è sustanza di cose sperate /e argomento de le non parventi; /e questa pare a me sua quiditate. »
  (Par., XXIV, 64-66.)

La Lettera agli Ebrei continua illustrando il significato e il ruolo pratico della fede:

  « Senza la fede è impossibile essere graditi a Dio; chi infatti gli s'accosta deve credere che egli esiste e che egli ricompensa coloro che lo cercano. »   (Ebrei 11,6)    


Riassumendo il concetto neotestamentario di fede, si può dire che esso è basato sull’autorivelazione di Dio, soprattutto per quanto riguarda la fiducia nelle promesse e il timore dei castighi contenuti nella Bibbia.

Inoltre, gli autori del Nuovo Testamento associano la fede in Dio a quella in Gesù Cristo. Il Vangelo di Giovanni è particolarmente chiaro al riguardo, dove Gesù dice che

  « ... il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato »   (Giovanni 5,22-23)    

Alla richiesta

  « "Che cosa dobbiamo fare per compiere la volontà di Dio?” Gesù rispose: “Questa è la volontà di Dio: credere in colui che egli ha mandato." »   (Giovanni 6,28-29)

 

Feste di precetto.

Nella Chiesa cattolica, una festa di precetto è un giorno in cui, come recita il Codice di diritto canonico,

« i fedeli sono tenuti all'obbligo di partecipare alla Messa; si astengano inoltre, da quei lavori e da quegli affari che impediscono di rendere culto a Dio e turbano la letizia propria del giorno del Signore o il dovuto riposo della mente e del corpo. »

L'obbligo di partecipare alla Messa è uno dei cinque precetti generali della Chiesa, generalmente espresso con la formula catechetica«partecipare alla Messa la domenica e nelle altre feste comandate». Il precetto corrisponde al terzo comandamento «Ricordati di santificare le feste».

G

H

Con il termine Habemus Papam (latino: abbiamo il [nuovo] papa) ci si riferisce all'annuncio cerimoniale che il cardinale protodiacono, il primo dei cardinali dell'ordine dei diaconi, dà al popolo quando viene eletto il nuovo papa ed egli accetta l'elezione. L'annuncio viene pronunciato dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro in Vaticano. All'annuncio segue la presentazione del nuovo papa.

La formula completa recita:

« Vi annuncio una grande gioia:
abbiamo il Papa!
L'eminentissimo e reverendissimo Signore
Signor (nome dell'eletto),
Cardinale (cognome dell'eletto) di Santa Romana Chiesa,
il quale si è imposto il nome di (nome pontificale). »

 

 

I

L'Immacolata Concezione è un dogma cattolico, proclamato da papa Pio IX l'8 dicembre1854 con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Da non confondere con il concepimento verginale di Maria.

La Chiesa cattolica celebra la solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Marial'8 dicembre. Nella devozione cattolica l'Immacolata è collegata con le apparizioni di Lourdes(1858) e iconograficamente con le precedenti apparizioni di Rue du Bac a Parigi (1830).

 

K

Il Kyrie eleison è una preghiera della liturgia cristiana.

L'espressione è greca (Κύριε ἐλέησον) e nella liturgia italiana è stata tradotta con Signore, pietà; tuttavia, con maggiore aderenza, potrebbe essere tradotta anche come Signore, abbi benevolenza. Generalmente la formula è pronunciata in greco moderno, itacistica, suonando così: [ˈkirie eˈlɛjson], o anche [ˈkirje eˈlɛjzon]; secondo la pronuncia classica dovrebbe invece pronunciarsi: ['kyrie eˈleɛːson].

Vi sono espressioni simili in alcuni salmi e all'interno dei Vangeli: la più antica testimonianza di uso liturgico cristiano risale al IV secolo nella chiesa di Gerusalemme, e al V secolo nella messa di rito romano, come preghiera litanica e risposta a determinate invocazioni.

In seguito alla riforma liturgica, nel rito romano Kyrie eleison è stato tradotto Signore, pietà e Christe eleison (Χριστἐ ἐλέησον) conCristo, pietà.
Poiché il Confiteor è facoltativo e può essere sostituito dalla triplice invocazione "Kyrie eleison - Christe eleison - Kyrie eleison" intervallata da brevi tropi che esprimono richieste di perdono e conclusa dalla formula di assoluzione sacerdotale che termina normalmente gli atti penitenziali di rito romano, questa formula, particolarmente in traduzione, presenta un carattere penitenziale, che originariamente le era secondario, come dimostra anche il ricco sviluppo musicale che il testo conosce nella tradizione musicale gregoriana. Il significato originario è invece quello conservato dal rito bizantino, traducibile con Signore mostraci la tua benevolenza.

L

Lettore

"Il lettore e' istituito per l'ufficio, a lui proprio, di leggere la Parola di Dio nell'Assemblea liturgica. Pertanto, nella messa e nelle altre azioni sacre spetta a lui proclamare le letture della sacra Scrittura (ma non il Vangelo); in mancanza del salmista, recitare il salmo interlezionale; quando non sono disponibili ne' il diacono ne' il cantore, enunciare le intenzioni della preghiera universale dei fedeli; dirigere il canto e guidare la partecipazione del popolo fedele; istruire i fedeli a ricevere degnamente i sacramenti. Egli potra' anche - se sara' necessario - curare la preparazione degli altri fedeli, i quali, per incarico temporaneo, devono leggere la sacra Scrittura nelle azioni liturgiche. Affinche' poi adempia con maggiore dignita' e perfezione questi uffici, procuri di meditare assiduamente la sacra Scrittura.

M

San Martino di Tours è stato un monaco, vescovo e confessore francese. È venerato comesanto dalla Chiesa cattolica.

Quando ancora era soldato, ebbe la visione che diverrà l'episodio più conosciuto della sua vita.

Si trovava alle porte della città di Amiens, con i suoi soldati quando incontrò un mendicante seminudo. D'impulso tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il mendicante.

Quella stessa notte sognò che Gesù si recava da lui e gli restituiva la metà di mantello che aveva condiviso. Udì Gesù dire ai suoi angeli: "Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito".

Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro.

 

 

Maria Santissima Madre di Dio

La solennità di Maria SS. Madre di Dio è la prima festa mariana comparsa nella Chiesa occidentale. Originariamente la festa rimpiazzava l'uso pagano delle "strenae" (strenne), i cui riti contrastavano con la santità delle celebrazioni cristiane. Il "Natale Sanctae Mariae" cominciò ad essere celebrato a Roma intorno al VI secolo, probabilmente in concomitanza con la dedicazione di una delle prime chiese mariane di Roma: S. Maria Antiqua al Foro romano, a sud del tempio dei Castori. La liturgia veniva ricollegata a quella del Natale e il primo gennaio fu chiamato "in octava Domini": in ricordo del rito compiuto otto giorni dopo la nascita di Gesù, veniva proclamato il vangelo della circoncisione, che dava nome anch'essa alla festa che inaugurava l'anno nuovo. La recente riforma del calendario ha riportato al 10 gennaio la festa della maternità divina, che dal 1931 veniva celebrata l'11 ottobre, a ricordo del concilio di Efeso (431), che aveva sancìto solennemente una verità tanto cara al popolo cristiano: Maria è vera Madre di Cristo, che è vero Figlio di Dio. Nestorio aveva osato dichiarare: "Dio ha dunque una madre? Allora non condanniamo la mitologia greca, che attribuisce una madre agli dèi "; S. Cirillo di Alessandria però aveva replicato: "Si dirà: la Vergine è madre della divinità? Al che noi rispondiamo: il Verbo vivente, sussistente, è stato generato dalla sostanza medesima di Dio Padre, esiste da tutta l'eternità... Ma nel tempo egli si è fatto carne, perciò si può dire che è nato da donna". Gesù, Figlio di Dio, è nato da Maria.

Con l'espressione Mercoledì delle Ceneri, si intende il mercoledi precedente la prima domenica di Quaresima che, nelle chiese cattoliche di rito romano e in alcune comunità riformate, coincide con l'inizio stesso della Quaresima, ossia il primo giorno del periodo liturgico "forte" a carattere battesimale e penitenziale in preparazione dellaPasqua cristiana. In tale giornata, pertanto, tutti i cattolici dei vari riti latini sono tenuti a far penitenza e ad osservare il digiuno e l'astinenza dalle carni

La parola "ceneri" richiama invece in modo specifico la funzione liturgica che caratterizza il primo giorno di Quaresima, durante la quale il celebrante sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte dei fedeli per ricordare loro la caducità della vita terrena e per spronarli all'impegno penitenziale della Quaresima. 

La celebrazione eucaristica o messa è il rito della Chiesa cattolica, della Chiesa ortodossa, delle Comunità anglicane di tradizione anglo-cattolica e di alcune comunità luterane in cui si celebra l'eucaristia.

Messa del rito romano di forma ordinaria.

Il termine "messa", usato dai cattolici di rito latino, deriva dalla parola latinamissa che viene pronunciata dal sacerdote nel rito romano in latino quando congeda i fedeli dicendo: Ite missa est.

La celebrazione eucaristica ha quattro significati principali:

  • il sacrificio, rinnovazione incruenta del sacrificio di Cristo sul Calvario,
  • il memoriale, ricordo e presenza di Cristo nell'attesa del suo ritorno,
  • il convito, segno di unione fra Cristo e la Chiesa, come l'Ultima cena,
  • il ringraziamento, per i doni ricevuti da Dio, chiamati anche "pace".

Messale

Il Messale è un libro liturgico che la Chiesa ha preparato per la celebrazione della Messa o Eucaristia. Contiene tutti i testi, le orazioni, l'indicazione dei gesti liturgici e le rubriche necessarie al celebrante. Il materiale eucologico è organizzato secondo l'anno liturgico.

Il messale, detto Missale plenum, fece la sua comparsa nella Chiesa latina attorno al XI secolo. Nacque con l'esigenza di raggruppare in un unico libro diverse pubblicazioni: il sacramentario con le preghiere eucaristiche (canone), le orazioni e le preghiere, l'evangeliario, il lezionario e l'epistolario per le letture della Santa Scrittura, il graduale con i canti. Lentamente nel corso dei secoli i manoscritti integrarono tutte queste parti della messa in un unico libro.

Per miracolo si intende un evento non attribuibile a cause naturali ma riconducibile all'intervento divino.Assieme alle profezie, i miracoli mostrano "luminosamente l'onnipotenza e la scienza infinita di Dio, e sono segni certissimi della divina Rivelazione e adatti all'intelligenza di tutti".

Nella visione cristiana del mondo, Dio creatore onnipotente ha realizzato l'ordine attuale della natura e lo conserva. Egli pertanto può sottrarre, limitare o modificare il corso naturale degli eventi, sospendendo, con un atto libero della volontà, l'applicazione delle leggi naturali al caso particolare. Non si tratta però di una "correzione" dell'ordine del cosmo, che è allo stesso tempo corrotto a causa dei peccati derivanti dalla libertà umana, in particolare il peccato originale, e perfetto in quanto la include e ne permette gli effetti nefasti, ma di un anticipo della perfezione futura del regno di Dio (cfr. LG 5).

Nella storia della salvezza i miracoli si manifestano, con caratteristiche e peculiarità proprie, nel periodo precedente alla venuta di Gesù (Antico Testamento), in occasione del suo ministero pubblico, e nella vita della Chiesa dei secoli seguenti.

Missionario

Un missionario è colui che si impegna a diffondere una religione in aree in cui non è ancora diffusa.Il termine missione prende corpo verso la metà del '500 e sono i Gesuiti a promuoverne l'utilizzo, esso proviene dall'introduzione del quarto voto da parte di Ignazio Di Loyola durante la costituzione della Compagnia di Gesù.

L'origine teologica del termine è la traduzione latina della parola greca apostolo;

Il primo fondamento biblico delle missioni può essere ricercato nella Genesi, 12:1-3, dove Abramo è benedetto da Dio perché attraverso egli e la sua discendenza siano benedetti tutti i popoli della Terra.

La vocazione missionaria dei cristiani è ben descritta dagli ultimi versi del Vangelo di Matteo 28:18-20:

E Gesù, avvicinatosi, disse loro: "Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".

 

N

Natale

Nella tradizione cristiana, il Natale celebra la nascita di Gesù a Betlemme da Maria. Il racconto ci è pervenuto attraverso i vangeli secondo Luca e Matteo, che narrano l'annuncio dell'angelo Gabriele, la deposizione nella mangiatoia, l'adorazione dei pastori, la visita dei magi. Alcuni aspetti devozionali (la grotta, il bue e l'asino, i nomi dei magi) risalgono invece a tradizioni successive e avangeli apocrifi.

Il significato cristiano della festa risiede nella celebrazione della presenza di Dio. Con la nascita di Gesù, Dio per i cristiani non è più infatti un Dio distante, che si può solo intuire da lontano, ma è un Dio che si rivela ed entra nel mondo per rimanervi fino alla fine dei tempiPer quanto riguarda la liturgia, nella Chiesa latina il giorno di Natale è caratterizzato da quattromesse: la vespertina della vigiliaad noctem (cioè la messa della notte), in aurorain die (nel giorno). Come tutte le solennità, il Natale ha una durata maggiore rispetto agli altri giorni del calendario liturgico e inizia infatti con i vespri della vigilia.

Il tempo liturgico del Natale si conta a partire dai primi vespri del 24 dicembre, per terminare con la domenica del Battesimo di Gesù, mentre il periodo precedente al Natale comprende le quattro domeniche di Avvento.

 

Nostra Signora di Lourdes (o Nostra Signora del Rosario o, più semplicemente,Madonna di Lourdes) è l'appellativo con cui la Chiesa cattolica venera Maria in rapporto ad una delle più venerate apparizioni mariane.

Il nome della località si riferisce al comune francese di Lourdes, nel cui territorio - tra l'11 febbraio e il 16 luglio 1858 - la giovane Bernadette Soubirous, contadina quattordicenne del luogo, riferì di aver assistito a diciotto apparizioni di una "bella Signora" in una grotta poco distante dal piccolo sobborgo di Massabielle. A proposito della prima, la giovane affermò[1]:

« Io scorsi una signora vestita di bianco. Indossava un abito bianco, un velo bianco, una cintura blu ed una rosa gialla sui piedi »

Questa immagine della Vergine, vestita di bianco e con una cintura azzurra che le cingeva la vita, è poi entrata nell'iconografia classica.

Nel luogo indicato da Bernadette come teatro delle apparizioni fu posta nel 1864 una statua della Madonna. Intorno alla grotta delle apparizioni è andato nel tempo sviluppandosi un imponente santuario.

Attorno al luogo di culto si è ampliato successivamente un importante movimento di pellegrini. Si calcola che oltre settecento milioni di persone abbiano visitato Lourdes.

La novena è un'attività di devozione cristiana che consiste principalmente nel recitare preghiere (come il Rosario) ripetute per nove giorni consecutivi. Il suo nome proviene dal latino medievale novenus (nono). È destinata alla preparazione a una ricorrenza solenne, come il Natale o la Pentecoste, o anche solo per richiedere particolari grazie.

La pratica trae ispirazione dagli Atti degli Apostoli (1,14), dove viene descritto come la Madonna e gli Apostoli pregarono in modo assiduo e concorde nei nove giorni compresi tra l'Ascensione di Gesù Cristo e la discesa in terra dello Spirito Santo durante la Pentecoste.

Benché sia una pratica eminentemente cattolica, si ritrova tuttora in alcune comunità di religione protestante.

 

P

San Pio da Pietrelcina

Nel Martirologio Romano23 settembre:

San Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, comunemente noto come Padre Pio (Pietrelcina25 maggio 1887; † San Giovanni Rotondo23 settembre 1968), è stato un presbiterofrate e mistico italiano.

Religioso dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, nel 2002 è stato proclamatosanto da papa Giovanni Paolo II: la sua memoria liturgica viene celebrata il23 settembre, anniversario della morte. È stato destinatario, ancora in vita, di una venerazione popolare di imponenti proporzioni, anche in seguito alla fama di taumaturgo e per il dono delle stigmate. È stato anche fatto oggetto di forti critiche e di sospetti in ambienti ecclesiastici e non, fino a vera e propria persecuzione.

«

San Pio da Pietrelcina (Francesco Forgione), sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, che nel convento di San Giovanni Rotondo in Puglia si impegnò molto nella direzione spirituale dei fedeli e nella riconciliazione deipenitenti ed ebbe tanta provvidente cura verso i bisognosi e i poveri da concludere in questo giorno il suo pellegrinaggio terreno pienamente configurato a Cristo crocifisso. »

 

Il parroco è, nella Chiesa cattolica, il presbitero che il vescovo invia a presiedere unaparrocchia.

L'autorità del parroco è dipendente da quella del vescovo, per realizzare gli orientamenti che questi propone alla sua diocesi. Quando un parroco detiene una qualche giurisdizione sulle parrocchie limitrofe, riunite in unità pastorali, foranie, vicariati o decanati, o presiede uncapitolo canonico, prende il titolo di moderatore, vicario, prevosto, arciprete o decano. Gli stessi titoli possono essere spesso attribuiti anche per ragioni onorifiche.

Il termine viene dal greco antico πάροικος (pàroikos), a sua volta derivante da παρà οἰκεω (parà oikéo), cioè "abitare nei pressi", "abitare intorno", ad indicare la sua funzione di sacerdote di una chiesa circondariale, creata per essere più prossima alle dimore dei fedeli rispetto alla chiesa cattedrale.

La figura del parroco nasce infatti contestualmente alla parrocchia, nel momento in cui con l'espansione delle comunità cristiane la cattedrale non poteva più soddisfare compiutamente alle necessità dei fedeli. Per questo motivo, e per il fatto che molti cristiani vivevano lontano dalla cattedrale, si rese necessario aprire luoghi di culto decentrati, che il vescovo affidava alla cura pastorale di un presbitero.

Nella Chiesa cattolica latina il ministero dei parroci è regolato dal codice di diritto canonico ai cann. 519-534.

Il can. 519 situa il ministero del parroco nel contesto della vita ecclesiale:

  « Il parroco è il pastore proprio della parrocchia affidatagli, esercitando la cura pastorale di quella comunità sotto l'autorità del Vescovo diocesano, con il quale è chiamato a partecipare al ministero di Cristo, per compiere al servizio della comunità le funzioni di insegnare, santificare e governare, anche con la collaborazione di altri presbiteri o diaconi e con l'apporto dei fedeli laici, a norma deldiritto. »

 

La Pasqua è la festività cristiana che ricorda la risurrezione di Gesù, con l'instaurazione della Nuova alleanza e l'avvento del Regno di Dio.

Dal punto di vista teologico, la Pasqua odierna (dal greco antico patein, παθείν, pàthos) racchiude quindi in sé tutto il mistero cristiano: con la passione, Cristo si è immolato per l'uomo, liberandolo dal peccato originale e riscattando la sua natura ormai corrotta, permettendogli quindi di passare dai vizi alla virtù; con la risurrezione ha vinto sul mondo e sulla morte, mostrando all'uomo il proprio destino, cioè la risurrezione nel giorno finale, ma anche il risveglio alla vera vita. La Pasqua si completa con l'attesa della Parusia, la seconda venuta, che porterà a compimento le Scritture.

 

Un pellegrinaggio è un viaggio compiuto per devozione, ricerca spirituale o penitenza verso un luogo considerato sacro.

La definizione di pellegrinaggio indica un andare finalizzato, un tempo che l'individuo stralcia dalla continuità del tessuto ordinario della propria vita (luoghi, rapporti, produzione di reddito), per connettersi al sacro.

Il termine proviene dal latino peregrinus, da per + ager (i campi), dove indicava colui che non abita in città, quindi lo straniero, ovvero qualcuno costretto a condizioni di civilizzazione ridotte.

Il suo uso posteriore invece - il nostro - implica una scelta. Chi parte in pellegrinaggio non si trova ad essere, ma si fa straniero e di questa condizione si assume le fatiche e i rischi, sia interiori che materiali, in vista di vantaggi spirituali - come incontrare il sacro in un luogo lontano, offrire i rischi e i sacrifici materialmente patiti in cambio di una salvezza o di un perdono metafisici - e perché no anche materiali, grazie alle avventure e occasioni che, strada facendo, non possono mancare.

 

Il Perdono d'Assisi è un'indulgenza plenaria che, secondo la Chiesa cattolica, può essere ottenuta dai propri fedeli dal mezzogiorno del 1º agosto alla mezzanotte del 2 agosto di ogni anno.

Questa indulgenza venne concessa nel 1216 da papa Onorio III a tutti i fedeli, su richiesta di san Francesco d'Assisi

Secondo il Manuale delle indulgenze della Chiesa cattolica, per ottenere l'indulgenza plenaria un fedele, completamente distaccato dal peccato anche veniale, deve:

  1. confessarsi, per ottenere il perdono dei peccati;
  2. fare la comunione eucaristica, per essere spiritualmente unito a Cristo;
  3. pregare secondo le intenzioni del Papa, per rafforzare il legame con la Chiesa, recitando almeno Padre nostro, Ave Maria eGloria al Padre;
  4. recitare il Credo e il Padre nostro;
  5. visitare una chiesa o oratorio francescano o, in alternativa, una qualsiasi chiesa parrocchiale.

Confessione e comunione possono essere fatte anche alcuni giorni prima o dopo le date previste (nell'arco di una o due settimane).

La visita e la preghiera è opportuno che siano fatte lo stesso giorno.

L'indulgenza può essere richiesta per sé o per i defunti.

La preghiera è una delle pratiche comuni a tutte le religioni. Essa consiste nel rivolgersi alla dimensione del sacro con la parola o con il pensiero; gli scopi della preghiera possono essere molteplici: invocare, chiedere un aiuto, lodare, ringraziare, santificare, o esprimeredevozione o abbandono. La preghiera è solitamente considerata come il momento in cui l'uomo 'parla' al sacro, mentre la fase inversa è la meditazione, durante la quale è il sacro che 'parla' all'uomo.

 

Il presepe (o presepio) è una rappresentazione della nascita di Gesù, derivata da tradizioni medievali.Il termine deriva dal latino praesaepe, cioè greppia, mangiatoia, composto da prae = innanzi e saepes = recinto, ovvero luogo che ha davanti un recinto.Il presepe moderno indica una ricostruzione tradizionale della natività di Gesù Cristo durante il periodo natalizio: si riproducono quindi tutti i personaggi e i posti della tradizione, dallagrotta alle stelle, dai Re Magi ai pastori, dal bue e l'asinello agli agnelli, e così via. La rappresentazione può essere sia vivente che iconografica.

La tradizione, prevalentemente italiana, risale all'epoca di San Francesco d'Assisi che nel 1223 realizzò a Greccio la prima rappresentazione vivente della Natività. Sebbene esistessero anche precedentemente immagini e rappresentazioni della nascita del Cristo, queste non erano altro che "sacre rappresentazioni" delle varie liturgie celebrate nel periodo medievale.

 

Nella liturgia di molte chiese cristiane la processione è un corteo composto da ecclesiastici e fedeli all'inizio o alla fine di un rito religioso. Essa avviene solitamente accompagnata da inni, salmodie, litanie o dal suono dell'organo o di altri strumenti. In alcuni feste hanno un particolare rilievo, come la Domenica delle Palme o il Corpus Domini.

Nelle processioni - maggiormente diffuse un tempo specialmente nei piccoli centri - viene di solito trasportata a spalla una statua o un'altra rappresentazione di figure religiose, come santi locali o figure legate alla festa celebrata.

 

Q

Le Quarantore

Le Quarantore sono una della forme di esposizione eucaristica, come ve ne erano tante e varie dal tardo Medioevo in poi. Si può dire che esse furono la forma tipica che l'adorazione solenne del Sacramento prese in Italia verso il principio del sec. XVI. Esse si richiamano in particolare alle 40 ore che Nostro Signore passò nel sepolcro, e forse traggono la loro origine nell'adorazione che si faceva tra il Giovedì santo e il Venerdì Santo davanti alla reposizione del Sacramento, che appunto veniva erroneamente, chiamataSepolcro. Si cominciò a praticarle a Milano nel 1527, come pio esercizio per scongiurare le calamità belliche del momento, dietro la spinta di Gian Antonio Bellotti, che ottenne che venissero praticate quattro volte in un anno. In tale occasione però il SS. Sacramento non veniva esposto, poiché l’adorazione avveniva davanti al tabernacolo chiuso. È controverso chi abbia per primo incominciato ad esporre per l’occasione il Sacramento, tra speciale rilievo di luci e di addobbi. Sembra che la cosa sia ad ogni modo cominciata a Milano, o nel 1534 per opera di P. Bono da Cremona, barnabita, o nel 1537 per opera del cappuccino P. Giuseppe da Fermo, al quale ad ogni modo va soprattutto il merito, oltre che di aver diffuso la pratica in altre importanti città italiane, di aver disposto che l'esposizione e l'adorazione del Sacramento passasse da una chiesa all'altra nella stessa città, in modo da creare un ciclo completo di adorazione durante tutto un anno (Adorazione perpetua).
A questa pratica furono assegnate le prime indulgenze da Papa Paolo III, ed essa ricevette la prima organizzazione stabile per Milano da S. Carlo Borromeo, nel I Conc. Provinciale del 1565.
A Roma ebbe un grande fautore in S. Filippo Neri, che la prese come una delle principali pratiche di devozione per la sua Confraternita, e la solenne festa esteriore con cui accompagnava la pratica contribuì a fare di lui il padre degli oratori musicali, che tanto decoro artistico diedero alla musica del tempo.
Il Papa Clemente VIII, nel 1592, diede una prima regolamentazione, disponendo che con l'esposizione delle Quarantore, “una catena ininterrotta di preghiere..., ad ogni ora del giorno e della notte, in tutto l'anno” si creasse a Roma. Finalmente Clemente XII, nel 1731, stabilì tutto il cerimoniale con cui si devono praticare le Quarantore con una istruzione che porta il nome di Instusctio Clementina.
Le Quarantore previste dalla Instructio Clementina si devono praticare naturalmente solo in quelle città che hanno molte chiese. La pratica però non tardò ad estendersi anche nei centri minori, almeno come esercizio annuale, specialmente dopo l'avvio che la cosa prese a Macerata nel 1556, per opera di due missionari gesuiti, che volendo ritrarre la gente da uno spettacolo immorale, organizzarono l'esposizione delle Quarantore con particolare solennità. La cosa non solo riuscì, ma contribuì a dare all'esercizio quel carattere di espiazione che riveste particolarmente nei luoghi dove si fa una volta all'anno, e precisamente nel periodo del Carnevale.
Il Papa Leone XIII, nel 1897, estese a tutte le chiese del mondo le indulgenze che alla pia pratica erano state concesse nella città di Roma.

La quaresima è uno dei tempi forti che la Chiesa cattolica e altre chiese cristiane, celebrano lungo l'anno liturgico. È il periodo che precede la celebrazione della Pasqua e che, secondo il rito romano, dura quarantaquattro giorni (partendo dal mercoledì delle Ceneri) mentre, secondo il rito ambrosiano, ne dura quaranta, a partire dalla domenica successiva al Martedì Grasso. Tale periodo è caratterizzato dall'invito insistente allaconversione a Dio. Sono pratiche tipiche della quaresima il digiuno ecclesiastico e altre forme di penitenza, la preghiera più intensa e la pratica della carità. È un cammino di preparazione a celebrare la Pasqua che è il culmine delle festività cristiane.

Ricorda i quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto dopo il suo battesimo nel Giordanoe prima del suo ministero pubblico. È anche il periodo in cui i catecumeni vivono l'ultima preparazione al loro battesimo.

 

R

RINGRAZIAMENTO
La seconda domenica di novembre la Chiesa in Italia celebra la 
Giornata Nazionale del Ringraziamento.
 
È una festa che viene da lontano ed ha le sue origini in Italia nel lontano 1951 per iniziativa della Coldiretti. Da allora puntualmente viene celebrata la seconda domenica di novembre e a livello locale viene riproposta nel periodo che va dalla festa di San Martino (11 novembre) alla festa di Sant’Antonio Abate (17 gennaio).
Nel 1973, con la pubblicazione del documento pastorale “La Chiesa e il mondo rurale italiano”, i vescovi italiani hanno assunto questa giornata come occasione opportuna di riflessione ed evangelizzazione dell’intera chiesa locale. Si legge nel documento sopra citato: «Si curi la Giornata del Ringraziamento in modo da renderla significativa per l’intera Chiesa particolare, oltre che occasione propizia per l’evangelizzazione del mondo rurale». Così dal 1974, ogni anno, i vescovi italiani offrono un messaggio che guida la riflessione e la preghiera.
 
Nel 2005 la Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace ha ritenuto opportuno aggiornare il documento del 1973 con la nota “Frutto della terra e del lavoro dell’uomo. Mondo Rurale che cambia e Chiesa in Italia”.

ritiri spirituali sono mezzi di formazione ascetica intesi a favorire la crescita nell'intimità con Dio durante intere giornate e a volte anche per più giorni.Obbligatori per sacerdoti, religiosi e membri di istituzioni per la cui appartenenza è necessaria una vocazione divina, sono comunque consigliati a tutti i fedeli laici almeno qualche volta nel corso della vita, al punto che è prevista una speciale indulgenza per i fedeli che partecipano a ritiri spirituali mensili.Durante i ritiri spirituali, favoriti dalle meditazioni, dalla lettura e dalla sosta prolungata dinanzi al Santissimo Sacramento, secondo la spiritualità cristiana è più facile esprimere propositi di conversione, di rinnovamento e miglioramento della vita interiore, di apostolato e finanche scoprire la propria vocazione ecclesiale.

 

Rosario

Le sue origini sono tardomedievali: fu diffuso grazie alle Confraternite del Santo Rosario, fondate da Pietro da Verona, santo appartenuto all'Ordine dei Frati Predicatori, tanto che se ne attribuì la nascita ad un'apparizione della Madonna, con la consegna del rosario al fondatore dell'Ordine San Domenico.

La preghiera fu approvata, a nome del papa, dal cardinale Alessandro Nanni Malatesta, legato pontificio e vescovo di Forlì. Non essendo elemento della liturgia della Chiesa cattolica, questa pratica ha subìto notevoli varianti nel corso dei secoli.

La preghiera consiste in cinque serie (chiamate "poste") di dieci Ave Maria unite allameditazione dei "misteri" (eventi, momenti o episodi significativi) della vita di Cristo e diMaria.

Il nome indica la "corona di rose", con riferimento al fiore "mariano" per eccellenza, simbolo della stessa "Ave Maria".

 

S

La Sindone di Torino, nota anche come Sacra Sindone, è un antico lenzuolo di lino, conservato da secoli nel Duomo di Torino, che mostra l'immagine di un uomo ucciso tramitecrocifissione, secondo la tradizione e la devozione cristiana identificabile con Gesù. Si tratta della più celebre reliquia della cristianità, e rappresenta probabilmente l'artefatto umano più studiato e discusso, oggetto di numerosi studi scientifici.L'importanza della Sindone risiede nella sua principale caratteristica: a differenza di tutte le altre tele conservate come reliquie nelle chiese d'Europa è l'unica a presentare l'immagine di un uomo che porta gli evidenti segni di una crocifissione eseguita con le modalità in voga nell'Impero Romano e, per di più, che presenta tutte le eccezioni a questa regola fatte per la crocifissione di Cristo così come viene descritta nei Vangeli: per questo la tradizione ha sempre identificato questa reliquia con il lenzuolo che fu usato per avvolgerne il suo corpo quando egli, morto, fu deposto nel sepolcro in attesa della sistemazione definitiva.

Sacrestano

Un sacrestano o sacrista o sagrestano è una persona incaricata di tenere in ordine la sacrestia, la chiesa ed il loro contenuto.Nei tempi antichi molte funzioni del sacrestano erano effettuate dai portieri (ostiarii), dai tesorieri e dai mansionarii. Nei Decretali di Gregorio IX si parlava del sacrestano come di un incarico onorevole collegato a un certo beneficio, e il cui dovere era di prendersi cura dei vasi sacri, dei paramenti, delle luci, ecc. Oggi il sacrestano è eletto o nominato. Il Caeremoniale Episcoporum prescriveva che nelle cattedrali e nelle collegiate il sacrestano dovesse essere un presbitero, e descriveva i suoi compiti in ordine alla sacrestia, alla santa Eucaristia, al fonte battesimale, agli olii santi, alle sacre reliquie, alla decorazione della chiesa per le diverse ricorrenze e festività, all'approntamento di quanto necessario per le diverse funzioni, al suono delle campane, al mantenimento dell'ordine in chiesa ed infine suggeriva che due canonici fossero preposti ogni anno a supervisionare il lavoro del sacrestano e dei suoi assistenti.

Il Sacro Cuore di Gesù è il cuore di Gesù al quale i cristiani della Chiesa cattolica rendono culto.

Alla devozione al Sacro Cuore è inoltre dedicata la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, celebrata un venerdìdopo la Solennità Corpus Domini.Lo scopo dell'adorazione del Sacro Cuore è quello di onorare con maggior fervore e devozione l'amore di Gesù Cristo che si offre e che lascia il segno vivo di tale offerta nel Sacramento dell'Eucaristia.

Lo spirito della devozione verso il Sacro Cuore è dunque onorare le sofferenze passate da Cristo e riparare le ingratitudini e gli affronti di cui è fatto oggetto ogni giorno nell'Eucaristia.

Al Cuore di Gesù la Chiesa cattolica rende culto di latria (adorazione), che si rende solo a Dio. Nel Cuore di Gesù la Chiesa adora:

  • uno degli organi della sua umanità, che, per l'intima unione con la Divinità, ha diritto all'adorazione;
  • l'amore del Salvatore per gli uomini, di cui è simbolo il suo cuore.

San Colombano, in gaelico Colum Bán (= colomba bianca) e in latino Columbanus Bobiensis (Navan, 542 circa – Bobbio, 23 novembre 615), fu un monaco missionario irlandese, noto per aver fondato da abate numerosi monasteri e chiese in Europa. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalle Chiese ortodosse e dalla Chiesa anglicana.

È conosciuto anche con altri nomi, impropri e più rari, quali san Colombano di Luxeuil (in Francia) o san Columba il Vecchio.

Tramite le sue numerose fondazioni contribuì alla diffusione in Europa del monachesimo irlandese. Stabilì una regola monastica che in seguito fu assimilata a quella benedettina e poi definitivamente abrogata anche formalmente nel 1448 da papa Niccolò V. Introdusse con il Paenitentiale l'uso della confessione privata in sostituzione di quella pubblica per il sacramento della penitenza.

Papa Benedetto XVI lo ha definito "santo europeo". Infatti, San Colombano stesso scrisse in una lettera che gli europei dovevano essere un unico popolo, un "corpo solo" che viene unito da radici cristiane in cui le barriere etniche e culturali vanno superate; inoltre usò per la prima volta l'espressione latina totius Europae.E' santo patrono dei motociclisti.

Nel Martirologio Romano22 maggion. 1:

Santa Rita da Cascia, al secolo Margherita Lotti (Roccaporena1381; †Cascia22 maggio 1447) è stata una religiosa italiana.

« Santa Rita, religiosa, che, sposata con un uomo violento, sopportò con pazienza i suoi maltrattamenti, riconciliandolo infine con Dio; in seguito, rimasta priva del marito e dei figli, entrò nel monastero dell'Ordine di Sant'Agostino aCascia in Umbria, offrendo a tutti un sublime esempio di pazienza e di compunzione

Molti sono i segni straordinari che vengono attribuiti a Rita da Cascia: la sera del Venerdì Santo, dopo la predica diSan Giacomo della Marca, affascinata dalla descrizione della Passione di Cristo avrebbe ricevuto una spina dalla corona di Cristo conficcata sulla fronte. La madre badessa rifiutò, in seguito a tale evento, la richiesta della santa di partire per Roma con le altre suore per un pellegrinaggio in occasione del Giubileo. Però, il giorno prima di partire, la tradizione vuole che la spina nella fronte sparisse e così Rita poté partire.

Per la fede cattolica, "santo" è colui che sull'esempio di Gesù Cristo, animato dall'amore, vive e muore in grazia di Dio; in senso particolare è colui che in vita si è distinto per l'esercizio delle virtù cristiane in forma eroica o per aver dato la vita a causa della fede (imartiri). La Chiesa cattolica, attraverso un atto proprio del magistero del Papa, proclama santo una persona solo in seguito all'esito di un articolato procedimento detto canonizzazione.

Gerardo Maiella (Muro Lucano6 aprile 1726 – Materdomini16 ottobre 1755) è stato un religioso italiano della Congregazione del Santissimo Redentore, canonizzato nel 1904 da papa Pio X.

Gerardo Maiella oggi è universalmente invocato come protettore delle donne incinte. La leggenda narra che poco prima di morire aveva fatto finta di dimenticare, ad Oliveto Citra, un suo fazzoletto presso la casa di una famiglia che l'ospitava. Una bambina, allora, gli corse dietro per restituirglielo, ma Gerardo le disse di tenerlo perché un giorno le sarebbe servito. Passati alcuni anni - Gerardo era già morto - la bambina, diventata sposa, gridava per le doglie del parto. I medici la davano per spacciata. Giunta quasi in fin di vita, si ricordò del fazzoletto di fratel Gerardo e volle che glielo posassero aperto sulla pancia. Appena ricevutolo, i dolori cessarono e la donna diede alla luce senza alcuna difficoltà il suo primo figlio.

Morì di tisi nel convento redentorista di Materdomini di Caposele all'età di 29 anni, il 16 ottobre 1755, dopo un breve periodo trascorso a letto durante il quale, si dice, non mancarono i fatti prodigiosi. Sempre secondo la leggenda la mattina dopo la morte del Santo, il fratello laico incaricato di suonare la campana a morto per dare l'annuncio funebre, fu preso da una forza misteriosa nelle braccia le quali, sottratte alla sua volontà, suonarono a festa le campane, dando così l'annuncio gioioso della nascita al cielo di Gerardo. La chiesetta dove il suo corpo venne esposto fu subito presa d'assalto da una moltitudine di gente venuta dalla vicina Caposele e anche da lontano, avvertita quest'ultima della morte del Santo.

Giacomo di Zebedeo, detto anche Giacomo il Maggioresan Jacopo o Iacopo(... – Giudea43 o 44), fu uno dei dodici apostoli di Gesù. Figlio di Zebedeo e diSalomè, era il fratello di Giovanni apostolo. È detto "Maggiore" per distinguerlo dall'apostolo omonimo, Giacomo di Alfeo detto "Minore". Secondo i vangeli sinotticiGiacomo e Giovanni erano assieme al padre sulla riva del lago quando Gesù li chiamò per seguirlo[1]. Stando al Vangelo secondo Marco, Giacomo e Giovanni furono soprannominati da Gesù Boanerghes ("figli del tuono") per sottolineare l'inesauribile zelo di cui erano dotati questi apostoli, ma anche il loro temperamento impetuoso[2]. Giacomo fu uno dei tre apostoli che assistettero alla trasfigurazione di Gesù[3]. Secondo gli Atti degli Apostoli fu messo a morte dal re Erode Agrippa.

Giovanni Battista, venerato da tutte le chiese cristiane e considerato santo da tutte quelle che ammettono il culto dei Santi, è una delle personalità più importanti dei Vangeli. Secondo il Cristianesimo, la sua vita e predicazione sono costantemente intrecciate con l'opera di Gesù Cristo.Giovanni dichiarò più volte di riconoscere Gesù come il Messia annunciato dai profeti, ma il momento culminante fu quello in cui Gesù stesso volle essere battezzato da lui nelle acque del Giordano; in tale occasione Giovanni additò Gesù ai suoi seguaci come "l'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo".Sono due le feste liturgiche in onore del santo.La prima è il 24 giugno e celebra la sua natività.
Questa festa che risale al VI secolo è l’unico caso di celebrazione di natività (oltre a quello della Vergine Maria).In molti paesi dell’Europa, la sera della vigilia della festa, si accendevano “i falò di San Giovanni” che vengono poi benedetti. La festa fu autorizzata nel 1801.La seconda celebrazione è il 29 agosto e celebra la sua “Decollazione” o “Passione”.

San Giuseppe, secondo il Nuovo Testamento, è lo sposo di Maria e il padre putativo di Gesù.

È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Il nome Giuseppe è la versione italiana dell'ebraico Yosef, attraverso il latino Ioseph.

Giuseppe, Maria e Gesù bambino sono anche collettivamente riconosciuti come Sacra famiglia.

La Chiesa cattolica ricorda san Giuseppe il 19 marzo con una solennità a lui intitolata.

La più antica pratica devozionale in onore del santo risale al 1536 ed è chiamata “pratica dei Sette dolori e allegrezze di San Giuseppe”; secondo una leggenda, riportata da fra Giovanni da Fano (1469-1539) fu il santo stesso, salvando due naufraghi da una tempesta, a promuovere e creare questa pia pratica.

 In molti Paesi di tradizione cattolica, la festa del papà viene festeggiata il giorno di san Giuseppe, padre putativo di Gesù, ovvero in corrispondenza con la Festa di San Giuseppe.

 

Santo Stefano (... – Gerusalemme, 36) è stato il primo dei sette diaconi scelti dagli apostoliperché li aiutassero nel ministero della fede. Era ebreo di nascita. Venerato come santodalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, è il protomartire cristiano, cioè il primo cristiano ad aver dato la vita per testimoniare la propria fede in Cristo e per la diffusione delVangelo. Il suo martirio ci viene descritto dagli Atti degli Apostoli dove appare evidente sia la sua chiamata al servizio dei discepoli che il suo martirio, avvenuto per lapidazione, alla presenza di Paolo di Tarso (Saulo) prima della conversione.

Figura carismatica, abile nei discorsi, è difficile batterlo in una discussione. Forse anche per questo viene preso in odio dai Giudei, che considerano le sue parole blasfeme e lo condannano.

Di Paolo VI è in corso il processo di beatificazione, e può essere usato per lui l'appellativo di Servo di Dio
Di Paolo VI è in corso il processo di beatificazione, e può essere usato per lui l'appellativo di Servo di Dio

Servo di Dio è un titolo che la Chiesa cattolica assegna dopo la morte a fedeli che ritiene si siano distinti per "santità divita" o "eroicità delle virtù", e per i quali è stato avviata lacausa di beatificazione.

Le fasi del processo canonico sono le seguenti:

  1. A livello diocesano viene aperto il processo di canonizzazione. La persona viene dichiarata Servo/a diDio, e il postulatore, appositamente nominato dalVescovo, raccoglie documenti e testimonianze che possano aiutare a ricostruire la vita e la santità del soggetto. Obiettivo è quello di verificarne l'"eroicità delle virtù".
  2. Conclusa la prima fase del processo, si attende dallaCongregazione per le Cause dei Santi il decreto in cui si dichiara la pratica delle virtù cristiane in modoeroico, o il martirio: a questo punto si può usare l'appellativo "Venerabile".
  3. Infine si attende e si analizza un miracolo ottenuto per l'intercessione del Venerabile, accertato il quale egli viene dichiarato Beato.
  4. Dopo un secondo miracolo approvato si attribuisce il titolo di Santo.

La Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani è un'iniziativa internazionale di preghiera ecumenica cristiana che si celebra ogni anno tra il 18 e il 25 gennaio. Di fatto è un ottavario, cioè dura otto giorni.Il primo Ottavario, in forma simile all’attuale, nacque su iniziativa di due ministri in relazione epistolare tra loro: l’inglese Spencer Jones,anglicano, e l’americano Paul James Francis Wattson, episcopaliano (anglicano americano). Nell’anno 1907, il rev. Jones suggerì l’istituzione, per il 29 giugno di ogni anno, di una giornata di preghiera per il ritorno degli anglicani, e di tutti gli altri cristiani, all’unità con laSede Romana. L’anno seguente Wattson ampliò l’idea, proponendola in forma di un'ottava allo scopo di domandare a Dio "il ritorno di tutte le altre pecore all’ovile di Pietro, l’unico pastore" e precisamente a questo anno (1908) che viene fatta risalire convenzionalmente la nascita ufficiale dell’attuale settimana.

La Solennità di Cristo Re dell'Universo nella Chiesa cattolica, nella Chiesa luterana ed in altre denominazioni cristiane indica un ricordo particolare di Gesù Cristo visto come re di tutto l'universo. Con essa si vuole sottolineare che la figura di Cristo rappresenta per i cattolici il Signore della storia e del tempo.
Questa festa fu introdotta da papa Pio XI, con '’enciclica Quas Primas dell'11 dicembre 1925. Spesso si attribuisce all'introduzione della festa anche un significato storico: nell'età de totalitarismo affermare la regalità di Cristo doveva rendere relative le suggestioni dei regimi, che pretendevano dai popoli un'adesione personale assoluta .Nella forma ordinaria del rito romano la festa coincide con l’ultima domenica dell’anno liturgico.

T

Tempio

Il tempio (dal latino templum = recinto consacrato, da una radice indoeuropea che ha avuto come esito in greco τέμενος (tempio), che deriva dal verbo τέμνω, "io taglio") è una struttura architettonica utilizzata come luogo di culto.

La Trasfigurazione di Gesù è un episodio della vita di Gesù descritto nei vangeli sinottici Matteo 17,1-8; Marco 9,2-8 e Luca 9,28-36.

Lo splendore di Cristo richiama la sua trascendenza, la presenza di Mosè ed Elia simboleggia la legge e i profeti che hanno annunciato sia la venuta del Messia che la sua passione e glorificazione; la nube si riferisce a teofanie già documentate nell'Antico Testamento.

La Trasfigurazione di Nostro Signore è la festa celebrata il 6 agosto dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da altre confessioni cristiane in ricordo dell'episodio biblico.

 

Trinità.

E il nome di Dio che esprime il suo essere in un'unica essenza o natura e in tre persone.
La Trinità è il mistero radicale della religione cristiana. Rende ragione al principio
fondamentale del*monoteismo e, al tempo stesso, che il più grande valore di ciò che
esiste o possa esistere è la persona in una relazione d'*amore. Non c'è nulla superiore
all'essere personale e la bontà più grande è l'amore. L'AT non conobbe questo mistero,
che nell'ambito culturale di quel tempo avrebbe facilmente indotto al*politeismo. Ve n'è
come un presentimento nei passi in cui Dio parla al plurale (cf Gn 1,26; 3,22; 11,7; Is
6,8), nella triplice invocazione disanto (cf Is 6,3), quando si parla dello " Spirito di Dio
" o della sapienza come personificata. Nel NT appare dovunque: racconto
dell'*annunciazione, in cui si percepisce l'azione del Padre, dello Spirito e del Figlio (cf
Lc 1,30.32.35);*teofania nel momento del battesimo di Gesù (Mc 1,9-10 e par.); parole
di Gesù sul Padre e sullo Spirito che invierà (cf Gv 1,1; 10,10.38; 14,11; 17,11.16.21.26;
ecc.). Particolarmente chiaro rimane nell'invio finale a battezzare nel nome del Padre e
del Figlio e dello Spirito Santo (Mt 28,19). San*Paolo abbonda in confessioni trinitarie:
per esempio, Rm 8,9-11; 15,26; 2 Cor 13,13; 1,21; Fil 2,6; Gal 2,9; 3,28; ecc.

 

Triduo pasquale

Il Triduo pasquale è il tempo centrale dell'anno liturgico del rito romano di forma ordinaria.[1]Esso celebra gli eventi del Mistero pasquale di Gesù Cristo, ossia l'istituzione dell'Eucarestia, del sacerdozio ministeriale e del comandamento dell'amore fraterno, e la passione, morte, discesa agli inferi e la resurrezione.

V

Il vescovo, in alcune chiese cristiane, è il responsabile (pastore) di una diocesi ed è considerato nel cattolicesimo il successore degli apostoli. La parola viene dal greco επίσκοπος(epìscopos), che significa "supervisore", "sorvegliante". Alcune chiese cristiane usano la traduzione invece della traslitterazione della parola greca, in corrispondenza di un servizio simile a quello dei vescovi cattolici. Nell'antica Grecia questo termine veniva utilizzato per indicare unoscolarca, o direttore di un'accademia, poiché spesso aveva funzioni di sorveglianza. Si è evoluto nel tempo coincidendo con la figura del dirigente tecnico, o tecnarca, come nella gerarchia dei filomati, mentre è rimasto invariato nell'assetto religioso delle varie chiese.

I vescovi cattolici godono dell'appellativo di "eccellenza reverendissima", mentre i patriarchi(cattolici e ortodossi) quello di "beatitudine".

 

La vocazione è una particolare sensibilità verso un tipo di vita, un'attività spesso intesa di carattere prettamente religioso o solidale, ma che esiste anche all'interno di pensieri filosofico-morali.La persona ha un trasporto innato nel vivere un certo tipo di vita. Di solito si parla di vocazione religiosa, nel contesto del Cattolicesimo si parla di vocazione sacerdotale, o di tipo monastico, che significa la voglia e la necessità interiore di seguire una chiamata.Il termine vocazione riproduce il latino vocatio, da vocare, chiamare, e corrisponde al greco κλῆσις (klēsis), da καλέω (kaleō), chiamo. Designa in senso specifico la chiamata che viene rivolta da Dio alla creatura umana.